Incarto n. 14.2009.1
Lugano 8 aprile 2009 B/fp/fb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Pellegrini, presidente, Walser e Roggero-Will
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 11 luglio 2008 da
CO 1(patrocinata dall’avv. )
Contro
CO 1, __________(patrocinata dall’avv. PA 1PA 2 __________)
tendente ad ottenere la prestazione di una cauzione ai sensi dell’art. 273 LEF nell’ambito del sequestro pronunciato l’11 settembre 2007 (inc. EF.__________);
che il Pretore del Distretto di __________, con sentenza 11 dicembre 2008 (EF.__________) ha così deciso:
“1. L’istanza di prestazione di garanzia è respinta.
2. La tassa di giustizia in fr. 230.--, da anticipare dalla parte istante, è posta
a suo carico, con l’obbligo di rifondere a controparte fr. 600.-- a titolo di indennità.”
Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto
7 gennaio 2009 postula che la controparte sia astretta a prestare una prima
garanzia di fr. 23'165.15, con protesta di spese e ripetibili;
lette le osservazioni 11 febbraio 2009 con cui CO 1 ha chiesto
la reiezione dell’appello, protestate spese e ripetibili;
ritenuto
In fatto:
A. CO 1 ha chiesto e ottenuto nei confronti di AP 1 il sequestro di un aeromobile marca B__________, tipo __________ (immatricolato in Italia sub __________), che si trovava presso l’aeroporto di A__________, facendo valere un preteso credito per lavori di manutenzione e di riparazione da lei effettuati al velivolo. Il sequestro è stato eseguito l’11 settembre 2007 dall’UE di __________ in seguito al decreto, emesso il giorno stesso dal Pretore del Distretto di __________. Contro il sequestro AP 1 ha interposto tempestiva opposizione, poi ritirata con scritto 1. ottobre 2007, per cui il 4 ottobre 2007 la causa è stata stralciata dai ruoli essendo divenuta priva d’oggetto.
Con decisione 16 gennaio 2008 (doc. F) l’UE di __________ ha accettato, ai sensi dell’art. 277 LEF, la prestazione di una garanzia bancaria per fr. 45'000.-- in sostituzione dell’aeromobile.
B. Con una prima istanza 12 ottobre 2007 AP 1 aveva chiesto al Pretore del Distretto di __________, che ad CO 1 venisse ordinato, ai sensi dell’art. 273 LEF, di presentare una prima garanzia di fr. 40'000.-- per i danni da lei subiti in seguito al predetto sequestro. La domanda di prestazione di garanzia è stata respinta dal Pretore e la sua decisione è stata confermata da questa Camera con sentenza 13 febbraio 2008 (inc. CEF __________).
C. Con l’istanza in oggetto AP 1 chiede di nuovo, rivendicando l’esistenza di altri danni per complessivi fr. 30'531.--, che il giudice imponga alla procedente CO 1 ai sensi dell’art. 273 LEF il versamento di una garanzia di fr. 31'000.--. L’istante ha indicato le seguenti poste di danno, causatele dal sequestro:
- fr. 1'731.-- importo corrispondente al pagamento del posto all’aeroporto di A__________ durante il sequestro (doc. A);
- fr. 4'444.05 (corrispondenti a Euro 2'795.-- al cambio di 1.59) importo corrisposto alla B__________ M__________ __________ Srl per “controlli e verifiche funzionalità aeromobile per permanenza prolungata all’esterno”, “revisione generale calendariale nr. 2” e “lavaggio interno ed esterno del velivolo” (doc. B e C);
- fr. 8'500.-- per spese legali in relazione al sequestro (doc. D);
- fr. 1'409.20 per spese e anticipi sostenuti in diretta relazione con il sequestro (doc. D);
- fr. 10'536.90 (corrispondenti a Euro 5'627.-- al cambio di 1.59) per spese legali sostenute in Italia per il procedimento ivi avviato da CO 1 in nesso diretto con la procedura di sequestro (doc. E e C);
- fr. 3'600.-- corrispondenti agli interessi sull’importo di fr. 45'000.-- di cui alla garanzia presentata all’Ufficio esecuzione di __________, in sostituzione del velivolo, calcolati per tre anni (doc. F e G);
- fr. 310.25 per commissione annuale, il bollo e le spese causate dall’emissione della garanzia (doc. H).
All’udienza di contraddittorio del 6 ottobre 2008 AP 1 si è confermata nella sua istanza.
Con la risposta CO 1 ha dapprima rilevato che il fatto che la debitrice non abbia interposto opposizione al sequestro, significa che lo ritiene fondato, per cui viene a mancare il presupposto del sequestro infondato, indispensabile per l’azione di risarcimento danni della debitrice ai sensi dell’art. 273 LEF e di riflesso per la prestazione di garanzia che dovrebbe assicurare detto risarcimento. La creditrice ha poi osservato che il sequestro è stato chiesto per un credito scoperto di fr. 26'268.75, mentre la richiesta di garanzia ammonta a fr. 30'531.--. Se la prestazione di garanzia venisse imposta, il sequestro verrebbe sostanzialmente svuotato, il che frusterebbe gli interessi della creditrice. D’altro canto il danno che controparte pretende far valere dovrebbe essere stato causato dal sequestro. Esso è risarcibile solo se il sequestro è infondato. Il sequestro dell’aereo è durato dall’11 settembre 2007 al 16 gennaio 2008. La debitrice il 12 ottobre 2007 ha presentato una prima istanza di garanzia, respinta dal Pretore, contro la quale ha presentato appello, pure respinto con sentenza 13 febbraio 2008 (doc. 4). Solo il 16 gennaio 2008 la debitrice ha chiesto di sostituire l’aereo sequestrato, presentando una garanzia bancaria (doc. 1), benchè questa possibilità le era aperta sino dall’inizio. CO 1 ha poi rilevato di avere il 20 novembre 2007 presentato istanza di rigetto dell’opposizione in Pretura che ha ritirato il 22 gennaio 2008, avendo nel frattempo depositato presso il Tribunale di M__________ la causa creditoria a convalida del sequestro. La procedura di rigetto dell’opposizione è stata stralciata il 23 gennaio 2008 . La debitrice ha allora chiesto all’Ufficio esecuzione il decadimento del sequestro (doc. 2). Contro la decisione negativa dell’UE la debitrice ha presentato l’11 febbraio 2008 ricorso alla CEF, che l’ha respinto con sentenza 17 marzo 2008 (doc. 3). La creditrice si è poi espressa in merito alle singole poste fatte valere da AP 1, rilevando in sostanza che queste non costituiscono danno in nesso causale ed adeguato con il sequestro. Secondo CO 1, l’unica posta che potrebbe essere riconosciuta è costituita dall’importo di fr. 310.25. Tuttavia AP 1 le deve fr. 1'200.-- per ripetibili, assegnate nel giudizio di primo e secondo grado, nell’ambito della domanda di garanzia presentata per fr. 40'000.-- (doc. 4 e 7). La creditrice ha poi sollevato l’eccezione di litispendenza atteso che l’istanza in oggetto è stata presentata l’11 luglio 2008, mentre già con la risposta di causa inoltrata il 23 aprile 2008 al Tribunale di M__________ la debitrice ha presentato una richiesta di cauzione di Euro 40'000.-- per “i danni subiti da AP 1 in conseguenza del procedimento instaurato da CO 1” con particolare riferimento al posto all’aeroporto di A__________, ai costi di procedura in Svizzera e ai costi della B__________ d__________ S__________ per l’emissione della garanzia.
Con la replica e la duplica le parti si sono in sostanza confermate nelle loro allegazioni.
D. Con sentenza 11 dicembre 2008 il Pretore del Distretto di __________, ha respinto l’istanza rilevando dapprima che la concessione del sequestro, in relazione al quale è stata chiesta la prestazione di garanzia in oggetto, è stata a suo tempo decisa senza alcun obbligo di garanzia, essendo stato ritenuto come resi sufficientemente verosimile sia l’esistenza del credito che la causa del sequestro invocata. Non avendo, con l’istanza in esame, la parte sequestrata fornito alcun elemento per ritenere meno verosimili i motivi fatti valere dalla creditrice sequestrante, il primo giudice ha respinto la tesi secondo la quale si impone, in via di principio, di obbligare la parte sequestrante alla prestazione di una garanzia. Il Pretore ha poi osservato che anche volendo considerare dati gli estremi per imporre la prestazione di una garanzia da parte della creditrice sequestrante, l’esito non sarebbe diverso. In prima sede è infatti stata accolta l’eccezione di litispendenza, avendo la creditrice sufficientemente documentato che controparte ha formulato con risposta di causa depositata il 23 aprile 2008 presso il Tribunale di M__________ una domanda di cauzione ai sensi dell’art. 669 undecies CPCit di Euro 40'000.-tendente a coprire, tra i vari danni, anche quelli fatti valere nella causa in oggetto. In sede pretorile non è infine stata ammessa nessuna delle poste fatte valere da AP 1 quale danno.
E. Contro la sentenza pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1 riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede. In particolare l’appellante sostiene che controparte non ha dimostrato o reso verosimile il suo preteso credito, avendo fornito unicamente delle fatture da lei redatte, contestate sia nella forma che nel contenuto. Ciò sarebbe dimostrato dal fatto che una sua istanza di rigetto dell’opposizione è stata ritirata il 22 gennaio 2008, il che prova che la creditrice non è neppure in possesso di un titolo di rigetto provvisorio, ma che invoca unicamente la relazione con la Svizzera di cui all’art. 271 cpv. 4 LEF per giustificare il sequestro. Questi elementi portano ad un rischio di danno elevato che deve essere tenuto in considerazione dal giudice fissando una garanzia. La debitrice ha poi osservato che l’unico giudice competente a decidere la domanda di garanzia è il Pretore del Distretto __________. Nel caso quest’ultimo avesse ritenuto di non essere competente, avrebbe dovuto procedere ai sensi dell’art. 21 CL e sospendere la causa fino all’emissione della decisione da parte del giudice italiano. L’appellante ha infine modificato le diverse poste fatte valere quale danno, che saranno riprese, se del caso, in seguito.
F. Delle osservazioni della parte appellata si dirà, se del caso, in proseguio di causa.
Considerato
In diritto:
1. Per l’art. 273 cpv. 1 LEF il creditore è responsabile nei confronti sia del debitore che di terzi dei danni cagionati con un sequestro infondato e il giudice può obbligarlo a prestare garanzia in tutti i stadi della procedura di sequestro (cfr. Jerôme Piégai, La protection du débiteur et des tiers dans le nouveau droit du séquestre, tesi Losanna 1997, pag. 308; Stoffel, Basler Kommentar zum SchKG, Basilea/Ginevra/Monaco 1998, vol. III, n. 18 ad art. 273).
La cauzione prevista dall'art. 273 LEF può essere chiesta al sequestrante dalla parte che subisce un sequestro, rispettivamente può essere decisa d'ufficio dal giudice il quale la ordinerà -stabilendone l'importo- in generale al momento di decretare il sequestro (Stoffel, op. cit., n. 18 ad art. 273). La cauzione, rispettivamente un suo adeguamento, possono essere richieste nell'ambito dell'opposizione prevista dall'art. 278 LEF, oppure in una procedura a sé stante (CEF 29 maggio 2000 [14.1999.83] consid. 1.5 con rinvii). Nel nostro Cantone quest'ultima è retta dall'art. 20 LALEF, ancorché la norma non vi faccia esplicito riferimento, l'assenza in tale norma dell'indicazione esplicita nell'art. 273 LEF dovendosi considerare senz'altro quale lacuna della legge in senso proprio (per la prestazione della garanzia: da ultimo CEF 24 settembre 2008 [14.2008.55] consid. 2, 13 febbraio 2008 [14.2007.116] consid. 4; IICCA 1° giugno 1999 [12.1999.115]; per la richiesta di adeguamento della garanzia: CEF 15 aprile 1999 [14.1999.11] consid. 3b; 7 agosto 2002 [14.2002.35] consid. 1.3). La relativa decisione emessa dal giudice del sequestro è appellabile (CEF 29 maggio 2000 [14.1999.83]).
2.La creditrice ha sollevato l’eccezione di litispendenza, essendo stata chiesta da AP 1, con l’allegato di risposta, depositato il 23 aprile 2008 (doc. 6 pag. 21/22) presso il Tribunale di M__________, nell’ambito della causa di merito a convalida del sequestro inoltrata da CO 1, la prestazione di una cauzione di Euro 40'000.--, e pertanto precedentemente all’istanza in oggetto presentata l’11 luglio 2008.
Come rilevato al precedente considerando, l’imposizione di una garanzia ai sensi dell’art. 273 cpv. 1 LEF viene decisa dal giudice del sequestro d’ufficio nell’ambito della concessione del sequestro oppure a richiesta del debitore o di un terzo in una procedura successiva, a sé stante, come nel caso di specie. Competente è sempre il giudice del sequestro, pure nel caso in cui è già stata inoltrata una causa a convalida del sequestro (Stoffel, op. cit. n. 18 e 30 ad art. 273).
Nel caso che ci occupa CO 1 il 14/16 gennaio 2008 ha inoltrato un’azione a convalida del sequestro presso il Tribunale di M__________ (doc. 6 pag. 1). Con l’allegato di risposta, depositato il 23 aprile 2008, AP 1 ha presentato una domanda di garanzia per complessivi Euro 40'000.-- (doc. 6 pag. 21/22) per danni subiti nell’ambito del sequestro. Atteso che sull’esito di questa domanda in sede pretorile nulla era dato sapere e che, come ritenuto al precedente considerando, pure nel caso in cui è già stata inoltrata una causa a convalida del sequestro, competente a decidere l’mposizione di una garanzia, resta sempre il giudice del sequestro, l’eccezione di litispendenza sollevata dall’appellata va respinta.
3.Il principio dell’imposizione di una garanzia dipende in modo essenziale dal grado di convincimento del giudice in merito alla realizzazione dei presupposti del sequestro, atteso tuttavia che l’imposizione di una garanzia non può supplire all’assenza di un presupposto del sequestro (cfr. Michel Criblet, La problèmatique des suretés et de la responsabilité de l’Etat, in: le séquestre selon la nouvelle LP, Zurigo 1997, pag. 80; Bertrand Reeb, Les misures provisoires dans la procédure de poursuite, in ZSR 1997/II pag.467 s.). Tanto più si è vicini al grado minimo di verosimiglianza necessario per ammettere il sequestro e tanto meno si potrà prescindere dall’imposizione di una garanzia, essendo maggiore il rischio di un sequestro infondato – segnatamente perché il credito o la causa del sequestro resi (solo ) verosimili dall’istante potrebbero rivelarsi in seguito inesistenti, o perché il sequestro potrebbe aver colpito beni appartenenti in realtà a terzi – e conseguentemente maggiore l’ipotesi di un danno. L’ammontare della garanzia va calcolato valutando il danno eventuale che il sequestro determina o può determinare per il preteso debitore o per il terzo e non va valutato in base all’importo del credito invocato a sostegno del sequetsro (DTF 113 III 94/104 consid. 12; 126 III 100 cons. 5c).
Come si è detto, l’obbligo di prestare una garanzia rientra nell’ambito dell’apprezzamento del giudice del sequestro. In particolare va considerata la verosimiglianza sia dell’esistenza del credito che della causa del sequestro. Al giudice si pone la stessa questione posta al giudice del sequestro; egli deve decidere se il credito fatto valere dalla sequestrante è fondato (DTF 113 III 94 consid. 7). Nella valutazione generale vanno però considerati anche gli interessi del creditore. Se risultano adempiuti i presupposti del sequestro, questi ha diritto al sequestro, che non può essere reso illusorio dalla prestazione di una garanzia (Stoffel, op. cit. n. 21 e 23 ad art. 273)
Con decisione 11 settembre 2007 (doc. 5) la prima giudice ha decretato il sequestro dell’aeromobile in oggetto, indicando quale causa del credito tre fatture ed un estratto conto relativi all’esecuzione di lavori di manutenzione e quale causa del sequestro l’art. 271 cpv. 1 cifra 4 LEF, ossia la mancanza di dimora del debitore in Svizzera e il legame del credito con la Svizzera.
Con l’appello AP 1 si è limitata a contestare in generale le fatture prodotte dalla sequestrante nella forma e nel contenuto. A proposito del credito fatto valere da CO 1 nell’ambito del sequestro va rilevato che quest’ultima ha asserito che il credito originario ammontava a fr. 46'118.05 e che AP 1 le ha già versato due acconti per complessivi fr. 19'849.30, per cui lo scoperto costituente il credito del sequestro è di fr. 26'268.75 (osservazioni all’appello, pag. 3). L’appellante non ha addotto alcun motivo atto a sostanziare la contestazione delle fatture rispettivamente il suo rifiuto di pagare il citato importo residuo e di conseguenza atto a diminuire il grado di verosimiglianza delle fatture e dell’estratto conto ritenuto, a suo tempo, sufficiente dal giudice del sequestro. L’appellante ha poi argomentato che la procedura di rigetto dell’opposizione, inoltrata da controparte, è stata ritirata il 22 gennaio 2008, il che dimostrerebbe che CO 1 non è nemmeno in possesso di un titolo di rigetto provvisorio. A questo proposito va osservato che la sequestrante il 14/16 gennaio 2008 ha inoltrato un’azione a convalida del sequestro presso il Tribunale di M__________ (doc. 6 pag. 1). D’altro canto la via del sequestro è aperta anche a un creditore sprovvisto di un titolo di rigetto provvisorio dell’opposizione. Infatti, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, il fatto che la creditrice non fosse in possesso di un riconoscimento di debito ai sensi dell’art. 82 cpv. 1 LEF (appello punto 4 pag. 3/4), non ha impedito al primo giudice di ritenere il credito reso sufficientemente verosimile e di concedere il sequestro, non essendone presupposto (Stoffel, op. cit. n. 3 e segg. ad art. 272 LEF). La mancanza di dimora della debitrice in Svizzera e il riconosciuto legame del credito con la Svizzera erano infatti requisiti sufficienti (Stoffel, op. cit. n. 81 ad art. 271 LEF). Le precedenti considerazioni portano a concludere che l’esistenza del credito non è stata resa meno verosimile, per cui l’istanza di prestazione di garanzia non può essere accolta. Di conseguenza non vi è necessità di valutare le poste dell’asserito danno fatte valere dall’appellante.
4.L’appello va respinto, con il carico di spese e indennità all’appellante.
Per i quali motivi,
richiamati per le spese gli art. 48, 49, 61 cpv. 1 e 62 cpv. 1 OTLEF
pronuncia:
1. L’appello è respinto.
2.La tassa di giustizia di fr. 345.--, già anticipata dall’appellante, resta a suo carico, con l’obbligo di rifondere ad CO 1 fr. 600.-- a titolo di indennità.
3.Intimazione: avv. PA 2, __________ - avv. PA 1, __________ Comunicazione alla Pretura del Distretto di __________.
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria
In virtù dell’art. 98 LTF (materia del contendere: misure cautelari), contro la presente decisione è possibile proporre al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, ricorso sussidiario in materia costituzionale (art. 113 e segg. LTF) entro 30 giorni dalla notificazione.