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Bundesverwaltungsgericht 13.12.2011 A-235/2008

13 dicembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,046 parole·~10 min·3

Riassunto

Strade nazionali | Strada nazionale A13c, sistemazione finale della tratta Arbedo-Castione-Confine Ti/GR dal km 0.80 al km 3.67 (ricorso contro la decisione del 23.11.2007)

Testo integrale

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte I A­235/2008 Sen tenza   d e l   1 3   d i c emb r e   2011 Composizione Giudici Claudia Pasqualetto Péquignot (presidente del  collegio), Marianne Ryter Sauvant e Kathrin Dietrich,  cancelliere Federico Pestoni. Parti Comunione ereditaria fu A._______,   ricorrente,  Contro Repubblica e Cantone Ticino, via Canonico Ghiringhelli 19,  6500 Bellinzona,   controparte,  Dipartimento federale dell'ambiente, dei trasporti,  dell'energia e delle comunicazioni DATEC,  Palazzo federale nord, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Strada nazionale A13c, sistemazione finale della tratta  Arbedo­Castione­Confine Ti/GR dal km 0.80 al km 3.67  (ricorso contro la decisione del 23.11.2007).

A­235/2008 Pagina 2 Fatti: A.  Con  richiesta  del  26  marzo  2001,  l'amministrazione  immobiliare  delle  strade  nazionali  del  Cantone  Ticino  ha  sottoposto  i  piani  relativi  alla  strada nazionale A13c – tratta finale Arbedo­Castione – all'approvazione  da  parte  del  DATEC.  Detto  progetto  concerne  la  tratta  ticinese  della  sistemazione  dell'A13,  che  viene  eseguita  anche  nel  territorio  del  Cantone dei Grigioni. Il progetto è stato pubblicato dal 29 maggio al 27 giugno 2001. B.  Con  scritto  del  26  giugno  2001,  la Comunione  ereditaria  fu A._______,  composta  da  B._______,  C._______,  D._______,  E._______  e  F._______, ha inoltrato opposizione contro il progetto. Essa si opponeva  all'espropriazione  di  521 mq  della  particella  n.  (…)  RFD  di  G._______,  così  come  all'occupazione  temporanea  di  213  mq  dello  stesso  fondo,  inoltrando  comunque  pretese  d'indennizzi  espropriativi.  In  sostanza,  la  Comunione  ereditaria  ha  contestato  la  necessità  della  sistemazione  prevista,  lamentando  inoltre  la  sparizione  –  a  causa  della  citata  espropriazione – di terreno agricolo e di superficie verde, oltre al fatto che  l'impatto  ambientale  dell'installazione  risulterebbe  accresciuto,  sia  per  quanto  riguarda  l'abitato  sia  per  quanto  riguarda  la  zona  agricola,  con  conseguente  deprezzamento  di  quest'ultima.  Invoca  infine  che  la  particella  in questione sarebbe edificabile, accennando ad un'offerta per  un insediamento industriale­commerciale. C.  Con  decisione  del  23  novembre  2007  è  stato  approvato  il  progetto  di  sistemazione  dell'A13c  e  respinta  l'opposizione  della  Comunione  ereditaria. D.  Con ricorso del 9 gennaio 2008,  la Comunione ereditaria,  (di seguito:  la  ricorrente)  ha  impugnato  la  decisione  summenzionata.  A  seguito  di  precise  richieste  dello  scrivente  Tribunale,  la  ricorrente  ha  fornito  un  estratto  del  Registro  fondiario  di  G._______  circa  la  particella  n.  (…),  omettendo  però  di  aggiungervi  la  decisione  impugnata.  Relativamente  alle conclusioni del suo ricorso, la ricorrente ha chiesto, indicando che si 

A­235/2008 Pagina 3 trattava  della  sua  opposizione,  di  correggere  e  precisare  la  definizione  dell'azzonamento  della  particella  n.  (…)  RFD  di  G._______  e  di  controllare  la  legalità  dell'annotazione  al  Registro  fondiario  di  una  limitazione del diritto di disporre. E.  Con  scritto  del  28  aprile  2008  la  controparte  ha  preso  posizione  sul  ricorso,  concludendo  al  suo  rigetto  nella  misura  della  sua  ricevibilità  e  portando qualche precisazioni alle domande poste dalla ricorrente. F.  Con  scritto  del medesimo  giorno  il  DATEC  ha  anch'esso  fornito  le  sue  osservazioni, concludendo al rigetto del ricorso. G.  Con  scritto  del  19  marzo  2010,  l'Ufficio  federale  dell'ambiente  (qui  di  seguito  UFAM)  ha  fornito  la  sua  presa  di  posizione  relativamente  al  ricorso  qui  in  oggetto,  ma  soprattutto  relativamente  al  ricorso  oggetto  della procedura A­194/2008. H.  Con scritto del 23 luglio 2010, la controparte ha fornito un complemento,  del mese di aprile 2010, al rapporto d'impatto ambientale di pubblicazione  (qui  di  seguito  RIA),  formulando  ulteriori  osservazioni  relative  all'altra  procedura pendente dinanzi al TAF.  I.  La  ricorrente  non  ha  usufruito  del  termine  impartitole  par  inoltrare  osservazioni finali. J.  Ulteriori  argomenti  di  fatto  o  di  diritto  verranno  esaminati,  per  quanto  necessario nei considerandi di diritto qui di seguito. Diritto: 1.  1.1. Conformemente  all'art.  31  della  legge  federale  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale  amministrativo  federale  (di  seguito:  il  TAF)  giudica  i  ricorsi  contro  le 

A­235/2008 Pagina 4 decisioni  ai  sensi  dell’art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla procedura amministrativa (PA, 172.021). L'atto qui impugnato è una  decisione  ai  sensi  del  succitato  art.  5  PA,  e  più  precisamente  una  decisione d'approvazione dei piani ai sensi degli artt. 26 segg. della legge  federale  dell'8  marzo  1960  sulle  strade  nazionali  (LSN,  RS  725.11).  Il  DATEC,  quale  dipartimento  federale,  è  un'autorità  di  cui  le  decisioni  possono  essere  impugnate  dinanzi  al  TAF  ai  sensi  dell'art.  33  lett.  d  LTAF. 1.2. Come accennato poc'anzi nei considerandi di fatto, alla ricezione del  ricorso,  la  ricorrente  è  stata  invitata  a  produrre  una  motivazione  più  conforme alle esigenze dell'art. 52 della  legge  federale del 20 dicembre  1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), e meglio a voler  inoltrare  la  decisione  impugnata,  un  certificato  ereditario  concernente  la  successione  fu  A._______,  un  estratto  del  registro  fondiario  per  la  particella  di  cui  si  pretendeva  proprietaria  (part.  n.  (…)  RFD  di  G._______)  ed  una  procura  firmata  dagli  altri  membri  della  comunione  ereditaria fu A._______. In data 25 gennaio 2008, la ricorrente ha fornito certe precisazioni circa le  conclusioni  e  la  motivazione  del  ricorso,  che  sono  contenute  in  un  documento  firmato  dai  singoli  membri  della  comunione  ereditaria.  La  ricorrente  ha  fornito  inoltre  un  estratto  del  Registro  fondiario,  del  21  gennaio  2001,  dal  quale  si  evince  che  i  firmatari  del  documento   di  cui  sopra hanno effettivamente dei diritti  reali su questa particella. L'estratto  del  Registro  menziona  che  la  proprietà  è  quella  di  una  comunione  ereditaria.  Siffatta  comunione  esiste  per  legge  non  appena  si  apre  la  successione  (art.  602  del  Codice  civile  svizzero,  del  10  dicembre  1907  [CCS,  RS  210])  e  presenta  la  caratteristica  che  "i  coeredi  diventano  proprietari  in  comune  di  tutti  i  beni  della  successione  e  dispongono  in  comune  dei  diritti  inerenti  alla  medesima,  sotto  riserva  delle  facoltà  di  rappresentanza o d’amministrazione particolarmente conferite per legge o  per  contratto"  (art.  602  cpv.  2  CCS).  Questo  significa  tra  l'altro  che  la  vocazione  attiva  o  passiva  –  ossia  la  capacità  di  essere  parte  ai  sensi  dell'art. 6 PA – in una procedura giudiziaria o amministrativa appartiene in  comune  a  tutti  i  membri  della  comunità  ereditaria  e  che  nessuno  dei  membri può condurre simile procedura da solo e per conto suo. Questa  esigenza  di  azione  comune  si  estende peraltro  non  solo  alle  procedure  ma  anche  a  tutti  gli  atti  d'amministrazione  (su  questa  questione,  cfr.  PETER  TUOR/BERNHARD  SCHNYDER/JÖRG  SCHMID/ALEXANDRA  RUMO­ JUNGO,  das  Schweizerische  Zivilgesetzbuch,  13a  ed.  Zurigo/Basilea/Ginevra,  2009,  p.  747,  n.m.  4  segg.).  Per  quanto  attiene 

A­235/2008 Pagina 5 alle  procedure  amministrative,  soltanto  chi  dispone  della  personalità  giuridica (che difetta alla comunione ereditaria) può essere parte ai sensi  degli  artt.  6  e  48  PA.  Di  conseguenza,  nel  caso  di  una  comunione  ereditaria – ed è conforme all'ordine giuridico perché la capacità giuridica  è  regolata  dal  diritto  civile  –  tutti  i membri  devono  agire  collettivamente  (cfr.  ISABELLE  HÄNER,  in  Kommentar  zum  Bundesgestz  über  das  Verwaltungsverfahren,  Auer/Müller/Schindler,  Hrsg,  Berna  2008,  n.m.  5  ad art. 48 PA). Nella misura in cui è stato recapitato un documento che comporta tutte le  firme  dei  vari  membri  della  comunione  ereditaria,  il  ricorso  è  stato  regolarizzato sotto questo aspetto, conformemente all'art. 52 PA. 2.  Per  quanto  concerne  le  conclusioni  e  la  motivazione,  invece,  l'atto  è  lacunoso  sotto  vari  aspetti.  In  effetti,  dalle  precisazioni  fornite  su  domanda  dello  scrivente  Tribunale  (cfr.  scritto  della  ricorrente  del  25  gennaio  2008),  risulta  che  le  conclusioni  contengono  due  "richieste",  ossia  la correzione e la precisazione dell'azzonamento della particella n.  (…) RFD di G._______ con preghiera che tale "nuova definizione venga  presa  in  considerazione  nell'ambito  dell'esame  della  fattibilità  della  sistemazione dell'autostrada" e, seconda  richiesta, che venga  "verificata  la  legalità"  dell'annotazione  a  Registro  fondiario  del  12  giugno  2001  concernente  la  limitazione  del  diritto  di  disporre  che  grava  sul  fondo  in  parola. 2.1.  Oggetto  della  decisione  impugnata  è  l'approvazione  dei  piani  esecutivi  per  l'allargamento  della  strada  nazionale  A13  tra   Arbedo  e  Castione,  dal  km  0.80  al  km  3.67  (confine  tra  i  cantoni  GR  e  TI),  conformemente agli artt. 26a a 28 della legge federale dell'8 marzo 1960  sulle  strade  nazionali  (LSN,  RS  725.11).  La  sistemazione,  coordinata  anche con la sistemazione eseguita nel territorio del Cantone dei Grigioni,  mira  ad  aumentare  la  sicurezza  di  quella  tratta,  allargando  di  7 metri  il  sedime autostradale per consentire una migliore sistemazione delle due  corsie di marcia (in ambedue i sensi) con separazione centrale; scopo di  questa  sistemazione  è  la  riduzione  dell'importante  numero  d'incidenti  gravi verificatisi sulla tratta. Il rapporto tecnico (piano 60.3 P / 66 B), come  la decisione  impugnata menzionano che  la sistemazione  in oggetto non  mira  ad  incrementare  il  traffico  in  quanto  la  strada  nazionale  verso  Bellinzona  conta  soltanto  due  corsie,  alla  stessa  stregua  del  San  Bernardino  dall'altra  parte.  Il  progetto  qui  querelato  comprende  anche  dissodamenti e vari interventi e misure ambientali.

A­235/2008 Pagina 6 2.2. Per  quanto  riguarda  la  ricorrente,  la  decisione del DATEC approva  l'espropriazione di una fascia di terreno, di circa 7 metri di larghezza, sita  verso  l'autostrada  (superficie  complessiva  di  521  m2;  cfr.  piano  di  pubblicazione 60.3 P / 71 e tabella dei diritti da espropriare 60.3 P / 72,  piani approvati con dispositivo della decisione impugnata). Viene inoltre e  durante  i  lavori,  espropriata  a  titolo  temporaneo  (occupazione  temporanea)  un'ulteriore  fascia  di  terreno  da  2  a  3  metri  di  larghezza  sempre nella stessa zona del terreno in questione (stessi riferimenti). 2.3.  Con  le  sue  conclusioni,  la  ricorrente  porta  le  proprie  pretese  a  conoscenza  dell'autorità  di  ricorso.  Poiché  contesta  la  decisione  impugnata,  egli  deve  indicare  ciò  che  intende  ottenere  con  il  rimedio  giuridico: l'annullamento e/o la modifica della decisione o la constatazione  di un diritto, generalmente con protesto di spese e ripetibili. Delle buone  conclusioni  devono  essere  chiare  ed  indicare  quale  decisione  deve  prendere  l'autorità  di  ricorso  (cfr.  PIERMARCO  ZEN­RUFFINEN,  Droit  administratif, Partie générale et éléments de procédure, Neuchâtel 2011,  n.  1280).  Le  conclusioni  possono  –  senza  che  vi  sia  un  invito  a  farlo –  essere  implicite  (sentenza  del  TF  6S.554/2006  del  15  marzo  2007,  consid. 4). Le conclusioni dell'atto di ricorso, delimitano l'oggetto litigioso;  di  norma,  un'istanza  di  ricorso  –  quale  è  lo  scrivente  Tribunale  –  non  potrà andare oltre a tali conclusioni, salvo eccezioni, quali quelle instituite  dall'art. 62 PA, applicabile nella fattispecie. Oggetto  delle  conclusioni  del  ricorso  è  il  dispositivo  dell'atto  impugnato   (DTAF  2007/6,  consid.  1.2).  Di  conseguenza,  critiche  mosse  contro  le  considerazioni  della  decisione  impugnata  –  sempre  che  il  dispositivo  dell'atto  impugnato  non  rinvii  ai  considerandi  o  che  vi  siano  altre  circostanze  di  fatto  (stesso  rif.  di  cui  sopra  e  sentenza  del  TF  2P.177/2002, del 7 novembre 2002, con sid. 5.2.2) – sono inammissibili,  poiché  manca  l'interesse  al  ricorso  ai  sensi  dell'art.  48  PA  (cfr.  anche  succ. consid. 3 su questa nozione). 2.3.1.  Nella  presente  fattispecie,  la  prima  "richiesta"  verte  sui  considerandi dell'atto  impugnato;  in effetti,  il DATEC ha considerato che  "l'azzonamento  attuale  dei  fondi  in  questione,  e  meglio  della  fascia  inserita nel progetto pubblicato è semplicemente zona inedificabile non di  zona  agricola  e  di  conseguenza  non  entra  in  considerazione  la  ponderazione  degli  interessi  agricoli  per  detta  fascia  […]".  Con  quanto  precede, l'autorità di prima istanza ha espresso che non essendo agricola  la zona toccata della part. n. (…) RFD di G._______, non era necessario  operare  una  ponderazione  degli  interessi  tra  interessi  "agricoli"  ed  altri 

A­235/2008 Pagina 7 interessi pubblici  contrapposti.  Il DATEC ha comunque aggiunto che  "la  questione  dell'impatto  agricolo  è  del  resto  stata  affrontata  nell'esame  d'impatto ambientale ai capitoli 11 e 15 del RIA". Visto quanto precede sul contenuto delle conclusioni di un memoriale di  ricorso,  tale  "richiesta"  è  irricevibile  nella  forma  stricto  sensu.  Essa  concerne in effetti una spiegazione data dall'autorità di prima istanza sulle  ragioni per cui non ha emesso – circa la part. n. (…) RFD di G._______ –  delle  considerazioni  in  relazione  all'allegata  natura  agricola  della  zona  toccata dal progetto.  Premesso che, come testé considerato (prec. consid. 2.3), le conclusioni  possono  essere  implicite,  e  quindi  essere  contenute  nella  motivazione  specialmente quando il ricorrente è laico – il che consente allo scrivente  Tribunale  di  essere  anche  meno  formalista  –  si  deve  intendere  detta  richiesta  come  il  presupposto  ad  una  conclusione  d'annullamento  della  decisione impugnata, motivata con il  fatto che l'autorità di prima istanza,  che si sarebbe sbagliata  in una sua constatazione di  fatto, non avrebbe  valutato correttamente la situazione e quindi violato la legge autorizzando  il progetto. Posta così  la questione, essa verrà esaminata nel merito qui  di  seguito,  ma  soltanto  nella  misura  della  motivazione  addotta  dalla  ricorrente,  essendo  comunque  precisato  che  pure  la  motivazione  della  ricorrente è problematica (cfr. consid. 2.4 qui di seguito) 2.3.2. Con la seconda "richiesta", come ricordato qui sopra,  la ricorrente  chiede  allo  scrivente  Tribunale  di  controllare  la  legalità  dell'annotazione  della limitazione del diritto di disporre inserita a Registro fondiario in data  12  giugno  2001  su  richiesta  della  controparte  (cfr.  estratto  Registro  fondiario prodotto dalla ricorrente il 25 gennaio 2008). Visto che, come considerato qui sopra (prec. consid. 2.3),  le conclusioni  devono  portare  soltanto  sulla  decisione  impugnata,  tale  conclusione  è  irricevibile.  In  effetti,  l'annotazione  in  questione  è  stata  eseguita,  su  richiesta della controparte, dall'amministrazione del Registro fondiario (tra  l'altro  in  base agli  art.  42 e 43 della  legge  federale  del  20 giugno 1930  sull'espropriazione  (LEspr,  RS  711);  la  decisione  impugnata  –  peraltro  posteriore  a  detta  annotazione  –  non  ordina  niente  al  riguardo. Questa  conclusione non verrà quindi esaminata oltre. 2.4.  Come  già  accennato,  pure  la  motivazione  del  presente  ricorso  è  problematica. 

A­235/2008 Pagina 8 In  effetti,  ai  sensi  dell'art.  52 PA,  il  ricorso  deve  essere motivato. Detta  motivazione deve dimostrare, o almeno spiegare sommariamente dove e  come  la  decisione  impugnata  viola  legge  e  più  precisamente  se  la  decisione impugnata contiene errate considerazioni di fatto o di diritto che  abbiano portato  l'autorità  ad adottare  una decisione  contraria  alla  legge  (DTF  131  II  470,  consid.  1.3).  Se  le  esigenze  non  sono  equiparabili  a  quelle  dell'art.  42  cpv.  2  della  legge  federale  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale federale (LTF, RS 173.110), disposto che esige che il ricorrente  citi  le disposizioni  legali violate e presenti una dimostrazione degli errori  invocati  e  della  consecutiva  violazione  della  legge,  il  ricorrente  deve  comunque,  in  questa  sede,  sviluppare  le  sue  obbiezioni  relative  all'atto  impugnato, e più precisamente al dispositivo della decisione  impugnata.  In questo contesto,  il rinvio agli atti  inoltrati davanti all'autorità  inferiore è  lecito, a patto però che la motivazione del ricorso metta in risalto i motivi  dell'impugnazione  (DTF  130  I  312,  consid.  1.3.1).  Inoltre,  affermazioni  perentorie, che non contengano per giunta nessuno sviluppo particolare  ed oppongono semplicemente un'opinione a quella dell'autorità di prima  istanza  non  bastano  alle  esigenze  di motivazione  (Giurisprudenza  delle  autorità  amministrative  della  Confederazione,  GAAC  (2003)  67.128,  consid.  2b).  La motivazione  deve  ancora  rispondere  alle  considerazioni  sviluppate  dall'autorità  inferiore  ed  in  questo  senso,  la  semplice  ripetizione  dei  motivi  sviluppati  proprio  dinanzi  a  quest'ultima  non  adempie alle esigenze dell'art. 52 PA (sentenza del TF 1A.292/1997, del  20 gennaio 1998, consid. 6, dove  l'Alta Corte ha  inoltre considerato che  tali ripetizioni denotano disprezzo per le istituzioni giudiziarie). La  PA  non  è  troppo  esigente,  specialmente  quando,  come  nella  fattispecie,  la parte  ricorrente non è patrocinata da un professionista;  in  tale  occorrenza,  una motivazione  sommaria  può  bastare  se  si  possono  dedurre  i  punti  e  le  ragioni  per  cui  la  decisione  viene  impugnata.  La  motivazione  può  essere  nuova  a  patto  –  specialmente  se  dette  conclusioni  sono  implicite  come  nella  presente  fattispecie  (cfr.  prec.  consid. 2.3.1) – che non venga esteso l'oggetto del contendere (DTF 131  V 164, consid. 2.1; ANDRÉ MOSER,  in Kommentar VWVG, op. cit., ad art.  52 PA, n.m. 3). 2.5. La motivazione addotta dalla  ricorrente nella presente  fattispecie  si  sviluppa su due pagine se si prende in considerazione sia il ricorso che le  precisazioni  fornite  il  25  gennaio  2008.  Visto  quanto  considerato  qui  sopra (consid. 2.3.1 e 2.4) non si entrerà nel merito di gravami presentati  sotto  forma  d'interrogativo,  ne  sotto  forma  di  ripetizione  o  di  rinvio  a  quanto già espresso in sede d'opposizione.  

A­235/2008 Pagina 9 3.  Ai sensi dell'art. 48 PA,  infine, ha diritto di ricorrere chi ha partecipato al  procedimento dinanzi all’autorità inferiore o è stato privato della possibilità  di farlo (lett. a), è particolarmente toccato dalla decisione impugnata (lett.  b)  e  ha  un  interesse  degno  di  protezione  all’annullamento  o  alla  modificazione  della  stessa  (lett.  c).  L'interesse  al  ricorso  deve  essere  personale, pratico e attuale (DTF 131 II 649). La condizione dell'interesse  pratico  è  adempiuta  quando  l'ammissione  del  ricorso  porterebbe  un  vantaggio al ricorrente (DTF 130 V 560, consid. 3.3). Nella  presente  fattispecie  –  ed  anche  se  la  ricorrente  non  consacra  neanche una parola relativamente alla questione – la part. n. (…) RFD di  G._______  è  oggetto  di  un'espropriazione  parziale  definitiva  e  di  un'occupazione  temporanea  (cfr.  prec.  consid.  2.2).  Di  conseguenza  è  pacifica la legittimazione al ricorso. 4.  Secondo  l'art.  49  PA,  il  TAF  dispone  del  pieno  potere  d'esame:  si  pronuncia  sulla  violazione  del  diritto  federale,  ivi  compreso  l'eccesso  o  l'abuso del potere d'apprezzamento (cpv. 1), sulla costatazione inesatta o  incompleta  di  fatti  pertinenti  (cpv.  2),  nonché  sull'inadeguatezza,  a  condizione tuttavia, che la decisione impugnata non sia stata emanata da  un'autorità cantonale (cpv. 3). Nell'ambito  di  procedure  d'approvazione  di  piani,  il  potere  d'apprezzamento  dell'autorità  di  prima  istanza  è  ampio,  segnatamente  per  quanto  riguarda  questioni  tecniche  per  le  quali  dispone  delle  necessarie conoscenze (DTF 135 II 296, consid. 4.4.3, sentenza del TAF  A­523/2010,  del  19  ottobre  2010,  consid.  4;  BENJAMIN  SCHINDLER  in   Kommentar VwVG, n.m. 9 ad art. 49 PA). Precisato  tutto  quanto  precede,  conviene entrare  nel merito  del  ricorso.  Considerate però le restrizioni di cui sopra (prec. consid. 2 segg.), l'unica  questione  da  esaminare  è  quella  a  sapere  se  veramente  l'autorità  di  prima  istanza  ha  proceduto  ad  una  constatazione  errata  dei  fatti  circa  l'azzonamento della particella n.  (…) RFD di G._______ e, se del caso,  se  tale  errata  constatazione  potrebbe  portare  all'annullamento  della  decisione impugnata. 5.  A  proposito  del  gravame  dell'errata  constatazione  dei  fatti,  la  ricorrente  pretende  dunque  che  la  sua  part.  n.  (…)  RFD  di  G._______  sia  una 

A­235/2008 Pagina 10 superficie d'avvicendamento colturale, ossia una superficie agricola. Essa  produce  una  dichiarazione  scritta  del  Comune  di  G._______,  del  22  gennaio 2008, con quale il Comune attesta che la particella n. (…) RFD di  G._______  "è  sita  fuori  zona  edificabile,  zona  superficie  per  l'avvicendamento colturale […]". Nella decisione impugnata,  il DATEC ha ritenuto che la fascia di  terreno  espropriato  era  semplicemente  una  zona  inedificabile,  mentre  il  resto  della  particella  è  una  zona  agricola  (decisione  impugnata,  p.  18).  L'autorità  di  prima  istanza  ha  ribadito  questo  apprezzamento  nelle  sue  osservazioni;  la  controparte  ha  espresso  esattamente  la  stessa  cosa,  allegando  alla  sua  risposta  un  esemplare  del  Piano  del  paesaggio  del  piano regolatore del Comune di G._______, del 15 luglio 1993 (allegato A  alla risposta di controparte, del 28 aprile 2008, D. 12) 5.1.  Si  evince  quanto  segue  da  questo  piano.  La  part.  n.  (…)  RFD  di  G._______  si  trova  come  già menzionato  a  sud  della  zona  edificata  di  G._______,  al  limine  dell'autostrada  qui  considerata.  Il  limite  sud  di  questa  particella,  comunque,  fiancheggia  il  sedime  autostradale  (cfr.  i  cippi del limite di proprietà raffigurati sul piano in questione). Entro i limiti  della  particella,  però,  si  trova  una  stradina  o  sentiero  che  costeggia  l'autostrada ed una parte della particella si  trova oltre questa stradina o  sentiero; sia la stradina che la parte a sud di detta via sono raffigurate in  bianco  sul  piano.  La  parte  a  nord  della  stradina  o  sentiero,  invece,  è  raffigurata  in  giallo,  colore  che,  secondo  la  leggenda  del  piano,  rappresenta una zona agricola. Ne discende che l'apprezzamento dei fatti  operato  dal DATEC è  corretto  è  non  si  fonda  su  errori  di  alcun  tipo:  la  parte a sud della particella è una zona inedificabile e non agricola. 5.2. Per  quanto  concerne  l'estratto  del  Registro  fondiario  della  part.  n.  (…),  viene  menzionato  che  si  tratta  di  un  prato  arativo.  Tale  estratto,  però,  non ha valenza di  documento di  pianificazione  territoriale e  simile  descrizione esula dallo  scopo del  registro  fondiario,  il  quale disciplina e  contiene  le  iscrizioni  –  peraltro  costitutive  –  dei  diritti  di  cui  la  legge  prevede l'iscrizione (art. 942 CCS). Non è quindi pertinente per giudicare  la  fattispecie. Quo alla  dichiarazione  del Comune,  è  esatta  in  generale,  ma contiene meno dettagli del piano succitato, documento che permette  molto meglio di giudicare la fattispecie.  Di  conseguenza,  il  gravame  dell'errato  apprezzamento  dei  fatti  viene  respinto. Ne segue che il DATEC non ha violato nessuna norma attinente 

A­235/2008 Pagina 11 alle  zone  agricole,  né  doveva  esaminare  –  relativamente  alla  particella  qui in oggetto – questa questione. 6.  Gli  altri  argomenti  della  ricorrente  non  sono  motivati  abbastanza  per  adempiere  alle  esigenze  dell'art.  52  PA.  Trattandosi  ad  esempio  della  necessità della sistemazione qui addotta, la ricorrente si limita a negarla o  a porre interrogativi senza neanche dimostrare – in poche righe – dove e  come  la  legge  sarebbe  stata  violata.  Alla  stessa  stregua  deve  essere  giudicata  l'argomentazione  circa  l'assenza  di  ripari  fonici  o  di  soppressione – per altro molto contenuta (si tratta di una fascia di 7 metri  di larghezza) – di zona "polmone della città". 7. Visto  tutto  quanto  precede,  il  ricorso  è  respinto  nella misura  in  cui  è  ammissibile. 8.  Nel  contesto  della  presente  vertenza,  è  stata  approvata  anche  una  misura  d'espropriazione.  La  ricorrente  non  contesta  questa misura  (cfr.  prec. consid. 3). Di conseguenza, non si giustifica  l'applicazione dell'art.  116  LEspr,  il  quale  prevede  che  di  regola  le  spese  e  le  ripetibili  sono  poste  a  carico  dell'espropriante.  Verrà  quindi  fatta  applicazione  delle  disposizioni generali (art. 63 PA ed il Regolamento del 21 febbraio 2008  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS­TAF;  RS  173.320.2])  (sentenza  del  TAF  A­ 8047/2010, del 25 agosto 2011, consid. 12 segg.). Nella  fattispecie,  le  spese  processuali,  fissate  a  fr.  500.­  sono  quindi  poste  a  carico  della  ricorrente  che  soccombe  totalmente.  Non  ci  sono  tuttavia  motivi  di  accordare  un'indennità  a  titolo  di  ripetibili  alla  controparte, la quale è rappresentata dai suoi servizi (art. 64 cpv. 1 PA e  7  [TS­TAF;  RS  173.320.2]).  Nella  misura  in  cui  la  ricorrente  non  ha  corrisposto  nessun  anticipo  di  spesa,  dovrà  pagare  dette  spese  processuali mediante  polizza  di  versamento  acclusa  dopo  la  crescita  in  giudicato della presente sentenza.       (dispositivo alla pagina seguente)

A­235/2008 Pagina 12 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il riscorso è respinto nella misura in cui è ammissibile. 2.  Le  spese  processuali,  fissate  a  fr.  500.­,  vengono  poste  a  carico  della  ricorrente. 3.  Non vengono assegnate ripetibili. 4.  Comunicazione a: – ricorrente (Atto giudiziario; allegato: bollettino di versamento)  – controparte (Atto giudiziario) – autorità inferiore (n. di rif. 533­25 mur; Atto giudiziario) Il  presidente del collegio: Il cancelliere: Claudia Pasqualetto Péquignot Federico Pestoni Rimedi giuridici: Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale  federale, 1000 Losanna 14, entro un termine  di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e segg. e 100 della  legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005  [LTF,  RS  173.110]).  Il  termine  rimane  sospeso  dal  18  dicembre  al  2  gennaio  incluso  (art.  46  cpv.  1  lett.  c  LTF).  Gli  atti  scritti  devono  essere  redatti  in  una  lingua  ufficiale,    contenere  le  conclusioni,  i  motivi  e  l'indicazione  dei  mezzi  di  prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della  parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere  allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

A-235/2008 — Bundesverwaltungsgericht 13.12.2011 A-235/2008 — Swissrulings