Incarto n. 9.2015.132
Lugano 13 agosto 2015
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il presidente della Camera di protezione del Tribunale d'appello
Franco Lardelli
giudice unico ai sensi dell’art. 48 lett. f n. 7 LOG
assistito dalla vicecancelliera
Dell'Oro
sedente per statuire nella causa che oppone
RE 1 patr. da: PR 1
a
PI 1
patr. da: PR 2
e all’
Autorità regionale di protezione __________,
per quanto riguarda l’iscrizione di PI 2 (1999) alla Scuola media di commercio di __________ per l’anno scolastico 2015/2016
giudicando sul reclamo presentato il 7/11 agosto 2015 da RE 1 contro la decisione emessa il 5 agosto 2015 dall'Autorità regionale di protezione __________, e meglio sul presupposto della competenza di tale autorità a statuire sulla questione;
letti ed esaminati gli atti,
ritenuto
in fatto
A. PI 2 è nato il 1999 dalla relazione fra PI 1 e RE 1, unitisi successivamente in matrimonio.
B. In data 31 gennaio 2014 RE 1 ha promosso dinnanzi alla Pretura di __________ un’istanza tendente all’adozione di misure di protezione dell’unione coniugale.
C. Con decisione 26 marzo 2015, il Pretore della Giurisdizione di __________ ha parzialmente accolto l’istanza. Il Pretore ha, in particolare, autorizzato i coniugi a vivere separati, affidato il figlio PI 2 alle cure del padre e riservato alla madre il più ampio diritto di visita.
D. Con appello del 5 aprile 2015 RE 1 ha appellato il giudizio pretorile dinnanzi alla Prima Camera Civile del Tribunale d’Appello, contestando – fra le altre cose – l’affidamento del figlio PI 2 al padre.
E. In data 18/23 giugno 2015 PI 1 ha introdotto presso la Pretura di __________ una petizione di divorzio (azione unilaterale ex art. 114 CC).
F. Con istanza del 21 luglio 2015 di adozione di misure supercautelari e cautelari urgenti a tutela del minore ex art. 315a CC, PI 1 ha adito l’Autorità regionale di protezione __________ (in seguito, Autorità di protezione) postulando di voler direttamente disporre e ordinare al Centro professionale commerciale di __________ di procedere con l’iscrizione di PI 2. L’iscrizione operata da quest’ultimo, con l’ausilio del padre, presso l’istituto scolastico di __________ - dopo l’interruzione del percorso scolastico presso la Scuola d’arti e mestieri di __________ - è stata infatti avversata dalla madre, che non ha fornito il necessario consenso, e considerata “momentaneamente sospesa” dalla scuola.
G. Nelle sue osservazioni del 31 luglio 2015, RE 1 ha anzitutto sollevato un’eccezione di incompetenza, sostenendo che l’Autorità di protezione non è abilitata a pronunciarsi sulla questione litigiosa; nel merito, si è opposta all’iscrizione del figlio presso l’istituto scolastico di __________.
H. Con decisione cautelare del 5 agosto 2015, immediatamente esecutiva, l’Autorità di protezione ha accolto l’istanza e disposto l’iscrizione di PI 2 alla Scuola media commerciale di __________. L’Autorità di protezione ha inoltre disposto che “un’eventuale prosieguo della discussione in materia educativa è rimessa alla Pretura di __________”.
I. Con reclamo del 7 agosto 2015 – esibito alla Camera di protezione l’11 agosto 2015 – RE 1 è insorta contro la decisione in questione. In primo luogo, postula il conferimento dell’effetto sospensivo al gravame. Chiede poi che la decisione impugnata venga annullata, in via principale per difetto di competenza dell’Autorità che ha statuito, in via subordinata poiché ritiene la scelta scolastica auspicata dal padre non conforme all’interesse e al bene del figlio.
L. Con ordinanza dell’11 agosto 2015, questa Camera ha impartito a PI 1 e all’Autorità di protezione un breve termine per pronunciarsi limitatamente alla questione della competenza. Mediante scritto del 13 agosto 2015, PI 1 afferma che la competenza dell’Autorità di protezione è data dall’art. 315a cpv. 3 cifra 2 CC. A suo parere, “in considerazione dei tempi estremamente ridotti per rimediare all’imminente scadenza del termine d’iscrizione”, era prevedibile che il Giudice del divorzio non potesse “agire tempestivamente a tutela del minore” (pag. 1).
L’Autorità di protezione, per contro, non ha presentato osservazioni entro il termine fissato.
Considerato
in diritto
1. Le decisioni delle Autorità regionali di protezione concernenti maggiorenni e minorenni sono impugnabili mediante reclamo alla Camera di protezione del Tribunale di appello, nella composizione di un giudice unico (art. 450 CC in relazione agli art. 314 cpv. 1 e 440 cpv. 3 CC; art. 2 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di protezione del minore e dell’adulto [LPMA]; art. 48 lett. f n. 7 LOG). Riguardo alla procedura applicabile, per quanto non già regolato dagli art. 450 segg. CC occorre riferirsi, in via sussidiaria, alla Legge sulla procedura amministrativa, in particolare alle norme concernenti le azioni connesse con il diritto civile di competenza dell’autorità amministrativa (art. 99 LPAmm; cfr. Messaggio del Consiglio di Stato n. 6611 del 7 marzo 2012 concernente la modifica della LTut, pag. 8) e, in via ancora più sussidiaria, alle disposizioni del diritto processuale civile (CPC; v. art. 450f CC).
2. Nella decisione impugnata, l’Autorità di protezione ha rilevato come non vi fosse accordo fra i genitori in merito all’iscrizione alla Scuola media di commercio di __________. Osserva che RE 1 contesta la competenza dell’Autorità di protezione, sostenendo che la questione debba essere sottoposta al Pretore presso il quale è pendente la procedura di divorzio. Tuttavia, gli argomenti addotti da RE 1 “non convincono questa Autorità” (decisione impugnata, pag. 1), che si è dunque espressa nel merito della richiesta, disponendo l’iscrizione di PI 2 alla scuola in questione. L’Autorità di protezione ha comunque affermato che “il merito delle questioni educative compete alla Pretura presso cui è pendente la procedura di separazione/divorzio e questa ARP si limiterà pertanto al presente intervento urgente” (decisione impugnata, pag. 1).
3. Nel suo reclamo, RE 1 contesta in via preliminare la competenza dell’Autorità di protezione a statuire sulla questione dell’iscrizione scolastica del figlio. A suo parere, essendo pendente presso la Pretura di __________ una domanda unilaterale di divorzio (presentata dal marito il 18 giugno 2015) facente seguito ad una procedura di adozione di provvedimenti di protezione dell’unione coniugale conclusasi nel marzo 2015, l’oggetto dell’istanza di PI 1 “andava postulata al Giudice del divorzio tramite domanda cautelare o supercautelare” (reclamo, pag. 2). L’Autorità di protezione – “che oltretutto non ha la minima conoscenza dell’incarto” – si è ritenuta competente, nonostante la contestazione, senza motivare la sua decisione (reclamo, pag. 2). Inoltre, l’Autorità di protezione si contraddice nello specificare che il suo operato si limita a tale intervento urgente, poiché le “questioni educative” competono alla Pretura presso cui è pendente la procedura di separazione/divorzio (reclamo, pag. 2).
4. La competenza per l’adozione di misure di protezione del figlio è disciplinata dagli art. 315 e segg. CC.
Ai sensi dell’art. 315 cpv. 1 CC, le misure per la protezione del figlio sono ordinate dall’autorità di protezione dei minori del domicilio del figlio. Giusta l’art. 315a CC, se è chiamato a decidere sulle relazioni personali dei genitori con i figli, il giudice competente per il divorzio o la tutela dell’unione coniugale prende anche le misure necessarie per proteggere il figlio e ne affida l’esecuzione all’autorità di protezione dei minori (cpv. 1); il giudice può anche adeguare alle nuove circostanze le misure di protezione del figlio che sono già state prese (cpv. 2). Spetta tuttavia all’autorità di protezione dei minori continuare una procedura di protezione del figlio introdotta prima della procedura giudiziaria (cpv. 3, cifra 1) oppure ordinare le misure immediatamente necessarie alla protezione del figlio, quando sia prevedibile che il giudice non possa prenderle tempestivamente (cpv. 3, cifra 2).
5. Nella fattispecie, pendente dal 18 giugno 2015 una procedura di divorzio presso la Pretura di __________, non vi è dubbio che in applicazione dell’art. 315a cpv. 1 CC la competenza per l’emanazione di provvedimenti a protezione del figlio appartenga al suddetto giudice, chiamato a pronunciarsi sulle relazioni personali dei genitori con i figli.
I casi particolari disciplinati all’art. 315a cpv. 3 CC non appaiono dati in concreto. L’Autorità di protezione, peraltro, non si premura di fornire indicazioni quanto al fondamento della sua competenza, respingendo l’eccezione di incompetenza sollevata espressamente da RE 1 senza fornire motivazione alcuna.
Da un lato, non risulta che la procedura di protezione del figlio sia stata introdotta prima della procedura giudiziaria, bensì circa un mese dopo, con istanza datata 21 luglio 2015 (art. 315a cpv. 3 cifra 1 CC). D’altro lato, non vi sono elementi che permettano di ritenere che il Pretore, se fosse stato confrontato a quell’epoca ad una tale richiesta in via supercautelare e cautelare, non sarebbe stato in grado di attivarsi con urgenza e di emanare tempestivamente il suo giudizio (art. 315a cpv. 3 cifra 2).
Provvisto di buon diritto, il reclamo di RE 1 merita pertanto di essere accolto in ordine, l’Autorità di protezione non essendo in concreto competente per statuire in merito all’iscrizione scolastica di PI 2.
Si segnala infine, di transenna, che il Centro professionale commerciale di __________ ha assicurato allo scrivente Giudice che l’iscrizione del minore non verrà annullata prima dell’emanazione di una decisione da parte del giudice competente, a prescindere dal superamento della scadenza – precedentemente indicata alle parti – di venerdì 14 agosto 2015.
6. Gli oneri processuali seguono la soccombenza, ragion per cui essi vanno messi a carico di PI 1, il quale rifonderà alla controparte un’indennità per ripetibili. L'emanazione del presente giudizio rende inoltre priva di oggetto la richiesta di conferimento dell’effetto sospensivo contenuta nel reclamo.
7. Visto l’esito del procedimento e l’urgenza della fattispecie, l’istanza di adozione di misure supercautelari e cautelari urgenti a tutela del minore del 21 luglio 2015 viene immediatamente trasmessa per competenza alla Pretura di __________, unitamente alla presente pronuncia e all’incarto completo. Una copia della presente sentenza viene inoltre inviata per conoscenza alla Direzione dell’istituto scolastico di __________, limitatamente ai considerandi 5e7e al punto 1 del dispositivo.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia:
1.Il reclamo è accolto.
§. Di conseguenza, la decisione 5 agosto 2015 dell’Autorità di protezione è annullata.
§§. L’istanza 21 luglio 2015 di adozione di misure supercautelari e cautelari urgenti a tutela del minore e l’incarto completo vengono trasmessi per competenza alla Pretura di __________.
2. Gli oneri del reclamo, consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 100.–
b) spese fr. 50.–
fr. 150.–
sono posti a carico di PI 1, che rifonderà a RE 1 l’importo di fr. 500.- a titolo di ripetibili.
3. Notificazione (anticipata via fax):
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Comunicazione (anticipata via fax):
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Il presidente La vicecancelliera
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.