Raccomandata
Incarto n. 36.2005.66 - 67 cs
Lugano 30 novembre 2005
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sui ricorsi del 5 maggio 2005 e del 18 maggio 2005 di
RI 1 rappr. da: RA 1
contro
le decisioni su reclamo del 19 aprile 2005 e del 29 aprile 2005 emanate da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio assicurazione malattia, 6501 Bellinzona in materia di assicurazione contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. RI 1, nata nel __________, divorziata, con un figlio ormai maggiorenne (nato nel __________), ha postulato il 18 ottobre 2004 la concessione del sussidio per fronteggiare il premio dell'assicurazione malattia obbligatoria per l'anno 2004 e per l’anno 2005. A sostegno della sua richiesta RI 1 ha prodotto copia della polizza assicurativa e la tassazione 2003.
1.2. Con decisioni 30 dicembre 2004 e 28 febbraio 2005 l'Ufficio Assicurazione Malattia ha respinto le domande.
1.3. Con ricorsi del 18 e del 25 maggio 2005 RI 1, rappresentata dalla __________, ha contestato le decisioni su reclamo che hanno confermato il rifiuto di concedere il sussidio. Con scritti inoltrati direttamente all’UAM, il quale li ha trasmessi al TCA per competenza, l’assicurata, accertato che il reddito derivante dalla tassazione 2001/2002 (fr. 37'593) supera quello conseguito nel 2004 (fr. 26'670), ritiene applicabile l’art. 67 m Reg. LCAMal e chiede che nel calcolo del reddito imponibile venga preso in considerazione sia l’ammontare degli interessi passivi (fr. 3'611), che le deduzioni per figli (doc. I inc. 36.2005.66 + 67).
1.4. Con le proprie osservazioni l'amministrazione postula la reiezione delle impugnative rilevando come la ricorrente debba essere considerata persona sola vista la maggiore età del figlio, nato nel __________, il quale ha ottenuto, separatamente, la concessione del sussidio. Per l’UAM il reddito lordo della ricorrente assomma a fr. 26’670 ed è quindi inferiore rispetto al reddito lordo di cui alla tassazione 2001 – 2002. Nonostante ciò, tale reddito, convertito, non permette – d’avviso dell’amministrazione – la concessione del sussidio.
Infatti il reddito imponibile (fr. 26'670), dopo deduzione degli interessi passivi (fr. 3'611) ammonta a fr. 23'059, da cui, dopo l’arrotondamento al mille franchi superiore (art. 30 LCAMal), un reddito determinante di fr. 24'000 che non dà diritto al sussidio. Per l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia le tassazioni 2003 e 2004 non possono essere prese in considerazione come a costante prassi del Tribunale Cantonale delle Assicurazioni.
1.5. Pendente causa la ricorrente ha fatto valere nuove argomentazioni di cui si dirà in corso di motivazione. La convenuta ha potuto determinarsi in merito.
in diritto
In ordine
2.1. I ricorsi contro le decisioni su reclamo che negano la concessione del sussidio per il 2004 e per il 2005 vengono congiunti, trattandosi di fattispeci analoghe.
Nel merito
2.2. Per l'art. 23 LCAMal, il Cantone ed i Comuni partecipano al pagamento delle quote a carico degli assicurati di condizioni economiche modeste per le prestazioni minime previste dalla legge.
Gli assicurati di condizioni economiche modeste sono definiti dall'art. 29 LCAMal: si tratta delle famiglie il cui reddito determinante non supera i CHF 32'000.-- e delle persone sole il cui reddito non supera i CHF 20'000.--.
Con decreto esecutivo del 18.11.1997, il Consiglio di Stato ha, in forza dell'art 49 LCAMal, ritoccato verso l'alto i limiti di reddito che conferiscono diritto al sussidio, con effetto a decorrere dal 1.1.1998. Questi limiti sono ora di CHF 22'000.- per le persone sole e di CHF 34'000.- per le famiglie (cfr. art. 1 lett. c D.E. 14.11.2000).
Di regola, il reddito determinante risulta, secondo l'art. 30 LCAMal, dalla somma arrotondata al mille franchi superiore:
a) del reddito imponibile desunto dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato;
b) di un quindicesimo della sostanza imponibile desunta dalla tassazione ordinaria o intermedia del biennio stabilito dal Consiglio di Stato, per la parte eccedente l'importo di fr. 150'000.- per le persone sole e fr. 200'000.per le famiglie.
L’espressione “di regola” tende a volere salvaguardare la possibilità per l’amministrazione designata (l’Ufficio Assicurazione Malattia) di accertare autonomamente il reddito dell’assicurato in caso di persone adempienti i presupposti dell’art. 31 LCAMal.
Per quanto attiene le basi di calcolo per i sussidi nell'assicurazione malattie per l'anno 2004 il Consiglio di Stato, con Decreto Esecutivo del 12 novembre 2003, ha ribadito le basi di calcolo per la concessione del sussidio confermando il periodo fiscale per l’accertamento del reddito determinante (2001 – 2002) ed i limiti di reddito per la concessione del sussidio: CHF 22'000.- per le persone sole, CHF 34'000.- per i membri delle famiglie e 1° figlio, rispettivamente a CHF 55'000.- è stato confermato il reddito di riferimento della famiglia.
Per quanto si riferisce all’anno 2005 le basi di calcolo sono state ulteriormente mantenute dall’esecutivo cantonale, e ciò verosimilmente alla luce delle modifiche recenti delle nome della Legge Tributaria che ha aumentato gli sgravi possibili. Quindi anche per il 2005 l’esecutivo cantonale ha ritenuto quale periodo fiscale per l’accertamento del reddito determinante l’imposta cantonale del biennio 2001 – 2002. I limiti di reddito sono stati mantenuti a CHF 22'000.-- per le persone sole, CHF 34'000.—per le famiglie ed il reddito di riferimento è stato mantenuto a CHF 55'000.— (cfr. DE 26 ottobre 2004 concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni individuali di premio nell’assicurazione sociale malattie per l’anno 2005).
2.3. Con l’art. 31 LCAMal il legislatore ticinese ha riservato l’accertamento del reddito determinante in maniera autonoma da parte dell’amministrazione (con successiva commutazione del reddito lordo accertato mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite) in casi particolari. In altri termini l’amministrazione fa capo ai dati fiscali determinati in virtù della tassazione di riferimento (ossia quella del periodo indicato dall’esecutivo cantonale nel DE emesso annualmente), in casi specificatamente fissati dalla legge e dal regolamento d’applicazione (qui sotto riportati) l’amministrazione (e meglio l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia) calcola da solo il reddito lordo trasformandolo mediante apposite tabelle e verificando il sussistere dei limiti per la concessione del sussidio. La legge prevede il calcolo autonomo del reddito nei seguenti casi:
"a) delle persone soggette all'imposta cantonale solo per una parte del loro reddito o della loro sostanza;
b) delle persone soggette all'imposta alla fonte;
c) delle persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante, che esercitano un'attività lucrativa;
d) in altri casi particolari."
In virtù dell'art. 67 del Regolamento della Legge cantonale sull’assicurazione obbligatoria contro le malattie emanato il 18 maggio 1994 modificato dal Consiglio di Stato con decreto esecutivo del 27 ottobre 1999 avente valenza dal 1° gennaio 2000, il reddito determinante va accertato dall’Istituto delle assicurazioni sociali in maniera autonoma, “in particolare nei seguenti casi”:
"a) persone soggette all'imposta alla fonte;
b) decesso del coniuge;
c) matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, nel caso di assenza di tassazione applicabile;
d) persone sole che esercitano un'attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6000.- secondo il biennio fiscale determinante;
e) persone domiciliate che al momento dell'istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;
f) persone al beneficio di misure ai sensi della legge sull'assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;
g) persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull'assistenza sociale; d'intesa con il competente Ufficio;
h) cessazione definitiva dell'attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;
i) cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;
l) cessazione dell'attività lucrativa a seguito di maternità;
m) diminuzione importante del reddito lordo rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali applicabili."
Al proposito va rammentato come (cfr. RDAT 2002 II pag. 91 n° 28 e STCA del 26 gennaio 2004 nella causa S. pag. 8, inc. 36.2003.99/112) la delega dell'art. 31 LCAMal del legislativo all'esecutivo cantonale non sia "eccessivamente limitata con l'adozione dell'art. 67 Reg. LCAMal". Il TCA ha considerato:
" Va qui subito rilevato come la delega del legislativo al Consiglio di Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva di contorni specificatamente indicati nella legge stessa. La norma in questione prevede infatti unicamente e genericamente l’accertamento autonomo del reddito al di fuori della decisione di tassazione di riferimento, in “altri casi particolari."
Questa Corte ha soggiunto che:
" Per l'accertamento autonomo del reddito l'Ufficio dell'Assicurazione Malattia deve partire dal reddito lordo conseguito dall’assicurato nel corso del periodo più prossimo al periodo per il quale il sussidio è richiesto. Infatti il reddito lordo cui ci si deve riferire è possibilmente quello più recente e percepito nel corso dell'anno per il quale il sussidio viene richiesto. In questo senso anche il Messaggio 3 gennaio 1996 del Consiglio di Stato al Gran Consiglio concernente l'adozione della nuova LCAMal (M 4474 DOS) a pag. 53 secondo cui
"Trattandosi di una sovvenzione di carattere eminentemente sociale,
il sussidio nell'assicurazione contro le malattie, pur basandosi sui dati fiscali dell'istante, deve comunque tenere conto della situazione economica più vicina al momento in cui l'assicurato richiede il sussidio soggettivo."
Nell'ottica di tale volontà del legislatore i dati da considerare per la verifica del reddito sono, se possibile, i dati dell'anno per il quale il sussidio è chiesto, che vanno – come indicato in precedenza in caso di diminuzione importante del reddito secondo la lettera m dell'art. 67 Reg. LACMal - posti a raffronto con i dati ritenuti nella tassazione di riferimento dove necessario.
Va rammentato che, quando sia accertato un reddito inferiore a quello del periodo di riferimento rispettivamente quando l’amministrazione debba determinare un reddito, essa deve procedere alla sua esatta fissazione e quindi raffrontarlo con i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la determinazione del diritto al sussidio, per ciò fare è necessario procedere alla commutazione del nuovo reddito accertato in reddito imponibile mediante l’utilizzo di tabelle appositamente allestite. Infatti il reddito lordo accertato va obbligatoriamente (art. 52 cpv. 2 RegLCAMal) convertito in reddito imponibile mediante apposite tabelle come rammenta l'art. 72 del medesimo regolamento. Le tabelle di conversione considerano le normali deduzioni dal reddito lordo per la fissazione del reddito (ipotetico) imponibile, pur non potendo essere, per la loro stessa natura, attanagliati al caso concreto in cui vengono applicate."
(TCA 36.2003.99/112 in re S. pag. 9/10 cfr. anche 36.2003.116 in re T. di ugual data ed ancora ST 19 ottobre 2004 in re M. 36.2004.129)
Va ancora osservato, alla luce della giurisprudenza di questo Tribunale, come quando si debba fare capo al reddito lordo per la successiva conversione le deduzioni ammesse siano limitatamente previste dalla legge. Nel caso di determinazione autonoma del reddito da parte dell'amministrazione, prima della conversione del reddito lordo secondo le apposite tabelle sono unicamente possibili deduzioni per alimenti ed interessi passivi (in questo senso STCA 36.2003.116 in re T. del 26 gennaio 2004, 36.2004.93 in re D. del 3 settembre 2004 e 36.2004.129 del 19 ottobre 2004 in re M. pag. 7). Nella sua giurisprudenza questo Tribunale ha ritenuto infatti che:
" … le richieste … di dedurre dal reddito lordo le importanti spese di trasferta e quelle di doppia economia domestica sono state respinte da questo Tribunale - il ragionamento dell'assicurato non può essere seguito. La legge impone infatti di procedere come ha correttamente operato l’amministrazione, ossia dapprima accertando il reddito lordo, successivamente commutandolo come tale in reddito imponibile. Le spese sostenute dall'assicurato non possono giuridicamente essere ritenute, pur nella consapevolezza che detti importi sono fiscalmente deducibili. Pertanto, questo Tribunale non può aderire alla richiesta del ricorrente di eseguire la deduzione dal reddito lordo di diverse spese, prima di una conversione secondo le predette tabelle. Il principio della legalità impedisce, come detto, tale agire."
A tenore dell’art. 48 Reg. LCAMal è data la possibilità di ottenere la revisione di una decisione in materia di sussidio in caso di emanazione di decisione di tassazione intermedia riferita al periodo fiscale determinante od in caso di sussistenza degli estremi di cui al citato art. 67 Reg. LCAMal.
2.4. Va ancora osservato come la definizione di persona sola rispettivamente di famiglia sia data dagli art. 26 e 27 LCAMal. Nel Messaggio 3 gennaio 1996 relativo alla citata legge cantonale di applicazione della Legge Federale sull’assicurazione malattia, per quanto attiene al concetto di figlio, l’Esecutivo cantonale ha richiamato quanto ritenuto nella LAMal. In virtù della Legge federale per gli assicurati che non hanno ancora compiuto 18 anni l’assicuratore deve fissare un premio più basso rispetto a quello degli assicurati d’età superiore (adulti) ed è legittimato a fare altrettanto nel caso di assicurati che non hanno ancora compiuto 25 anni. Il richiamo voluto dal Messaggio citato è agli art. 252 e segg. CCS. Il Codice civile Svizzero prevede che i genitori devono provvedere al mantenimento del figlio, incluse le spese d’educazione e formazione e delle misure prese a sua tutela e che il mantenimento consiste nella cura e nell’educazione ovvero, se il figlio non è sotto la custodia dei genitori, in prestazioni pecuniarie (art. 276 CCS). L’obbligo di mantenimento dura sino alla sua maggiore età del figlio (art. 277 CCS).
Se, raggiunta la maggiore età, il figlio non ha ancora una formazione appropriata, i genitori, per quanto si possa ragionevolmente pretendere da loro dato l’insieme delle circostanze, devono continuare a provvedere al suo mantenimento fino al momento in cui una simile formazione possa normalmente concludersi (art. 277 cpv. 2 CCS). L’obbligo di mantenimento si estende quindi al di là del compimento del diciottesimo anno d’età quando il figlio è in formazione. L’obbligo legale per il genitore di mantenere il figlio anche successivamente al compimento del diciottesimo anno d’età quando sia in corso una formazione non è trattato dall’art. 27 LCAMal. La legge cantonale di applicazione alla LAMal rammenta che il celibe o la nubile di età superiore a 18 anni è considerato/a persona sola e non può essere computato con i genitori od il genitore con cui vive per considerare un reddito imponibile maggiore cui far capo per l’ottenimento del sussidio.
2.5. Abbondanzialmente va evocato come per le persone sole, quale il figlio della ricorrente, con un reddito imponibile nullo o riferito ad un reddito lordo inferiore ai CHF 6'000.- il reddito determinante è quello della persona o della famiglia da cui dipendono per il loro sostentamento se questo reddito di riferimento non supera i CHF 55'000.- (cfr. consid. 2.2).
In virtù dell’art. 52 del RegLCAMal:
" Le persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6’ 000.-, secondo il biennio fiscale determinante, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI, su base mensile."
Secondo l’Ordinanza 05 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 24 settembre 2004 il limite massimo per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 17’640.--annui. In altri termini se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio l’assicurato aveva un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo inferiore ai CHF 6'000.-, l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un reddito proprio (per l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del nucleo primario) non inferiore ai CHF 17'640.— annui, pari a CHF 1'470.-- mensili. La volontà legislatore è quella di non intervenire a sostegno in particolare dei figli in formazione poiché tale obbligo incombe ai genitori. Sarebbe infatti urtante, a fronte dell’obbligo di sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione, che lo Stato utilizzasse risorse a fronte della capacità finanziaria di padre e madre per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se il giovane dispone di una tassazione inferiore ai CHF 6'000.— annui l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti annui al fine di determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato dall’Ordinanza sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia superato o meno.
2.6. Nel caso in esame la ricorrente è da considerare persona sola poiché madre di un figlio maggiorenne ciò anche se ella provvede al suo sostentamento poiché ancora in formazione. L’apparente iniquità creata dalla normativa cantonale amministrativa rispetto agli obblighi derivanti dal diritto civile è in realtà controbilanciata dalla possibilità, per il figlio, di ottenere a sua volta il sussidio per fronteggiare il premio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie, come in effetti è avvenuto nel caso concreto (cfr. Doc. IV pag. 2).
Il fatto che la ricorrente vada ritenuta persona sola impone di considerare il reddito limite di CHF 22'000.— (come esposto in precedenza). Ne consegue che il reddito rilevabile dalla tassazione 2001 – 2002 non permette palesemente la concessione del sussidio.
L’amministrazione, in sede di risposta, ha calcolato autonomamente il reddito della ricorrente per verificare se fossero dati i presupposti, alla luce delle tabelle di conversione, per la concessione del sussidio.
In effetti l’UAM ha constatato, al raffronto dei dati fiscali 2001 – 2002 e quelli desunti dal calcolo del reddito aziendale agli atti, una diminuzione del reddito conseguito dall’assicurata (cfr. al riguardo art. 67 lett. m del Regolamento).
Il reddito dell’insorgente nel corso del 2004 assommava a CHF 26'670. Da questo importo vanno dedotti CHF 3'611 di interessi passivi, per un importo complessivo di CHF 23’059.
Su questo punto le parti sono concordi.
L’insorgente chiede, sulla base dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal, la deduzione prevista per i figli a carico, poiché il padre non pagherebbe gli alimenti. In particolare le “Direttive di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti non domiciliati”, applicabili in virtù del rinvio di cui all’art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal prevedono, analogamente ai disposti della legge tributaria, che quali figli a carico vanno pure considerati i figli agli studi fino alla fine del mese del compimento del 25mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede in modo essenziale. Per cui, a mente della ricorrente, anche per la scelta della tabella di conversione del reddito lordo dei salariati risulta applicabile il diritto tributario ai fini della determinazione dei figli a carico.
L’amministrazione sostiene tuttavia che la nozione di “figlio” va intesa nel senso previsto dall’art. 27 LCAMal, per cui nessuna ulteriore deduzione va effettuata dall’importo sopra indicato.
2.7. Ai sensi dell’art. 27 LCAMal ai fini dell’applicazione della regolamentazione sul sussidio nell’assicurazione sociale contro le malattie, è considerato figlio la persona che ha lo statuto giuridico di figlio o di affiliato ai sensi del Codice civile svizzero, fino alla fine dell’anno in cui compie i 18 anni.
Nel Messaggio del 3 gennaio 1996 l’allora DOS, a proposito dell’art. 27 affermava che “per definire il concetto di figlio si ricorre al CCS. Il termine di 18 anni per passaggio dallo statuto di figlio a quello di persona sola riprende l’ordinamento della LAMal in fatto di premi assicurativi: il premio per adulti è infatti corrisposto a partire dalla fine dell’anno in cui l’assicurato compie 18 anni. Le coppie non coniugate saranno pertanto assimilabili al concetto di famiglia solo quando convivono con un figlio ai sensi di cui sopra. Qualora un solo membro della coppia non coniugata fosse da considerare ai sensi di CCS genitore del figlio mentre l’altro no, il primo, con il figlio, verrà assimilato al concetto di famiglia, mentre il secondo risulterà persona sola. Al proposito si farà riferimento all’art. 252 CCS.”
Giusta l’art. 69 cpv. 1 Reg. LCAMal la persona che esercita un’attività lucrativa salariata è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali:
a) il certificato di salario rilasciato dal suo datore di lavoro;
b) una dichiarazione che attesti eventuali altre entrate (reddito accessorio, reddito del coniuge, sostanza, reddito netto della sostanza, rendite, pensioni o altro).
Per il cpv. 2 l’Istituto delle assicurazioni sociali allestisce un modulo ufficiale per l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione fiscale del biennio stabilito dal Consiglio di Stato.
Le “Direttive di applicazione dell’imposta alla fonte a carico dei lavoratori dipendenti e non domiciliati”, emanate dall’Amministrazione delle contribuzioni, sono applicabili per analogia (art. 69 cpv. 3 Reg. LCAMal).
L’art. 70 Reg. LCAMal prevede che la persona che esercita un’attività lucrativa indipendente è tenuta a presentare all’Istituto delle assicurazioni sociali una dichiarazione che attesti il suo presumibile reddito e gli altri elementi di reddito conformemente all’art. 69 Reg. LCAmal.
Per l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal l’Istituto delle assicurazioni sociali, in collaborazione con l’Amministrazione delle contribuzioni, allestisce le tabelle per la conversione del reddito lordo accertato in reddito imponibile. Da rilevare che le citate tabelle già tengono conto, per le famiglie con figli minorenni, della deduzione per figli.
Il cpv. 2 prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.
2.8. Va innanzitutto sottolineato che l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal non trova applicazione al caso concreto, trattandosi di una norma relativa al calcolo autonomo del reddito dei dipendenti, mentre invece l’assicurata è un’indipendente.
Infatti, l’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal è stato appositamente adottato per regolare il calcolo da effettuare per gli indipendenti, in mancanza della tassazione corrispondente.
Come rileva la Cassa, e come poi ammesso dall’insorgente, se si volesse applicare l’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal agli indipendenti, si prenderebbe in considerazione due volte la medesima deduzione, e meglio quella inerente i contributi alle assicurazioni sociali.
In concreto nel calcolo del reddito aziendale presentato dalla ricorrente figura infatti una deduzione di fr. 5'266 per i contributi all’AVS. L’operazione di conversione del reddito lordo in imponibile, prevista dall’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal comporta anch’essa, implicitamente, la deduzione dei contributi alle assicurazioni sociali. Per cui il calcolo dell’art. 72 cpv. 1 Reg. LCAMal esclude quello dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal e viceversa.
2.9. Per quanto concerne l’interpretazione dell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal ed in particolare della deduzione per figli, va rilevato che il significato di una norma deve essere inteso anzitutto nella sua accezione letterale. Se il testo è chiaro, l'autorità può scostarsene solo ove esistano motivi seri per ritenere che esso non corrisponda al vero senso del disposto in esame. Tali motivi possono risultare dai lavori preparatori, dal fondamento e dallo scopo della norma litigiosa, così come dalla relazione con altre disposizioni (RAMI 2001, pag. 134, in particolare pag. 137 e segg.; DTF 126 V 105 consid. 3 con rinvii, DTF 126 III 101, consid. 2c, pag. 104).
D'altra parte, secondo la giurisprudenza, si può derogare eccezionalmente al senso letterale di un testo chiaro soltanto qualora conduca a soluzioni manifestamente insostenibili, contrarie alla volontà del legislatore. Devono cioè esistere delle ragioni obbiettive, ad esempio deducibili dai lavori preparatori, dallo scopo e dal senso della disposizione oppure dalla sistematica della legge, che permettono di concludere che il testo di legge non esprime il vero senso della disposizione in oggetto (STFA del 6 luglio 1998 nella causa G.; DTF 123 V 317; DTF 123 III 91 consid. 3a, DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, DTF 122 V 364 consid. 4a, DTF 121 III 224 consid. 1d/aa, 412 consid. 4b, 465 consid. 4a/bb, DTF 121 V 24, DTF 121 V 61, DTF 121 V 127 consid. 2c, DTF 120 V 102 consid. 4b; 324 consid. 5a; 338 consid. 5a, 525 consid. 3a; SVR 1996 EL N. 19 pag. 55 consid. 4a; DTF 119 V 429 consid. 5a; DTF 119 V 60; DTF 118 Ib 452; Pratique VSI 1993, pag. 133; Pratique VSI 1993 pag. 263; RAMI 1993 pag. 132; DTF 117 V 109; DTF 117 V 45; DTF 117 V 5; DTF 112 V 168; DTF 108 V 240 consid. 4b. Vedi pure: Imboden/Rhinow/ Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Band 1, pag. 137 seg., Nr. 21 B IV).
L'interpretazione letterale deve dunque condurre a dei risultati manifestamente insostenibili (zu offensichtlich unhaltbaren Ergebnissen), che contraddirebbero la vera intenzione del legislatore (DTF 109 V 62 consid. 4; DTF 107 V 216 consid. 3b; DTF 105 V 44; RAMI 1984 N. K 593, pag. 228 consid. 2b).
Quando una disposizione legale non è chiara o allorché si presta a diverse contraddittorie interpretazioni, i lavori preparatori possono costituire un valido aiuto per individuare il senso della norma ed evitare così interpretazioni scorrette. Quando tali documenti non forniscono una risposta chiara, essi non sono invece utili come aiuto per l'interpretazione. In particolare trovandosi confrontati con delle leggi relativamente recenti la volontà del legislatore che le ha adottate non può essere ignorata. Se però questa volontà non ha trovato riscontro nel testo di legge, essa non è decisiva per l'interpretazione. In particolare, se durante le discussioni legislative è stata espressamente rifiutata una proposta di completare la legge nel senso di quella che rappresenta ora una possibilità di interpretazione, tale interpretazione non può essere presa in considerazione (cfr. DTF 123 V 301, DTF 123 V 318, DTF 115 V 349 consid. 1c con riferimento alla giurisprudenza e alla dottrina. Vedi pure DTF 122 III 325 consid. 7a, 474 consid. 5a, 120 II 247 consid. 3e, 117 II 526 consid. 1d, 116 Ia 368 consid. 5c, 116 II 415 consid. 5b e 527 f consid. 2b).
2.10. In concreto, il testo della legge è chiaro.
Infatti, come emerge dall’art. 27 LCAMal va considerato figlio, nell’ambito della LCAMal e del regolamento d’applicazione, ogni assicurato che nell’anno di concessione del sussidio non ha ancora compiuto i 19 anni.
Ogni altra interpretazione va contro la lettera, la sistematica e lo spirito della legge. Il rinvio al diritto tributario va inteso invece unicamente con riferimento all’entità dell’importo da dedurre dal reddito aziendale quando occorre procedere con il calcolo autonomo del reddito imponibile e non alla nozione di figlio.
La deduzione per figli, cui viene fatto riferimento nell’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal, va pertanto applicata solo agli assicurati che hanno un figlio che non ha ancora compiuto i 19 anni nell’anno di concessione del sussidio. L’interpretazione data dall’amministrazione è corretta.
2.11. L’assicurata, con riferimento a due sentenze del TCA (inc. 36.2004.53 e 36.2003.118) fa tuttavia valere una disparità di trattamento tra le persone che hanno diritto al sussidio calcolato in base alla tassazione cresciuta in giudicato, dove la deduzione per figli, fiscalmente, viene riconosciuta anche oltre i 18 anni ed è automatica, e le persone per le quali il reddito viene calcolato autonomamente, dove l’amministrazione applica la deduzione solo agli assicurati che hanno figli con età fino a 18 anni.
In particolare rileva che nel 2006, sulla base della tassazione 2003B, la quale presenta un reddito imponibile di fr. 10'700, grazie alla deduzione per figli a carico, di complessivi CHF 23'000, riceverà il sussidio e sottolinea che la tassazione 2004 conclude addirittura, sempre grazie alla deduzione per i figli, con un imponibile di CHF 5'700.
L’interessata rileva inoltre di dover mantenere da sola il figlio maggiorenne senza aiuti finanziari da parte del marito, il quale non versa gli alimenti. Analogamente a quanto prevede la giurisprudenza di questo TCA (deduzione dal reddito lordo degli alimenti), anche nel caso di specie andrebbe dedotto un importo per il mantenimento del proprio figlio. Ciò, per evitare una disparità di trattamento con gli assicurati che, proprio perché devono versare gli alimenti, beneficiano della relativa deduzione dal reddito lordo. L’insorgente fa valere che all’esame della STCA di cui all’inc. 36.2004.93, risulterebbero deducibili, per la determinazione del reddito determinante, tutti gli alimenti fissati in sede civile e pagati da un assicurato, sia quindi per l’ex-coniuge, per i figli minorenni e anche per quelli maggiorenni a carico. Per equità di trattamento occorrerebbe pertanto concederle la deduzione per figli a carico.
2.12. Una decisione vìola il diritto alla parità di trattamento (di cui all’art. 8 cpv. 1 Cost. fed.) nella misura in cui l’autorità tratta in modo differente delle situazioni simili senza motivi che possano giustificare una simile differenziazione (DTF 125 I 163 consid. 3a, DTF 124 I 170 consid. 2 con riferimenti).
Secondo la giurisprudenza federale un assicurato può prevalersi di una parità di trattamento nell’illegalità, sempre che non leda altri interessi legittimi, unicamente se l’autorità non in un caso isolato e neppure in alcuni casi, bensì secondo una prassi costante deroga alla legge e lascia intendere che anche in futuro non deciderà in modo conforme alla legge (DTF 116 V 238, DTF 115 Ia 83 consid. 2; cfr. G. Müller in Commentaire de la Constitution fédérale, art. 4, note 45; cfr. Häfliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetz gleich, Berne 1985, p. 73/74).
Con l'applicazione delle norme previste all'art. 72 cpv. 2 LCAMal, tutti gli assicurati indipendenti soggetti al calcolo autonomo del reddito, in assenza di una tassazione, sono trattati allo stesso modo e sono sottoposti allo stesso metodo di calcolo. In presenza di una situazione giuridica simile (assicurato indipendente che necessita di un calcolo autonomo) gli interessati sono trattati nella stessa maniera (calcolo autonomo del reddito lordo con deduzione per figli quando il figlio non ha ancora compiuto i 19 anni). Ciò vale anche per il calcolo autonomo del reddito dei salariati, per i quali tuttavia l’amministrazione ha previsto un’apposita tabella di calcolo del reddito imponibile che già include la deduzione per figli fino a 18 anni.
Il sistema autonomo di determinazione del reddito da parte dell'UAM secondo la LCAMal si pone su un differente piano rispetto al sistema di tassazione della LT. Trattandosi di situazioni diverse trattate diversamente dalle norme applicabili non può essere dedotto - come vorrebbe il rappresentante della ricorrente - una disparità di trattamento nella considerazione dei figli maggiorenni in formazione.
Non vi è pertanto alcuna disparità di trattamento.
2.13. L’assicurata chiede anche, conformemente a quanto avviene (implicitamente) per i dipendenti nell’ambito del calcolo autonomo, che venga preso in considerazione l’importo pagato alla Cassa malati.
Va innanzitutto rilevato che nell’ambito del calcolo manuale del reddito lordo, non viene preso in considerazione l’importo effettivo dell’ammontare dei premi della Cassa malati, ma nell’ambito delle tabelle utilizzate a questo fine la conversione del reddito lordo in reddito imponibile prende in considerazione anche questa posta. Per cui le due situazioni, seppur analoghe, non possono essere sovrapposte.
L’art. 72 cpv. 2 Reg. LCAMal prevede che il reddito imponibile della persona che esercita un’attività lucrativa indipendente è stabilito defalcando dal reddito aziendale la deduzione relativa al reddito d’attività lucrativa dei coniugi e quella per figli a carico, in analogia con i disposti del diritto tributario.
Altre deduzioni non sono invece previste. Ciò significa che possono essere dedotte dal reddito lordo unicamente le spese aziendali e professionali giustificate, come previsto dall’art. 26 cpv. 1 LT. L’art. 26 cpv. 2 LT prevede che sono tali segnatamente gli ammortamenti e gli accantonamenti secondo gli articoli 27 e 28, le perdite effettive sul patrimonio aziendale, se sono state allibrate, i versamenti a istituzioni previdenziali in favore del personale, a condizione che sia esclusa qualsiasi utilizzazione contraria allo scopo e gli interessi sui debiti commerciali come pure gli interessi versati alle partecipazioni ai sensi dell’art. 17 capoverso 2.
Le spese di assicurazione contro le malattie presentate dalla ricorrente (doc. XIV/1), ossia l’assicurazione obbligatoria di base nonché le assicurazioni complementari (per cure all’estero, per visite mediche preventive, ecc.) non fanno parte delle spese necessarie al conseguimento del reddito aziendale o del suo mantenimento, non trattandosi di indennità per perdita di guadagno. Esse non vanno pertanto dedotte.
In queste condizioni il calcolo effettuato dalla Cassa, che dal reddito determinante per il calcolo dei sussidi non ha defalcato né le spese dell’assicurazione contro le malattie, né la deduzione per i figli, ma unicamente gli interessi passivi, è corretta.
Nel caso di specie il reddito determinante ammonta pertanto a CHF 23’059.— che, arrotondato al mille franchi superiore, come impone la legge, corrisponde ad un reddito di CHF 24'000.--, ossia superiore rispetto a quanto previsto dal DE per la concessione del sussidio ad una persona sola.
2.14. Va ancora aggiunto, alla luce delle argomentazioni contenute nell’atto di ricorso, che l’autorità amministrativa non può, di principio, fare uso della decisione di tassazione riferita ad altro periodo. Nella sentenza 11 ottobre 2004 nella causa E. (36.2004.112) questo Tribunale ha ritenuto:
" Va qui evocato come unicamente una tassazione ordinaria o intermedia riferita al periodo fissato dal Consiglio di Stato nel suo decreto esecutivo possa essere utilizzata per una domanda di sussidio o di revisione come chiaramente desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal (nello stesso senso gli art. 51 e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato nella sentenza 3 settembre 2004 inc. 36.2004.81).
In altri termini una decisione di tassazione relativa al periodo fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi inferiori ai parametri rammentati … non può essere utilizzata trattandosi di una tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello determinato dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per delega del legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle legislative hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in particolare aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è verosimilmente alla base della decisione del Consiglio di Stato di non modificare i parametri di cui al DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare comunque alla tassazione 2001-2002."
2.15. Infine l’insorgente chiede di essere sentita.
Il TCA rileva innanzitutto che l’audizione richiesta può essere rifiutata senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dall'art. 29 cpv. 2 Cost. e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza federale, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (cfr. STFA dell'8 novembre 1999 nella causa H., H 74/99, consid. 5b, pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90, consid. 6, pag. 94 e il rinvio alla DTF prima citata).
Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove e all'audizione della ricorrente.
Alla luce di quanto precede i ricorsi vanno respinti.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- I ricorsi sono respinti.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati. La presente decisione, che si fonda sull’applicazione del diritto cantonale, è definitiva.
terzi implicati
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti