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Bundesverwaltungsgericht 21.02.2012 C-2349/2011

21 febbraio 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,797 parole·~9 min·3

Riassunto

Visto Schengen | Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte III C­2349/2011 Sen tenza   d e l   2 1   f e bb raio   2012 Composizione Giudici Elena Avenati­Carpani (presidente del collegio),  Ruth Beutler, Marianne Teuscher,  cancelliere Manuel Borla. Parti 1. X._______, …,   2. I._______, entrambi patrocinati da Fidinam & Partners SA,  Via Maggio 1, casella postale 6009, 6901 Lugano,  ricorrenti,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore.  Oggetto Autorizzazione d'entrata nello spazio Schengen.

C­2349/2011 Pagina 2 Fatti: A.  Il 22 novembre 2010 X._______, nato il …, cittadino italiano, residente a  Lugano  e  titolare  di  un  permesso  C,  ha  redatto  uno  scritto  all'indirizzo  dell'Ambasciata svizzera a Santo Domingo,  in cui postulava  il  rilascio di  un  visto  turistico  (dal  14  al  25  giugno  2011)  a  beneficio  di  I._______,  cittadina dominicana, nata  il …, madre di un bambino nato nel 2004.  In  sostanza  egli  si  dichiarava  pronto  a  farsi  carico  di  tutti  i  costi  relativi  al  sostentamento e all'alloggio nonché le spese mediche relative a malattia  o infortuni che le sarebbero occorsi durante il soggiorno. In  data  29  dicembre  2010  l'invitata  si  è  quindi  rivolta  alla  citata  Rappresentanza svizzera, sollecitando il rilascio del visto Schengen. Con  decisione  del  12  gennaio  2011  la menzionata  autorità  ha  emanato  una  decisione negativa mediante modulo standard Schengen. B. Statuendo  sull'opposizione  del  7  febbraio  2011  dell'invitante  e  dell'invitata,  il  18  marzo  2011  l'Ufficio  federale  della  migrazione  (in  seguito:  UFM),  ha  rifiutato  a  sua  volta  di  concedere  l'autorizzazione  d'entrata  nello  spazio  Schengen  siccome  la  situazione  personale  dell'interessata  e  le  condizioni  socioeconomiche  prevalenti  nella  Repubblica  Dominicana  non  permettevano  di  ritenere  la  partenza  al  termine del  soggiorno  sufficientemente garantita,  non essendo possibile  escludere che  la stessa desideri protrarre  il  soggiorno nella speranza di  trovare,  dapprima  per  sé  ed  in  seguito  per  il  figlio,  condizioni  di  vita  migliori di quelle che conosce in patria. L'autorità di prime cure ha inoltre  rilevato  che  la  giovane  età  e  l'assenza  di  legami  professionali  imprescindibili in patria avvalorano la valutazione effettuata. C. Contro la suddetta decisione l'invitante e l'invitata (in seguito: i ricorrenti)  hanno  interposto  ricorso  in  data  20  aprile  2011,  postulando  la  concessione  del  visto  in  favore  della  richiedente.  Essi  hanno  rilevato  in  primo  luogo  la  violazione  del  diritto  di  essere  sentiti  con  conseguente  valutazione  incompleta  ed  erronea della  fattispecie. A  loro  dire  infatti  la  situazione professionale dell'invitata, la quale svolge l'attività di agente di  polizia  con  una  retribuzione  mensile  di  10'000  RD,  ossia  un  reddito  dignitoso,  come  pure  la  sua  situazione  personale,  studentessa  al 

C­2349/2011 Pagina 3 secondo anno universitario e madre divorziata a beneficio della custodia  del figlio, dimostrano e compravano la volontà del rientro al proprio Paese  terminato  il  breve  soggiorno  in  Svizzera  rispettivamente  nell'area  Schengen.  I  ricorrenti  hanno  infine  sottolineato  che  la  decisione  impugnata sarebbe contraria all'art.  32 cpv. 1 del Codice dei  visti  come  pure ai paragrafi 7.12 e 6.2.1 del Manuale dei visti, poiché elementi per  valutare  la situazione  in concreto dell'invitata segnatamente  l'assenza di  precedenti  soggiorni  nell'area  Schengen  e  la  credibilità  del  soggetto  ospitante,  non  sono  stati  presi  in  considerazione  per  determinare  la  situazione della  richiedente. Ribadendo che  le spese di soggiorno, della  durata  di  solamente  una  decina  di  giorni,  sono  garantite  dal  signor  X._______, i ricorrenti hanno chiesto in via principale l'accoglimento della  domanda di  visto presentata da  I._______, e  in  via  subordinata  il  rinvio  dell'incarto  per  una  nuova  decisione  favorevole  da  parte  dell'istanza  di  prime cure, protestate tasse spese e ripetibili. D. Il  9  maggio  2011  i  ricorrenti  hanno  completato  il  proprio  ricorso  trasmettendo  in  originale  alcuni  certificati  e  attestazioni  a  fondamento  della  propria  pretesa  (già  trasmessi  in  copia),  i  quali  assieme  al  menzionato  ricorso  sono  stati  trasmessi  per  osservazioni  all'autorità  di  prima istanza in data 12 maggio 2011. E. Chiamata  ad  esprimersi  in  merito  al  suddetto  ricorso,  con  osservazioni  del 30 maggio 2011, l'autorità inferiore ha ravvisato che le argomentazioni  addotte  in  sede  di  ricorso  non  hanno  modificato  la  propria  valutazione  della  situazione,  e  ha  quindi  chiesto  di  dichiarare  il  ricorso  infondato  in  tutte le sue conclusioni e di confermare la decisione impugnata. F. Invitati a replicare in data 31 maggio 2011, i ricorrenti non vi hanno però  dato  seguito.  Con  scritto  del  26  ottobre  2011,  essi  hanno  comunque  manifestato il loro interesse al proseguimento della causa. Diritto: 1. 1.1  Riservate  le  eccezioni  previste  all'art.  32  della  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  giusta 

C­2349/2011 Pagina 4 l'art.  31  LTAF  il  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  TAF  o  il  Tribunale)  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  dalla  legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA,  RS 172.021) prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF. In particolare, le decisioni in materia di rifiuto dell'autorizzazione d'entrata  nello  spazio  Schengen  rese  dall'UFM  ­  il  quale  costituisce  un'unità  dell'amministrazione  federale  come  definita  all'art.  33  let.  d  LTAF –  possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF,  il  quale  statuisce  in  via  definitiva  (cfr.  art.  1  cpv.  2  LTAF  in  relazione  con  l'art.  83  let.  c  cifra  1  della legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]). 1.2  Riservati  i  casi  in  cui  la  LTAF  non  dispone  altrimenti  la  procedura  dinanzi  al  Tribunale  è  retta  dalla  PA  (art.  37  LTAF).  X._______  e  I._______ hanno  il diritto di ricorrere (art. 48 cpv. 1 PA) e  il  loro ricorso,  presentato nella forma e nei termini prescritti dalla legge, è ricevibile (art.  50 e 52 PA). 2. Ai  sensi  dell'art.  49  PA  i  motivi  di  ricorso  sono  la  violazione  del  diritto  federale,  compreso  l'eccesso  o  l'abuso  del  potere  di  apprezzamento,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti  nonché  l'inadeguatezza,  nella  misura  in  cui  un'autorità  cantonale  non  abbia  giudicato  come  autorità  di  ricorso.  Il  Tribunale  applica  d'ufficio  il  diritto federale nella procedura ricorsuale e non è vincolato in alcun caso  dai motivi del ricorso (cfr. art. 62 cpv. 4 PA). Rilevante è in primo luogo la  situazione  di  fatto  e  di  diritto  al  momento  del  giudizio  (cfr.  consid.  1.2.  della sentenza 2A.451/2002 del 28 marzo 2003 pubblicata parzialmente  in: DTF 129 II 215; cfr. DTAF 2011/1 consid. 2 e giurisprudenza ivi citata). 3. La  politica  delle  autorità  svizzere  in  materia  di  visti  riveste  un  ruolo  importante  nella  prevenzione  dell'immigrazione  clandestina  (cfr.  Messaggio del Consiglio  federale  relativo alla  legge sugli  stranieri  dell'8  marzo 2002,  in FF 2002 3327). Non potendo accogliere  tutti gli stranieri  che  desiderano  venire  in  questo  paese,  sia  per  un  soggiorno  di  corta  durata che per un soggiorno di lunga durata, le autorità svizzere possono  applicare  legittimamente  una  politica  d'ammissione  restrittiva  (cfr.  DTF  122  II  1  consid.  3a;  ALAIN WURZBURGER,  La  giurisprudenza  recente  del  Tribunale  federale  in  materia  di  polizia  degli  stranieri,  Rivista  di  diritto  amministrativo e  di  diritto  fiscale  [RDAF]  1997  I,  p.  287).  Come  rilevato  a  giusto  titolo 

C­2349/2011 Pagina 5 dall'autorità inferiore la legislazione svizzera sugli stranieri non garantisce  né  il  diritto  d'entrata  in  Svizzera  né  il  rilascio  di  un  visto.  La  Svizzera,  come  gli  altri  Stati,  non  è  tenuta  ad  autorizzare  di  principio  l'entrata  di  stranieri  nel  suo  territorio.  Questa  decisione  viene  presa  dalla  Svizzera  autonomamente  in  accordo  con  il  diritto  internazionale  pubblico  (cfr.  Messaggio citato in FF 2002 3327, nonché DTF 135 II 1 consid. 1.1). 4. Le condizioni d'entrata  in Svizzera per un soggiorno non superiore a  tre  mesi sono disciplinate all'art. 2 cpv. 1 dell'Ordinanza del 22 ottobre 2008  concernente  l’entrata  e  il  rilascio  del  visto  (OEV,  RS  142.204),  il  quale  rinvia  al  Regolamento  (CE)  n.  562/2006  del  Parlamento  europeo  e  del  Consiglio del 15 marzo 2006, che istituisce un codice comunitario relativo  al regime di attraversamento delle frontiere da parte delle persone fisiche  (codice frontiere Schengen [GU L 105 del 13.04.2006 pag. 1­32]). L'art. 5  cpv. 1 del codice frontiere Schengen definisce le condizioni d'ingresso per  i  cittadini  di paesi  terzi. Questi  devono essere  in possesso di uno o più  documenti di  viaggio validi  che consentano di attraversare  la  frontiera e  se richiesto, di un visto valido (lett. a e b), nonché giustificare lo scopo e  le condizioni di soggiorno e disporre di mezzi finanziari sufficienti (lett. c e  art. 14 cpv. 1  lett. a­c del regolamento [CE] n. 810/2009 del Parlamento  europeo  e  del  Consiglio  del  13  luglio  2009,  che  istituisce  un  codice  comunitario dei visti [Codice dei visti, GU L 243/1 del 15 settembre 2009,  pag.  1­58]).  Infine  non  devono  essere  segnalati  nel  Sistema  d'informazione Schengen (SIS) ai fini della non ammissione e non essere  considerati  una  minaccia  per  l'ordine  pubblico,  la  sicurezza  interna,  la  salute pubblica o le relazioni internazionali di uno degli Stati membri (lett.  d ed e). Ciò posto,  le condizioni d'entrata previste dal codice  frontiere Schengen  corrispondono essenzialmente a quelle di cui all'art. 5 cpv. 1 della  legge  federale del 16 dicembre 2005 sugli stranieri (LStr, RS 142.20). 5. L'art. 5 cpv. 2 LStr esige inoltre dallo straniero che prevede un soggiorno  temporaneo  in  Svizzera  una  garanzia  di  partenza  al  termine  del  suo  soggiorno.  Questa  condizione  del  diritto  nazionale,  non  rappresenta  un'esigenza  supplementare  e  non  contraddice  il  codice  frontiere  Schengen.  L'indicazione  del  soggiorno  temporaneo  costituisce  di  fatto  una dichiarazione d'intenzione di lasciare il paese non appena il motivo di  soggiorno  sia  cessato.  Allo  stesso modo  devono  essere  interpretate  le  istruzioni  consolari  comuni  del  22  dicembre  2005  indirizzate  alle 

C­2349/2011 Pagina 6 rappresentazioni diplomatiche e consolari di prima categoria (ICC; GU C  326 del 22 dicembre 2005 pag.1­149). Le ICC esigono in particolare che  venga  valutato  il  rischio migratorio  (cfr.  GU C  326  pag.10).  Pertanto  la  pratica e  la giurisprudenza  relative all'art. 5 cpv. 2 LStr possono essere  applicate  (in  merito  ai  dettagli  di  tale  problematica,  cfr.  DTAF  2009/27  consid. 5.2 e 5.3). 6. In qualità di Paese dello spazio Schengen, la Svizzera applica parimenti il  Regolamento n. 539/2001 del Consiglio del 15 marzo 2001 (GU L 81 del  21 marzo 2001), il cui art. 1 § 1 e 2 prescrive che i cittadini dei paesi terzi  che  figurano nell'allegato  I al medesimo Regolamento devono essere  in  possesso di visto all'atto di attraversamento delle  frontiere esterne degli  Stati Schengen.  In proposito, essendo  la Repubblica di Santo Domingo,  contemplata  nel  sopracitato  allegato  I,  l'invitata,  quale  cittadina  dominicana, soggiace all'obbligo del visto. 7. 7.1 Al fine di valutare se l'uscita dallo spazio Schengen alla scadenza del  previsto  soggiorno  risulti  sufficientemente  assicurata,  è  necessario  giudicare  un  comportamento  futuro.  Ora,  non  è  possibile  constatare  in  modo  certo  un  fatto  non ancora  accaduto,  tuttavia  si  possono emettere  delle  supposizioni,  considerando  l'insieme  delle  circostanze  della  fattispecie  e  i  dati  concreti  che  risultano  dalla  situazione  generale  del  Paese d'origine della richiedente. 7.2 L'economia della Repubblica dominicana si è  rapidamente  ripresa a  partire  dall'agosto  2004,  nonostante  la  difficile  crisi  causata  dal  tracollo  finanziario delle tre più grandi banche d'affari avvenuto nel 2003. Infatti a  partire dal 2005 la crescita economica – che nel 2006 ha toccato il picco  del  10.7%  ­  si  è  stabilizzata,  mentre  l'inflazione  –  pari  al  5%  ­  risulta  essere relativamente bassa. Sebbene  la crescita economica dominicana  è  tendenzialmente  diminuita  a  causa  dell'indebolimento  generale  dell'economia mondiale, negli ultimi anni si è assistito ad una tendenziale  ripresa con una crescita del 7.8% nel 2010 e una crescita attesa tra 5% e  6%  per  il  2011  (cfr.  fonti:  sito  internet  dell'Ufficio  degli  affari  esteri  tedesco,  <http://www.auswaertiges­amt.de>,  Länder,  Reisen  und  Sicherheit > alle Länder A – Z > Dominikanische Republik > Wirtschaft,  ultimo  aggiornamento:  settembre  2011,  visitato  il  14  febbraio  2012).  È  stato inoltre constatato un aumento del tasso di criminalità, in particolare  la  commissione  di  reati  perlopiù  contro  il  patrimonio  che  degradano  http://www.auswaertiges-amt.de/

C­2349/2011 Pagina 7 talvolta in atti di violenza (cfr. http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html >  Consigli  di  viaggio  >  Destinazioni  di  viaggio  >  Consigli  di  viaggio  per:  Repubblica  dominicana,  ultimo  aggiornamento:  il  24  novembre  2011,  visitato il 14 febbraio 2012). 7.3  Tenuto  conto  delle  considerazioni  relative  alla  situazione  socioeconomica nella Repubblica dominicana nonché delle differenze tra  questo Paese e la Svizzera, la valutazione dell'UFM secondo cui il rischio  di  un'uscita  non  conforme  ai  termini  prestabiliti  appaia  relativamente  elevato,  non  può  essere  contestata.  Effettivamente,  a  prescindere  dal  fatto  che  la  predisposizione  a  lasciare  il  proprio  Paese  d'origine  è  agevolata  allorquando  parenti  o  conoscenti  si  trovano  all'estero,  va  ricordato  che  la  pressione  migratoria,  come  lo  dimostra  l'esperienza,  risulta essere più elevata in presenza di persone giovani che non hanno  particolari  legami  famigliari  o  professionali  al  loro  Paese  d'origine.  Ciononostante  trarre  delle  conclusioni  basandosi  unicamente  sulla  situazione  generale  del  paese  d'origine,  porterebbe  ad  una  valutazione  dei  fatti  eccessivamente  generalizzata.  Occorre  pertanto  esaminare  l'insieme  delle  circostanze  del  caso  concreto;  in  particolare  gli  obblighi  familiari,  sociali  o  professionali  possono  costituire  una  prognosi  favorevole in vista di una partenza regolare dalla Svizzera. 8. Per  quanto  riguarda  i  legami  esistenti  nel  Paese  d'origine,  dagli  atti  di  causa risulta che la richiedente ha 31 anni, è separata e/o divorziata (cfr.  formulario di richiesta del visto Schengen del 29 dicembre 2010 e ricorso  contro la decisione dell'UFM del 20 aprile 2011, in cui i ricorrenti indicano  la pronuncia del divorzio il 20 marzo 2011), ed ha un figlio del quale pare  aver ottenuto la custodia; essa però non sembra aver alcun altro grado di  parentela  stretto  nella Repubblica Dominicana  se  non una  zia  e  alcune  sorelle  (cfr.  ricorso, pag. 5).  Inoltre dalle emergenze  istruttorie  si evince  che l'invitata esercita l'attività di poliziotta con il grado di caporale presso  l"Autoridad Metropolitana  de  Trasporte"  (cfr.  Certificato  della medesima  autorità  del  30  marzo  2011),  e  di  vigilante  presso  un  complesso  residenziale,  come  pure  che  è  iscritta  presso  l'"Universidad  Nacional  Evangelica"  (cfr.  Attestazione  della  menzionata  Università  del  28  aprile  2011).  Ciò  posto,  considerato  che  l'invitata  ha  la  possibilità  di  interrompere  il  proprio percorso universitario e  la propria attività  lavorativa,  anche se è  pur vero che il certificato del datore di lavoro minaccia sanzioni in caso di  non  ritorno  alle  proprie  funzioni,  non  sembrano  esistere  legami  http://www.eda.admin.ch/eda/it/home.html

C­2349/2011 Pagina 8 professionali  imprescindibili  tra  l'invitata  e  il  proprio  paese.  Quanto  alla  propria situazione  famigliare  l'esistenza di un  figlio che, come dichiarato  dalla  ricorrente,  è  accudito  con  l'aiuto  della  zia  e  delle  sorelle  (ricorso,  pag.  5),  non  esclude  la  possibilità  di  protrarre  il  proprio  soggiorno  in  Svizzera rispettivamente nello spazio Schengen per trovare delle migliori  condizioni di vita dapprima per sé stessa ed in seguito per il figlio. A  fronte  di  quanto  sopra  il  TAF  condivide  le  valutazioni  espresse  dall'UFM,  il  quale  ha  rilevato  a  giusto  titolo  che,  sulla  base  della  situazione  agli  atti,  l'uscita  dallo  spazio  Schengen  non  è  garantita  al  termine del soggiorno. 9. 9.1  I  ricorrenti  hanno  inoltre  rimproverato  all'autorità  inferiore  di  aver  commesso una violazione del diritto di essere sentiti. Infatti a loro giudizio  quest'ultima, oltre a non aver dato seguito alla richiesta esplicita di essere  sentiti  da essi  formulata, non ha approfondito con questi ultimi  i  fatti e  i  mezzi  di  prova  allegati  con  l'opposizione,  benché  né  avesse  l'obbligo  giusta il principio dell'accertamento d'ufficio dei fatti (ricorso, pag. 3 e 4). 9.2 In proposito va anzitutto ricordato che il diritto di essere sentito, la cui  garanzia  è  ancorata  nell'art.  29  cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101)  e,  per  quanto concerne la procedura amministrativa federale, negli art. 29 segg.  PA, comprende diverse garanzie costituzionali di procedura (cfr. MICHELE  ALBERTINI,  Der  verfassungsmässige  Anspruch  auf  rechtliches  Gehör  im  Verwaltungsverfahren  des  modernen  Staates,  Berna  2000,  pag.  202  segg.;  ANDREAS  AUER/GIORGIO  MALINVERNI/MICHEL  HOTTELIER,  Droit  constitutionnel  suisse  Vol.  II.  Les  droits  fondamentaux,  2a  ed.,  Berna  2006,  pag.  606  segg.;  BENOIT  BOVAY,  Procédure  administrative,  Berna  2000,  pag.  207  segg.;  ULRICH  HÄFELIN/GEORG MÜLLER/FELIX  UHLMANN,  Allgemeines Verwaltungsrecht,  6a  ed.,  Zurigo/Basilea/Ginevra/San Gallo  2010,  pag.  384  segg.;  ALFRED  KÖLZ/ISABELLE  HÄNER,  Verwaltungsverfahren  und Verwaltungsrechtspflege des Bundes,  2a  ed.,  Zurigo 1998,  pag.  46,  107 segg.; MARKUS SCHEFER, Grundrechte  in der  Schweiz,  Berna  2005,  pag.  285  segg.),  in  particolare  il  diritto  per  la  persona interessata di prendere conoscenza dell'incarto (DTF 132 II 485  consid.  3,  126  I  7  consid.  2b),  di  esprimersi  in  merito  agli  elementi  pertinenti  prima  che  una  decisione  sia  presa  nei  suoi  confronti,  di  produrre  delle  prove  rilevanti,  d'ottenere  che  sia  dato  seguito  alle  sue  offerte  di  prove,  di  partecipare  all'amministrazione  dei  mezzi  di  prova 

C­2349/2011 Pagina 9 essenziali  o  almeno  di  poter  esprimersi  sul  loro  risultato,  allorquando  questo è proprio ad influenzare la decisione da emanare (cfr. DTF 124 II  132 consid. 2b e giurisprudenza ivi citata).  La violazione del diritto di essere sentiti deve essere esaminata d'ufficio  ed  implica  in  principio  l'annullamento  della  decisione  impugnata  indipendentemente dalle possibilità di esito positivo del ricorso nel merito  (cfr. DTF 132 V 387 consid. 5; DTF 126  I 19 consid. 2d/bb; DTF 126 V  130  consid.  2b;  DTF  122  II  464  consid.  4a  e  giurisprudenza  citata).  Eccezionalmente un'eventuale violazione può essere sanata se l'autorità  che  ha  emanato  la  decisione  ha  preso  posizione  in  merito  alle  argomentazioni  decisive  nel  quadro  dello  scambio  degli  scritti  e  se  l'amministrato ha avuto la possibilità di esprimersi liberamente di fronte ad  un'autorità di ricorso, la quale dispone di piena cognizione (cfr. DTF 133 I  201 consid. 2.2; DTF 130 II 530 consid. 7.3; DTF 126 V 130 consid. 2b;  DTF 124 V 389 consid. 5a e 180 consid. 4a). Va  ancora  rilevato  che  nel  quadro  della  procedura  amministrativa  non  vige il diritto di esprimersi oralmente di fronte all'autorità giudicante prima  che  questa  adotti  la  propria  decisione  (cfr.  DTF  130  II  425  consid.  2.1;  125 I 209 consid. 9b e riferimenti ivi citati); in particolare il ricorrente non  può  fondarsi  sull'art.  6  CEDU  per  dedurre  il  proprio  diritto  ad  essere  sentito oralmente poiché questa disposizione non si applica a vertenze in  meteria  di  entrata/uscita  e  soggiorno  di  stranieri  (cfr.  decisioni  del  Tribunale  federale  2P.47/2006  del  13  febbraio  2006  e  le  referenze  ivi  citate e 2D_30/2011 del 22 giugno 2011 consid. 3.1). 9.3  Inoltre,  se  gli  accertamenti  svolti  d'ufficio  permettono  all'amministrazione o al giudice, che si sono fondati su un apprezzamento  diligente delle prove, di giungere alla convinzione che certi fatti presentino  una verosimiglianza preponderante, e che ulteriori misure probatorie non  potrebbero modificare questo apprezzamento, è superfluo assumere altre  prove  (apprezzamento  anticipato  delle  prove;  Ueli  Kieser,  ATSG­ Kommentar,  2a  ed.,  Zurigo  2009,  art.  42  n.  19  pag.  536;  sentenza  del  Tribunale federale K 24/04 del 20 aprile 2005; DTF 122 II 464 consid. 4a).  In tal caso, non sussiste una violazione del diritto costituzionale di essere  sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001  IV n. 10 pag. 28). 9.4 Va detto che nelle circostanze del caso  in esame non sussistono  in  alcun  modo  gli  estremi  della  censura  sottoposta  a  giudizio.  Infatti  l'invitata,  nel  quadro  della  decisione  dell'UFM  e  come  sottolineato  dai 

C­2349/2011 Pagina 10 ricorrenti  stessi,  ha  potuto  formulare  con  l'opposizione  le  proprie  tesi  difensive supportate da fatti e mezzi di prova allegati (cfr. ricorso, pag. 4). Il diritto di essere sentito come pure il principio dell'accertamento d'ufficio  dei  fatti  non  comportano  necessariamente  un'udienza  orale  da  parte  dell'autorità  chiamata  ad  emanare  una  decisione,  perdipiù  nella  fattispecie  l'invitata  ha  già  espresso  con  l'allegato  scritto  presentato  all'autorità  di  prime  cure  la  propria  tesi  supportata  da  documentazione  annessa. Va infine rilevato che nel ricorso presentato davanti al presente Tribunale  i  ricorrenti non hanno  fornito alcuna documentazione supplementare, ad  eccezione delle attestazioni della "Junta de Vecinos de Villa Magdalena"  e del "Gobierno Municipal de San Pedro de Macoris". Ciò posto la censura dalla violazione del principio di essere sentito non è  ammissibile. 10. I  ricorrenti  hanno  infine  rilevato  che  la  decisione  impugnata  è  contraria  all'art.  32 cpv. 1  lett.  b del Codice visti,  ed ai paragrafi  7.12 e 6.2.1 del  Manuale  dei  visti  (cfr.  ricorso  pag.  6),  poiché  l'UFM  non  ha  preso  in  considerazione diversi elementi che avrebbero permesso di determinare  correttamente  la  situazione  socioeconomica  della  richiedente  nonché  la  sua  intenzione a  lasciare  il  territorio  degli  stati Schengen alla  scadenza  del permesso. Il presente Tribunale non concorda con le argomentazioni dei ricorrenti, in  primo  luogo  l'art. 32 cpv. 1  lett. b Codice dei visti  fissa semplicemente  il  principio  per  cui  un  visto  è  rifiutato  qualora  vi  siano  ragionevoli  dubbi  sull'intenzione  del  richiedente  di  lasciare  il  territorio  degli  Stati  membri,  mentre  i  paragrafi  citati  del  Manuale  dei  visti  indicano  in  maniera  generale, e non esaustivamente,  la possibile documentazione pertinente  atta  a  valutare  il  principio  menzionato.  Inoltre  in  essi  non  viene  fissato  alcun obbligo per  l'autorità a rilasciare il visto, ma è lasciato un evidente  margine  di  apprezzamento.  Nel  caso  di  specie  l'UFM  ha  correttamente  valutato  la  fattispecie,  come  più  sopra  visto  ai  considerandi  7  e  8,  stabilendo  che  l'uscita  della  richiedente  dallo  spazio  Schengen  non  è  garantita  al  termine  del  soggiorno.  A  titolo  abbondanziale  va  ancora  rilevato  che  la  legislazione  svizzera  sugli  stranieri  non  garantisce  né  il  diritto d'entrata in Svizzera né il rilascio di un visto. La Svizzera, come gli  altri Stati, non è tenuta ad autorizzare di principio l'entrata di stranieri nel  suo  territorio.  In  questo  senso  le  autorità  possono  applicare 

C­2349/2011 Pagina 11 legittimamente  una  politica  d'ammissione  restrittiva  (cfr.  anche  considerando 3).

C­2349/2011 Pagina 12 11. 11.1 Da quanto precede  il  Tribunale  costata  che si  è  in presenza di  un  rischio migratorio elevato e che pertanto il rilascio del visto a favore della  richiedente non può essere concesso. 11.2 Ne  discende  che  l'autorità  di  prime  cure  ha  rilevato  a  giusto  titolo  sulla  base  della  situazione  agli  atti,  che  l'uscita  dalla  spazio  Schengen  entro i termini stabiliti dopo un soggiorno per visita non è sufficientemente  garantita. La correttezza di tale valutazione non può essere pregiudicata  neanche dalle ripetute dichiarazioni di garanzia formulate dai ricorrenti. A  questo titolo giova sottolineare che la buona fede e l'onestà dell'invitante  non è messa  in discussione.  In effetti nell'esame del  rischio di un'uscita  non  conforme  ai  termini  è  rilevante  in  prima  linea  il  possibile  comportamento dell'invitata  dedotto  dalla  documentazione agli  atti. Solo  quest'ultima è  in grado di assicurare  la partenza dallo spazio Schengen  entro i termini stabiliti. Considerato l'insieme delle circostanze del caso, la  dichiarazione fornita da X._______ con la quale egli si porta garante per  tutte le spese di soggiorno, come pure le lettere di referenze di tre istituti  bancari, non sono tali da impedire alla richiedente di intraprendere i passi  necessari per stabilirvisi durevolmente (cfr. DTAF 2009/27 consid. 9). 12. Ne discende che l'UFM con decisione del 18 marzo 2011 non ha violato il  diritto  federale né abusato del suo potere di apprezzamento;  l'autorità di  prime  cure  non  ha  accertato  in  modo  inesatto  o  incompleto  i  fatti  giuridicamente  rilevanti ed  inoltre  la decisione non é  inadeguata  (art. 49  PA). Per questi motivi il ricorso va respinto. 13.  Visto l'esito della procedura, le spese processuali vengono poste a carico  del  ricorrente  (art.  63  cpv.  1  PA  in  relazione  con  gli  art.  1  a  3  del  regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS­TAF,  RS  173.320.2]).

C­2349/2011 Pagina 13 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1. Il ricorso è respinto. 2. Le spese processuali di fr. 700.­ sono poste a carico dei ricorrenti e sono  computate con  l'anticipo spese dello stesso  importo versato  il  9 maggio  2011. 3. Comunicazione a: – ricorrenti (Raccomandata) – autorità inferiore (incarto n. di rif. … di ritorno; Raccomandata) – Sezione della popolazione, Bellinzona, per conoscenza La presidente del collegio: Il cancelliere: Elena Avenati­Carpani Manuel Borla Data di spedizione:

C-2349/2011 — Bundesverwaltungsgericht 21.02.2012 C-2349/2011 — Swissrulings