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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 07.10.2010 14.2010.65

7 octobre 2010·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·2,365 mots·~12 min·4

Résumé

Sequestro. Tempestività delle osservazioni. Competenza. Ricevibilità dell'appello. Nova non ammessi. Grado di verosimiglianza

Texte intégral

Incarto n. 14.2010.65

Lugano 7 ottobre 2010 B/fp/fb  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 1./2 luglio 2010 da

1. AP 1 __________2. AP 2  

Contro  

1. AO 2 2. AO 1, __________

tendente al sequestro del mappale n. __________ RFD __________, limitatamente alla quota C di 2/6 intestata alla debitrice AO 2, rispettivamente alla quota A di 2/6 intestata a AO 1 come debitore solidale, nonché degli affitti e/o pigioni del R__________ P__________ G__________ (conduttrice: B__________ SA, Via __________, __________, affitto mensile fr. 1'300.--), della cauzione, come deposito a garanzia (versato da __________ SA alla firma del contratto 09.04.2006) e dell’affitto dell’appartamento, N__________ G__________, __________, fr. 400.-- al mese;

istanza respinta dal Pretore della Giurisdizione di __________ con sentenza 6 luglio 2010

(EF.__________);

decisione impugnata da AP 2 e AP 1, che con appello

16 luglio 2010 chiedono l’accoglimento dell’istanza;

ritenuto

in fatto:

A.     Con istanza 1./2 luglio 2010 AP 2 e AP 1 hanno chiesto al Pretore della Giurisdizione di __________, in base all’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF di porre sotto sequestro:

“In territorio del Comune di __________ sezione __________ mappale __________, RFD, limitatamente alla quota C di 2/6 intestata alla debitrice. In territorio del Comune di __________ sezione __________ mappale __________, RFD, limitatamente alla quota A di 2/6 intestata a AO 1 come debitore solidale. Gli affitti e/o pigioni del ristorante P__________ G__________, conduttore B__________ SA - via __________ – __________ affitto mensile 1'300.--. La cauzione, come deposito a garanzia, versato dalla B__________ SA, alla firma del contratto, del 09.04.2006. L’affitto dell’appartamento, G__________ N__________ __________, mensile fr. 400.—“

Il tutto sino a concorrenza dei loro crediti.

Gli istanti hanno rilevato che AO 2 si è sottratta ripetutamente all’adempimento dei suoi obblighi, ignorando i loro solleciti e diffide, inviatele anche per il tramite del loro rappresentante legale. Essi hanno sostenuto che esiste un fondato sospetto che la debitrice parta all’estero, essendo il marito di nazionalitâ francese e possedendo un’abitazione secondaria nell’ovest della __________, più precisamente in __________. In merito agli asseriti crediti gli istanti hanno precisato che:

fr. 35'000.-- sono relativi alla quota di 1/6 delle locazioni dal 1995 al 30 settembre 2008, già dedotte le spese ammesse, di spettanza di AP 1, come da richiesta dell’avv. __________ in data 23 marzo 2009 e come da contratto di locazione del 9 aprile 2006;

fr. 35'000.-- sarebbero relativi alla quota di 1/6 delle locazioni dal 1995 al 31 dicembre 2008, già dedotte le spese ammesse, di spettanza di AP 2, come da richiesta dell’avv. __________ in data 23 marzo 2009, come da contratto di locazione del 9 aprile 2006;

fr. 2'593.-- relativi alla quota di 1/6 delle locazioni dal 1. gennaio 2009 al 21 dicembre 2009, già dedotte le spese ammesse in ambito fiscale di spettanza di AP 2, come da contratto di locazione del 9 aprile 2006;

fr. 58'134.-- sono in relazione alla procedura pendente in Pretura, di cui all’inc. __________ a carico di AP 1 e AP 2, promossa con petizione 7 aprile 2006 da B__________ S__________, per il debito in conto corrente n. 3186741/008.000.001 di fr. 58'134.-- più interessi del 3.25% dal 31 dicembre 2001, debito comune che sarebbe “di spettanza di tutti i Comproprietari”.   

                                  B.   Con sentenza 6 luglio 2010 il Pretore della Giurisdizione di Blenio ha respinto l’istanza di sequestro, rilevando che, a prescindere dal grado di verosimiglianza necessario, l’esistenza dell’asserita causa di sequestro non risulta essere stata minimamente sostanziata, nulla figurando agli atti circa l’intenzione dei debitori di stabilirsi all’estero o di sottrarsi ai loro eventuali impegni. Il primo giudice ha poi di transenna osservato che nemmeno i crediti su cui si fonda l’istanza in esame e la proprietà dei beni dei debitori sono stati resi sufficientemente verosimili, atteso che agli atti è stato prodotto unicamente il contratto di locazione in essere tra gli istanti e i convenuti, da una parte e la B__________ SA, dall’altra, avente come oggetto la locazione del R__________ P__________ G__________, con inizio il 14 aprile 2006 e di durata indeterminata.

C.    Con appello 16 luglio 2010 AP 2 e AP 1 chiedono di accogliere l’istanza rilevando che le quote A e C di 2/6 ciascuno del mappale n. __________ RFD di __________ così come gli affitti pagati dalla B__________ SA e da N__________ G__________ sono da sequestrare per i loro crediti generati dagli affitti incassati negli anni. AO 2 gestisce il citato fondo n. __________ a suo piacimento dal 1995, come se tutto fosse di sua proprietà, ignorando i ripetuti solleciti, incassando le pigioni su conti bancari e CCP intestati alla sua persona come pure in contanti.

Gli appellanti ritengono che esiste un fondato sospetto che la debitrice possa trasferire il proprio domicilio in __________, il marito essendo di nazionalità __________ e possedendo quest’ultimo un’abitazione secondaria in __________.

D.    Con osservazioni 25 agosto 2010 AO 2 nega di essere intenzionata a partire per l’estero, rilevando che il fatto che suo marito sia proprietario di un bene immobile in __________ non è sufficiente a rendere verosimile la sua intenzione di fuga all’estero.

AO 1 ha presentato le sue osservazioni con invio postale datato 31 agosto 2010.

Considerato

in diritto:

                                   1.   Secondo l’art. 314 CPC la parte appellata può entro il termine di dieci giorni dalla notificazione dell’atto di appello, presentare le proprie osservazioni ed eccezioni.

                                         L’atto di appello di AP 1 e AP 2 è stato recapitato a AO 1 il 13 agosto 2010. Il termine di 10 giorni per presentare eventuali osservazioni è venuto pertanto a scadere il 23 agosto 2010. Le osservazioni di AO 1 datate 30 agosto 2010 e inviate a questa Camera il 31 agosto 2010 sono pertanto irricevibili per tardività. 

                                   2.   Per crediti non garantiti da pegno il creditore può chiedere il sequestro di beni del debitore, quando sia data una causa di sequestro (art. 271 cpv. 1 n. 1 a 5 LEF). Nel Cantone Ticino per valori superiori a fr. 2'000.-- competente per la concessione del sequestro è il Pretore del luogo in cui si trovano i beni da sequestrare indicati dal creditore (art. 14 cpv. 1 e 16 cpv. 3 LALEF, art. 5 cpv. 1 LOG).

                                   3.   Contro la decisione che rigetta integralmente o parzialmente una domanda di sequestro è dato il rimedio di diritto cantonale dell'appello, a condizione che emani dal Pretore e che il valore litigioso sia superiore a fr. 8'000.– (art. 18 cpv. 1 e 19 LALEF, e il rinvio all'art. 272 LEF; CEF 26 giugno 1998 in re I. Spa c/ P. Spa; 29 maggio 2000 [14.99.83], consid. 1.1-1.6). In tale ipotesi, il legislatore federale ha infatti rinunciato a istituire un rimedio di diritto federale (in particolare la via dell'opposizione ai sensi dell'art. 278 LEF), lasciando tale facoltà ai singoli Cantoni (cfr. Messaggio concernente la revisione della legge federale sulla esecuzione e sul fallimento dell'8 maggio 1991, in: FF 1991 III 123; Stoffel, op. cit., n. 53 ad art. 272). Nel caso concreto il valore litigioso può essere stabilito in fr. 130'727.-- (art. 11 lett. e CPC e 25 LALEF), da cui la ricevibilità dell'appello.

                                   4.   Le decisioni in materia di sequestro vanno pronunciate in procedura sommaria (art. 25 n. 2 lett. a LEF). Le norme cantonali che reggono tale tipo di procedura devono rispettare la massima dispositiva (“Dispositionsmaxime”), il principio attitatorio (“Verhandlungsmaxime”), nonché le massime di celerità e di concentrazione (J. Piégai, La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 213 segg. con rif.; Y. Artho von Gunten, Die Arresteinsprache, tesi Zurigo 2001, pag. 73 segg.). Detto altrimenti, il giudice non agisce d'ufficio, egli esamina solo ciò che è stato allegato e decide unicamente in base alle prove addotte dalle parti (“quod non est in actis, non est in mundo”) e che possono essere assunte seduta stante (“Beweismittelbeschränkung”).

                                         Il giudice può accontentarsi della semplice verosimiglianza dei fatti (“Beweisstrengebeschränkung”) ed esaminare sommariamente i punti di diritto (“prima facie cognitio”), nella misura compatibile con l'esigenza di celerità (F. Hohl, La réalisation du droit et les procédures rapides, tesi Friborgo 1997, n. 453; Gilliéron, Le séquestre dans la LP révisée, in: BlSchK 1995, pag. 138, B; Piégai, op. cit., pag. 212; Artho von Gunten, op. cit., pag. 85 segg.). Il giudice apprezza liberamente le prove (art. 20 cpv. 5 LALEF). Nell'ambito dell'appellazione contro il rifiuto parziale o integrale del sequestro, non sono ammessi allegazioni e mezzi di prova nuovi – cosiddetti “nova” (CEF 29 maggio 2000 [14.99.83], consid. 1.9; art. 321 cpv. 1 lett. b CPC e, a contrario, 22 cpv. 4 LALEF).

                                         Ai fini del presente giudizio è pertanto irricevibile il decreto di sequestro 1. luglio 2010 del Pretore del Distretto di __________ prodotto in appello quale doc. D, insieme ad ogni riferimento ad esso ricondotto (appello, pag. 2 n. 2 e 3), lo scritto 23 marzo 2009 dell’avv. __________ all’avv. __________, prodotto in appello quale doc. E e lo scritto 15 giugno 2010 di AP 2 inviato pure all’avv. __________, prodotto in appello quale doc. F.

                                   5.   Vi è verosimiglianza quando esiste una certa probabilità che i fatti allegati corrispondano al vero (Piégai, op. cit., n. 792, pag. 173). Il grado di verosimiglianza richiesto è oggetto di apprezzamenti divergenti. Secondo questa Camera, la verosimiglianza è data a due condizioni cumulative (CEF 15 maggio 2002 [14.2002.6], consid. 1.5d):

                                         1)   vi è un “inizio di prova” (“commencement de preuve”, DTF 107 III 36, 39 e 40, cons. 3 e 5; Stoffel, op. cit., n. 3 ad art. 272), ossia indizi oggettivi e concreti a conforto della tesi del sequestrante, non bastando di regola fatture o altri elementi allestiti unilateralmente dal sequestrante o da suoi organi o persone ausiliarie (CEF 13 agosto 2004 [14.04.71], consid. 1.2);

                                         2)   dall'esame degli allegati e mezzi di prova si ricava l'impressione che i fatti rilevanti per il giudizio si siano comunque realizzati, pur senza poter escludere la probabilità nello stesso ordine di grandezza di una realtà di segno opposto; detto altrimenti, si ha verosimiglianza (semplice) quando sono possibili anche altre soluzioni altrettanto probabili; viceversa, un fatto è da ritenere inverosimile quando si ha la netta impressione che i fatti si siano svolti diversamente da quanto affermato dal sequestrante.

                                   6.   Giusta l'art. 272 cpv. 1 LEF, il sequestro viene concesso dal giudice del luogo in cui si trovano i beni, purché il creditore renda verosimile l'esistenza:

                                         1. del credito;

                                         2. di una causa di sequestro;

                                         3. di beni appartenenti al debitore.

                                         Causa di sequestro

                                         Gli appellanti reputano adempiuta la causa prevista dall’art. 271 cpv. 1 n. 2 LEF, che consente al creditore di chiedere il sequestro dei beni del debitore quando questi, nell’intenzione di sottrarsi all’adempimento delle sue obbligazioni, trafughi i suoi beni, si renda latitante o si prepari a prendere la fuga.

                                         La realizzazione di questa causa di sequestro presuppone la riunione di una circostanza oggettiva (trafugamento di beni, latitanza o preparazione alla fuga) e di una circostanza soggettiva (intenzione di sottrarsi all'adempimento delle sue obbligazioni) (Amonn/Walther, op. cit., n. 13 ad §33 e n. 14 ad §51; Stoffel, op. cit., n. 62-64 ad art. 271). Le circostanze oggettive possono consistere nella fuga o nella preparazione alla fuga del debitore. Decisiva non è un partenza normale, bensì la rinuncia al domicilio (e con ciò al foro esecutivo), senza la costituzione di uno nuovo. Determinante è una partenza che desti sospetti. Indizi sono tutti i comportamenti che indicano una partenza precipitosa o segreta (Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco, 1998, n. 63 ad art. 271; Gilliéron, Commentaire de la LP, vol. IV, Losanna 2003, n. 43 ad art. 271). Dal profilo soggettivo, vi devono essere indizi oggettivi e concreti che il debitore fosse cosciente (intenzione o dolo eventuale) che il suo comportamento fosse idoneo ad ostacolare l'esercizio dei diritti del creditore o almeno a renderlo (molto) più difficile (cfr. Jaeger/Walder/Kull/ Kottmann, Bundesgesetz über Schuldbetreibung und Konkurs, vol. II, 4a ed., Zurigo 1997/1999, n. 25 ad art. 271).

                                         Come correttamente ritenuto dal primo giudice, gli appellanti non hanno minimamente sostanziato l’asserita causa di sequestro. Essi si sono limitati a dichiarare che il marito di AO 2, di nazionalità francese, possiede un’abitazione in __________ e precisamente in __________, senza fornire alcun indizio che possa indurre a ritenere che la convenuta stia preparandosi per una fuga precipitosa o segreta all’estero. Il solo fatto che il marito di AO 2 possiede un immobile in __________ non rende ancora verosimile che la debitrice sia intenzionata a prendere la fuga per l’estero e a sottrarsi ai suoi eventuali impegni. In merito a AO 1 gli appellanti non si sono neppure espressi.     

                                         Esistenza del credito e appartenenza dei beni ai debitori

                                         In via abbondanziale si osserva che gli appellanti non hanno reso sufficientemente verosimile nemmeno l’esistenza dei crediti fatti valere con l’istanza di sequestro in esame e la proprietà da parte dei convenuti dei beni da sequestrare, avendo essi prodotto unicamente il contratto di locazione stipulato tra essi stessi e i convenuti, quali locatori e la B__________ SA, quale conduttrice, avente per oggetto la locazione del R__________ P__________ G__________, con inizio il 14 aprile 2006 e di durata indeterminata.

                                         Le precedenti considerazioni portano a concludere che il primo giudice ha correttamente respinto l’istanza di sequestro.  

                                   7.   L’appello va pertanto respinto.

                                         La tassa di giustizia è a carico degli appellanti, i quali rifonderanno a AO 2 un’indennità, come richiesto con le osservazioni.

Richiamati gli art. 271 segg. LEF, 18 e 19 LALEF, 48, 49, 61 e 62 OTLEF,

pronuncia:

1.      L’appello è respinto.

                                   2. La tassa di giustizia di fr. 300.--, già anticipata dagli appellanti, è posta in solido a loro carico, i quali rifonderanno, sempre in solido, a AO 2 fr. 50.-quale indennità.

3.      Intimazione:

- AP 1, __________

      - AP 2, __________

      - AO 2, __________

      - AO 1, __________

                                               Comunicazione alla Pretura della Giurisdizione di __________.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                             La segretaria

Giacché il valore litigioso della vertenza è di fr. 130'727.--, contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF), con la limitazione di cui all’art. 98 LTF.

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