RACCOMANDATA
Incarto n. 35.2002.00027 mm
Lugano 7 giugno 2002
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il presidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Daniele Cattaneo
con redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 17 aprile 2002 di
__________,
contro
la decisione del 18 gennaio 2002 emanata da
__________,
in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. In data 5 agosto 1999, __________ - di professione meccanico presso l'officina __________ e, perciò, assicurato d'obbligo contro gli infortuni presso la __________ - è scivolato mentre stava scendendo da una scala, riportando contusioni al bacino ed alla coscia sinistra.
La __________ ha riconosciuto la propria responsabilità ed ha regolarmente corrisposto le prestazioni di legge (cfr. doc. _).
1.2. Nel corso del mese di agosto 2000, all'assicuratore LAINF è stata annunciata una ricaduta del suddetto evento traumatico. Il medico curante di __________, il dottor __________, ha fatto stato di una tendinite del muscolo bicipite del braccio sinistro da lesione parziale del tendine in seguito ad una estensione forzata (cfr. doc. _).
Una ecografia eseguita il 16 agosto 2000, ha messo in luce un moderato versamento della guaina tendinea del capolungo del bicipite, quadro compatibile con esiti da lesione parziale dello stesso (cfr. doc. _).
Con scritto del 25 settembre 2000, l'assicurato ha riferito di avere immediatamente accusato dei dolori alla spalla sinistra a seguito dell'infortunio dell'agosto 1999, ai quali non ha però dato peso. Solo successivamente, a fronte di un loro aggravamento, si è deciso a fare capo alle cure di un medico (doc. _).
In data 10 settembre, rispettivamente, 25 ottobre 2000, __________ ha consultato il dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato un sospetto di instabilità ventro-craniale della spalla sinistra (cfr. doc. _).
1.3. Dalle tavole processuali emerge che l'assicurato, in data 9 maggio 2001, è stato sottoposto ad una TAC cerebrale (cfr. doc. _) e ad una della colonna cervicale (cfr. doc. _), accertamenti ordinati dal dottor __________ (doc. _).
1.4. Sentito il parere del medico fiduciario (cfr. doc. _), la __________, con decisione formale del 28 agosto 2001, ha negato il proprio obbligo contributivo relativamente ai disturbi localizzati alla spalla sinistra ed al rachide cervicale (doc. _).
In data 18 gennaio 2002, l'assicuratore LAINF ha parzialmente accolto l'opposizione interposta personalmente da __________ (cfr. doc. _), nel senso che si è dichiarata disposta ad assumere i costi diagnostici e di cura concernenti la spalla sinistra (cfr. doc. _).
1.5. Nel corso del febbraio 2002, il dottor __________ ha invitato la __________ a prendere a proprio carico il costo della TAC al rachide cervicale (cfr. doc. _).
Dopo consultazione con il dottor __________ (doc. _), l'assicuratore LAINF ha accettato - in via bonale - di assumersi i costi della (sola) TAC cervicale (doc. _).
1.6. Con tempestivo ricorso del 17 aprile 2002, __________ ha chiesto che la __________ venga condannata ad assumere i costi per tutti gli esami TAC (colonna cervicale e cerebrale) eseguiti il 9 maggio 2001, nonché a risarcire le spese cagionategli dalla lite, quantificate in fr. 20.-- (cfr. I, p. 4).
Questi, in particolare, gli argomenti sviluppati dall'insorgente a sostegno delle proprie pretese ricorsuali:
" (…).
Il presente ricorso trae fondamento dalle seguenti circostanze:
1. il fatto di essere stato curato da tutti questi medici, in particolare dal dott. __________, unicamente per l'infortunio dell'agosto 1999: le attenzioni che mi sono state prestate e le analisi che sono state ordinate nei miei confronti erano tutte dovute a tale infortunio;
2. il fatto di essermi limitato a rispettare le direttive del medico curante che prescriveva i necessari esami per la cura dei dolori da me manifestati;
3. il fatto che il medico specialista dott. __________ afferma che la __________ deve prendersi a carico i costi degli esami prescritti dal dott. __________;
4. il fatto di avere fatto pieno affidamento sulla necessità e sulla correttezza delle cure indicate dal medico curante.
In primo luogo, tengo a precisare che ho seguito diverse terapie per curare tale infortunio: dapprima trattamenti analgesici e antiflogistici, indi fisioterapia. Tali cure non hanno dato risultati confortanti per cui il medico curante ha reputato conveniente analisi più approfondite, per la precisione una TAC della colonna cervicale e una consulenza presso uno specialista FMH in ortopedia (cfr. doc. _ allegato alla mia opposizione del 20.10.2001). Tali esami dipendono dunque chiaramente da un invito esplicito esternato da un dottore capace e con grande esperienza.
Il dott. __________, ortopedico specialista, ha giudicato simili esami siccome pertinenti per accertare che "non ci sia (oltre alla lesione della spalla) un'ulteriore lesione alla cervicale che in futuro potrebbe compromettere un esito positivo di una ricostruzione a livello della spalla infortunata" (cfr. doc. _).
Per questi motivi, l'esame essendo in chiara ed esclusiva relazione con l'infortunio dell'agosto 1999, l'assicurazione infortuni è chiamata ad onorare tutti i costi degli esami TAC, visto che lo stesso è stato prescritto da un medico abilitato a decretare simili analisi.
A prescindere da ciò, rafforzano tale conclusione anche le mie legittime aspettative di assicurato che le prescrizioni impartitemi da un medico competente e di lunga esperienza quale è il dott. __________, in cui io ho piena fiducia, siano coperte dall'assicurazione __________: del resto, la stessa fino ad allora aveva assunto tutti i costi per la cura dell'infortunio occorsomi nell'agosto del 1999.
In effetti, desidero specificare che mi sono recato alla clinica __________ per sottopormi a tali esami dietro esplicito suggerimento e prescrizione del medico curante, come lui stesso ha confermato (doc. _). In ultima analisi, solo quest'ultimo poteva istruire in modo pertinente il radiologo della clinica circa l'esecuzione dei test cui dovevo sottopormi e gli eventuali scopi di tale verifica, che mirava esclusivamente a fare luce sulle possibili causa dei malanni a seguito dell'infortunio del '99.
Nella speranza di trovare la ragione dei dolori che mi affliggevano da lungo tempo e rimettendomi ai consigli del dott. __________, mi sono sottoposto a tali esami TAC (che, lo ripeto, sono poi stati giudicati utili anche da uno specialista). Il mio è stato il comportamento di una persona che cercava la soluzione a un problema con cui era confrontata da più anni e per cui altre cure non erano state proficue come si sperava. Non vedo per quale motivo dovevo rinunciare a sottopormi a tali esami. Qualsiasi altra persona avrebbe agito allo stesso modo in simili circostanze, considerato che nessuno (ossia né il medico curante, né il radiologo che ha diretto i test presso la clinica di __________, né l'assicurazione infortuni, né la cassa malati) mi avevano avvertito (sia pure a titolo cautelativo) circa l'eventualità di dovermi assumere completamente i costi di tali analisi. Alla luce di tutto ciò, l'obiezione della __________ (una nuova argomentazione, questa, che peraltro non era mai stata adottata in precedenza da alcun altro funzionario che si era occupato del mio caso) secondo cui la prassi LAINF richiedeva in un caso simile un'autorizzazione preventiva, non appare opportuna: un simile monito, quand'anche pertinente, doveva essere al limite indirizzato a chi prescrive gli esami non a chi li sostiene riponendo legittimo affidamento in un'istruzione di un competente dottore attivo da decenni nell'Alto Vedeggio.
Devo forse credere che quale assicurato ho l'obbligo di conoscere la prassi LAINF (sulla scorta di quale documentazione o circolari?) e di informarmi presso un dottore se ogni cura prodigata è necessaria per la guarigione da un infortunio? Devo forse credere che l'assicurazione infortuni poteva esigere che mi accorgessi che un sanitario non stava rispettando la prassi LAINF e che così mi stava prescrivendo un esame (altamente specialistico e sofisticato?) che non era utile o che necessitata del consenso della _________?
Mi riesce veramente difficile individuare delle circostanze che, nel mio caso, mi permettono di concludere in questo senso, dal momento che non è stato il sottoscritto a richiedere tali esami e che nessuno mi ha segnalato preventivamente che gli stessi o parte degli stessi non erano necessari.
Giova infine sottolineare che il Tribunale cantonale delle assicurazioni ha già sentenziato che
"non si può, di norma, pretendere dall'assicurato che abbia a giudicare di quali cure abbisogni rendendolo responsabile delle cure inutili o inutilmente costose che il medico gli abbia prescritto (e l'ospedale, se del caso, prodigato).
I medici, com'è noto, prima di essere abilitati all'esercizio della professione devono subire lunghi studi e subire severi esami; peraltro il loro codice deontologico e la stessa legge vietano loro di impartire cure che non siano richieste dall'interesse del paziente.
Il paziente, dunque, può lecitamente fare affidamento sull'autorità del medico e, compatibilmente coi principi della buona fede, ritenere che le cure da questi ordinate siano effettivamente giustificate e conseguentemente riconosciute dalla cassa malati" (cfr. RDAT 1982 n. 122 c. 2.5, confronta anche STF 114 V 319, 323 c. 3b).
Mi sembra che simili argomentazioni possano e debbano valere anche per un infortunio, quando bisogna decidere chi sopporta i costi per un esame TAC." (I)
1.7. La __________, in risposta, ha postulato un'integrale reiezione del gravame, con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (cfr. III).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
Nel merito
2.2. L'oggetto della lite è circoscritto alla questione di sapere se __________ ha o meno diritto al rimborso del costo dell'esame TAC cerebrale, eseguito il 9 maggio 2001 presso la __________.
Nella misura in cui l'assicurato ha postulato che la __________ venga condannata a prendere a proprio carico anche il costo relativo alla TAC del rachide cervicale, il suo ricorso si rivela privo d'oggetto, siccome il suddetto assicuratore LAINF si è già espresso positivamente a tale riguardo (cfr. doc. _ nonché III, p. 4s.: "Di nuovo a chiaro favore dell'assicurato, si percepiva la motivazione del Dott. __________, dopo precisazione medica da parte del medico consulente (zm-15), secondo cui la nostra presa di posizione nella decisione su opposizione poteva essere mantenuta, si decideva di definire la situazione in via bonale e di assumere a titolo di spese per accertamento diagnostico - e non quale riconoscimento di costi di trattamento medico! i costi della sola TAC cervicale, come a domanda del Dott. __________ ").
2.3. Giusta l'art. 10 cpv. 1 LAINF, l'assicurato ha diritto alla cura appropriata dei postumi d'infortunio, cura i cui elementi costitutivi sono, in seguito, precisati alle lett. a) a e) dello stesso capoverso.
Nondimeno, l'assicuratore LAINF è tenuto a corrispondere prestazioni a titolo di spese di cura soltanto qualora ci si possa attendere un sensibile miglioramento dello stato di salute dell’assicurato (cfr. Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents (LAA), Losanna 1992, p. 71ss.; A. Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 274; Th. Locher, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1994, p. 186 n. 10).
D'altro canto, l'art. 54 LAINF istituisce il principio dell'economicità del trattamento - previsto pure dall'art. 56 cpv. 1 LAMal (cfr. art. 23 LAMI) - recitando che chi pratica per l'assicurazione contro gli infortuni deve limitarsi a quanto richiede lo scopo del trattamento quando procede a una cura, prescrive e fornisce medicamenti, ordina o effettua trattamenti o analisi.
La cura medica deve, dunque, essere adeguata ed economica, ciò che implica una ricerca d'adeguatezza fra il trattamento eseguito e lo scopo perseguito, secondo gli insegnamenti della scienza e dell'esperienza, così come una scelta oculata fra i mezzi diagnostici e terapeutici a disposizione.
Conformemente alla giurisprudenza federale, l'assicurato non può esigere illimitatamente che si faccia ricorso a tutti i mezzi possibili ed immaginabili per eliminare i postumi del danno alla salute. Al contrario, l'obbligo contributivo dell'assicuratore contro gli infortuni è vincolato al precetto della proporzionalità (cfr. STFA del 16 dicembre 1982 nella causa J. Z., il cui estratto è pubblicato in Estr. INSAI 1985 n. 5, p. 9, citata da A. Rumo-Jungo, Rechtsprechung des Bundesgerichts zum Sozialversicherungsrecht, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, p. 240).
2.4. In concreto, l'assicurato, in data 5 agosto 1999, è caduto dalle scale ed ha riportato stando al contenuto dell'annuncio d'infortunio-bagatella del 9 agosto 1999 contusioni al bacino ed alla coscia sinistra (cfr. doc. _).
Trascorso circa un anno dal succitato evento traumatico, alla ____________ sono stati annunciati dei disturbi alla spalla sinistra da parte del medico curante di __________, il dottor __________, generalista (cfr. doc. _).
Un'ecografia eseguita il 16 agosto 2000, ha evidenziato un moderato versamento della guaina tendinea del capolungo del bicipite, quadro compatibile con esiti da lesione parziale dello stesso (cfr. doc. _).
Persistendo la sintomatologia dolorosa, l'insorgente ha privatamente interpellato il dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, il quale ha diagnosticato, da parte sua, un sospetto di instabilità ventro-craniale della spalla sinistra. Dal profilo terapeutico, lo specialista ha prescritto una fisioterapia di stabilizzazione muscolare (cfr. doc. _).
Nel mese di aprile del 2001, __________ ha nuovamente consultato il proprio medico curante per "… degli intensi dolori alla spalla sinistra irradianti verso la colonna cervicale ipsilaterale come conseguenza dell'infortunio del 05.08.1999, …" (doc. _).
In data 9 maggio 2001, presso il Servizio di radiologia della __________, è stata eseguita una TAC cerebrale (doc. _), rispettivamente, del rachide cervicale (doc. _), esami prescritti dal dottor __________.
La TAC cerebrale è risultata senza particolarità. Per contro, la TCA del tratto cervicale ha messo in luce delle alterazioni degenerative pluri-segmentali.
Ricevuta la fattura da parte del summenzionato istituto di cura (doc. _), la __________ ha comunicato ad __________ che non ne avrebbe assunto i costi, giacché gli accertamenti non sarebbero stati ordinati in relazione a patologie causate dall'infortunio assicurato (doc. _).
In sede di opposizione, il ricorrente é stato visitato dal dottor __________, medico fiduciario della __________.
Queste le considerazioni da lui espresse a proposito dell'eziologia dei disturbi accusati dall'assicurato:
" (…).
CAUSALITÀ:
se si dovesse applicare rigorosamente la legge, il caso occorso al paziente nell'agosto 1999, interessante la spalla sinistra, sarebbe da rifiutare ritenuto che, secondo la legge, è la prima dichiarazione sottoscritta olograficamente dal paziente che fa stato innanzi a qualsiasi istanza superiore. Nondimeno, dalla chiara spiegazione resa dal signor __________ in occasione della recente visita peritale, ritengo che la stessa sia assai pertinente e rispecchi peraltro quanto poi riscontrato clinicamente a livello del cingolo omero-scapolare sinistro; sarei di conseguenza propenso che la __________ intervenisse per questo problema. Vale altresì la pena di sottolineare che il referto sonografico relativo l'indagine eseguita alla spalla sinistra il 16.8.2000 parlava, oltre che di un versamento alla guaina del tendine del caput longus del bicipite, anche di una degenerazione mixoide del sovraspinato a piccole zone con struttura intatta; in questo caso non si è trattato di una lesione della cuffia dei rotatori ma di una lesione della capsula articolare; è anche per questa ragione che mi permetto di proporre a __________, sempre che dal profilo giuridico-amministrativo sia possibile, di accettare i postumi alla spalla sinistra quale conseguenza dell'infortunio del 5 agosto 1999.
Non entro per contro nel merito rispetto alla situazione interessante la colonna cervicale, in particolare riguardo le indagini tomografiche assiali computerizzate disposte a livello cervicale e cerebrale poiché nulla hanno a che fare con il caso in oggetto. Specificatamente si sottolinea non esservi stata alcuna lesione in queste regioni, e, secondo prassi Lainf, non è stata richiesta l'autorizzazione preventiva volta a disporre le indagini in questione. Un intervento quindi di ___________ a questo riguardo è escluso"
(doc. _ la sottolineatura è del redattore).
Facendo proprie le conclusioni a cui è pervenuto il dottor __________, la __________, con l'impugnata decisione su opposizione, ha parzialmente modificato la sua prima decisione, nel senso che ha riconosciuto la propria responsabilità relativamente ai disturbi localizzati alla spalla sinistra (cfr. doc._).
In data 28 febbraio 2002, il dottor __________ ha invitato la __________ a rivedere la propria posizione in merito al rifiuto di assumere il costo della TAC cervicale.
Egli ha infatti osservato quanto segue:
" (…).
Il Signor __________ accusava dolori in tutto il cinto scapolare dopo il trauma alla spalla, motivo per il quale a mio avviso era giustificato da parte del medico curante, accertare che non ci sia (oltre alla lesione della spalla) un'ulteriore lesione alla cervicale che in futuro potrebbe anche compromettere un esito positivo di una ricostruzione a livello della spalla infortunata.
In questo senso La prego gentilmente di rivedere la Vs. decisione inerente il pagamento della RM cervicale.
(…)" (doc. _)
Dopo aver riesaminato la fattispecie unitamente al dottor __________ (cfr. doc. _), l'assicuratore LAINF convenuto si è finalmente dichiarato disposto - in via bonale - a coprire il costo della TAC del rachide cervicale (ma non quello della TAC cerebrale, cfr. doc. _).
2.5. Con il proprio gravame, __________ chiede dunque che anche il costo della TAC cerebrale venga assunto dalla __________.
Questa Corte non vede alcuna plausibile ragione per cui il costo del suddetto accertamento dovrebbe andare a carico dell'assicuratore infortuni.
In effetti, dalle tavole processuali non emerge affatto che, in occasione dell'infortunio dell'agosto 1999, __________ abbia riportato delle lesioni, rispettivamente che, in seguito, egli abbia accusato qualsivoglia disturbo al capo, ciò che avrebbe verosimilmente potuto giustificare l'esecuzione di accertamenti anche a livello cerebrale.
Del resto, lo stesso dottor __________, spec. FMH in chirurgia ortopedica, con il suo scritto del 28 febbraio 2002, ha dichiarato che, a suo avviso, "… era giustificato da parte del medico curante accertare che non ci sia (oltre alla lesione della spalla) un"ulteriore lesione alla cervicale che in un futuro potrebbe anche compromettere un esito positivo di una ricostruzione a livello della spalla infortunata" (doc. _ - la sottolineatura è del redattore) ed ha, di conseguenza, invitato la __________ a rivedere la propria decisione di non assunzione del costo della TAC cervicale.
Pertanto, il ricorrente non può essere seguito allorquando sostiene che il dottor __________ avrebbe confermato l'indicazione di entrambi gli esami TAC (cfr. I, p. 2: "… il fatto che il medico specialista Dott. __________ afferma che la __________ deve prendersi a carico i costi degli esami prescritti dal Dott. __________ ").
Come detto, il succitato specialista ha in realtà giustificato l'esecuzione della sola TAC del rachide cervicale (cfr. doc. _).
Alla luce di quanto precede, occorre concludere che la TAC cerebrale del 9 maggio 2001 risultata peraltro assolutamente nella norma (cfr. doc. _) - ha costituito una misura diagnostica inutile, inappropriata ad accertare le circostanze dell'infortunio assicurato, per la quale l'assicuratore LAINF non può certo essere chiamato a prestare.
Ad __________ non può essere di soccorso il fatto che l'esame TAC cerebrale sia stato ordinato dal proprio medico curante.
A questo proposito, va rilevato che, al di là di quanto possa avere deciso nel passato lo scrivente TCA, la nostra Corte federale ha già avuto modo di stabilire che il solo fatto che un determinato trattamento sia stato prescritto dal medico curante dell'assicurato, non è decisivo ai fini dell'assunzione dei relativi costi da parte dell'assicuratore (cfr. RAMI 1989 K 827, p. 413ss.).
D'altro canto, l'assicurato non può appellarsi al principio della buona fede - dedotto dall'articolo 4 vCost. ed esplicitamente consacrato all'articolo 9 Cost. siccome egli non avrebbe fatto altro che seguire quanto prescrittogli dal dottor __________ (cfr. I, p. 2: "… il fatto di aver fatto pieno affidamento sulla necessità e sulla correttezza delle cure indicate dal medico curante").
Certo, secondo la giurisprudenza emanata sotto il vecchio diritto - che continua tuttavia ad essere applicabile (cfr. DTF 127 I 36 consid. 3a, 126 II 387 consid. 3a; RAMI 2000 KV 126, p. 223, KV 133 p. 291 consid. 2a) un'indicazione errata può, a determinate condizioni, obbligare l'amministrazione a concedere ad un amministrato, in contrasto con il principio della legalità e quello della mutualità, una prestazione non prevista dalla legge.
È segnatamente necessario che l'informazione errata, riferita ad una situazione individuale e concreta, sia stata fornita all'amministrato da un organo competente o che possa essere ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile nelle circostanze (cfr. DTF 121 V 65ss.).
Ciò non è il caso in concreto, giacché __________ si è sottoposto alla TAC cerebrale su prescrizione del proprio medico curante, il quale non può essere considerato un organo dell'assicuratore infortuni convenuto.
Parimenti infondato è il rimprovero mosso dall'assicurato alla __________, di non averlo avvisato circa l'eventualità di doversi finalmente assumere il costo della TAC (cfr. I, p. 3).
In primo luogo, ci si può chiedere come ___________ avrebbe potuto essere anticipatamente avvertito, se l'assicuratore infortuni convenuto è venuto a conoscenza dell'esecuzione dell'accertamento diagnostico in questione solo dopo avere ricevuto la relativa fattura da parte della __________ (13 giugno 2001, cfr. doc. _).
D'altra parte, ed a prescindere da quanto precede, occorre rilevare che - salvo casi particolari relativi all'assicurazione di indennità giornaliera (cfr. RAMI 1991 K 882, p. 293ss.) - il TFA non ha mai definito un obbligo informativo dell'assicuratore che, se non ossequiato, condurrebbe ad un obbligo contributivo. Al proposito, va ancora sottolineato che il TFA non ha mai ritenuto costitutivo di una promessa nemmeno il silenzio dell'assicuratore di fronte ad una esplicita richiesta di informazioni di un assicurato (cfr. STFA del 19 ottobre 1994 nella causa C.): secondo la Corte federale, un assicuratore non è tenuto a comunicare anticipatamente agli assicurati quali provvedimenti intende assumere (cfr. STFA del 14 marzo 1996 nella causa P.) e, anche in caso di una richiesta esplicita dell'assicurato, spetta a quest'ultimo attendere una comunicazione vincolante prima di sottoporsi alle cure prospettate (cfr. STFA del 14 marzo 1996 succitata).
2.6. __________ ha chiesto la rifusione delle spese, in particolare di quelle postali, generate dalla presente vertenza, spese quantificate in fr. 20.-- (cfr. I, p. 4).
Il ricorrente ha dunque postulato le ripetibili.
L'indennità per ripetibili può venire assegnata, di regola, solo al ricorrente vittorioso in causa (art. 22 LPTCA; vedasi per la regola e le eccezioni: DTF 112 V 86 consid. 4, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 105 V 89 consid. 4, DTF 105 Ia 122, DTF 99 Ia 580 consid. 4; S. Leuzinger-Naef, Bundesrechtliche Verfahrensanforderungen betreffend Verfahrenskosten, Parteientschädigung und unentgeltliche Rechtsbeistand im Sozialversicherungsrecht, in SZS 1991 p. 180ss.).
L'Alta Corte federale riconosce eccezionalmente ad una parte vittoriosa non rappresentata il diritto ad ottenere un'indennità per ripetibili per l'attività da lei svolta solo se la causa è complessa, gli interessi in gioco sono importanti, il lavoro svolto ha impedito notevolmente l'attività professionale o ha comportato una perdita di guadagno e se gli sforzi profusi sono ragionevolmente proporzionati ai risultati ottenuti (cfr. DTF 113 Ib 356 consid. 6b, DTF 110 V 81 consid. 7, DTF 110 V 133 consid. 4a; Poudret, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, n. 1 ad art. 159).
In casu, all'assicurato non possono venire assegnate delle ripetibili, già per il solo fatto che il suo gravame 17 aprile 2002 deve essere respinto.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti