Incarto n. 11.2007.66
Lugano, 9 dicembre 2010/rs
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La prima Camera civile del Tribunale d'appello
composta dei giudici:
G. A. Bernasconi, presidente, Giani ed Ermotti
segretaria:
Rossi, vicecancelliera
sedente per statuire nella causa DI.2004.58 (proprietà per piani: nomina di un amministratore) della Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord promossa con istanza del 26 maggio 2004 da
AP 1 (patrocinato dall'. PA 1 )
contro
(patrocinata dall'. PA 2 ) AO 2 AO 4 (patrocinati dall', );
esaminati gli atti,
posti i seguenti
punti di questione: 1. Se dev'essere accolto l'appello del 20 aprile 2007 presentato da AP 1 contro la sentenza (recte: decreto di stralcio) emessa il 16 aprile 2007 dal Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord;
2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.
Ritenuto
in fatto: A. La proprietà per piani costituita sulla particella n. 2044 RFD di __________ (Condominio “__________”) si compone di quattro unità: la n. 1605 (270/1000 del fondo base) appartiene a AP 1, la n. 1606 (244/1000) a AO 4 e AO 5 in ragione di metà ciascuno, la n. 1607 (217/1000) ad AO 3 e la n. 1608 (269/1000) a AO 2 e AO 1, ancora in ragione metà ciascuno. Amministratore della comproprietà designato dall'assemblea dei comproprietari il 21 novembre 1991 era __________. Questi ha comunicato il 29 settembre 2003 a AP 1 di dimettersi per il 31 dicembre successivo.
B. AP 1 ha convocato due volte l'assemblea dei comproprietari, per il 28 aprile e l'11 maggio 2004, ponendo all'ordine del giorno la designazione di un nuovo amministratore. Gli altri condomini non hanno dato seguito alle convocazioni, sostenendo di non avere mai accettato le dimissioni di __________, il quale su loro richiesta continuava ad assolvere il mandato. Lo stesso __________ ha poi convocato il 14 maggio 2004 un' assemblea dei comproprietari per il 27 maggio 2004 con l'oggetto “amministrazione” all'ordine del giorno.
C. Il 26 maggio 2004 AP 1 ha scritto ad __________, contestando la regolarità della convocazione. L'assemblea dei comproprietari si è tenuta nondimeno quel 27 maggio 2004 alla presenza di un rappresentante di AO 4 e AO 5, come pure di AO 3 e AO 2 personalmente. In tale occasione costoro hanno confermato __________ in qualità di amministratore. Tale decisione è stata impugnata il 18 giugno 2004 da AP 1 davanti al Pretore della giurisdizione di Mendrisio Nord con una petizione diretta contro AO 2, AO 3 e AO 4. L'esito di tale causa non è noto.
D. Nel frattempo, il 26 maggio 2004, AP 1 ha sottoposto al medesimo Pretore un'istanza nei confronti di AO 2, AO 3 e AO 4, chiedendo la nomina di un amministratore della proprietà per piani. All'udienza del 24 giugno 2004 i convenuti hanno proposto di respingere la richiesta. Quello stesso giorno AP 1 ha trasmesso al Pretore un'integrazione della propria istanza, precisando di convenire in giudizio anche AO 1 e AO 5. L'istruttoria è cominciata il 2 settembre 2004 e il 10 novembre 2004 il Pretore ha sospeso la procedura in vista di trattative, dopo che a un'assemblea dell'8 novembre 2004 tutti i comproprietari (eccetto AP 1) avevano riconfermato __________ in qualità di amministratore.
E. Riattivata la causa, a un'udienza del 24 gennaio 2007 le parti si sono date atto che la lite era ormai divenuta priva d'oggetto e hanno invitato il Pretore ad archiviarla, statuendo sulle spese e le ripetibili. Con sentenza (recte: decreto) del 16 aprile 2007 il Pretore ha stralciato la causa dai ruoli. La tassa di giustizia (fr. 600.–) e le spese (fr. 100.–) sono state poste a carico di AP 1, tenuto a rifondere a AO 2, AO 1, AO 4 e AO 5 fr. 1000.– complessivi per ripetibili, come pure fr. 1000.– per ripetibili ad AO 3 F. Contro il decreto predetto AP 1 è insorto a questa Camera con un appello del 20 aprile 2007 per ottenere – previo conferimento dell'effetto sospensivo – che gli oneri processuali siano posti a carico dei convenuti in solido, con obbligo di rifondergli fr. 1000.– per ripetibili o, in subordine, che spese e ripetibili siano suddivise tra le parti (in misura imprecisata). Con decreto del 7 maggio 2007 il presidente della Camera ha respinto la domanda di effetto sospensivo. Nelle loro osservazioni del 4 giugno 2007 AO 2, AO 1, AO 4 e AO 5 propongono di respingere l'appello e di confermare il giudizio impugnato. Identica conclusione formula AO 3 con osservazioni all'appello di quello stesso giorno.
Considerando
in diritto: 1. Nel Cantone Ticino un decreto di stralcio ha portata meramente dichiarativa. Non può quindi essere impugnato, salvo che sia litigiosa la legittimità stessa dello stralcio dai ruoli. Il giudicato sulle spese e le ripetibili, ancorché contenuto in un decreto di stralcio, ha invece carattere autoritativo e può essere appellato, sempre che la causa sia appellabile (RtiD I-2004 pag. 480 consid. 1, 486 consid. 1). In concreto l'appellante censura, appunto, l'addebito degli oneri processuali e delle ripetibili deciso dal Pretore. Depositato in tempo utile (art. 308 CPC), sotto questo profilo l'appello dell'interessato è ricevibile, come ricevibili sono le osservazioni dei convenuti.
2. Nel caso in cui una lite divenga priva d'oggetto o d'interesse giuridico per le parti fa stato per analogia, ai fini delle spese e delle ripetibili, l'art. 72 della legge federale sulla procedura civile (RtiD I-2004 pag. 488 consid. 7 con riferimenti). Tale norma dispone che in simili eventualità il tribunale, udite le parti ma senza ulteriore dibattimento, dichiara il processo terminato e statuisce con motivazione sommaria sulle spese, “tenendo conto dello stato delle cose prima del verificarsi del motivo che termina la lite”. Ove una causa divenga priva d'oggetto o d'interesse giuridico, in altri termini, il giudice valuta sommariamente, per decidere chi e in che misura debba sopportare le spese e le ripetibili, quale sarebbe stato il presumibile esito della lite.
3. Nel decreto di stralcio il Pretore ha reputato – in sintesi – che
l'istanza di AP 1ni sarebbe stata verosimilmente destinata all'insuccesso, __________ non avendo mai lasciato la carica di amministratore della proprietà per piani. Le sue dimissioni del 29 settembre 2003 infatti erano state respinte da AO 2, AO 3 e AO 4, i quali gli avevano confermato piena fiducia. Per di più, lo stesso istante gli aveva scritto ancora il 2 e il 16 febbraio 2004, interpellandolo come amministratore della proprietà per piani. Nelle circostanze descritte la tassa di giustizia, le spese e le ripetibili dovevano quindi essere sopportate dall'istante medesimo.
4. L'appellante fa valere che le dimissioni di __________ costituivano un atto formatore, sicché i tre comproprietari non potevano riconfermarlo in carica senza indire una nuova assemblea e ridesignarlo in veste di amministratore. Quanto alle sue due lettere del 2 e del 16 febbraio 2004, esse non potevano interpretarsi come accettazione o riconoscimento implicito di __________ quale amministratore dopo le dimissioni. Anzi, il 26 maggio 2004 egli ha scritto ad __________, contestando la regolarità della convocazione all'assemblea dei comproprietari indetta per l'indomani e quello stesso giorno ha postulato la nomina di un amministratore giudiziario. Le condizioni per un accoglimento di quest'ultima istanza essendo date, il Pretore avrebbe dovuto porre gli oneri processuali e le ripetibili a carico dei convenuti.
5. Secondo l'art. 712m cpv. 1 n. 2 CC spetta all'assemblea dei comproprietari nominare l'amministratore e vegliare sulla sua opera. Ogni comproprietario può chiedere che tale nomina avvenga e può proporre una determinata persona. L'assemblea non è vincolata tuttavia alla proposta e può designare un altro amministratore di propria scelta. Il comproprietario che non ha approvato tale nomina può impugnare la deliberazione davanti al giudice entro un mese da quando ne ha avuto conoscenza (RtiD I-2007 pag. 768 consid. 4 con richiamo). Diverso è il caso in cui l'assemblea dei comproprietari non s'accordi o rinunci alla nomina di un amministratore. In tale ipotesi l'art. 712q CC stabilisce che ogni comproprietario, come pure chiunque abbia un interesse legittimo, può chiederne al giudice la designazione. Questa azione è per principio imprescrittibile (Wermelinger, La propriété par étages, 2ª edizione, n. 67 ad art. 712q CC).
6. Alla stessa stregua di un comproprietario che impugni davanti al giudice una deliberazione dell'assemblea, il comproprietario che postula la nomina di un amministratore da parte del giudice deve agire contro la comunione (Meier-Hayoz/Rey in: Berner Kommentar, edizione 1988, n. 113 ad art. 712q CC; Bösch in: Basler Kommentar, ZGB II, 3ª edizione, n. 11 in fine ad art. 712q; Wermelinger, op. cit., n. 65 ad art. 712q CC con rinvii). Se la comunione è composta di due soli comproprietari la giurisprudenza tollera, per evitare formalismi eccessivi, che – in via eccezionale – l'istanza possa essere volta contro il comproprietario resistente (Wermelinger, loc. cit.). Ciò non toglie che la legittimazione passiva spetti alla comunione dei comproprietari. Nel caso in esame AP 1 ha convenuto non la comunione dei comproprietari (art. 712l cpv. 2 CC), bensì i cinque comproprietari in persona (nell'azione con cui ha contestato la delibera assembleare del 27 maggio 2004, per altro, egli ne ha convenuto solo tre). La sua istanza non era dunque correttamente orientata.
7. La qualità per agire e quella per difendere attengono al merito, ovvero alle condizioni sostanziali della pretesa. La mancanza della legittimazione passiva non comporta dunque l'irricevibilità, ma la reiezione della pretesa (DTF 128 III 55 consid. 2b/bb con riferimenti; SJ 132/2010 I 459) senza riguardo al verificarsi degli elementi oggettivi che connotano la domanda (RtiD I-2008 pag. 1092 consid. 5a). Legittimato passivamente è il soggetto nei confronti del quale l'attore deve procedere. Sapere se l'azione sia correttamente orientata è una questione che va esaminata d'ufficio in ogni stadio di causa (DTF 126 III 63 consid. 1a con rinvii). Ne segue che, non fosse divenuta senza oggetto, in concreto l'azione tendente alla nomina di un amministratore andava respinta già per difetto di legittimazione passiva. Esaminare le argomentazioni addotte nell'appello si rivela, in condizioni del genere, un esercizio superfluo. Ancorché per motivi diversi da quelli addotti dal Pretore, giustamente gli oneri processuali e le ripetibili sono stati quindi posti a carico dell'istante.
8. I costi del giudizio odierno seguono la soccombenza (art. 148 cpv. 1 CPC). AO 4, AO 5, AO 3, AO 2 e AO 1, che hanno formulato osservazioni all'appello, hanno diritto inoltre a un'equa indennità per ripetibili.
9. Quanto ai rimedi giuridici esperibili contro il presente giudizio sul piano federale (art. 112 cpv. 1 lett. d LTF), il valore litigioso non raggiunge la soglia di fr. 30 000.– ai fini del'art. 74 cpv. 1 lett. b LTF, controverse in appello rimanendo solo la tassa di giustizia (fr. 600.–), le spese (fr. 100.–) e le ripetibili (fr. 2000.– complessivi) di prima sede.
Per questi motivi,
vista sulle spese anche la tariffa giudiziaria,
pronuncia: 1. L'appello è respinto e il decreto impugnato è confermato.
2. Gli oneri processuali, consistenti in:
a) tassa di giustizia fr. 350.–
b) spese fr. 50.–
fr. 400.–
sono posti a carico dell'appellante, che rifonderà fr. 1000.– complessivi per ripetibili a AO 2, AO 1, AO 4 e AO 5, come pure fr. 1000.– per ripetibili ad AO 3.
3. Intimazione:
– ; – ; – , .
Comunicazione alla Pretura della giurisdizione di Mendrisio Nord.
Per la prima Camera civile del Tribunale d'appello
Il presidente La segretaria
Rimedi giuridici
Nelle cause senza carattere pecuniario il ricorso in materia civile al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, è ammissibile contro le decisioni previste dagli art. 90 a 93 LTF per i motivi enunciati dagli art. 95 a 98 LTF entro il termine stabilito dall'art. 100 cpv. 1 e 2 LTF (art. 72 segg. LTF). Nelle cause di carattere pecuniario il ricorso in materia civile è ammissibile solo se il valore litigioso ammonta ad almeno 30 000 franchi; quando il valore litigioso non raggiunge tale importo, il ricorso in materia civile è ammissibile se la controversia concerne una questione di diritto di importanza fondamentale (art. 74 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 76 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia civile è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall'art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall'art. 115 LTF.