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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.10.2010 14.2010.75

7 octobre 2010·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·2,739 mots·~14 min·3

Résumé

Opposizione al sequestro. Legittimazione. Appartenenza dei beni sequestrati al debitore. Assistenza giudiziaria

Texte intégral

Incarto n. 14.2010.75

Lugano 7 ottobre 2010 EC/fp/fb

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will

Segretario:

Cassina, vicecancelliere

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile (inc. EF. 2010.849 della Pretura __________ promossa con opposizione 8 marzo 2010 da

 AP 1  patrocinato dall’   PA 2   

contro  

il sequestro 1° marzo 2010 (inc. EF.2010.714) richiesto nei confronti dell'opponente da

1.  AO 1 

2.  AO 2 

entrambi patrocinati dall’   PA 1   

in cui il Pretore __________con decisione 26 agosto 2010 ha respinto l'opposizione e, di conseguenza, confermato il sequestro, e ha pure respinto la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio;

appellante AP 1 con allegato 2 settembre 2010, con cui postula la riforma del giudizio impugnato nel senso di accogliere l'opposizione e di revocare il sequestro e l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio;

preso atto che i sequestranti non hanno presentato osservazioni all'appello;

ritenuto

in fatto:                      A.      Con istanza 26 febbraio 2010 AO 1 e AO 2, __________ (__________), hanno chiesto al Pretore __________ nei confronti di AP 1, __________, il sequestro in base all'art. 271 cpv. 1 n. 5 LEF per CHF 18'830.95 della “quota sociale di CHF 19'000.00 attinente alla società __________ Sagl, __________, di pertinenza di AP 1”. Gli istanti fondano il loro credito su sei attestati di carenza beni emessi il 4 agosto 2000 dall’Ufficio esecuzione e fallimenti di __________ e ceduti loro in data 24 febbraio 2010 dal Comune di __________ __________.

                                     B.      Il 1° marzo 2010 il Pretore ha ordinato il sequestro come richiesto.

                                     C.      L’8 marzo 2010 AP 1 ha formulato opposizione al sequestro asserendo che la cessione di credito del 24 febbraio 2010 sarebbe nulla perché i crediti del Comune di __________ __________ sarebbero prescritti, visto che risalirebbero ad oltre dieci anni.

                                     D.      Il 18 marzo 2010 AP 1 ha chiesto di essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria asserendo che la sua situazione finanziaria non gli permetterebbe di far fronte al pagamento della tassa di giustizia. Egli infatti guadagnerebbe quale dipendente della __________ Sagl un salario mensile lordo di CHF 1'800.00, sarebbe al beneficio di una rendita AI di CHF 1'071.00 mensili e dovrebbe far fronte al pagamento di un canone di locazione di CHF 700.00 mensili.

                                     E.      Con decreto 23 marzo 2010 il Pretore ha respinto l’istanza di assistenza giudiziaria. A mente del Pretore i documenti prodotti dall’istante a comprova del proprio stato di indigenza -ossia la dichiarazione di salario, la dichiarazione dei salari e degli assegni familiari e il contratto di locazionein quanto tutti sottoscritti dallo stesso istante, costituirebbero delle affermazioni di parte non sufficienti per ottenere la concessione del beneficio dell’assistenza giudiziaria in assenza dell’apposito certificato municipale e di altri atti ufficiali attestante i suoi redditi.

                                     F.      Al contraddittorio del 26 agosto 2010 AP 1 ha argomentato che la quota sociale di CHF 19'000.00 della __________ Sagl non sarebbe di sua proprietà ma apparterrebbe al padre __________ __________. Il sequestrato ha chiesto di essere ammesso al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio perché egli sarebbe indigente, la procedura avrebbe probabilità di esito favorevole e sarebbe necessaria la designazione di un patrocinatore.

                                              I sequestranti hanno osservato che l’affermazione dell’opponente secondo cui i beni sequestrati non sarebbero di sua proprietà sarebbe infondata e palesemente contraria alle stesse affermazioni del debitore.

                                     G.      Con sentenza 26 agosto 2010 il Pretore __________ ha respinto sia l'opposizione, confermando il sequestro, sia - di nuovo -la domanda di assistenza giudiziaria e di gratuito patrocinio.

                                              A mente del Pretore la tesi dell’opponente, secondo cui quanto sequestrato apparterrebbe al padre, non andrebbe seguita. Infatti tale affermazione sarebbe smentita dai doc. A e B dai quali emerge in modo inconfutabile l’appartenenza all’opponente delle quote sociali della __________ Sagl. I documenti 4 e 5, sottoscritti da __________ __________, e in base ai quali la quota gli sarebbe stata ceduta dal figlio, sarebbero infatti superati dai doc. A e B. La dichiarazione, sempre dello stesso __________ __________, del 2 agosto 2010 sarebbe stata allestita per bisogni di causa, motivo per il quale alla stessa non potrebbe essere conferito alcun valore probatorio. In merito ai crediti ceduti ai procedenti dal Comune di __________ __________, il primo giudice rileva che gli stessi, essendo incorporati in attestati di carenza beni, non sarebbero prescritti.

                                              Il Pretore ha poi nuovamente respinto la domanda di assistenza giudiziaria, malgrado ora l’opponente abbia prodotto il preavviso favorevole del Comune di __________, in quanto la causa non presentava probabilità di esisto favorevole.

                                     H.      Con l’appello AP 1 chiede l’accoglimento dell'opposizione, la revoca del sequestro e l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

                                              L’appellante evidenzia che con l’introduzione del nuovo diritto riguardante le società a garanzia limitata per il trasferimento delle quote sociali non sarebbe più necessario l’atto pubblico ma sarebbe sufficiente la forma scritta, che l’indicazione di una persona a registro di commercio avrebbe unicamente effetto dichiarativo e che il trasferimento delle quote sociali avrebbe validità dal momento della firma della cessione e non dal momento dell’iscrizione nel registro di commercio. Per questi motivi la quota sociale sequestrata sarebbe stata validamente trasferita a __________ __________ e quindi l’opposizione andrebbe accolta come pure, in considerazione di queste motivazioni, la domanda di concessione dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio.

                                   I.          AO 1 e AO 2 non hanno presentato osservazioni all’appello.

Considerando

in diritto:                    1.      La decisione del giudice del sequestro -sia essa di annullamento o di conferma del sequestro (cfr. Reiser, Basler Kommentar zum SchKG, vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 44-45 ad art. 278)- che statuisce sull'opposizione (ai sensi dell'art. 278 cpv. 1 LEF) interposta dal debitore destinatario del sequestro o da un terzo, può essere impugnata entro dieci giorni davanti all'autorità giudiziaria superiore (art. 278 cpv. 3 primo periodo LEF), nel Cantone Ticino la Camera di esecuzione e fallimenti, con il rimedio dell'appello (art. 22 LALEF nonché 14 e 22 lett. c LOG), e ciò qualora il valore litigioso sia pari o superiore a fr. 8'000.–. L'autorità superiore deve verificare -sulla base delle allegazioni e dei documenti prodotti dalle parti- se nel caso concreto in relazione al realizzarsi delle condizioni del sequestro addotte dai creditori -e contestate dalla controparteè raggiunto il grado di verosimiglianza necessario per il mantenimento del provvedimento conservativo, atteso che in caso negativo annullerà la decisione del giudice di prime cure che ha confermato il sequestro, rispettivamente confermerà la decisione che lo ha annullato, riservate soluzioni intermedie (Amonn/ Walther, Grundriss des Schuldbetreibungsund Konkursrechts, 8a ed., Berna 2008, n. 74 ad § 51; Reeb, Les mesures provisoires dans la procédure de poursuite, in: ZSR 1997/II, pag. 482).

                                     2.      Le decisioni in materia di sequestro, in tutte le istanze, sottostanno alla procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono tale procedura devono rispettare la massima dispositiva, il principio attitatorio nonché le massime di celerità e di concentrazione (Piégai, La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 seg. con rif.; Artho von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.). Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti e che possono essere assunte seduta stante, salvo che il fatto allegato sia stato ammesso o non contestato dalla controparte non contumace (Vogel/Spühler, Grundriss des Zivilprozessrechts, 7a ed., Berna 2001, n. 24 ad cap. 6 e n. 12 ad cap. 10).

                                               Il giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti ed esaminare sommariamente i punti di diritto nella misura compatibile con l'esigenza di celerità (Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho von Gunten, op. cit., pag. 85 segg.; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 10-15 ad art. 272). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF).

                                               Inoltre, i principi di celerità e di concentrazione impongono in particolare alle parti alte esigenze di motivazione per poter giungere a un giudizio sollecito. Esse devono sostanziare le loro tesi con riferimenti puntuali e d'immediato riscontro nei documenti che considerano determinanti.

                                     3.      In virtù dell'art. 278 cpv. 3 LEF, le parti possono, nell'ambito del ricorso contro la decisione su opposizione, avvalersi di fatti nuovi. Secondo la giurisprudenza di questa Camera (CEF 10 aprile 2000 [14.1999.82], consid. 1.5e; 30 ottobre 2001 [14.2001.75], consid. 1.5e) sono ricevibili sia fatti, prove ed eccezioni nuovi che si sono verificati dopo l'emanazione della sentenza di primo grado, sia quelli verificatisi prima. La possibilità di addurre fatti nuovi comprende logicamente quella di produrre nuovi mezzi di prova (Vogel/Spühler, op. cit., n. 42 ad cap. 13), altrimenti tale facoltà rimarrebbe frustrata, poiché i fatti nuovi devono anch'essi essere resi verosimili per poter avere un influsso sulla decisione. Per evidenti ragioni pratiche, riconducibili al principio di celerità, i fatti e le allegazioni nuovi di ogni tipo possono essere addotti solo fino alla fase dello scambio degli allegati in sede di appello (CEF 5 luglio 1999 [14.1999.3], consid. 3). Le limitazioni di cui all'art. 20 cpv. 2 e 3 LALEF non sono applicabili in materia di sequestro (art. 22 cpv. 4 LALEF).

                                               È così ammissibile il nuovo documento (doc. C, libro delle quote) che l’opponente produce contestualmente all'appello.

                                     4.      Giusta l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

                                               1. del credito;

                                               2. di una causa di sequestro;

                                               3. di beni appartenenti al debitore.

                                              Nel caso specifico l'appellante con il gravame di data 2 settembre 2010 contesta che quanto sequestrato gli appartenga.

                                     5.      Il sequestro può colpire soltanto beni di proprietà del debitore rispettivamente crediti di cui egli è titolare (art. 272 cpv. 1 n. 3 LEF; DTF 105 III 112), atteso che secondo la costante giurisprudenza del Tribunale federale determinante è in linea di principio la realtà giuridica e non quella economica (DTF 107 III 104 consid. 1; Amonn/Walther, op. cit., n. 7 ad §51): sono quindi esclusi dal sequestro, in quanto considerati beni di terzi, tutti quelli che secondo le regole del diritto civile appartengono ad una persona fisica o giuridica diversa dal debitore sequestrato (DTF 106 III 89, 105 III 112). Soltanto in casi eccezionali si può tenere conto dell'identità economica fra il debitore escusso e il terzo (DTF 105 III 112-113, 102 III 165 segg.). Pertanto, nella misura in cui i beni di cui è chiesto il sequestro si trovino in possesso di un terzo o figurino a nome di un terzo, il creditore sequestrante deve rendere verosimile che quei beni appartengono in realtà al debitore sequestrato (cfr. art. 272 cpv. 1 n. 3 LEF; Messaggio concernente la revisione della LEF dell'8 maggio 1991, in: FF 1991 III pag. 1 19; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG,  vol. III, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, n. 61 segg. ad art. 271 e n. 25 e 26 ad art. 272; CEF del 18 ottobre 2005 [14.2005.67], consid. 3).

                                     6.      In casu appare sufficientemente verosimile, perché si possa confermare il sequestro, che la quota sociale di fr. 19'000.-- della __________ Sagl sia di proprietà di AP 1. Contrariamente a quanto da lui preteso la documentazione agli atti è insufficiente ad inficiare l’apparente titolarità dell’appellante sulla quota sociale sequestrata. Infatti in aperta contraddizione a quanto emerge dai doc. 6 e 5, del 28 dicembre 1999 rispettivamente del 18 gennaio 2001, in base ai quali AP 1 avrebbe ceduto al padre la quota sociale, il 7 maggio 2009 lo stesso AP 1 ha dichiarato esplicitamente alla Pretura di __________ (__________) di essere il “titolare” della società, circostanza che, unitamente al fatto che la cessione mai è stata iscritta nel registro di commercio, fa sorgere il dubbio che i doc. 5 e 6 possano essere stati allestiti solo per evitare il pignoramento della quota nell’ambito delle esecuzioni allora promosse contro l’opponente dal Comune di __________ __________ (cfr. doc. 9). In considerazione di questa circostanza, anche l’ulteriore documentazione prodotta da AP 1, in base alla quale egli successivamente avrebbe nuovamente ceduto la quota sociale al padre (doc. C, D e doc. C prodotto con l’appello), che come rilevato dal Pretore sembrerebbe essere stata allestita per bisogni di causa, non è sufficiente a mettere ragionevolmente in dubbio l’apparente titolarità dell’appellante sulla quota sociale sequestrata, tanto più che contrariamente all’obbligo imposto dall’art. 791 CO la cessione nemmeno è stata iscritta nel registro di commercio.

                                     7.      A titolo abbondanziale va rilevato che, anche volendo ammettere che __________ __________ sia giuridicamente titolare della quota sociale sequestrata, secondo la giurisprudenza di questa Camera (cfr. CEF 10 ottobre 2003 [14.03.64]; 9 gennaio 2004 [14.03.80], cons. 5.2), è irricevibile per carenza di gravamen (carenza d'interesse giuridico) l'opposizione contro un decreto di sequestro, risp. il ricorso contro la decisione su opposizione, quando l'opponente/ricorrente, in qualità di debitore sequestrato, si limita a contestare di essere proprietario dei beni sequestrati senza rendere verosimile di subire pregiudizi concreti dal blocco di beni (asseritamente) altrui. Trattandosi di presupposto processuale, l'esistenza di un interesse giuridico dell'opponente va esaminato d'ufficio. Orbene, AP 1, se la quota sociale sequestrata non fosse sua, non avrebbe reso verosimile di essere pregiudicato nei suoi interessi personali, attuali e concreti.

                                     8.      AP 1 chiede l’ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e la concessione del gratuito patrocinio.

                                               Risulta dalla legge cantonale sul patrocinio d’ufficio e sull’assistenza giudiziaria (Lag, RL 3.1.1.7) che l’assistenza giudiziaria è concessa alle condizioni cumulative seguenti:

                                                  –   il richiedente è una persona fisica indigente (art. 3);

                                                  –   la procedura per la persona richiedente presenta probabilità di esito favorevole e una persona ragionevole e di condizioni agiate non rinuncerebbe alla procedura a causa delle spese che questa comporta (art. 14 cpv. 1 a contrario);

                                                  –   per il gratuito patrocinio vi è necessità oggettiva di patrocinio (art. 14 cpv. 2 a contrario), ossia:

                                                      –   la persona richiedente non è in grado di procedere con atti propri, o

                                                      –   la designazione di un patrocinatore è necessaria alla corretta tutela dei suoi interessi, oppure

                                                      –   la causa presenta difficoltà particolari.

                                              La necessità oggettiva di un patrocinio è data quando il ricorrente, privo di nozioni giuridiche adeguate, è colpito in modo rilevante dal provvedimento impugnato e le questioni di diritto da risolvere sono complesse.

                                               Nel caso di specie l’appello dell’opponente non presentava la benché minima possibilità di esisto favorevole, ritenuto che lo stesso è, per i motivi sopra addotti, ampiamente infondato, non essendo AP 1 riuscito a mettere ragionevolmente in dubbio l’apparente sua titolarità di quanto sequestrato. Inoltre, anche nell’ipotesi ciò gli fosse riuscito, l’opposizione da lui interposta non presentava probabilità di esito favorevole, dal momento che, come visto in precedenza, l'escusso che pretende che i beni sequestrati sono di terzi non è pregiudicato nei propri interessi e pertanto non è legittimato a interporre opposizione al decreto di sequestro.

                                              Per questo motivo la richiesta di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio presentata da AP 1 deve essere respinta.

                                         9.   In conclusione, la sentenza impugnata è confermata, mentre l'appello è respinto. La tassa di giustizia segue la soccombenza dell'appellante, mentre non si assegnano indennità, in quanto gli appellati non hanno presentato osservazioni (art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 272 cpv. 1, 278 cpv. 1 e 3 LEF; 20 cpv. 2 e 3, 22 LAEF; 14 e 22 LOG; 1, 3, 14 cpv. 1 e 2 Lag; 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF

pronuncia:

1.L'appello è respinto.

                                   2.   La domanda di ammissione al beneficio dell’assistenza giudiziaria e del gratuito patrocinio è respinta.

                                   3.   La tassa di giustizia della presente decisione di fr. 270.-- è posta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

                                   4.    Intimazione:

                                              - __________. PA 2, __________;

                                              - __________. PA 1, __________ (__________).

                                         Comunicazione alla Pretura __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                      Il segretario

Giacché il valore litigioso della vertenza, di fr. 19'000.-- (art. 11 lett. a CPC) non raggiunge il limite di legge di fr. 30'000.-, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione, solo se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 cpv. 2 lett. a LTF).

Nello stesso termine è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, anche ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF).

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