Skip to content

Bundesverwaltungsgericht 01.12.2011 A-2907/2011

1 dicembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,918 parole·~15 min·1

Riassunto

Risoluzione dei rapporti di lavoro | scioglimento del rapporto di lavoro

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte I A­2907/2011 Sen tenza   d e l     1 °   d i c emb r e   2011 Composizione Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del  collegio), Marianne Ryter Sauvant e Beat Forster,  cancelliere Federico Pestoni. Parti A._______,    ricorrente,  contro Ferrovie federali svizzere FFS, Servizio giuridico del  Gruppo, Hochschulstrasse 6, 3000 Bern,    autorità inferiore.  Oggetto scioglimento del rapporto di lavoro.

A­2907/2011 Pagina 2 Fatti: A.  Il  signor A._______  ha  iniziato  il  suo  rapporto  di  lavoro  con  le  Ferrovie  federali svizzere (di seguito: FFS) il 1° marzo (…) in qualità di B._______.  A partire dal (…) ha lavorato come C._______. B.  Con  scritto  del  31  dicembre  2002,  il  servizio  medico  delle  FFS,  dell'amministrazione  generale  della  Confederazione,  della  Posta  e  di  Swisscom  (di  seguito:  Medical  Service)  ha  stabilito  che,  in  futuro,  per  motivi  di  salute,  il  signor  A._______  avrebbe  potuto  svolgere  un'attività  lucrativa che non richiedesse sforzi fisici particolari, e meglio in cui fosse  possibile cambiare spesso posizione (seduto/in piedi), che non implicasse  il  sollevamento  di  pesi  superiori  a  10  kg  e  in  cui  non  fosse  costretto  a  salire le scale rispettivamente a lavorare in posizione china. C.  Con scritto del 23 aprile 2003 il Medical Service ha appurato, in maniera  definitiva,  che  il  signor  A._______  poteva  essere  impiegato  professionalmente come C._______ soltanto con un grado del 50%. D.  A  seguito  di  questa  notizia,  il  consulente  HR  responsabile  del  signor  A._______  si  è  interessato,  senza  successo,  presso  gli  altri  settori  dell'azienda  circa  la  possibilità  di  un  ricollocamento  del  dipendente  che  tenesse conto delle limitazioni specificate dal Medical Service. Pertanto, il  signor A._______ ha proseguito la sua attività di C._______ nella misura  del 50%. E.  A  partire  dal  1°  gennaio  2004  il  signor  A._______  è  stato  dichiarato  inabile  al  lavoro  in  ragione  del  50%  da  parte  del Medical  Service  ed  è  stato  parzialmente  pensionato.  Allo  stesso  tempo  egli  ha  ricevuto  un  nuovo contratto di  lavoro come C._______ con un grado di occupazione  del 50%. F.  A partire  dal  6  febbraio  2009,  il  signor A._______,  per motivi  di  salute,  non è più stato in grado di esercitare la propria funzione di C._______. G.  In  data  22  aprile  2009  tra  la  divisione  viaggiatori  delle  FFS ed  il  signor 

A­2907/2011 Pagina 3 A._______  è  stato  definito  un  piano  di  reintegrazione  professionale,  fissando l'inizio della durata del diritto alla retribuzione retroattivamente al  6 febbraio 2009. H.  In  data  26 novembre 2009  il  signor A._______ è  stato  iscritto,  tramite  i  "manager della salute", all'assicurazione invalidità del Canton Ticino. I.  Con  scritto  del  18  gennaio  2010  le  FFS  hanno  comunicato  al  signor  A._______  che  in  data  28  febbraio  2011  sarebbe  terminato  il  periodo  biennale del diritto al ricevimento della retribuzione e che, inoltre, a partire  dal  6  febbraio  2010  gli  sarebbe  stato  corrisposto  soltanto  il  90%  del  salario. J.  Con scritto del 20 maggio 2010 il Medical Service ha dichiarato  il signor  A._______  definitivamente  inabile  allo  svolgimento  della  funzione  di  C._______ per motivi medici. K.  Il 1° luglio 2010 le FFS hanno offerto al ricorrente la possibilità di seguire  una prova  lavorativa della durata di sei mesi, senza garanzia di  impiego  al  termine del periodo, presso Anyway Solutions –  istituzione delle FFS  presso  la quale vengono  impiegati collaboratori che, per motivi di salute  non sono più  in grado di svolgere  il precedente  incarico – a Quartino.  Il  signor A._______ ha tuttavia rinunciato a tale proposta. L.  Con scritto del 13 agosto 2010, FFS, Divisione viaggiatori, Operating (P­ OP) ha comunicato al signor A._______ che, vista  la sua  inidoneità per  motivi  medici  a  svolgere  la  funzione  originariamente  esercitata,  vi  era  l'intenzione  di  sciogliere  il  contratto  di  lavoro.  In  tale  occasione  è  stato  ribadito  al  signor  A._______  che  il  diritto  alla  retribuzione  sarebbe  terminato in data 28 febbraio 2011, informandolo inoltre che – qualora la  Cassa  pensioni  delle  FFS  non  gli  avesse  riconosciuto  il  diritto  ad  una  prestazione  periodica  –  egli  avrebbe  avuto  diritto  ad  un'indennità  di  partenza pari a dodici mensilità. M.  Con presa di  posizione del  14  settembre 2010  il  signor A._______,  per  mezzo del proprio rappresentante, ha chiesto la continuazione della piena 

A­2907/2011 Pagina 4 retribuzione anche durante  il  secondo anno di malattia e  l'accertamento  della nullità dello scioglimento del rapporto di lavoro in quanto avvenuto in  tempo inopportuno. N.  Con  decisione  del  26  novembre  2010 P­OP  ha  rescisso,  per  inidoneità  medica,  il  rapporto  di  lavoro  con  il  signor  A._______  con  effetto  al  31  maggio 2011. Sempre con tale atto, P­OP ha deciso che dal 28 febbraio  2011  sarebbe  terminato  il  diritto  al  versamento  del  salario  e  che,  nel  corso del  restante  periodo di  disdetta,  il  signor A._______ non avrebbe  avuto  diritto  ad  alcuna  retribuzione.  Infine,  è  stato  revocato  l'effetto  sospensivo di un eventuale ricorso. O.  In data 17 gennaio 2011 il signor A._______ha interposto ricorso (recte:  opposizione) presso il servizio giuridico del gruppo FFS contro la predetta  decisione. P.  Con decisione del 6 aprile 2011 le FFS hanno respinto  l'opposizione del  signor A._______. Q.  Con atto del 19 maggio 2011  il signor A._______ (di seguito:  ricorrente)  ha adito il Tribunale amministrativo federale (TAF) aggravandosi contro la  decisione delle FFS (di seguito: autorità inferiore). R.  Con scritto del 28 giugno 2011, l'autorità inferiore, chiamata ad esprimersi  sul  ricorso,  ­  pur  portando  alcune  precisazioni  in merito  al  ricorso  –  ha  rinunciato a prendere posizione dettagliatamente rinviando integralmente  alla propria decisione del 6 aprile 2011. S.  Con decisione del 10 giugno 2011 la SUVA ha negato al qui ricorrente la  corresponsione di prestazioni assicurative non trattandosi,  in particolare,  di malattia professionale.  T.  Invitato  a  produrre  le  proprie  eventuali  osservazioni  finali  entro  il  16  agosto 2011, il ricorrente ha lasciato trascorrere infruttuoso il termine.

A­2907/2011 Pagina 5 U.  Ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  verranno  ripresi  nei  considerandi di seguito, qualora risultino giuridicamente determinanti per  l'esito della vertenza. Diritto: 1.  1.1.  Fatta  eccezione  delle  decisioni  previste  dall'art.  32  della  legge  federale del 17 giugno 2005 sul Tribunale amministrativo federale (LTAF,  RS  173.32),  il  TAF,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  prese  dalle  autorità  menzionate all'art. 33 LTAF. 1.2. Nella presente fattispecie, l'atto impugnato costituisce una decisione  ai sensi dell'art. 5 PA, emessa dalle Ferrovie federali svizzere (FFS), che  sono un'azienda della Confederazione ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF. 1.3. Il ricorrente ha preso parte alla procedura dinanzi all'autorità inferiore.  Inoltre, in quanto destinatario della decisione impugnata, che conferma la  decisione del 26 novembre 2010 del P­OP, il ricorrente è particolarmente  toccato  dalla  stessa  e  vanta  pertanto  un  interesse  attuale  e  degno  di  protezione al suo annullamento o alla sua modificazione (art. 48 PA). Egli  è pertanto legittimato ad aggravarsi contro di essa. 1.4.  I  requisiti  relativi  ai  termini  di  ricorso  (art.  50 PA),  alla  forma  ed  al  contenuto dell'atto di  ricorso (artt. 51 e 52 PA) sono soddisfatti. Occorre  pertanto entrare nel merito del ricorso. 2.  Con  ricorso  al  TAF  possono  essere  invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente  rilevanti nonché l'inadeguatezza (art. 49 PA). Lo scrivente Tribunale non  è  vincolato  né  dai  motivi  addotti  (art.  62  cpv.  4  PA)  né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argomentazioni  delle  parti  (PIERRE  MOOR,  Droit  administratif,  vol.  II,  Les  actes administratifs et leur contrôle, 3a ed., Berna 2011, p. 300). I principi  della  massima  inquisitoria  e  dell'applicazione  d'ufficio  del  diritto  sono  tuttavia  limitati.  L'autorità  competente  procede  infatti  spontaneamente  a 

A­2907/2011 Pagina 6 constatazioni  complementari o esamina altri punti di diritto solo se dalle  censure sollevate o dagli atti risultino indizi in tal senso (DTF 122 V 157,  consid.  1°;  DTF  121  V  204,  consid.  6c;  sentenze  del  TAF  del  29  settembre 2009 nella causa A­5881/2007, consid. 1.2 e del 19 luglio 2010  nella causa A­344/2009, consid. 2.2 e riferimenti citati). Nell'ambito dell'ampio potere d'apprezzamento di cui dispone lo scrivente  Tribunale,  si  deve  comunque  considerare  che  quest'ultimo  lo  eserciterà  con prudenza qualora si debba giudicare di questioni per le quali l'autorità  di  prima  istanza,  a  sua  volta,  dispone  pure  di  siffatto  ampio  potere  d'apprezzamento;  in  una  simile  occorrenza,  il  TAF  non  si  scosta  infatti  dalla  posizione  assunta  dall'autorità  inferiore,  rispettivamente  non  sostituisce il proprio apprezzamento a quello di quest'ultima (decisioni del  tribunale amministrativo federale A­880/2009 del 16 giugno 2009, consid.  2; A­1781/2006, del 176 agosto 2007, consid. 1.4; ANDRÉ MOSER/MICHAEL  BEUSCH/  LORENZ  KNEUBÜHLER,  Prozessieren  vor  dem  Bundesverwaltungsgericht, Basilea 2008, n° 2.160). Infine, secondo l'art. 13 PA, anche nell'ambito della massima d'ufficio che  regge ogni procedura amministrativa  (art. 12 PA),  la parte che pretende  che  venga  resa  una  decisione  a  suo  favore  deve  collaborare  anche  all'amministrazione delle prove  (su queste questioni,  v. DTF 130  II  482,  consid 3.2) 3.  3.1. La presente procedura, vista la pretesa ricorsuale, ha per oggetto la  rescissione  del  rapporto  di  lavoro  di  un  impiegato  delle  FFS,  il  quale  pretende  di  essere  reintegrato  nell'organico  del  datore  di  lavoro.  Il  1°  gennaio 2001 è entrata  in  vigore  la nuova  legge  sul  personale  federale  (LPers,  RS  172.220.1).  Secondo  l'art.  2  LPers  e  l'art.  15  della  legge  federale  del  20 marzo  1998  sulle  Ferrovie  federali  svizzere  (LFFS,  RS  742.31)  i  rapporti  di  lavoro  degli  impiegati  delle  FFS  sottostanno  alla  LPers. Conformemente all'art. 38 LPers e 15 cpv. 2 LFFS, le FFS hanno  negoziato un contratto collettivo di  lavoro (CCL FFS) con le associazioni  del  personale,  applicabile  per  principio  a  tutto  il  loro  personale  (art.  38  cpv. 2 LPers). Secondo l'art. 6   cpv. 3 LPers i contratti collettivi di lavoro  regolano  nei  dettagli  il  rapporto  di  lavoro;  qualora  vi  fossero  delle  contraddizioni  tra  il  CCL  e  la  legge,  si  applicano  le  disposizioni  più  favorevoli all'impiegato. 

A­2907/2011 Pagina 7 Ai  sensi  dell'art.  6  cpv.  2  LPers,  i  rapporti  di  lavoro  del  ricorrente  sono  sottoposti, oltre alla LPers e al CCL FFS, ancora in modo suppletivo alla  legge  federale  del  30  marzo  1911  di  complemento  del  Codice  civile  svizzero (Libro quinto: Diritto delle obbligazioni, CO, RS 220; per quanto  concerne l'applicabilità del CO, si veda la sentenza del TAF A­4659/2010,  del 14 giugno 2011, consid. 3  e rif. cit.). 3.2. Delle negoziazioni tra le parti contraenti al contratto collettivo hanno  avuto luogo nel corso del 2006 e, il 1° gennaio 2007 è entrato in vigore il  il CCL FFS 2007­2010 che ha sostituito quello del 25 giugno 2005  (art.  211 CCL FFS). Lo stesso è poi stato rinegoziato ed una versione del  1°  luglio 2011 è attualmente in vigore. Nel  valutare  quale  versione  del  CCL  FFS  debba  essere  applicata  nel  presente  caso,  vale  il  principio  secondo  cui  sono  determinanti  quelle  disposizioni  giuridiche  valide  al  momento  della  realizzazione  della  fattispecie  giuridicamente  rilevante  (MAX  IMBODEN/RENÉ  RHINOW,  Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, 5a ed., n. 15 B  I). Secondo  la  giurisprudenza  forgiata  dall'Alta  corte,  la  legalità  di  un  atto  amministrativo dev'essere giudicata, di regola, in base al diritto vigente al  momento dell'emanazione dello stesso (DTF 130 V 329, consid. 2.3; DTF  125  II  591,  consid.  5e/aa).  Questo  principio  si  basa  principalmente  sul  concetto  secondo  il  quale  l'istituto  del  ricorso  di  diritto  amministrativo  tende  in primo  luogo al controllo della  legalità della decisione querelata,  motivo per cui eventuali modifiche delle disposizioni pertinenti intervenute  durante  la  procedura  di  ricorso  sono  da  considerarsi  irrilevanti  (MARCO  BORGHI,  Il  diritto  amministrativo  intertemporale,  Revue  de  droit  suisse  [RDS] / Zeitschrift für schweizerisches Recht [ZSR] 1983, II, pag. 487). Il  fatto  di  applicare  la  regolamentazione  in  vigore  al  momento  della  pronuncia  della  prima  decisione  corrisponde  del  resto  ad  un  principio  generale  del  diritto  pubblico  (ULRICH  HÄFELIN/GEORG  MÜLLER/FELIX  UHLMANN,  Allgemeines  Verwaltungsrecht,  6a  ed.  Zurigo  2010,  n.  325   segg.). Il licenziamento del ricorrente è avvenuto il 26 novembre 2010. Nel caso  in  esame,  tale  atto  costituisce  la  "fattispecie  giuridicamente  rilevante".  Pertanto, il TAF ha da esaminare se la rescissione del rapporto di lavoro  rispetta,  in particolare,  il CCL FFS entrato  in vigore il 1° gennaio 2007 e  valido fino al 31 dicembre 2010 (art. 211 cpv. 2 CCL FFS). 4.  Nel  caso  in  parola,  impugnando  la  decisione  delle  FFS  davanti  allo 

A­2907/2011 Pagina 8 scrivente  Tribunale,  il  ricorrente  contesta  la  disdetta,  invocando  in  particolare  che  l'autorità  inferiore  non  gli  avrebbe  mai  offerto  né  occupazioni alternative né l'opportunità di seguire un'adeguata riqualifica  professionale.  Secondo  il  ricorrente,  dunque,  la  decisione  dell'autorità  inferiore  deve  essere  annullata  ed  egli  dovrebbe  essere  reintegrato  nell'organico  delle  FFS.  Seguendo  la  tesi  del  ricorrente,  egli  dovrebbe  pure continuare ad essere retribuito quand'anche sia scaduto il periodo di  protezione di due anni dall'inizio dell'incapacità lavorativa.  5.  Nella presente fattispecie, occorre dapprima controllare se la disdetta sia  valida sotto l'aspetto formale.  Un  rapporto  di  lavoro  di  durata  indeterminata  può  essere  disdetto  da  ciascuna  delle  parti  contraenti  (art.  12  cpv.  1  LPers).  I  motivi  che  permettono  al  datore  di  lavoro  una  disdetta  ordinaria  sono  elencati  esaustivamente dalla  legge  (art.  12  cpv.  6 LPers  ripreso dalla  cifra 183  CCL FFS). L'impiegato che ha preso conoscenza della disdetta da parte  del suo datore di  lavoro ha 30 giorni di  tempo per contestarla  rendendo  plausibile,  in  forma scritta, uno dei motivi di nullità  indicati nella LPers o  nel CCL FFS (art. 14 cpv. 1 LPers, cifra 185 CCL FFS). Se entro 30 giorni  dalla  ricezione  della  lettera  con  cui  l'impiegato  fa  valere  la  nullità  della  disdetta,  il  datore  di  lavoro  non  chiede  all'autorità  interna  di  ricorso  di  confermare  la  validità  della  stessa,  quest'ultima  è  nulla  e  l'impiegato  ritrova  il  suo precedente  lavoro oppure,  se  ciò  non è possibile,  un altro  lavoro  ragionevolmente  esigibile  (art.  14  cpv.  2  LPers,  cifre  185  e  186  CCL FFS). Nel  caso  in  esame,  preso  atto  dell'opposizione  interposta  dal  qui  ricorrente  il 17 gennaio 2011 contro  la decisione del 26 novembre 2010  con cui gli veniva comunicata la risoluzione del rapporto di lavoro (art. 14  cpv. 1 LPers), con atto dell'8 febbraio 2011, P­OP ha correttamente adito  l'istanza  di  ricorso  interna,  postulando  la  conferma  della  validità  della  disdetta  impartita  (art. 14 cpv. 2 LPers; cifra 185 cpv. 3 CCL FFS). Non  c'è quindi motivo di nullità formale ai sensi di quella disposizione. 6.  Il 6 aprile 2011, l'autorità inferiore ha quindi confermato il provvedimento  preso da P­OP di risolvere  il  rapporto di  lavoro con il  ricorrente per  il 31  maggio  2011,  senza  ritenerlo  né  nullo  né  abusivo. Nella  sua  decisione,  essa  ha  giustificato  la  disdetta  recapitata  al  ricorrente  con  l'incapacità  dello  stesso,  per  motivi  medici,  ad  effettuare  i  compiti  convenuti  nel 

A­2907/2011 Pagina 9 contratto  di  lavoro,  segnatamente  svolgere  la  professione di C._______  (art.  12  cpv.  6  lett.  c  LPers,  cifra  135  CCL  FFS).  Sottolineando  l'impossibilità di trovare un impiego idoneo al ricorrente in seno alle FFS,  l'autorità  inferiore  ha  quindi  ritenuto  che  detto  provvedimento  debba  essere giudicato ragionevole e sostenibile, rispettivamente proporzionale  (cifra 141 CCL FFS). 6.1. Tra  i motivi  che  giustificano  una  disdetta  del  contratto  di  lavoro  da  parte  del  datore  di  lavoro  vi  sono  l'incapacità  o  l'inattitudine  a  svolgere  l'attività  convenuta  nel  contratto  stesso  (art.  12  cpv.  6  lett.  c  LPers  rispettivamente  la  cifra  183  c  CCL  FFS).  L'incapacità  o  l'inattitudine  dell'impiegato sono motivi di disdetta oggettivi, legati alla sua persona ed  al compito da  lui  svolto  (sentenza del TAF, A­2703/2009, del 26 agosto  2009,  consid.  3.2;  decisione  della  Commissione  federale  di  ricorso  in  materia  di  personale  federale  [CRP]  2006­012  del  20  settembre  2006,  consid. 4c). Un impiegato è incapace o inadatto ai sensi dell'art. 12 cpv. 6  lett. c LPers, quando non può assolvere o può assolvere solo in maniera  insufficiente  i  doveri  pattuiti.  Chiari  indizi  in  tal  senso  sono  ad  esempio  problemi di salute, insufficienti conoscenze o capacità d'integrazione (cfr.  per  la  funzione  pubblica  in  generale  DTF  124  II  53;  nel  diritto  privato,  sentenza del Tribunale federale 4C.174/2004 del 5 agosto 2004, consid.  2.2.2;  sentenza  del  Tribunale  amministrativo  federale  A­5085/2010,  del  3  febbraio  2011,  consid.  5.2;  HARRY  NÖTZLI,  Die  Beendigung  von  Arbeitsverhältnissen  im  Bundespersonalrecht,  Berna  2005, n. 202). In via generale, l'incapacità o l'inadeguatezza nella forma sopra descritta  non possono essere riconosciute con facilità o leggerezza. Si ritiene che  in caso di malattia può essere conclusa  l'inadeguatezza di una persona  solo  quando  il  suo  stato  di  salute  resta  tale  piuttosto  a  lungo  rispettivamente quando è prevedibile che in un termine ragionevole non vi  potrà  essere  miglioramento  (succitata  sentenza  del  TAF  A­2703/2009,  consid.  3.3, DTAF  2007/34,  consid.  7.2;  decisione  della CRP  2006­012  del 20 settembre 2006, consid. 4b). Inoltre,  l'art.  141  cpv.  1 CCL  FFS  precisa  le  summenzionate  condizioni  nel senso che, se la reintegrazione professionale in seno alle FFS non è  possibile  o  non  è  prevedibile  entro  la  scadenza  del  diritto  alla  retribuzione,  le FFS sciolgono  il  rapporto di  lavoro a causa di  inidoneità  medica; la cifra 157 CCL FFS, che si riferisce specificatamente ai casi di  collaboratori  che  necessitano  reintegrazione  professionale,  prevede  esattamente la stessa cosa. http://links.weblaw.ch/BGE-124-II-53 http://links.weblaw.ch/BGE-124-II-53 http://links.weblaw.ch/BGE-124-II-53 http://links.weblaw.ch/BGE-124-II-53 http://links.weblaw.ch/BGE-124-II-53 http://links.weblaw.ch/4C.174/2004

A­2907/2011 Pagina 10 6.2.  Come  correttamente  rilevato  dalle  FFS  –  e  non  contestato  dal  ricorrente  –  l'attività  convenuta  ai  sensi  dell'art.  12  cpv.  6  lett.  c  LPers,  sulla  base  della  quale  deve  essere  valutata  anche  l'incapacità  rispettivamente  l'inattitudine  del  ricorrente  secondo  la  stessa  norma,  è  quella di C._______. La conclusione delle FFS – pure non contestata dal  ricorrente  –  secondo  cui  la  disdetta  recapitata  al  signor  A._______  sarebbe  motivata  dall'incapacità  dello  stesso  ad  effettuare  i  compiti  convenuti  contrattualmente,  si  fonda  sul  risultato  di  esami  medici  approfonditi,  da  cui  emerge  in modo  chiaro  che  non  vi  sono margini  di  miglioramento dello  stato di  salute del  ricorrente né a breve né a  lungo  periodo  (DTAF 2007/34,  consid.  7.2;  decisione della CRP 2006­012 del  20 settembre 2006, consid. 4b).  In altri  termini,  l'incarto non lascia alcun  dubbio sul fatto che il ricorrente non potrà più esercitare la sua attività di  C._______. Ne  discende  che  il  motivo  di  licenziamento  invocato  dalle  FFS  rispetta  quanto previsto dall'art. 12 cpv. 6 lett. c LPers rispettivamente le cifre 141  e 183 c CCL FFS. 7.  Secondo  la giurisprudenza del Tribunale  federale, prima di  recedere dal  contratto  di  lavoro  in  base alle  lettere a  e  b  dell'art.  12  cpv.  6  LPers,  è  necessario  un  ammonimento  (DTF  1C_277/2007,  del  30  giugno  2008,  consid.  6.2  e DTF 1C_245/2008,  del  2 marzo 2009,  consid.  5.3).  L'Alta  Corte  non  si  è  espressa  relativamente  ad  un  simile  obbligo  nel  caso di  licenziamento  in base alla  lettera c della medesima disposizione. Anche  se  essa  menziona,  come  motivo  di  licenziamento  l'inattitudine,  l'incapacità  o  la  mancanza  di  disponibilità,  nella  presente  fattispecie,  il  licenziamento è stato emanato proprio a causa di un incapacità oggettiva  per motivi  di  salute  e  non  per  una  causa  legata  al  comportamento  del  ricorrente.  Di  conseguenza,  l'esigenza  di  un  ammonimento  –  come  espressione  della  proporzionalità  –  non  è  applicabile;  in  effetti,  se  si  considera  lo scopo di  tale esigenza, ossia di permettere all'impiegato di  adeguare  il  suo  comportamento  per  evitare,  appunto,  il  licenziamento  (Rüge­  und  Warnfunktion;  DTF  1C_245/2008,  succitato,  consid  5.3  e  8C_358/2009,  dell'8  marzo  2010,  consid.  4.3.1),  si  evince  che  un  ammonimento non avrebbe senso  in un caso d'incapacità  lavorativa per  motivi oggettivi di salute. Del  resto,  il CCL FFS, applicabile nella  fattispecie  (cfr.  prec.  consid.  3),  regola  la  fattispecie  in modo diverso: prescrive che  in  caso d'incapacità  lavorativa  per  motivi  di  salute,  le  FFS  mettono  in  piedi  un  piano  di 

A­2907/2011 Pagina 11 reintegrazione  professionale  (cifra  155  cpv.  2  e  156 CCL FFS);  la  cifra  157  prevede  poi  che  l'inidoneità  medica  comporta  la  cessazione  del  rapporto  di  lavoro;  la  cifra  158  CCL  FFS,  infine  consente  alle  FFS  di  sciogliere il rapporto di lavoro se il dipendente declina un'offerta d'impiego  in seno o all'esterno delle FFS che sarebbe ragionevole in base alla cifra  156  (cifra  158  cpv.  1  lett.  c CCL FFS). Questa  cifra  158 precisa  inoltre  che lo scioglimento del rapporto di lavoro secondo il capoverso 1, lettere  a e b dev'essere preceduto di una minaccia di licenziamento. A contrario,  quindi,  un  ammonimento  non  è  necessario  qualora  venga  declinata  un'offerta  d'impiego  quando  è  stato  messo  in  piedi  un  piano  di  reintegrazione professionale (caso previsto dalla lettera c). Di  conseguenza,  il  fatto  che  le FFS non abbiano,  nella  fattispecie,  dato  nessun ammonimento al ricorrente non viola né la legge né il CCL FFS. 8.  Posto che  le condizioni della disdetta sono riunite nella  fattispecie, resta  da  esaminare  se  la  decisione  impugnata  sia  proporzionata  ai  sensi  dell'art. 5 cpv. 2 della Costituzione federale della Confederazione svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.;  RS  101)  (sulla  nozione  di  proporzionalità  in  generale, cfr. HÄFELIN/MÜLLER/UHLMANN, op. cit., n. 581 con rinvii, sentenze  del Tribunale amministrativo federale A­5455/2009 del 21 gennaio 2010,  consid. 5.5,  A­3551/2009 del 22 aprile 2010, consid. 13.2). Nella presente fattispecie, la risoluzione del rapporto di lavoro è avvenuta  senza che vi sia colpa del ricorrente, ossia – come già considerato – per  l'inattitudine a svolgere il lavoro per motivi di salute debitamente attestati  da  certificati  medicali.  In  un  caso  come  questo,  il  principio  di  proporzionalità  è  concretizzato  nella  LPers  dall'art.  19  cpv.  1,  il  quale  stipula  che  "prima  di  recedere  dal  rapporto  di  lavoro  senza  colpa  dell’impiegato interessato, il datore di lavoro esamina tutte le opportunità  e  possibilità  ragionevolmente  esigibili  per  continuare  ad  impiegare  quest’ultimo". Secondo  il messaggio concernente  la  legge sul personale  federale,  del  14  dicembre  1998  (FF  1999  p.  1343  segg.),  questa  disposizione "obbliga il datore di lavoro  ad esaminare tutte le possibilità e  opportunità  ragionevolmente  esigibili  per  continuare  ad  impiegare  la  persona interessata, prima di recedere dal rapporto di lavoro senza colpa  della stessa" (cfr. FF 1999 p. 1364, commentario all'art. 18 del progetto,  ora art.  19 LPers). A  tenore sempre dello  stesso messaggio,  in  caso di  inattitudine o incapacità, il datore di lavoro dovrebbe tentare di colmare le  lacune  mediante  un  "adeguato  perfezionamento"  (FF  1999  p.  1360,  commentario all'art. 11 cpv. 6 lett. b del progetto, ora art. 12 cpv. 6 lett. c 

A­2907/2011 Pagina 12 LPers; su queste questioni, cfr. DTAF 2007/34, consid. 7.2; PETER HÄNNI,  Personalrecht  des  Bundes,  in:  Heinrich  Koller/Georg  Müller/René  Rhinow/Ulrich  Zimmerli  [curatori],  Schweizerisches  Bundesverwaltungsrecht,  vol.  I/2,  2a  ed.,  Basilea  2004,  n.  112;  ANNIE  ROCHAT PAUCHARD,  La nouvelle  loi  sur  le personnel de  la Confédération,  in: Rivista di diritto amministrativo e tributario ticinese [RDAT] II­2001 pag.  549 e segg., 566, NÖTZLI, op.cit, n. 203). Per  quanto  attiene  al  CCL  FFS  qui  applicabile  (cfr.  prec.  consid.  3),  e  come già evocato qui sopra, questo obbligo della LPers è concretizzato,  nell'ambito  delle  FFS,  con  la  creazione  di  un  piano  di  reintegrazione  ai  sensi delle cifra 155 segg. CCL FFS. Detta reintegrazione professionale  avviene  in  ogni  caso  di  riduzione  della  capacità  lavorativa  dovuta  a  malattia o  infortunio; nel piano stesso vengono  fissati  i provvedimenti di  reintegrazione  che  devono  tener  conto  delle  capacità,  dell'età,  delle  condizioni personali e dello stato di salute del collaboratore.  Lo  scrivente  Tribunale  esaminerà,  di  conseguenza,  se  gli  obblighi  del  datore di lavoro sono stati rispettati dalla controparte, e più precisamente  se  le  FFS  hanno  tentato  tutto  quello  che  era  ragionevolmente  esigibile  per mantenere il ricorrente al proprio servizio o trovargli un altro posto di  lavoro.   8.1. È precisamente su questo punto che portano i gravami del ricorrente  che  invoca  quindi  una  violazione  dell'art.  19  LPers  e  delle  disposizioni  succitate del CCL FFS.  Gli obblighi che incombono al datore di lavoro sono accompagnati da un  dovere di collaborazione dell'impiegato medesimo. Quest'ultimo è tenuto  a  valutare  attentamente  tutte  le  proposte  che  il  datore  di  lavoro  gli  sottopone  e  ad  agevolarlo  nella  ricerca  di  una  soluzione  soddisfacente  (decisione  della  CRP  2005­019  del  7  dicembre  2005,  confermata  dal  Tribunale federale con decisione 2A.62/2006 del 27 giugno 2006). L'art.  19  cpv.  1  LPers  non  garantisce  però  in  nessun  caso  un  posto  di  lavoro  al  dipendente,  nemmeno  un  trattamento  privilegiato  nell'ambito  della messa a concorso di nuovi posti (anche se con specifico riferimento  all'art. 104 dell'ordinanza del 3 luglio 2011 sul personale federale [OPers;  RS 172.220.111.3] applicabile  in casi di ristrutturazioni, cfr. sentenze del  Tribunale  amministrativo  federale  A­734/2011,  dell'11  giugno  2011,  consid.  6.3  e  rif.  citati,  A­5455/2007  dell'11  giugno  2008,  consid.  5.4, 

A­2907/2011 Pagina 13 confermata  con  decisione  del  Tribunale  federale  1C_318/2008  dell'11  maggio 2009; A­2737/2007 del 25 settembre 2007, consid. 4.3). In effetti,  la possibilità di  reinserimento di una persona rientra nell'ampio  potere  d'apprezzamento  riconosciuto  al  (potenziale)  datore  di  lavoro;  quando  il  dipendente  pretende,  come  nella  presente  fattispecie,  di  rimanere nell'organico dello stesso datore di lavoro, quest'ultimo dispone  naturalmente – circa  l'esistenza della possibilità di  reinserimento – dello  stesso  potere  d'apprezzamento,  per  cui  lo  scrivente  Tribunale  vi  si  distanzierebbe  unicamente  nel  caso  in  cui  risulti  basato  su  elementi  manifestamente insostenibili (cfr. precedente consid. 4).  8.2.  Nella  presente  fattispecie,  le  contestazioni  del  ricorrente  vertono  innanzitutto  sui  fatti.  Egli  invoca  in  particolare  che,  contrariamente  a  quanto  previsto  dal  piano  di  reintegrazione  sottoscritto  dalle  parti  il  22  aprile  2009,  le  FFS  non  gli  abbiano  sottoposto  alcuna  proposta  di  riqualifica professionale o di  lavoro  terapeutico. Egli  ritiene che  l'autorità  inferiore  abbia  addotto  delle  argomentazioni  superficiali,  confuse  e  non  supportate da elementi di prova concreti. Il ricorrente contesta infine che,  da parte sua, vi siano state passività e mancanza di collaborazione. L'autorità  inferiore  sostiene  che,  a  scopo  terapeutico,  al  ricorrente  sarebbe stata sottoposta più volte la possibilità di tornare al proprio posto  di  lavoro  per  svolgervi  compiti  maggiormente  conformi  al  suo  stato  di  salute. Oltre  a  ciò,  essa  avrebbe  concesso  al  ricorrente  –  che  avrebbe  tuttavia  rifiutato  –  la  possibilità  di  inserirsi  professionalmente  presso  Anyway Solutions  a Quartino.  Pertanto, malgrado  lo  sforzo  profuso  per  trovare una soluzione conveniente nei  limiti delle disponibilità delle FFS,  la  passività  e  la  scarsa  collaborazione  del  ricorrente  avrebbero  reso  impossibile ogni tentativo volto alla sua riqualifica. 8.2.1.  Come  correttamente  rilevato  dall'autorità  inferiore  –  e  non  contestato dal ricorrente – dagli atti emerge che in data 29 aprile 2009 è  stato  stipulato  un  piano  di  reintegrazione  professionale  (atti  di  prima  istanza,  qui  di  seguito  atti,  23).  Secondo  tale  piano,  in  caso  di  impossibilità  a  riprendere  l'impiego  abituale,  sarebbe  stata  valutata  la  possibilità  di  effettuare  un  lavoro  terapeutico  temporaneo.  Tra  le  altre  misure  previste  dal  piano  c'è  la  richiesta  di  autorizzazione  al  medico  competente  per  lo  svolgimento  di  lavori  in  un  ambiente  diverso  nonché  eventualmente  all'assegnazione  di  mansioni  amministrative  e  di  altro  genere (atti 25, 26 e 30).

A­2907/2011 Pagina 14 8.2.2. Dagli atti risulta pure che – ancorché prima di conoscere il quadro  clinico  del  dipendente  (cfr.  seg.  consid.  8.2.3)  –  il  team  di  direzione  di  D._______  ha  invitato  il  ricorrente  a  tornare  sul  luogo  di  lavoro  per  svolgere  compiti  leggeri  e  consoni  al  suo  stato  di  salute  in  modo  da  mantenere  le  relazioni  con  i  colleghi  e da non perdere  il  contatto  con  il  mondo del  lavoro. Tuttavia, visti anche dei problemi d'ordine psicologico  (atti 9 – 20) il ricorrente non se la sarebbe sentita; peraltro non è sempre  stato  in  grado  di  attenersi  a  quanto  pattuito  nella  convenzione  del  1°  settembre  2009  (atti  25  e  26,  33).  Nel  frattempo,  il  datore  di  lavoro  ha  formulato  delle  richieste  ai  servizi  interni  per  valutare  l'esistenza  di  altri  posti – consoni a quanto si sapeva dello stato di salute del ricorrente – in  seno alla stessa unità  lavorativa  (atti 43). Emerge pure dagli atti, anche  se questo non è  la causa del  scioglimento del  rapporto di  lavoro,  che  il  ricorrente non ha sempre dato seguito all'accordo pattuito il 1° settembre  2009  con  il  quale  si  era  preso  l'impegno  di  presentarsi  una  volta  alla  settimana presso  il capo team di D._______ e di  telefonare due volte al  mese al capo regione per informarlo dello stato di salute (atti 26, 27). 8.2.3.  I chiarimenti medici volti a definire  lo stato di salute del  ricorrente  hanno  richiesto  diverso  tempo  ed  hanno  coinvolto  diversi  specialisti,  tant'è che  il  referto definitivo è arrivato soltanto  in data 20 maggio 2010  quando  il  Medical  Service  ha  dichiarato  il  ricorrente  definitivamente  inabile,  per  ragioni  mediche,  allo  svolgimento  della  sua  precedente  funzione di C._______. Allo  stesso  tempo,  il Medical Service ha  fissato  tutta una serie di condizioni per  l'eventuale  impiego del ricorrente  in altri  settori dell'azienda (atti 9 – 20, spec. 20). 8.2.4.  Il 1°  luglio 2010  le FFS hanno offerto al  ricorrente  la possibilità di  seguire una prova  lavorativa della durata di sei mesi, senza garanzia di  impiego  al  termine  del  periodo,  presso  Anyway  Solutions  –  istituzione  delle FFS presso la quale vengono impiegati collaboratori che, per motivi  di  salute  non  sono  in  grado  di  svolgere  il  loro  precedente  incarico  –  a  Quartino.  Il  signor A._______ ha  tuttavia  rinunciato  a  tale  proposta  (atti  47), poiché, a suo avviso, il tragitto in treno da D._______ a Quartino per  rendersi presso Anyways Solutions gli avrebbe recato inconvenienti.  8.2.5. Risulta  dagli  atti  che  il  datore  di  lavoro  abbia  tentato  in  un primo  tempo di  tenere  il  ricorrente  in contatto con  l'ambito  lavorativo già prima  del  rapporto  del  Medical  Service  (cfr.  prec.  consid.  8.2.2);  dopo  detto  rapporto, con conoscenza del quadro clinico,  il datore di  lavoro ha pure  proposto  al  ricorrente  di  seguire  la  prova  lavorativa  di  sei  mesi  presso  Anyways Solutions (cfr. prec. consid. 8.2.4).

A­2907/2011 Pagina 15 8.2.6. Da quanto precede  (consid. 8.2.1 e segg. qui sopra),  lo scrivente  Tribunale deve quindi ritenere che delle proposte sono state formulate dal  datore  di  lavoro,  contrariamente  a  quanto  assunto  dal  ricorrente,  e  che  dette  proposte  sono  state  rifiutate  per  vari  motivi  che,  nella  fattispecie,  non  hanno  importanza  dal  momento  che  in  questa  sede  si  tratta  di  valutare l'esistenza o meno di tali proposte. Di conseguenza, va respinta  l'argomentazione  secondo  quale  il  datore  di  lavoro  non  si  sarebbe  minimamente prodigato a fare delle proposte al ricorrente; al contrario,  il  fatto  –  per  altro  molto  criticato  dal  ricorrente  –  che  il  piano  di  reinserimento  sia  stato  proposto  ancora  prima  di  conoscere  il  quadro  clinico  esatto,  dimostra  invece  che  il  datore  di  lavoro  era  disposto  ad  intraprendere  dei  passi  nell'interesse  del  mantenimento  del  rapporto  di  lavoro  in  seno  alle  FFS.  Come  menzionato  qui  sopra  (consid.  8.2.2),  purtroppo,  il  ricorrente non è stato  in grado di  rispettare gli  impegni che  derivavano da questo piano di reinserimento.      8.3. Per quanto  concerne  le  citate proposte,  il  ricorrente  sostiene  che  il  tentativo  di  reinserimento  a  Quartino  non  era  sostenibile  in  quanto,  a  causa  del  viaggio  in  treno  e  delle  vibrazioni  cagionate  da  detti  spostamenti, non avrebbe potuto recarsi sul posto di  lavoro; del resto, a  suo dire,  il medico di famiglia gli avrebbe sconsigliato di  intraprendere le  trasferte  in  treno  (atti 48). Riguardo alle altre proposte, mirate a non  far  perdere  al  collaboratore  il  contatto  con  il mondo del  lavoro,  il  ricorrente  ritiene  che  non  erano  per  nulla  confacenti  al  suo  stato  di  salute  poiché  elaborate ancora prima di conoscere il quadro clinico definitivo e quando  era inabile al 100%. Lo scrivente Tribunale non  riterrà  siffatta argomentazione,  ricordando di  transenna  –  e  circa  l'ultimo  argomento  fuorviante  di  cui  sopra  –  che  il  ricorrente  era  sì  inabile  al  100%, ma  con  riferimento  alla  sua  attività  di  C._______; proponendo delle mansioni leggere, il datore di lavoro teneva  precisamente conto di questo fatto; si deve peraltro constatare che dette  mansioni più leggere sono esattamente quanto pretende ora il ricorrente  per contestare la risoluzione del rapporto di lavoro. Inoltre,  con  riferimento  al  periodo  posteriore  al  rapporto  medico  del  maggio  2010,  la  soluzione  –  ancorché  temporanea  –  proposta  al  ricorrente  di  provare  ad  inserirsi  professionalmente  presso  Anyway  Solutions,  rispettava  senz'altro  le  condizioni  lavorative  imposte  dal  Medical  Service  e  sarebbe  potuta  essere  il  punto  di  partenza  per  una  reintegrazione futura da parte del ricorrente. Quanto al fatto che il tragitto  fino  a  Quartino  non  sia  stato  raccomandato  dal  medico  di  famiglia – 

A­2907/2011 Pagina 16 allegazione che comunque non è supportata da alcun documento agli atti  – non è determinante nella fattispecie: in effetti la ditta Anyways Solutions  ha  come  scopo  il  reinserimento  dei  dipendenti  delle  FFS  e  risiede  a  Quartino; che il ricorrente abiti a D._______ non è certo da imputare alle  FFS. 8.4.  Il ricorrente pretende che vi sarebbero stati altri  impieghi da offrirgli.  Tuttavia,  egli  si  limita  a  formulare  congetture  senza  portare  il  minimo  elemento probatorio circa l'esistenza di alternative che il datore di  lavoro  gli  avrebbe  sottaciuto.  Ritenendo,  infatti,  che  il  ricorrente  ha  voluto  contestare  la  carente  disponibilità  delle  FFS  a  cercare  e  proporgli  delle  alternative, ci si sarebbe potuti aspettare che producesse, già nell'ambito  del suo  ricorso dinanzi all'autorità  inferiore, estratti delle pubblicazioni di  posti a concorso presso  le FFS o altri documenti per dimostrare quanto  da lui sostenuto. Non v'è niente di simile nell'incarto dell'autorità inferiore. Visto  quanto  precede  (consid.  2  in  fine),  la  semplice  affermazione  del  ricorrente  non  adempie  ai  requisiti  dell'art.  13  PA.  Pertanto  e  in  considerazione  dell'ampio  potere  d'esame  lasciato  all'autorità  di  prima  istanza  su  questioni  come  questa  (consid.  2),  tenendo  conto  di  quanto  suesposto circa la questione a sapere cosa s'intende – stando all'obbligo  del datore di lavoro – di tentare tutto quanto sia ragionevolmente esigibile  per  continuare  ad  impiegare  una  persona  (consid.  8.1),  lo  scrivente  Tribunale deve ritenere che l'esistenza di altri posti confacenti allo stato di  salute del ricorrente non è per nulla stabilita.  8.5.    Infine,  il  ricorrente pretende che  il datore di  lavoro avrebbe dovuto  optare  per  una  sua  riqualifica  offrendogli  la  possibilità  di  seguire  delle  formazioni  in  altri  campi  d'attività,  versando  comunque  sempre  lo  stipendio. Anzitutto, si deve constatare che, alla stregua della precedente  argomentazione  del  ricorrente,  non  s'intravede  nemmeno  a  che  tipo  di  riqualifica  egli  si  riferisca;  vengono menzionati  corsi  d'informatica  senza  ulteriori  precisazioni  ed  ancora meno  dettagli  che  consentano  di  capire  quale sarebbe stata, secondo  il  ricorrente, una  formazione confacente a  suo  stato  di  salute  ed  alle  sue  conoscenze. Dal momento  in  cui,  come  poc'anzi  considerato  (consid.  8.1),  non  esiste  nessun  diritto  all'impiego,  non s'intravede come si potrebbe  imporre un simile obbligo al datore di  lavoro.  Tale  esigenza  andrebbe  in  effetti  molto  al  di  là  di  quanto  ragionevolmente  esigibile  dal  datore  di  lavoro  (cfr.  consid.  8  e  8.1  e  riferimenti  citati).  Quest'ultimo,  infatti,  deve  ricercare  quali  sono  le  eventuali disponibilità aziendali confacenti alla situazione del dipendente,  ma non di certo prodigarsi in formazioni tali da permettere all'impiegato di 

A­2907/2011 Pagina 17 abbordare  un'altra  professione.  Il  CCL  FFS,  a  questo  riguardo  è  abbastanza  chiaro  :  la  reintegrazione  professionale  mira  a  "reinserire  i  collaboratori  interessati nell'attività svolta  fino a quel momento all'interno  o all'esterno delle FFS" (cifra 155 cpv. 1 CCL); il dovere di reintegrazione  professionale non può quindi  obbligare  il  datore di  lavoro ad offrire  una  nuova  formazione  completamente  distinta  dalla  professione  finora  esercitata. Alla  luce di quanto precede,  l'art. 19 LPers,  le cifre 141, 155 segg. CCL  FFS  e,  in  linea  di  massima,  la  proporzionalità,  sono  da  considerarsi  rispettati  dalla  decisione  impugnata.  Pertanto,  la  disdetta  del  26  novembre 2010 trasmessa dalle FFS al ricorrente è valida. Per quanto riguarda infine la pretesa di versamento dello stipendio oltre la  scadenza  del  periodo  di  due  anni  previsto  dalla  cifra  134  CCL,  detto  disposto è più che chiaro e non necessita di nessuna  interpretazione.  Il  diritto  allo  stipendio  scade passato  il  termine,  quand'anche –  e  non è  il  caso  nella  presente  fattispecie  –  la  scadenza  della  disdetta  non  fosse  giunta a termine (sentenza del TAF A­3195/2009, del 2 novembre 2009,  consid. 6 e 8 segg.). 9.  In conclusione, alla luce di tutto quanto suesposto, la decisione presa nei  confronti  del  ricorrente  non  è  contraria  al  diritto  applicabile,  non  può  inoltre  essere  considerata  né  frutto  di  un  abuso  del  potere  di  apprezzamento dell'autorità inferiore né – per quanto verificabile anche in  quest'ottica – inadeguata. 10.  In  base  all'art.  34  cpv.  2  LPers  rispettivamente  all'art.  7  cpv.  3  del  regolamento del 21 febbraio 2008 sulle tasse e sulle spese ripetibili, nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  (TS­TAF;  RS  173.320.2), non vengono prelevate spese né assegnate ripetibili. (dispositivo sulla pagina seguente)

A­2907/2011 Pagina 18 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Non si prelevano spese processuali. 3.  Non si assegnano ripetibili. 4.  Comunicazione a: – ricorrente (atto giudiziario)  – autorità inferiore (atto giudiziario) Il presidente del collegio: Il cancelliere: Claudia Pasqualetto Péquignot Federico Pestoni Rimedi giuridici: Le decisioni del Tribunale amministrativo federale in ambito di rapporti di  lavoro di diritto pubblico possono essere  impugnate davanti al Tribunale  federale  a  condizione  che  concernano  controversie  di  carattere  patrimoniale  il  cui  valore  litigioso  sia  pari  almeno  a  fr.  15'000.–  rispettivamente  – se  ciò  non  fosse  il  caso –  nelle  quali  si  ponga  una  questione  di  diritto  di  importanza  fondamentale  (art. 85  cpv. 1  lett. b  e  cpv. 2  della  legge  federale  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale  federale  [LTF;  RS 173.110]).  Se  non  si  tratta  di  una  contestazione  a  carattere  pecuniario,  il  ricorso è  ricevibile soltanto nella misura  in cui concerna  la  parità  dei  sessi  (art. 83  lett. g  LTF).  Se  il  ricorso  in  materia  di  diritto  pubblico  è  ammissibile,  esso  deve  essere  interposto,  nel  termine  di  30 giorni dalla notificazione della decisione contestata, presso il Tribunale  federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna (art. 82 e segg., 90 e segg. e  100 LTF). Il termine rimane sospeso dal 18 dicembre al 2 gennaio incluso 

A­2907/2011 Pagina 19 (art.  46  cpv.  1  lett.  c  LTF).  Gli  atti  scritti  devono  essere  redatti  in  una  lingua ufficiale, contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi  di  prova  ed  essere  firmati.  La  decisione  impugnata  e  – se  in  possesso  della parte ricorrente –  i documenti  indicati come mezzi di prova devono  essere allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

A-2907/2011 — Bundesverwaltungsgericht 01.12.2011 A-2907/2011 — Swissrulings