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Bundesverwaltungsgericht 26.07.2011 D-4089/2011

26 luglio 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,446 parole·~7 min·2

Riassunto

Asilo (non entrata nel merito / assenza di documenti) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 18 luglio 2011

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4089/2011 Sen tenza   d e l   2 6   luglio   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione della giudice Gabriela Freihofer;  cancelliera Lydia Lazar Köhli. Parti A._______, nato l'(…), Algeria, ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 18 luglio 2011 / N […].

D­4089/2011 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessato ha presentato il (…) in Svizzera, il  documento che  l'UFM ha  rimesso all'interessato  il medesimo giorno e  mediante  il  quale  lo  ha  reso  attento  circa  la  necessità  di  consegnare,  entro  le  48  ore  successive  all'inoltro  della  sua  istanza  un  documento  d'identità  o  di  viaggio,  con  comminatoria  che,  in  caso  di  mancata  consegna e  in assenza di motivi  scusabili,  non si  entra nel merito della  sua domanda d'asilo, i  verbali  di  audizione  del  27  maggio  2011  (cfr.  act.  A5,  di  seguito:  verbale 1) e del 30 giugno 2011 (cfr. act. A37, di seguito: verbale 2), la decisione dell'UFM del 18 luglio 2011, notificata all'interessato il giorno  seguente (cfr. avviso di notifica e di ricevuta), il  ricorso  interposto  il 20  luglio 2011 (cfr.  timbro del plico  raccomandato)  contro  suddetta  decisione  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di seguito: il Tribunale),  i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca  di  protezione  (art.  31  e  33  lett.  d  LTAF,  art. 105   LAsi  e  art. 83 lett. d cifra 1 LTF),  che nell'ambito di ricorsi contro decisioni di non entrata nel merito ai sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi  l'oggetto  suscettibile  di  essere  impugnato 

D­4089/2011 Pagina 3 non  può  essere  esteso  alla  questione  della  concessione  dell'asilo,  che  presuppone una decisione nel merito della domanda stessa, che, di conseguenza, la conclusione ricorsuale tendente alla concessione  dell'asilo è inammissibile, che,  nei  citati  limiti,  vi  è  motivo  di  entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni  di  ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52 PA nonché all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  che  nell'ambito  delle  audizioni  sui  motivi  della  domanda  di  asilo  l'interessato ha dichiarato di essere cittadino algerino di etnia araba nato  a  B._______  (Algeria);  che  ha  altresì  affermato  di  avere  risieduto  da  ultimo  nella  sua  città  natale  tra  l'(…)  del  2003  e  la  sua  partenza  per  la  C._______ insieme al padre, avvenuta nel (…) 2005, che il medesimo ha affermato di aver lasciato il suo Paese di origine per  sottrarsi  al  pericolo  di  essere  sequestrato  da  un  gruppo  di  musulmani  barbuti facenti capo a D._______,  che  dopo  il  soggiorno  in  C._______  avrebbe  fatto  rientro  in  Patria  un'unica volta,  per qualche ora soltanto,  il  (…), prima di proseguire con  tutta la famiglia in direzione della Grecia, passando per la C._______ e la  E._______;  che,  di  seguito  e  procurandosi  dei  documenti  d'identità  presso dei  passatori,  avrebbe  raggiunto  la F._______  in  aereo,  dove  le  autorità  lo  avrebbero  controllato  e  gli  avrebbero  intimato  di  lasciare  il  Paese; che, da ultimo, avrebbe varcato illegalmente il confine svizzero in  auto nel (…) 2010, che, nella decisione  impugnata,  l'UFM ha considerato, da un  lato, che  il  richiedente non ha consegnato alle autorità competenti in materia di asilo  alcun documento d'identità o di viaggio valido entro le 48 ore successive  all'inoltro della sua istanza; che, dall'altro lato, detto Ufficio ha ritenuto che  nessuna  delle  eccezioni  previste  all'art. 32 cpv. 3 LAsi  sia  realizzata  nel  caso di specie, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art.  32  cpv.  2  lett.  a  LAsi,  pronunciando  l'allontanamento  dell'interessato dalla Svizzera e  l'esecuzione dell'allontanamento verso  il  suo Paese d'origine, siccome lecita, esigibile e possibile,  che,  nel  ricorso,  l'insorgente  dichiara  che  un  suo  allontanamento  non  potrebbe essere preso in considerazione,  in quanto, da un lato, egli non 

D­4089/2011 Pagina 4 sarebbe  in  possesso  di  documenti  che  permettano  di  allontanarlo  dalla  Svizzera verso il suo Paese di origine e, dall'altro lato, con riferimento alla  sentenza  del  21 gennaio 2011  della  Gran  Camera  della  Corte  europea  dei  diritto  dell'uomo  nella  causa M.S.S.  contro  Belgio  e  Grecia  (ricorso  n° 30696/09),  un  rinvio  verso  la  Grecia  non  sarebbe  neanch'esso  possibile, che, in conclusione, il ricorrente ha chiesto l'annullamento della decisione  impugnata  e  la  concessione  dell'asilo  e,  altresì,  che  gli  sia  accordato  il  gratuito patrocinio ai sensi dell'art. 65 PA, che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. a  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo  se  il  richiedente  non  consegna  alle  autorità  alcun  documento di viaggio o d'identità entro 48 ore dalla presentazione della  domanda,  che,  giusta  l'art. 32  cpv. 3  LAsi,  il  cpv. 2  lett. a  non  si  applica  se  il  richiedente  può  rendere  verosimile  di  non  essere  in  grado,  per  motivi  scusabili,  di  consegnare  documenti  di  viaggio  o  d'identità  entro  48  ore  dalla  presentazione della  domanda  (lett. a),  se  la  qualità  di  rifugiato  del  ricorrente  è  accertata  in  base  all'audizione,  nonché  in  base  all'art. 3  e  all'art. 7  LAsi  (lett. b),  oppure  se  l'audizione  rileva  che  sono  necessari  ulteriori chiarimenti per accertare la qualità di rifugiato o l'esistenza di un  impedimento all'esecuzione dell'allontanamento (lett. c),  che sono documenti di viaggio o d'identità ai sensi di legge quelli ufficiali,  segnatamente  il  passaporto  e  la  carta  d'identità,  che  permettono  un'identificazione  certa  del  richiedente  l'asilo  (in particolare  della  sua  cittadinanza)  e  che  ne  assicurano  il  rimpatrio  senza  necessità  di  particolari  formalità  amministrative;  che,  per  contro,  non  lo  sono  i  documenti  emessi  per  altri  scopi,  come  la  licenza  di  condurre,  la  carta  professionale,  il  certificato  di  nascita,  la  carta  scolastica  o  l'attestato  di  fine degli studi (cfr. DTAF 2007/7 consid. 6),  che,  fino  ad  oggi,  il  ricorrente  non  ha  presentato  alle  autorità  svizzere  alcun documento suscettibile di  identificarlo,  ritenuto che quanto versato  agli  atti  durante  la  procedura  di  prima  istanza  si  limita  ad  una  mera  fotocopia di un documento che pretenderebbe essere il suo passaporto, che,  per  quanto  attiene  al  possesso  di  documenti  d'identità,  ha  reso  versioni  contraddittorie  in  merito  al  suo  passaporto;  che,  ad  esempio,  l'affermazione secondo cui  le autorità algerine gli avrebbero rilasciato un 

D­4089/2011 Pagina 5 passaporto  nel  (…)  2009  (cfr.  verbale  1  pag.  3)  non  coincide  con  la  versione  secondo  cui,  in  detto  periodo,  egli  si  sarebbe  trovato  su  suolo  tunisino  (cfr.  verbale  1  pag.  2);  che,  inoltre,  l'allegazione  secondo  cui  detto  documento  si  troverebbe  in  E._______,  avendolo  consegnato  al  padre  (cfr.  ibidem  pag.  3)  è  in  contraddizione  con  quella  secondo  la  quale, invece, l'avrebbe distrutto lui stesso durante il soggiorno in Grecia  (cfr. verbale  2  pag.  3/D11),  rispettivamente  mentre  era  in  E._______  prima di varcare il confine (…) (cfr. ibidem pag. 3/D15),   che, peraltro, il ricorrente si trova in Svizzera da più di un anno, durante il  quale,  tuttavia,  non  ha  avviato  alcun  tentativo  al  fine  di  procurarsi  dei  documenti  d'identità;  che,  difatti,  benché  disponga  tuttora  di  parenti  in  Patria  (cfr.  verbale  1  pag.  3),  è  rimasto  del  tutto  inattivo  in  tal  senso,  adducendo  in  sede di  seconda audizione  di  non  avere  intrapreso  nulla,  giacché  non  si  considererebbe  cittadino  algerino  (cfr.  verbale  2  pag. 4/D21), che  l’insorgente  non  ha  quindi  effettuato  seri  e  concreti  sforzi  che  avrebbero potuto avere esito favorevole per l’invio dei suoi documenti, ciò  che costituisce un’ulteriore conferma della dissimulazione dei documenti  da parte sua, ritenuto che, di regola, chi ne è già in possesso e si limita a  dissimularli  non  intraprende  alcunché  di  concreto  per  procurarsene  di  nuovi, che,  vista  l'inconsistenza  e  l'inattendibilità  delle  suddette  dichiarazioni  circa  il  possesso di documenti d'identità,  vi è  ragione di  concludere che  egli  li  dissimuli  per  i  bisogni  della  causa;  che  il  ricorrente  deve  quindi  sopportare  le  conseguenze  della  mancata  consegna  dei  documenti  d'identità,  che, in conclusione, non avendo né esibito alcun documento d'identità, né  fornito una valida giustificazione per  la mancata produzione degli stessi,  l'eccezione  prevista  all'art. 32  cpv. 3  lett. a  LAsi  a  favore  dell'insorgente  non è applicabile,  che, in assenza di documenti di identità, occorre inoltre esaminare se, in  applicazione  dell'art. 32  cpv. 3  lett. b  LAsi,  in  base  agli  art. 3  e  7  LAsi  nonché all'audizione, è accertata la qualità di rifugiato del richiedente,  che  con  la  modifica  della  LAsi  del  16  dicembre  2005,  il  legislatore  ha  introdotto  con  l'art.  32  cpv.  2  lett.  a  nonché  cpv.  3  LAsi  una  procedura  sommaria  nell'ambito  della  quale  è  statuito  sull'adempimento  o  meno 

D­4089/2011 Pagina 6 della qualità di rifugiato, nonostante la stessa termini con una decisione di  non entrata nel merito (cfr. DTAF 2007/8, consid. 5), che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda d'asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi),  che,  difatti,  l'insorgente  non  ha  saputo  circostanziare  in  alcun modo  gli  allegati  problemi  avuti  in Patria  con  un  gruppo  di musulmani,  rendendo  dichiarazioni  molto  vaghe  e  spoglie  di  dettagli,  le  quali  inducono  a  dubitare seriamente che abbia realmente vissuto quanto raccontato; che,  a  guisa  di  esempio,  non  è  stato  in  grado  di  indicare  con  maggiore  precisione le identità delle persone che avrebbero più volte importunato la  sua  famiglia,  indicando  dapprima  che  il  loro  leader  sarebbe D._______  (cfr. verbale  1  pag.  5)  e,  di  seguito,  negando  di  conoscerle,  rispettivamente di essersi dimenticato i loro nomi (cfr. verbale 2 pagg. 4, 9  e  10/D31,  101  e  112);  che,  peraltro,  non  ha  saputo  riferire  quando  gli  allegati  problemi  avrebbe  avuto  inizio  (cfr.  ibidem  pag.  4/D29­30);  che  durante  la  prima  audizione  ha  riferito  che  tale  persone  avrebbero  fatto  irruzione al domicilio della famiglia ogni 3­4 giorni (cfr. verbale 1 pag. 5),  mentre  che  durante  la  seconda  audizione  ha  modificato  la  precedente  versione, asserendo di non  ricordarsi della  frequenza di dette visite e di  averne personalmente vissute unicamente due (cfr. verbale 2 pag. 9/D94  e  100);  che,  inoltre,  la  versione  secondo  cui  detti  uomini  avrebbero,  oltremodo,  tentato  di  ucciderlo  (cfr. ibidem pag.  5/D39),  non  solo  non  è  stata  circostanziata  da  elementi  consistenti  (cfr.  ibidem  pagg.  5­6/D44­ 49), bensì è stata completamente sottaciuta in sede di audizione sui fatti;  che,  confrontato  con  tale  discrepanza,  il  ricorrente  si  è  giustificato  con  una non meglio precisata confusione in testa (cfr.  ibidem pag. 11/D122);  che, del resto, risulta incredibile che non conosca le ragioni per le quali il  gruppo  di  musulmani  si  accanirebbe  da  anni  contro  la  sua  famiglia  (cfr. ibidem  pagg.  6  e  8/D56­58,  87),  ritenuto  che  a  causa  di  esse  egli  avrebbe lasciato il suo Paese, sarebbe vissuto diversi anni in C._______  e, da ultimo, avrebbe chiesto protezione in Svizzera, che,  oltremodo,  benché  invochi  la  concessione  dell'asilo,  nel  gravame  l'insorgente  non  si  è  in  alcun  modo  espresso  sugli  elementi  di  inverosimiglianza sollevati dall'autorità di prime cure, che,  del  resto,  non  vi  è  ragione  che  non  possa  ottenere  dalle  autorità  algerine, se opportunamente sollecitate, un'appropriata protezione statale 

D­4089/2011 Pagina 7 contro  l'eventuale  futuro agire  illegittimo di  terzi  nei  suoi  confronti,  tanto  più  che  ha  espressamente  indicato  di  non  avere  mai  avuto  alcun  problema di sorta con le autorità del suo Paese (cfr. verbale 1 pag. 5), che,  in  virtù  di  quanto  precede,  l'art.  32  cpv.  3  lett.  b  LAsi  non  trova  applicazione  nella  fattispecie,  rispettivamente  le  dichiarazioni  rese  dal  ricorrente sono state rettamente considerate inverosimili dall'UFM,  che, pertanto, non risultano elementi ai sensi dell'art. 32 cpv. 3 lett. c LAsi  da  cui  dedurre  la  necessità  di  ulteriori  accertamenti  ai  fini  della  determinazione della qualità di rifugiato dell'insorgente medesimo, che,  inoltre,  non  si  giustificano  neppure  delle  misure  di  istruzione  complementari ai fini di accertare l'esistenza di un eventuale impedimento  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  dal  punto  di  vista  dell'ammissibilità  (cfr.  DTAF  2009/50  consid.  5­8  pagg.  725­733  e  DTAF 2007/8 consid. 5.6.5­5.7 pagg. 90 e segg.), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18 aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv.,  RS 0.142.30), l'art. 5 LAsi  (divieto di  respingimento) nonché  l'art. 83 cpv. 3 della  legge federale del  16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20) o esporre il ricorrente  in Patria al rischio reale ed immediato di trattamenti contrari all'art. 3 della  convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei diritti dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3  della  convenzione  del  10 dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. Tortura, RS 0.105),  che, da quanto esposto, ne discende che l'UFM rettamente non è entrato  nel merito della domanda di asilo ai sensi dell'art. 32 cpv. 2 lett. a LAsi,  che,  di  conseguenza,  in  materia  di  non  entrata  nel  merito,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata,  che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e cpv. 2, art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'ordinanza 1 

D­4089/2011 Pagina 8 sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  [OAsi  1,  RS  142.11];  GiCRA 2001 n. 21),  che l'esecuzione dell'allontanamento è regolamentata all'art. 83 LStr; che,  giusta  suddetta  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr),  che,  in  considerazione  di  quanto  indicato  poc'anzi,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 cpv. 3 LStr), che,  inoltre,  la  situazione  vigente  in  Algeria  non  è,  notoriamente,  caratterizzata  da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nell'integralità  del  territorio  nazionale,  che,  quanto  alla  situazione  personale  del  ricorrente,  egli  è  giovane  e  celibe, ed ha svolto il mestiere di (…) per vari anni (cfr. verbale 1 pag. 2);  che in Patria dispone di diversi parenti, ossia nonni, zie e zii  (cfr. ibidem  pag.  3);  che,  oltremodo,  in  Patria  ritroverà  il  resto  della  sua  famiglia,  ovvero i genitori, la sorella ed i suoi fratelli (cfr. sentenza del Tribunale D­ 3931/2011 del 20 luglio 2011); che, infine, il ricorrente non ha preteso nel  gravame di soffrire di gravi problemi di salute che possano giustificare la  sua  ammissione  provvisoria  (cfr. GICRA 2003  n. 24),  senza  che  ad  un  esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di una permanenza  in Svizzera per motivi medici;  che,  difatti,  con  riferimento al  suo  tentato  suicidio  a  causa  dell'allora  imminente  rinvio  verso  la  Grecia  ed  al  suo  stato  di  ansia  e  depressione  ad  esso  connesso,  come  riscontrato  dal  Dr. G._______ nel  certificato medico del  (…)  (cfr. act. A39), egli  stesso,  durante  l'audizione sui motivi di asilo, ha dichiarato che  il  suo disagio è  durato  unicamente  una  (…)  giorni,  dopo  i  quali  ha  potuto  riprendere  la  vita quotidiana (cfr. verbale 2 pag. 10/D118), e che, momentaneamente,  farebbe uso di calmanti per curare i problemi di mal di testa e di insonnia  (cfr. ibidem pag. 7/D68­72),  che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 44  cpv. 2  LAsi  e 

D­4089/2011 Pagina 9 art. 83 cpv. 2 LStr);  che  il  ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (cfr.  DTAF  2008/34 consid. 12 pagg. 513­515); che l'esecuzione dell'allontanamento  è dunque pure possibile,  che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia di allontanamento e relativa esecuzione,  il gravame va disatteso  e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata,  che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  di  esito favorevole, la domanda di accordo del gratuito patrocinio è respinta  (art. 65 PA), che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art.  111a LAsi)  dal giudice unico,  con  l'approvazione di un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.­, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF; RS 173.320.2]).  (dispositivo alla pagina seguente)

D­4089/2011 Pagina 10 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Nella misura in cui è ammissibile, il ricorso è respinto. 2.  La domanda di accordo del gratuito patrocinio è respinta. 3.  Le spese processuali,  di CHF 600.­,  sono poste a  carico del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Lydia Lazar Köhli Data di spedizione:

D-4089/2011 — Bundesverwaltungsgericht 26.07.2011 D-4089/2011 — Swissrulings