Skip to content

Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.05.2008 14.2008.17

2 mai 2008·Italiano·Tessin·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·1,083 mots·~5 min·5

Résumé

Appello contro la dichiarazione di fallimento. Saldo dell'esecuzione in oggetto. Solvibilità resa verosimile

Texte intégral

Incarto n. 14.2008.17

Lugano 2 maggio 2008 b/sc/lw

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall’istanza 19 novembre 2007 presentata da

AO 1  

contro

AP 1  

sulla quale istanza la Pretore __________, con sentenza 13 febbraio 2008 ha così deciso:

“1. È pronunciato il fallimento di AP 1, __________, a far tempo

     da mercoledì 13 febbraio 2008 alle ore 14.00.

 2./3./4. Omissis.”

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da AP 1 che con atto

22 febbraio 2008 ne postula l’annullamento;

preso atto che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

rilevato che con ordinanza presidenziale 26 febbraio 2008 all’appello è stato

concesso effetto sospensivo parziale;

ritenuto

In fatto

A.     Nell’ambito dell’esecuzione n. __________ __________ AO 1 ha chiesto il fallimento di AP 1 per il mancato pagamento di fr. 770.70 oltre accessori, dedotti eventuali acconti.

B.     All’udienza di contraddittorio del 23 gennaio 2008 nessuno è comparso.

C.    Con sentenza 13 febbraio 2008 la Pretore del __________, ha dichiarato il fallimento di AP 1 a far tempo da quello stesso giorno alle ore 14.00.

D.    Con l’appello AP 1 asserisce di avere saldato sia l’esecuzione in oggetto n. __________ che le ulteriori procedure esecutive pendenti nei suoi confronti, producendo le relative ricevute 22 febbraio 2008 __________ (doc. da B a S).

Considerato

In diritto

                                   1.

                                  a)   In virtù dell’art. 174 cpv. 2 LEF l'autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo:

                                         1) il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto;

                                         2) l'importo dovuto è stato depositato presso l'autorità giudiziaria

                                         superiore a disposizione del creditore; o che

                                         3) il creditore ha ritirato la domanda di fallimento.

                                         L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio in contrapposizione agli pseudonova o nova impropri) solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non essere in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Le esigenze poste al debitore per rendere verosimile la sua solvibilità non devono però essere troppo severe. La solvibilità è resa verosimile allorquando essa appare più verosimile che l'insolvibilità. Dal debitore viene pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Walther, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 2003, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Brönnimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

                                  b)   Dalla ricevuta __________ (doc. S) risulta che l’appellante il 22 febbraio 2008, ossia posteriormente alla dichiarazione di fallimento, ha saldato l’esecuzione in oggetto n. __________ promossa dalla creditrice, per cui risulta adempiuto il presupposto previsto all’art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF.   

                                         Per quel che concerne il requisito della solvibilità va ritenuto che dall’estratto delle esecuzioni __________ al 28 aprile 2008 emerge che nei confronti dell’appellante sono pendenti 10 esecuzioni, di cui 9 sono state saldate. Nella procedura più recente, promossa il 2 aprile 2008, il precetto esecutivo non è però ancora stato notificato. In questo stadio di procedura non può quindi essere ritenuto che AP 1 sia effettivamente debitore dell’importo posto in esecuzione. Determinante nel caso di specie è che l’appellante ha saldato tutte le ulteriori procedure esecutive pendenti nei suoi confronti (cfr. doc. da B a R), il che porta a concludere che egli dispone di liqudidità sufficiente a far fronte ai suoi debiti. Il presupposto della solvibilità è stato quindi reso sufficientemente verosimile.

                                         Ai sensi dell’art. 174 cpv. 2 LEF il fallimento di AP 1 va annullato.                         

                                   2.   L'appello 22 febbraio 2008 di AP 1 va pertanto accolto.

                                         La tassa di giustizia è posta a carico dell'appellante in ambo le sedi (art. 49 OTLEF), mentre non si assegnano indennità, la parte appellata non avendo presentato osservazioni (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

                                         Le spese dell’Ufficio Fallimenti sono caricate all’appellante.

Per questi motivi,

richiamato l'art. 174 LEF

pronuncia:               I.   L'appello 22 febbraio 2008 di AP 1, è accolto.

                                         “1. La dichiarazione di fallimento 13 febbraio 2008 pronunciata dalla Pretore __________, inc. EF. __________38 nei confronti di AP 1, è annullata.

                                          2. La tassa di giustizia di prima sede di fr. 80.--, da anticipare come di rito, è posta a carico di AP 1AP 1 Non si assegnano indennità.

                                          3. Le spese dell’Ufficio __________, da anticipare come di rito, sono poste a carico di AP 1”.

                                   II.   La tassa di giustizia del presente giudizio di fr. 120.--, già anticipata dall’appellante, resta a carico di AP 1. Non si assegnano indennità.

                                  III.   Intimazione a:

                                         - AP 1, __________;

                                         - AO 1, __________;

                                         - Ufficio __________;

                                         - Ufficio __________;

                                         - Ufficio __________;

                                         - Ufficio del Registro fondiario del Distretto di __________;

                                         Comunicazione alla Pretura __________

terzi implicati

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                         La segretaria

terzi implicati

terzi implicati

timplicati

Contro la presente decisione è possibile presentare ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, entro 30 giorni dalla notificazione (art. 72 e segg. LTF).

terzi implicati

terzi implicati

14.2008.17 — Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 02.05.2008 14.2008.17 — Swissrulings