Incarto n. 72.2007.14
Lugano, 23 aprile 2007/ap
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Corte delle assise criminali
composta dai giudici:
Giovanna Roggero-Will (Presidente) GI 1 GI 2
e dagli assessori giurati:
AS 1 AS 3 AS 4 AS 5 AS 7
con la segretaria:
Orsetta Bernasconi, vicecancelliera
Convenuta dal 17 al 23 aprile 2007 nell’aula penale maggiore di questo palazzo di giustizia
per giudicare
AC 1 e domiciliato a detenuto dal 12 luglio 2006; AC 2 e domiciliato a detenuto dal 12 luglio 2006; AC 3 e domiciliato a
detenuto dal 5 settembre 2006;
prevenuti colpevoli di:
A. AC 1
1. violenza carnale
per avere, durante l’estate 2005, a __________, presso la propria abitazione, costretto __________, nata il 16 aprile 1992, a subire, contro la propria volontà, la congiunzione carnale, usando violenza ed esercitando pressioni psicologiche, segnatamente sfruttando l’inferiorità psicologica della vittima dovuta alla grande differenza d’età, e meglio:
un giorno, mentre egli stava trasportando mobili in casa sua, chiedeva alla vittima di salire con lui nel suo appartamento; dopo essere entrati nell’abitazione, l’accusato chiudeva la porta a chiave e le offriva da bere; successivamente iniziava a baciarla ed a toccarla portandola nel suo letto; lì iniziava a toglierle i vestiti, l’accusato ha quindi continuato a baciare __________ sulla bocca e sul collo, venendo da lei respinto perché provava “schifo”, siccome i baci erano “forti” come se la stessero soffocando; l’accusato portava anche la bocca al seno della vittima mordendoglielo; indi si toglieva i vestiti e si congiungeva carnalmente con __________, penetrandola, senza preservativo, contro la sua volontà, dal momento che lei tentava di respingerlo e dicendogli che voleva andare a casa;
nel corso di tale episodio l’accusato chiedeva insistentemente alla vittima anche di toccarle il pene, cosa che ella faceva;
2. coazione sessuale ripetuta
per avere, nell’estate 2005, a __________ presso la propria abitazione e presso lo stabile abitato dalla vittima (in cantina, nel lift e nell’appartamento in cui ella abitava), in cinque o sei occasioni, in date imprecisate comunque successive a quanto descritto nel p.to A.1. del presente atto d’accusa, costretto __________ a subire atti sessuali, usando violenza, minaccia (dicendole “se tu non vieni ti prenderò ancora” oppure minacciandola di “prendere” i suoi familiari ed ingiungendole anche il silenzio verso la Polizia) ed esercitando pressioni psicologiche, segnatamente sfruttando l’inferiorità psicologica della vittima dovuta alla grande differenza d’età, ripetutamente costretto __________ ad essere baciata, toccata nelle parti intime, tentando più volte di svestirla, in un’occasione togliendole la maglietta ed il reggiseno, senza giungere ad un rapporto sessuale completo;
3. atti sessuali con fanciulli ripetuti
per avere, nelle circostanze di cui al p.to A.1.e A.2. del presente atto d’accusa, ripetutamente compiuto atti sessuali su __________, al momento dei fatti tredicenne;
B. AC 2
1. violenza carnale
per avere, durante l’estate 2005, successivamente ai fatti descritti al p.to A.1. del presente atto d’accusa, a __________, presso la propria abitazione, costretto __________ a subire, contro la propria volontà, la congiunzione carnale, usando violenza ed esercitando pressioni psicologiche, segnatamente sfruttando l’inferiorità psicologica della vittima dovuta alla grande differenza d’età e meglio:
dopo averla conosciuta un giorno per strada nei pressi della sua abitazione, con la scusa che aveva dei film su DVD da prestarle, le chiedeva di salire nel proprio appartamento afferrandola per un braccio e costringendola a salire nel lift; nel suo appartamento le offriva da bere; ad un certo punto egli diventava aggressivo a fronte della richiesta di __________ di rientrare al proprio domicilio, siccome non si sentiva bene, la vittima non pensava che sarebbe riuscita ad allarmare qualcuno poiché l’appartamento aveva le tapparelle chiuse; dopo averle tolto il giacchettino sul divano ed averle preso il telefono cellulare, la metteva sul letto; poi egli iniziava a baciarla con forza ed a toccarla sul seno facendole male, mentre le stava togliendo i vestiti __________, cercava di allontanarsi dal letto sul quale veniva trattenuta con forza; indi le toglieva anche le mutande e, dopo essersi a sua volta tolto le mutande, la penetrava, sopra di lei, senza preservativo, tenendole anche le mani lungo i fianchi, la vittima provava dolore e gli diceva “fa male, fa male basta!” cercando di respingerlo; dopo il rapporto sessuale egli le diceva di non riferire a nessuno quanto avvenuto;
2. atti sessuali con fanciulli
per avere, nelle circostanze di cui al p.to B.1. del presente atto d’accusa, compiuto atti sessuali su __________, al momento dei fatti tredicenne;
C. AC 3:
1. violenza carnale ripetuta
per avere, durante il periodo fine 2002 – inizio 2003, nell’arco di circa un mese, a __________, presso la propria abitazione, ripetutamente costretto, __________ a subire, contro la propria volontà, la congiunzione carnale, con violenza ed esercitando pressioni psicologiche, segnatamente sfruttando l’inferiorità psicologica della vittima dovuta alla grande differenza d’età e meglio,
per essersi, in undici o dodici occasioni, dopo di regola avere chiuso la porta a chiave e staccato il citofono, sul letto o sul divano, congiunto carnalmente, senza preservativo, con la vittima, la quale provava dolore e talvolta tentava di opporsi alla penetrazione respingendo l’autore, pressando sulla pancia oppure abbandonava ogni resistenza siccome esausta; egli, in un’occasione, raggiungeva l’eiaculazione, malgrado le urla di dolore della vittima;
2. coazione sessuale
per avere, nel periodo antecedente ai fatti di cui al p.to C.1. del presente atto d’accusa, a __________, presso la propria abitazione, costretto, in un’occasione, __________ a subire atti sessuali usando violenza ed esercitando pressioni psicologiche, segnatamente sfruttando l’inferiorità psicologica della vittima dovuta alla grande differenza d’età,
e meglio, per avere una sera, contro la sua volontà, baciato __________ toccandola in zona genitale ed al seno;
3. atti sessuali con fanciulli ripetuti
per avere, nelle circostanze di cui ai p.ti C.1. e C.2, del presente atto d’accusa, ripetutamente compiuto atti sessuali su __________ che al momento dei fatti aveva tra i dieci e gli undici anni;
fatti avvenuti nelle circostanze di luogo e di tempo indicate;
reati previsti Art. 187 Cifra 1 cpv. 1 CP, Art. 189 cpv. 1 CP, Art. 190 cpv. 1 CP;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa 14/2007 del 8 febbraio 2007, emanato dal Procuratore pubblico.
Presenti
§ Il procuratore pubblico. § § L'accusato AC 1 AC 2 AC 3 assistito dai difensori di fiducia avv. __________ e lic. iur. AS 1. § L'avv. __________ in rappresentanza della parte civile __________ § L'interprete IE 1.
Espleti i pubblici dibattimenti
- martedì 17 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 17:35.
- mercoledì 18 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 17:35
- giovedì 19 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 16:55
- lunedì 23 aprile 2007 dalle ore 09:30 alle ore 18:45
Sentiti § Il Procuratore pubblico, il quale, in esito alla sua requisitoria, chiede:
- per AC 1 l'assoluzione da ogni accusa;
- per AC 2, l’assoluzione dal reato di violenza carnale e la condanna, per il reato di atti sessuali con fanciulli, ad una pena detentiva di 9 mesi da porsi al beneficio della sospensione condizionale per 2 anni;
- per AC 3, l’assoluzione dalle imputazioni di violenza carnale ripetuta e coazione sessuale e la condanna, per il reato di atti sessuali con fanciulli ripetuti, ad una pena detentiva di 8 mesi sospesa condizionalmente.
§ L'avv. __________, rappresentante della PC, si associa alle conclusioni del PP e conclude chiedendo che AC 2 sia condannato a versare a __________, a titolo di risarcimento, l'importo complessivo di fr. 61'738 oltre interessi del 5% dal 1. agosto 2005.
Chiede, inoltre, che AC 3 sia condannato a versare a __________ a titolo di risarcimento l'importo complessivo di fr. 60'519.- oltre
interessi del 5% dal 1. febbraio 2003.
§ L'avv. DF 1, in difesa di AC 1, che conclude chiedendo l'assoluzione del suo assisito da ogni accusa.
§ L'avv. DF 3, in difesa di AC 3, il quale conclude chiedendo che, per il reato di atti sessuali con fanciulli ripetuti, il suo assistito sia condannato ad una pena inferiore rispetto a quella formulata dal PP, da porsi al beneficio della sospensione condizionale.
Contesta le pretese di PC.
In via subordinata, ne chiede il rinvio al foro civile.
§ L'avv. DF 2 in difesa di AC 2 il quale, in esito alla sua arringa, ritenuto il ridimensionamento delle richieste dell’ accusa, chiede che il suo assistito venga prosciolto anche dall'imputazione di atti sessuali con fanciulli.
La presidente pone quindi a giudizio, con l’accordo delle parti, i seguenti
quesiti:
A. AC 1
1. è autore colpevole di:
1.1. violenza carnale
per avere,
un giorno dell'estate 2005, costretto __________ a subire la congiunzione carnale contro la sua volontà;
1.2. coazione sessuale ripetuta
per avere,
nell'estate 2005 in cinque o sei occasioni, costretto __________ a subire atti sessuali;
1.3. atti sessuali con fanciulli ripetuti
per avere,
nelle circostanze di cui sub 1.1 e 1.2 ripetutamente compiuto atti sessuali su __________, minore di anni sedici;
1.3.1. trattasi di tentativo;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. Può beneficiare della sospensione condizionale?
3. Deve un risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?
4. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
B. AC 2
1. è autore colpevole di:
1.1. violenza carnale
per avere,
un giorno dell'estate 2005, costretto __________ a subire la congiunzione carnale contro la sua volontà;
1.2. atti sessuali con fanciulli
per avere,
nelle circostanze di cui sub 1.1 compiuto atti sessuali su __________, minore di anni sedici;
1.2.1. trattasi di tentativo;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. In alternativa al punto B. 2 dell'atto di accusa, è egli autore colpevole di
2.1. atti sessuali con fanciulli
per avere,
un sabato di fine luglio 2005, a __________, presso la propria abitazione, dopo essersi sdraiato nudo sul proprio letto con __________, nata il 16.4.1992, sopra di lui, vestita, sfregato il proprio pene, perlomeno in parziale erezione, contro i suoi genitali, per circa un minuto e mezzo?
2.1.1. trattasi di tentativo;
3. Può beneficiare della sospensione condizionale?
4. Deve un risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?
5. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
C. AC 3
1. è autore colpevole di:
1.1. violenza carnale ripetuta
per avere,
durante il periodo fine 2002 - inizio 2003, in undici o docici occasioni, costretto __________, minore di anni sedici, a subire la congiunzione carnale contro la sua volontà;
1.2. coazione sessuale
per avere,
precedentemente ai fatti di cui sub 1.1, in un'occasione, costretto __________ a subire atti sessuali;
1.3. atti sessuali con fanciulli ripetuti
per avere,
nelle circostanze di cui sub 1.1 e 1.2 ripetutamente compiuto atti sessuali su __________, minore di anni sedici;
1.3.1. trattasi di tentativo;
e meglio come descritto nell'atto d'accusa?
2. In alternativa al punto C.3 dell'atto di accusa, è egli autore colpevole di
2.1. atti sessuali con fanciulli ripetuti
per avere,
nella prima metà del 2003, a __________, presso la propria abitazione, ripetutamente baciato sulla bocca con la lingua __________ minore di anni sedici, toccatole il seno, nonché, in tre occasioni, avuta con la stessa rapporti sessuali completi?
2.1.1. trattasi di tentativo;
3. Può beneficiare della sospensione condizionale?
4. Deve un risarcimento alla PC e, se sì, in quale misura?
5. Deve essere ordinata la confisca di quanto in sequestro?
Considerando, in fatto e in diritto
1. vita di AC 3
Di sé, AC 3, appena arrestato, ha detto agli inquirenti che la sua domanda d’asilo era stata respinta:
" Non ho con me il permesso per richiedente l’asilo, visto che a breve dovrò lasciare la Svizzera, come deciso dall’autorità. Il permesso è quindi all’ufficio stranieri. Rientrerò in __________, dai miei genitori e dai miei sette fratelli." (PS AC 3 5.9.2006 pag.. 1)
Poi ha raccontato di essere cittadino angolano e di essere arrivato in Svizzera il __________ come richiedente l’asilo.
In __________ sarebbe rimasta tutta la sua famiglia. Fra i familiari vi sarebbe anche un figlio di 11 anni che vivrebbe con la madre con cui lui non sarebbe mai stato sposato.
Sin dal suo arrivo in Svizzera, AC 3 ha lavorato come tuttofare presso __________. Ha smesso tale attività ad aprile 2006 quando ricevette la comunicazione secondo cui gli veniva rifiutato lo statuto di rifugiato e da allora ha vissuto grazie al contributo della Croce rossa:
" Io sono cittadino __________, e sono venuto in Svizzera dal __________, quale richiedente l’asilo. Tutti i miei famigliari, quindi padre, madre, e sette fratelli risiedono in __________. Sono venuto in Svizzera perché il mio paese non va bene, e là avevo un problema politico.
Io ho un figlio di 11 anni, che vive in __________, con la mamma, e con i miei genitori (passa un po’ di tempo con l’una e un po’ con gli altri). Non sono sposato con questa donna, la madre di mio figlio, e non sono neppure in contatto con lei, visto che ha un altro figlio.
Qui in Svizzera ho anche lavorato, in particolare __________, e questo da quattro anni, da quando sono qui. Adesso non lavoro più, dall’aprile scorso. Facevo il tutto fare, e l’aiuto cuoco. Lavorando guadagnavo Frs. 3'000.—mensili lordi, e al netto avevo un salario di Frs. 1'200.—mensili (dedotti, quindi, gli oneri sociali). Avevo poi delle spese. Frs. 750.—di affitto, e mandavo qualche soldo in Angola, a mio figlio e ai miei genitori. Mandavo tra i duecento e i trecento dollari, a dipendenza un po’ del mese. Adesso che non lavoro più, la Croce rossa mi da Frs. 450.—al mese, per le mie spese. Per il resto, tutto è spesato (affitto e spese varie). Ho smesso di lavorare al __________ mi ha mandato una lettera, che l’asilo era finito. E’ quindi da aprile 2006 che aspetto di dover partire.
Io provengo __________, un paese che ha dei problemi, problemi che mi hanno spinto a venire qui in Svizzera a chiedere asilo.
Tutta la mia famiglia è rimasta in __________."(PS AC 3 5.9.2006 pag. 1)
Riguardo l’età, AC 3 ha dato agli inquirenti versioni diverse.
Dapprima, ha detto di essere nato nel 1982:
" Durante il tragitto di spostamento verso __________, per rispondere alle domande degli interroganti, in particolare per rispondere alle loro perplessità circa la mia età di trentatre anni, ho spiegato che a tutti gli effetti io ho ventiquattro anni. La mia data di nascita giusta è 09 marzo 1982. Il mio nome è quello che sapete, quello è giusto. La data di nascita 09 marzo 1973 la usavo già nel mio paese, per poter far parte di una squadra di calcio locale, in particolare la squadra __________. Poi, quando sono venuto qui in Svizzera, ho mantenuto questa data di nascita.
Il mio passaporto ce l’ha la persona che mi ha aiutato a venire qui in Svizzera a chiedere asilo. Non so che fine abbia fatto questa persona. Il solo documento che avevo con me, quando sono arrivato qui in Svizzera era la carta d’identità che avete trovato nel mio portamonete. Su questa carta d’identità c’è la data di nascita del 1973, e questo per poter giocare __________, come ho detto. Questo documento ufficiale mi è stato rilasciato a __________, dalle competenti autorità, tramite un avvocato." (PS AC 3 11.9.2006)
In seguito, nello stesso interrogatorio, ha detto che, in realtà, lui è nato nel 1969:
" Per rispondere alle contestazioni degli interroganti, in relazione alle ragioni che mi avrebbero spinto a modificare la mia data di nascita, dico che effettivamente sono nato il 09 marzo 1969. Ho modificato la mia età per la questione del servizio militare, che al mio paese è molto pericoloso. Io ero piccolo rispetto alla mia età, e quindi ho aumentato la data di nascita al 1973, così che ho dovuto fare solo la scuola reclute e non il servizio attivo, e poi ho potuto giocare al pallone.
Per rispondere alle domande degli interroganti posso dire che il fatto che io sono nato nel 1969 lo posso confermare mia mamma, mio padre e i miei fratelli. " (PS AC 3 11.9.2006)
AC 3 ha ancora ribadito di essere nato nel 1969, nel successivo interrogatorio:
" Io sono nato il 9 marzo 1969. Poi ho modificato l’anno mettendo il 1973 come ho spiegato" (PS AC 3 19.9.2006 pag.2)
In seguito, il 25 settembre 2006, al PP AC 3 ha confermato di non avere documenti e ribadito ancora una volta di essere nato nel 1969:
" Sono nato il 9 marzo 1969. Non dimostrando la mia età ho potuto giocare in una squadra di calcio con ragazzi più giovani. Si trattava di una squadra di calcio delle forze dell’ordine, cosa che mi ha permesso di evitare il servizio militare. Chi mi ha ingaggiato ha tuttavia ritenuto di modificare la mia data di nascita portandola al 1973, come risulta dal mio documento che è stato emesso dalle autorità sulla base di mie indicazioni. In aggiunta qui in Svizzera i miei amici non credevano che fossi del 1973 e quindi hanno cominciato a dirmi che ero dell’82 e io l’ho lasciato credere. Ovviamente non ho alcun documento con tale data di nascita" (PP AC 3 26.9.2006 pag. 2)
Va detto, per inciso, che AC 3 dimostra molto meno dei 38 anni che dice di avere: a tutti i membri della Corte, egli è apparso quasi un ragazzo.
Della sua vita, al PP ha detto ancora quanto segue:
" ho fatto 9 anni di scolarità.
Il Magistrato mi chiede le ragioni per cui sono venuto in Svizzera.
Avevi problemi politici, con il militare.
Ma se giocava a calcio e quindi era esentato?
Sì ma mi sono fatto male al ginocchio, non potendo più giocare sono stato estromesso dalla squadra e quindi non avevo più il documento che mi esentava di fatto dall’obbligo di prestare servizio militare.
Tra il 1992 e il 1998 la guerra in __________ era intensa e ciò è continuato fino alla morte di __________. Durante la guerra i militari erano molto cattivi con chi non faceva militare, talvolta stracciavano anche i documenti di esenzione e arruolavano giovani con la forza. Ho smesso di giocare a calcio tra il 1998 e il 1999. Poi ho fatto l’apprendista meccanico fino al 2001/2002 e poi sono venuto in Svizzera. Nel 2002 un amico mi ha chiesto di portare un sacco di vestiti usati a __________ che un’altra città __________. Io non lo sapevo, ma dentro vi erano dei vestiti militari. Mi ha fermato l’esercito e poi sono riuscito a non essere arrestato perché vi era un mio amico che lavorava per le forze dell’ordine. Egli mi ha fatto fuggire e mi ha tenuto nascosto sino a che un altro mio amico mi ha procurato dei documenti per partire, ritenuto che anche secondo il mio amico la mia posizione era divenuta molto a rischio. Insieme a questa persona siamo volati in __________ e poi io da solo sono volato a __________. Lì mi ha accolto un signore congolese che mi ha ospitato una notte e il giorno dopo mi ha portato, dopo un lungo viaggio, non so se attraverso la Svizzera, a __________ e lì ho chiesto l’asilo.
Non ho pagato il viaggio ma la persona che ha organizzato il mio viaggio __________ sapeva che giocavo bene a calcio. Egli sperava quindi che avrei potuto guadagnare bene come professionista e quindi lì avrei potuto ripagarlo." (PP AC 3 26.9.2006 pag. 2)
AC 3 ha a suo carico una condanna di 3 giorni di arresto, sospesa condizionalmente per 1 anno, inflittagli con DA 22.7.2002 del Ministero pubblico per un furto di poca entità commesso il 17.5.2002 (AI 6).
2. vita di AC 2
Di sè, AC 2 ha detto quanto segue:
" Mi viene chiesto di descrivere un po' la mia vita:
sono nato in __________ ed ho seguito le scuole dell'obbligo sino a quindici anni. Poi non ho più continuato a studiare poiché i miei genitori non potevano permettersi di mantenermi i miei studi. Così ho dovuto iniziare subito a lavorare. Ho fatto molti lavori nella mia vita anche se non ho diplomi specifici.
Il 26 gennaio del 1980 ho contratto matrimonio con __________ nata il 12.04.1958. Dalla nostra unione è nata mia __________ nata il 04.08.1981 poi il 13.04.1986 è nato mio __________. Dopo che mi sono sposato sono rimasto in __________ ancora per 10 anni. Ho sempre vissuto con la mia famiglia ed ho pure costruito una casa. Purtroppo nel nostro paese non si riesce a trovare un lavoro ben retribuito, così discutendo con mia moglie, ho deciso di emigrare per guadagnare più soldi. Avevamo il debito della casa ed in qualche modo dovevamo pagarlo. Il cugino di mia moglie riusciva a trovarmi un lavoro e così il 1 luglio 1990 dal __________ sono arrivato in Svizzera. Mi sono trasferito subito in __________. A quell' epoca vivevo a __________ e lavoravo all'area di servizio __________ sud. Ero stato assunto in qualità di pasticciere, anche se non è la professione che ho imparato. Presso il __________ sono rimasto per circa 9 anni e mezzo. Poi un mio connazionale __________, mi chiedeva se volevo andare a lavorare presso la ditta __________, poiché il datore di lavoro, TE 3, cercava nuovi operai muratori. Così decidevo di andare a lavorare per questa ditta dove lavoro tuttora.
Quando sono partito per la Svizzera, la mia intenzione era quella di rimanere per qualche anno ma di fatto poi sono rimasto di più, perché non ero riuscito a pagare tutti i debiti. Ora io e mia moglie dobbiamo anche mantenere gli studi dei figli e così mi tocca restare ancora qui per un qualche anno.
Vedo la mia famiglia unicamente 3 volte all'anno, in estate (per 2 settimane e mezzo), a natale (per 2 settimane e mezzo), a pasqua (per 4 giorni). Questa è una mia abitudine che ho da quando sono arrivato in __________. E' successo solo due volte, circa 7 o 8 anni fa, che mia moglie e i miei figli mi avevano raggiunto.
Loro sono impossibilitati a venire sempre qui, a parte per i soldi c'è anche il i problema dei figlio, loro studiano e la moglie lavora. Lei lavora come aiuto infermiera in un ospedale a __________." (PS AC 2 12.7.2006)
AC 2 in Svizzera è incensurato (estratto casellario giudiziale doc. TPC 27).
E’ opportuno qui sottolineare – per meglio definire la personalità dell’imputato - che AC 2 ha saputo farsi apprezzare in modo particolare da tutti coloro che l’hanno conosciuto sia in quanto persona estremamente a modo, seria, rispettosa ed affidabile sia in quanto grande e capace lavoratore.
A questo proposito, è opportuno riprendere quanto dichiarato al dibattimento dai testi citati dalla Difesa.
Dapprima, è stato chiamato TE 1 (nato a __________ il 29.6.1947 e domiciliato a __________):
" Ho conosciuto AC 2 quando abbiamo cominciato a costruire la casa. Lui lavorava per l'impresa incaricata della costruzione. Noi l'abbiamo conosciuto durante i lavori. Finita la costruzione, ho pregato AC 2 di aiutarmi nella cura del giardino. Lui ha accettato e veniva da noi al sabato mattina e rimaneva tutto il giorno ad occuparsi del giardino. In quelle occasioni lui pranzava sempre con noi. Siamo così diventati amici e ci siamo scambiati delle confidenze. Di regola, parlavamo del __________, della sua e della nostra famiglia. Ho anche conosciuto il figlio maschio di AC 2. A mio parere AC 2 è una persona estremamente educata e rispettosa. Per esempio, posso dire che, nonostante le nostre proteste, ogni volta che entrava in casa nostra lui si toglieva le scarpe. Noi avevamo piena fiducia in lui al punto che gli avremmo anche lasciato, al bisogno, le chiavi di casa.
A domanda dell'avv. DF 2 rispondo che AC 2 non mi ha mai dato l'impressione di essere una persona violenta. Al contrario. Io l'ho sempre ritenuto un grande lavoratore che ama la famiglia e che soffre molto a causa della lontananza da moglie e figli.
Anche per ciò che concerne, per esempio, il consumo di vino durante i pasti, posso dire che il signor AC 2 è una persona molto morigerata, e che rispetta le regole.
E' capitato, così come normalmente capita fra adulti, di trattare l'argomento donne. Se ne parlava scherzando. Non abbiamo mai trattato l'argomento sesso" (verb dib pag. 6)
Poi, è stato sentito TE 3 (nato a __________ il 24.10.1965 e domiciliato a __________,), il datore di lavoro di AC 2:
" Io sono di __________. Sono proprietario di diverse ditte di costruzione. Inoltre sono proprietario di un albergo in __________. Con le mie ditte di costruzione lavoro in diversi paesi, __________ e anche in __________. Faccio questo mestiere da vent'anni. Attualmente alle mie dipendenze dirette ci sono circa 50 operai (tra __________).
Conosco personalmente tutti i miei dipendenti. Siccome ritengo importante avere con tutte le persone che lavorano per me un buon rapporto, mi trovo regolarmente con i miei operai per dei momenti di convivialità circa una volta al mese.
Ho conosciuto AC 2 circa 9/10 anni fa, quando ha iniziato a lavorare per me. Lo ritengo una persona di fiducia, onesta, estremamente pulita ed affidabile. Di lui professionalmente posso dire che è un bravo operaio, molto capace, che riflette e lavora con intelligenza. A livello personale, AC 2 è molto timido, molto riservato e tranquillo.
E' una persona onesta che io posso mandare a lavorare in qualsiasi luogo, anche in appartamenti di livello alto e dove ci sono suppellettili e mobili di lavoro (recte: valore) perché so che non si permetterebbe mai nulla di scorretto.
A domanda dell'avv. DF 2, preciso che mi assumo io i costi della difesa di AC 2. Inoltre, da quando lui è in prigione, pago io per lui l'appartamento e tutti gli oneri ricorrenti (cassa malati, telefono, ecc.). Inoltre, tutti i mesi mando fr. 1'500.- alla famiglia di lui in __________.
Faccio tutto questo perché ritengo che AC 2 lo meriti, perché lui è una brava persona che merita di essere aiutata.
Preciso che non farei tutto questo per tutti.
Per esempio, adesso c'è un bravo operaio che ha finito 3 o 4 mesi fa di lavorare per me. Quello che ho fatto per AC 2 non l'avrei fatto per lui, anche se si tratta di un bravo operaio.
A domanda dell'avv. DF 2 rispondo che, per quel che lo conosco, AC 2 non è tipo da costringere qualcuno a fare qualcosa. Non ho mai visto AC 2 litigare con nessuno. Anzi, AC 2 è piuttosto uno che ha paura della sua ombra.
Non ho mai sentito AC 2 parlare di sesso.
Quando AC 2 lavora in __________, come gli altri operai, non torna in __________. Questo anche perché su lavoriamo anche al sabato. Devo dire inoltre che AC 2 è un tipo che non si tira mai indietro di fronte al lavoro nemmeno a quello straordinario. In sostanza lui qui pensa soltanto a lavorare e a guadagnare i soldi per mandare avanti alla famiglia.
(…)
Preciso che riprenderò AC 2 a lavorare non appena possibile." (verb dib pag. 12 e 13)
3. vita di AC 1
Della sua vita, AC 1 ha raccontato agli inquirenti quanto segue:
" Sono nato il 9 aprile 1971 ad __________. Mio padre è commissario dei conti, con ciò intendo che egli lavora per lo stato su mandato ed ha anche uno studio di ragioneria privato. Mia madre ha studiato, nel senso che ha finito il liceo ma fa la casalinga. In famiglia siamo quattro figli maschi e tre femmine. Io sono il maggiore. Ho fatto il liceo scientifico iniziando l’università, facoltà di economia, per un anno. Successivamente ho lavorato come assistente del direttore e come aiuto ragioniere. Sono poi venuto in Italia, nel 1993, volevo lavorare un paio d’anni per racimolare del denaro e poi andare in __________ a conseguire un diploma di studi superiori di contabilità. Ho quindi lavorato in Italia per un paio d’anni, in svariate località, facendo il commesso, in __________ ed in molte altre località in Italia che non ricordo, facendo anche lavori di riordino di archivi. Non sono riuscito a risparmiare alcunché, anche perché erano lavori saltuari. Nel 1998 ho conosciuto mia moglie, a __________. Dopo un po’ di tempo abbiamo deciso di sposarci. Io volevo che venisse lei in Italia a vivere. Lei ha invece insistito e sono quindi andato a vivere a __________. Non sono nati figli dal nostro matrimonio. Il nostro matrimonio è finito nel 2003 perché il lavoro nella ditta dove lavoravo, che si chiama __________, cominciava a diminuire. Non avevo quindi retribuzioni per straordinari e quindi sono nati i problemi essendo diminuito il mio salario e dal momento che mia moglie non voleva mettersi a lavorare. Preciso che praticamente mia moglie non ha mai lavorato durante il matrimonio. In pratica non potevamo permetterci lo stesso tenore di vita di prima. Preciso che il mio salario, incluso 600/700 CHF di straordinari, ammontava a circa, netti, a 3'900.- CHF. Durante il nostro matrimonio, alla fine, quando il nostro rapporto si era già deteriorato, da parte mia ci sono state delle infedeltà, dopo che lei è andata in vacanza un mese con la madre. Dopo la __________ ho lavorato in parecchi posti di lavoro tramite __________ ed anche la __________, impresa di pittura di __________. Attualmente, fino al mio arresto, lavoravo, a partire da metà gennaio 2006, presso la __________. Dal profilo dello stato civile sono separato. Da otto mesi sono insieme a __________, di cui non so il cognome. Ella è la donna della mia vita, essendo incinta di me. Nascerà nostro figlio tra tre mesi. Il figlio è nato per nostra scelta." (PP AC 1 25.8.2006, pag. 3 e 4).
" …Io sono nato ad __________. Sono andato a scuola in __________ e ho fatto un anno per fare la laura in scienze economiche e gestione delle ditte. Un anno. Ho lavorato un po’, come aggiunto amministrativo (adjoint administratif) e anche come aiuto ragioniere, sempre in __________. Poi sono venuto in __________, per un po’ di tempo. Questo verso fine 1993. Poi ho conosciuto mia moglie, __________, che abita a __________, mi sembra. Ci siamo sposati nel 1999. Ero qui da lei, in Svizzera, e dopo qualche mese ci siamo sposati. Ero in Svizzera con un visto d’ingresso in Svizzera. L’invito me lo aveva fatto lei. A seguito del matrimonio ho ricevuto il permesso B. Adesso siamo separati. Da ottobre 2003. Le cose non andavano bene. Abitavamo in __________. Dalla separazione abito in __________. Qui in Svizzera ho sempre fatto l’operaio, in fabbriche e magazzini. Attualmente lavoro a __________, alla ditta __________. Faccio l’operaio generico. Percepisco uno stipendio di circa Frs. 2'000.--. Prendo Frs. 17.—all’ora." (PS AC 1 12.7.2006, p. 3)
In merito alla sua carriera lavorativa in Svizzera AC 1 ha inoltre precisato quanto segue:
" … Io sono arrivato in Svizzera nel dicembre 1998. Mi sono stabilito proprio in Svizzera da quando mi sono sposato, nel febbraio 1999. Prima andavo e venivo dall’Italia. Ho iniziato a lavorare in giugno 1999 alla __________. Credo che era giugno. Lavoravo come operaio, in magazzino. Poi ho lavorato fine 1999 o inizio 2000, non mi ricordo bene, ho iniziato alla __________, qui come bobinatore qualificato di filo sintetico. Ho lavorato qui fino a giugno 2003. Dopo ho timbrato alla disoccupazione. E durante quel periodo della disoccupazione ho lavorato in diversi posti, tra quale la __________, in parecchi posti. Dopo ho lavorato anche con la __________, come manovale pittore. Insomma, tutto quello di cui mi ricordo. Poi c’è stato ancora di nuovo la __________, e adesso la __________, dove lavoravo dal 21 o 23 gennaio 2006, come operaio." (PS AC 1 30.8.2006, pag. 4)
AC 1 si definisce una persona istruita, che ha ricevuto una buona educazione ed è cresciuta in un ambiente favorevole:
" … sono una persona istruita. Ho seguito una laurea in scienze economiche, senza ottenere il diploma. E mio padre è anche lui è istruito tantissimo. E’ commissario e conte presso la repubblica. Grazie a dio sono una persona che è cresciuta in un ambiente famigliare, come dire, molto favorevole. Ho ricevuto una buona educazione, ho sempre trovato due genitori a fianco. E i miei genitori sono sempre stati insieme. Sono ancora insieme dopo trentotto anni di matrimonio, e si vogliono ancora bene. Tra parentesi, parlo sette lingue" (PS AC 1 7.8.2006, pag.. 6).
Nel 2005 AC 1 voleva lasciare la Svizzera per tornare a vivere in __________.
Purtroppo in quel periodo gli venne diagnosticata una leucemia.
Potendo ottenere qui cure migliori, AC 1 ha abbandonato tale progetto:
" Nei miei progetti avevo intenzione di lasciare definitivamente la Svizzera e di riconsegnare il permesso l’anno scorso, solamente che per la mia malattia c’è più probabilità di guarigione in Svizzera rispetto __________. La mia famiglia è benestante, ho debiti di cui sopra con i membri della mia famiglia. Quando finirà questa storia sarò io a consegnare il mio permesso alle autorità svizzere. Lascerò la Svizzera definitivamente perché voglio far fare il trapianto di midollo al mio Paese. Faccio queste dichiarazioni sull’onore. Prima di lasciare la Svizzera è comunque primordiale allontanare da me queste accuse" (PP AC 1 25.8.2006, pag. 11).
AC 1 ha un precedente per infrazione grave alle norme della circolazione stradale (fatti avvenuti il 19.1.2005, condanna al pagamento di una multa di Fr. 1'500.- dal Staatsanwaltschaft des Kantons __________ in data 8.2.2006; estratto casellario giudiziale doc. TPC 28).
4. nascita dell’inchiesta
4.1 Il 31 gennaio 2006, verso le 20h00, __________ si presentò, accompagnata da un compagno di scuola più grande (__________, 1989), al domicilio privato dell'isp. __________ della polizia comunale di __________.
La ragazza raccontò di essere stata aggredita, insieme ad altri compagni, con uno spray irritante da due ragazzi (che si rivelarono essere già noti alla polizia per atti simili).
Il giorno successivo, il direttore delle scuole medie di __________, __________, fu informato dell'accaduto e la mattina del 2 febbraio 2006, in un'aula dell'edificio scolastico, venne organizzato un incontro con le vittime.
Oltre all'isp. __________ e ad un suo collega, all'incontro presenziarono il direttore delle scuole, __________ e __________ (suo parente e compagno di scuola).
__________ raccontò i fatti relativi all'episodio dello spray che, apparentemente, comportarono per la ragazza dei bruciori agli occhi nei giorni successivi (cfr. certificato dr. TE 5 2.2.2006, all. al rapp. informativo 2.2.2006, AI 27 ).
Concluso il racconto di questo episodio, il direttore della __________ disse alla ragazza che “si vedeva che c’era qualcos’altro che non andava”:
" Lei stava parlando di quei ragazzi, quando io le ho detto qualcosa come che dal suo comportamento (inteso in senso generale, ossia i suoi malesseri) si vedeva che comunque c’era anche qualcos’altro che non andava. E’ stato abbastanza dirle una frase del genere, che lei si è messa a raccontare" (PS __________ 23.2.2006)
__________ cominciò così col raccontare di venire seguita quasi ogni mattina da due individui, l'uno a bordo di un'auto rossa e l'altro a bordo di un'auto grigia. Alternandosi, un giorno l'uno e un giorno l'altro, i due individui le si avvicinerebbero facendole delle avances.
La ragazza raccontò, poi, di essere stata violentata nel corso dell'estate 2005 da un uomo di origini portoghesi residente nel suo stesso quartiere.
Dopo averla avvicinata e aver attaccato bottone, l'uomo, sui 30/40 anni con barba e capelli grigi, sarebbe riuscito ad attirarla nel proprio appartamento in via __________, dove l'avrebbe violentata.
La ragazza raccontò, infine, di un'altra violenza carnale subita.
Quest’altro abuso sarebbe avvenuto verso novembre 2005 in un appartamento di via __________, dove la ragazza sarebbe stata attirata dall'individuo che la seguiva con la macchina rossa (nel rapporto 2.2.2006 a pag. 3 si legge: “la violenza sarebbe avvenuta un paio di mesi or sono”).
__________ riferì, inoltre, che, in seguito, l'individuo continuava ad avvicinarla, a scadenza quasi giornaliera, cercando insistentemente altri approcci.
Raccontando di quest'ultimo episodio di violenza, __________ fece intendere ai suoi interlocutori di conoscere l'individuo ma di avere paura a farne il nome. Si limitò a dire che era amico di un certo __________ e, con titubanza, mostrò loro fugacemente un messaggio sms contenuto nel suo cellulare che, però, si affrettò subito a cancellare.
Di questo messaggio gli ispettori di polizia ricordano solo poche parole:
" non parlare in giro….fai attenzione alla lingua…".
Come detto, subito dopo averlo fugacemente mostrato ai suoi interlocutori, la ragazza cancellò il messaggio.
__________ mostrò, poi, ai due ispettori la registrazione di una chiamata ricevuta dal numero, specificando che si trattava del numero di telefono dell'individuo dell'auto rossa che l'aveva violentata e che le aveva mandato il messaggio che lei aveva appena cancellato.
La ragazza raccontò, inoltre, che per toglierselo di torno, lei aveva detto all’uomo che si sarebbe rivolta alla polizia. Questi l'avrebbe, perciò, esortata a cancellare il suo numero dal cellulare inviandole anche il citato messaggio (rapp. informativo 2.2.2006, pag. 3, all. 1 rapp. d'inchiesta) .
4.2 A seguito di queste rivelazioni, i due ispettori della polizia chiassese avvisarono senza indugio la sezione RIP della polizia giudiziaria che accorse subito sul posto (cfr. rapporto informativo 2.2.2006, all. 1 rapp. d'inchiesta).
Nel primo pomeriggio di quello stesso 2 febbraio 2006, la ragazza fu accompagnata dal direttore delle scuole a __________ presso gli uffici della sezione RIP e, nei locali LAV, si procedette, quindi, alla prima audizione filmata di __________
La ragazza chiese espressamente di essere interrogata da un uomo.
All'audizione – condotta dall’isp. __________ presenziarono, come da sua richiesta, il direttore __________ in qualità di persona di fiducia e la signora __________, in qualità di specialista (il commc __________ hanno seguito l'audizione dietro il vetro a specchio, nel locale tecnico; cfr. rapp. d'esecuzione audizione video LAV 3.2.2006, all. 2 rapp. d'inchiesta).
Nel corso di questa prima audizione, __________ fornì, in particolare, l'ubicazione degli stabili in cui vivevano i suoi due presunti aggressori. Diede altresì una descrizione dei loro appartamenti (cfr. schizzi allegati al rapp. d'esecuzione audizione video 3.2.2006, all. 2 rapp. d'inchiesta).
4.3 La sera del 2.2.2006, dopo l'audizione, __________ fu presa a carico dal PAO e provvisoriamente collocata presso l'istituto __________ (cfr. AI 26 e osservazioni PAO 21.2.2006, all. 26 rapp. d'inchiesta).
Agli operatori del centro, oltre a ribadire quanto riferito agli inquirenti, __________ racconterà, poi, di altri episodi o tentativi di violenza ad opera del AC 1 (cfr. in particolare rapp. PAO 23.3.2006, pag. 1).
4.4 Nell'entourage della ragazza furono raccolte le prime testimonianze volte a meglio contestualizzare i suoi racconti.
Vennero interrogati la zia con cui la ragazza viveva, il cugino, i maestri e gli operatori sociali (cfr. all. 4-9 rapp. d'inchiesta).
4.5 La zia della ragazza consegnò agli inquirenti quattro diari e un album fotografico nei quali sono stati trovati scritti dei nomi e dei numeri di telefono di uomini adulti (cfr. PS TE 4 3.2.2006, all. 6 al rapp. d'inchiesta e fotocopie AI 29).
4.6 Sulla base dell'elenco delle persone abitanti in uno degli stabili indicati dalla ragazza e dopo aver effettuato dei sopralluoghi a mano delle relative planimetrie, gli inquirenti poterono risalire all'identità di uno dei due presunti aggressori della ragazza, ovvero a AC 2, "il __________ " abitante in __________ (cfr. AI 27 e rapp. di segnalazione 15.3.2006, AI 41).
Successivamente, la ragazza - dopo un primo tentennamento - lo riconoscerà tra altre otto fotografie (cfr. PS __________ 24.4.2006, all. 10 rapp. d'inchiesta).
Fu così confermato che l’uomo indicato dalla ragazza come uno dei suoi violentatori era AC 2
Sempre durante la prima audizione, __________ riconobbe, inoltre, tra altre nove fotografie, il secondo individuo che l'avrebbe violentata (quello dell'auto rossa e dei messaggi sms), corrispondente alla persona di AC 1 (cfr. fotografie allegate al rapp. d'esecuzione audizione video 3.2.2006, all. 2 rapp. d'inchiesta).
Di quest'ultimo, come visto, gli inquirenti avevano pure il numero del cellulare.
Si fa notare che al termine dell'audizione, la ragazza riconobbe tra le fotografie anche un altro individuo (quello ritratto sulla foto no 5) di cui disse che "fa queste cose con le ragazzine":
" …Dopo esserci tutti spostati nuovamente nel locale di accoglienza, la minore ha chiesto con insistenza se conoscevamo tutte le persone delle quali le abbiamo mostrato le fotografie [n.d.r.: foglio A4 allegato al presente, usato per il riconoscimento]. Ha aggiunto che anche il numero 5 "fa queste cose con le ragazzine". __________ ha chiesto se andavamo a casa di quel tipo, e ha detto di voler essere presente al suo interrogatorio…" (rapp. d'esecuzione audizione video LAV 3.2.2006, pag. 3, all. 2 rapp. d'inchiesta).
Tale individuo è stato poi identificato in __________ (nato il 28.9.1970, di __________, persona nota alla polizia per infrazioni alla LStup e LDDS; rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 5, all. 19 rapp. d'inchiesta).
Va detto che, nel corso della sua audizione in aula, rispondendo alla Presidente, __________ ha dapprima detto di avere saputo che al no 5 piacevano i bambini da “persone che lo conoscevano”. Richiesta di indicare chi fossero questi “persone”, la ragazza ha nicchiato e, in sostanza, non ha voluto rispondere. Poi ha raccontato di un giorno in cui quell’uomo tentò di adescarla lanciandole dei baci e degli inviti da lontano:
" I: (…) Ti dice qualcosa il numero 5? (nuovamente rivolta a D).
D: mh! (annuisce col capo)
I: e cosa ti dice?
D: che è il …non mi ricordo che avevo detto di lui quando ero qui, già prima che lo conoscevo di vista. Non era una brava persona.
I: che lo conoscevi di vista e non era una brava persona.
D: sì.
I: e perché non era una brava persona?
D: perché …non era una brava persona perché …lui …cioè le storie che sentivo su di lui dicevano guarda che (incomprensibile)
I: guarda che?
D: mi dicevano che questo, …questo qua è così e cosà.
I: chi è che ti dicevano, prima di tutto?
D: persone che lo conoscevano.
I: ma chi?
D: ragazze …che io non ricordo.
I: ma ragazze …delle tue amiche?
D: nnh …
I: eh?
D: no.
I: chi ti diceva così?
D: persone che mi conoscevano me.
I: ecco!
D: ma che io non avevo così tanta confidenza.
I: sì, ma chi sono? Delle ragazze che vanno nella tua scuola, dei grandi…?
D: no. Non sono dei grandi. Sono dei ragazzi.
I: dei ragazzi! Che fanno cosa, che frequentano che scuola?
D: vanno a scuola però …
I: non lo sai. Ecco e quel signore lì dove l'avete visto?
D: io l'ho visto …ehmm, una volta al __________.
I: scusa?
D: l'ho visto una volta al __________!
I: al __________?
D: (annuisce col capo)
I: e cosa ti hanno detto questi ragazzi di lui?
D: che è un signore a cui piacciono i bambini.
I: che è un signore a cui piacciono i bambini. Ho capito. Ma a te, ha dato fastidio quel signore lì.
D: mmh …sì, mi ha dato un po' fastidio, però non mi ha toccato.
I: che fastidio ti ha dato? Spiegami!
D: un fastidio quello che voleva che andassi da lui.
I: quando voleva che andassi da lui?
D: una volta che ero al __________.
I: quella volta lì che l'hai visto o un'altra?
D: no quella volta …
I: quella volta lì?
D: sì. Però da quel giorno non l'ho più visto né ho avuto (incomprensibile) da lui.
I: ma lui come ha fatto a venire verso di te.
D: lui non veniva verso di me. È come se io sono qui e lui era là e …
I: parla a voce più alta.
D: ecco, è come se io sono qui e lui è là e mi diceva e mi faceva un gesto che mi diceva vieni e poi mi ricordo mi dava anche baci da lontano.
I: cioè, ti faceva, da lontano …eravate al __________, …cosa c'era al __________?
D: al __________ cosa c'era?
I: sì.
D: a volte ogni tanto fanno …
I: no, quella sera, quel giorno lì che l'hai visto cosa c'era al __________?
D: c'era quelle, sa quelle macchinine piccole che ogni tanto fanno girare.
I: ah!
D: non lo so come si chiamano.
I: le autoscontro?
D: sono piccole.
I: e voi cosa eravate lì a fare?
D: io ero lì quel giorno, perché, …ero lì perché volevo guardare.
I: volevi guardare cosa?
D: volevo guardare quelle macchinine, perché è un gioco che può fare qualsiasi bambino.
I: sì, ecco.
D: e volevo farlo anch'io.
I: e dopo lì c'erano quei ragazzi che ti hanno detto che lui era un uomo che…, cosa ti hanno detto?
D: che è un uomo cui piacciono i bambini.
I: è un uomo cui piacciono i bambini. Era una sera o pomeriggio?
D: un pomeriggio.
I: era un pomeriggio. E quel pomeriggio,… è stato quel pomeriggio che lui da lontano ti faceva dei gesti?
D: sì.
I: e poi?
D: e poi niente. Io non ho …
I: no, cosa faceva oltre ai gesti? Hai detto che ti faceva dei gesti così …
D: mi mandava baci da lontano.
I: ti dava baci da lontano?
D: sì.
I: e poi?
D: e poi niente. Io non gli ho dato retta, non mi sono avvicinata a lui, non gli ho parlato. Niente. E l'ho lasciato stare. Non ho mai neanche parlato con lui.
I: ho capito.
D: non so neanche di più. Non ho avuto mai a fare con lui." (trascrizione pag. 74-77)
4.7 Tornando agli inizi dell’inchiesta, va detto che il 9.2.2006 __________ fu sottoposta ad una visita ginecologica in cui venne accertata la rottura dell'imene, senza lesioni fresche (cfr. rapp. dott. __________ 14.2.2006, AI 14).
Agli atti venne, inoltre, assunta ulteriore documentazione medica riguardante la ragazza.
Da questa si rileva, in particolare, che in precedenza __________ aveva sempre rifiutato di sottoporsi ad una visita ginecologica completa (cfr. cartella del pediatra curante dott. TE 5, AI 21, e cartella __________ riguardante un brevissimo ricovero della ragazza avvenuto ad inizio marzo 2005, AI 23).
Va, qui, notato che dalla cartella pediatrica emerge che la ginecologa __________ sottopose la ragazza ad un'ecografia che evidenziò un problema di ovario mobile compatibile con i dolori lamentati da __________ ad inizio 2005 (e, forse, già in precedenza).
Malgrado la richiesta del PP alla dottoressa __________, agli atti non vi è nessuna documentazione concernente quella visita (cfr. scritto PP 21.2.2006, AI 15).
A supporto di questi accertamenti medici il PP richiese un parere al dr. __________ il quale ha, in sostanza, concluso per una deflorazione (AI 31).
4.8 Nell'ambito dei primi accertamenti fu anche esaminato il PC sequestrato il 24.2 2004 presso l'abitazione della ragazza, senza però scoperte utili ai fini di inchiesta (rapp. d'esecuzione analisi GCI 12.4.2006, all. 18 rapp. d'inchiesta).
4.9 Inoltre, furono effettuate le analisi dei due telefoni cellulari in uso alla ragazza, un Siemens e un Motorola (cfr. rapp. d'esecuzione 14.2.2006).
Stando alla polizia, soltanto "a fatica" la ragazza mise a loro disposizione i suoi telefoni asserendo in più di una circostanza che "toglierle i cellulari significava ucciderla"
" La giovane vittima, cittadina angolana, richiedente l'asilo, tredicenne, aveva con sé due apparecchi telefonici mobili, che a fatica ha messo a disposizione degli inquirenti, malgrado le dovute spiegazioni della necessità delle verifiche dei telefoni, ritenuto che lei aveva riportato durante l'audizione che uno degli autori le inviava SMS. In più di una circostanza, __________ ha ribadito che toglierle i cellulari significava ucciderla" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 2, all. 19 rapp. d'inchiesta).
Nel rapporto si legge, inoltre, che, al momento in cui la ragazza consegnò i suoi cellulari all'ispettore __________, gli disse che non avrebbero trovato nulla di particolare nei suoi telefoni perché lei , nel tragitto tra __________, aveva cancellato molti dati:
" Al momento in cui la vittima ha consegnato al sottoscritto gli apparecchi cellulari, ha precisato che durante il tragitto __________ - aveva già cancellato vari dati, e che non avremmo trovato nulla di particolare (senza precisare oltre)" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 2, all. 19 rapp. d'inchiesta).
La Corte si è posta molte domande in relazione a questa cancellazione dei dati che sono, però, rimaste senza risposta.
4.10 Risulta dagli atti che il direttore della __________, poco prima della sua prima audizione, chiese a __________ come mai lei possedesse due cellulari.
La ragazza gli rispose che il primo lei l’aveva bloccato per le chiamate in entrata per evitare di essere infastidita dall’uomo che le dava sempre fastidio e che il secondo le era stato regalato dalla zia che voleva che lei avesse un telefono su cui fosse possibile contattarla:
" …Il direttore chiede per quale motivo possiede due natel, ___________risponde che il primo natel l'ha bloccato in modo tale da poter effettuare unicamente telefonate e non riceverle poiché quell'uomo le dava sempre fastidio, mentre l'altro le è stato dato dalla zia così che poteva contattarla…" (cfr. dichiarazioni della ragazza fatte al termine dell'audizione 2.2.2006 e riportate nel rapp. di trasmissione 8.3.2006).
Va qui rilevato che, su questo punto, la ragazza non ha detto il vero.
In effetti, risulta dai tabulati telefonici (di cui si dirà in seguito) che __________ nel periodo dal 23 settembre 2005 al 2 febbraio 2006 , non solo effettuava chiamate, ma ne riceveva pure con entrambi i cellulari in suo possesso, (cfr. rapp. di segnalazione per richiesta di sorveglianza telefonica e richiesta dati retroattivi 10.4.2006, AI 50).
Nessuno, tuttavia, ha pensato di doverle contestare tali contraddizioni.
Al direttore della __________ che le chiedeva di spiegare come facesse a permettersi due cellulari, __________ ha dichiarato che "faceva dei lavoretti" a pagamento, in particolare eseguiva treccine presso la sua abitazione, in camera sua. A suo dire per i clienti con tanti capelli poteva far pagare fino a fr. 250.-. Dei soldi guadagnati, lei tratteneva piccole somme (ca fr. 20.- per volta) mentre il resto lo dava alla zia
" …Il direttore le chiedeva come faceva a permettersi due cellulari e lei diceva che faceva dei lavoretti. Il ricavato lo consegna in parte alla zia e parte se lo tiene. Dice che quando ci sono clienti che hanno tanto capelli, può far pagare anche fino a CHF 250. Dice che ad esempio lei si tiene CHF 20 e gli altri soldi li da alla zia. Domenica scorsa ha fatto le trecce ad un ragazzo e si è fatta pagare CHF 50.-, mentre questa domenica ha due clienti (madre e figlia). I lavori li fa a casa sua, nella sua camera…" (cfr. dichiarazioni della ragazza fatte al termine dell'audizione 2.2.2006 e riportate nel rapp. di trasmissione 8.3.2006).
La zia ha parzialmente smentito queste dichiarazioni della nipote.
Ella ha, infatti, dichiarato che generalmente è __________ a recarsi in casa delle persone a fare le treccine e che per il suo operato si fa pagare Fr. 40.-
" …ADR: è vero che la __________ fa le treccine sui capelli alle persone che ne fanno richiesta. Principalmente sono persone di origine di __________, uomini e donne.
…omissis…
ADR che __________ si reca a casa di queste persone per fare le acconciature. Solo in un'occasione è capitato che l'acconciature le ha fatte a casa nostra, in sala. Ora ricordo che prima era in sala e poi, siccome stavo pulendo, le ho detto di spostarsi in camera sua.
ADR che la persona a cui ha fatto l'acconciatura quella volta erano due uomini ma solo uno di loro si era fatto fare le treccine.
ADR che non conosco questi uomini.
…omissis…
ADR che era la prima volta che queste persone entravano in casa mia anche perché non mi va che vengano estranei.
ADR che __________ fa le treccine solitamente la domenica mattina.
ADR che __________ per le treccine si fa pagare CHF. 40.-.
Mi viene chiesto se è sicura di questa sua risposta ed io rispondo sicurissima. Mi viene se è sicura che __________ non fa le treccine a casa e io rispondo di no…" (PS TE 42.2.2006, pag. 9).
In aula, la ragazza ha parlato di prezzi per le treccine che non corrispondono né a quelli da lei indicati in un primo tempo né a quelli riferiti dalla zia.
Al di là di queste dichiarazioni divergenti – rimaste tali fra molte altre contraddittorie – va detto che la Corte ha raccolto con perplessità l’immagine di una zia che non vuole che la nipote faccia entrare in casa degli estranei ma che permette alla stessa nipote di andare a casa di questi estranei, uomini o donne.
4.11 Sia quel che sia, i collegamenti in uso alla ragazza sono risultati intestati a due persone adulte, madre e figlia: si trattava di __________, 21.5.1955, domiciliata a __________ (carta SIM inserita nel Motorola) e __________, 29.12.1982, domiciliata a __________ (carta SIM inserita nell'apparecchio Siemens).
In un primo tempo, gli inquirenti indicarono erroneamente quale intestatario del secondo numero in uso a __________ un certo __________, il cui numero risulta sì memorizzato nella rubrica di uno dei due telefoni della ragazza, ma non corrisponde a quello della carta SIM inserita nell'apparecchio Siemens (cfr. rapp. segnalazione 15.3.2006, all. 21 rapp. d'inchiesta).
Stando a quanto indicato dagli inquirenti, le suddette intestatarie non avrebbero - apparentemente - alcun legame con la ragazza.
" I collegamenti di apparecchi telefonici in uso alla vittima sono intestati a due persone che apparentemente non hanno alcun legame con la stessa" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 3, all. 19 rapp. d'inchiesta).
Nonostante questo rilievo nel rapporto di segnalazione, gli inquirenti non hanno ritenuto di dover esperire accertamenti volti a verificare come mai la ragazza avesse in dotazione tali utenze (cfr. doc. TPC 36)
In aula, sono stati chiesti chiarimenti alla zia di __________ che ha detto - ma le cose non hanno potuto trovare migliori riscontri – che si trattava di due sue buone conoscenti che si sono prestate a prendere le carte SIM a loro nome poiché gli asilanti non potrebbero acquistarne (cfr dichiarazione prodotta in aula dall’avv. __________).
4.12 Da un primo esame degli inquirenti, è risultato che gran parte dei numerosi numeri telefonici memorizzati nelle rubriche dei due cellulari della ragazza erano intestati ad adulti. Tra questi non figuravano i due presunti autori
" …In base alle rubriche dei due cellulari, abbiamo ricostruito una vasta gamma di contatti. La gran parte di questi contatti risultano essere di adulti, di ambo i sessi, abitanti nella zona di __________, rispettivamente del __________.
in particolare segnaliamo:
__________, 14 dicembre 1977, __________, richiedente l'asilo conosciuto presso i nostri servizi per traffico di stupefacenti.
__________, 16 settembre 1959, __________, donna di origini domenicane, donna che in passato è stato in attività presso il __________, noto postribolo __________.
__________, 11 novembre 1990__________ (minore al quale risultano intestati diversi collegamenti mobili, e che, da informazioni assunte presso le __________, frequenta molto l'ambiente delle giovani africane. …omissis…
Tra questi contatti non sono stati identificati i due presunti autori.
Sono stati identificati anche adulti che risultavano avere figli dell'età della vittima. E' possibile (ma da accertare) che questi collegamenti mobili siano in uso dei minori.
Nella rubrica di uno dei cellulari, abbiamo anche identificato un numero di telefono inglese, appartenente ad uno sconosciuto coinvolto in un'inchiesta del canton __________, per traffico di stupefacenti da parte di cittadini africani (__________)" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 2 e 3, all. 19 rapp. d'inchiesta).
4.13 Sospettando che la ragazza fosse coinvolta in un giro di prostituzione minorile, gli inquirenti richiesero l'analisi dei tabulati retroattivi delle utenze utilizzate da __________ :
" …E' chiaro che di fronte a tutti questi elementi, diversi sono gli scenari che possono prospettarsi nel contesto di questa indagine.
Quello più preoccupante è che __________ fosse inserita in uno contesto di prostituzione minorile, ritenuta soprattutto la sua posizione sociale debole quale richiedente l'asilo. E' possibile che anche altre minori richiedenti l'asilo siano coinvolte in questo giro.
Allo scopo di accertare la presenza o l'assenza di un reato grave quale lo sfruttamento della prostituzione minorile, riteniamo necessari i tabulati retroattivi oggetto della presente richiesta…" (rapp. di segnalazione 9.3.2006, pag. 6, all. 19 rapp. d'inchiesta).
Va rilevato anche che, nello stesso rapporto, gli inquirenti avevano – peraltro correttamente – anche precisato di non avere ancora elementi che permettessero loro di agire contro i due uomini indicati dalla ragazza come i suoi violentatori poiché la stessa non aveva “sostanziato in modo particolare i fatti” esposti durante la sua audizione:
" La giovane, durante l’audizione, non ha sostanziato in modo particolare i fatti della quale è stata vittima. Questo, al momento attuale, è l’elemento principale che non ci permette di intervenire sui due soggetti, presunti autori" (rapporto di segnalazione 9.3.2006 pag. 2)
La richiesta fu accolta dal Giar e furono quindi assunti agli atti i tabulati retroattivi relativi alle due utenze telefoniche in uso a __________ (cfr. AI 37 e 45; autorizzazione Giar 16.3.2006 e 23.2.2006, AI 44 e 47; rapp. d'esecuzione 3.4.2006, all. 22 rapp. d'inchiesta e dischetti annessi al rapp. d'inchiesta).
4.14 L'analisi dei tabulati telefonici successivamente esperita, ha confermato l'esistenza di numerosi contatti con numeri telefonici mobili e fissi intestati ad adulti:
" … L'analisi dei tabulati retroattivi dei due collegamenti in oggetto ha permesso di accertare molti contatti con numeri telefonici mobili e fissi, intestati ad adulti.
I tabulati del collegamento mobile (scheda SIM inserita nell'apparecchio MOTOROLA) risultano dal 22 dicembre 2005, mentre quelli per il collegamento mobile (scheda SIM inserita nel telefono SIEMENS) risultano dal 23 settembre 2005. A questo proposito va rilevato che, malgrado il relativamente breve periodo di attività del collegamento mobile, il tabulato di questo collegamento è molto più corposo rispetto a quello dell'altro collegamento mobile (attivo, per altro, da molto più tempo)" (rapp. di segnalazione per richiesta di sorveglianza telefonica e richiesta dati retroattivi, pag. 1, AI 50).
Non ci si può esimere dal riportare in questa sede un estratto del rapporto di segnalazione 10.4.2006. I numerosi contatti stabiliti fra la ragazza e diversi uomini adulti, in effetti, conferiscono credibilità e forza alle preoccupanti ipotesi formulate dagli inquirenti:
" … Collegamento MOTOROLA
Risultano contatti di una certa importanza con:
__________, 11.11.1990, domiciliato a __________ (ragazzo fotografato a torso nudo con la vittima)
o
4 SMS in entrata su MOTOROLA, dal 28 al 30 dicembre 2005.
o
. 21 contatti in uscita da MOTOROLA tra il 24 dicembre 2005 e il 31gennaio 2006;
. 9 SMS in entrata su MOTOROLA tra il 27 gennaio e il 28 gennaio 2006.
o
. 3 chiamate in uscita da MOTOROLA il 28 gennaio 2006.
o
. 1 SMS in entrata su MOTOROLA il 31 gennaio 2006;
. 1 SMS in entrata su MOTOROLA il 02 febbraio 2006 (quando l'apparecchio era presso i nostri servizi).
. AC 1, 09 aprile 1971, __________ (indiziato nel procedimento penale)
o 3 contatti in entrata su MOTOROLA dal 13 gennaio al 01 febbraio 2006 e (chiamate e SMS)
o 9 contatti in uscita da MOTOROLA (chiamate e SMS) dal 01 febbraio 2006 al 02 febbraio 2006 (giorno in cui la vittima ha raccontato quanto subito a scuola, ed è stata accompagnata presso i nostri uffici - ultimo SMS alle ore 0754).
. Che tenore / contenuto avevano questi contatti, ritenuto che
__________, il 02 febbraio 2006, ha poi deciso di raccontare quanto patito?
. __________, 01 ottobre 1939, __________
o 25 contatti in entrata su MOTOROLA (tutte chiamate) tra il 18 gennaio 2006 e il 02 febbraio 2006 (ultima alle ore 1328, orario in cui la ragazza era già presso i nostri uffici).
. __________, 06 giugno 1986, __________ o 7 contatti in entrata su MOTOROLA (SMS e chiamate, tra il 31 dicembre 2005 e il 29 gennaio 2006);
o 65 contatti in uscita da MOTOROLA (SMS e chiamate, tra il 09 gennaio 2006 e il 01 febbraio 2006).
. Cabina telefonica, __________
o 2 chiamate in entrata su MOTOROLA, il14 e il28 gennaio 2006;
. Numero conosciuto in __________ (stupefacenti).
. Nessun cliente disponibile
o
. "Ale" sotto rubrica apparecchio MOTOROLA;
. 1 SMS in uscita da MOTOROLA il 01 febbraio 2006.
. __________, 14 dicembre 1977__________
o 410 contatti in uscita da MOTOROLA
. tra il 23 dicembre 2005 e il 01 febbraio 2006 (in prevalenza SMS);
o 344 contatti in entrata su MOTOROLA
. Tra il 25 dicembre 2005 e il 02 febbraio 2006 (fino a tardo pomeriggio, quando la vittima era presso i nostri uffici per l'audizione).
. __________, 1974, __________ (cfr. album fotografico, sul quale è riportato il numero di telefono di questa persona)
o 1 SMS in uscita da MOTOROLA il 23 gennaio 2006.
. __________
o 36 contatti in uscita da MOTOROLA tra il 25 dicembre 2005 e il 22 gennaio 2006;
o 4 contatti in entrata su MOTOROLA tra il 28 dicembre 2005 e il 22 gennaio 2006.
. __________, 15.11.1966, __________ o 1 chiamata in uscita da MOTOROLA il 23 dicembre 2005
o 3 chiamate in entrata su MOTOROLA
. Una il 23 dicembre 2005
. Due il 02 febbraio 2005, la sera (cellulare MOTOROLA presso i nostri uffici).
Risultano anche contatti nella Svizzera interna. Ad esempio:
. __________
o 3 chiamate in uscita da MOTOROLA il 01 febbraio 2006.
. __________ o 1 chiamata in uscita da MOTOROLA il 24 dicembre 2005.
. __________, 23 novembre 1951, __________ (questa persona ha un figlio, omonimo, nato il14 maggio 1977)
. 3 chiamate in uscita da MOTOROLA il14 gennaio 2006.
1.2.1. Standort dell'apparecchio telefonico mobile
In varie circostanze, l'apparecchio telefonico oggetto dei tabulati si trovava collegato ad antenne della Svizzera interna, in particolare del Canton __________.
1.3. Collegamento SIEMENS
In merito a questo collegamento, risultano contatti di una certa importanza con:
. AC 1, 09 aprile 1971, __________ (indiziato)
o 5 contatti in entrata su SIEMENS e 5 in uscita da SIEMENS, tra il 04 novembre e il 24 novembre 2005.
. __________, 18 agosto 1981, citt. CH,
o 22 contatti in uscita (in prevalenza SMS) da SIEMENS tra il 22 ottobre e il 24 novembre 2005;
o 6 SMS in entrata su SIEMENS tra il 23 ottobre e il16 novembre 2005.
1.3.1. Particolarità
Vi sono diversi contatti di una sola volta o poche volte, in particolare in entrata e sull'apparecchio SIEMENS.
. __________, 04 giugno 1960, __________
o 1 SMS in entrata su SIEMENS il 01 ottobre 2005.
. __________, 05 giugno 1961, __________
o Chiamata persa il 04 febbraio 2006 su MOTOROLA vittima (cellulare presso i nostri uffici);
o 3 SMS in entrata su SIEMENS tra il 04 e il 24 dicembre 2005.
. __________, 11 novembre 1990
o
. 1 chiamata in entrata su SIEMENS il19 ottobre 2005.
o
. 1 contatto in entrata su SIEMENS il19 ottobre 2005.
o
. 1 contatto in entrata su SIEMENS il 25 ottobre 2005.
. 1 chiamata in uscita da SIEMENS il 23 novembre 2005.
o
.1 chiamata in uscita da SIEMENS il 25 ottobre 2005.
. __________, 1974, Chiasso, __________
o 2 SMS in entrata su SIEMENS il 10 ottobre 2005;
o 3 contatti in uscita da SIEMENS (1 chiamata e 2 SMS) il17 ottobre 2005.
. __________, 06 marzo 1963, __________
o 1 contatto in entrata su SIEMENS il 23 settembre 2005.
. __________, 16 giugno 1965, __________
o 2 chiamate in entrata su SIEMENS, il 15 e il16 ottobre 2005.
. __________, 10 giugno 1982, __________
o 1 chiamata in uscita da SIEMENS il 15 ottobre 2005.
. Sconosciuto
o
. Numero mobile portoghese, non ancora identificato
.2 SMS in uscita da SIEMENS il 20 e il 21 novembre 2005.
. Sconosciuto
o
. Numero mobile ìtaliano, non ancora identificato
. 4 SMS in entrata su SIEMENS tra il 27 ottobre e il 23 novembre 2005;
. 2 chiamate in uscita da SIEMENS il 19 e il 23 novembre 2005…" (rapp. di segnalazione 10.4.2006, pag. 2-6).
Giustamente, questi dati continuarono ad allarmare gli inquirenti che, nel loro rapporto 10.4.2006, hanno ripreso l’ipotesi inizialmente fatta in relazione ad un giro di prostituzione minorile, evidenziando, pure, “un’ambiguità della vittima” che era “stata rilevata anche dagli educatori” e che andava “tenuta sotto controllo”:
" … In base ai rapporti che ci sono stati trasmessi dal PAO di __________, la vittima ha raccontato di altri episodi di violenza, o tentativi di violenza, ad opera di AC 1 [cfr. in particolare scritto del PAO del 23 marzo 2006, pag..o 1]. __________ continua a fare sogni particolari, ben descritti dagli educatori nel loro rapporto. Esprime paura e disagio anche nei confronti della zia TE 4, nonché nei confronti di __________, la figlia della zia, "che è piccola e non sa difendersi" [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 9]. __________ ha esternato agli educatori una non meglio specificata paura nei confronti di qualcuno all'interno della sua classe [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 9]. La vittima ha ammesso agli educatori di non aver ancora raccontato tutto alla polizia. L'ambiguità della giovane è stata rilevata anche dagli educatori e viene tenuta sotto controllo [cfr. scritto PAO 23 marzo 2006, pag..o 5].
AI fine di verificare la portata delle responsabilità penali nei confronti di __________ e/o di altri minori, si ritiene necessaria la messa sotto censura dell'apparecchio telefonico in uso a AC 1 (numero e IMEI), con la precisazione che, nel caso in cui dovessero risultare ulteriori collegamenti in uso all'indiziato, la richiesta verrà estesa anche a questi ultimi.
Allo scopo di accertare se la vittima è tuttora contattata da AC 1, rispettivamente dall'altro indiziato, AC 2, o da altre persone adulte che potrebbero averla coinvolta in qualcosa di illegale, e/o messa sotto pressione tramite minacce o altro, nonché per verificare che genere di contatti intrattiene con le altre persone adulte scaturite dai tabulati telefonici, si ritiene necessaria la messa sotto censura dei due apparecchi cellulari in uso alla vittima (numero e IMEI), previo dissequestro e riconsegna degli stessi alla giovane. Anche in questo caso, se nel corso degli ascolti dovessero risultare ulteriori collegamenti in uso alla minore, la richiesta verrà estesa anche a questi ultimi…" (rapp. di segnalazione 10.4.2006, pag. 7).
Tuttavia, dopo che venne respinta la richiesta di "sorveglianza telefonica dell'utenza in uso a AC 1 nella forma della richiesta di tabulati retroattivi per il periodo massimo possibile" (cfr. AI 51, 52 e 53; AI 54), non vennero più fatti atti d’inchiesta volti a verificare l’inquietante ipotesi di un giro di prostituzione minorile correttamente posta dagli inquirenti.
Nulla.
Gli inquirenti non ritennero nemmeno di dovere interrogare né le intestatarie dei collegamenti telefonici in uso alla ragazza né le persone adulte che risultavano essere in contatto telefonico con lei.
4.15 Da quel che risulta dagli atti, non venne chiesto nulla in merito a queste risultanze né a __________ né alla zia.
In aula, interrogata al proposito, la zia ha detto, in sostanza, di non sapere nulla di quei contatti telefonici della nipote e di non conoscere buona parte degli uomini con cui la ragazza intratteneva queste relazioni (cfr verb dib pag. 16-18).
La donna ha, poi, detto di avere chiesto, nei giorni immediatamente precedenti la sua audizione in aula, spiegazioni alla nipote, ma questa le avrebbe detto di non avere fatto lei molte delle telefonate indicate dai tabulati.
In aula, __________, pur dichiarando di non avere mai prestato i suoi cellulari a nessuno, ha detto di non conoscere alcuni uomini il cui nominativo è indicato dai tabulati e di non spiegarsi le telefonate.
Ha, invece, ammesso di essere stata in contatto con altri uomini (cfr trascrizione audizione pag. 79 e seg).
Fra questi, __________.
Con il primo (trentenne), la ragazza avrebbe avuto una relazione: i due si sarebbero innamorati e frequentati incontrandosi anche nell’appartamento dell’uomo.
Il secondo, invece, “avrebbe tradito la fiducia della ragazza e della zia” (cfr audizione in aula) cercando insistentemente di incontrare la ragazza da sola e regalandole anche due paia di mutande (tanga).
A questo proposito va detto che la Presidente non ha voluto insistere molto con le domande alla ragazza.
Tuttavia, è evidente che la situazione descritta dalla ragazza ha dei contorni poco chiari e financo inquietanti e che, perciò, richiede approfondimenti e chiarimenti con mezzi di cui dispone soltanto la magistratura inquirente.
4.16 Ritornando agli inizi dell’inchiesta, si ha che, a luglio 2005 avanzato, senza altri particolari approfondimenti - in ogni caso senza approfondimenti che possano essere rilevati dall’incarto - gli inquirenti procedettero con l'arresto di AC 1 e di AC 2.
Ciò senza che nulla – perlomeno nulla di desumibile dagli atti – fosse giunto a colmare quelle lacune che gli stessi inquirenti avevano rilevato nel marzo precedente e che allora, sempre secondo gli inquirenti, non rendevano possibile l’arresto dei due uomini indicati dalla ragazza:
" La giovane, durante l’audizione, non ha sostanziato in modo particolare i fatti della quale è stata vittima. Questo, al momento attuale, è l’elemento principale che non ci permette di intervenire sui due soggetti, presunti autori" (rapporto di segnalazione 9.3.2006 pag. 2)
4.17. Interrogato in aula sul motivo per cui non vennero proseguite le indagini sui “contatti telefonici” e su che cosa rese attuale e praticabile in luglio l’arresto di AC 1 e di AC 2 che in precedenza non era stato ordinato (come visto, l’audizione della ragazza è di inizio febbraio e l’identificazione dei due è di poco successiva), il PP non ha saputo dare una risposta convincente che potesse in qualche modo tranquillizzare la Corte.
Nel rapporto d’arresto si legge che il fermo dei due uomini venne procrastinato a causa della difficile situazione in cui si era venuta a trovare __________ dopo le sue rivelazioni e nell'attesa che la medesima fornisse indicazioni più precise su quanto subito (cfr. rapp. d'arresto AC 1/AC 2 12.7.2006, AI 72).
L’appunto non convince e non risponde alle domande della Corte, in particolare ritenuto che la ragazza venne sentita per la seconda volta soltanto il 21 luglio 2006, cioè ben 10 giorni dopo l’arresto dei due uomini che lei aveva indicato come i suoi violentatori già il 2 febbraio 2006.
Non si sa, quindi, quando la ragazza possa avere meglio sostanziato le sue iniziali dichiarazioni così da dare agli inquirenti gli elementi necessari a giustificare l’arresto dei due che mancavano a febbraio o a marzo o ad aprile o a maggio o a giugno 2005.
4.18. Così, in data 11.7. 2006, il PP emise nei confronti dei due sospettati AC 1 e AC 2 un ordine di traduzione forzata (AI 64 e 65) e un ordine di perquisizione e sequestro delle loro abitazioni (AI 66 e 67).
La mattina del 12 luglio 2006, alle 6h25, la polizia si presentò a casa di AC 1 al __________ piano di via __________ e, contemporaneamente, a casa di AC 2 in __________.
Al momento della perquisizione, AC 1 si trovava in casa. Non riuscì ad aprire la porta poiché il cilindro era rotto e gli agenti dovettero quindi forzarla.
In casa con lui, nascosta nell'armadio, vi era un'amica, una cittadina __________ in Svizzera senza permesso che, a causa di un malore (si seppe, poi, che aspettava un bambino), venne portata all'ospedale da dove, poi, fuggì facendo perdere le sue tracce (cfr. rapp. d'arresto, pag. 4-5 e rapp. d'inchiesta pag. 15).
A AC 1 furono sequestrate diverse cose, tra cui chiavi, CD, DVD, fotografie, una macchina fotografica e medicinali vari (verbale di sequestro 12.7.2006, all. 37 rapp. d'inchiesta).
Quando gli inquirenti si presentarono alla sua porta, per contro, AC 2 si era già recato al lavoro. In sua assenza, la polizia entrò nell’appartamento forzando la porta (rapp. di arresto 12.7.2006 e rapp. d'inchiesta 26.10.2006, pag. 28).
Nel suo appartamento fu sequestrato del materiale cartaceo (verbale di sequestro 12.7.2006, all. 92 rapp. d'inchiesta).
In una successiva perquisizione, alla presenza dello stesso AC 2, venne sequestrata altra documentazione e 3 confezioni di carte SIM (verbale di sequestro 12.7.2006 9h50, all. 97 al rapp. d'inchiesta).
La stessa mattina del 12 luglio, entrambi gli indagati furono sentiti dalla polizia e, dopo l'interrogatorio, trattenuti in arresto.
Inoltre, furono loro sequestrati i telefoni cellulari: uno a AC 2 (cfr. verbale di sequestro all. 93 rapp. d'inchiesta) e due a AC 1 (cfr. verbale di sequestro all. 38 rapp. d'inchiesta).
Delle schede SIM trovate in possesso del AC 1, una è risultata essere italiana. Il numero corrispondente () è stato ritrovato nei tabulati retroattivi concernenti una delle due utenze in uso a __________ ().
In data 13.7.2006 l'arresto fu confermato dal Giar (AI 78 per AC 2 e AI 82 per AC 1).
Per AC 1, dopo visita medica, fu inizialmente disposta la carcerazione all' Ospedale __________ poiché egli soffre di una forma di leucemia (cfr. rapp. di arresto 12.7.2006 e certificato medico allegato, AI 72). Il 14.7.2006, fu trasferito alla __________ (AI 89).
AC 2, pure sottoposto a visita medica, fu invece ritenuto normalmente carcerabile e associato alle carceri pretoriali di __________ (cfr. rapp. di arresto 12.7.2006 e certificato medico allegato). Il 14 agosto 2006, come da sua richiesta, fu portato al __________ (cfr. AI 130-132 e 159).
Entrambi gli imputati sono arrivati al dibattimento in detenzione.
4.19. Il 21 luglio 2006 si procedette alla seconda audizione filmata della vittima, cui ebbero accesso anche le difese (cfr. rapp. di esecuzione audizione video LAV 24.7.2006, AI 115).
Durante questa audizione volta a chiarire gli episodi concernenti AC 1 e AC 2, __________ ammise per la prima volta di aver già avuto - prima dell'estate 2005 - dei rapporti sessuali completi con un'altra persona.
Va detto che, il 2.2.2006, la ragazza aveva dichiarato il contrario (audizione 2.2.2006 pag. 21).
Dopo l’ammissione di avere già avuto rapporti sessuali completi prima della denunciata violenza carnale, la ragazza non volle, però, rivelare il nome dell’uomo con cui aveva avuto tali rapporti (cfr. trascrizione audizione 21.7.2006, pag. 35 e 36).
Allo scopo di chiarire quest'ultima rivelazione, __________ fu sentita una terza volta in data 29.8.2006 (cfr. rapp. d'esecuzione audizione video LAV 29.8.2006, AI 192).
Nel corso di questa audizione, lei rivelò le generalità del terzo uomo con cui aveva avuto rapporti sessuali.
Si trattava di AC 3, suo connazionale e residente, come lei, in via __________ (che, peraltro, nella medesima occasione la ragazza riconobbe in fotografia, cfr. rapp. d'esecuzione audizione video LAV 29.8.2006, AI 192).
4.20. Così, in forza dell'ordine di traduzione forzata emesso nei suoi confronti il 31 agosto 2006 per titolo di violenza carnale e atti sessuali con fanciulli (all. 129 rapp. d'inchiesta), AC 3 fu prelevato in casa sua la mattina del 5.9.2006 e, dopo interrogatorio, arrestato (cfr. rapp. d'arresto 5.9.2006, AI 5 inc. MP 7523.2006).
In occasione dell'intervento della polizia fu anche perquisito il suo appartamento e furono sequestrati diversi oggetti (videocassette, DVD, CD, documentazione cartacea varia, un telefonino, un apparecchio fotografico e alcuni rullini fotografici, cfr. verbale di sequestro 5.9.2006, all. 131 rapp. d'inchiesta).
A seguito di un'ulteriore perquisizione eseguita presso un deposito che AC 3 aveva presso una ditta di Novazzano, furono poi sequestrati altri CD e videocassette, un'altra macchina fotografica e un PC (verbale di sequestro 11.9.2006, all. 134 rapp. d'inchiesta).
Il 6.9.2006 il Giar confermò il suo arresto (verbale Giar 6.9.2006 all. 132 rapp. d'inchiesta).
Le successive analisi del telefono cellulare e del PC sequestrati a AC 3 non hanno portato dati utili all'inchiesta (cfr. rapp. di esecuzione 3.10.2006 all. 146 rapp. d'inchiesta, e rapp. d'inchiesta pag. 44).
Anche AC 3, come gli altri due accusati, è arrivato in detenzione al dibattimento.
5. vita della ragazza
Della vita della ragazza non si sa molto.
Agli inquirenti, TE 4, zia della ragazza, ha raccontato che __________ è figlia di un suo fratello – morto a causa di uno dei molti conflitti che hanno insanguinato __________ – e di una donna di cui non si sa nulla:
" Per quel che concerne la madre di __________, nessuno sa chi sia perché il padre non lo ha mai rivelato" (TE 4 PS 2.2.2006 pag. 2)
In aula, la stessa zia – forse maggiormente sollecitata – è stata più generosa di informazioni sul passato della nipote ed ha raccontato quanto segue:
" Il papà di __________ era mio fratello."
" Mio fratello è morto in guerra. A quel che mi risulta lui è morto fra il '95 e il '96. Io e la mia famiglia abbiamo saputo della sua morte più o meno nel 1997: la notizia ci è stata data da alcuni suoi amici che ci hanno appunto detto che la sua morte era avvenuta in quegli anni, senza saperci dare altre precisazioni.
Io e la mia famiglia abbiamo saputo della nascita di __________ nel 1992: anche in quel periodo mio fratello era lontano da casa perché era (a) militare e la notizia della nascita della bambina ci è stata data da alcuni conoscenti.
Io ho visto la bambina per la prima volta nel 1994 quando mio fratello me l'ha affidata poiché la mamma (che io non ho mai visto) non poteva occuparsene.
Allora la bambina aveva circa due anni. Camminava già. Era una bambina sveglia ma che parlava ancora poco.
__________ non è andata all'asilo e a scuola. Le scuole erano quasi sempre chiuse a causa della guerra. Ogni tanto, la scuola chiamava tutti i bambini per dar loro il latte.
__________ ha avuto la malaria. Non ha avuto altre malattie importanti. Ha spesso sofferto di diarree che, a volte, duravano anche una o due settimane. Ricordo che uno di questi episodi di diarrea è stato talmente importante che la bambina era così debole da non poter più camminare. Si è tuttavia ripresa in fretta anche perché abbiamo avuto la possibilità di curarla con delle infusioni. Di altre malattie importanti __________ non ha sofferto.
Da quando mio fratello me l'ha affidata, __________ ha sempre vissuto con me.
Devo dire che in __________ né io né la mia famiglia, abbiamo mai sofferto la fame. Anche se eravamo poveri, trovavamo sempre da mangiare." (verb dib pag. 15)
__________ è arrivata, poi, in Svizzera nel 2002 con la zia e altri membri della famiglia (__________, l’unico fratello della zia rimasto in vita che ora ha 13 anni e frequenta la seconda media a __________, la cugina __________ che adesso ha 10 anni e frequenta la quinta elementare e il cugino __________, figlio della zia che ora ha vent'anni e fa il muratore).
Dal permesso di soggiorno risulta che __________ è entrata in Svizzera il 1.1.2002.
Sul permesso della zia vi è invece la data del 12.3.2002 (cfr. all. 157 rapp. d'inchiesta e doc. TPC 23)
In ogni caso, la domanda di asilo è stata depositata il 12.3.2002 (cfr. verbale 12.3.2002 del centro di registrazione di __________, all. 158 al rapp. d'inchiesta) e in aula la zia ha detto che la ragazza è effettivamente arrivata in Svizzera con lei (verb dib pag. 15)
La ragazza (insieme agli altri due minori che erano con lei) è stata inizialmente collocata presso l'Istituto __________.
L'8 maggio 2002 ha, poi, potuto ricongiungersi con la zia nell'appartamento di via __________ (), dove ha vissuto fino al 2.2.2006 giorno in cui ha denunciato i presunti abusi subiti.
Dal 2.2.2006 al 31.7.2006 ha soggiornato presso il Centro PAO di __________, dopodiché, e fino al 31.8.2006, è ritornata in __________ Dal 1.9.2006 vive in via __________.
A Chiasso frequenta attualmente la seconda media.
6. età della ragazza
Sul certificato di nascita consegnato alle nostre autorità, si legge che __________ è figlia di __________ e di __________ ed è nata il16 aprile 1992 a __________.
Di tale certificato di nascita “non è possibile garantire l’autenticità” (dichiarazione dell’Ufficio giuridico, Servizio rifugiati della Sezione Permessi e Immigrazione, in atti sub doc TPC 24).
Pertanto, accogliendo la richiesta dell’avv. DF 1 secondo cui tale certificato non poteva essere considerato fedefacente, la presidente della Corte ha ordinato una perizia volta a determinare l’età ossea – e da lì quella cronologica – della ragazza (doc TPC 25).
La perita, applicando il metodo Greulich e Pyle, ha concluso quanto segue:
" L’età ossea di __________ determinata con il metodo Greulich e Pyle risulta essere di 17 anni +/- 1 anno e 3 mesi. Essendo __________ una ragazza, occorre correggere questa età e diminuirla di circa 12 mesi (vedi capitolo 4). L’età ossea così corretta varia dunque fra 14 anni e 9 mesi e 17 anni e 3 mesi: ciò rappresenta la miglior stima possibile per l’età cronologica.
Questa stima parte infine dal presupposto che __________ goda di buona salute, non sia portatrice di malattie che influenzano la crescita ed abbia potuto beneficiare nella sua vita di sufficiente ricchezza per una normale alimentazione" (doc TPC 33 pag. 5)
In aula, dopo essere stata messa a conoscenza delle informazioni sui trascorsi della ragazza fornite dalla zia, la perita ha modificato le sue conclusioni come segue:
" L'avv. DF 1 riferisce al perito quanto la zia di __________ ha raccontato sull'infanzia della ragazza, le malattie sofferte e il modo di vita in __________ (malaria, frequenti episodi di diarrea, stato di povertà senza aver sofferto la fame).
Chiede alla perita se, conto tenuto di queste informazioni, ritiene dal profilo teorico ancora corretto operare in concreto la riduzione di 12 mesi calcolata sulla base di studi recenti che hanno preso in considerazione (così come la perita ha indicato) ragazzi cresciuti in Germania.
Il perito precisa che non può fare alcuna valutazione concreta. Tuttavia ritiene che, dal profilo teorico, il quadro descrittole potrebbe rendere inadeguata la correzione di 12 mesi.
In questo senso, preso atto delle condizioni in cui la ragazza ha vissuto nei primi 2/3 della sua vita, si potrebbe teoricamente rimanere all'età ossea indicata dall'Atlante Greulich e Pyle senza operare alcuna riduzione". (verb dib pag. 23)
Pertanto, ritenute le riflessioni e conclusioni effettuate dalla perita sulla base delle nuove informazioni ricevute al dibattimento, la valutazione peritale da ritenere è la seguente:
" L’età ossea di __________ determinata secondo il metodo Greulich e Pyle è quindi di 17 anni +/- 1 anno e 3 mesi (il 95% delle ragazze con questa radiografia della mano ha un’età ossea compresa tra 15 anni e 9 mesi e 18 anni e 3 mesi)" (doc TPC 33 pag. 4)
Questo – in estrema sintesi – poiché, conto tenuto delle condizioni di vita in cui la ragazza è vissuta per i 2/3 della sua esistenza (in sostanza, malnutrizione o, comunque, regime alimentare molto meno ricco di quello tipico delle società europee del dopoguerra) e delle malattie sofferte, la perita ha ritenuto di non dovere più applicare la correzione del valore risultante dall’Atlante di Greulich e Pyle (correzione che si pratica poiché uno studio ha accertato che, in Germania, la maturazione ossea avviene oggi più rapidamente che all’epoca di Greulich e Pyle).
La ragazza non ha vissuto, per la maggior parte della sua vita, in condizioni di benessere quali quelle che contraddistinguono la Germania degli ultimi 20/30 anni: è, quindi, stato ritenuto maggiormente corretto paragonare il suo sviluppo osseo a quello dei ragazzi europei fino agli anni 50.
Come visto, dal certificato di nascita risulta, invece, che la ragazza ha oggi 15 anni.
Riguardo l’ottenimento di tale certificato – rilasciato il 6
settembre 2001 – la zia di __________ ha dichiarato quanto segue:
" Il certificato di nascita di __________ l'ho fatto fare io prima di partire __________ perché per avere il passaporto bisognava avere il certificato di nascita. Così sono andata al Registro di __________ e ho fatto registrare __________.
Sono io che ho dato all'impiegato del registro civile i dati che sono scritti sul certificato di nascita. Preciso che sia il nome della ragazza che quello della mamma che la data di nascita me li aveva lasciati scritti mio fratello su un foglio quando mi ha affidato la bambina.
Io ho detto all'impiegato del registro civile che __________ era nata a __________. In realtà, __________ è nata a __________ che è una città sita nella provincia di __________.
Ho detto così perché __________ all'epoca era occupata. Io avevo bisogno dei documenti in fretta e dicendo che era nata a __________ le cose erano più veloci.
Confermo però che la data di nascita che ho dato al registro è quella che mi ha scritto mio fratello." (verb dib pag. 20)
La Corte non ha potuto credere che, sulla questione dei dati comunicati all’ufficiale del Registro civile, la zia della ragazza abbia detto la verità in aula.
Dapprima, non ha potuto crederle perché la donna ha detto di avere riferito un dato sbagliato sul luogo di nascita della ragazza soltanto dopo che la Presidente le ha contestato la contraddizione fra quanto da lei detto al mattino (e, cioè, che la bambina era nata in un luogo lontano da quello in cui lei risiedeva tanto che la vide per la prima volta quando il fratello gliela portò almeno due anni dopo la sua nascita) e il luogo di nascita della ragazza iscritto nel certificato di nascita (__________, cioè la stessa città in cui la zia risiedeva).
Anche se la donna ha giustificato tale falsa indicazione con la necessità di disporre in tempi brevi di un documento, il fatto che ha dovuto essere sollecitata per ammettere la falsità di quel dato ha gettato gravi ombre sulla sua credibilità.
E tali ombre si sono appesantite quando la Corte ha dovuto constatare un’altra pesantissima contraddizione fra le diverse dichiarazioni fatte dalla donna.
In effetti, durante l’inchiesta, alla polizia la donna aveva detto:
" Per quel che concerne la madre di __________, nessuno sa chi sia perché il padre non lo ha mai rivelato" (TE 4 PS 2.2.2006 pag. 2)
In aula, invece, per sostenere la veridicità del certificato di nascita, ha fatto una dichiarazione completamente diversa e cioè ha detto che il fratello le aveva lasciato scritto su un foglio, al momento in cui le affidò la ragazza, tutti i dati che lei diede all’ufficiale di stato civile e, fra questi, in particolare il nome della madre della bambina.
E’ evidente che in una o nell’altra dichiarazione la donna ha mentito.
E la Corte – esaminando spassionatamente la questione – non ha potuto che concludere che la donna ha mentito in aula.
In effetti, quando ha detto alla polizia di non sapere chi fosse la madre della ragazza poiché il fratello non lo aveva mai rivelato, si trattava di una dichiarazione del tutto disinteressata e neutra.
La stessa cosa non può dirsi della sua dichiarazione in aula, poiché a quel momento era ben chiaro alla donna che si stava cercando di determinare la vera età della nipote.
Dunque, sulla questione dell’età della ragazza, la Corte ha ritenuto del tutto inattendibile la donna sentita in aula.
Perciò, per la determinazione dell’età di __________, la Corte ha ritenuto di non poter utilizzare il suo certificato di nascita.
Dapprima, perché si tratta di un documento di cui non è possibile stabilire l’autenticità.
D’altra parte, perché è stato redatto molto tempo dopo la nascita della ragazza.
D’altra parte, perché i dati registrati in tale certificato sono stati forniti da una persona che non ha assistito alla nascita della ragazza e che l’ha vista, per la prima volta, quando già questa camminava, parlava ed “era sveglia”.
D’altra parte, e soprattutto, perché è accertato che almeno due dei dati forniti all’ufficiale (luogo di nascita e nome della madre) sono falsi e perché manca la garanzia che permetta di ritenere che gli altri dati forniti dalla zia non siano altrettanto inveritieri.
Quindi, l’unico elemento su cui la Corte ha potuto fondare l’accertamento dell’età della ragazza è la perizia giudiziaria che, valutata ed interpretata secondo il principio in dubbio pro reo, porta a ritenere che __________, oggi, ha 18 anni e 3 mesi.
7. dichiarazioni della ragazza in merito alle autovetture che la seguirebbero
7.1. La ragazza ha detto, durante il colloquio con il direttore di SME e i due ispettori, di essere costantemente seguita da due uomini che si darebbero il cambio seguendola un giorno l’uno e un giorno l’altro, a bordo di due autovetture diverse:
" “_________ racconta di venire seguita quasi ogni mattina da 2 individui che, a bordo dei rispettivi veicoli (uno grigio e l’altro rosso) le si avvicinano e le fanno avances. Il veicolo grigio è stato visto anche da __________. Precisiamo che questi individui agiscono separatamente, un giorno si avvicina quello dell’auto grigia ed un altro giorno quello dell’auto rossa" ( rapporto informativo 2.2.2006 pag. 2)
La ragazza dirà, poi, ai suoi interlocutori che l’uomo che la violentò a novembre 2005 (AC 1) era lo stesso che la seguiva con la vettura rossa:
" Dopo i fatti, il violentatore si avvicinava ancora alla ragazzina a scadenza quasi giornaliera, cercando insistentemente approcci.
Ci confessava che il soggetto è sempre lo stesso che la segue con la vettura rossa la mattina" (rapporto informativo 2.2.2006 pag. 3)
7.2 Nell’audizione che fece immediatamente seguito a questo colloquio, la ragazza, a proposito delle vetture che la seguivano, ha detto quanto segue:
" D: che quando esco di casa, ci sono le macchine che mi seguono. Che quando esco di scuola, c’è uno in macchina che mi chiede “vuoi salire?” , mi dice sei carina, sei bella, mi ha raccontato (incomprensibile per interferenza natel) in __________ (incomprensibile per interferenza natel) nel mio palazzo non si sentiva ancora.." (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 5)
Poi, sempre nella stessa audizione, ha ripetuto la storia degli uomini che la seguirebbero e di cui avrebbe paura precisando che si tratta di “altri” uomini.
“Altri” , evidentemente, rispetto a quelli che l’avrebbero violentata.
Quindi, ha detto – contrariamente alla versione precedente (quella del mattino) in cui era AC 1 a guidare la vettura rossa – che quello sulla macchina rossa è uno di colore che “passa sempre e che lei non riesce mai a vedere”:
" D: …aggiungere… che ho già detto che ho paura, di quei … che ho paura di uscire che quelli mi seguono, che non so, altri uomini mi seguono in macchina. E… cosa volevo dire ancora …
F: il problema della macchina rossa? Chi è?
D: Ah, quello della macchina rossa che passa lì, che ogni tanto mi chiama, però lui passa sempre e io non riesco mai a vederlo. E’ uno di colore. Ho paura … E poi se io vado a scuola, è una cosa che devo ma vado anche perché mi piace, ma però… dipendesse da me, io non andavo, proprio solo per quello, per quelle persone che mi seguono, ma non perché a me non piace la scuola ma proprio per quello. Con il giorno che esco devono … io non so, magari, magari sanno a che ora che esco e a che ora che rientro. E’ per quello che sto tutto il giorno a casa" .." (trascrizione audizione 2.2.2006 pag. 18)
7.3 Nelle successive audizioni, la ragazza non ha più ripreso l’argomento degli uomini in macchina.
Lo ha fatto in aula dove ha detto che queste due macchine l’avrebbero seguita regolarmente, al mattino quando lei andava a scuola, “da prima di Natale della prima media” fino al giorno del colloquio del 2 febbraio e che alla guida di quelle autovetture c’erano il AC 1 e il AC 2 ma che lei, allora, non li conosceva ancora:
" …I: era in febbraio. Inizio febbraio. Adesso torniamo alle macchine. Tu hai detto che queste macchine ti seguivano, quando tu eri in prima media, prima di Natale, eh?
D: (annuisce a capo chino).
I: quando sei andata a parlare col direttore, ti seguivano ancor