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Bundesverwaltungsgericht 20.02.2012 C-4263/2011

20 febbraio 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,354 parole·~7 min·3

Riassunto

Visto Schengen | Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte III C­4263/2011 Sen tenza   d e l   2 0   f e bb raio   2012 Composizione Giudici Elena Avenati­Carpani (presidente del collegio),  Andreas Trommer, Ruth Beutler,  cancelliere Manuel Borla. Parti A._______,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6,  3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen.

C­4263/2011 Pagina 2 Fatti: A.  Il 24 marzo 2011 A._______ ha trasmesso a B._______, cittadina ucraina  nata il …, nubile, un invito a trascorrere 3 mesi presso la propria abitazione  a Cademario;  in  sostanza egli  si  dichiarava  pronto  a  farsi  carico  di  tutti  i  costi  relativi  al  sostentamento  e  all'alloggio  dell'invitata  durante  la  sua  permanenza  in  Svizzera.  L'invitante  ha  inoltre  precisato  di  essere  coniugato con la sorella della madre dell'invitata. B._______  si  è  quindi  rivolta  all'Ambasciata  svizzera  a  Kiev  in  Ucraina  postulando, mediante apposito questionario, compilato  il 17 maggio 2011,  la  concessione d'autorizzazione  d'entrata  nello  spazio Schengen per  una  permanenza  di  90  giorni.  Allega  due  attestazioni  del  datore  di  lavoro,  la  ditta X._______, inerenti il salario perseguito da febbraio a maggio 2011 e  l'assicurazione che il suo posto di lavoro sarebbe stato mantenuto durante  l'assenza. Con decisione del 1° giugno 2011, la suddetta Rappresentanza elvetica ha  rifiutato di rilasciare il visto a favore della richiedente. B.  Statuendo  sull'opposizione  di A._______ pervenuta  il  7  giugno 2011,  il  7  luglio 2011 l'Ufficio federale della migrazione (in seguito: UFM) ha rifiutato  a  sua  volta  di  concedere  alla  richiedente  l'autorizzazione  d'entrata  nello  spazio Schengen siccome nella fattispecie la sua situazione personale e le  condizioni  socioeconomiche  prevalenti  nel  suo  Paese  d'origine  non  permettevano  di  ritenere  la  partenza  al  termine  del  soggiorno  sufficientemente  garantita,  considerato  il  fatto  che  la  richiedente  è  una  persona in giovane età, senza particolari impegni familiari né professionali.  L'UFM  ha  rilevato  quindi  che  conseguentemente  alla  restrittiva  prassi  in  materia  di  visti,  il  desiderio  di  visitare  parenti  non  è  sufficiente  per  giustificare  la  concessione  di  un  visto.  Infine  a  dire  dell'autorità  di  prime  cure dagli atti non sono emersi motivi  impellenti atti a consentire un esito  favorevole all'istanza. C.  Contro  la  suddetta  decisione  l'invitante  ha  interposto  ricorso  in  data  25  luglio 2011, postulando la concessione del visto in favore della richiedente.  Egli  ha  indicato  che  non  sussistono  motivi  per  un  prolungamento  del 

C­4263/2011 Pagina 3 soggiorno in Svizzera, a motivo dei legami famigliari dell'invitata in Ucraina.  A._______ ha pure assicurato di prendersi a carico  le spese di soggiorno  in Svizzera come pure il proprio impegno affinché l'invitata faccia ritorno al  suo Paese alla scadenza del visto Schengen. D.  Chiamata ad esprimersi in merito al suddetto ricorso, con osservazioni del  29 settembre 2011, l'autorità inferiore ha rilevato che dagli elementi forniti,  l'uscita  della  richiedente  dallo  spazio  Schengen  al  termine  del  soggiorno  previsto  non  era  sufficientemente  assicurata.  Ravvisando  infine  che  le  argomentazioni  addotte  in  sede  di  ricorso  non  hanno  modificato  la  situazione fattuale, l'autorità di prime cure ha chiesto di dichiarare il ricorso  infondato  in  tutte  le  sue  conclusioni  e  di  confermare  la  decisione  impugnata. E.  Invitato  ad  esprimersi  in merito  al  suddetto  preavviso,  con  replica  del  25  ottobre 2011  il  ricorrente ha sottolineato di non comprendere  la posizione  dell'UFM  poiché  la  sorella  dell'invitata  nel  corso  del  2009  aveva  già  ottenuto  l'autorizzazione  d'entrata:  essa,  dopo  un  soggiorno  di  2  mesi  e  mezzo,  come  concordato  con  l'autorità  di  prime  cure,  era  rientrata  nel  proprio paese di origine. F.  Chiamata  ad  esprimersi  sulla  suddetta  replica,  con  duplica  del  24  novembre 2011 l'autorità inferiore si è riconfermata nelle proprie allegazioni  di fatto e di diritto. Diritto: 1. 1.1  Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  del  17  giugno  2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF, RS 173.32), giusta l'art.  31 LTAF il Tribunale amministrativo federale (di seguito: TAF o il Tribunale)  giudica  i  ricorsi  contro  le decisioni ai  sensi dell'art.  5 dalla  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare,  le decisioni  in materia di  rifiuto dell'autorizzazione d'entrata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM  ­  il  quale  costituisce  un'unità 

C­4263/2011 Pagina 4 dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF –  possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF,  il  quale  statuisce  in  via  definitiva (cfr. art. 1 cpv. 2 LTAF in relazione con l'art. 83 let. c cifra 1 della  legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). 1.2  Riservati  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  dispone  altrimenti  la  procedura  dinanzi  al  Tribunale  è  retta  dalla  PA  (art.  37  LTAF). A._______  ha  il  diritto  di  ricorrere  (art.  48  cpv.  1  PA)  e  il  suo  ricorso,  presentato  nella  forma  e  nei  termini  prescritti  dalla  legge,  è  ricevibile  (art. 50 e 52 PA). 2. Ai  sensi  dell'art.  49  PA  i  motivi  di  ricorso  sono  la  violazione  del  diritto  federale,  compreso  l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento,  l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti nonché  l'inadeguatezza,  nella  misura  in  cui  un'autorità  cantonale  non  abbia  giudicato  come  autorità  di  ricorso.  Il  Tribunale  applica  d'ufficio  il  diritto  federale  nella  procedura  ricorsuale  e  non è  vincolato  in  nessun  caso dai  motivi  del  ricorso  (cfr.  art.  62  cpv.  4  PA).  Rilevante  è  in  primo  luogo  la  situazione di  fatto al momento del giudizio  (cfr. DTAF 2011/1 consid. 2 e  giurisprudenza ivi citata). 3. La  politica  delle  autorità  svizzere  in  materia  di  visti  riveste  un  ruolo  importante nella prevenzione dell'immigrazione clandestina (cfr. Messaggio  del Consiglio federale relativo alla legge sugli stranieri dell'8 marzo 2002, in  FF  2002  3327).  Non  potendo  accogliere  tutti  gli  stranieri  che  desiderano  venire  in  questo  paese,  sia  per  un  soggiorno  di  corta  durata  che  per  un  soggiorno  di  lunga  durata,  le  autorità  svizzere  possono  applicare  legittimamente  una  politica  d'ammissione  restrittiva  (cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  giurisprudenza  recente  del  Tribunale  federale in materia di polizia degli stranieri, Rivista di diritto amministrativo e  di  diritto  fiscale  [RDAF]  1997  I,  p.  287).  Come  rilevato  a  giusto  titolo  dall'autorità  inferiore  la  legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce  né il diritto d'entrata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come  gli altri Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel  suo territorio. Questa decisione viene presa dalla Svizzera autonomamente  in accordo con il diritto internazionale pubblico (cfr. Messaggio citato in FF  2002 3327, nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1). 4. 4.1 Le condizioni d'entrata in Svizzera per un soggiorno non superiore a tre 

C­4263/2011 Pagina 5 mesi sono disciplinate all'art.  2 cpv. 1 dell'Ordinanza del 22 ottobre 2008  concernente  l’entrata  e  il  rilascio  del  visto  (OEV,  RS  142.204),  il  quale  rinvia  al  Regolamento  (CE)  n.  562/2006  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo  al  regime di attraversamento delle  frontiere da parte delle persone  fisiche  (codice frontiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1­32]). L'art. 5  cpv. 1 del codice frontiere Schengen definisce le condizioni d'ingresso per i  cittadini  di  paesi  terzi.  Questi  devono  essere  in  possesso  di  uno  o  più  documenti di viaggio validi che consentano di attraversare la frontiera e se  richiesto,  di  un  visto  valido  (lett.  a e b),  nonché giustificare  lo  scopo e  le  condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c e art.  14  cpv.  1  lett.  a­c  del  regolamento  [CE]  n.  810/2009  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  13  luglio  2009,  che  istituisce  un  codice  comunitario dei visti  [Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 settembre 2009,  pag. 1­58]). Infine non devono essere segnalati nel Sistema d'informazione  Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere considerati una  minaccia per l'ordine pubblico,  la sicurezza interna, la salute pubblica o le  relazioni internazionali di uno degli Stati membri (lett. d ed e). Ciò  posto,  le  condizioni  d'entrata  previste  dal  codice  frontiere  Schengen  corrispondono  essenzialmente  a  quelle  di  cui  all'art.  5  cpv.  1  della  legge  federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 5. L'art.  5  cpv.  2  LStr  esige  inoltre  dallo  straniero  che  prevede  un  soggiorno  temporaneo  in Svizzera una garanzia di  partenza al  termine  del  suo  soggiorno.  Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta  un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere Schengen. L'indicazione del soggiorno  temporaneo costituisce  di fatto una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il  motivo  di  soggiorno  sia  cessato.  Allo  stesso  modo  devono  essere  interpretate  le  istruzioni  consolari  comuni  del  22  dicembre  2005  indirizzate  alle  rappresentazioni  diplomatiche  e  consolari  di  prima  categoria  (ICC;  GU  C  326  del  22  dicembre  2005  pag.1­149).  Le  ICC  esigono in particolare che venga valutato il rischio migratorio (cfr. GU C  326  pag.10).  Pertanto  la  pratica  e  la  giurisprudenza  relative  all'art.  5  cpv.  2  LStr  possono  essere  applicate  (in  merito  ai  dettagli  di  tale  problematica, cfr. DTAF 2009/27 consid. 5.2 e 5.3). 6. In qualità di Paese dello spazio Schengen, la Svizzera applica parimenti il  Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001  (GU L 81 del 

C­4263/2011 Pagina 6 21 marzo 2001), il cui art. 1 § 1 e 2 prescrive che i cittadini dei paesi terzi  che  figurano  nell'allegato  I  al  medesimo  Regolamento  devono  essere  in  possesso  di  visto  all'atto  di  attraversamento  delle  frontiere  esterne  degli  Stati  Schengen.  In  proposito,  essendo  l'Ucraina  contemplata  nel  sopracitato allegato I, l'invitata, quale cittadina ucraina, soggiace all'obbligo  del visto. 7. 7.1 Al  fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza del  previsto  soggiorno  risulti  sufficientemente  assicurata,  è  necessario  giudicare  un  comportamento  futuro.  Ora,  non  è  possibile  constatare  in  modo  certo  un  fatto  non  ancora  accaduto,  tuttavia  si  possono  emettere  delle  supposizioni,  considerando  l'insieme  delle  circostanze  della  fattispecie  e  i  dati  concreti  che  risultano  dalla  situazione  generale  del  Paese d'origine del richiedente. 7.2  A  tale  proposito  occorre  prendere  in  considerazione  la  situazione  socio­economica prevalente in Ucraina come anche il divario importante  che esiste tra la Svizzera e questo Paese. Sebbene il reddito medio pro  capite  si  aggiri  attorno  ai  3'000.­  USD,  vi  è  un  grosso  divario  tra  la  capitale Kiev e le altre regioni del Paese. In questo senso, come anche  ammesso dal ricorrente stesso, la regione di provenienza dell'invitata, il  "Sumy",  non  può  essere  considerata  una  zona  economicamente molto  sviluppata.  Inoltre  il panorama politico ­ sociale è caratterizzato da una  crescente  instabilità  con  l'ascesa  a  Presidente  dell'Ucraina  di  Viktor  Janukowitsch  e  con  l'arresto  nel  2011  dell'ex  Presidente  Yulia  Timoshenko (cfr. fonti: sito internet dell'Ufficio degli affari esteri tedesco,  <http://www.auswaertiges­amt.de>,  Länder,  Reisen  und  Sicherheit  >  alle  Länder  A  –  Z  >  Ukraine  >  ultimo  aggiornamento:  ottobre  2011,  visitato l'8 febbraio 2012). 7.3  Tenuto  conto  della  situazione  socioeconomica  del  Paese  d'origine  della  richiedente,  nonché  delle  differenze  tra  questo  Paese  e  la  Svizzera,  la valutazione dell'UFM secondo cui  il rischio di un'uscita non  conforme  ai  termini  prestabiliti  appaia  relativamente  elevato,  non  può  essere  contestata.  Effettivamente,  a  prescindere  dal  fatto  che  la  predisposizione  a  lasciare  il  proprio  Paese  d'origine  è  agevolata  allorquando parenti  o  conoscenti  si  trovano all'estero,  va  ricordato  che  la pressione migratoria, come lo dimostra l'esperienza, risulta essere più  elevata in presenza di persone giovani che non hanno particolari legami  famigliari  o  professionali  al  loro  Paese  d'origine.  Ciononostante  trarre  http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/ http://www.auswaertiges-amt.de/

C­4263/2011 Pagina 7 delle  conclusioni  basandosi  unicamente  sulla  situazione  generale  del  paese d'origine, porterebbe ad una valutazione dei fatti eccessivamente  generalizzata. Occorre  per  tanto  esaminare  l'insieme  delle  circostanze  del  caso  concreto.  In  particolare  gli  obblighi  familiari,  sociali  o  professionali possono costituire una prognosi  favorevole  in vista di una  partenza regolare dalla Svizzera. 8. 8.1 Per quanto  riguarda  i  legami al Paese d'origine, dagli  atti  di  causa  risulta che la richiedente ha 22 anni, è nubile e non emerge dall'incarto  che abbia figli. Essa, come asserito dal ricorrente, senza tuttavia alcuna  prova  documentale,  sembra  mantenere  in  Ucraina  legami  famigliari  segnatamente con  la madre,  la nonna e  il  fratello.  Inoltre quale attività  lavorativa,  nel  formulario  di  richiesta  del  visto,  l'invitata  ha  annotato  di  essere  venditrice  ("kaufmännische  Angestellte"  o  "Werbemanager"):  attività  che,  permettendo  un'assenza  di  3  mesi,  non  appare  particolarmente vincolante,  tanto più se si considera che  l'interessata è  stata  ingaggiata  solo  a  decorrere  dal  1°  febbraio  2011.  Va  infine  sottolineato  che,  come  stabilito  dall'UFM  nella  propria  decisione  del  7  luglio  2011  e  non  contestato  dal  ricorrente,  l'invitata  percepisce  un  salario  di  ca.  110  CHF,  che  l'Ambasciata  svizzera  ha  considerato  estremamente basso anche per il livello dei salari in Ucraina. Sulla scorta di quanto sopra, la situazione professionale come anche la  situazione  personale  famigliare  della  richiedente,  considerata  nel  suo  insieme, non permettono di affermare che abbia dei vincoli al suo Paese  a tal punto profondi da rendere sufficientemente verosimile il suo rientro  in Ucraina. 8.2  Il  ricorrente  ha  osservato  che  la  sorella  dell'interessata,  in  analoghe  condizioni, ha ottenuto un'autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen.  Egli  fa  dunque  implicitamente  valere  una  violazione  del  principio  della  parità  di  trattamento.  Ora,  nell'ambito  delle  autorizzazioni  d'entrata  è  determinante la situazione personale dell'interessato, in particolare i legami  familiari e professionali  di quest'ultimo con  il  suo Paese d'origine, per cui  risulta  essere  estremamente  difficile  effettuare  dei  paragoni  tra  diverse  cause  (cfr.  sentenza  del  TAF  C­3577/2010  del  3  marzo  2011  e  giurisprudenza ivi citata). D'altra parte, va evidenziato che il principio della  parità di  trattamento non può essere  invocato per beneficiare di un diritto  accordato illegalmente ad una terza persona, in particolare qualora non si  possa presupporre che l'autorità competente persista in tale pratica illegale 

C­4263/2011 Pagina 8 (cfr. DTF  134 V  34  consid.  9;  127  II  113  consid.  9).  In  sede  di  ricorso  il  ricorrente si è prevalso di questa argomentazione in termini generali, senza  precisazione  alcuna  sulla  situazione  della  nipote  (età,  stato  personale,  attività). Ora,  va  sottolineato  che  ogni  fattispecie  è  trattata  singolarmente  alla  luce delle proprie particolarità,  di modo che  il  fatto  che altre persone  abbiano ottenuto  dei  visti  non è  determinante. Pertanto  tale  censura non  può essere accolta.  9. Visto quanto precede, il presente tribunale costata che si è in presenza  di  un  rischio  migratorio  elevato  e  che  pertanto,  il  rilascio  del  visto  a  favore della richiedente non può essere concesso. In questo contesto, il  mero desiderio espresso dal ricorrente, perfettamente comprensibile, di  invitare  la  nipote  (figlia  della  sorella  della  di  lui  moglie)  non  può  costituire  di  per  sé  un  motivo  giustificante  la  concessione  del  visto.  Inoltre,  tenuto conto del numero  importante di domande di concessioni  dell'autorizzazione d'entrata  inoltrate,  le  autorità  competenti  sono  state  portate  ad  adottare  una  politica  d'ammissione  restrittiva  e  a  procedere  ad una severa limitazione del numero delle autorizzazioni d'entrata nello  spazio Schengen. 10. Ciò posto,  l'autorità di prime cure ha  rilevato a giusto  titolo che  l'uscita  dallo  spazio  Schengen  entro  i  termini  stabiliti  dopo  un  soggiorno  per  visita  non  era  sufficientemente  garantita.  La  correttezza  di  tale  valutazione  non  può  essere  messa  in  discussione  neppure  dalle  dichiarazioni  di  garanzia  formulate  dal  ricorrente.  A  questo  titolo  giova  sottolineare che  la buona fede e  l'onestà dell'invitante non sono messe  in discussione. In effetti nell'esame del rischio di un'uscita non conforme  ai  termini  è  rilevante  in  prima  linea  il  possibile  comportamento  dell'invitata  dedotto  dalla  documentazione  agli  atti.  Solo  quest'ultima  è  in grado di assicurare la partenza dallo spazio Schengen entro i termini  stabiliti.  Considerato  l'insieme  delle  circostanze  del  caso,  le  dichiarazioni  fornite  dal  ricorrente  non  sono  tali  da  impedire  alla  richiedente  di  intraprendere  i  passi  necessari  per  stabilirvisi  durevolmente (cft. DTAF 2009/27 consid. 9).  Infine va osservato che  le  garanzie  finanziarie  fornite  dall'ospitante  costituiscono  delle  semplici  dichiarazioni d'intenzione prive di effetti giuridici le quali non permettono  di garantire la volontà della richiedente di uscire dello spazio Schengen  e di assicurarne la partenza entro i termini stabiliti. 

C­4263/2011 Pagina 9 Così  facendo  l'UFM, con  la propria decisione del 7  luglio 2011, non ha  violato il diritto federale, né abusato del suo potere di apprezzamento e  nemmeno  ha  accertato  in  modo  inesatto  o  incompleto  i  fatti  giuridicamente  rilevanti;  infine  la  decisione  non  è  inadeguata  (art.  49  PA). 11. Visto  l'esito  della  procedura,  le  spese  processuali  vengono  poste  a  carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 PA in relazione con gli art. 1 a 3 del  regolamento  del  21  febbraio  2008  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  tribunale  amministrativo  federale  [TS­TAF,  RS  173.320.2]). Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronun­ cia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le  spese  processuali  di  fr.  700.­  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  e  sono computate  con  l'anticipo  spese dello  stesso  importo  versato  il  19  agosto 2010. 3. Comunicazione a: ­ ricorrente (raccomandata) ­ autorità inferiore (incarto n. di rif. … di ritorno) ­ Sezione della popolazione, Bellinzona, per informazione (incarto  cantonale di ritorno) La presidente del collegio: Il cancelliere: Elena Avenati­Carpani Manuel Borla

C­4263/2011 Pagina 10 Data di spedizione:

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