Incarto n. 72.2016.96
Lugano, 13 settembre 2017/lc
Sentenza In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise correzionali di Lugano
composta da:
giudice Rosa Item, Presidente
Letizia Vezzoni, vicecancelliera
sedente nell’aula penale minore di questo palazzo di giustizia, per giudicare
nella procedura abbreviata giusta gli art. 358 e ss. CPP
proposta dal Ministero Pubblico
e in qualità di accusatore privato:
ACPR 1
contro
IM 1 rappresentato dall’avv. DF 1
in carcerazione preventiva dal 20 ottobre 2014 al 19 novembre 2014 (31 giorni);
imputato, a norma dell’atto d'accusa 81/2016 del 20 maggio 2016, emanato dal Procuratore pubblico PP 1, di
1. ripetuta truffa
per avere
a __________,
nel periodo luglio 2012 – ottobre 2014,
allo scopo di procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
ripetutamente ingannato con astuzia persone, affermando cose false o dissimulando cose vere, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio proprio o altrui, e meglio per avere,
nella sua qualità consulente alla clientela presso ACPR 1
approfittando di tale ruolo e del rapporto di fiducia esistente con i colleghi,
ripetutamente ingannato astutamente questi ultimi, comunicando loro, contrariamente al vero, che dei clienti volevano prelevare contanti a debito del loro conto, rispettivamente volevano effettuare dei bonifici a favore di terze persone, nonché volevano procedere con dei trasferimenti titoli a favore di altri clienti,
consegnando a detti cassieri ordini da lui compilati e, almeno in parte, firmati (falsificando le firme dei clienti), rispettivamente documenti firmati in bianco e compilati da lui con istruzioni non fornite dai clienti, oppure
ottenendo in questo modo la consegna indebita o il trasferimento indebito dell’equivalente di complessivi CHF 826'329.55, denaro in parte usato per risarcire i suoi genitori e suo fratello, per i quali aveva effettuato degli investimenti speculativi che avevano causato delle perdite a loro non comunicate, in parte verosimilmente usato per sue spese personali,
considerato che nel frattempo i clienti sono stati interamente risarciti dall’imputato mediante bonifici o trasferimenti titoli;
e meglio:
1.1 a danno della relazione no. __________ (ADE __________)
in data 30.01.2013, ordinato il trasferimento di 500 quote del titolo __________, per un importo di Euro 57'270.00 (pari a CHF 71'255.33), a favore della relazione no. __________, riconducibile al di lui fratello __________, utilizzando un formulario bancario, indicando, contrariamente al vero, “ordine telefonico del 28.01.2013”, considerato che il cliente non ha mai ordinato tale operazione,
ritenuto che nel frattempo, con valuta 01.12.2014, __________ ha ordinato, a debito della relazione __________ a lui riconducibile, il trasferimento dell’importo di Euro 57'355.00 (pari a CHF 68'917.80)
1.2. a danno della relazione no. __________ (ADE __________)
1.2.1. in data 03.10.2012, ordinato il trasferimento di 630 parti del titolo __________, per un importo di Euro 91'016.10 (pari a CHF 110'120.38), a favore della relazione no. __________, riconducibile alla di lui mamma __________, indicando, contrariamente al vero, “ordine tel. BO”, considerato che la cliente non ha mai ordinato tale operazione;
1.2.2. in data 24.4.2013, ordinato il trasferimento di 380 parti del titolo __________, per un importo di Euro 56'422.40 (pari a CHF 68'982.03), a favore della relazione no. __________, riconducibile alla di lui mamma __________, indicando, contrariamente al vero, “ordine tel. BO”, considerato che la cliente non ha mai ordinato tale operazione;
1.2.3. in data 26.06.2013, prelevato a contanti l’importo di CHF 58'000.00, falsificando la firma della titolare sulla fiche di cassa consegnata al cassiere;
1.2.4. in data 11.07.2013, ordinato il trasferimento di 270 parti del titolo __________, per un importo di Euro 40'437.90 (pari a CHF 50'284.53), a favore della relazione no. __________, riconducibile alla di lui mamma __________, indicando, contrariamente al vero, “ordine tel. BO”, considerato che la cliente non ha mai ordinato tale operazione;
1.2.5. in data 03.09.2013, prelevato a contanti l’importo di CHF 30'500.00, utilizzando un ordine di bonifico firmato in bianco dalla cliente, allestendolo con indicazioni contrarie al vero, segnatamente chiedendo “la messa a disposizione __________” dell’importo summenzionato, operazione in realtà mai ordinata dalla cliente;
1.2.6. in data 25.08.2014, prelevato a contanti l’importo di USD 52'000.00 (pari a CHF 47'528.00), falsificando la firma della titolare sulla fiche di cassa consegnata al cassiere, importo versato in seguito a favore della relazione no. __________, riconducibile al di lui fratello __________;
1.2.7. in data 01.10.2014, prelevato a contanti l’importo di Euro 113'850.00 (pari a CHF 137'371.41), utilizzando un ordine di bonifico firmato in bianco dalla cliente, allestendolo con indicazioni contrarie al vero, segnatamente indicando quale beneficiario dell’importo a contanti __________, operazione in realtà mai ordinata dalla cliente, , importo versato in seguito a favore della relazione no. __________, riconducibile al di lui fratello __________, in ragione di Euro 100'000.00, nonché consegnato a contanti allo stesso __________ per i restanti Euro 10'000.00;
ritenuto che nel frattempo la cliente è stata interamente risarcita e meglio:
ð con valuta 11.11.2014, __________ ha ordinato, a debito della relazione no. __________ a lei riconducibile, il trasferimento di 1280 parti del titolo del titolo __________, a favore della relazione no. __________, per un valore di mercato al 18.11.2014 di Euro 204'441.00 (pari a CHF 245’597.00);
ð con valuta 11.06.2015 IM 1 ha ordinato il trasferimento di Euro 300'000.00 (pari a CHF 315'198.00) a favore della relazione no. __________, quale parziale risarcimento;
ð con valuta 02.02.2016 IM 1 ha ordinato il trasferimento di USD 52'000.00 (pari a CHF 53'547.68) a favore della relazione no. __________, quale parziale risarcimento;
ð con valuta 02.02.2016 IM 1 ha ordinato il trasferimento di Euro 15'879.00 (pari a CHF 17'852.44) a favore della relazione no. __________, quale parziale risarcimento;
ð con valuta 02.02.2016 IM 1 ha ordinato il trasferimento di CHF 88'500.00a favore della relazione no. __________, quale parziale risarcimento;
ð con valuta 05.04.2016 IM 1 ha ordinato il trasferimento di CHF 40'000.00 a favore della relazione no. __________, a saldo di ogni pretesa;
1.3. a danno della relazione no. __________ (ADE __________)
in data 09.12.2013, ordinato il bonifico dell’importo di Euro 48'960.00 (pari a CHF 59'887.87) a favore della relazione no. __________ riconducibile alla di lui mamma __________, operazione mai ordinata dai clienti,
ritenuto che a seguito della richiesta di __________, in data 11.11.2014 la summenzionata operazione è stata stornata e pertanto l’importo di Euro 48'960.00 (pari a CHF 58’891.50) è stato bonificato a favore della relazione no. __________;
1.4. a danno della relazione no. __________ (ADE __________)
1.4.1. in data 23.07.2012, ordinato il bonifico dell’importo di CHF 98'700.00 a favore della relazione intestata __________ utilizzando un formulario “ordine di bonifico telefonico” con indicazioni contrarie al vero, considerato che il cliente non ha mai ordinato tale operazione, versando, verosimilmente, tale importo, in ragione di CHF 70'000.00 in data 25.07.2012 a favore della relazione no. __________, riconducibile alla di lui mamma __________,
ritenuto che a seguito di un reclamo del cliente, in data 18.10.2012 l’imputato ha ordinato un bonifico dalla relazione no. __________ a favore della relazione no. __________ di CHF 98'700.00;
1.4.2. in data 13.01.2014, ordinato il trasferimento di 5'000 azioni nominative __________, per un importo di CHF 93'700.00, a favore della relazione no. __________, riconducibile ai di lui genitori __________, indicando, contrariamente al vero, “ordine tel. __________”, considerato che egli non ha mai ordinato tale operazione,
ritenuto che nel frattempo con valuta 01.04.2016 IM 1 ha ordinato il trasferimento di CHF 93'715.33 a favore della relazione dello studio legale __________, amministratore della società, presso __________, __________, quale risarcimento;
2. amministrazione infedele aggravata
qualificata, siccome commessa per procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
per avere,
a __________,
nel periodo novembre 2011 – ottobre 2014,
agendo nella sua qualità di consulente alla clientela presso __________,
obbligato per negozio giuridico ad amministrare il patrimonio dei clienti,
ripetutamente ed intenzionalmente violato i propri doveri,
effettuando, a debito della relazione no. __________, riconducibile a __________, operazioni di investimento speculative e contrarie alla gestione desiderata dalla cliente e da lei non autorizzate,
omettendo di informare quest’ultima in merito all’esecuzione, all’esistenza e all’esito di tali operazioni di investimento,
impedendo in tal modo alla cliente di determinarsi con cognizione di causa sulle stesse e sulle eventuali misure da adottare,
permettendo in tal modo che il patrimonio della cliente venisse danneggiato per un importo complessivo di Euro 202'029.00 (pari a CHF 247'424.92),
ritenuto che nel frattempo la cliente è stata interamente tacitata (cfr. punto 1.2. del presente ACC);
3. falsità in documenti
per avere,
a Lugano ed in altre imprecisate località,
in almeno due occasioni, e meglio nel giugno 2013 e nell’agosto 2014,
per procacciare a sé o ad altri un indebito profitto,
formato documenti falsi, attestato in documenti, contrariamente alla verità, fatti di importanza giuridica e falsificando la firma del cliente, nonché fatto uso, a scopo d’inganno, di tali documenti,
e meglio per avere,
3.1. personalmente apposto sul giustificativo di cassa la firma manoscritta di __________, titolare della relazione no. __________, addebitata con il prelevamento di data 26.06.2013 di CHF 58'000.00, presentando tale documento ai funzionari della __________, alfine di ingannare questi ultimi ed ottenere il versamento in contanti della somma, come meglio indicato al punto 1.2.3;
3.2. personalmente apposto sul giustificativo di cassa la firma manoscritta di __________, titolare della relazione no. __________, addebitata con il prelevamento di data 25.08.2014 di USD 52'000.00, presentando tale documento ai funzionari della __________, alfine di ingannare questi ultimi ed ottenere il versamento in contanti della somma, come meglio indicato al punto 1.2.6;
fatti avvenuti: nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti: dagli art. art. 146 cpv. 1 e 158 cifra 1 cpv. 3 CP, art. 251 cifra 1 CP;
atto d’accusa contemplante le seguenti
proposte: 1. IM 1 è dichiarato autore colpevole dei reati a lui scritti come sopra.
di conseguenza IM 1 è condannato:
alla pena detentiva di 24 (ventiquattro) mesi, dedotto il carcere preventivo sofferto di 31 giorni.
L’esecuzione della pena viene sospesa condizionalmente per un
periodo di prova di 2 (due) anni (art. 42 e segg. CP).
E’ pure
condannato 2. IM 1 è condannato al pagamento della tassa di giustizia e delle spese giudiziarie, il cui ammontare sarà stabilito dalla Corte giudicante.
ed inoltre 3. Ordina la confisca dei seguenti documenti (art. 69 o 70 CP):
[ agenda 2010, documentazione __________ e documentazione __________ relativa al conto __________;
[ documentazione __________ e firme in bianco e mappetta “sospesi”.
4. Ordina, a crescita in giudicato della seguente decisione, il dissequestro dei seguenti valori patrimoniali:
[ CHF 1'044.00 (pari a Euro 870.00), sequestrati all’imputato in data 20.10.2014 (cfr. AI 3) e depositati sul conto corrente postale del Ministero Pubblico (e trasferiti al TP).
Presenti: - il Procuratore pubblico PP 1, in rappresentanza del Ministero Pubblico;
- l’imputato IM 1, assistito dal suo difensore di fiducia, avv. DF 1.
Espletato il pubblico dibattimento dalle ore 09:30 alle ore 09:55.
- Constatato il consenso delle parti alle proposte in esame;
- accertato che l’imputato ha ammesso i fatti;
- ritenuta legale e opportuna la procedura abbreviata;
- considerato che l’accusa concorda con le risultanze del dibattimento e con gli atti di causa;
- considerato che la sanzione appare adeguata;
richiamati gli artt.: 50, 61 LOG;
135, 358 e segg., in particolare 362, 426 cpv. 1 CPP;
22 TG sulle spese;
decreta: 1. L’atto di accusa n. 81/2016 del 20.05.2016 contro IM 1, con le relative proposte, è approvato.
2. La tassa di giustizia di fr. 500.00 e i disborsi sono posti a carico del condannato.
3. Questo giudizio è definitivo. Può essere annunciato appello, per iscritto o oralmente a verbale, al Presidente della Corte delle assise correzionali, entro dieci giorni dalla comunicazione della presente sentenza, solo se non è stato accettato l’atto di accusa o se la sentenza non corrisponde allo stesso.
Intimazione a:
Comunicazione a: - Comando della Polizia cantonale, SG/SC (Servizi centrali), via S. Franscini 3, 6500 Bellinzona
- Ministero Pubblico, SERCO, 6501 Bellinzona
- Ufficio dei Giudice dei provvedimenti coercitivi, via Bossi 3, 6900 Lugano
- Sezione della Popolazione, ufficio della migrazione, servizio contenzioso, 6501 Bellinzona
Per la Corte delle assise correzionali
La Presidente La vicecancelliera
Distinta spese:
Tassa di giustizia fr. 500.--
Inchiesta preliminare fr. 200.--
Altri disborsi (postali, tel., ecc.) fr. 81.20
fr. 781.20
============