Incarto n. 14.2010.89
Lugano 17 novembre 2010 FP/ls/fb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente, Walser e Epiney-Colombo
segretaria:
Locatelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (EF.2010.360 della Pretura __________) promossa con opposizione 12 luglio 2010 da
AO 1,
(patrocinata dall’ PA 2,)
contro
il sequestro 24 giugno 2010 (inc. EF.2010.336) richiesto nei confronti dell’opponente da
AP 1,
(patrocinata dall’ PA 1,)
in cui il Pretore __________ con decisione 24 settembre 2010 ha accolto l’opposizione al sequestro, annullando e revocando il decreto di sequestro;
appellante AP 1 con atto di appello 11 ottobre 2010, con cui postula in via principale la riforma del giudizio impugnato nel senso di respingere l’opposizione al sequestro, con conferma del decreto di sequestro 24 giugno 2010, e in via subordinata l’annullamento del giudizio impugnato e il rinvio degli atti al Pretore per nuovo esame, protestate spese e ripetibili di prima e di seconda sede;
viste le osservazioni 8 novembre 2010, con le quali AO 1 chiede la reiezione dell’appello, con protesta di spese e ripetibili;
esaminati gli atti,
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 22 giugno 2010 AP 1, __________, ha chiesto al Pretore __________, nei confronti di AO 1, __________, il sequestro in base all’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF di “tutti gli averi mobiliari, di qualunque genere, natura o valuta essi siano, appartenenti alla convenuta AO 1, __________, che si trovano presso la Banca __________ succursale di __________, in particolare la relazione cc. no. __________ USD e/o ogni altro conto in altre valute (CHF; EURO; ecc.), fino a concorrenza dell’importo CHF 88'641.60 oltre interessi al 5% dal 20.06.2010”.
B. Stando all’istanza, AP 1, allora attiva nel settore del commercio online di tabacchi lavorati e di sigarette, da un punto di vista logistico ha fatto capo, per un breve periodo, alla convenuta AO 1, __________, che ha messo a disposizione o, meglio che ha affermato di mettere a disposizione dell’istante, la propria infrastruttura presso il punto franco di __________ (E.A.U.), da dove venivano poi imbustate e spedite all’estero le ordinazioni raccolte dalla stessa AP 1. Richiamato il mandato di prestazione logistica del 10 giugno 2009 (doc. B inc. EF.2010.336) con cui le parti hanno inteso regolare in modo completo i dettagli relativi all’esecuzione degli incarichi (presa ordine, imballaggio, etichettatura, documenti necessari, spedizione), AP 1 ha dipoi rilevato che presso l’infrastruttura che AO 1 ha asserito di possedere a __________, essa aveva il diritto di depositare un massimo di 7'500 stecche di sigarette, rispettivamente 150 “master cases” da 50 stecche cadauno (doc. B allegato A inc. EF.2010.336).
AP 1, sempre stando all’istanza di sequestro, disponeva e dispone di uno stock di merce superiore alle 150 “master cases,” il cui stoccaggio era compreso nelle prestazioni di cui al mandato di prestazione logistica 10 giugno 2009 (doc. B inc. EF.2010.336). Contestualmente alla firma di tale mandato, ha proseguito l’istante, AO 1 ha così offerto a AP 1 in (sub)locazione uno spazio di 750 (settecentocinquanta) metri quadrati presso il punto franco di __________, al prezzo di USD 80'000.- annui; convinta della correttezza e della buona fede della controparte, essa l’ha per finire sottoscritto il 20 giugno 2009 (doc. C inc. EF.2010.336). Tale contratto, ha spiegato l’istante, è però stato da lei disdetto con effetto al 20 giugno 2010 (doc. D inc. EF.2010.336), giacché tanto il mandato doc. B quanto un altro contratto relativo a un mandato di incasso concluso con la stessa AO 1 erano terminati in quanto non sono stati confermati entro la fine del periodo di prova (doc. E inc. EF.2010.336). AP 1 non era infatti soddisfatta delle prestazioni della convenuta che, di fronte alla nuova situazione, ha subito tentato in ogni modo di impedirle di ricuperare la merce depositata presso gli spazi locati a __________, dove attualmente sono depositate oltre 28'600 stecche di sigarette per un valore, al momento del loro acquisto, di USD 400'000.- (doc. F inc. EF.2010.336). Sta di fatto che durante i tentativi di ricuperare tale merce presso gli spazi di cui al contratto di (sub)locazione doc. C, AP 1 ha scoperto che AO 1 non le ha messo a disposizione nemmeno un metro quadro di magazzino presso il punto franco di __________. Approfittando della fiducia accordatale, rispetti- vamente delle difficoltà di verificare in loco l’effettiva esistenza dello spazio di 750 metri quadrati offerto in locazione nel giugno 2009, AO 1 ha infatti indotto l’istante a sottoscrivere il relativo contratto doc. C e a corrispondere canoni di locazione per complessivi USD 80'000.-- pari a fr. 88'641.60 (doc. I inc. EF.2010.336), senza mettere a disposizione alcuno spazio.
Proseguendo il suo esposto, AP 1 ha asserito che nel tentativo di accertare quanto meno lo stato di conservazione della merce (tabacchi lavorati) depositata a __________, essa ha incaricato una terza persona di fare eseguire una ispezione presso il punto franco di __________, dove avrebbe dovuto essere situato l’ente locato di cui al doc. C. Nel suo rapporto quest’ultima ha purtroppo fatto presente che nessuna delle persone da essa contattate ha potuto confermare che, almeno fino a maggio 2009, AO 1 disponesse presso il punto franco di __________ di uno spazio di 750 metri quadrati (doc. G inc. EF.2010.336). La persona in questione, dopo avere eseguito i controlli di cui alla dichiarazione doc. F, ha incaricato una società di __________, attiva a livello mondiale nel campo della certificazione e delle spedizioni di merce, di verificare lo stato di conservazione dei tabacchi depositati negli spazi di cui al doc. C. Risultato dell’indagine: AO 1 non è nota alla società che gestisce il punto franco di __________ a __________ (doc. H inc. EF.2010.336) e, per questa semplice ragione, non può avere messo a diposizione di AP 1 lo spazio offerto in locazione in virtù del contratto doc. C.
Ciò posto, AP 1 ha pertanto giustificato la richiesta di sequestro sulla base di un suo preteso credito volto al rimborso dei canoni di locazione versati indebitamente e ciò ex art. 41 e segg. CO nell’ipotesi in cui la fattispecie che vede coinvolta AO 1 dovesse configurare il reato di truffa, rispettivamente ex art. 97 e segg. CO (inadempimento contrattuale), rispettivamente ex art. 62 e segg. CO (indebito arricchimento); credito ammontante ad almeno fr. 88'641.60 pari a USD 80'000.00. Il tutto sulla base del titolo di sequestro di cui all’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, secondo cui il creditore può chiedere il sequestro dei beni del debitore quando esso “non dimora in Svizzera, se non vi è altra causa di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera o si fondi su di una sentenza esecutiva o di un riconoscimento di debito”. AO 1, ha fatto puntualizzato l’istante, ha sede a __________ ed è pertanto da considerare un debitore all’estero, ritenuto che l’apertura di una sua succursale a __________ non osta alla concessione del sequestro, il contratto di locazione doc. C, avente per oggetto degli spazi siti a __________, essendo infatti stato sottoscritto da AO 1, __________ e non da AO 1, __________, succursale di __________.
C. Il 24 giugno 2010 il Pretore __________ ha ordinato il sequestro come richiesto (EF.2010.336).
D. Il 12 luglio 2010 AO 1 ha inoltrato opposizione al sequestro, contestando non solo il credito di controparte, ma anche l’esistenza della causa di sequestro dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF (domicilio all’estero del debitore), per il fatto che AO 1 ha sì la sede a __________, ma ha pure una succursale attiva a __________, che comprende degli uffici, due direttori e del personale. A mente dell’opponente torna perciò applicabile l’art. 50 cpv. 1 LEF, secondo cui per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda in Svizzera, i debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla sede della medesima. Essa adduce che tutta l’operazione è stata gestita in Ticino, e non a __________, ove la convenuta ha la sede principale, dalla direttrice della medesima signora __________ (doc. AA/22 inc. EF.2010.360), segnatamente nella succursale sita nel punto franco di __________, da dove venivano curati i contatti con la parte istante e sottoscritta la contrattualistica in calce alla quale veniva pure apportata l’indicazione della succursale di __________ (doc. B/2, C/3, D/4 e E/5 inc. EF.2010.360), sul cui conto andava addossata la stessa, non da ultimo quella relativa alla (sub)locazione. E’ da __________ che sono stati effettati i collegamenti tra le parti per l’invio della merce a __________ e per la consegna dei documenti di spedizione da annettere ai container. Ed è sempre da __________ che sono stati preparati e discussi con la AP 1 e la __________ i giustificativi (bill of lading), intrattenuti colloqui telefonici e incontri tra i rappresentanti della AP 1 e della __________. I fili dell’opera-zione, ha insistito nell’affermare l’opponente, sono stati dunque tirati dalla sede di __________, da dove partiva anche la fatturazione finale (doc.L/10 a BB/23 inc. EF.2010.360). Unico addentellato estero era quello di __________, ove avveniva lo stoccaggio delle master cases, l’imbustaggio e la spedizione delle stecche ai clienti, il tutto sotto gli ordini passati dalla “stanza dei bottoni” di __________. Trattasi perciò, sempre secondo l’opponente, di obbligazioni della convenuta assunte dalla sua succursale di __________. In considerazione dei danni provocati all’opponente dal sequestro, l’istante – ha concluso l’opponente - deve essere astretta al pagamento di una garanzia ex art. 273 LEF.
All’udienza di discussione del 24 settembre 2010 AO 1 si è confermata nella propria opposizione. In risposta alle allegazioni di controparte, AP 1 ha prodotto un proprio memoriale, unitamente ai doc. 1-7, con cui ha chiesto la reiezione dell’opposizione al sequestro. Tra l’altro, pur non contestando che AO 1 abbia una succursale a __________, ha nondimeno rilevato che il suo raggio di azione è però circoscritto dai confini cantonali, mentre che i doc. CC, DD, EE dimostrano invece come controparte sia stata costretta a trasferire a __________ la propria attività o almeno quella parte di essa che vede coinvolta la sequestrante. In replica e in duplica le parti si sono confermate nelle rispettive ragioni. Su richiesta del giudice, AP 1 ha però ridotto l’importo della pretesa creditoria a fr. 72'021.30.
F. Con sentenza del 24 settembre 2010 il Pretore __________ ha accolto l’opposizione di AO 1, annullando il sequestro. Premesso che l’art. 50 cpv. 1 LEF stabilisce che per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda nella Svizzera i debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla sede della medesima se esiste effettivamente un’azienda in Svizzera di un debitore domiciliato all’estero e se le pretese per le quali si vuole procedere in Svizzera in via esecutiva siano state assunte per conto dell’azienda svizzera (sentenza, pag. 3, consid. 3.1), il primo giudice ha anzitutto rilevato che AO 1 con sede principale a __________, possiede una succursale a __________, ossia la AO 1, __________, succursale di __________ (doc. AA/22 inc. EF.2010.360). Dalla documentazione agli atti, ha proseguito lo stesso giudice, risulta altresì che dalla succursale di __________, che dispone di uffici situati nello __________ del Punto Franco di __________, viene gestito un commercio internazionale di tabacchi (doc. AA/22, HH/29, II/30, LL/31, MM/32, NN/33, OO/34) e che questa attività è effettivamente svolta da AO 1 succursale di __________ ( doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento, BB/23 e M/11). L’esistenza di una azienda deve perciò, secondo il Pretore, essere ritenuta più che provata, tanto che il contratto sul quale la parte istante fonda il sequestro risulta concluso in Svizzera, sulla base del formulario allestito dalla CATEF, per gli enti locati in Ticino, sulla scorta delle norme svizzere sul contratto di locazione, con l’indicazione specifica, quale locatore, di “AO 1, __________”, malgrado l’ente locato si trovasse a __________ (doc. E/5 inc. EF.2010.360). Ciò posto, ha concluso il primo giudice, si può senz’altro ritenere che, per le obbligazioni che fossero nate a dipendenza di questo contratto e, in genere, delle attività della succursale svizzera di AO 1, esista il foro esecutivo ordinario in Svizzera, previsto dall’art. 50 cpv. 1 LEF, di modo che la causa di sequestro invocata dall’istante (domicilio all’estero del debitore ex art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF) non può essere riconosciuta (sentenza, pag. 4, consid. 3.2).
G. Con il presente appello AP 1 chiede in via principale di confermare invece il sequestro ordinato il 24 giugno 2010, ritenendo anzitutto di avere reso verosimile il preteso credito posto a fondamento dell’istanza di sequestro e l’esistenza in Svizzera di beni da sequestrare e dissentendo poi dalla conclusione del Pretore, secondo cui sussisterebbe un foro esecutivo ordinario in Svizzera ex art. 50 cpv. 1 LEF per promuovere esecuzione contro l’opponente. E’ infatti pacifico, assevera l’appellante, che i mandati di cui di doc. B/2 e C/2 inc. EF.2010.360 prevedevano l’elaborazione, da parte di AO 1, delle vendite online effettuate da AP 1, facendo capo alle infrastrutture logistiche della stessa controparte negli Emirati Arabi Uniti presso il punto franco di __________. Dagli atti, sempre secondo l’appellante, emerge inoltre che AO 1 è attiva a livello internazionale con più stabilimenti permanenti in Svizzera e a __________. Un’azienda ai sensi dell’art. 50 LEF, obietta l’appellante, è un concetto più ampio di quello di succursale, nel senso che può essere definita come una “private geschäftliche Leistungseinheit (“Zweigbetrieb”), die in der Schweiz Sachgüter oder Dienstleistungen für Dritten gegen Entgelt produziert un deren Inhaber im Ausland domiziliert ist “(appello ,a pag. 5-6 con riferimento a BS- SchKG, n. 9 ad art. 50 LEF). Essa non necessita di iscrizione a registro di commercio. Controparte, puntualizza l’appellante, ha uno stabilimento permanente, almeno ai sensi dell’art. 50 LEF, anche negli Emirati Arabi Uniti, luogo di smistamento, imballaggio, francatura e spedizione delle vendite online di tabacchi. La tesi di controparte fatta propria, almeno in parte, dal Pretore, non può pertanto essere seguita: giacché la Succursale (o un’azienda ai sensi dell’art. 50 LEF), di AO 1 può assumere obbligazioni a suo conto in Svizzera e non in uno stato terzo come gli Emirati Arabi Uniti, dove, semmai, essa ha costituito, di fatto, un’altra succursale o un altro stabilimento. In altre parole, fa presente l’appellante, una succursale (o una azienda ai sensi della LEF) non può, a sua volta, costituire di fatto una stabilimento permanente all’estero (“succursale quadrato”); nella misura in cui AO 1, Succursale di __________, ha assunto obblighi nei confronti di AP 1 relativamente all’attività svolta a __________, lo ha fatto a nome e per conto della sede principale di __________. AO 1, conclude l’appellante, deve perciò essere considerata una persona all’estero ai sensi dell’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, per cui l’art 50 cpv. 1 LEF non osta alla conferma del sequestro.
In via subordinata AP 1 chiede il rinvio degli atti alla Pretura per nuova giudizio.
H. Con osservazioni dell’8 novembre 2010 AO 1 chiede la reiezione dell’appello.
considerato
In diritto:
1. La decisione del giudice del sequestro – sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. rieser, Basler Kommentar zum SchKG ad art. 278) – che statuisce sull’opposizione (si sensi dell’art. 278 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere impugnata entro dieci giorni davanti all’autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell’appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8’000.-. L’autorità superiore deve verificare – sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti – se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dai creditori - contestate dalla controparte – è raggiunto il grado di verosomiglianza necessario per mantenere il provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (ammon/walther, Grundriss des Schuldbetreibungs-und Konkursrechts, 7a ed., Berna 2003, n. 74 ad § 51; reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1998/II, pag. 482).
2. Le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio attitatorio nonché le massime di celerità nonche di concentrazione (Piégat, La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit de séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 seg., con rif.; artho von gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.). Detto altrimenti, il giudice non agisce d’ufficio, esamina solo ciò che è allegato e decide unicamente in base alle prove addotte e che possono essere assunte seduta stante, salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non contumace (vogel/spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12 ad cap. 10).
Il giudice può accontentarsi della semplice verosomiglianza ed esaminare sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l’esigenza di celerità (hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo, n. 453; piégat, op. cit. pag. 212; artho von guten, op. cit. pag. 85 segg.; gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LEF).
Inoltre, i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d’immediato riscontro nei documenti che considerano determinanti.
3. In virtù dell’art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell’ambito del ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo giurisprudenza di questa Camera (CEF 29 luglio 2010, inc. n. 14.2010.43, consid. 3 con richiami), sono ricevibili sia fatti sia prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l’emanazione della sentenza di primo grado, sia quelli verificatisi prima. La possibilità di addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre nuovi mezzi di prova (vogel/spühler, op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe frustrata, poiché i fatti nuovi devono anch’essi essere resi verosimili per poter avere un influsso sulla decisione. Per evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le allegazioni nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino allo scambio degli allegati in sede di appello (CEF 29, sentenza citata, consid. 3 con richiami). Le limitazioni di cui all’art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in materia di sequestro (art. 22 cpv. 4 LAEF).
4. Giusta l’art. 272 cpv. 1 LEF , il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l’esistenza:
1. del credito;
2. di una causa di sequestro;
3. di beni appartenenti al debitore.
Controversa in concreto è anzitutto l’esistenza di una valida causa di sequestro che la procedente fonda sull’art. 271 cpv. 1 n. 4 LEF, secondo cui per i crediti scaduti, in quanto non garantiti da pegno, il creditore può chiedere il sequestro quando il debitore non dimori in Svizzera, se non vi è un’altra causa di sequestro, ma il credito abbia un legame sufficiente con la Svizzera o si fondi su un sentenza esecutiva o su un riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF. Farebbe infatti difetto, secondo l’opponente e il primo giudice, il requisito del domicilio all’estero del debitore, segnatamente della convenuta, ciò che comporta ipso facto l’ammissione dell’opposizione al sequestro. Ora, come correttamente rilevato nel giudizio impugnato, per debitore che non dimori in Svizzera, bisogna intendere la mancanza, in Svizzera, di un foro d’esecuzione ordinario (art. 46 LEF), rispettivamente speciale (art.48-52 LEF), ove poter promuovere l’esecuzione nei suoi confronti (hunkeler, SchKG-Kurzkommentar, Basilea 2009, n. 9 ad art. 271). Sennonché, trattandosi nel caso in esame di un debitore, segnatamente di una persona giuridica con domicilio all’estero (ossia con sede principale a __________), questi(a) non dispone però di un foro esecutivo ordinario in Svizzera ex art. 46 LEF (foro ordinario d’esecuzione: domicilio del debitore, rispettivamente sede della società). Rimane perciò soltanto aperta l’ipotesi di un foro esecutivo speciale, segnatamente di quello del debitore domiciliato all’estero ex art. 50 cpv. 1 LEF.
5. Giusta l’art. 50 cpv. 1 LEF, per le obbligazioni assunte a conto di una loro azienda nella Svizzera i debitori domiciliati all’estero possono essere escussi alla sede della medesima. Ora, un procedimento (esecutivo) contro un debitore domiciliato all’estero al luogo della sua azienda in Svizzera per obbligazioni assunte da quest’ultima, richiede, cumulativamente, che il debitore possieda in Svizzera una sua azienda e che il debito posto in esecuzione concerna la stessa azienda e non il domicilio principale, rispettivamente la sede principale all’estero (hunkeler, op. cit. n. 3 ad art. 50). L’azienda con sede in Svizzera – tale è il caso per una succursale (schmid, Basler Kommentar zum SchKG, vol. I, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 7 ad art. 50 LEF) - deve ancora esistere al momento dell’esecu-zione, bastando al riguardo in ogni modo che essa non sia ancora stata liquidata (DTF 114 III 10, 11). Senza importanza è invece la natura (contrattuale o per atto illecito) dell’obbligazione assunta dall’azienda svizzera, ritenuto che ciò che conta è che la stessa “muss sich nur aus dem Betrieb der Geshäftsnieder-lassung ergeben haben” (hunkeler, op. cit. loc. cit; cfr. anche schmid, op. cit. n. 11 ad art. 50 LEF). Sapere se il debito concerne effetti- vamente l’azienda in Svizzera e non, per contro, la sede principale all’estero del debitore è una questione di fondo da porsi nella procedura sommaria di rigetto dell’opposizione (DTF 114 III 10), segnatamente - nel caso in esame - nella procedura di opposizione al sequestro. Se è data un’azienda in Svizzera ex art. 50 LEF, è invece una questione, nell’ambio della procedura esecutiva, da dirimere nella procedura di ricorso davanti all’autorità di vigilanza ex art. 17 LEF (hunkeler, op. cit. n. 4 e 7 art. 50; DTF 47 III 16).
Al foro (speciale) esecutivo ex art. 50 cpv. 1 LEF soggiacciono, come visto, soltanto obbligazioni dell’azienda derivanti dalla sua attività commerciale in Svizzera (DTF 59 III 5; 47 III 16; schmid, op. cit., n. 11 ad art. 50 LEF, il che esclude la via esecutiva speciale per obbligazioni del debitore alla sua sede all’estero (hunkeler, op. cit., n. 7 ad art. 50). Per essere compatibili con l’art. 50 cpv. 1 LEF, deve trattarsi, in altri termini, di obbligazioni “die gegenüber der Schweizer Niederlassung <<effektiv und originär begründet wurden>>” (hunkeler, op. cit., n. 12 ad art. 50 ).
6. Stando agli accertamenti contenuti nell’impugnato giudizio (pag. 4, consid. 3.2), AO 1 con sede (principale) a __________ possiede una succursale a __________, la AO 1, __________, succursale di __________ (doc. AA/22 inc. EF.2010.360). Sempre stando alla sentenza impugnata, dal fascicolo processuale risulterebbe che detta succursale dispone di uffici situati nello __________ del Punto Franco di __________, che dalla stessa viene gestito un commercio internazionale di tabacchi (doc. AA/22, HH/29, II/30, LL/31, MM/32, NN/33 e OO/34) e che questa attività viene effettivamente svolta da AO 1 succursale di __________ (doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento, e doc. BB/23 e M/11). Orbene, di fronte a riscontri del genere, del resto non contestati, ben si può affermare che AO 1, __________, succursale di __________, costituisce un’azienda ai sensi dell’art. 50 cpv. 1 LEF.
Quanto al secondo requisito, ossia all’esistenza di obbligazioni assunte a conto dell’azienda dell’opponente in Svizzera, il primo giudice ha – come visto – considerato decisivo il fatto che il contratto (doc. E/5), sul quale la sequestrante ha fondato il sequestro, ossia il credito derivante da presunte inadempienze della citata pattuizione da parte della locatrice, risulta concluso in Svizzera, sulla base del formulario allestito dalla CATEF, per gli enti locati che si trovano in Ticino, come pure sulla scorta delle norme svizzere sul contratto di locazione, con l’indicazione, specifica, quale locatore, di “AO 1, __________”; il che fa ritenere, sempre secondo lo stesso giudice, che per le obbligazioni che fossero nate a dipendenza del contratto in rassegna e, in genere, delle attività della succursale svizzera di AO 1, esista un foro esecutivo ordinario (recte: speciale) in Svizzera, previsto dall’art. 50 cpv. 1 LEF (sentenza, pag. 4, consid. 3.2).
7. Tale conclusione va condivisa. Benché l’oggetto della locazione (doc. E/5) fosse situato all’estero, ossia a __________, e benché le parti abbiano eletto il foro di situazione dell’ente locato per qualsiasi contestazione che potesse sorgere a dipendenza dello stesso contratto, come si evince dalla pag. 6 in fondo (questione da non confondere con il foro esecutivo), non vi è dubbio che AO 1 abbia assunto le obbligazioni derivanti dal citato contratto di locazione nella sua qualità di succursale con sede a __________, avendo essa non soltanto sottoscritto tale contratto a __________ mediante un suo organo (la direttrice __________, con diritto di firma individuale; doc. AA/22), firmandolo come AO 1, __________, ma avendo essa fatto capo – unitamente alla controparte – sia contratto tipo CATEF sia al codice delle obbligazioni svizzero per quanto riguarda il diritto applicabile, come si evince dalle singole clausole contrattuali. Che quanto stipulato mediante il contratto doc. E/5 sia da mettere in relazione all’attività in Ticino di AO 1 quale succursale con sede propria a __________ lo si evince con ogni evidenza anche dalle altre pattuizioni, segnata- mente dal mandato di prestazione logistica del 10 giugno 2009 (doc. C/3), dal complemento allegato A 13 gennaio 2010 al mandato di gestione logistica (doc. B/2) e dal mandato 25 settembre 2009 (doc. D/4) – pattuizioni connesse con il contratto di locazione – nelle quali come mandataria figura sempre la AO 1, __________ nella sua funzione di fornitrice di prestazioni derivanti dalla sua attività di succursale con sede a __________ (cfr. anche i doc. 1 e 2 prodotti al dibattimento). Di fronte a riscontri del genere si rilevano prive di pregio le considerazioni dell’appellante, con le quali essa, in buona sostanza, si propone di rendere verosimile lo scenario secondo cui, in fin dei conti, AO 1 avrebbe assunto obbligazioni a suo conto non in Svizzera, ma in uno Stato estero, costituendo di fatto un’altra succursale o un altro stabilimento permanente in quel paese, in modo da far ritenere che AO 1, succursale di __________, avrebbe assunto obblighi nei confronti di AP 1 relativamente all’attività svolta a __________, non a nome proprio, ma a nome e per conto della sede principale a __________. Il contenuto delle diverse pattuizioni, segnatamente per quanto qui di rilievo nel doc. E/5 (causale posta alla base dell’istanza di sequestro) non è infatti compatibile, come a giusta ragione rilevato dal Pretore, con un’ipotesi del genere.
8. Ne discende pertanto la reiezione dell’appello, con conseguente conferma della sentenza impugnata. Tassa di giustizia e indennità seguono la soccombenza dell’appellante (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OLEF).
Per questi motivi,
richiamata la OTLEF
pronuncia:
1. L’appello è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 750.-, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico, con l’obbligo di rifondere a AP 1 fr. 1'500.- di indennità.
3. Intimazione a:
-,
-,.
Comunicazione alla Pretura __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
Trattandosi di misura cautelare, ritenuto che il valore litigioso della vertenza può essere stabilito in fr. 72'021.30, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 4, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 segg. LTF), con la limitazione di cui all’art. 98 LTF.