Incarto n. 72.2007.87
Lugano, 26 marzo 2008/nh
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La presidente della Corte delle assise correzionali
di Lugano
Presidente:
giudice Giovanna Roggero-Will
Segretaria:
Orsetta Bernasconi, vicecancelliera
Sedente nell’aula penale di questo Palazzo di giustizia, senza intervento degli assessori giurati, avendovi l’accusato, con l’annuenza del difensore e del procuratore pubblico, rinunciato,
per giudicare
AC 1 e domiciliato a
prevenuto colpevole di:
1. truffa, ripetuta
per avere
a __________ nonché in altre località in Svizzera ed all’estero, nel periodo marzo 1994-novembre 2001,
allo scopo di procacciare a sé e ad altri un indebito profitto,
in qualità di consulente finanziario alla clientela dapprima presso il __________, in seguito presso la __________ ed infine presso la __________,
ingannato con astuzia persone, affermando cose false o dissimulando cose vere oppure confermandone subdolamente l’errore, inducendole in tal modo ad atti pregiudizievoli al patrimonio altrui,
e meglio per avere
agendo all’insaputa dei clienti PC 1, PC 2 e PC 3 ed approfittando del rapporto esclusivo e di fiducia con gli stessi,
sfruttando altresì la conoscenza dei meccanismi interni alle banche in cui lavorava ed il rapporto di fiducia esistente con i propri colleghi,
simulando inoltre ordini telefonici dei citati clienti in realtà mai avvenuti, nonché fornendo causali inveritiere o dando istruzioni diverse da quelle ricevute, nonché presentando ordini (o conferme d’ordine) sottoscritti dai rappresentanti (in specie __________) della società __________, riconducibile ai fratelli PC 1 e PC 2, ed ottenuti con l’inganno millantando inesistenti disposizioni di questi ultimi,
ingannato ripetutamente con astuzia i colleghi addetti all’esecuzione delle operazioni di trasferimento o prelevamento, inducendoli ad eseguire ordini indebiti di bonifico e di prelievo per un importo complessivo di CHF 7'992'852.75 in danno (in parte solo temporaneamente) delle relazioni intestate alla __________ o personalmente ai clienti PC 1 (di seguito PC 1), PC 2 (di seguito PC 2) e PC 3 ed in favore proprio o di terzi,
in particolare per avere
1.1 presso PC 6, nel periodo marzo 1994-luglio 1996,
1.1.1 in danno della relazione n. __________, di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2
1.1.1.1 il 17.03.1994, fatto bonificare, abusando della firma autentica dei clienti e confezionando un falso ordine di bonifico, CHF 500'000.-- e CHF 391'000.-- a favore delle relazioni __________ in __________, entrambe riconducibili a trasportatori di valuta, denaro che non risulta essere stato consegnato ai fratelli e di cui si sono perse le tracce;
1.1.1.2 il 09/10.05.1995, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, GBP 160'000 (pari a CHF 290'356.85) a favore della relazione __________, riconducibile a trasportatori di valuta, denaro che non risulta essere stato consegnato ai fratelli e di cui si sono perse le tracce;
1.1.2 in danno della relazione n. intestata ad PC 1,
1.1.2.1 il 22.07.1996, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 495'712.70 (pari a CHF 602'538.80) a favore di un conto presso la __________, nell’ambito di un’operazione richiesta da PC 2, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n. __________, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.2 presso PC 5 nel periodo dicembre 1996-aprile 1999;
1.2.1 in danno della relazione n. __________, di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.2.1.1 il 17.12.1996, ottenuto in contanti, millantando un’inesistente richiesta dei clienti, due importi di CHF 40'000.-- ciascuno, per complessivi CHF 80'000.--, denaro poi accreditato per contanti nel periodo 17-20.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 60'000.--) e n. presso PC 6 (CHF 13'000.--), entrambe intestate all’accusato, nonché sulla relazione n. presso PC 6 (CHF 9'000.--) di cui era titolare sua moglie;
1.2.1.2 il 03.02.1997, ottenuto in contanti, indicando contrariamente al vero che l’importo serviva ai clienti per l'acquisto di un appartamento a __________, CHF 450'000.--, somma poi in parte accreditata per contanti nel periodo 03-10.02.1997 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 280'000.--), n. presso PC 6 (CHF 70'000.--) e n. presso PC 5 (CHF 29'900.--), tutte intestate all’accusato;
1.2.1.3 il 02.07.1998 rispettivamente il 25.08.1998, fatto trasferire, millantando inesistenti ordini telefonici dei clienti, titoli per complessivi USD 290'937.50 (pari a CHF 445'425.30) nonché USD 206’875 (pari a CHF 310'933.10), per complessivi CHF 756’358.40, a favore della relazione n. presso __________ di cui egli era titolare;
1.2.1.4 il 20.01.1999, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, USD 55'000 (pari a CHF 76'131.--) a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare;
1.2.1.5 il 23.04.1999 fatto bonificare, avvalendosi a scopo di inganno di un ordine inviatogli via fax il 22.04.1999 da PC 1 che indicava genericamente di versare a favore di PC 1 e del fratello PC 2 un importo di USD 115'000 ciascuno, l’importo di USD 115'000 (pari a CHF 173'121.--) spettante a PC 2 a favore della relazione n. presso __________ di cui l’accusato era titolare;
1.2.2 in danno della relazione n. intestata ad PC 1;
1.2.2.1 nel periodo 29.08.1997-02.11.1998, fatto bonificare a 18 (diciotto) riprese, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, CHF 1'130'864.60, DEM 97'116.- (pari a CHF 80'868.50), GBP 56'840.42 (pari a CHF 135'510.50) e USD 230'216.54 (pari a CHF 342'619.55), per complessivi CHF 1'689'863.15, a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare;
ritenuto che complessivamente sulla relazione n. sono confluiti CHF 2'695'529.-- in provenienza dai conti n. e n., di cui CHF 416'535.-- prelevati per contanti dall’accusato;
1.3 presso PC 4 nel periodo febbraio 2000-novembre 2001;
1.3.1 in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.3.1.1 il 10.02.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 330'000 (pari a CHF 534'699.--), rispettivamente il 06.04.2001 CHF 40'000.-- a favore della relazione n. di cui era avente diritto economico PC 2, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.2 il 20.03.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 87'087.14 (pari a CHF 144'407.90) a favore della __________, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.3 il 02.06.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 55'000.-- a favore della ditta __________, a titolo di prestito temporaneo per la costituzione della stessa, ritenuto che la somma prestata è rientrata sulla relazione __________ in data 20.06.2000;
1.3.1.4 nel periodo 06.06.2000-31.10.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi EUR 11'820.35 (pari a CHF 17'769.55), nonché USD 58'962.50 (pari
a CHF 99'783.15) a favore della relazione n. presso __________ di cui egli era titolare;
1.3.1.5 il 07.02.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 75'000 (pari a CHF 124'320.--) a favore di un conto della moglie di PC 2 presso __________, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.6 il 09.04.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 122'690.-- (controvalore di ITL 150 milioni) a favore del conto __________ presso __________ riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando ITL 50 milioni (pari a CHF 40'866.65) avrebbe dovuto essere addebitati alla relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.7 nel periodo 07.02.2001-14.08.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 42'000 (pari a CHF 70'014.--) a favore di un conto intestato a Irvine __________, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.1.8 il 06.11.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 4'000.-- a favore di __________, a pagamento di una perizia relativa a gioielli di famiglia, allorquando per CHF 2'000.-- avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n.;
1.3.2 in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2;
1.3.2.1 nel periodo 03.05.2000-31.10.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 111'409.75 (pari a CHF 188'094.15) a favore della relazione
n. presso la __________ di cui egli era titolare;
1.3.2.2 nel periodo 03.05.2000-18.07.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi USD 417'000 (pari a CHF 696'193.30) a favore della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1., a parziale restituzione dei fondi addebitati alla relazione __________ a favore di __________ rispettivamente dell’avente diritto economico di quest’ultima di cui ai precedenti punti 1.2.1.1, 1.3.1.2 e 1.3.1.5-1.3.1.8;
1.3.3 in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3,
1.3.3.1 nel periodo 11.01.2001-15.02.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, CHF 37'660.-- e EUR 17'500 (pari a CHF 26'754.--) a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare,
ritenuto che la somma di CHF 37'660.-- è poi stata utilizzata per l'acquisto di un orologio Breguet (serie limitata), che è stato sequestrato;
1.3.3.2 il 01.06.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 150'000 (pari a CHF 269'535.--) a favore del conto intestato a __________, allorquando avreb-be dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
1.3.4 in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.3.4.1 il 11.06.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 186'000 (pari a CHF 333'516.60) a favore di un conto intestato alla società __________ presso PC 4, nel contesto di un'operazione di incasso di tre assegni di complessivi USD 400'000 per conto di tale __________, persona estranea al titolare della relazione __________,
ritenuto che i tre assegni sono stati incassati sulla relazione personale dell'accusato n. presso __________, la quale è però stata addebitata a favore di __________ solo per il controvalore di USD 200'000, mentre la differenza (USD 186'000) è stata fatta addebitare alla relazione __________;
1.3.4.2 il 24.08.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, EUR 18'987.34 (pari a CHF 28'870.25) a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare;
1.3.4.3 il 23.11.2001 fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, CHF 274'000.-- (controvalore di ITL 350 milioni) a favore del conto __________, riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere;
ritenuto che complessivamente sulla relazione n. sono confluiti CHF 399’153.-- in provenienza dai conti __________, rispettivamente sono rimasti USD 186'000 (pari a CHF 333'516.--) nel contesto dell’operazione di incasso di assegni per conto di __________, per un importo totale di CHF 732'669.--, di cui CHF 512’630.-- prelevati per contanti dall’accusato;
2. appropriazione indebita, ripetuta
qualificata siccome commessa in qualità di gerente di patrimoni e nell'ambito di attività sottoposta alla legge federale sulle banche,
per essersi a __________ ed in altre località all’estero,
nel periodo dicembre 1996-marzo 2001,
appropriato di cose mobili altrui che gli erano state affidate,
e meglio
per essersi appropriato di complessivi CHF 245'468.30, denaro consegnatogli oppure fattogli pervenire da clienti per accredito sui loro conti, in particolare:
2.1 USD 30'000 (pari a CHF 39'873.30), affidatigli da PC 1 con invio postale di un assegno nel dicembre 1996, denaro in parte accreditato nel periodo 10-11.12.1996 sulle relazioni n. presso PC 6 (CHF 10'000.--)
e n. presso PC 6 (CHF 20'000.--), entrambe intestate all’accusato;
2.2 ITL 200 milioni (pari a CHF 166'260.--) consegnatigli il 28.08.1999 da PC 1 a __________, denaro di cui non è nota la destinazione, ma asseritamente utilizzato a favore di terzi clienti;
2.3 ITL 50 milioni (pari a CHF 39'335.--) consegnatigli il 12.09.2000 a __________ da PC 2, avente diritto economico della relazione __________ presso PC 4, in parte (CHF 18'509.75) accreditati per contanti il 14.09.2000 sulla relazione n. presso __________ di cui egli era titolare;
3. amministrazione infedele, ripetuta
per avere
a __________,
nel periodo gennaio 1995-dicembre 2001,
nella sua qualità di funzionario di banca ed in particolare di consulente finanziario alla clientela dapprima presso il PC 6, in seguito presso la PC 5 ed infine presso la PC 4,
in quanto tale tenuto per contratto ad amministrare il patrimonio dei clienti da lui seguiti,
ripetutamente mancato al proprio dovere, segnatamente di fedeltà e di informazione,
in particolare intraprendendo operazioni finanziarie che sapeva esulare dal profilo di rischio prescelto dai clienti,
informando questi ultimi contrariamente al vero, sia verbalmente sia in taluni casi per iscritto, sul reale andamento della gestione e sulla reale situazione patrimoniale, nonché sottacendo le perdite conseguite,
impedendo loro in tal modo di determinarsi con cognizione di causa sul prosieguo della gestione, causando così un danno quantificabile globalmente in CHF 7'699'476.10,
e meglio per avere
3.1 presso PC 6, PC 5 e PC 4,
in danno delle relazioni di cui i fratelli PC 1 e PC 2 erano titolari o aventi diritto economico,
almeno dal gennaio 1995 e fino al dicembre 2001,
effettuando investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite sottaciute e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.1, 1.2, 1.3.1, 1.3.2 e 2.1-2.2, nonché informando ripetutamente i clienti in modo errato sia verbalmente che per iscritto circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del loro portafoglio, sottacendo altresì le malversazioni commesse e le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 2'831'670.--;
3.2 presso PC 4
3.2.1 in danno delle relazioni __________,
delle quali era titolare e avente diritto economico PC 3,
almeno a far tempo dal luglio 2000,
effettuando investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.3.3 e 1.3.4, nonché informando ripetutamente il cliente verbalmente in modo errato circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo altresì le malversazioni commesse e le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 1'200'228.--;
3.2.2 in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico __________,
almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari,
in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dal cliente, nonché informando quest’ultimo verbalmente in modo errato circa il reale andamento delle gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo
altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 409'309.--;
3.2.3 in danno della relazione n.,
di cui erano titolari e aventi diritto economico __________,
almeno a far tempo dall'ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari ed altri strumenti rischiosi, in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dai clienti, nonché informando questi ultimi verbalmente in modo errato circa il reale andamento delle gestione e la vera consistenza patrimoniale del loro portafoglio, sottacendo altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 1'095'854.--;
3.2.4 in danno della relazione n.,
di cui era avente diritto economico __________,
almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
effettuando investimenti, segnatamente in titoli azionari ed altri strumenti rischiosi, in misura notevolmente superiore al profilo di rischio prescelto dalla cliente, nonché informando quest’ultima verbalmente in modo errato circa il reale andamento della gestione e la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, sottacendo altresì le perdite subite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 569'009.--;
3.2.5 in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico __________,
a far tempo dal novembre 2000,
effettuando senza il preventivo consenso del cliente investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente undici operazioni speculative con opzioni su divise del tipo DOUBLE LOCK-IN, allo scopo di recuperare precedenti perdite sottaciute, nonché sottacendo al cliente l'esistenza di tali operazioni e le relative ulteriori perdite conseguite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 817'715.75;
3.2.6 in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico __________,
almeno a far tempo dal gennaio 2001,
informando ripetutamente il cliente in modo errato sia verbalmente che per iscritto circa la vera consistenza patrimoniale del suo portafoglio, nonché sottacendo le perdite subite, al fine di tranquillizzarlo in merito all'andamento della gestione in parte speculativa, causato un pregiudizio di complessivi CHF 235'069.--;
3.2.7 in danno della relazione,
di cui erano titolari e aventi diritto economico __________,
almeno a far tempo dall'agosto 2001,
effettuando senza il preventivo consenso dei clienti investimenti che esulavano dal profilo di rischio prescelto, segnatamente quattro operazioni speculative con opzioni su divise del tipo __________,nonché sottacendo ai clienti l’esistenza di tali operazioni e le relative perdite conseguite, causato un pregiudizio di complessivi CHF 321'658.10;
3.2.8 in danno della relazione,
di cui era titolare e avente diritto economico __________,
nel dicembre 2001,
effettuando un’operazione speculativa con opzioni su divise del tipo __________,senza il preventivo consenso del cliente, nonché sottacendo al cliente l'esistenza di tale operazione e il risultato negativo di una precedente analoga operazione,
causato un pregiudizio di CHF 218'963.25;
4. falsità in documenti, ripetuta
per avere
a __________,
nel periodo marzo 1994-agosto 2001,
allo scopo di nuocere al patrimonio altrui e di procacciare a sé un indebito profitto, segnatamente per perfezionare l’inganno astuto e per mascherare le malversazioni commesse di cui ai precedenti punti 1-3, formato e fatto uso di documenti falsi,
e meglio
4.1 il 17.03.1994, formato, abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2, un falso ordine di bonifico di CHF 500'000.-- e
CHF 391'000.--, facendone altresì uso al fine di ottenere il trasferimento del denaro a favore delle relazioni in __________;
4.2 il 04.05.1998, formato, abusando della firma autentica del cliente PC 1, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso __________;
4.3 il 20.04.1999, formato, falsificando la firma del cliente PC 1 o abusando della sua firma autentica, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso __________;
4.4 in data imprecisata nel corso del 2001, allestito un estratto patrimoniale concernente le relazioni __________ aperte presso PC 4 attestante una situazione patrimoniale non corrispondente a quella reale, facendone altresì uso nell'agosto 2001 in occasione di una visita dei clienti PC 1 e PC 2 presso PC 4;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti art. 138 cifra 2, 146 cpv. 1, 158 cifra 1 cpv. 1, 251 cifra 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 83/2007 del 26 luglio 2007, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico. § L'accusato AC 1, assistito dal difensore di fiducia avv. DF 1. § L'avv. RC 6, in rappresentanza della PC PC 5. § L'avv. RC 2, in rappresentanza della PC PC 4. § Gli avv. RC 1 e __________, in rappresentanza delle PC PC 1, PC 2 e PC 3.
Espleti i pubblici dibattimenti dalle ore 9:30 alle ore 17:45.
Sentiti § Il Procuratore pubblico, per la sua requisitoria, il quale, postulata la conferma integrale dell'atto di accusa e, tenuto conto dell'attenuante specifica del lungo tempo trascorso e della violazione del principio di celerità, conclude chiedendo che l'accusato venga condannato ad una pena detentiva di 3 anni.
Il PP non si oppone ad una sospensione parziale dell'esecuzione della pena, che dovrà comunque essere scontata, anche nelle forme agevolate, per almeno 6 mesi.
Il PP postula l'accoglimento delle richieste delle PC, nella misura in cui queste risultano liquide.
Chiede, inoltre, la confisca, dedotte tasse e spese di giustizia, degli averi depositati sul conto e dell'orologio Breguet e la loro assegnazione alla PC PC 4.
Per i restanti beni chiede il mantenimento del sequestro conservativo (conto intestato alla moglie dell'imputato, conto PC 4 dell'imputato, conto MP presso __________, le due penne, prestazione di libero passaggio).
Il PP chiede, infine, che la pistola venga trasmessa all'Ufficio permessi per le valutazioni di sua competenza.
§ L'avv. RC 2, in rappresentanza di PC 4, si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta, con le modifiche concordate al dibattimento.
§ L'avv. RC 1, in rappresentanza dei signori __________, si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta.
§ L'avv. RC 6, in rappresentanza di PC 5 (già banca PC 5), si associa alla pubblica accusa per quanto attiene alla colpevolezza dell'accusato e ribadisce le richieste risarcitorie formulate nella sua istanza scritta, riservato quanto convenuto al dibattimento.
§ Il Difensore contesta, in generale, che le imputazioni di cui al punto 1 dell'atto di accusa configurino il reato di truffa mancando l'inganno astuto. Sostiene, invece, trattarsi di amministrazione infedele semplice, ev. qualificata per i punti da 1.2.1.2. a 1.2.1.5 e per il punto 1.3.1.8 dell'atto di accusa.
La difesa contesta poi, in particolare, i punti 1.1.1.1, 1.1.1.2 e 1.2.1.1 dell'atto di accusa, per i quali chiede il proscioglimento dell'accusato per non aver commesso il fatto.
Quo ai reati di cui ai punti 1.3.1 (conto, tranne punto 1.3.1.8), 1..2 (conto), 1.3.3 (conto) e 1.3.4 (conto Koror) chiede il proscioglimento per intervenuta prescrizione (per i punti 1.3.1.6 e 1.3.1.7, 1.3.2.1, 1.3.3.2 per effetto del principio di celerità).
La difesa non contesta i reati di appropriazione indebita e falsità in documenti (punti 2 e 4 dell'atto di accusa). Neppure contesta il reato di amministrazione infedele di cui al punto 3 dell'atto di accusa, per il quale, però, chiede il proscioglimento per intervenuta prescrizione (in parte per effetto del principio di celerità).
In ragione della scemata imputabilità e della violazione del principio di celerità e in applicazione delle attenuanti del sincero pentimento e del lungo tempo trascorso, la difesa conclude chiedendo una consistente riduzione della pena richiesta dal PP, che dovrà essere posta al beneficio della sospensione condizionale.
Posti dal Presidente, con l'accordo delle Parti, i seguenti
quesiti: AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. truffa ripetuta
per avere,
1.1.1. il 17.3.1994, presso il PC 6
abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2,
fatto bonificare a favore delle relazioni STIVA e SCAFO riconducibili a terzi presso __________, fr. 500'000.- rispettivamente fr. 391'000.- ; in danno della relazione
n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2
1.1.2. il 9/10.5.1995, presso il PC 6, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, fatto bonificare a favore della relazione riconducibile a terzi presso __________ fr. 290'356.85 in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico e PC 2;
1.1.3. il 22.7.1996, presso il PC 6,
in danno della relazione n. intestata ad PC 1, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fatto bonificare fr. 602'538.80 a favore di un conto presso la __________, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitata la relazione;
1.1.4. il 17.12.1996 presso PC 5,
ottenuto in contanti millantando un'inesistente richiesta dei
clienti PC 1 e PC 2 complessivi fr. 80'000.- in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.5. il 03.2.1997, presso PC 5,
ottenuto in contanti, indicando contrariamente al vero che l’importo serviva ai clienti per l'acquisto di un appartamento a __________, fr. 450'000.-;
1.1.6. il 2.7.1998 e il 25.8.1998, presso PC 5, millantando inesistenti ordini telefonici dei clienti,
fatto trasferire su conti propri e della moglie titoli per complessivi fr. 756’358.40 in danno della relazione n.. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.7. il 20.1.1999, presso PC 5, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti,
fatto bonificare fr. 76'131.- a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.8. il 23.4.1999 fatto bonificare, avvalendosi a scopo di inganno di un ordine inviatogli via fax il 22.4.1999 da PC 1 che indicava genericamente di versare a favore di PC 1 e del fratello PC 2 un importo di USD 115'000 ciascuno, l’importo di fr. 173'121.- spettante a PC 2 a favore della relazione n. presso __________ di cui l’accusato era titolare in danno della relazione n. di cui erano aventi diritto economico PC 1 e PC 2;
1.1.9. nel periodo 29.8.1997-2.11.1998, presso PC 5, fatto bonificare a 18 riprese, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi
fr. 1'689'863.15, a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare in danno della relazione n. intestata ad PC 1,
1.1.10. il 10.2.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 534'699.rispettivamente il 6.4.2001
fr. 40'000.- a favore della relazione n. di cui era avente diritto economico PC 2, la quale non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.11. il 20.3.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente fr. 144'407.90 a favore della __________, in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.12. il 2.6.2000, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 55'000.- a favore della ditta __________, a titolo di prestito temporaneo, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.13. nel periodo 6.6.2000-31.10.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 17'769.55
e fr. 99'783.15 a favore della relazione n. presso __________ di cui egli era titolare in danno della relazione n.,
di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.14. il 7.2.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 124'320.- a favore di un conto della moglie di PC 2 presso __________, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione
n., in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.15. il 9.4.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 122'690.- a favore del conto presso __________ riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando fr. 40'866.65 avrebbero dovuto essere addebitati alla relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.16. nel periodo 7.2.2001-14.8.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 70'014.a favore di un conto intestato a __________ presso __________, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.17. il 6.11.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 4'000.-- a favore di __________, a pagamento di una perizia relativa a gioielli di famiglia, allorquando per fr. 2'000.- avrebbe dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1;
1.1.18. nel periodo 3.5.2000-31.10.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 188'094.15 a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2;
1.1.19. nel periodo 03.05.2000-18.07.2000, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, complessivi fr. 696'193.30 a favore della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 1, a parziale restituzione dei fondi addebitati alla relazione a favore di rispettivamente dell’avente diritto economico di quest’ultima di cui ai precedenti punti 1.2.1.1, 1.3.1.2 e 1.3.1.5-1.3.1.8, in danno della relazione n., di cui era titolare PC 1 ma avente diritto economico PC 2
1.1.20. nel periodo 11.1.2001-15.2.2001, fatto bonificare, millantando inesistenti ordini telefonici del cliente, fr. 37'660.- e fr. 26'754.a favore della relazione n. presso la __________ di cui egli era titolare,
in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.21. il 1.6.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 269'535.- a favore del conto intestato a __________, allorquando avreb-be dovuto essere addebitata la relazione n., in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.22. il 11.6.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 333'516.60 a favore di un conto intestato alla società presso PC 4, nel contesto di un'operazione di incasso di tre assegni di complessivi USD 400'000 per conto di tale __________, persona estranea al titolare della relazione __________, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.23. il 24.8.2001, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 28'870.25 a favore della relazione
n. presso la __________ di cui egli era titolare, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.24. il 23.11.2001 fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, fr. 274'000.- a favore del conto presso __________, riconducibile a trasportatori di valuta, allorquando avrebbe dovuto essere addebitata la relazione
n., in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico PC 3;
1.1.1.1. trattasi invece di amministrazione infedele;
1.1.1.2. trattasi invece di amministrazione infedele qualificata;
1.2. appropriazione indebita ripetuta
per essersi appropriato ,
1.2.1. di fr. 39'873.30, affidatigli da PC 1 con invio postale di un assegno nel dicembre 1996;
1.2.2. di fr. 166'260.- consegnatigli il 28.8.1999 da PC 1 a __________;
1.2.3. di fr. 39'335.- consegnatigli il 12.09.2000 a __________ da PC 2;
1.2.1.1. trattasi di reato qualificato siccome commesso in qualità di gerente di patrimoni e nell'ambito di attività sottoposta alla __________;
1.3. amministrazione infedele ripetuta
per avere,
1.3.1. presso PC 6, PC 5 e PC 4,
in danno delle relazioni di cui i fratelli PC 1 e PC 2 erano titolari o aventi diritto economico, almeno dal gennaio 1995 e fino al dicembre 2001, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite sottaciute e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.1, 1.2, 1.3.1, 1.3.2 e 2.1-2.2, causato un pregiudizio di complessivi fr. 2'831'670.--;
1.3.2. presso PC 4, in danno delle relazioni e, delle quali era titolare e avente diritto economico PC 3, almeno a far tempo dal luglio 2000, segnatamente allo scopo di recuperare le precedenti perdite e gli ammanchi derivanti dalle malversazioni di cui sub 1.3.3 e 1.3.4, causato un pregiudizio di complessivi fr. 1'200'228.--;
1.3.3. presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico __________, almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 409'309.-;
1.3.4. presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui erano titolari e aventi diritto economico __________, almeno a far tempo dall'ottobre 2000, causato un pregiudizio di complessivi fr. 1'095'854.--;
1.3.5. presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era avente diritto economico __________, almeno a far tempo dall’ottobre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 569'009.-;
1.3.6. presso PC 4, in danno della relazione
n., di cui era titolare e avente diritto economico __________, a far tempo dal novembre 2000,
causato un pregiudizio di complessivi fr. 817'715.75;
1.3.7. presso PC 4, in danno della relazione n., di cui era titolare e avente diritto economico __________, almeno a far tempo dal gennaio 2001, causato un pregiudizio di complessivi fr. 235'069.-,
1.3.8. presso PC 4, in danno della relazione n., di cui erano titolari e aventi diritto economico __________, almeno a far tempo dall'agosto 2001, causato un pregiudizio di complessivi fr. 321'658.10;
1.3.9. presso PC 4, in danno della relazione, di cui era titolare e avente diritto economico __________ nel dicembre 2001, causato un pregiudizio di fr. 218'963.25;
1.4. falsità in documenti ripetuta
per avere,
1.4.1. il 17.3.1994, formato e fatto uso, abusando della firma autentica dei clienti PC 1 e PC 2, un falso ordine di bonifico di fr. 500'000.-- e fr. 391'000.--;
1.4.2. il 4.5.1998, formato, abusando della firma autentica del cliente PC 1, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso __________;
1.4.3. il 20.4.1999, formato, falsificando la firma del cliente PC 1 o abusando della sua firma autentica, una falsa conferma di ordini di bonifico telefonici a favore del conto n. presso __________;
1.4.4. nel corso del 2001, allestito e fatto uso di un estratto patrimoniale non corrispondente alla realtà concernente le relazioni aperte presso PC 4 Lugano;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale?
3. Può beneficiare delle attenuanti:
3.1. del sincero pentimento;
3.2. del tempo trascorso?
4. Ha egli agito in stato di scemata imputabilità?
5. E' stato violato il principio di celerità?
6. Deve un risarcimento alle PC e se sì in quale misura?
7. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerando, in fatto ed in diritto
1. vita
AC 1 nasce il 1 luglio 1958 a __________. E' figlio unico.
Il padre (1913-1985), tipografo, già anziano alla sua nascita, decide, in prossimità del pensionamento, di mettersi in proprio fondando una casa editrice, che però fallisce (concordato con abbandono dell’attivo) dopo pochi anni.
La madre (1930-1998) viene descritta come una donna timida, accomodante e sottomessa, spesso malata e consacrata al suo ruolo di madre e casalinga, molto attaccata al figlio, che la assiste negli ultimi anni vissuti in malattia (problemi alla tiroide e insufficienza renale cronica) fino alla morte avvenuta nel 1998 a causa di un'embolia polmonare.
Dopo la maturità, AC 1 si iscrive alla facoltà di Economia all'Università di __________, ma smette dopo un paio d'anni poiché non motivato.
Ritorna in Ticino e si impiega presso la casa editrice paterna, che lo travolge nel fallimento.
Nel 1984 comincia la carriera bancaria e lavora come consulente e gerente di fortuna presso diversi istituti di credito. Dapprima presso il PC 6: nella sede di __________ fino a fine 1986, a __________ per tutto il 1987, a __________ sino a fine 1988 e a __________ dall’inizio 1993 sino ad agosto 1996. Dal 1 settembre 1996 lavora, sempre come consulente, alla PC 5 e da inizio gennaio 2000 sino a dicembre 2001 presso PC 4.
Nel 1994 AC 1 si sposa. Il matrimonio non è stato allietato dalla nascita di figli.
2. l'autodenuncia
Il 12 dicembre 2001 AC 1 viene sospeso dalle sue funzioni professionali poiché vengono scoperte alcune irregolarità nel suo lavoro in seno ad PC 4.
Egli decide, quindi, di costituirsi alla giustizia per chiarire la sua posizione (cfr. lett. avv. DF 1 13.12.2001, AI 1).
AC 1 compare davanti al procuratore pubblico il 14 dicembre 2001.
Al procuratore egli, non solo riferisce di malversazioni commesse presso PC 4, ma anche di malversazioni commesse in altri istituti bancari, segnatamente a danno di tre clienti che man mano lo hanno seguito nei vari istituti in cui ha lavorato (cfr. VI PP 14.12.2001).
A seguito di queste sue prime ammissioni, il PP gli promuove l'accusa per titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele.
Non ne ordina l’arresto (cfr. PP AC 1 14.12.2001, pag. 13).
Con lettera 7.1.2002 dell'avv. RC 5 di __________ perviene al MP anche la denuncia da parte dei tre clienti seguiti dal AC 1 nelle varie banche in cui operava, e meglio PC 3 e i suoi due figli PC 1 e PC 2 (AI 25).
In corso di inchiesta si faranno avanti altri clienti seguiti dal AC 1 nell'ambito della sua attività professionale presso PC 4, clienti che troveranno poi un accordo direttamente con questa banca relativamente al risarcimento del danno da loro subito a seguito delle malversazioni di AC 1 (cfr. AI 225)
3. ricovero di AC 1
Segue per AC 1 un periodo molto travagliato in cui, fra l’altro, si manifestano grossi problemi di salute che ne determinano anche il ricovero ed una lunga degenza presso la clinica __________.
Il suo psichiatra aveva diagnosticato un "episodio depressivo grave, senza sintomi psicotici" (cert. medico 13.12.2001 dr. med. __________, AI 2).
L’avv. DF 1 ha riferito che AC 1 aveva, ad inizio dicembre 2001, manifestato al collega avv. __________ intenzioni suicidali presentandosi nel suo studio munito di una pistola militare carica. L'avv. __________, che si è poi premurato di rimuovere il magazzino della pistola contenente 9 colpi e di custodirla nella sua cassaforte, ha precisato che l'arma (una SIG d'ordinanza) non aveva alcun colpo in canna (cfr. lett. avv. DF 1 13.12.2001, AI 2 e lett. avv. __________ 13.12.2001, AI 3).
Sullo stato psichico di AC 1 vi sono alcuni certificati medici in atti (cfr. certificato dr. __________ 26.4.2002, AI 115; certificato dr. __________ 6.6.2007, doc. TPC 4).
Il suo patrocinatore ha chiesto sia in sede d'inchiesta sia in vista del dibattimento l'allestimento di una perizia psichiatrica. La sua richiesta è stata, in entrambi i casi, respinta (cfr. decisione 26.2.2003 Giar AI 179 confermata dal TF AI 200 e ordinanza prove 21.12.2007, doc. TPC 9).
Va, tuttavia, rilevato che il medico curante di AC 1 ha diagnosticato, oltre alla grave depressione che aveva causato il ricovero di cui s’è detto, la presenza di un “disturbo delle abitudini e degli impulsi vicino alle dinamiche psicopatologiche del gioco d’azzardo patologico (ICD 10, Decima revisione della classificazione internazionale delle sindromi e dei disturbi psichici e comportamentali)” (certificato 6.6.2007, doc. TPC 4).
Risulta, in ogni caso, che AC 1 si è sottoposto alle cure del dott. __________, spec. FMH in psichiatria, ininterrottamente e con regolarità e costanza sin dal mese gennaio 2002.
4. attività dopo l’avvio dell’inchiesta
Dopo molte ricerche di lavoro senza esito, il 1.7.2003 AC 1 è entrato alle dipendenze della __________ e lavora tutt'oggi a tempo pieno presso il negozio di __________ (cfr. scritto AC 1 "La mia vita dal 13 dicembre a oggi" e dichiarazione 9.1.2008 della __________ __________ in doc. TPC 13).
AC 1 era comproprietario con la moglie di un appartamento in __________ (folio PPP n. 13876 (52/1000) del fondo base n. 180 RFD __________), pagato circa 1 milione di franchi e acquistato nel 1999 grazie alla quota di libero passaggio versato dalla PC 5 (ca. fr. 220'000), al provento della vendita di un precedente appartamento che AC 1 possedeva sempre a __________ (ca. fr. 50'000.-) e grazie ad un'ipoteca di circa fr. 680'000.- (cfr. PP AC 1 14.12.2001, pag. 9, estratto RF AI 8).
L'appartamento è stato messo all'asta (cfr. AI 141) e l'eccedenza di ca. fr. 95'000.- spettante a AC 1, in quanto sequestrata, è stata versata al MP a favore delle PC (AI 254).
5. sequestri
A seguito dei primi racconti di AC 1, il PP ha proceduto al sequestro di varia documentazione trovata sia presso la sua abitazione (dove è pure stato trovato un magazzino di pistola con 6 colpi), sia nel suo ufficio in PC 4 (cfr. ordini di perquisizione e sequestro AI 7 e 19; verbali di sequestro 14.12.2001, AI 17 e inventario documentazione scrivania AC 1 AI 31).
Ulteriore documentazione è stata sequestrata presso gli uffici della __________ (documentazione concernente la società panamense __________ di pertinenza dei clienti __________ e interessata alle malversazioni, cfr. verb. di sequestro 19.12.2001 AI 18) e presso l'ufficio cambi di __________ (verb. sequestro 14.2.2001, AI 65).
Vengono inoltre sequestrati due veicoli Mercedes (AI 10) e i diversi conti bancari dei clienti danneggiati, e quelli sui cui AC 1 faceva pervenire gli indebiti profitti (ordini di perquisizione e sequestro AI 9, 41, 42, 43, 44, 45, 82).
Il PP ha, poi, proceduto al blocco del registro fondiario della proprietà di RC 1 (AI 11).
E’ stata, infine, sequestrata anche la pistola d'ordinanza con la quale AC 1 si era presentato nell'ufficio dell'avv. __________ (AI 22).
Per quanto attiene, in particolare, ad une delle due Mercedes sotto sequestro, AC 1 ha provveduto a restituirla alla società che gli aveva concesso il leasing e il saldo a favore di AC 1 di fr. 6'120.derivante dalla liquidazione del contratto è stato versato al MP a vantaggio delle parti civili (AI 66 e 85).
6. precedenti penali
AC 1 è stato condannato il 5.11.2003 dal __________ per infrazione grave alle norme della circolazione (fatti avvenuti nel gennaio 2003) ad una multa di fr. 800.- cui è stata concessa la sospensione condizionale con periodo di prova di un anno (AI 359).
7. epilogo dell’inchiesta
L'inchiesta si è protratta per quasi sei anni.
Va detto, tuttavia, che l’inchiesta ha conosciuto una battuta d’arresto di tre anni (GIAR decisione 26.4.2007 GIAR, su reclamo dei fratelli PC 1).
L’inchiesta è terminata il 18.7.2007 con la chiusura dell'istruzione formale (AI 331).
Il 26 luglio successivo è stato emesso l'atto di accusa 83/2007, oggetto del presente giudizio.
8. le accuse
Con atto d'accusa 26.7.2007 AC 1 è stato deferito alla Corte delle Assise correzionali per il titolo di truffa, appropriazione indebita e amministrazione infedele ripetute e per ripetuta falsità in documenti.
In particolare, a AC 1 viene rimproverato, per il periodo marzo 1994 - novembre 2001, di avere, in qualità di consulente alla clientela, ripetutamente ingannato con astuzia i colleghi addetti all’esecuzione delle operazioni di trasferimento o prelevamento, millantando inesistenti disposizioni di clienti e inducendoli così ad eseguire ordini indebiti di bonifico e di prelievo per un importo complessivo di fr. 7'992'852.75 (AA 1).
AC 1 deve inoltre rispondere di ripetuta appropriazione indebita qualificata per essersi appropriato - tra il dicembre 1996 e il marzo 2001 - di complessivi fr. 245'468.30, denaro consegnatogli oppure fattogli pervenire da clienti per accredito sui loro conti (AA 2).
AC 1 deve, poi, rispondere di ripetuta amministrazione infedele per avere, nel periodo gennaio 1995-dicembre 2001 presso tre istituti di credito in cui lavorava, nella sua qualità di consulente finanziario alla clientela e in quanto tale tenuto per contratto ad amministrare il patrimonio dei clienti da lui seguiti, ripetutamente mancato al proprio dovere causando un danno quantificabile globalmente in fr. 7'699'476.10 (AA 3).
Infine, AC 1 è accusato di ripetuta falsità in documenti per avere formato e fatto uso di documenti falsi allo scopo di perfezionare l’inganno astuto e mascherare le ulteriori malversazioni commesse (AA 4).
L'atto di accusa è stato, in sostanza, stilato sulla base delle dichiarazioni dell’imputato, verificate e completate dall'équipe finanziaria del MP con l'ausilio della copiosa documentazione in atti (documentazione bancaria e altra documentazione sequestrata, verbali di interrogatorio), ad eccezione di quanto indicato ai punti 1.1.1.1, 1.1.1.2, 1.2.11 e 4.1 dell'atto di accusa che egli contesta.
9. rapporto Efin
Su incarico del PP, l'Efin ha allestito un rapporto nel quale è stato analizzato il movimento dei conti bancari intestati a AC 1, a sua moglie __________ e ai denuncianti (signori PC 1 e società panamense a loro riconducibile) e sono state ricostruite le malversazioni imputate a AC 1 (a favore suo, a favore di terzi e mancati accrediti a favore di clienti).
Inoltre, per i periodi di gestione presso i vari istituti di credito, sono stati calcolati i risultati di gestione nell'ottica di verificare se il relativo mandato era stato rispettato (cfr. rapp. Efin 30.4.2007, AI 333).
10. i fatti
AC 1 ha agito sull'arco di sette anni e nove mesi (da marzo 1994 a dicembre 2001).
Egli ha cominciato a delinquere quando era impiegato presso il PC 6 ed ha continuato l'attività delittuosa in altre due banche luganesi, dapprima presso la PC 5), quindi presso UBS SA.
La maggior parte delle malversazioni da lui commesse interessa il patrimonio di tre clienti. Si tratta dei fratelli PC 2 e PC 1 e, per un periodo più breve, del loro padre Aldo. Vi sono, poi, casi di cattiva gestione che toccano – ma per un periodo più limitato - un'altra mezza dozzina di clienti UBS.
10.1. l'attività presso il PC 6 (1991-1992)
L’ attività di AC 1 presso il PC 6 non è oggetto dell'atto di accusa.
Vi si fa, qui, un cenno soltanto per segnalare che fu proprio nell'ambito della sua attività di consulente presso il PC 6, che a AC 1 venne affidata la gestione del patrimonio dei fratelli PC 2 e PC 1, già clienti del PC 6 (PP PC 1 25.2.2002; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
PC 1, 1965, laureato in scienze politiche, lavora in una banca di __________ (PP PC 1 25.2.2002, pag. 1).
PC 2, 1968, è architetto (PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
Presso il PC 6 i due fratelli avevano una sola relazione, la n. 151950.
Nelle sue prime dichiarazioni, AC 1 ha riferito che presso il PC 6 il patrimonio (consistente in 13/14 milioni di franchi) dei due fratelli era inizialmente investito in modo bilanciato. Poi, per volere degli stessi clienti, che trasferirono metà del capitale in Italia, la strategia di investimento fu modificata:
" ADR che all'epoca il patrimonio dei due clienti, che sono fratelli, ammontava a complessivamente 13/14 milioni di CHF. Che detto patrimonio era investito in modo bilanciato, ovvero 50% azioni e 50% obbligazioni circa.
ADR che non ricordo di aver apportato modifiche significative a tale strategia di investimento nel periodo in cui lavoravo presso il PC 6. Ricordo però che dopo circa due anni, ovvero nel 1990 circa, i due clienti trasferirono circa la metà del patrimonio in Italia per loro affari immobiliari.
ADR che contestualmente a questo trasferimento i due clienti modificarono il profilo di investimento nel senso che decisero di essere più aggressivi, pur mantenendo il conservatorismo iniziale, nel senso di tentare di ricreare la sostanza precedente sull'arco di qualche anno.
ADR che per ossequiare il citato volere dei clienti, che per inciso è contraddittorio ancorché tipico di certa clientela, ho proceduto ad investire parte del patrimonio, se non erro il 20/30%, in strumenti particolari quali opzioni, derivati, operazioni su divise (forex) mentre la parte restante del patrimonio è restata investita in azioni e obbligazioni. …"
(PP AC 1 14.12.2001, pag. 2;PP AC 1 26.3.2003, pag. 2)
Pur confermando che AC 1 aveva libertà di manovra quanto agli investimenti da effettuare, i fratelli PC 1 hanno negato di avere mai voluto ricostituire, grazie ad una gestione speculativa, il patrimonio iniziale ed hanno precisato che, in realtà, era stata convenuta una gestione di tipo conservativo:
" ADR che a AC 1 ho sempre dato l'istruzione di gestire conservativamente il patrimonio. Per gestione conservativa intendo una quota azionaria del 30% al massimo, il resto essendo investito in obbligazioni e in fondi liquidi in diverse valute.
ADR che io non ho mai dato istruzioni a AC 1 per investimenti in strumenti derivati e o affari su divise…" (PP PC 1 25.2.2002, pag. 4)
" … Non eravamo noi a dare le istruzioni circa gli investimenti da effettuare, i quali venivano bensì messi in atto dalla banca, alla quale avevamo unicamente dato la consegna di seguire una gestione di tipo conservativo…" (PP PC 2 25.2.2002, pag. 4)
Sia quel che sia, dagli accertamenti fatti sulla base della documentazione in atti, risulta che le performances registrate presso il PC 6 nel periodo 1990-1992 sono state positive (cfr. pag. 22 rapp. Efin 30.4.2007 AI 333).
10.2. trasferimento al PC 6
Quando AC 1 decise di trasferirsi alla sede di __________ del PC 6, i due fratelli PC 1 lo seguirono (PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4)
- conto __________
Al momento del trapasso del patrimonio dal PC 6 a quello di __________, si decise – sembra per questioni successorie – di trasferire il patrimonio dei due fratelli PC 1 su un conto intestato ad una società panamense, la __________ con la precisazione che beneficiari economici del conto erano i due fratelli al 50% (PP AC 1 14.12.2001, pag. 4).
La società venne messa a disposizione dalla fiduciaria __________ cui fece capo direttamente AC 1 o un suo superiore (PP AC 1 26.3.2003, pag. 2).
__________, venne nominato amministratore (PP __________ 19.12.2001, pag. 1-2; PP PC 1 25.2.2002, pag. 3; PP AC 1 26.3.2003, pag. 16).
La società era rappresentata dai suoi amministratori, segnatamente dal signor __________ (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6-7; PP __________ 19.12.2001, pag. 2).
Da quel momento, fu la società __________ ad essere, da subito, l'unica intestataria della relazione n., aperta il 3.11.1992 presso il PC 6 e alimentata con i fondi di provenienza dal conto che PC 1 e PC 2 avevano presso il PC 6 (cfr. pag. 4 rapp. Efin).
Al 31.12.1992 il saldo del conto ammontava a fr. 11'248'439.- (cfr. all. 9 rapp. Efin).
Comunque, anche dopo il trapasso dei soldi al conto intestato alla __________, AC 1 rimase l’unico referente dei due fratelli PC 1 (PP PC 2 25.2.2002, pag. 5; PP AC 1 26.3.2003, pag. 16).
La gestione dei conti presso il PC 6 intestati alla società rimase di competenza della banca e, per essa, di AC 1.
Agli amministratori della società incombevano unicamente le questioni amministrative (PP __________ 19.12.2001, pag. 3).
- conto __________ (PC 1)
Il 9.3.1993, presso il PC 6 fu aperto un altro conto intestato al solo PC 1 ed alimentato con fondi provenienti dalla relazione __________.
Questo conto venne aperto per pareggiare i conti col fratello PC 2 che aveva prelevato dal conto __________ 800 milioni di vecchie lire per acquistare un immobile a __________ (PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 2 25.2.2002, pag. 4).
10.2.1. le imputazioni
Con riferimento alla tenuta di questi due conti, AC 1 è chiamato a rispondere di tre truffe: due ai danni del conto __________ - imputazioni che egli contesta (punti 1.1.1.1 e 1.1.1.2 AA) - e una in danno del conto di PC 1 (punto 1.1.2.1 AA).
AC 1 è inoltre chiamato a rispondere di amministrazione infedele (punto 3.1 AA).
- quo alle truffe
a)AC 1 è accusato di avere, in danno della relazione n., il 17.03.1994, fatto bonificare, abusando della firma autentica dei clienti e confezionando un falso ordine di bonifico, CHF 500'000.- e CHF 391'000.- a favore delle relazioni __________ in __________, entrambe riconducibili a trasportatori di valuta, denaro che i fratelli PC 1 negano di avere ricevuto (punto 1.1.1.1 AA).
Come visto, AC 1 contesta l'addebito.
I bonifici di fr. 500'000.- e fr. 390'000.- a debito del conto __________ e a favore dei conti __________ presso la __________ risultano dalla documentazione bancaria in atti ( cfr. allegati 5 PP PC 1/AC 1 2.3.2007, e cfr. anche all. 3, pag. 37 rapp. Efin).
I citati conti __________ erano intestati alla ditta individuale __________, attiva come ufficio cambi.
Il titolare della ditta e i suoi collaboratori sono stati sentiti una prima volta il 14.2.2002.
In questa circostanza hanno confermato di aver effettuato delle consegne di denaro in Italia a clienti di AC 1, spiegandone le modalità di esecuzione:
" … ADR che conosco AC 1, ma l'ho sentito solo al telefono. (…) L'ho sentito diverse volte al telefono, una volta o due al mese. AC 1 mi pare lavori PC 4 ed in precedenza al PC 6. Devo dire che lo conosce meglio il mio collaboratore che si chiama __________, che abita a __________. AC 1 mi faceva fare delle operazioni che consistevano nel portare delle lire in Italia o ritirare delle lire in Italia da suoi clienti. Le istruzioni AC 1 me le forniva sempre per telefono. Queste operazioni avevano una frequenza di una o due al mese
(…)
Le operazioni effettuate con AC 1 concernevano anche il cambio di valute. Mi spiego meglio. AC 1 telefonava presso il nostro ufficio e diceva ad esempio che c'era da portare 50 o 100 milioni ad un determinato cliente; bene o male erano sempre gli stessi clienti, non più di 5 o 6. Attualmente non saprei ricordare neanche un nome. AC 1 mi comunicava il nome, noi consegnavamo i soldi e poi il AC 1 faceva il versamento sul mio conto cifrato presso la __________.
(…)
Con AC 1 non vi sono mai stati intoppi, è sempre stato corretto. Anche da parte dei miei agenti in Italia non mi è mai stato riferito niente di anomalo.
A domanda della signora __________, rispondo che io ricevevo sempre istruzioni di consegnare i soldi al cliente, mai direttamente a AC 1 a __________. Per quanto ne so io, capitava che AC 1 fosse presente a __________ al momento in cui il mio agente consegnava i soldi..
(…)
ADR che i conti __________ sono tutti conti a me noti. Sono conti intestati a me, __________ e __________. Sono conti a firma individuale che usavamo per questi bonifici; venivano usati però anche per nostre operazioni. Sono i conti su cui AC 1 faceva i bonifici, dopo che noi avevamo consegnato i soldi ai clienti.
(…)
Delle operazioni fatte con AC 1 ribadisco che non c'è traccia cartacea. Si lavora completamente sulla fiducia, perché in effetti non posso provare di aver consegnato i soldi, come da istruzioni. Non mi è mai capitato che vi fossero delle contestazioni.
Posso dire che tutti i soldi ricevuti da AC 1 da consegnare ai suoi clienti, sono effettivamente stati consegnati ai clienti.
(…)
ADR che per quanto riguarda la contabilità ribadisco che non viene tenuta, salvo la registrazione delle commissioni intascate e del dare e avere dei conti del PC 6. Con questo dare e avere si intende l'uscita delle lire per la consegna e il relativo rimborso da parte del AC 1.
ADR ribadisco che questo modo d'operare lo applicavamo solo con i clienti di AC 1. Per quanto riguarda gli altri trasporti effettuati per conto del PC 6, eravamo obbligati ad andare in banca, ritirare i soldi e l'indirizzo e consegnavamo il denaro. Questo modo d'operare è stato instaurato, per quanto mi risulta, per evitare problemi di riciclaggio di denaro.
Per i clienti di AC 1, le lire le compravamo sempre in Svizzera e nelle banche per evitare di avere problemi con soldi falsi. Per poter anticipare i soldi, prelevavamo da uno dei nostri conti. … Prelevavo i soldi sul conto che aveva disponibilità.
(…)
ADR che quando AC 1 telefonava per dare ordine per un trasferimento non dava mai il nome del cliente ma diceva l'indirizzo, rispettivamente il nome dell'albergo. …"
(PP __________ 14.2.2002)
__________ ha sostanzialmente confermato il dire di __________:
" …ADR che conosco AC 1 da almeno sette/otto anni. Mi è stato presentato da un impiegato del PC 6; a quel tempo AC 1 lavorava presso il PC 6.
(…)
ADR che AC 1 mi ha mandatato di trasferire del capitale per conto dei suoi clienti in Italia. Ciò avveniva in circa 4/5 occasioni all'anno. In questi casi AC 1 si rivolgeva direttamente a me indicandomi l'ora, l'indirizzo e l'importo da consegnare.
ADR che qualche volta ho consegnato direttamente io a i clienti il denaro, mentre in altre occasioni sono stati i miei collaboratori, __________.
ADR che queste consegne avvenivano principalmente a __________ e qualche volta a __________. Le volte nelle quali ero io a portare il denaro, al momento della consegna era sempre presente AC 1 unitamente al cliente. So che __________ ha consegnato in almeno due occasioni personalmente, senza la presenza di AC 1 il denaro al cliente.
ADR che allorquando si trattava di un nuovo cliente, AC 1 era sempre presente. Per contro quando il cliente era da noi già conosciuto, potevamo fare la consegna senza la presenza di AC 1.
ADR che per quanto concerne le operazioni noi procediamo nel senso che quando riceviamo l'ordine di trasferire un determinato capitale ad un certo cliente, preleviamo la somma corrispondente da un nostro conto ed effettuiamo la consegna, dopo di che l'ordinante nel giro di un paio di giorni al massimo, bonifica sui nostri conti la medesima somma, ovviamente con l'aggiunta della provvigione.
ADR che l'indirizzo del cliente viene da noi tenuto solo fino ad operazione ultimata, mentre teniamo registrato la data dell'ordine, l'ammontare della somma consegnata nonché il nominativo dell'ordinante, in genere il funzionario di banca o a volte anche quello del cliente.
ADR che l'indirizzo del cliente al quale viene consegnata la somma viene eliminato per motivo di discrezione.
ADR che in questo momento non ricordo il nominativo dei clienti di AC 1 che abbiamo servito.…quando andavo a __________ avevo appuntamento con AC 1 in albergo, il quale non mi indicava neppure il nome del cliente. La consegna avveniva peraltro nel giro di qualche secondo, dopo di che io me ne andavo…"
(PP __________ 14.2.2002; cfr, pure, PP __________ 14.2.2002)
Dagli atti risulta che tra il 1993 e il 1995 AC 1 ha effettuato 8 bonifici a favore dei conti di pertinenza della ditta __________, corrispondenti a 8 consegne di denaro.
__________ (un altro collaboratore della ditta __________) non ricordano più i dettagli di queste operazioni, tra cui, in particolare, quelle riferite ai conti __________.
__________ precisa tuttavia di essere certo che le stesse andarono a buon fine "nel senso che le somme indicate sono state consegnate ai clienti che ci venivano indicati. Dico questo poiché, da un lato, non ho avuto mai un reclamo, e, dall'altro, la consegna avveniva sempre direttamente al cliente, spesso in presenza di AC 1" (PP __________ 14.2.2002, pag. 4)
La documentazione sequestrata presso gli uffici di __________ non è stata d'aiuto per la ricostruzione del destino finale dei due bonifici in questione (PP __________ 14.2.2002, pag. 5-6).
Come visto sopra, i fratelli PC 1 negano di aver ricevuto i suddetti importi di fr. 500'000.- e 391'000.- nel marzo 1994.
Ricordano altre consegne di questo tipo ma non quella del marzo 1994 (PP PC 2 25.2.2002, pag. 1; PP PC 2 25.2.2002, pag. 2-3; PP PC 2 25.2.2002, pag. 7; PP PC 1 25.2.2002, pag. 2; PP PC 1 25.2.2002, pag. 9-10).
AC 1, dal canto suo, ha sempre negato di essersi appropriato delle somme in questione a profitto suo o di terzi (PP AC 1 23.4.2002, pag. 5; PP AC 1 23.4.2002, pag. 6-7). Ha sempre affermato di non avere mai malversato con quelle modalità ed ha più volte ripetuto che “all'epoca non ero ancora entrato in quel circolo vizioso che mi ha portato in seguito a compiere dei prelevamenti indebiti” (PP AC 1 25.3.2003, pag. 2; PP AC 1 27.8.2003, pag. 6).
In sostanza, egli ha sempre sostenuto che l'istruzione di trasferire quegli importi gli venne impartita dai fratelli PC 1, indicando a sostegno delle sue affermazioni uno scritto non datato (sequestrato con altra documentazione presso la __________) e concernente il trasferimento di fr. 391'000.- e fr.500'000.- (cfr. all. 4 PP PC 1/AC 1 2.3.2007 pag. 5-6).
I fratelli PC 1 hanno riconosciuto le firme apposte sullo scritto indicato da AC 1, ma non il suo contenuto (PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 2-3).
Relativamente a questo scritto il PP ha ipotizzato il reato di falsità in documenti per aver formato e fatto uso, abusando della firma autentica dei fratelli PC 1, di un falso ordine di bonifico (punto 4.1 AA).
AC 1 ha ribadito la sua tesi contestando di avere, in quel caso, abusato della firma dei clienti (PP AC 1 28.3.2007, pag. 6):
" …in sostanza nego di aver abusato della firma dei clienti, poiché l’ordine in questione corrispondeva al loro volere ed esse hanno pure ricevuto il denaro…" (PP AC 1 28.3.2007, pag. 14)
Va, qui, rilevato che, a sostegno di una consegna per conto di AC 1 in data 18 marzo 1994, __________ hanno versato in atti un bigliettino pro-memoria dattiloscritto.
In esso, secondo il dire dei due, sarebbero state annotate da __________ le istruzioni per la consegna fatte avere a suo tempo da AC 1 a __________ (cfr. scritto avv. __________ 1.3.2002 AI 76; cfr. anche all. 6 PP PC 1/AC 1 2.3.2007; PP AC 1 25.3.2003, pag. 3; PP AC 1 25.3.2003, pag. 2-3; PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 6;PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 7; PP AC 1 28.3.2007, pag. 1)
Ora, se è vero che, di fatto, dell'importo complessivo di fr. 891'000.- uscito dal conto __________ e accreditato sui conti __________ si sono perse le tracce, è altrettanto vero che è tipico di questo genere di operazioni che non vi sia traccia alcuna della consegna di denaro al destinatario.
Agli atti non vi è alcun elemento che permetta di concludere che AC 1 si sia impossessato di questi soldi, in particolare, ritenuto che nulla differenzia quest’operazione dalla altre fatte effettuare da AC 1 per i fratelli PC 1 nelle stesse modalità, caratterizzate tutte dall’assenza di qualsiasi traccia documentale a sostegno dell’arrivo a destinazione della somma da trasportare.
La sola parola dei fratelli PC 1 – secondo cui, nel marzo 1994, non fu fatta loro nessuna consegna di soldi – non basta, certamente, a ritenere accertato né che effettivamente non vi fu consegna (ritenuto, poi, che il bigliettino promemoria e le testimonianze dei trasportatori sono indizi in senso contrario) né, soprattutto, a ritenere accertato che quei soldi vennero consegnati o accreditati a AC 1 (sui cui conti del passaggio di tali soldi non vi è alcuna traccia).
b) AC 1 è inoltre accusato di avere, sempre in danno della relazione n., il 9/10 maggio 1995, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico dei clienti, GBP 160'000 (pari a CHF 290'356.85) a favore della relazione __________, riconducibile a trasportatori di valuta, denaro che i fratelli PC 1 negano di avere ricevuto (punto 1.1.1.2 AA).
Come per l’episodio precedente, AC 1 contesta l'addebito.
Il bonifico di GBP 160'000.- a debito del conto __________ e a favore del conto __________ risulta dalla documentazione bancaria in atti ( cfr. allegati 5 PP PC 1/AC 1 2.3.2007, e cfr. anche all. 3, pag. 37 rapp. Efin).
Anche il conto __________ era intestato alla ditta individuale __________ e aveva il medesimo scopo dei conti __________ di cui si è detto sopra (PP __________ 14.2.2002, pag. 3).
L'operazione in questione rientra negli 8 bonifici effettuati da AC 1 a favore dei conti di pertinenza della ditta __________ e corrispondenti a 8 consegne di denaro.
Anche in questo caso, __________ non ricordano i dettagli di questa operazione riferita al conto __________ . Tuttavia, ancora una volta __________ si è detto certo che la stessa andò a buon fine "nel senso che le somme indicate sono state consegnate ai clienti che ci venivano indicati. Dico questo poiché, da un lato, non ho avuto mai un reclamo, e, dall'altro, la consegna avveniva sempre direttamente al cliente, spesso in presenza di AC 1" (PP __________ 14.2.2002, pag. 4).
Neanche in questo caso la documentazione sequestrata presso gli uffici di __________ è stata d'aiuto a ricostruire il destino del bonifico effettuato sul conto __________ (PP __________ 14.2.2002, pag. 5-6).
I fratelli PC 1 negano di aver ricevuto il suddetto importo di GBP 160'000.- nel maggio 1995 (PP PC 1/AC 1 2.3.2003, pag. 3).
Come visto, AC 1 contesta l'addebito:.
" … escludo di aver organizzato dei trasporti di valuta addebitando conti riconducibile alla famiglia PC 3 ma consegnando o facendo consegnare il denaro a terze persone. Io ho ammesso di aver malversato direttamente sui conti della famiglia PC 3, ma, come detto, non mediante lo stratagemma del trasporto all'estero di valuta."
(PP AC 1 23.4.2002, pag. 4; cfr, pure, PP PC 1/AC 1 2.3.2007, pag. 6-7; PP AC 1 28.3.2007, pag. 1)
Se si può dire che anche dell'importo di GBP 160'000.- si sono perse le tracce dopo il suo accreditamento sul conto __________, è altrettanto vero che, così come nell’episodio di cui al punto precedente, questa perdita di tracce è insita nella natura di queste operazioni.
Ne è, in pratica, un corollario.
Da essa nulla si può dedurre: certamente, non se ne può dedurre l’accertamento che AC 1 se lo intascò.
c) In danno della relazione intestata ad PC 1, AC 1 è poi accusato di avere, il 22.07.1996, fatto bonificare, millantando un inesistente ordine telefonico del cliente, USD 495'712.70 (pari a CHF 602'538.80) a favore di un conto presso la __________, nell’ambito di un’operazione richiesta da PC 2, ritenuto che avrebbe dovuto essere addebitato il conto __________, che non presentava sufficiente liquidità a causa delle precedenti malversazioni e perdite sottaciute nonché degli investimenti in essere (punto 1.1.2.1 AA).
AC 1 ha ammesso quest’imputazione (PP AC 1 23.4.2002, pag. 8; PP AC 1 28.3.2007, pag. 2) che risulta, peraltro, documentata dalla ricostruzione EFIN.
- quo all'amministrazione infedele (punto 3.1. dell’AA)
a) politica di investimento
Nelle sue prime dichiarazioni AC 1 ha riferito che presso il PC 6 la gestione patrimoniale avveniva senza una particolare base contrattuale, secondo il principio del "fai da te". Sempre a suo dire tale principio era applicato a tutto il settore PC 5 della succursale e, quindi, anche alla gestione del patrimonio PC 3 (PP AC 1 14.12.2001, pag. 4)
AC 1 ha ribadito che i fratelli PC 3 volevano cercare di ricostituire il patrimonio iniziale (cioè, quello di prima che i due ne trasferissero una parte in Italia) e che, quindi, pur ribadendo il loro desiderio di avere una gestione ponderata o equilibrata, chiedevano un rendimento poco compatibile con una tale gestione:
" …ADR che presso il PC 6 la percentuale di investimenti speculativi o rischiosi è rimasta ai livelli precedenti, ovvero al 20/30% della massa patrimoniale gestita, ma la percentuale degli insuccessi è stata superiore a seguito delle condizioni particolari di mercato.
ADR che in effetti nel periodo 1993/1996 la situazione dei mercati era pessima, segnatamente a seguito di un aumento dei tassi di interesse che si è riflesso negativamente sui mercati azionari portandoli al ribasso, ciò che a sua volta si è riflesso negativamente, in misura amplificata, sugli indici.
ADR che i due clienti non hanno fissato una percentuale esplicita cui io dovevo attenermi per gli investimenti speculativi o rischiosi. Ero e sono tuttavia consapevole che l'operatività da me messa in atto eccedeva le intenzioni dei due clienti sia perché avevo destinato una percentuale più elevata del patrimonio ad operazioni speculative o rischiose sia perché all'interno di questa percentuale io utilizzavo strumenti che per la loro natura aumentavano ulteriormente il rischio dell'investimento.
ADR che i due clienti, segnatamente PC 1 che lavorava in Banca ed era la mia persona di riferimento visto che l'altro fratello era spesso assente, mi specificava che si aspettava una crescita costante, situabile tra il 10 e il 20 % all'anno, in modo tale da ricostituire il patrimonio iniziale sull'arco di pochi anni. Preciso che all'epoca la clientela italiana aveva come parametro di riferimento la rendita dei BOT e pertanto esigeva anche in Svizzera rendite paragonabili, ovviamente escludendo in partenza qualsiasi possibilità di perdita…" (PP AC 1 14.12.2001, pag. 5)
Leggermente diversa la versione dei fratelli PC 1 che negano di avere richiesto rendimenti spropositati e ribadiscono di avere autorizzato AC 1 soltanto ad operare una gestione conservativa del loro patrimonio:
" … ADR che presso il PC 6 la tipologia di gestione rimase la medesima nel senso che AC 1 era abilitato a gestire i nostri fondi in modo conservativo.
(…)
ADR che per quanto mi concerne non diedi mai istruzioni di investimento né a AC 1 né ad un altro…"
(PP PC 2 25.2.2002, pag. 5)
" … ADR che a AC 1 ho sempre dato l'istruzione di gestire conservativamente il patrimonio. Per gestione conservativa intendo una quota azionaria del 30% al massimo, il resto essendo investito in obbligazioni e in fondi liquidi in diverse valute…"
(PP PC 1 25.2.2002, pag. 3-4)
b) conto __________
Dalla documentazione in atti risulta che, all'apertura del conto intestato alla __________, __________, non solo ha confermato una gestione di tipo ponderata, ma ha pure sottoscritto il formulario con cui venivano autorizzate operazioni in derivati.
Nel febbraio 1995, su richiesta di AC 1, __________ ha inoltre sottoscritto il formulario che permetteva l'utilizzo di __________ (cfr. all. 2 PP AC 1 26.3.2003 e rapp. Efin pag. 22; PP AC 1 26.3.2003, pag. 3;PP AC 1 26.3.2003, pag. 4)
Sia quel che sia, AC 1 non specificò ai clienti i rischi che si sarebbero corsi per ottenere i rendimenti annui del 10/20% auspicati - a suo dire - dai clienti e, ancora peggio, aumentò la percentuale del patrimonio investito a rischio utilizzando anche i __________, incrementando così le perdite (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6; PP AC 1 26.3.2003, pag. 3).
L'analisi delle performances del portafoglio della relazione intestata alla società __________ per il periodo gennaio 1993-settembre 1996 (prima che il patrimonio venga trasferito alla banca PC 5) mostra complessivamente un risultato negativo di fr. 1'602'822 (cfr. all. 9 rapp. Efin).
Solo nel 1993 (primo anno di gestione) è stato registrato un utile ( fr. 1'749'207 mio).
Negli anni successivi si sono invece realizzate performances negative, e meglio:
- 1994: perdita di fr. 1'145'228
- 1995: perdita di fr. 482'769
- da gennaio a settembre 1996: perdita di fr. 1'724'032.
Così come spiega l'Efin nel suo rapporto, la perdita realizzata per l'esercizio 1994 è essenzialmente dovuta all'andamento negativo delle borse.
A partire dal 1995, invece, i risultati negativi degli anni 1995 e 1996 sono riconducibili al fatto che AC 1 intensificò l'uso di __________ sugli indici.
AC 1 ha dichiarato di essere perfettamente cosciente del fatto che le perdite registrate sulla relazione __________ negli anni 1995 e 1996, sono da addebitare alla sua gestione sempre più speculativa:
" … Prendo atto dal PP che sulla relazione __________ sono state registrate perdite pure negli anni 1995 (CHF 482'000.- circa) e 1996 (CHF 1'717'000.- circa), e questo in concomitanza con un aumento della gestione speculativa con strumenti derivati. Il PP mi chiede se ero consapevole di questo andamento rispettivamente delle ragioni che hanno portato a questi risultati.
ADR che credo che il motivo di questo andamento vada ricercato nel mio tentativo di recuperare le perdite subite ricorrendo ad un gestione sempre più speculativa…" (PP AC 1 26.3.2003, pag. 4)
Secondo la ricostruzione delle performances dal 1.1.1995 al 8.9.1996 (prima del trapasso titoli presso la banca PC 5 registrato il 10.9.1996) il risultato della gestione è stato di
fr. -2'206'801 (cfr. all. 9 e 16 rapp. Efin).
Come da sue stesse ammissioni, AC 1 sottaceva ai clienti le perdite che andava man mano realizzando.
Per non deludere le loro aspettative comunicava loro una situazione patrimoniale non corrispondente alla realtà
" io ho sottaciuto ai due fratelli le perdite realizzate al PC 6 nel senso che allorquando telefonavo loro comunicavo una situazione patrimoniale non corrispondente a quella reale. Io tenevo un conteggio personale sul quale mi basavo per fornire delle cifre realistiche ovvero corrispondenti a quanto i clienti si aspettavano. Ciò avveniva pure anche a mie visite a __________ presso i clienti, soprattutto con PC 1, al quale ovviamente non ho mostrato gli estratti patrimoniali ufficiali, ma mi limitavo a leggergli la cifra che io avevo scritto su un foglietto che non gli consegnavo…" (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6)
Egli ha ammesso di aver iniziato a mentire ai clienti presentando loro una situazione del tutto diversa dalla realtà almeno a far tempo dal gennaio 1995:
" … non ricordo di preciso quando, come avevo già dichiarato nei miei precedenti verbali segnatamente del 14.12.2001 e del 26.03.2002, ho cominciato a sottacere ai clienti le perdite subite. E' possibile che ciò sia già avvenuto ad inizio 1995 allorquando ho comunicato i risultati della gestione dell'anno 1994. Certamente ciò è avvenuto perlomeno in corrispondenza con l'apertura delle relazioni in __________ in quanto sono certo che a quel momento i clienti non erano informati correttamente sulla consistenza del loro patrimonio…"
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 3)
" … facendo mente locale penso di poter situare all'inizio 1995 il periodo a partire dal quale non ho più informato correttamente i clienti A. in merito all'andamento della gestione, alle perdite subite e quindi alla consistenza del loro patrimonio…" (PP AC 1 26.3.2003, pag. 4; cfr anche PP AC 1 28.3.2007, pag. 12)
Da notare che AC 1 si prendeva il rischio di mentire ai clienti, nonostante inviasse a __________ tutta la documentazione bancaria attestante la reale situazione patrimoniale del conto __________. Egli contava in particolare sul fatto che __________ non controllava nulla e che non aveva diretto contatto con i clienti:
" Io, senza poterne esserne certo, speculavo sul fatto che __________ non controllasse la documentazione e pertanto non si rendesse conto né delle perdite né della situazione patrimoniale
ADR io sapevo pure che __________ non aveva contatto diretto con i due fratelli in quanto ero io il loro riferimento. Pertanto per questo motivo avevo una certa sicurezza in merito al fatto che difficilmente sarei stato scoperto…" (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6-7)
c) conto PC 1 (PC 1)
Durante il periodo di gestione presso il PC 6, AC 1 si occupò anche degli averi depositati sul conto intestato ad PC 1.
Come riferisce AC 1, e peraltro attesta la documentazione bancaria in atti, il profilo d'investimento era di tipo ponderato e la gestione messa in atto da AC 1 era simile a quella applicata al conto __________.
AC 1 riconosce d'altro canto di non aver debitamente informato il cliente, e meglio di avergli mentito presentandogli una situazione del conto migliore di quanto in realtà non fosse (PP AC 1 26.3.2003, pag. 5).
Sulla relazione PC 1 è stata realizzata una performance negativa di complessivi fr. 125'124: fr. - 11'975 per l'anno 1995 e fr. - 113'149, per il periodo dal 1.1.1996 al 27.7.1996 (cfr. pag. 23 e all. 9a rapp. Efin).
10.3. passaggio alla banca PC 5
I fratelli PC 1 seguirono AC 1 anche quando lui si trasferì, nel settembre 1996, alla PC 5 (PP AC 1 14.12.2001, pag. 6; PP AC 1 26.3.2003, pag. 6; PP PC 1 25.2.2002, pag. 3).
Naturalmente, nemmeno in occasione del passaggio dal PC 6 alla banca PC 5, AC 1 - che, peraltro, aveva con loro regolari contatti telefonici (PP AC 1 26.3.2003, pag. 16) - informò correttamente i due fratelli sulla reale consistenza del loro patrimonio (PP AC 1 26.3.2003, pag. 15; PP AC 1 26.3.2003, pag. 15; cfr, inoltre, appunti relativi a telefonate avute con PC 1 e ai dati sulla situazione dei fratelli rinvenuti al domicilio di AC 1 (AI 17, cfr. all. 15 rapp. Efin).
10.3.1. attività presso la banca PC 5 (1996-2000)
Chiusi i conti al PC 6, presso la banca PC 5 è stata aperta il 4.7.1996 la relazione n. 160376 intestata ad PC 1 ed alimentata con il patrimonio trasferito dalla relazione dello stesso PC 1 in PC 6.
Il 20.8.1996 è stata aperta la relazione n. intestata alla società __________ ed alimentata con il patrimonio proveniente dall'omonima relazione in PC 6.
Il 21.10.1999 è stata aperta la relazione n. intestata a PC 2, che inizialmente è stata alimentata con fondi trasferiti da __________.
Il capitale del conto __________, nel periodo ottobre 1999-gennaio 2000 (data di chiusura della relazione) è stato trasferito in misura del 50% a favore della relazione PC 1 e 50% a favore della relazione PC 2 (cfr. doc. bancaria in atti e rapp. Efin pag. 5).
10.3.2. le imputazioni
Presso la banca PC 5, non solo AC 1 continuò ad eseguire investimenti speculativi con il patrimonio dei clienti PC 1, ma cominciò con regolarità ad effettuare operazioni non autorizzate sia sul conto intestato alla __________ sia su quello intestato al solo PC 1 accreditando conti suoi personali (PP AC 1 14.12.2001, pag. 7).
In danno del conto __________, AC 1 è chiamato a rispondere di 5 imputazioni di truffa alla banca (punto 1.2.1 AA), di cui una è da lui contestata (punto 1.2.1.1 AA).
In danno del conto PC 1, a carico di AC 1 vi è una sola imputazione di truffa (punto 1.2.2).
A suo carico vi sono, inoltre, due imputazioni di falsità in documenti correlate a questi episodi (punti 4.2 e 4.3 AA).
Inoltre, AC 1 deve rispondere di amministrazione infedele in relazione alla gestione dei citati conti (punto 3.1 AA).
- quo all'amministrazione infedele
a) politica di investimento
AC 1 riferisce che con PC 1 fu concordata la medesima politica di investimento adottata all'epoca del PC 6, ossia un profilo di gestione ponderato, pur se con possibilità di utilizzare strumenti derivati (PP AC 1 26.3.2003, pag. 6).
Dalla documentazione bancaria agli atti si evince che il 20.8.1996 __________, l'amministratore della società __________, ha sottoscritto un mandato di amministrazione alla banca sul quale non sono state apposte indicazioni particolari sul profilo di rischio (cfr. all. 5 PP AC 1 26.3.2003).
b) controlli della banca
Come detto, la gestione dei conti fatta da AC 1 fu particolarmente speculativa al punto che i suoi superiori cominciarono ad allarmarsi.
Nel giugno 1997 AC 1 fu chiamato dal suo superiore __________ a fornire spiegazioni in merito alla gestione aggressiva messa in atto in quel periodo sulla relazione __________.
In data 2.6.1997 AC 1 ha così redatto un memo con cui fornì mentendo - le spiegazioni richieste:
" il mio superiore __________ si è accorto che la gestione patrimoniale da me effettuata sulla relazione __________ era parecchio speculativa, in particolare anche con ordini di compra vendita molto ravvicinati, e pertanto ha verosimilmente ritenuto di fare chiarezza.
ADR che con questa memoria io ho sostanzialmente cercato di rassicurare il mio superiore, facendo tuttavia pure delle affermazioni non del tutto corrette. In effetti se da un lato è vero che nell'ultimo periodo presso il PC 6 la mia gestione si era fatta molto più speculativa con l'utilizzo di strumenti derivati, è altrettanto vero che i clienti, segnatamente PC 1 non era al corrente.
D'altro canto non è vero, contrariamente a quanto indicato nella memoria, che il procuratore della relazione, ovvero __________, avesse firmato degli scarichi presso il PC 6 per le operazioni effettuate…"
(PP AC 1 26.3.2003, pag. 7)
AC 1 riuscì, inoltre, a farsi firmare da PC 1, sulla fiducia, una dichiarazione di scarico sulle operazioni effettuate, che __________ trasmise a __________ controfirmata (cfr. allegato 6 PP AC 1 26.3.2003).
" … dopo questa memoria io ho chiesto a __________ di inoltrare alla banca una dichiarazioni di scarico per le operazioni effettuate. __________ mi ha detto che l'avrebbe effettuato solo dopo aver ottenuto l'apposita istruzione del cliente. Mi sono pertanto attivato presso PC 1 affinché quest'ultimo inviasse un'istruzione in tal senso a __________, cosa che è avvenuta in quanto in data 22.07.1997 __________ ha inviato uno scarico alla banca.
A questo punto il PP mi sottopone un fax di PC 1 a __________ datato 22.07.1997 ALLEGATO 6 e mi chiede se si tratta dell'istruzione che io ho richiesto a PC 1 da far pervenire a __________.
ADR che il testo di questo fax l'ho dettato io a A.A. e, se non erro, il fax l'ho ricevuto io in banca dopo di che l'ho consegnato personalmente a __________ …" (PP AC 1 26.3.2003, pag. 8)
Nonostante la dichiarazione di scarico, nel corso dell'estate 1997, i suoi superiori tornarono alla carica e chiesero a AC 1 un rapporto scritto.
AC 1 li accontentò con lo scritto 22 agosto 1997 in cui, in sostanza, dava un colpo al cerchio e un colpo alla botte:
" … Il PP mi sottopone il memo 10.07.1997 indirizzato ai signori __________ nonché la mia nota 11.07.1997, documenti inseriti tra quelli di cui all'allegato 5, e mi chiede di spiegare le circostanze che hanno portato al loro allestimento.
ADR che il memo del 10.07.1997 si inserisce nel medesimo contesto di cui al precedente memo del 02.06.1997. In sostanza, avendo nel precedente memo dichiarato che i rappresentanti della società avevano sempre sottoscritto i necessari scarichi, io mi sono impegnato verso la banca a procurare i necessari scarichi anche per le operazioni effettuate in PC 5. Dato che __________ era assente per ferie fino al 21.07.1997, lo scarico ha potuto essere formalizzato, come abbiamo visto questa mattina, unicamente in data 22.07.1997. Con la mia nota interna 11.07.1997 ho inteso lasciare traccia agli atti del fatto di aver contattato PC 1, chiedendogli l'invio di istruzioni quanto al rilascio di uno scarico, ciò che pure è avvenuto con fax del 22.07.1997.
ADR che non so dove siano finite le liste con gli ordini di pagamento rispettivamente le operazioni eseguite dietro ordine telefonico, menzionate nel memo 10.07.1997, per le quali la Banca esigeva lo scarico. Sono certo che esistevano all'epoca, ma non so appunto se siano state gettate o semplicemente non prodotte dalla Banca.
ADR che non ho mai visto prima d'ora il memorandum 28.07.1997 di __________ che il PP mi risottopone.
Prendo atto dal PP del fatto che __________ dichiara che __________ avrebbe sottoscritto il mandato di amministrazione del 20.08.1996 dietro mia istruzione ovvero senza consultarsi con gli aventi diritto economico della __________. La medesima cosa sarebbe avvenuta in occasione dell'annullamento di tale mandato di amministrazione.
ADR che confermo di essere io ad aver istruito __________ nel senso di firmare il mandato di amministrazione, rispettivamente di revocarlo, dicendo che ciò era espressione della volontà del cliente.
ADR che laddove __________ accenna alle giornaliere operazioni inusuali speculative, il dubbio espresso da __________ è corretto, in quanto come già illustrato stamane, le operazioni da me effettuate non erano tutte singolarmente concordate con il cliente. Io agivo liberamente, come se vi fossero ordini telefonici in realtà inesistenti.
Il PP mi risottopone il mio memo 22.08.1997 __________ e mi chiede quale fosse la ragione dello stesso e lo scopo delle considerazioni ivi contenute.
ADR che, se non erro i miei superiori, malgrado la ricezione dello scarico di __________ in data 22.07.1997, sono ritornati alla carica chiedendomi una presa di posizione scritta, ciò che è appunto avvenuto il data 22.08.1997. Con questo memo ho cercato di tranquillizzarli ulteriormente, menzionando tuttavia delle discussioni con PC 1, che in realtà non sono mai avvenute.
ADR che laddove accenno al fatto che PC 1 avrebbe confermato di voler sospendere provvisoriamente tutte le operazioni con strumenti derivati, la mia intenzione era quella di lasciar credere che quanto sinora avvenuto corrispondeva alla volontà del cliente. Per contro, laddove accenno al desiderio del cliente di cambiare strategia di investimento, ho tenuto conto di quanto sapevo che i miei superiori desideravano, tentando comunque di assicurarmi nondimeno una certa libertà di manovra; in tal senso la menzione che il cliente desiderava comunque una gestione attiva "con un'ottica trading anche a breve termine, utilizzando gli strumenti derivati per assicurare gli investimenti del portafoglio".
ADR che non sono in grado di dire se la tipologia di gestione sia cambiata dopo questa data. Dovrei vedere la documentazione.
Il PP mi risottopone la nota 06.10.1998 relativa ad una riunione in Banca presenti oltre a me __________. Il PP mi chiede quale sia la causa di questa riunione.
ADR che alla base di questa nota vi è un controllo da parte di un mio superiore, il quale aveva constatato che sulla relazione vi era un superamento del limite anticipabile. Per questo motivo mi venne chiesto di regolarizzare la situazione secondo tre diverse modalità alternative, e meglio come risulta la punto 4 della nota. Contemporaneamente mi venne chiesto di far anticipare l'invio dello scarico per tutte le operazioni fino al 06.10.1998.
ADR che io mi sono attivato immediatamente per quanto concerne l'ottenimento di una scarico, telefonando ad PC 1 e dettandogli un testo. PC 1 mi ha spedito il medesimo giorno un fax con il testo che avevo dettato, fax che poi io ho sottoposto per la firma a __________, il quale ha pure sottoscritto alla medesima data la lista di operazioni che avevo allestito.
A domanda dell'avvocato __________ rispondo che questa lista di operazioni non l'ho sottoposta al cliente ovvero ad PC 1
ADR che il testo che io ho dettato a A.A: era tale da rispondere a tutti i quesiti che la banca sollevava nella nota del 06.10.1998. In tal senso esso perseguiva anche lo scopo di tranquillizzare i miei superiori circa la gestione effettuata.
ADR che laddove PC 1 accenna al fatto di essere a conoscenza della situazione patrimoniale della relazione __________, egli fa riferimento alla situazione che gli era nota in base alle mie indicazioni errate…" (PP AC 1 26.3.2003, pag. 9-10)
Le menzogne di AC 1 non bastarono a tranquillizzare i suoi superiori che gli revocarono l'incarico di consulente proponendogli un'altra attività.
La gestione dei conti dei fratelli PC 1 venne affidata ad un altro consulente.
Tuttavia, AC 1 non avvisò i clienti del cambiamento e continuò a mantenere l’esclusiva dei contatti con gli PC 1 (PP AC 1 26.3.2003, pag. 11) e, in pratica, la gestione dei loro conti poiché dava al nuovo consulente ordini inveritieri.
Così, per eludere i controlli messi in atto dalla banca e poter continuare ad operare come sin lì fatto, il 6.3.1997 AC 1 aprì presso la __________ la relazione (si trattava di un conto cifrato), su cui far confluire i fondi di pertinenza dei fratelli PC 1.
AC 1 voleva, con quei soldi, continuare con gli investimenti speculativi nella speranza di recuperare i fondi necessari a rimpolpare i conti dei clienti (PP AC 1 14.12.2001, pag. 7).
c) risultati di gestione
I risultati di gestione del patrimonio __________ in PC 5 sono stati altalenanti.
Per l'anno 1997 è stata registrata una performance positiva di
fr. 621'666.-, nel 1998 vi è invece stato un risultato di gestione negativo di fr. 780'247, mentre nell'ultimo anno di gestione la performance è stata nuovamente positiva, pari a fr. 83'749 (cfr. all. 8 e pag. 26 rapp. Efin).
Gli accertamenti esperiti hanno permesso di concludere che la gestione messa in atto da AC 1 è andata oltre le intenzioni dei clienti che avevano scelto un profilo ponderato: a fine 1997 la quota azionaria superava il 70% del patrimonio e a fine 1998 era pari al 51% (cfr. pag. 26 rapp. Efin).
Preso atto di questi risultati, AC 1 ha confermato di non avere informato i clienti delle perdite riscontrate, precisando di avere fornito loro dati inveritieri in funzione di quanto loro si aspettavano di avere (PP AC 1 26.3.2003, pag. 12).
Non ha invece posto problemi la gestione della relazione 160376 intestata ad PC 1 che, mantenendo una politica di gestione bilanciata, ha registrato performances positive su tutto il periodo 1.1.1997-31.12.1999 (cfr. all. 10a e pag. 26 rapp. Efin; PP AC 1 26.3.2003, pag. 13).
- quo alle truffe
Inventando ordini (telefonici o via fax) inesistenti, AC 1 dava istruzioni ai colleghi responsabili di effettuare trasferimenti di fondi, segnatamente dal conto __________ a favore del suo conto presso la __________.
In un secondo tempo, forniva la conferma dell'ordine sottoscritta da chi di dovere:
" …. Tali ordini di bonifici venivano eseguiti dai miei colleghi ai quali comunicavo falsamente che il cliente aveva dato corrispondente ordine telefonico. Preciso che io agivo nel modo seguente: dopo che i bonifici da me richiesti erano già avvenuti, procedevo a redigere un foglio che elencava tali bonifici. Io sottoponevo tale foglio a __________ dicendogli di volerlo controfirmare, in modo tale da poter fornire alla Banca un documento confermante gli ordini da me dati precedentemente firmato dalla persona che disponeva del diritto di firma per conto della società titolare del conto. In questo momento non sono sicuro di aver sempre consegnato al competente ufficio della Banca il documento firmato da __________. E' quindi possibile che di fatto qualcuno dei miei ordini di bonific