Incarto n. 14.2006.22
Lugano 18 maggio 2006 /B/scfb
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
Chiesa, presidente, Pellegrini e Walser
segretaria:
Baur Martinelli, vicecancelliera
statuendo sulla causa a procedura sommaria appellabile promossa con istanza 17 febbraio 2006 da
AP 1 rappr. dallo RA 1
contro
AO 1
tendente ad ottenere l’inventario preventivo ai sensi dell’art. 162 LEF dei beni
della AO 1 (in seguito AO 1) nell’ambito dell’esecuzione
n. __________, protestate spese e ripetibili;
istanza respinta dalla Pretore del __________, con sentenza
20 febbraio 2006;
appellante AP 1 che con atto 3 marzo 2006 postula la riforma della decisione impugnata nel senso di accogliere l'istanza di inventario;
ritenuto
in fatto:
A. Con istanza 17 febbraio 2006 AP 1 ha chiesto alla Pretore di ordinare all’UE di Lugano di allestire l’inventario dei beni della AO 1, rilevando di essere al beneficio di una comminatoria di fallimento nei confronti di quest’ultima. L’istante ha rilevato che la AO 1 è una società attiva nel settore dell’impiantistica tecnica, la quale non fornisce tuttavia alcuna prestazione concreta, ma subappalta le opere a ditte terze, come nel caso in esame, all’istante. La debitrice non possiede nè macchinari, né impianti, né beni immobili, inoltre secondo l’estratto delle esecuzioni (doc. E) la sua situazione finanziaria non è delle migliori. Secondo la AP 1, la AO 1 avrebbe incassato i propri crediti e si starebbe ora adoperando per svuotare la società, per poi lasciarla fallire. L’istante ha rilevato che il suo credito nei confronti della AO 1 ammonta a oltre fr. 460'000.-- ed è largamente superiore al capitale azionario della debitrice. Il rischio di distrazione di beni da parte della AO 1 sarebbe inoltre acuito dal fatto che fra i suoi creditori figurano anche società appartenenti agli azionisti della AO 1, come la __________, il cui titolare risulta essere l’azionista di riferimento della AO 1, nonché suo direttore. Secondo l’istante, le continue dichiarazioni di disponibilità a cedere il credito vantato dalla AO 1 nei confronti di tale __________, società committente in relazione alle opere fornite in subappalto dalla AP 1 presso il centro __________ e le continue rassicurazioni, secondo cui la STT SA avrebbe pagato il debito non appena ricevuto il dovuto dalla propria committente __________ (doc. F, G e H-L), si possono assimilare a quelle “continue promesse di pagamento” che configurerebbero un grado di verosimiglianza qualificato.
B. Con decisione 20 febbraio 2006 la Pretore ha respinto l’istanza, ritenendo che le affermazioni di parte istante sono rimaste allo stadio di puro parlato, la documentazione agli atti non indicando che vi sarebbe il rischio di distrazione di beni da parte dell’escussa. Dai documenti prodotti risulta unicamente come parte convenuta non sia stata in grado di far fronte ai propri obblighi a causa dell’inadempienza nei suoi confronti da parte della committente (doc. H e I) e come siano state messe in atto trattative al fine di cedere il credito vantato nei confronti della committente AP 1 (plico doc. F). Secondo la prima giudice mancano indizi soggettivi o oggettivi tali da rendere verosimile il rischio di pregiudizio del credito vantato dall’istante.
C. Contro la decisione pretorile si è tempestivamente aggravata AP 1, riconfermandosi in sostanza nelle sue allegazioni di prima sede.
Considerato
in diritto:
1.Secondo l’art. 162 LEF, a richiesta del creditore, il giudice del fallimento, quando lo reputi opportuno, ordina che sia fatto un inventario di tutti i beni del debitore. L’inventario preventivo è una misura di natura conservativa e costituisce un provvedimento incidentale riservato alla sola procedura di fallimento.
Scopo dell’inventario preventivo è di meglio tutelare i creditori, mettendoli anzitutto al riparo da manovre scorrette che potrebbero mettere in atto debitori alle soglie del fallimento.
Prescindendo dall'istituto dell'inventario preventivo che può essere chiesto dopo l'ottenimento di un rigetto provvisorio dell'opposizione (art. 83 cpv. 1 LEF), il diritto all'inventario previsto dall'art. 162 LEF sorge -ma la questione in concreto non è controversa- non appena il creditore istante abbia formulato domanda di proseguimento dell'esecuzione (Ottomann, in Comm. di Basilea, Art. 162 LEF, N. 4). L'ufficio vi darà seguito non prima della notificazione della comminatoria di fallimento (art. 163 cpv. 1 LEF).
2. È possibile ottenere l’inventario dei beni del debitore quando i fatti e le ragioni, per i quali si pretende che il debitore metta in pericolo i diritti del creditore, siano resi verosimili in modo da giustificare l’opportunità della misura richiesta, riservato al giudice un ampio potere d'apprezzamento (Ottomann, op. cit., ibidem, N. 11). Giurisprudenza e dottrina concordano nel ritenere data l’opportunità dell’inventario quando, ad esempio, il debitore si prepari alla fuga, distragga i suoi beni, liquidi i suoi attivi a un prezzo sproporzionatamente basso, cambi domicilio dopo la notifica del precetto esecutivo e ogni qualvolta vi siano indizi soggettivi o oggettivi tali da rendere verosimile il rischio di pregiudizio delle ragioni creditorie vantate dall’istante (Cometta, L'inventario preventivo nell'esecuzione in via di fallimento, in Rep 1993, 123; Ottomann, op. cit., ibidem, N. 11). A tali ipotesi se ne aggiungono altre, ovvero quando l'escusso è oggetto di un numero elevato di esecuzioni o di procedimenti penali (specie per delitti esecutivi o fallimentari), quando ripetutamente non ha mantenuto promesse di pagamento, o ancora quando in genere il suo comportamento negli affari, rispettivamente nei confronti del creditore inducono a temere che intenda sottrarsi ai suoi impegni (Ottomann, op. cit., ibidem, N. 11; BlSchKG 2003, 228 e segg.).
Per accogliere un'istanza presentata ai sensi dell'art. 162 LEF è sufficiente un grado di verosimiglianza semplice che già si realizza in presenza di singoli indizi di natura oggettiva o soggettiva sull'intenzione dell'escusso di sottrarsi ai suoi impegni debitori (Cometta, op. cit., pag. 125; Ottomann, op. cit., ibidem, N. 11).
3. In concreto, a fronte della conclusione del primo giudice secondo cui l'istante non ha reso verosimile l'intenzione di controparte di svuotare la società di tutti i suoi attivi, l'appellante rileva che la società escussa è soggetta a ben cinque esecuzioni per importi rilevanti e che essa -come aveva già addotto in prima sede- non ha mantenuto promesse di pagamento nei suoi confronti.
Orbene, dall’estratto delle esecuzioni __________ 29 marzo 2006 emerge che nei confronti dell’escussa, oltre alla procedura promossa dalla creditrice, sono pendenti solo due esecuzioni per importi ammontanti a fr. 153.15, rispettivamente fr. 18'100.che sono giunte soltanto allo stadio dell'opposizione. Inoltre, contrariamente a quanto sostenuto dall’appellante, la AO 1 non ha ripetutamente né in altro modo promesso all’istante di essere intenzionata a pagarle il debito in oggetto. Infatti con scritto datato 6 maggio 2005 (plico doc. F) la rappresentante di AO 1, ossia __________ SA di Cadempino ha menzionato l’ipotesi di cedere il credito vantato da AO 1 nei confronti dell’appaltante __________ all’istante, a condizione tuttavia che venisse verificata l’effettiva consistenza del credito. Trattandosi di un’ipotesi di cessione condizionata, non sono dati gli elementi necessari per considerarla quale promessa di pagamento. Gli altri due scritti che fra quelli versati all'incarto potrebbero entrare in linea di conto, ossia 27 gennaio 2005 (doc. H) e 8 febbraio 2005 (doc. I), da cui l’istante pretende dedurre promesse di pagamento, sono stati inviati da AO 1 non alla procedente, ma all’appaltante, segnatamente ad __________, rispettivamente alla __________, per cui, sebbene si tratti di richieste di pagamento dell’escussa per poter far fronte ai suoi impegni nei confronti di AP 1, questi scritti non contengono alcuna promessa di pagamento nei confronti di quest’ultima.
Se ne deve concludere che, nel caso di specie, non sono stati nemmeno forniti gli elementi necessari per raggiungere la verosimiglianza (semplice) che occorre per ottenere l’inventario preventivo ai sensi dell’art. 162 LEF. Di conseguenza, a conferma della decisione impugnata, l’istanza di AP 1 non può essere accolta.
4. L’appello di AP 1 va quindi respinto, caricando tassa di giustizia e spese alla stessa appellante (art. 61 cpv. 1 OTLEF).
Motivi per i quali,
richiamati gli art. 162 LEF, 19 e 22 LALEF, 61 cpv. 1 OTLEF,
pronuncia:
1.L’appello 3 marzo 2006 di AP 1, __________, è respinto.
2.La tassa di giustizia e le spese, per complessivi fr. 150.-, anticipate dall'appellante, restano a suo carico.
3.Intimazione: - Studio legale RA 1, __________.
Comunicazione alla Pretura __________
-terzi implicati
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
Il presidente La segretaria