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Bundesverwaltungsgericht 01.09.2011 C-4408/2009

1 settembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,813 parole·~14 min·1

Riassunto

Revisione della rendita | Assicurazione per l'invalidità (decisione del 18 giugno 2009)

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte III C­4408/2009 Sen tenza   d e l   1 °   sett emb r e   2011 Composizione Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  Franziska Schneider e Philippe Weissenberger,  cancelliera Marcella Lurà. Parti A._______,  rappresentata dal Patronato ITAL­UIL,  ricorrente,  contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero (UAIE), avenue Edmond­Vaucher 18, casella postale 3100,  1211 Ginevra 2,    autorità inferiore.  Oggetto Assicurazione per l'invalidità (decisione del 18 giugno 2009).

C­4408/2009 Pagina 2 Fatti: A.  Con decisioni del 10 gennaio 1992 (doc. 72 a 74), la competente autorità  (attualmente  Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  [di  seguito  UAIE])  ha  deciso  di  erogare  in  favore  di  A._______ – cittadina italiana, nata il (…), divorziata, con due figlie (doc.  7)  –  una  rendita  intera  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  dal  1°  agosto 1988 al 31 maggio 1990 ed una mezza rendita a decorrere dal 1°  giugno 1990, unitamente alle rendite completive in favore delle figlie. Con  decisione del 2 maggio 1995 (doc. 86),  l'UAIE ha nuovamente concesso  alla  ricorrente  una  rendita  intera  d'invalidità  con  effetto  al  1°  febbraio  1995.  L'erogazione  di  una  rendita  intera  è  poi  stata  confermata  con  comunicazione del 30 novembre 1999 (doc. 102) e con decisione del 13  aprile  2005  (doc.  130).  Siffatte  rendite  sono  state  accordate  sulla  base  delle affezioni fisiche (lesioni cerebrali [deterioramento cognitivo a seguito  di  trauma  cranico])  e  psichiche  (segnatamente  psicosi  postraumatica,  sindrome  depressiva  atipica,  disturbo  della  personalità  di  tipo  isterico)  ritenute  in diversi rapporti medici (cfr.,  fra  l'altro, doc. 24, 26, 27, 28, 32,  33, 34, 37, 43, 44, 47, 51, 55, 56, 66, 82, 83, 84, 98, 100, 113, 115, 116,  117,  124,  125  e  127),  affezioni  connesse  con  l'incidente  occorso  nell'aprile del 1987 (caduta da un treno). B.  B.a Nel mese di agosto del 2008, l'autorità inferiore ha avviato la prevista  procedura di revisione del diritto alla rendita (doc. 137b). B.b  Nell'ambio  della  citata  procedura,  risultano  essere  stati  prodotti  in  particolare  il questionario per  la  revisione della  rendita AI, unitamente ai  formulari  per  la  dichiarazione  dei  redditi  per  gli  anni  2005  e  2006  (doc.  147). B.c  B.c.a  Nel  rapporto  del  18  novembre  2008,  la  dott.ssa  B._______,  specialista in psicologia e neuropsicologia incaricata dall'autorità inferiore,  ha  constatato,  sulla  base  dell'esame  neuropsicologico,  che  l'interessata  presenta  una  grave  disfunzione  cognitiva,  pur  sottolineando  che,  conto  tenuto  di  un  quadro  clinico  in  contrasto  con  la  relativa  autonomia  della  paziente e di un possibile aggravio dei disturbi dovuto ad aspetti psichici, i  risultati  dell'esame  neuropsicologico  erano  suscettibili  di  non  riflettere 

C­4408/2009 Pagina 3 correttamente  le  competenza  della  stessa.  La  perita  ha  quindi  ritenuto  una completa incapacità al lavoro (doc. 141). B.c.b Dopo  aver  esaminato  personalmente  l'assicurata  il  19  novembre  2008  ed  aver  analizzato  la  documentazione  medica  assunta,  il  dott.  C._______,  specialista  in  psichiatria  e  psicoterapia  incaricato  dall'UAIE,  nel  rapporto  del  25  novembre  2008  (doc.  142),  ha  ritenuto  che  l'insorgente soffre di un disturbo di simulazione (Z 76.5 secondo l'ICD 10),  che  non  costituisce  una malattia,  ma  un  comportamento  che  esula  dal  campo medico  e  che  non  giustifica  un'incapacità  al  lavoro.  Il  perito  ha  quindi considerato che la medesima è del tutto abile nel suo precedente  lavoro di aiuto­cuoca, a far tempo da 18 mesi dopo l'infortunio (caduta da  un treno alla stazione il 4 aprile 1987; v. doc. 25). B.d  Nel  rapporto  del  27  gennaio  2009,  il  dott.  D._______,  medico  dell'UAIE,  ha  ritenuto,  in  virtù  della menzionata  perizia  psichiatrica,  che  era stato dimostrato un miglioramento dello stato di salute dell'interessata  intervenuto  però  già  18  mesi  dopo  l'incidente  dell'aprile  del  1987.  Sussisterebbe  altresì  un miglioramento  anche  a  decorrere  dalla  perizia  dettagliata E 213 effettuata nel 2004, non essendo più stata diagnosticata  una  depressione  atipica  con  spunti  isterici  di  personalità.  Il  dott.  D._______ ha quindi concluso per l'interessata ad una capacità al lavoro  del  100%,  a  decorrere  dal  25  novembre  2008  (data  della  perizia),  sia  nella precedente attività sia in un'attività sostitutiva adeguata (doc. 150). C.  Il 30 marzo 2009, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, dopo  avere  constatato  che  in  virtù  dei  nuovi  documenti  ricevuti  l'esercizio  di  un'attività lucrativa confacente allo stato di salute sarebbe da considerare  esigibile a far tempo dal 25 novembre 2008 e permetterebbe di realizzare  più del 60% del guadagno che potrebbe essere ottenuto senza invalidità,  ha comunicato all'assicurata che non sussisterebbe più un diritto ad una  rendita, essendo  intervenuto un notevole miglioramento ai sensi dell'art.  17 della legge federale del 6 ottobre 2000 sulla parte generale del diritto  delle assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). L'autorità inferiore ha altresì  concesso  all'interessata  la  facoltà  di  formulare  nel  termine  di  30  giorni  dalla  ricezione del progetto di decisione delle obiezioni per  iscritto  (doc.  152), facoltà di cui l'interessata non ha fatto uso. D.  Il 18 giugno 2009, l'autorità inferiore ha deciso di sopprimere, con effetto 

C­4408/2009 Pagina 4 al 1° agosto 2009, la rendita intera d'invalidità pagata fino ad allora (doc.  154; v. anche doc. 153). E.  Il 24 giugno 2009, l'interessata ha inoltrato un ricorso contro la decisione  dell'UAIE  del  18  giugno  2009  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  riconoscimento  del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera  d'invalidità anche successivamente al 1° agosto 2009, dal momento che  secondo  il  certificato  medico  del  27  aprile  2009  del  dott.  E._______,  allegato  in  copia al gravame,  il  grado d'invalidità  risulta essere del 70%  (doc. TAF 1). F.  Con decisione incidentale del 5 agosto 2009 (notificata il 13 agosto 2009;  doc.  TAF  4  [avviso  di  ricevimento]),  questo  Tribunale  ha  invitato  la  ricorrente a versare, entro il 7 settembre 2009, un anticipo di fr. 300.­­ a  copertura  delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  spese  è  stato  versato il 3 settembre 2009 (doc. TAF 3 a 7). G.  G.a  Nel  rapporto  del  24  novembre  2009,  il  dott.  F._______,  medico  dell'UAIE,  ha  rilevato  che  il  certificato  medico  del  dott.  E._______  prodotto dalla ricorrente enumera tutta una seria di affezioni che secondo  la visita peritale del dott. C._______ sono frutto di una simulazione. Non  sono  altresì  riscontrabili  in  detto  certificato  medico  nuovi  elementi  oggettivi  credibili.  Non  sarebbe  pertanto  stato  reso  verosimile  che  l'interessata continuerebbe a soffrire delle affezioni che hanno giustificato  la  concessione  di  una  rendita.  In  questo  senso  potrebbe  trovare  applicazione  l'art. 17 LPGA. Tuttavia, nella misura  in cui  la concessione  della rendita intera dipendesse da una simulazione, apprezzamento a cui  egli  propende,  andrebbe  ritenuta  l'esistenza  di  una  decisione  iniziale  manifestamente errata (doc. 159). G.b Nella risposta al ricorso del 23 dicembre 2009,  l'autorità  inferiore ha  proposto la reiezione del ricorso. Ha segnalato – secondo il rapporto del  24  novembre  2009  del  dott.  F._______  –  che  il  documento  medico  prodotto  in  sede  ricorsuale  non  comporta  elementi  tali  da modificare  la  valutazione clinica­lavorativa dell'interessata (doc. TAF 12). H.  Con  provvedimento  del  7  gennaio  2010  (notificato  il  12  gennaio  2010; 

C­4408/2009 Pagina 5 doc. TAF 14 [avviso di ricevimento]),  il Tribunale amministrativo federale  ha  concesso  alla  ricorrente  la  facoltà  di  pronunciarsi  in  merito  alle  osservazioni dell'autorità inferiore (doc. TAF 13), facoltà di cui l'insorgente  non ha fatto uso. Diritto: 1.  1.1.  Il  Tribunale  amministrativo  federale  esamina  d'ufficio  e  con  piena  cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS  173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che  gli  vengono  sottoposti  (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti). 1.2. Riservate  le  eccezioni  –  non  realizzate  nel  caso  di  specie  –  di  cui  all'art.  32  LTAF,  questo  Tribunale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF  in  combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità  (LAI,  RS  831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale  del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),  rese dall'Ufficio AI per le persone residenti all'estero. 1.3. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni  sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge  federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali  (LPGA,  RS  830.1).  Giusta  l'art.  1  cpv.  1  LAI,  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili  all'assicurazione  per  l'invalidità  (art. 1a­26bis e 28­70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 1.4.  Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e  avente un  interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua  modifica  (art.  59  LPGA),  il  ricorso  –  interposto  tempestivamente  e  rispettoso dei  requisiti  previsti  dalla  legge  (art.  60 LPGA nonché art.  52  PA) – è pertanto ammissibile. 2.  2.1.  Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la  Confederazione  svizzera  e  la Comunità  europea ed  i  suoi Stati membri  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC,  RS 0.142.112.681)  ed  il  relativo  Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71 

C­4408/2009 Pagina 6 del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro  familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1),  che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno  2002  o  successivamente  e  si  sostituisce  a  qualsiasi  convenzione  di  sicurezza sociale che vincoli due o più Stati  (art. 6 Regolamento), come  pure  il  Regolamento  (CEE)  n°  574/72  del Consiglio  del  21 marzo  1972  relativo  all'applicazione  del  Regolamento  n°  1408/71  (RS  0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 1408/71 sancisce il  principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato  membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri. 2.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta  nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di  ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto  interno svizzero. 2.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea,  dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo  all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 2.4. Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità  secondo  il  diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio  2003  consid.  2). Anche  in  seguito  all'entrata  in  vigore dell'ALC,  il  grado  d'invalidità  di  un  assicurato  che  pretende  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130 V 253 consid. 2.4). 3.  3.1.  Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono  applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale,  se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano.

C­4408/2009 Pagina 7 Dal profilo temporale sono applicabili le disposizioni in vigore al momento  della  realizzazione  dello  stato  di  fatto  che  deve  essere  valutato  giuridicamente  o  che  produce  conseguenze  giuridiche  (DTF  130 V  445  consid.  1.2  e  relativi  riferimenti  nonché  DTF  129  V  1  consid.  1.2).  Ne  discende che si applicano, da un lato, le norme materiali in vigore fino al  31 dicembre 2007, per quanto attiene allo stato di fatto realizzatosi fino a  tale  data,  mentre  dall'altro  lato,  e  per  il  periodo  successivo,  le  nuove  norme  della  5a  revisione  della  LAI  (cf.  DTF  130  V  1  consid.  3.2  per  quanto  concerne  le  disposizioni  formali  della  LPGA,  immediatamente  applicabili  con  la  loro  entrata  in  vigore).  La  procedura  di  revisione  del  diritto alla rendita essendo stata avviata nel mese di agosto del 2008 e il  medico  del  servizio  medico  dell'autorità  inferiore  avendo  ritenuto  che  il  miglioramento  dello  stato  di  salute  della  ricorrente  è  intervenuto  a  far  tempo dal 25 novembre 2008, al caso in esame si applicano di principio  le disposizioni della 5a revisione della LAI entrate  in vigore il 1° gennaio  2008.  Giova  altresì  osservare,  per  sovrabbondanza,  che  l'applicazione  del diritto previgente non avrebbe comportato, nella sostanza, un diverso  esito della  lite  (cfr. sentenza del Tribunale  federale 8C_972/2009 del 27  maggio 2010 consid. 2.1 a contrario, fermo restando che l'art. 31 LAI non  trova applicazione nel caso in esame). 4.  4.1. L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno  totale o parziale presumibilmente permanente o di  lunga durata che può  essere  conseguente  ad  infermità  congenita, malattia  o  infortunio  (art.  8  LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al  guadagno  la  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato del  lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da  un danno alla salute  fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso d'incapacità  al  lavoro di  lunga durata,  possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). 4.2.  Giusta  l'art.  28  cpv.  2  LAI,  l'assicurato  ha  diritto  ad  un  quarto  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40%,  ad  una  mezza  rendita  se  è  invalido  per  almeno  la  metà,  a  tre  quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il 60% e ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  sulla  libera  circolazione,  la  limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4, secondo cui le rendite per un grado  d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad 

C­4408/2009 Pagina 8 assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente  in Svizzera  (art.  13  LPGA),  non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  o  svizzero  e  risiede  nell'UE  (DTF  132  V  423  consid.  6.4.1  e  sentenza  del  Tribunale  federale  I  702/03  del  28  maggio  2004  consid. 1 e relativi riferimenti). 4.3. La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  economico­giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 110  V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio  dell'art.  28  cpv.  2  LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato con il reddito  che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito  da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 4.4.  L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di  principio,  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un  danno  alla  salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la  conseguente incapacità lavorativa. 4.5.  Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico­giuridica,  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per  apprezzare  il  danno  invalidante  e  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2  e DTF 114 V 310 consid. 3c). 5.  5.1. Secondo l'art. 17 LPGA, se il grado d'invalidità del beneficiario della  rendita  subisce  una  notevole  modificazione,  per  il  futuro  la  rendita  è  aumentata  o  ridotta  proporzionalmente  o  soppressa,  d'ufficio  o  su  richiesta. Il cpv. 2 della stessa norma prevede che ogni altra prestazione  durevole  accordata  in  virtù  di  una  disposizione  formalmente  passata  in  giudicato è, d'ufficio o su richiesta, aumentata, diminuita o soppressa se  le  condizioni  che  l'hanno  giustificata  hanno  subito  una  notevole  modificazione. 5.2. Giusta  l'art.  87 cpv. 2 OAI,  la  revisione avviene d'ufficio quando,  in  previsione di una possibile modifica importante del grado d'invalidità o di  grande invalidità o dell'assistenza dovuta all'invalidità, è stato stabilito un 

C­4408/2009 Pagina 9 termine  nel  momento  dell'erogazione  della  rendita  o  dell'assegno  per  grandi  invalidi, o allorché si  conoscono  fatti o si ordinano provvedimenti  che possono provocare una notevole modifica del grado d'invalidità, della  grande invalidità o dell'assistenza dovuta all'invalidità. 5.3.  L'art.  88a  cpv.  1  OAI  prevede  che  se  la  capacità  al  guadagno  dell'assicurato  o  la  capacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  migliora  oppure se la grande invalidità o l'assistenza dovuta all'invalidità si riduce,  v'è  motivo  d'ammettere  che  il  cambiamento  determinante  sopprime,  all'occorrenza, tutto o parte del diritto a prestazioni, dal momento in cui si  può supporre che  il miglioramento constatato perduri. Lo si deve  in ogni  caso  tenere  in  considerazione  allorché  è  durato  tre  mesi,  senza  interruzione  notevole,  e  che  presumibilmente  continuerà  a  durare.  La  riduzione o la soppressione della rendita o dell'assegno per grandi invalidi  è messa in atto il più presto, il primo giorno del secondo mese che segue  la notifica della decisione (art. 88bis cpv. 2 lett. a OAI). 5.4. Secondo la giurisprudenza del Tribunale federale, costituisce motivo  di  revisione  della  rendita  d'invalidità  ogni  modifica  rilevante  delle  circostanze di  fatto suscettibile d'influire sul grado di  invalidità e, quindi,  sul diritto alla rendita. Per conseguenza, la rendita può essere soggetta a  revisione  non  soltanto  in  caso  di  modifica  significativa  dello  stato  di  salute,  ma  anche  quando  detto  stato  è  rimasto  invariato,  ma  le  sue  conseguenze sulla capacità di guadagno hanno subito un cambiamento  significativo (sentenza del Tribunale federale I 870/05 del 2 maggio 2007;  DTF 130 V 343 consid. 3.5). Peraltro, per procedere alla revisione di una  rendita  d'invalidità  occorre  che  il  grado  d'invalidità  abbia  subito  una  notevole modifica (art. 17 cpv. 1 LPGA). A differenza di quanto prescritto  dall'art.  17 cpv. 2 LPGA per  le altre prestazioni durevoli,  l'art. 17 cpv. 1  LPGA non esige in relazione alla revisione di una rendita d'invalidità una  modifica notevole dello stato di fatto, ma (solo) una modifica notevole del  grado d'invalidità. Questa modifica può  risiedere sia  in un cambiamento  dello stato di salute sia in una modifica della componente lucrativa (DTF  133 V 545 consid. 6.1­6.3). Anche una modifica di poco conto nello stato  di  fatto determinante può così dare  luogo a una revisione di una rendita  dell'assicurazione  per  l'invalidità  se  tale  modifica  determina  un  superamento  (per eccesso o per difetto) di un valore  limite  (DTF 133 V  545  consid.  6.3).  In  tale  evenienza  i  parametri  di  calcolo  dell'invalidità,  compresi  gli  aspetti  parziali  del  diritto  alla  rendita  (quali  sono  segnatamente  la  determinazione  del  reddito  con  e  senza  invalidità),  possono essere ridefiniti facendo capo alle regole applicabili al momento  del  nuovo  esame  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_696/2007 

C­4408/2009 Pagina 10 consid.  5.1  e  relativi  riferimenti).  Irrilevante  è  invece,  una  diversa  valutazione di una fattispecie restata sostanzialmente immutata (DTF 112  V 371 consid. 2b). 5.5. Al fine di accertare se il grado di invalidità si è modificato in maniera  tale da influire sul diritto alle prestazioni, si deve confrontare, da un lato,  la  situazione  di  fatto  dell'ultima  decisione  cresciuta  in  giudicato  che  è  stata  oggetto  di  un  esame  materiale  del  diritto  alla  rendita  dopo  contestuale accertamento pertinente dei fatti, apprezzamento delle prove  e  confronto  dei  redditi,  e,  dall'altro  lato,  la  situazione  di  fatto  vigente  all'epoca  del  provvedimento  litigioso  (sentenza  del  Tribunale  federale  I  759/06 del  5  settembre 2007; DTF 133 V 108).  Il  periodo di  riferimento  nell'ambito  della  presente  vertenza è quello  intercorrente  tra  il  13 aprile  2005, data della decisione dell'UAIE mediante la quale è stata confermata  la  rendita  intera  d'invalidità,  e  il  18  giugno  2009,  data  della  decisione  impugnata. Il giudice delle assicurazioni sociali analizza, infatti, la legalità  della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato di fatto esistente  al momento  in cui  la decisione  impugnata è stata  resa  (DTF 130 V 445  consid. 1.2 e 1.2.1). 6.  6.1.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera  obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione  permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose.  Affinché  il  giudizio medico  acquisti  valore  di  prova  rilevante,  esso  deve  essere  completo  in  merito  ai  temi  sollevati,  deve  fondarsi,  in  piena  conoscenza  della  pregressa  situazione  valetudinaria  (anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure  sollevate  dal  paziente,  per  poi  giungere  in  maniera  chiara  a  fondate,  logiche  e  motivate  deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova  non  è  determinante  né  la  sua  origine  né  la  sua  denominazione  –  ad  esempio quale perizia o rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351  consid. 3a). 6.2.  In  particolare,  per  quanto  concerne  le  perizie  giudiziarie  la  giurisprudenza  ha  stabilito  che  il  giudice  non  si  scosta  senza  motivi  imperativi  dal  parere  degli  esperti,  il  cui  compito  è  quello  di  mettere  a  disposizione del tribunale le loro conoscenze specifiche e di valutare, da  un  punto  di  vista medico,  una  certa  fattispecie  (sentenza  del  Tribunale  federale U 505/06 del 17 dicembre 2007). Ragioni che possono indurre il 

C­4408/2009 Pagina 11 giudice  a  non  fondarsi  su  un  tale  referto  sono ad esempio  affermazioni  contraddittorie,  il  contenuto  di  una  superperizia,  o  altri  rapporti  da  cui  emergono  validi  motivi  per  farlo  e,  meglio,  se  l'opinione  di  altri  esperti  appare sufficientemente fondata da mettere in discussione le conclusioni  peritali  (sentenza  del  Tribunale  federale  I  166/03  del  30  giugno  2004  consid. 3.3). 6.3.  Per  quel  che  riguarda  le  perizie  di  parte,  il  Tribunale  federale  ha  precisato che esse contengono considerazioni specialistiche che possono  contribuire  ad  accertare  i  fatti,  da  un  punto  di  vista  medico.  Malgrado  esse  abbiano  lo  stesso  valore  probatorio  di  una  perizia  giudiziaria,  il  giudice  deve  valutare  se  questi  referti  medici  sono  atti  a  mettere  in  discussione  la  perizia  giudiziaria  oppure  quella  ordinata  dall'amministrazione (DTF 125 V 351). Giova altresì rilevare come debba  essere  considerato  con  la  necessaria  prudenza  l'avviso  dei  medici  curanti,  i  quali  possono  tendere  a  pronunciarsi  in  favore  del  proprio  paziente a dipendenza dei particolari legami che essi hanno con gli stessi  (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi riferimenti). 6.4.  Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  contraddittori  il  giudice  non  può  evadere  la  vertenza  senza  valutare  l'intero materiale  e  indicare  i motivi  per  cui  egli  si  fonda  su un  rapporto  piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può  pretendere  dal  giudice  che  raffronti  i  diversi  pareri  medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista  medico,  come  farebbe  un  perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più  adeguata  (sentenza del Tribunale  federale  I 166/03 del 30 giugno 2004  consid. 3.3). 7.  7.1. Questo Tribunale rileva che il 13 aprile 2005, momento in cui è stato  confermato  il  diritto  ad  una  rendita  intera  d'invalidità  anche  successivamente  al  30  novembre  2004,  è  stato  stabilito,  segnatamente  sulla  base  della  presa  di  posizione  dello  psichiatra  del  servizio medico  dell'UAIE (doc. 127), che la ricorrente era affetta da depressione atipica,  disturbo  della  personalità  di  tipo  isterico  e  deterioramento  cognitivo  a  seguito di trauma cranico (v. la perizia medica particolareggiata E 213 del  22 luglio 2004 e il referto di visita psichiatrica del 6 ottobre 2004 [doc. 113  e 115]).

C­4408/2009 Pagina 12 7.2.  Nell'ambito  della  presente  procedura  di  revisione,  nel  rapporto  psichiatrico  del  25  novembre  2008  (doc.  142),  il  dott.  C._______,  specialista in psichiatria e psicoterapia, ha ritenuto che l'insorgente soffre  di  un  disturbo  di  simulazione  e,  nel  referto  neuropsicologico  del  18  novembre  2008  (doc.  141),  la  dott.ssa  B._______,  specialista  in  psicologia  e  neuropsicologia,  ha  rilevato  che  l'interessata  presenta  una  grave  disfunzione  cognitiva.  In  virtù  della  perizia  psichiatrica  del  novembre 2008, i dott. D._______ e F._______, medici dell'UAIE, nei loro  rapporti del 27 gennaio e 24 novembre 2009 (doc. 150 e 159), su cui si  fonda la decisione impugnata, hanno concluso ad un miglioramento dello  stato di salute dell'insorgente. 7.3. Nella perizia del 25 novembre 2008, il dott. C._______ ha segnalato  che  la  peritanda  non  collabora  oppure  non  può  collaborare  come  auspicato  e  che  fornisce  delle  informazioni  incomplete.  A  suo  giudizio,  non  risulta  quindi  possibile  ricostruire  l'anamnesi  personale  e  familiare  dell'interessata.  Ha  pure  rilevato  che  i  documenti  medici  agli  atti  evidenziano  delle  diagnosi  psichiche  senza  riferimento  ad  una  classificazione  internazionale  delle malattie  e  non  comprendono  alcuna  descrizione dello stato psicosociale della paziente. L'apprezzamento dello  specialista  appare  inoltre,  fra  l'altro,  basato  sulla  constatazione  che  la  ricorrente vive da sola, si è presentata da sola alla visita medica, ha un  aspetto  molto  curato  ed  un  abbigliamento  adeguato  (dalla  relazione  di  esame neuropsichiatrico dell'aprile 1999 [doc. 98] emerge per contro che  l'interessata vive con la figlia e il genero che l'accudiscono). Sennonché,  in  considerazione  della  menzionata  insufficiente  anamnesi,  il  perito  avrebbe perlomeno potuto contattare direttamente gli psichiatri che hanno  esaminato  o  curato  l'insorgente,  segnatamente  i  medici  che  hanno  redatto la relazione di esame neuropsichiatrico dell'aprile 1999 (doc. 98) e  la relazione di visita psichiatrica dell'ottobre 2004 (doc. 115), che peraltro  costituiscono i documenti più recenti agli atti di causa, e chiedere loro le  precisazioni necessarie riguardo alle condizioni cliniche ed alla situazione  personale e  familiare della paziente prima di pronunciarsi. Basti  rilevare  che se il dott. C._______ sembra escludere che la peritanda sia affetta da  un  disturbo  di  conversione  (precisando  che  tale  termine  costituisce  la  denominazione moderna di talune forme di isteria), uno psichiatra italiano  ha  diagnosticato,  nel  2004,  una  sindrome  depressiva  atipica  per  la  presenza  di  elementi  verosimilmente  isterici  di  personalità  (doc.  115).  Non risulta altresì che il dott. C._______ e la dott.ssa B._______ abbiano  discusso  fra  di  loro  in  merito  all'esame  del  quadro  clinico  e  del  comportamento  dell'insorgente  ed  alla  documentazione medica  agli  atti,  lo  psichiatra  essendosi  peraltro  genericamente  limitato  a  relativizzare  le 

C­4408/2009 Pagina 13 conclusioni  dell'esame  neuropsicologico.  Infine,  va  rilevato  che  il  dott.  C._______ non ha accennato ad alcun miglioramento dello stato di salute  della ricorrente che sarebbe intervenuto tra aprile del 2005 e la decisione  impugnata, fermo restando che i dott. D._______ e F._______ non hanno  indicato  nei  loro  rapporti  per  quale  motivo  hanno  reputato  di  poter  ravvisare,  dalla  data  della  perizia  del  dott.  C._______  (25  novembre  2008), un miglioramento significativo dello stato di  salute dell'insorgente  rispetto  alla  situazione  esistente  al  momento  della  pronuncia  della  decisione del 13 aprile 2005. 7.4. Agli atti di causa non risulta inoltre alcun rapporto sullo stato di salute  generale  dell'insorgente  (leggi  rapporto  su modulo  E  213),  senza  che  i  sanitari del servizio medico dell'UAIE si siano espressi sul motivo per cui  hanno rinunciato a tale rapporto, fermo restando che dalla perizia medica  particolareggiata E 213 del 22 luglio/5 novembre 2004 (doc. 113) emerge  che  l'insorgente  è  affetta  da  ipoacusia  bilaterale  (riduzione  dell'udito)  e  dalla  relazione  di  esame  neuropsicologico  dell'ottobre  1994  (doc.  82)  risulta  che  la  medesima  soffre  di  totale  anosmia  (perdita  totale  della  capacità di percepire gli odori e/o il gusto). 7.5. Dalle carte processuali emerge che da febbraio ad aprile del 1987 la  ricorrente  è  stata  alle  dipendenze  dell'G._______  come  aiuto­cuoca,  in  ragione  di  45  ore  alla  settimana  (doc.  12).  Ci  si  può  chiedere  se  sia  corretta  la scelta operata dall'autorità  inferiore di considerare  il  lavoro di  aiuto­cuoca,  svolto  durante  un  periodo  relativamente  limitato,  quale  attività precedentemente svolta dall'insorgente. Inoltre, da un lato, il dott.  C._______ ha considerato la peritanda abile al lavoro in misura completa  a partire da 18 mesi dopo l'infortunio dell'aprile 1987 (senza aver indicato  i motivi per i quali la medesima avrebbe potuto svolgere l'attività di aiuto­ cuoca nella misura del 100%). Dall'altro  lato,  la psicologa, specialista  in  neuropsicologia,  B._______  ha  ritenuto  un'incapacità  al  lavoro  totale.  Ora,  a  prescindere  dalla  divergenza  di  opinioni  dei  periti  in  merito  alla  capacità lavorativa della ricorrente rimasta senza sufficiente spiegazione,  secondo  i  documenti medici  agli  atti  l'insorgente medesima è  affetta  da  anosmia  di  modo  che,  senza  particolari  conoscenze  mediche,  può  affermarsi che appare necessitare di una ben più approfondita disanima  la  ritenuta  affermazione  che  la  stessa  può  mettere  a  profitto  un'(eventuale)  residua  capacità  lavorativa  medico­teorica  quale  aiuto­ cuoca  in  un mercato  equilibrato  del  lavoro.  In  particolare,  bisognerebbe  determinare con precisione quali specifiche attività della sua professione  (in percentuale rispetto al totale) sarebbe in grado di svolgere nonostante  le sue affezioni prima d'affermare genericamente che ciò è quantificabile 

C­4408/2009 Pagina 14 nel  50%.  Qualora  si  ritenesse,  invece,  che  la  ricorrente  non  fosse  in  grado di svolgere il precedente lavoro di aiuto­cuoca, occorrerebbe allora  effettuare  un  confronto  dei  redditi  determinanti  sulla  base delle  possibili  attività sostitutive adeguate ritenute. 7.6.  Infine,  occorre  rilevare  che,  per  giurisprudenza,  allorquando  un  assicurato  ha  beneficiato  di  una  rendita  intera  d'invalidità  durante  un  periodo prolungato, l'autorità che intende procedere ad una revisione del  diritto  alla  rendita,  è  tenuta  ad  esaminare  l'opportunità  dell'adozione  di  misure  di  reintegrazione  professionale  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_368/2010  del  31  gennaio  2011  consid.  5).  Peraltro,  in  una  sentenza  del  26  aprile  2011,  il  Tribunale  federale  ha  precisato  che  l'opportunità  dell'adozione  di  misure  di  reintegrazione  deve  di  principio  essere  esaminata  se  la  diminuzione  o  la  soppressione  della  rendita  concerne una persona che ha 55 anni oppure che beneficia di una rendita  da più di 15 anni  (cfr. sentenza del Tribunale  federale 9C_228/2010 del  26 aprile 2011 consid. 3.3). Nel caso concreto, occorre rammentare che  la ricorrente ha compiuto 55 anni nel mese in cui l'UAIE ha previsto, nella  decisione impugnata, di sopprimere la rendita fino ad allora accordata alla  ricorrente dal mese di febbraio del 1995. Non va neppure dimenticato che  all'insorgente  era  già  stata  accordata  una  rendita  intera  da  agosto  del  1988 a maggio del 1990 e che dal mese di giugno del 1990 al mese di  gennaio del 1995 ha comunque beneficiato di una mezza rendita (e non  appare avere lavorato durante tale periodo). 8.  8.1. Non  risultano  altresì  adempite  nel  caso  di  specie  le  condizioni  per  una  sostituzione  dei  motivi  nel  senso  di  una  conferma  della  decisione  impugnata,  fondata sull'art.  17 LPGA,  in  virtù di  una  riconsiderazione ai  sensi dell'art. 53 cpv. 2 LPGA. 8.2.  Secondo  quest'ultimo  disposto,  l'assicuratore  può  tornare  sulle  decisioni  o  sulle  decisioni  su  opposizione  formalmente  passate  in  giudicato  se  è  provato  che  erano  manifestamente  errate  e  se  la  loro  rettifica  ha  una  notevole  importanza.  Per  determinare  se  è  possibile  riconsiderare una decisione per il motivo che essa sarebbe senza dubbio  erronea, occorre fondarsi sulla situazione giuridica esistente al momento  in  cui  questa  decisione  è  stata  resa  prendendo  in  considerazione  la  prassi allora in vigore, fermo restando che un cambiamento di prassi o di  giurisprudenza  non  giustifica  di  regola  una  riconsiderazione.  Per  motivi  legati alla sicurezza giuridica e per evitare che la riconsiderazione diventi 

C­4408/2009 Pagina 15 uno strumento che consenta di riesaminare liberamente i presupposti del  diritto a prestazioni di lunga durata, l'irregolarità deve essere manifesta. In  particolare,  non  vi  è  inesattezza  manifesta  se  l'assegnazione  della  prestazione dipende dall'adempimento di condizioni materiali il cui esame  presuppone un certo margine di apprezzamento riguardo a certi aspetti o  elementi,  e  se  la  decisione  iniziale  appare  ammissibile  alla  luce  della  situazione di fatto e di diritto. Se persistono ragionevoli dubbi sul carattere  erroneo della decisione iniziale, non è possibile procedere ad un riesame.  Occorre inoltre rilevare che la modifica (nel senso della soppressione o di  una riduzione) in via di riconsiderazione di una rendita presuppone in ogni  caso  che,  dall'assegnazione  della  prestazione,  non  siano  intervenute  modifiche  della  situazione  giuridicamente  rilevante  che  giustifichino  il  mantenimento  della  rendita  alle  condizioni  precedentemente  ammesse  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_1061/2010  del  7  luglio  2011  consid. 6.1 e 6.2 nonché relativi riferimenti). 8.3. Ora,  allo  stato  attuale  degli  atti  di  causa  questa  Corte  non  ritiene  affatto, contrariamente a quanto genericamente preteso nella perizia del  dott.  C._______  e  ripreso  nelle  valutazioni  dei  medici  dell'UAIE  dott.  D._______ e dott. F._______, che  la concessione di una rendita  iniziale  intera  per  il  periodo  dal  1°  agosto  1988  al  31  maggio  1990  fosse  manifestamente errata. Basta a tal proposito riferirsi alla documentazione  medica agli atti ed in particolare al rapporto del dott. G. Assal, incaricato  all'epoca  dall'assicurazione  infortuni  (cfr.  rapporto  del  16  giugno  1989  [doc.  51]).  Anche  per  i  periodi  successivi,  vi  è  documentazione medica  atta a giustificare le scelte di concedere alla ricorrente una mezza rendita  (dal 1° giugno 1990 al 31 gennaio 1995) e nuovamente una rendita intera  (dal  1°  febbraio  1995  al  31  luglio  2009).  Certo,  si  possono  nutrire  dei  dubbi  sulla  correttezza  di  tali  apprezzamenti  o  ancora  altri  medici  avrebbero  potuto  valutare  differentemente  tale  documentazione  medica  (come dimostra  inequivocabilmente  il  rapporto peritale del 25 novembre  2008).  Sennonché,  e  per  costante  prassi  del  Tribunale  federale,  dei  ragionevoli dubbi sul carattere erroneo della decisione  iniziale non sono  sufficienti per ammettere l'esistenza di un errore manifesto, tanto più ove,  come  nel  caso  concreto,  l'assegnazione  di  una  prestazione  dipende  dall'adempimento di condizioni materiali il cui esame presuppone un certo  margine  di  apprezzamento  riguardo  a  certi  loro  aspetti  o  elementi  (cfr.  pure  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_741/2008  del  26  novembre  2008  consid.  4.2).  Peraltro,  e  anche  volendo  per  denegata  ipotesi  prescindere da questa valutazione, questa Corte non avrebbe comunque  potuto allo stato attuale degli atti confermare la riduzione della rendita per  via  di  riconsiderazione  senza  che  prima  sia  stata  meglio  esaminata  la 

C­4408/2009 Pagina 16 situazione  valetudinaria  dell'assicurata  e  in  particolare  accertato  se  non  sarebbero intervenute modifiche della situazione giuridicamente rilevante  che  potrebbero  giustificare  il  mantenimento  della  rendita  alle  condizioni  precedentemente  ammesse  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_1061/2010 del 7  luglio 2011 consid. 8.2). Va  infine  rammentato che  l'autorità  inferiore, nonostante  l'avviso piuttosto deciso dei propri medici,  ha rinunciato (non senza ragione) ad effettuare una riconsiderazione. 9.  Da  quanto  esposto,  discende  che  non  è  possibile  determinarsi  con  cognizione  di  causa  sull'esistenza  di  un  miglioramento  dello  stato  di  salute  dell'insorgente  suscettibile  di  influire  sul  grado  d'invalidità  nel  periodo  determinante  e  di  giustificare  un'(eventuale)  riduzione  o  soppressione  della  rendita  d'invalidità  finora  accordata.  Pertanto  la  decisione  impugnata,  che  viola  il  diritto  federale,  incorre  nell'annullamento. 10.  Quando  il Tribunale amministrativo  federale annulla una decisione, esso  può  sostituirsi  all'autorità  inferiore  e  giudicare  direttamente  nel merito  o  rinviare  la  causa,  con  istruzioni  vincolanti,  all'autorità  inferiore  per  un  nuovo  giudizio  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  C­ 571/2009  del  25  maggio  2011  consid.  8  e  relativo  riferimento).  In  particolare, esso si sostituirà all'autorità inferiore se gli atti sono completi  o comunque sufficienti a statuire sull'applicazione del diritto federale (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  9C_162/2007  del  3  aprile  2008  consid.  2.3 e  relativi  riferimenti; DTF 126  II 43 e DTF 125  II 326). Tale non è  il  caso nella presente  fattispecie per  i motivi precedentemente  indicati. Gli  atti  di  causa  sono  pertanto  rinviati  all'autorità  inferiore  (cfr.,  sulla  questione, la sentenza del Tribunale federale 9C_243/2010 del 28 giugno  2010  consid.  4.4.1.4)  affinché  la  stessa  proceda  a  completare  l'accertamento  dei  fatti  determinanti,  segnatamente  con  un  esame  sullo  stato di  salute generale della  ricorrente,  il  completamento dell'anamnesi  in merito alle condizioni cliniche ed alla situazione personale e  familiare  dell'insorgente, nonché con una discussione fra i periti che hanno redatto  i  rapporti  del  18  novembre  2008  (la  dott.ssa  B._______)  e  del  25  novembre 2008 (appunto il dott. C._______), i quali saranno chiamati ad  effettuare  la  loro  discussione  finale  preferibilmente  solo  dopo  il  completamento degli atti  di  causa nel  senso qui  indicato.  Infine, e dopo  avere ancora chiesto  l'opinione dei medici specialisti del proprio servizio  medico,  l'UAIE  emanerà  una  nuova  decisione.  Va  peraltro  ancora  rammentato  che  se,  come  appare  possibile,  la  ricorrente  non  potrà  più 

C­4408/2009 Pagina 17 esercitare la professione di aiuto­cuoca, andrà eventualmente esaminata  la  questione  delle  misure  di  reintegrazione  professionale  (qualora  sussistesse  ancora  una  residua  capacità  lavorativa  medico­teorica  in  un'attività  sostitutiva  adeguata)  e  poi,  a  seconda  del  risultato  di  tale  esame, effettuato un confronto dei redditi. 11.  11.1.  Visto  l'esito  della  procedura,  non  sono  prelevate  delle  spese  processuali  (art.  63  PA).  L'anticipo  equivalente  alle  presunte  spese  processuali  di  fr.  300.­­,  versato  il  3  settembre  2009,  è  restituito  alla  ricorrente. 11.2.  Si  giustifica  altresì  l'attribuzione  di  spese  ripetibili  (art.  64  PA  in  combinazione con  l'art. 7 cpv. 1 e 2 del  regolamento sulle  tasse e sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]). La stessa,  in assenza di  una  nota  dettagliata,  è  fissata  d'ufficio  in  fr.  1'000.­­  tenuto  conto  del  lavoro  utile  e  necessario,  relativamente  contenuto,  svolto  dal  rappresentante  della  ricorrente  (art.  14  cpv.  2  TS­TAF).  L'indennità  per  ripetibili è posta a carico dell'UAIE.

C­4408/2009 Pagina 18 (dispositivo alla pagina seguente) Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il  ricorso  è  parzialmente  accolto,  nel  senso  che  la  decisione  impugnata  del  18  giugno  2009  è  annullata  e  gli  atti  di  causa  sono  rinviati  all'UAIE  affinché  proceda  al  completamento  dell'istruttoria  ed  emani  una  nuova  decisione ai sensi dei considerandi. 2.  Non si prelevano spese processuali. L'anticipo di fr. 300.­­, corrisposto il 3  settembre 2009, è restituito alla ricorrente. 3.  L'UAIE rifonderà alla ricorrente fr. 1'000.­­ a titolo di spese ripetibili. 4.  Comunicazione a: – rappresentante della ricorrente (Raccomandata con avviso di  ricevimento) – autorità inferiore (n. di rif. ) – Ufficio federale delle assicurazioni sociali Il presidente del collegio: La cancelliera: Vito Valenti Marcella Lurà Rimedi giuridici:

C­4408/2009 Pagina 19 Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,  entro un  termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella misura  in  cui  sono adempiute le condizioni di cui agli art. 82 e segg., 90 e segg. e 100  della legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, RS 173.110).  Gli atti scritti devono contenere le conclusioni,  i motivi e l’indicazione dei  mezzi  di  prova  ed  essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso della parte –  i documenti  indicati come mezzi di prova devono  essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

C-4408/2009 — Bundesverwaltungsgericht 01.09.2011 C-4408/2009 — Swissrulings