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Bundesverwaltungsgericht 17.11.2011 D-4175/2011

17 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·905 parole·~5 min·1

Riassunto

Asilo (non entrata nel merito / safe country) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 15 luglio 2011

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4175/2011 Sen tenza   d e l   1 7   n o v emb r e   2011 Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (presidente del collegio),   Contessina Theis e Bendicht Tellenbach;  cancelliera Antonella Guarna. Parti A._______, nato il (…), Serbia,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 15 luglio 2011 / N […].

D­4175/2011 Pagina 2 Visto: la  domanda  di  asilo  che  l'interessato  ha  presentato  in  data  (…)  in  Svizzera, i  verbali  di  audizione  dell'interessato  del  26  maggio  2011  (di  seguito:  verbale 1) e del 22 giugno 2011 (di seguito: verbale 2), la  decisione  dell'UFM  del  15  luglio  2011,  notificata  all'interessato  il  18  luglio 2011 (cfr. risultanze processuali), il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  25  luglio  2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato),  l'originale dell'incarto UFM pervenuto al Tribunale amministrativo federale  (di seguito: il Tribunale) in data 27 luglio 2011,  la decisione incidentale del Tribunale dell'8 agosto 2011, con la quale ha  autorizzato il ricorrente a soggiornare in Svizzera sino a conclusione della  procedura,  i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno  1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d  cifra 1 LTF), 

D­4175/2011 Pagina 3 che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  di  ammissibilità  di  cui  agli  art.  48  cpv.  1  e  52  PA,  nonché  art. 108 cpv. 2 LAsi, che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata;  che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua, che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua,  di  modo  che  la  presente  sentenza è redatta in italiano, che  l'interessato,  cittadino  serbo,  di  etnia  rom,  originario  di  B._______  (Serbia)  con  ultimo  domicilio  a  C._______  (Serbia),  ha  dichiarato  di  essere espatriato dal  suo Paese di  origine nell'(…) 2011, a  causa della  condizione  di  miseria  in  cui  versava,  nonché  delle  discriminazioni  e  maltrattamenti  di  cui  sarebbe  stato  oggetto,  in  ragione  della  sua  appartenenza  all'etnia  rom;  che,  in  particolare,  egli  sarebbe  stato  respinto,  trattato  male  e  insultato  dalle  autorità  comunali  di  D._______  (Serbia),  segnatamente dall'Ufficio dell'aiuto sociale e dalla Polizia, ogni  qual  volta  si  sarebbe presentato  a  chiedere gli  aiuti  sociali  e  un  lavoro;  che  le  stesse  lo  avrebbero  indirizzato  all'associazione  dei  rom  per  chiedere  aiuto;  che,  tuttavia,  l'associazione  dei  rom  di  E._______  (Serbia),  a  cui  l'interessato  si  sarebbe  rivolto,  non  avrebbe  potuto  fare  nulla per lui, in mancanza di fondi; che, inoltre, il richiedente temerebbe in  patria  i  creditori  di  suo  figlio,  i  quali  – per  la mancata  restituzione di  un  prestito – avrebbero a suo dire distrutto la casa dell'interessato, dove egli  viveva con il figlio, come pure avrebbero minacciato quest'ultimo di morte;  che,  di  conseguenza,  anche  il  figlio  dell'interessato  sarebbe  stato  costretto  ad  espatriare  ed  avrebbe  depositato  una  domanda  di  asilo  in  Svizzera (N […]),  che, nella decisione del 15  luglio 2011,  l'UFM ha constatato, da un  lato,  che il Consiglio federale ha inserito  la Serbia nel novero dei Paesi sicuri  e,  dall'altro  lato,  che  le  allegazioni  in  materia  di  asilo  presentate  dal  richiedente non sarebbero rilevanti ai fini dell'asilo; che, di conseguenza,  non  emergerebbero  dalle  carte  processuali  degli  indizi  di  esposizione  dell'interessato a persecuzioni in caso di rientro in patria, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato 

D­4175/2011 Pagina 4 l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, che,  nel  gravame,  il  ricorrente  fa  valere  che  l'autorità  di  prime  cure  avrebbe dovuto entrare nel merito della sua domanda di asilo, adducendo  che  la decisione resa si basa su una constatazione  insufficiente dei  fatti  rilevanti;  che,  infatti,  esisterebbero  forti  indizi  di  persecuzioni  nel  suo  caso,  ritenuta  la  pesante  situazione  del  popolo  di  etnia  rom;  che,  segnatamente, come riporterebbero  tutti gli studi,  i  rapporti e  le  ricerche  condotte  su  questo  popolo,  i  rom  sarebbero  oggetto  di  vere  e  proprie  discriminazioni  con  violazioni  importanti  di  diritti  umani,  in  particolare  riguardo  alla  limitazione  all'accesso  ai  servizi  dello  Stato,  quali  l'educazione,  la salute e  la giustizia, sebbene tali diritti possano esistere  formalmente  sulla  carta;  che,  pertanto,  a  dire  del  ricorrente,  le  forti  discriminazioni  subite  avrebbero  rilevanza  in  procedura  di  asilo  e  non  sarebbero  più  psicologicamente  sopportabili;  che,  inoltre,  in  considerazione  del  clima  discriminatorio,  il  ricorrente  sostiene  che,  in  caso  di  rinvio  nel  suo Paese  di  origine,  egli  sarebbe  esposto  a  pericoli  concreti;  che,  di  conseguenza,  il  suo  allontanamento  non  sarebbe  ragionevolmente esigibile,  che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  nuove  indagini  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione dell'ammissione provvisoria; che ha, altresì, presentato una  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili spese processuali, che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda di  asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale ha  designato come sicuro secondo  l'art. 6a cpv. 2  lett. a LAsi, a meno che  non risultino indizi di persecuzione, che, allorquando  il Consiglio  federale  inserisce un Paese nel novero dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima  una  presunzione  di  assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese;  che  incombe  al  richiedente  l’asilo  di  invalidare  siffatta  presunzione  per  quanto  attiene  alla  sua  situazione  personale, che,  peraltro,  la  nozione  di  indizi  di  persecuzione  ai  sensi  dell’art. 34 cpv. 1 LAsi corrisponde a quella dell'art. 18 LAsi e comprende  non soltanto  i seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli 

D­4175/2011 Pagina 5 all’esecuzione dell’allontanamento, di cui all’art. 44 cpv. 2 LAsi, imputabili  all'agire  umano  (cfr.  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione  svizzera  di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA]  2004  n.  5  consid.  4c/aa,  GICRA 2003 n. 20 consid. 3c, GICRA 2003 n. 19 consid. 3c, GICRA 2003  n. 18), che,  per  ammettere  l'esistenza  di  indizi  di  persecuzione  che  implicano  l'entrata  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo,  vale  un  grado  di  verosimiglianza ridotto (cfr. GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247), che,  siccome  il  Consiglio  federale  ha  effettivamente  inserito,  in  data  6 marzo 2009,  la  Serbia  nel  novero  dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste di massima una presunzione di assenza di persecuzioni in detto  Paese, che,  nella  fattispecie,  dagli  atti  del  dossier  emergono  fatti  propri  ad  ammettere  l'esistenza  di  suddetti  indizi  di  persecuzioni  in  senso  lato,  contrariamente a quanto sostenuto dall'UFM,  che,  in  particolare,  alla  luce  del  grado di  verosimiglianza  ridotto  sancito  dalla suesposta giurisprudenza, costituiscono degli  indizi di persecuzioni  ai  sensi  dell'art.  34  cpv.  1  LAsi,  i  fatti  resi  dal  ricorrente  circa  i  comportamenti  di  cui  sarebbe  stato  vittima  da  parte  degli  impiegati  comunali  in  relazione  all'ottenimento  dell'assistenza  sociale,  nonché  da  parte dei creditori di suo figlio,  i quali avrebbero distrutto  la sua casa ed  avrebbero minacciato di morte suo figlio, costringendo quest'ultimo altresì  ad espatriare (cfr. verbale 1 e 2),  che,  peraltro,  vista  la  correlazione  dei  motivi  di  asilo  fatti  valere  dall'insorgente con la situazione alla base altresì dell'espatrio del figlio,  il  quale è giunto anch'esso in Svizzera, dove ha depositato una domanda di  asilo (N […]) qualche mese prima, le allegazioni del ricorrente avrebbero  dovuto  essere  esaminate  dall'UFM  in  relazione  a  quelle  del  figlio,  in  quanto si baserebbero su un unico stato di fatti,  che,  inoltre,  secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale,  l'esame  della  pertinenza  di  persecuzioni  da  parte  di  terzi,  come  nel  caso  di  specie –  ossia  che  sono  determinanti  in  materia  di  asilo,  a  condizione  che  il  ricorrente  non  possa  ottenere  la  protezione  adeguata  da  parte  delle  autorità del suo Stato di origine (cfr. GICRA 2006 n. 18 consid. 10.3.2) –  non può essere effettuato nell'ambito di una decisione di non entrata nel  merito,  poiché  tratta  la  pertinenza  dei  motivi  di  asilo  e  non  la  loro 

D­4175/2011 Pagina 6 verosimiglianza  (cfr. GICRA  2004  n.  35  consid.  5.1,  GICRA  2004  n.  5  consid.  4c.bb  e  4c.cc, GICRA 2003  n.  20  consid.  3  e  5b, GICRA 2003  n. 19 consid. 3 e 4),  che, di conseguenza, la decisione dell'UFM di non entrata nel merito della  domanda di asilo secondo l'art. 34 cpv. 1 LAsi deve essere annullata e il  ricorso dell'insorgente è accolto,  che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che,  visto  l'esito  della  procedura,  non  si  prelevano  spese  processuali (art. 63 PA),  che,  infine,  considerato  che  l'insorgente  non  è  rappresentato  in  questa  sede  e  che  non  risulta  abbia  altrimenti  dovuto  sopportare  dei  disborsi  relativamente  elevati  in  relazione  alla  procedura  di  ricorso,  non  si  giustifica  l'attribuzione  di  un'indennità  a  titolo  di  spese  ripetibili  (art.  64  cpv.  1  PA  nonché  art.  7  e  segg.  del  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF; RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente)

D­4175/2011 Pagina 7 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è accolto e la decisione impugnata è annullata. 2.  Gli  atti  di  causa  sono  rinviati  all'UFM  per  la  pronuncia  di  una  nuova  decisione ai sensi dei considerandi. 3.  Non si prelevano spese processuali. 4.  Non si attribuiscono spese ripetibili. 5.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il presidente del collegio: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna Data di spedizione:

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