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Bundesverwaltungsgericht 16.08.2011 D-1848/2010

16 agosto 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,656 parole·~8 min·1

Riassunto

Esecuzione dell'allontanamento | Esecuzione dell'allontanamento; decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­1848/2010 Sen tenza   d e l   1 6   a go s t o   2011 Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (presidente del collegio),  Walter Stöckli, Gérald Bovier;  cancelliera Antonella Guarna. Parti A._______, nato il (…), Sri Lanka,    ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,   autorità inferiore.  Oggetto Esecuzione dell'allontanamento;  decisione dell'UFM del 25 febbraio 2010 / N […].

D­1848/2010 Pagina 2 Fatti: A.  Il  (…),  l'interessato  –  di  etnia  tamil,  originario  di B._______  (Sri Lanka),  con  ultimo  domicilio  a  C._______,  rispettivamente  D._______  (nella  provincia  di  B._______)  –  ha  presentato  una  domanda  di  asilo  in  Svizzera.  Ha  dichiarato,  in  sostanza  e  per  quanto  è  qui  di  rilievo  (cfr.  verbali  di audizione del 20 ottobre 2008  [di  seguito:  verbale 1] e del 12  gennaio 2010 [di seguito: verbale 2]) di essere espatriato nell'agosto del  2008 per il timore di essere catturato e ucciso dai militari cingalesi, i quali  avrebbero nutrito il sospetto che egli fosse una spia del "Liberation Tigers  of Tamil Eelam" (LTTE). Dapprima, nel  (…),  l'interessato avrebbe subito  un'aggressione  da  parte  di  detti militari  durante  un  controllo  stradale  e,  successivamente, il (…), l'interessato sarebbe scampato alla visita al suo  domicilio da parte dei medesimi. L'interessato si sarebbe quindi rifugiato  presso  lo  (…)  ad C._______ e  il  (…),  grazie  all'aiuto  del  padre,  che  gli  avrebbe  procurato  un  lascia  passare,  egli  sarebbe  partito  in  aereo  per  E._______  (Sri Lanka) e si sarebbe poi  recato da sua zia a F._______.  Tuttavia,  non potendosi  registrare da solo e con una carta di  identità di  B._______  alla  Polizia  al  fine  di  rimanere  a  F._______  e  temendo  le  domande  che  la  Polizia  avrebbe  potuto  porgli,  l'interessato  avrebbe  deciso di espatriare definitivamente dal suo Paese di origine il (…).   B.  Con  decisione  del  25  febbraio  2010  (notificata  all'interessato  il  27 febbraio 2010; cfr. A 17/1), l'UFM ha respinto la succitata domanda di  asilo. Detto Ufficio  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  di  origine, ossia lo Sri Lanka, siccome lecita, esigibile e possibile. C.  Il  23  marzo  2010,  l'interessato,  ha  inoltrato  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  Tribunale)  contro  la  menzionata  decisione dell'UFM. Ha chiesto l'annullamento della decisione impugnata,  limitatamente al punto di questione dell'esecuzione dell'allontanamento, e  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria.  Ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili spese processuali.

D­1848/2010 Pagina 3 D.  Con  decisioni  incidentali  del  4 maggio  2010,  il  Tribunale  ha  rinunciato,  ritenuta  la  sussistenza  di  motivi  particolari  (art.  63  cpv.  4  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  [PA,  RS 172.021]),  a  chiedere  il  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili  spese  processuali  ed  ha  invitato  l'autorità  inferiore  a  presentare una risposta al ricorso. E.  In data 1° giugno 2010, nell'ambito della sua  risposta,  l'autorità  inferiore  ha  proposto  la  reiezione  del  gravame.  Tali  osservazioni  sono  state  trasmesse al ricorrente per informazione dal Tribunale il giorno seguente. Diritto: 1.  1.1. Le procedure in materia di asilo sono rette dalla PA, dalla  legge del  17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32)  e  dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  federale  (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), 1.2.  Il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d  cifra 1 LTF). 2.  2.1.  Vi  è  motivo  di  entrare  nel  merito  del  ricorso  che  adempie  le  condizioni di ammissibilità di cui agli art. 48 cpv. 1, come pure 52 PA e  all'art. 108 cpv. 1 LAsi. 2.2.  Il  ricorso  del  23  marzo  2010  verte  solo  sulla  questione  relativa  all'esecuzione dell'allontanamento. Ne discende che  l'oggetto del  ricorso  consiste  unicamente  nella  questione  relativa  all'esecuzione  dell'allontanamento,  mentre  che  la  decisione  impugnata  è  cresciuta  in  giudicato in materia di asilo e riguardo alla pronuncia dell'allontanamento.  Di  conseguenza,  il  Tribunale  si  limiterà  all'esame  dei  punti  4  e  5  del  dispositivo  della  decisione  querelata  relativi  all'esecuzione  dell'allontanamento del ricorrente. 

D­1848/2010 Pagina 4 3.  3.1. Giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 37 LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata.  Se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento  può  svolgersi in tale lingua. 3.2. Nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua,  di  modo  che  la  presente  sentenza va redatta in italiano. 4.  Il  Tribunale  esamina  liberamente  l'applicazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  dei  fatti  e  l'inadeguatezza,  senza  essere  vincolato  dai  motivi  invocati  dalle  parti  (art.  62  cpv.  4  PA)  o  dai  considerandi  della  decisione impugnata (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR, Droit  administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5).  5.  5.1.  Nella  decisione  impugnata,  in  merito  all'esecuzione  dell'allontanamento  del  richiedente  nel  suo  Paese  di  origine,  l'UFM  ha  considerato,  da  un  lato,  che  l'allontanamento  di  costui  –  originario  di  B._______ – non sarebbe ragionevolmente esigibile nel Nord del Paese,  in  quanto  il  conflitto  alla  base  della  guerra  civile  resterebbe  irrisolto,  in  particolare la questione dell'autonomia regionale per la minoranza tamil al  Nord  e  all'Est  del  Paese,  nonché  in  considerazione  della  situazione  invariata  in  dette  regioni  sotto  il  profilo  della  sicurezza  e  dei  diritti  dell'uomo.  Dall'altro  lato,  detto  Ufficio  ha  ritenuto  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  richiedente  sarebbe  esigibile  verso  F._______.  Infatti,  in detta città,  il richiedente avrebbe una (…) paterna – presso cui  egli  avrebbe  vissuto  tra  (…) e  (…) –  che  vi  vivrebbe da  (…) anni  con  i  suoi  (…)  figli  e  vi  eserciterebbe  un'attività  lavorativa  in  una  fabbrica  di  (…). Peraltro,  l'interessato godrebbe di una buona formazione scolastica  e  di  competenze  nell'(…).  Infine,  dal  punto  di  vista  tecnico  e  pratico,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  richiedente  verso  detto  Paese  sarebbe possibile. 5.2. Nel  gravame,  il  ricorrente  contesta  di  potersi  realmente  stabilire  a  F._______  ed  evidenzia  che  l'UFM  non  avrebbe  adeguatamente 

D­1848/2010 Pagina 5 analizzato  l'effettiva esistenza di motivi  individuali  favorevoli all'esigibilità  della  sua  presa  di  domicilio  in  detta  città.  Segnatamente,  richiamata  la  presa  di  posizione  dell'Organizzazione  svizzera  di  aiuto  ai  rifugiati  (OSAR)  dell'8  dicembre 2009,  i  tamil  del  Nord  dello  Sri  Lanka  non  avrebbero  la  reale possibilità di stabilirsi  in un'altra  regione del Paese e  sarebbero  esposti  al  rischio  di  arresti  arbitrari  per  il  solo  fatto  di  appartenere a detta etnia, di provenire dal Nord del Paese e di rientrare  dall'estero  in  Sri  Lanka.  Infatti,  diversi  rapporti,  come  ad  esempio  il  Bollettino dell'Agenzia britannica del febbraio 2010, indicherebbero che le  forze  di  sicurezza  e  la  Polizia  tenderebbero  a  sospettare  automaticamente  di  simpatie  per  il  LTTE,  chiunque  sia  di  etnia  tamil  e  provenga dalle zone controllate un tempo da questo movimento. Peraltro,  la popolazione tamil di dette zone sarebbe costretta a vivere confinata in  veri  e  propri  campi  di  detenzione  controllati  dai militari  governativi  ed  a  subire gravissime discriminazioni e sistematici sospetti. Di conseguenza,  il  ricorrente sostiene che non vi sarebbe alcuna garanzia che egli possa  risiedere  legalmente  a  F._______.  Inoltre,  richiamata  la  giurisprudenza  del  Tribunale  (cfr. DTAF 2008/2),  fa  valere  che  la  sola  presenza  di  una  (…) e le condizioni socio­economiche della stessa – da sola, con (…) figli  minorenni  a  carico  in  un  contesto  difficile  quale  quello  della  città  di  F._______ – non comproverebbero l'esistenza di una solida rete familiare  e  renderebbero  impensabile  il  suo  reinserimento,  giacché  egli  si  troverebbe  senza  una  concreta  possibilità  di  guadagno  o  una  garanzia  reale di alloggio, nonché ritenuti altresì i gravi problemi che implicherebbe  per sua (…) e i suoi figli l'accoglimento del ricorrente a casa loro, essendo  costui rifugiato del Nord. Infatti,  il breve soggiorno dell'insorgente presso  sua (…) si sarebbe svolto nella clandestinità, in quanto egli non avrebbe  potuto  registrarsi  presso  le  autorità  locali,  a  causa  dei  timori  legati  al  possesso di una carta d'identità del Nord del Paese e, se si registrasse,  egli sarebbe sottoposto ad un dettagliato interrogatorio con il forte rischio  di essere sospettato di  simpatie per  il  LTTE. Del  resto,  il  ricorrente – di  etnia tamil ed originario del Nord – subirebbe i pregiudizi di cui sarebbero  vittime  i  tamil  del  Nord  rifugiati  interni.  Per  questi motivi,  la  valutazione  dell'UFM circa  l'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento,  in  ragione  dell'esistenza  a  F._______  di  sua  (…),  sarebbe  sommaria,  infondata  e  non  sarebbe adeguatamente motivata ed  il  suo  rinvio  in detto Paese  lo  esporrebbe ad un rischio concreto per la sua vita, ragion per cui dovrebbe  essere considerato inesigibile.  5.3. Nella risposta al ricorso, l'UFM ha osservato che l'atto ricorsuale non  conterrebbe  fatti  o mezzi di prova nuovi  che potrebbero giustificare una 

D­1848/2010 Pagina 6 modifica della sua posizione. Ha, di conseguenza, rinviato ai considerandi  della decisione impugnata, confermandoli pienamente.  6.  6.1.  L'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art.  83  della  legge federale sugli stranieri del 16 dicembre 2005 (LStr, RS 142.20), al  quale  rinvia  l'art.  44  cpv.  2  LAsi.  Giusta  tale  norma,  l'esecuzione  dell'allontanamento  deve  essere  possibile  (art.  83  cpv.  2  LStr),  ammissibile (art. 83 cpv. 3 LStr) e ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv.  4 LStr). 6.2.  6.2.1. Ritenuto segnatamente il diniego in favore del ricorrente dell'asilo e  della  qualità  di  rifugiato  nella  decisione  di  prima  istanza,  regolarmente  cresciuta  in  giudicato,  in  assenza  di  una  contestazione  da  parte  del  medesimo  tramite  l'atto  ricorsuale  del  23 marzo 2010,  non  emergono  dalle  carte  processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Sri  Lanka  dal  profilo  della  condizione  di  ammissibilità  secondo  l'art.  83  cpv.  3  LStr  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS 101),  l'art.  33  della  Convenzione  sullo  statuto dei rifugiati del 28 luglio 1951 (Conv., RS 0.142.30) e  l'art. 5 LAsi  (divieto di respingimento).  6.2.2.  La  portata  dell'art.  83  cpv.  3  LStr  non  si  esaurisce,  altresì,  nella  massima  del  divieto  di  respingimento.  Anche  altri  impegni  di  diritto  internazionale  della  Svizzera  possono  essere  ostativi  all'esecuzione  del  rimpatrio,  in  particolare  l'art.  3  della Convenzione  del  4 novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS 0.101)  o  l'art.  3  della  Convenzione  del  10  dicembre  1984  contro  la  tortura ed altre pene o  trattamenti crudeli,  inumai o degradanti  (Conv.  tortura, RS 0.105). L'applicazione di  tali disposizioni presuppone,  peraltro,  l'esistenza  di  serie  e  concrete  ragioni  per  ritenere  che  lo  straniero  possa  essere  esposto,  nel  Paese  verso  il  quale  sarà  allontanato, a dei trattamenti contrari a detti articoli; spetta al ricorrente di  rendere plausibile l'esistenza di siffatte serie e concrete ragioni.

D­1848/2010 Pagina 7 Nel  caso concreto non è dato  rilevare alcun serio  indizio  secondo cui  il  ricorrente  possa  essere  esposto,  in  caso  di  rimpatrio  a  F._______,  al  rischio  reale  ed  immediato  di  un  trattamento  contrario  a  siffatte  disposizioni. In altri termini, quest'ultimo non ha saputo fornire un insieme  di  indizi  oppure  presunzioni  non  contraddette,  sufficientemente  gravi,  precisi e concordanti quo ad un pericolo di esposizione personale ad atti  o  fatti  che  si  ritengono  contrari  alle  disposizioni  sopraccitate.  Infatti,  il  timore  per  il  ricorrente  di  registrarsi  presso  le  autorità  del  Paese  e,  di  conseguenza,  di  essere  esposto  al  rischio  di  arresti  arbitrari  o  a  gravissime  discriminazioni,  in  considerazione  della  sola  appartenenza  all'etnia  tamil, della sua provenienza dal Nord del Paese o per  il  fatto di  essere  stato  all'estero,  poiché  sospettato  automaticamente  di  simpatie  per il movimento LTTE (cfr. ricorso pagg. 2­3), si riduce ad una semplice  affermazione  di  parte  non  corroborata  da  alcun  elemento  oggettivo,  nonché inconsistente a comprovare l'esistenza di qualsivoglia trattamento  contrario  all'art. 3 CEDU  o  all'art. 3 Conv.  tortura  (cfr.  sentenza  del  Tribunale D­3865/2010 del 23 marzo 2011 consid. 10.3). Del resto, se da  un  lato,  secondo  l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per  i Rifugiati  (ACNUR),  le  violazioni  dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  attualmente commesse in Sri Lanka concernono in particolare i giovani di  etnia tamil, originari del Nord, sospettati di aver fatto parte del LTTE o di  essere legati ai membri dell'élite del LTTE oppure incapaci di presentare  dei  documenti  di  identità  valevoli  (cfr.  Sentenza  del  Tribunale  D­ 7101/2010 del 4 novembre 2010 pag. 11 e relativi  riferimenti, nonché E­ 3603/2010 del 22 febbraio 2011 consid. 3.4.3), dall'altro lato, il ricorrente  non  ha  dimostrato  di  rientrare  in  una  delle  suddette  fattispecie.  Inoltre,  secondo l'Ambasciata di Svizzera a E._______, l'obbligo di registrarsi per  le persone di etnia  tamil è stato  tolto  il 31 dicembre 2009 (cfr. sentenza  del  Tribunale  E­3603/2010  del  22  febbraio  2011  consid. 3.4.4).  Ne  discende  che  i  rischi  addotti  dal  ricorrente  legati  ad  un'eventuale  registrazione  presso  le  autorità  di  F._______  sono  manifestamente  infondati.  6.2.3.  Pertanto,  come  rettamente  ritenuto  nel  giudizio  litigioso,  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile  ai  sensi  delle  norme  del  diritto  pubblico  internazionale  nonché  della  LAsi  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 3 LStr). 6.3.  6.3.1.  Giusta  l'art.  83  cpv.  4  LStr,  l'esecuzione  non  può  essere  ragionevolmente esigibile qualora, nello Stato d'origine o di provenienza, 

D­1848/2010 Pagina 8 lo  straniero  venisse  a  trovarsi  concretamente  in  pericolo  in  seguito  a  situazioni quali guerra, guerra civile, violenza generalizzata o emergenza  medica (cfr. Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera  di  ricorso  in materia  di  asilo  [GICRA]  2005  n.  24  consid.  10.1,  nonché  DTAF 2007/10 e relativi riferimenti). 6.3.2.  Secondo  la  giurisprudenza  del  Tribunale,  l'esecuzione  dell'allontanamento nella provincia del Nord, ed in particolare nei distretti  di  Kilinochchi,  Mannar,  Vavuniya,  Mullaitivu  e  Jaffna,  nonché  nella  provincia  dell'Est,  ovvero  nei  distretti  di  Trincomalee,  Batticaloa  ed  Ampara, è inesigibile (cfr. DTAF 2008/2). Attualmente,  l'esigibilità  dell'allontanamento  verso  lo  Sri  Lanka  è  stata  consolidata con la sconfitta degli ultimi gruppi di ribelli del LTTE nel Nord­ Est del Paese e con la fine delle ostilità ufficializzata il 18 maggio 2009. In  siffatte  condizioni,  sebbene  non  si  possa  negare  l'esistenza  in  detto  Paese  di  situazioni  di  sicurezza  delicate,  segnatamente  arresti  e  fermi  verso individui di etnia tamil sospettati di voler ancora perpetrare la causa  del LTTE, vi è ragione di ritenere che in Sri Lanka non vige più in maniera  generale una situazione di guerra, guerra civile o violenza generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della  popolazione  nella  totalità  del  territorio  nazionale e che permetterebbe di presumere l'inesigibilità dell'esecuzione  dell'allontanamento  per  tutti  i  cittadini  di  detto  Paese  (cfr.  sentenze  del  Tribunale D­6016/2007 del 2 giugno 2009 consid. 17.3; D­7101/2010 del  4  novembre  2010  pagg.  10­11;  E­7831/2010  del  30  novembre  2010  pag. 10; E­3603/2010 del 22 febbraio 2011, consid. 3.4.3).  Ad ogni modo, può essere lasciata aperta l'analisi della situazione attuale  dello Sri Lanka, dopo  la sconfitta del LTTE nel Nord­Est del Paese e  la  fine delle ostilità, ritenuto che, come verrà esposto nel considerando che  segue,  il  ricorrente  dispone  di  un'alternativa  di  soggiorno  interna  a  F._______, avuto riguardo alla sua situazione personale (cfr. cons. 6.3.3).  6.3.3.  Infatti,  il  ricorrente è partito alla volta di E._______ e si è rifugiato  presso sua (…) paterna, rispettivamente (…) di suo padre, a F._______,  dove  ha  vissuto  (…)  giorni,  prima  di  espatriare  definitivamente  dal  suo  Paese  (cfr.  verbale  1  pag.  4  e  verbale  2  D14).  Orbene,  senza  voler  minimizzare la situazione in cui verserebbe la parente del ricorrente – in  quanto sola e con (…) figli minorenni a carico come pretende il medesimo  (cfr. verbale  2  D13  e  ricorso  pagg.  4­5)  –  il  Tribunale  rileva  che  la  presenza della stessa è suscettibile di garantire al medesimo il sufficiente  e necessario aiuto per il suo adeguato reinserimento. Difatti, al momento 

D­1848/2010 Pagina 9 del suo rientro  in patria,  l'insorgente potrà beneficiare di un alloggio e di  un minimo sostentamento da parte della (…) – come del resto è avvenuto  prima  del  suo  espatrio  –  quale  base  per  poi  costruire  il  suo  futuro  in  maniera autonoma. Peraltro, ritenuto che la (…) vive a F._______ da ben  (…)  anni  e  dispone  di  un'attività  lavorativa  in  seno  ad  una  azienda  alimentare, ella potrà contribuire al pronto reinserimento del ricorrente nel  mondo  del  lavoro,  avuto  altresì  riguardo  alla  situazione  favorevole  del  medesimo,  il  quale  è  giovane,  ha  una  formazione  scolastica  più  che  decennale,  ha  seguito  un  corso di  (…) di  un anno ed ha un'esperienza  lavorativa come (…) (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 D17­D18). Inoltre,  anche il  figlio sposato di sua (…), ovvero il (…) del ricorrente – che vive  nella  medesima  regione  e  che  quindi  è  inserito  nel  tessuto  sociale –  costituisce un altro appoggio a cui l'insorgente può riferirsi (cfr. verbale 2  D13). Per di più, al nord del Paese, vivono ancora i suoi (…), (…) e (…)  paterni e materni, nonché (…) (cfr. verbale 1 pag. 2 e verbale 2 D12) che  potranno altresì contribuire al rientro del ricorrente in Patria. Infatti, come  suo  padre  l'avrebbe  accompagnato  in  aereo  a  E._______  in  occasione  della sua  fuga nel  (…) (cfr. verbale 1 pag. 4),  il medesimo potrà andare  ad  accoglierlo  al  momento  del  suo  rientro  in  Patria,  a  F._______.  Del  resto, l'insorgente potrà, se necessario, rivolgersi ai suoi parenti all'estero  per beneficiare di un aiuto economico (cfr. verbale 1 pag. 2), come pure  richiedere  un  adeguato  aiuto  al  ritorno  ai  sensi  dell'art.  93  cpv.  1  lett. d LAsi, al  fine di  favorire  il suo reinserimento.  In siffatte circostanze,  ne  discende  che  il  ricorrente  beneficia  di  una  solida  rete  familiare  e  sociale  suscettibile  di  apportargli  il  necessario  sostegno,  come  pure  di  concrete garanzie di alloggio e di  reddito.  Inoltre,  il Tribunale  rileva che,  contrariamente a quanto sostenuto dal ricorrente, non vi sono ostacoli di  ordine  amministrativo  che  potrebbero  impedire  l'effettivo  reinserimento  del  medesimo  a  F._______,  segnatamente  in  merito  all'asserita  impossibilità di registrarsi presso le autorità di Polizia (cfr. consid. 6.2.2).  Infine,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  tali  da  giustificare  un'ammissione  provvisoria  (cfr.  GICRA 2003 n. 24), senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa  emerga  la  necessità  di  una  sua  permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici. Pertanto, alla luce delle sopraesposte considerazioni, v'è ragione  di  concludere  che  il  ricorrente  dispone  di  un'alternativa  di  soggiorno  interna  a  F._______,  dove  –  conformemente  ai  dettami  posti  dalla  giurisprudenza – il rinvio non è inesigibile e dove egli può godere di una  rete  familiare  e  sociale,  come  ha  rettamente  ritenuto  l'autorità  inferiore.  Quest'ultima, infatti, contrariamente a quanto fatto valere dal ricorrente in  sede  di  ricorso  (cfr.  ricorso  pagg.  2  e  5),  ha  esposto  in  modo  sufficientemente  esaustivo  i  fatti  ed  i  motivi  alla  base  della  sua 

D­1848/2010 Pagina 10 valutazione  per  consentire  al  ricorrente  di  comprendere  la  portata  della  decisione  impugnata,  in  particolare  relativa  all'esigibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento,  nonché di  ricorrere  con  criteri  adeguati. Dunque,  le  argomentazioni  dell'UFM  sono  da  considerarsi  complete  e  rispettose  dell'obbligo  della  motivazione  ai  sensi  della  legge  (art. 35 PA).  In  conclusione,  visto  tutto  quanto  precede,  il  Tribunale  considera  che  l'autorità  inferiore  ha  rettamente  ritenuto,  siccome  adempiuti,  i  presupposti  per  formulare  una  prognosi  favorevole  con  riferimento  alle  effettive possibilità per  il ricorrente di un adeguato reinserimento nel suo  Paese d'origine, segnatamente a F._______. 6.4. Di conseguenza, l'esecuzione dell'allontanamento è ragionevolmente  esigibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 4 LStr). 6.5.  Non  risultano  impedimenti  neppure  dal  profilo  della  possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 2 Str).  Infatti,  il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza  (art. 8 cpv. 4  LAsi;  DTAF 2008/34  consid.  12  pagg.  513­515),  potrà  procurarsi ogni documento necessario al rimpatrio, oltre all'originale della  sua carta d'identità che ha depositato agli atti (cfr. risultanze processuali).  L'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile. 7.  In  considerazione  di  quanto  precede,  il  gravame  va  disatteso  e  la  querelata decisione confermata. 8.  Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  di  CHF  600.­,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. b del regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente)

D­1848/2010 Pagina 11 Per  questi  motivi,  il  Tribunale  amministrativo  federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali  di  CHF  600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  data  di  spedizione della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il presidente del collegio: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna Data di spedizione: