Incarto n. 15.2009.35
Lugano 7 maggio 2009 EC/fp/fb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will
segretario:
Cassina, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 12 marzo 2009 di
RI 1
contro
l’operato dell’CO 1 e meglio contro l’emissione in data 4 marzo 2009 dell’attestato di carenza di beni nell’esecuzione n. __________ promossa dalla ricorrente contro
PI 1
viste le osservazioni 26 marzo 2009 dell’CO 1;
esaminati atti e documenti;
ritenuto
in fatto:
A. Nell’ambito dell’esecuzione n. __________promossa da RI 1 contro PI 1 il 4 marzo 2009, l’CO 1ha emesso a favore della ricorrente e contro l’escusso un attestato di carenza di beni indicando nella rubrica “Risultato del pignoramento” quanto segue: “Coniugato, rappresentante/impiegato amministrativo con entrate mensili inferiori al minimo di esistenza. La moglie è assistente di cura. (omissis) l’escusso non possiede beni di sorta da potersi appignorare, né mobili, né fondi o crediti”. L’Ufficio ha determinato l’assenza di ogni eccedenza pignorabile sulla base del seguente conteggio:
Reddito
debitore fr. 3’342.-- 66%
coniuge fr. 1’698.-- 34%
totale mensile fr. 5’040.-- 100%
Minimo d’esistenza
Importi di base fr. 1’550.--
Affitto fr. 1’716.--
Riscaldamento fr. 98.--
Cassa malati fr. 612.00
Trasferte fr. 514.--
Pasti fuori domicilio fr. 440.--
Vestiario fr. 100.--
Spese mediche fr. 102.--
Totale fr. 5'132.--.
B. Il 12 marzo 2009 RI 1 ha contestato l’emissione dell’attestato di carenza di beni, sostenendo che la trattenuta mensile dal salario per la cassa pensione di fr. 402.70 sarebbe eccessiva.
La ricorrente contesta inoltre quanto riconosciuto dall’Ufficio per le trasferte e per i pasti fuori domicilio poiché abitando a __________ e lavorando a __________ PI 1 potrebbe utilizzare i mezzi pubblici pagando fr. 62.-- di abbonamento arcobaleno e potrebbe inoltre rientrare al domicilio per consumare il pasto di mezzogiorno. RI 1 ha pure chiesto di verificare se lo stipendio di fr. 4'250.-mensili è comprensivo anche della tredicesima mensilità.
C. Con osservazioni 26 marzo 2009 l’CO 1 ha chiesto che il ricorso venga respinto rilevando che nel verbale ad uso interno per le operazioni di pignoramento l’escusso ha dichiarato che nel salario mensile è già compresa la tredicesima mensilità. Quanto dedotto per le trasferte e per i pranzi fuori domicilio riguarda poi sia il marito che la moglie. In merito alle spese di trasferta l’escusso avrebbe dichiarato di non beneficiare di un rimborso spese malgrado egli debba spostarsi molto per lavoro. A tal riguardo egli ha prodotto degli scontrini relativi ai rifornimenti di carburante che dimostrano un costo medio di fr. 414.-- mensili. Ulteriori fr. 100.-- sono poi stati riconosciuti per le spese di trasferta della moglie.
Considerato
in diritto:
1. Nel procedere al sequestro o al pignoramento del reddito del debitore le autorità di esecuzione sono tenute ad accertare d’ufficio le circostanze determinanti al momento dell’esecuzione del sequestro o del pignoramento, ossia il reddito del debitore e il fabbisogno suo o della sua famiglia (DTF 112 III 21; 108 III 12; 106 III 13; Vonder Mühll, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 17 ad art. 93), ritenuto che delle successive modifiche della situazione potrà essere tenuto conto soltanto mediante riesame del pignoramento (DTF 108 III 13).
2. Nell’esecuzione del pignoramento o del sequestro di salario l’organo di esecuzione forzata allestisce il relativo verbale, tenendo conto dei ricavi e delle spese effettivi mensili.
3. Nell'ambito del pignoramento l'escusso deve informare esaurientemente l'ufficio circa la sua sostanza e il suo reddito, fintanto che questi non siano sufficienti a coprire tutte le esecuzioni che partecipano al pignoramento (cfr. art 91 cpv. 1 n. 2 LEF; DTF 117 III 61 ss.; Lebrecht, Basler Kommentar zum SchKG, Vol. II, Basilea/Ginevra/ Monaco 1998, n. 9 ad art. 91). Gli uffici sono tenuti a verbalizzare le dichiarazioni dell'escusso, che le deve sottoscrivere. L’ufficio di esecuzione nell’allestimento del verbale di pignoramento deve di regola attenersi alle indicazioni fornite dal debitore e non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche sulla base di semplici asserzioni del creditore (cfr. Lebrecht, op. cit., n. 12 e 13 ad art. 91), se non quando vi siano indizi concreti in tale senso.
4. Per l’art. 21 cpv. 4 LPR la sentenza che ammette il ricorso può riformare il provvedimento impugnato o annullarlo con rinvio all’organo di esecuzione e fallimento per un nuovo giudizio. Se il provvedimento impugnato contiene accertamenti di fatto sufficienti, l’Autorità di vigilanza riforma il pregresso giudizio; in caso contrario la vertenza è rinviata all’organo di esecuzione affinché completi gli accertamenti ed emani un nuovo provvedimento. La decisione sulla specie d’effetto rientra nel potere discrezionale dell’Autorità di vigilanza (Cometta, Commentario alla LPR, Lugano 1998, n. 2 ad art. 21, p. 260).
5. Nel caso di specie in sede di pignoramento PI 1, reso attento delle conseguenze penali di una falsa dichiarazione, ha comunicato di lavorare quale “rappresentante/impiegato amministrativo” e di percepire fr. 3'342.-- mensili netti comprensivi della tredicesima mensilità. A sostegno di quanto asserito PI 1 ha consegnato all’Ufficio il foglio paga per il mese di agosto 2008, dal quale emerge che egli guadagna fr. 4'250.-- lordi, a cui vengono dedotte le trattenute per il pagamento degli oneri sociali, tra cui fr. 402.70 per la cassa pensione. A fronte di quanto asserito e di quanto prodotto dall’escusso e in assenza di elementi concreti che facciano ritenere che egli riceva oltre allo stipendio mensile anche una tredicesima mensilità oppure che non gli vengano effettivamente trattenuti fr. 402.70 per il pagamento dei contributi alla cassa pensione, l’Ufficio non è tenuto ad effettuare ulteriori ricerche e deve attenersi alle indicazioni fornitegli da PI 1. Il suo operato è quindi stato corretto e nessuna violazione dei propri doveri nell’esecuzione del pignoramento a carico di PI 1 è a tal riguardo ravvisabile. Se la creditrice ritiene comunque contrario al vero quanto sostenuto dall’escusso, potrà trovare tutela nelle appropriate sedi penali, alle quali d’altronde rinvia l’art. 91 LEF, sfuggendo tale questione al potere di cognizione di questa Camera.
6. E’ principio giurisprudenziale e dottrinale indiscusso che le spese fisse e correnti connesse all’uso di un’automobile rientrano nel minimo di esistenza del debitore solo se il veicolo viene dichiarato impignorabile ex art. 92 n. 3 LEF, ossia se il veicolo è necessario al debitore per l’esercizio della sua professione (cfr. DTF 117 III 22, 104 III 73, 97 III 52; Amonn/ /Walther, op. cit., n. 27 ad § 23; Fritzsche/Walder, Schuldbetreibung und Konkurs nach schweizerischem Recht, vol. I, Zurigo 1984, § 24 n. 60; Guidicelli/Piccirilli, op. cit., n. 171 e segg.).
7. Il debitore che è costretto, per motivi di lavoro, a prendere i pasti fuori dell’economia domestica ha diritto a un supplemento di fr. 11.-- per ogni pasto principale (cfr. Tabella per il calcolo del minimo di esistenza agli effetti del diritto esecutivo, pubblica sul FUCT n. 2/2001 del 5 gennaio 2001 pag. 74 seg., punto 2.4b). PI 18. In casu PI 1 abita a __________ e lavora a __________ mentre la moglie lavora quale assistente di cure a domicilio presso __________. L’Ufficio ha riconosciuto a titolo di spese di trasferta l’importo mensile di fr. 414.-- mensili per l’escusso e di fr. 100.-- per la moglie e complessivi fr. 440.-- per i pasti fuori domicilio dei due.
In concreto non è dato di sapere all’Autorità di vigilanza se per PI 1 e per la moglie -sebbene per quest’ultima parrebbe di sì considerato che dal conteggio di salario per il mese di agosto 2008 emerge che le vengono rifuse le spese per i chilometri percorsi durante il lavoro- sia necessario e se sì, in quale misura, l’utilizzo di una vettura privata per recarsi al lavoro e per espletare lo stesso, atteso che la produzione delle ricevute di acquisto di carburante non costituisce sufficiente riscontro in considerazione segnatamente della circostanza che tale consumo potrebbe anche avvenire durante il tempo libero. Inoltre neppure è dato di sapere se i coniugi __________ possano rientrare al domicilio durante il mezzogiorno. Abitando a __________ e lavorando a __________ rispettivamente a __________, vi è infatti da presumere, in assenza di motivi particolari, la possibilità concreta da parte dell’escusso e della moglie di far capo all’uso dei mezzi pubblici e di preparare e consumare i pasti di mezzogiorno presso l’economia domestica. Siffatti accertamenti devono essere eseguiti quindi dall’Ufficio di esecuzione. Di conseguenza il provvedimento impugnato viene annullato e l’incarto retrocesso all’CO 1 per esperire i necessari accertamenti e valutazioni e, nell’eventualità di un’eccedenza pignorabile, per ordinarne il pignoramento. L’organo di esecuzione forzata dovrà tener conto degli orientamenti giurisprudenziali richiamati ai cons. 6 e 7. Ne discende pertanto, entro questi limiti, il parziale accoglimento del ricorso.
9. Non si prelevano spese (art. 61 cpv. 2 lett. a OTLEF) e non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF).
Per questi motivi,
richiamati gli art. 17, 91, 92 LEF; 21 cpv. 4 LPR; 61 cpv. 2 lett. a, 62 cpv. 2 OTLEF
pronuncia:
1. Il ricorso è parzialmente accolto.
1.1 Di conseguenza l’attestato di carenza beni emesso 4 marzo 2009 nell’esecuzione n. __________ è annullato e gli atti sono retrocessi all’CO 1 affinché abbia a determinarsi come al considerando 8 di questa sentenza.
2. Non si prelevano spese, né si assegnano indennità.
3. Intimazione a:
- RI 1, __________;
- PI 1, __________.
Comunicazione all’CO 1.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario
Contro la presente decisione -a norma dell’art. 72 e segg. LTF- è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 10 giorni dalla notificazione, il termine è di 5 giorni dalla notificazione nel caso in cui la decisione impugnata è stata pronunciata nell’ambito di un’esecuzione cambiaria.