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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.11.2019 33.2018.2

14 novembre 2019·Italiano·Tessin·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·6,541 mots·~33 min·2

Résumé

Autodenuncia di sostanza mobile e immobile all'estero. Ricalcolo del D PC. Per determinare la sostanza netta i debiti vanno dedotti dalla sostanza lorda. Solo i debiti comprovati con certezza sono deducibili.È sufficiente che il debito sia effettivamente sorto;la sua esigibilità non è un presupposto

Texte intégral

Raccomandata

      Incarto n. 33.2018.2 33.2018.3   TB

Lugano 14 novembre 2019  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino     Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni

  Giudice Ivano Ranzanici

con redattrice:

Tanja Balmelli, vicecancelliera  

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 12 febbraio 2018 di

1.  RI 1   2.  RI 2   tutti rappr. da:   RA 1    

contro  

la decisione su opposizione del 18 gennaio 2018 emanata da

Cassa cantonale di compensazione - Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona     in materia di prestazioni complementari

ritenuto                           in fatto

                                  A.   Beneficiari da anni di prestazioni complementari, il 20 maggio 2017 (doc. 6) RI 2 (1935) e RI 1 (1932) si sono autodenunciati all'autorità fiscale per non avere segnalato di essere proprietari di un fondo agricolo in __________ del valore di circa € 60'000.- e di un conto bancario all'estero.

Simile denuncia spontanea è avvenuta lo stesso giorno nei confronti della Cassa cantonale di compensazione (doc. 7).

                                  B.   Ricevuta dagli assicurati (doc. 16) la richiesta perizia del valore venale dei loro immobili (doc. 9), con decisione del 13 dicembre 2017 (doc. A3) la Cassa cantonale di compensazione ha ricalcolato il diritto degli assicurati alle prestazioni complementari dal 1° gennaio 2018, fissandolo nel solo pagamento del premio dell'assicurazione malattie, avendo computato nelle spese riconosciute le spese di manutenzione degli immobili di Fr. 700.-, mentre nei redditi computabili la proprietà fondiaria secondaria di Fr. 154'606.- e un valore locativo di Fr. 3'499.- (doc. A4).

In pari data (doc. 75) l'amministrazione ha comunicato agli interessati che dal ricalcolo del loro diritto alle prestazioni complementari dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017 in virtù della prescrizione di 15 anni in applicazione dell'art. 97 CP stante la configurazione del reato di truffa giusta l'art. 146 CP, essi dovevano restituire entro fine gennaio 2018 gli importi di Fr. 175'098.- per prestazioni complementari percepite indebitamente e Fr. 16'272.- per le riduzioni dei premi di Cassa malati ricevute senza diritto dal 1° dicembre 2002 al 30 novembre 2004.

                                  C.   Con decisione su opposizione del 18 gennaio 2018 (doc. A1) la Cassa cantonale di compensazione ha respinto la contestazione del 21 dicembre 2017 (doc. 77) con cui l'avv. __________ si è opposto "alle decisioni di soppressione della PC degli anni 2002-2017 e 2018 ed alla richiesta di restituzione indicata e si avanza domanda di condono.", ritenendo che gli interessati fossero in buona fede non essendo stati al corrente di dovere dichiarare la sostanza all'estero e quindi nemmeno erano dati i presupposti per una truffa, perciò la retroattività, semmai, sarebbe stata di 5 anni.

L'amministrazione ha evidenziato che la sostanza all'estero, non essendo adibita ad uso primario, va computata al valore venale (art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI) e quindi essa si è basata sul valore delle due proprietà immobiliari degli assicurati di Fr. 154'606.- (€ 95'000 + € 37'550), così come stabiliti dalle perizie prodotte dagli assicurati medesimi. È stato inoltre computato il valore locativo di Fr. 3'499.- (€ 2'872,90). Ciò stante, la Cassa ha confermato la correttezza del nuovo diritto alle PC dal 1° gennaio 2018.

Sempre il 18 gennaio 2018 (doc. A5) la Cassa di compensazione ha emesso una decisione di restituzione di Fr. 191'370.a titolo di prestazioni complementari all'AVS percepite indebitamente dagli assicurati dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017.

                                  D.   Con il subentro del patrocinio dell'avv. RA 1, il 12 febbraio 2018 (doc. I) RI 2 e RI 1 si sono rivolti al TCA.

Essi hanno chiesto che la decisione su opposizione sia annullata e che l'incarto sia rinviato alla Cassa di compensazione affinché ricalcoli il diritto alla prestazione complementare considerando una sostanza nulla e conceda una PC di almeno Fr. 24'415.-.

A dire degli insorgenti, l'amministrazione ha omesso di ritenere il debito di Fr. 191'370.- che essi hanno nei suoi confronti come stabilito nella parallela decisione di restituzione.

Inoltre, la Cassa ha omesso di considerare gli interessi provvisori negativi su questo debito, che sarebbero comunque superiori al reddito dell'immobile che è stato ritenuto in Fr. 3'499.-.

Si ha così una sostanza negativa e un reddito immobiliare azzerato, con conseguente ripristino del versamento delle prestazioni complementari dal 1° gennaio 2018.

Infine, gli insorgenti hanno rilevato che se già viene considerato il valore locativo dell'immobile, allora non si può considerare anche 1/10 della sostanza come reddito, altrimenti lo si computa due volte.

                                  E.   Nella risposta del 6 marzo 2018 (doc. V) la Cassa ha proposto di respingere il ricorso, rilevando che il riconoscimento del debito di Fr. 191'370.- può avvenire soltanto se i debiti sono comprovati, ciò che non lo era nel caso concreto, visto che il debito che gli assicurati avevano nei suoi confronti non era ancora effettivo essendo pendente un'opposizione. "In effetti, previo deposito di una richiesta di riesame del diritto PC, lo stesso potrà essere rivisto solamente una volta effettuato il pagamento dei Fr. 191'370.00 chiesti in restituzione, così che la resistente computerà, nel calcolo PC, il debito contratto (ipoteca, prestito da terzi) o il capitale residuo dovuto da un'eventuale vendita dell'immobile.". Citando poi l'art. 11 cpv. 1 lett. b e c LPC, la Cassa di compensazione ha confermato la correttezza del computo sia della parte di sostanza che supera le franchigie legali sia del relativo provento, ossia il valore locativo.

                                  F.   Chieste (docc. VII, IX e XI) e ottenute tre proroghe (docc. VIII, X e XII), il 30 maggio 2018 (doc. XIII) i ricorrenti hanno chiesto al Tribunale di attendere ad emettere una decisione, visto che la controversia in esame è interdipendente da quella pendente in ambito di restituzione che ha fatto oggetto di una opposizione (doc. XIII/1). Gli insorgenti hanno poi ribadito che "l'importo debitorio, comunque contestato, è accertato dal 1° gennaio 2018, per cui lo stesso va considerato nel foglio di calcolo PC.".

                                  G.   L'amministrazione non ha formulato ulteriori osservazioni (doc. XIV).

                                         in diritto

                                         in ordine

1.    La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un giudice unico ai sensi dell'art. 49 cpv. 2 della Legge sull’organizzazione giudiziaria (cfr. STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, in particolare consid. 5.2, 5.3 e 6.1; STF 8C_452/2011 del 12 marzo 2012; STF 8C_855/2010 dell'11 luglio 2011; STF 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011, consid. 2.1; STF 9C_792/2007 del 7 novembre 2008; STF H 180/06 e H 183/06 del 21 dicembre 2007; STFA I 707/00 del 21 luglio 2003; STFA H 335/00 del 18 febbraio 2002; STFA H 212/00 del 4 febbraio 2002; STFA H 220/00 del 29 gennaio 2002; STFA U 347/98 del 10 ottobre 2001, pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA H 304/99 del 22 dicembre 2000; STFA I 623/98 del 26 ottobre 1999. Vedi pure: STF 9C_807/2014 del 9 settembre 2015; STF 9C_585/2014 dell’8 settembre 2015 = SVR 2015, EL Nr. 13, pag. 37 e seguenti). Su questi temi si veda Ivano Ranzanici: La possibilità concessa dall’art. 49 cpv. 2 LOG alla Sezione di diritto pubblico del Tribunale di Appello di emanare giudizi monocratici alla luce della recente giurisprudenza federale, in RtiD I – 2016, pagg. 307 e segg., in particolare ad 4.3.3 pag. 328 e segg., con cui è criticata la STF 9C_699/2014 del 31 agosto 2015, invero modestamente argomentata, resa in una fattispecie del tutto simile, per complessità istruttoria, per la natura delle prove acquisite e per l’importanza del caso rispettivamente per i precedenti esistenti, a quella che ha condotto alla sentenza 9C_211/2010 del 18 febbraio 2011 ma con esito opposto. Va segnalato che in giudizi successivi, in particolare nella STF 1C_569/2015 dell’11 novembre 2015, l’Alta Corte ha confermato la sua prassi antecedente il 31 agosto 2015, senza quindi riprendere il giudizio criticato in Ticino per i suoi effetti negativi (Ranzanici, op. cit., n. 4.3.3 pag. 328 seg.). Nel caso in esame il tema in discussione posto al giudizio di questa Corte (calcolo delle PC della coppia ricorrente, computo della sostanza accertata estera mediante una perizia da essi stessi prodotta, imputazione dei debiti gravanti la sostanza e computo del reddito della sostanza ritenuta) non è nuovo siccome oggetto di esame a più riprese da parte di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni, della giurisprudenza federale e dalla dottrina (citate nelle considerazioni che seguono). Come indicato quindi il presente giudizio può essere emanato monocraticamente nel pieno rispetto della volontà, autonoma, del legislatore cantonale manifestata all’art. 49 LOG.

                                         nel merito

                                   2.   Fondandosi sull'art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e sulla Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed., l'Assemblea federale ha adottato il nuovo art. 112a Cost. fed. specifico per le prestazioni complementari e il nuovo art. 112c Cost. fed. relativo all'aiuto agli anziani e ai disabili, in vigore dal 1° gennaio 2008.

Giusta l'art. 112a Cost. fed., la Confederazione ed i Cantoni versano prestazioni complementari a persone il cui fabbisogno vitale non è coperto dall'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 1) e la legge stabilisce l'entità delle prestazioni complementari nonché i compiti e le competenze di Confederazione e Cantoni (cpv. 2).

In virtù dell'art. 112c Cost. fed., i Cantoni provvedono all'aiuto e alle cure a domicilio per gli anziani e i disabili (cpv. 1) e la Confederazione sostiene sforzi a livello nazionale a favore degli anziani e dei disabili. A questo scopo può utilizzare fondi dell'assicurazione vecchiaia, superstiti e invalidità (cpv. 2).

In effetti, la Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI (LPC) – tanto quella del 19 marzo 1965 entrata in vigore il 1° gennaio 1966, quanto quella del 6 ottobre 2006 in vigore dal 1° gennaio 2008 - persegue lo scopo di garantire un "reddito minimo" per far fronte ai "fabbisogni vitali" di cui al citato art. 112 cpv. 2 lett. b Cost. fed. e Disp. Trans. all'art. 112 Cost. fed. (RCC 1992 pag. 346) e al nuovo art. 112a Cost. fed.

Questa nozione è più ampia rispetto al "minimo vitale" disciplinato dal diritto esecutivo (art. 93 LEF). La LPC contiene dunque la garanzia di un reddito minimo per le persone anziane e invalide (su queste questioni: cfr. DTF 113 V 280 (285), RCC 1991 pag. 143 (145), RCC 1989 pag. 606, RCC 1986 pag. 143; Cattaneo, "Reddito minimo garantito: prossimo obiettivo della sicurezza sociale" in: RDAT 1991-II pagg. 447 segg., spec. pag. 448 nota 12 e pag. 460 nota 83). I limiti di reddito rivestono pertanto una doppia funzione e meglio quella di limite dei bisogni e di reddito minimo garantito (DTF 121 V 204; Pratique VSI 1995 pagg. 52 e 176; Pratique VSI 1994 pag. 225; RCC 1992 pag. 225; cfr. anche Messaggio concernente la terza revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all'AVS/AI, pagg. 3, 8 e 9).

                                   3.   In virtù dell'art. 4 cpv. 1 lett. a LPC, le persone domiciliate e dimoranti abitualmente in Svizzera hanno diritto alle prestazioni complementari se ricevono una rendita di vecchiaia dell'AVS.

L'importo della prestazione complementare annua è pari alla quota delle spese riconosciute che eccede i redditi computabili (art. 9 cpv. 1 LPC).

Per quanto riguarda le spese riconosciute, l'art. 10 cpv. 1 LPC prevede che:

" Per le persone che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale (persone che vivono a casa), le spese riconosciute sono le seguenti:

a. importo destinato alla copertura del fabbisogno generale vitale, per anno:

1.     19 290 franchi per le persone sole,

2.     28 935 franchi per i coniugi,

3.     10 080 franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e per figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; per i due primi figli si prende in considerazione la totalità dell'importo determinante, per altri due figli due terzi ciascuno e per ogni altro figlio un terzo;

b. la pigione di un appartamento e le relative spese accessorie; in caso di conguaglio per le spese accessorie, non si tiene conto né del saldo attivo né di quello passivo; l'importo massimo annuo riconosciuto è il seguente:

1.     13 200 franchi per le persone sole,

2.     15 000 franchi per i coniugi e le persone con orfani che hanno diritto a una rendita o con figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI,

3.     3600 franchi in più se è necessaria la locazione di un appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella.".

Inoltre, giusta l'art. 10 cpv. 3 LPC, sia per le persone che vivono che per quelle che non vivono durevolmente o per un lungo periodo in un istituto o in un ospedale, sono riconosciute le spese seguenti:

" a.   spese per il conseguimento del reddito, fino a concorrenza del reddito

      lordo dell'attività lucrativa;

b.   spese di manutenzione di fabbricati e interessi ipotecari, fino a concorrenza del ricavo lordo dell'immobile;

c.   premi versati alle assicurazioni sociali della Confederazione, eccettuata l'assicurazione malattie;

d.   importo forfettario annuo per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie; l'importo forfettario deve corrispondere al premio medio cantonale o regionale per l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie (compresa la copertura infortuni);

e.   pensioni alimentari versate in virtù del diritto di famiglia.".

L'art. 11 cpv. 1 LPC enumera esaustivamente i redditi computabili, fra i quali vi sono:

" b.   i proventi della sostanza mobile e immobile;

c.   un quindicesimo della sostanza netta, oppure un decimo per i beneficiari di rendite di vecchiaia, per quanto superi 37 500 franchi per le persone sole, 60 000 franchi per i coniugi e 15 000 franchi per gli orfani che hanno diritto a una rendita e i figli che danno diritto a una rendita per figli dell'AVS o dell'AI; se l'immobile appartiene al beneficiario delle prestazioni complementari o a un'altra persona compresa nel calcolo della prestazione complementare e serve quale abitazione ad almeno una di queste persone, soltanto il valore dell'immobile eccedente 112 500 franchi è preso in considerazione quale sostanza;

d.   le rendite, le pensioni e le altre prestazioni periodiche, comprese le rendite dell'AVS e dell'AI;".

Quali redditi non computabili l'art. 11 cpv. 3 LPC elenca:

" a.   le prestazioni dei parenti giusta gli articoli 328-330 del Codice civile;

b.   le prestazioni dell'aiuto pubblico sociale;

c.   le prestazioni pubbliche o private di natura manifestamente assistenziale;

d.   gli assegni per grandi invalidi delle assicurazioni sociali;

e.   le borse di studio e altri aiuti all'istruzione;

f.    i contributi per l'assistenza versati dall'AVS o dall'AI.".

                                   4.   Oggetto del contendere è il diritto di RI 1 e di RI 2 di percepire le prestazioni complementari dal  1° gennaio 2018.

I ricorrenti hanno impugnato la decisione della Cassa cantonale di compensazione, poiché dal calcolo delle PC non sono stati considerati i debiti che essi hanno nei suoi confronti a seguito della decisione di restituzione delle prestazioni complementari emessa lo stesso 18 gennaio 2018 (doc. A5), come pure gli interessi provvisori negativi su questo debito. Si avrebbe così una sostanza negativa e un reddito immobiliare azzerato, perciò gli assicurati avrebbero diritto alle PC. Andrebbe inoltre considerato o il valore locativo dell'immobile oppure la quota di 1/10 della sostanza, ma non entrambi. Gli insorgenti ritengono perciò di avere diritto a delle prestazioni complementari annue di almeno Fr. 24'415.-.

Questo Tribunale deve quindi analizzare se gli importi relativi ai redditi computabili (entrate) considerati nella decisione impugnata, nella misura in cui sono contestati dai ricorrenti, siano corretti.

                                   5.   Per quanto concerne il computo della sostanza, va innanzitutto evidenziato che, in virtù del citato art. 11 cpv. 1 lett. c LPC, un decimo della sostanza netta, nella misura in cui superi la franchigia di Fr. 60'000.- per coniugi, deve essere computato come reddito (N. 3441.01 DPC [Direttive sulle prestazioni complementari all'AVS e all'AI], edite dall'UFAS, valide dal 1° aprile 2011, stato 1° gennaio 2018).

La sostanza di una persona beneficiaria di PC comprende i beni mobili e immobili di sua proprietà e i suoi diritti personali e reali. La provenienza dei singoli beni è irrilevante (N. 3443.01 DPC).

La sostanza determinante ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 lett. b e c LPC ingloba effettivamente gli attivi che l'assicurato ha ricevuto e di cui può disporre senza restrizioni. Gli immobili e i titoli che l'assicurato possiede devono dunque essere presi in considerazione nel calcolo delle PC qualunque sia la loro situazione. Tuttavia, la sostanza situata all'estero e che non può essere trasferita in Svizzera o realizzata per una qualsiasi ragione non deve essere presa in considerazione nella sostanza determinante (N. 3443.06 DPC). Questo principio è stato ritenuto conforme al diritto federale (STF 9C_751/2018 del 16 aprile 2019 consid. 6.2 = SVR 2019 EL Nr. 11; STF 9C_333/2016 del 3 novembre 2016 consid. 4.3.1 = SVR 2017 EL Nr. 1; STFA P 82/02 del 26 maggio 2003 consid. 2.2).

Rifacendosi alla giurisprudenza risultante dalla STF 9C_540/ 2009 del 17 settembre 2009 portante sulla contestazione della valutazione di un immobile sito in Tunisia, codificata nel N. 3444.03 DPC, di recente l'Alta Corte ha ribadito la possibilità di fare riferimento a una perizia realizzata all'estero per determinare il valore di un immobile se non è ragionevolmente possibile procedere a un'altra valutazione (STF 9C_751/2018 del 16 aprile 2019 consid. 7.2 = SVR 2019 EL Nr. 11).

È pacifico che i ricorrenti sono proprietari di alcuni immobili siti all'estero ed è indubbio che queste proprietà non servano da abitazione ai richiedenti le PC, perciò detta sostanza deve essere computata al valore venale in virtù dell'art. 17 cpv. 4 OPC-AVS/AI, secondo cui la sostanza immobiliare che non serve di abitazione al richiedente o a una persona compresa nel calcolo delle PC deve essere computata al valore corrente.

La Cassa di compensazione, il 14 giugno 2018 (doc. 9), ha così correttamente fatto presente agli interessati la necessità di disporre del valore commerciale di detti immobili.

Gli assicurati hanno interpellato un geometra con studio in __________ che il 15 marzo 2017 (doc. 15) ha reso la sua perizia, stabilendo in € 95'000.- il valore venale del mappale n. 14 sito in Via __________.

Inoltre, il 31 marzo 2017 (doc. 11) il perito ha valutato al valore di mercato i terreni agricoli di cui ai mappali n. 10 (€ 1'650.-), n. 11 (€ 16'200.-) e n. 960 (€ 19'700.-) sempre siti in __________.

I ricorrenti non hanno contestato l'ammontare di Fr. 154'606.- che la Cassa di compensazione ha ritenuto a titolo di proprietà fondiaria secondaria.

Il TCA osserva che il valore venale totale di € 132'550.-, convertito in base ai tassi di cambio giornalieri pubblicati dalla Banca centrale europea analogamente a quanto avviene per le rendite e le pensioni versate in divise degli Stati parte all’Accordo sulla libera circolazione delle persone o della Convenzione AELS, con riferimento al primo tasso giornaliero disponibile per il mese immediatamente precedente quello dell’inizio del diritto (N. 3452.01 DPC), dà al 1° dicembre 2017 un valore di Fr. 154'964.- (€ 132'550 x 1,1691, consultabile sul sito http://sdw.ecb.europa.eu/ quickview.do?SERIES_KEY=120.EXR.D.CHF.EUR.SP00.A), importo leggermente superiore alla cifra ritenuta dall'amministrazione.

                                   6.   Oltre alla sostanza immobile, vanno computati quale sostanza determinante anche gli averi a risparmio che, secondo la documentazione prodotta pendente causa nell'ambito della domanda di assistenza giudiziaria, ammontavano al 31 dicembre 2017 (docc. IV/3-5) a Fr. 31'967,12 (Fr. 6'675,60 + Fr. 8'291,22 + Fr. 17'000,30), contro i Fr. 9'674.- conteggiati dalla Cassa.

Considerato anche il veicolo (Fr. 1'000.-), la sostanza totale lorda degli assicurati, mobile e immobile, assomma a Fr. 187'931.-.

                                   7.   I ricorrenti si sono lamentati che la Cassa non ha dedotto dalla sostanza il debito che essi hanno nei suoi confronti e che deriva dalla decisione di restituzione del 18 gennaio 2018 (doc. A5) con cui l'amministrazione ha stabilito in Fr. 191'370.- le prestazioni complementari che essi devono restituire siccome indebitamente percepite dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017.

Nell'ambito delle prestazioni complementari, per determinare la sostanza netta secondo l'art. 11 cpv. 1 lett. c LPC i debiti devono essere dedotti dalla sostanza lorda. Soltanto i debiti comprovati con certezza sono però deducibili (STF 9C_806/2010 del 31 maggio 2011 consid. 4.2 = SVR 2011 EL Nr. 9; SVR 2011 EL Nr. 2 consid. 3.3; N. 3443.05 DPC). Debiti incerti o debiti il cui importo non è ancora stato accertato, non possono per contro essere dedotti dalla sostanza (STF 9C_365/2018 del 12 settembre 2018 consid. 3.2; DTF 142 V 311 consid. 3.1 e 3.3 = SVR 2016 EL Nr. 4; DTF 140 V 201 = SVR 2014 EL Nr. 9 consid. 5). Sarebbe difatti inconciliabile con il senso e lo scopo del disposto ammettere che la sola possibilità che un debito esista, diminuisca la sostanza consumabile. Un debito incerto o il cui importo non è ancora definito non ha ancora sufficientemente consistenza per giustificare il privilegio della copertura debitoria sulla consumabilità della sostanza. La priorità della funzione compensatrice della sostanza deve limitarsi ai casi in cui l'esistenza e/o l'entità del debito sono accertati (STF 9C_806/ 2010 del 31 maggio 2011 consid. 4.2 = SVR 2011 EL Nr. 9).

Quali debiti sono considerati i debiti ipotecari, i piccoli crediti presso banche, i prestiti fra privati, ma anche i debiti fiscali (STF 8C_140/2008 del 25 febbraio 2009 consid. 7.3). Per la presa in considerazione di un debito, è sufficiente che il debito sia effettivamente sorto; la sua esigibilità non è un requisito. Il debito deve essere adeguatamente comprovato (STF 9C_365/2018 del 12 settembre 2018 consid. 3.2; DTF 142 V 311 consid. 3.1 = SVR 2016 EL Nr. 4; DTF 140 V 201 consid. 4.2 = SVR 2014 EL Nr. 9).

Come evidenziato nella citata DTF 142 V 311 al considerando 3.3 (pubblicata in SVR 2016 EL Nr. 4), in virtù dell'art. 17 cpv. 1 OPC-AVS/AI la valutazione della sostanza computabile deve essere effettuata secondo le regole stabilite dalla legislazione sull'imposta cantonale diretta del Cantone di domicilio.

L'art. 13 cpv. 1 della Legge federale sull’armonizzazione delle imposte dirette dei Cantoni e dei Comuni (LAID) e l'art. 40 cpv. 1 LT dispongono che l'imposta sulla sostanza ha per oggetto la sostanza netta totale.

Quale sostanza netta totale va intesa la differenza positiva fra gli attivi e i passivi del contribuente. Possono essere detratti tutti i debiti se, nel momento determinante, esistono effettivamente e non solamente eventualmente e la loro causa e l'origine sono soddisfatti; l'esigibilità non è un presupposto. Inoltre, possono essere presi in considerazione solo i debiti che gravano sulla sostanza economica del patrimonio. Ciò è il caso quando il debitore deve seriamente contare sul fatto che deve restituirli (STF 9C_699/2017 del 26 novembre 2018 consid. 4.2 = SVR 2019 EL Nr. 2).

Questa condizione è data per i debiti per i quali è stato emesso un attestato di carenza di beni ai sensi dell'art. 149 cpv. 1 LEF, quando con verosimiglianza preponderante si deve partire dal presupposto che il creditore farà valere il proprio credito non appena il debitore disporrà di nuova sostanza (STF 9C_699/ 2017 del 26 novembre 2018 consid. 4.2 = SVR 2019 EL Nr. 2). Un documento simile che attesta l'insufficienza del patrimonio sottoposto all'esecuzione svizzera per soddisfare il creditore è un riconoscimento di debito ai sensi dell'art. 82 LEF, ossia come titolo per proseguire l'esecuzione.

                                   8.   Nell'evenienza concreta, lo stesso giorno, il 18 gennaio 2018, in cui la Cassa di compensazione ha emanato la decisione su opposizione di conferma della modifica del diritto alle PC dal     1° gennaio 2018, contro cui gli assicurati hanno ricorso al TCA e che è oggetto del caso in disamina, la stessa amministrazione ha emesso una decisione formale di restituzione relativa a prestazioni complementari apparentemente indebitamente ricevute dagli interessati nel periodo dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017, pretendendo la restituzione di Fr. 191'370.-.

Il 25 ottobre 2019 (doc. XV) la Cassa di compensazione ha informato il Tribunale che quel giorno ha inviato al patrocinatore dei ricorrenti la decisione su opposizione (doc. B1) concernente l'obbligo di restituire le prestazioni percepite a torto (doc. A5).

Con questa decisione su opposizione la Cassa ha parzialmente accolto l'opposizione del 12 febbraio 2018 modificando la sua decisione formale del 18 gennaio 2018, nel senso che gli assicurati "sono tenuti a restituire l'importo di Fr. 175'098.- a titolo di prestazioni complementari all'AVS indebitamente percepite per il periodo dal 1° dicembre 2002 al 31 dicembre 2017.".

Al considerando 4.3 della STF 9C_806/2010 del 31 maggio 2011 concernente un caso ticinese, pubblicata in SVR 2011 EL Nr. 9, il Tribunale federale si è pronunciato sulla sorte di un debito che il beneficiario di prestazioni complementari aveva nei confronti di artigiani in ragione di oltre Fr. 100'000.- e che il TCA aveva considerato deducendolo dalla sostanza lorda.

L'Alta Corte ha rilevato che fino ad evasione della vertenza in sede civile tale debito non era però certo, né tanto meno era definito nel suo importo. Integralmente contestato fino ad allora, è diventato certo soltanto il 23 agosto 2010 con l'emanazione della sentenza del Pretore, che apparentemente era cresciuta in giudicato. Tuttavia, trattandosi di un fatto che è subentrato successivamente al momento determinante della decisione su opposizione in lite - resa l'8 febbraio 2010 - che delimita temporalmente il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali, questo debito non poteva essere considerato per l'esame e l'accoglimento della domanda dell'assicurato.

Siccome nella sentenza del 23 agosto 2010 il TCA ha dedotto dalla sostanza lorda un debito contestato e incerto, che tuttavia al momento determinante della decisione su opposizione era oggetto di una causa giudiziaria non ancora definita, il Tribunale federale ha concluso che la soluzione adottata da questa Corte non era corretta e che l'importo ritenuto non poteva essere considerato per il calcolo della sostanza netta computabile.

Applicando quindi alla fattispecie ora al vaglio della scrivente Corte la giurisprudenza esposta, si deve ritenere che, come nel caso giudicato nel 2011 dal Tribunale federale, anche nell'evenienza concreta si è in presenza di un debito che non è certo e che nemmeno è stato accertato nel suo importo.

Come visto, infatti, con la recente emanazione della decisione su opposizione, gli opponenti hanno la possibilità di impugnarla davanti a questo Tribunale entro 30 giorni dalla sua notifica.

Da ciò discende che si può pertanto affermare con la necessaria tranquillità che quando il 18 gennaio 2018 è stata emanata la decisione su opposizione concernente la fissazione del diritto degli assicurati alle prestazioni complementari per l'anno 2018, momento determinante che delimita il potere cognitivo del giudice delle assicurazioni sociali (STF 8C_163/ 2019 del 5 agosto 2019 consid. 4.3; STF 8C_329/2017 del 5 settembre 2018 consid. 3.2; DTF 132 V 215 consid. 3.1.1), non solo l'esistenza del principio stesso di dovere restituire delle prestazioni indebitamente ricevute non era ancora stato stabilito con certezza, ma anche il suo eventuale importo non era stato ancora determinato definitivamente.

Soltanto quando il debito che i ricorrenti hanno apparentemente nei confronti della Cassa cantonale di compensazione sarà definitivamente comprovato con certezza, allora l'importo che sarà stabilito potrà essere, di principio, deducibile dalla sostanza lorda.

Ritenuto tuttavia che, nel caso concreto, al momento della decisione su opposizione del 18 gennaio 2018 il debito in oggetto era ancora incerto essendo stato stabilito quello stesso giorno mediante decisione formale - che poi è stata contestata con opposizione del 12 febbraio 2018 (doc. 105) ed è sfociata nella citata decisione su opposizione del 25 ottobre 2019 (doc. B1) -, non è possibile dare seguito alla richiesta ricorsuale di dedurre dalla sostanza lorda l'importo del debito che gli assicurati avrebbero nei confronti della Cassa cantonale di compensazione.

È quindi a giusta ragione che per il calcolo della sostanza netta computabile la Cassa non ha detratto la somma di Fr. 191'370.-.

Da quanto precede discende che la sostanza netta dei ricorrenti ammonta a Fr. 187'931.-.

                                   9.   Deducendo dalla sostanza lorda di Fr. 187'931.- (cfr. consid. 6) la franchigia per coniugi di Fr. 60'000.-, si ha una sostanza computabile di Fr. 127'931.che, in virtù dell'art. 11 cpv. 1 lett. c LPC, deve essere conteggiata nel calcolo delle PC in ragione di un decimo e quindi nella misura di Fr. 12'793.-.

Questo importo va dunque ad aggiungersi agli altri elementi dei redditi computabili, ossia i proventi della sostanza mobile e immobile (art. 11 cpv. 1 lett. b LPC) quale il valore locativo della proprietà immobiliare all'estero, e le rendite, tanto quelle svizzere quanto quelle estere (art. 11 cpv. 1 lett. d LPC).

Di conseguenza, i redditi computabili degli assicurati aumentano (Fr. 48'488.-) e, di pari passo, diminuisce la quota delle spese riconosciute che li supera (Fr. 8'123.-), come prevede l'art. 9 cpv. 1 LPC che stabilisce il diritto alla prestazione complementare.

Ad ogni modo, tale peggioramento della situazione è ininfluente sul diritto degli assicurati, poiché comunque essi continuano ad avere diritto al pagamento del premio della Cassa malati da parte della Cassa di compensazione.

Pertanto, sulla scorta delle considerazioni che precedono e tenuto conto che il TCA può, in linea di principio, riformare una decisione a svantaggio del ricorrente dopo avergli dato la possibilità di prendere posizione in merito e averlo reso attento sulla possibilità di ritirare il ricorso (art. 61 lett. d LPGA; art. 20 cpv. 2 LPTCA; DTF 122 V 166; Kieser, ATSG-Kommentar, Zurigo 2003, ad art. 61, n. 7 segg.), nell'evenienza concreta, considerate tutte le circostanze del caso, si rinuncia a effettuare una reformatio in pejus, visto che comunque si tratta unicamente di una facoltà data all'autorità giudicante (STFA U 192/02 del 23 giugno 2003; STFA H 313/01 del 17 giugno 2003; STFA C 119/02 del 2 giugno 2003; STFA U 334/02 del 22 aprile 2003; DTF 119 V 249; STCA 33.2013.7 del 17 febbraio 2014; STCA 33.2010.23 del 30 marzo 2011; STCA 33.2010.15 del 13 gennaio 2011; STCA 33.2010.14 del 23 novembre 2010; STCA 33.2008.6 del 4 marzo 2009; STCA 33.2008.3 del 23 aprile 2008; STCA 30.2007.32 del 23 novembre 2007; STCA 36.2007.69 del 16 agosto 2007).

Stando così le cose, non occorre esaminare le altre censure formulate dai ricorrenti.

Va comunque brevemente osservato che la tesi ricorsuale secondo cui il computo di un decimo della sostanza computabile debba essere eliminato poiché già si tiene conto nei redditi computabili del valore locativo, non può essere seguita, avendo queste due voci una diversa natura, un fondamento differente e uno scopo pure diverso l'una con l'altra. Pertanto, si deve considerare nei redditi computabili tanto il valore locativo della sostanza all'estero quanto la quota di sostanza computabile.

                                10.   Con il ricorso gli assicurati hanno chiesto di essere posti al beneficio dell'assistenza giudiziaria facendo valere la loro indigenza siccome al beneficio delle prestazioni complementari limitate al pagamento del premio di Cassa malati (doc. I).

Di principio, anche se un assicurato è soccombente, può essere posto al beneficio dell'assistenza giudiziaria sempre che adempia alle relative condizioni (DTF 124 V 301 consid. 6).

L'art. 28 cpv. 2 Lptca stabilisce che la disciplina della difesa d'ufficio e del gratuito patrocinio è retta dalla Legge sull'assistenza giudiziaria e sul patrocinio d'ufficio (LAG).

L'art. 2 LAG definisce il principio secondo cui l'assistenza giudiziaria garantisce a chi non dispone dei mezzi per assumersi gli oneri della procedura o le spese di patrocinio la possibilità di tutelare i suoi diritti davanti alle autorità giudiziarie e amministrative.

L'estensione di questo diritto è regolato dall'art. 3 LAG, che prevede che:

" 1 L'assistenza giudiziaria si estende:

- all'esenzione dagli anticipi e dalle cauzioni;

- all'esenzione dalle tasse e spese processuali;

- all'ammissione al gratuito patrocinio.

2 L'assistenza giudiziaria è concessa, su istanza, integralmente o in parte; se ne sono dati i presupposti, l'autorità è tenuta ad accordarla in modo parziale.

3 Essa è esclusa se la procedura non presenta possibilità di esito favorevole per l'istante.".

I presupposti (cumulativi) per la concessione dell'assistenza giudiziaria sono in principio dati se l'istante si trova nel bisogno, se l'intervento dell'avvocato è necessario o perlomeno indicato e se il processo non è palesemente privo di esito positivo (DTF 125 V 202 consid. 4a, 372 consid. 5b e riferimenti).

I criteri posti nella legge cantonale sono quindi identici a quelli fissati dalla giurisprudenza federale elaborata interpretando le norme di diritto federale relative alle assicurazioni sociali (cfr. art. 85 cpv. 2 lett. f vLAVS; DTF 125 V 202; STFA I 396/99 del 28 novembre 2000).

Come ha ribadito il Tribunale federale (STF 8C_790/2010 del 15 febbraio 2011, consid. 9), una parte è indigente quando non è in grado di assumere le spese del processo senza intaccare i mezzi necessari al suo sostentamento personale e a quello della famiglia (DTF 135 I 221 consid. 5.1 pag. 223 seg.; 128 I 225 consid. 2.5.1 pag. 232; 127 I 202 consid. 3b pag. 205). Per accertarne lo stato di bisogno va preso in considerazione l'insieme della sua situazione finanziaria. Vanno quindi considerati gli elementi di reddito - come pure quelli della sostanza (DTF 124 I 97 consid. 3b pag. 98 con riferimenti) - di entrambi i coniugi (DTF 119 Ia 11 consid. 3a pag. 12; 115 Ia 193 consid. 3a pag. 195; 108 Ia 9 consid. 3 pag. 10; cfr. pure sentenza 8C_446/2009 del 7 gennaio 2010 consid. 7).

L'obbligo dello Stato di accordare l'assistenza giudiziaria è in effetti sussidiario all'obbligo di mantenimento dei coniugi derivante dal diritto di famiglia (DTF 119 Ia 12 consid. 3a; STF I 129/06 dell'8 maggio 2006, consid. 3.2; STF I 491/02 del 10 febbraio 2003, consid. 3.2.1; STF U 278/00 del 5 marzo 2001, consid. 4). Non entrano invece in linea di conto le risorse finanziarie di parenti cui l'interessato potrebbe far capo a norma dell'art. 328 e 329 CCS (Cocchi/Trezzini, op. cit., n. 20 ad art. 155, pag. 479 e giurisprudenza ivi citata).

Si può invece pretendere dal proprietario di un fondo che accenda un credito sulla sua proprietà immobiliare, fintanto che la stessa può ancora essere gravata (STF H 176/06 del 16 gennaio 2007, consid. 4.2; STF I 617/06 del 12 gennaio 2007, consid. 7.2; STF U 356/02 del 7 luglio 2003, consid. 3.2, con riferimento alla DTF 119 Ia 12 consid. 5 e al consid. 7 non pubblicato della SVR 2002 EL Nr. 9; STF U 29/01 del 4 luglio 2001, consid. 1b).

Nella commisurazione della capacità patrimoniale del richiedente va considerata anche l'eventuale sostanza e non unicamente i redditi conseguiti (STF U 29/01 del 4 luglio 2001, consid. 1b; SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 7a). La sostanza deve tuttavia essere disponibile al momento della litispendenza del processo o per lo meno a partire dal momento in cui è presentata l'istanza e non solo alla fine della procedura (DTF 119 Ia 12 consid. 5; DTF 118 Ia 369; STF I 713/01 del 22 aprile 2002, consid. 2c; STF H 41/01 del 26 aprile 2001, consid. 4c).

Dal punto di vista temporale, il presupposto del bisogno dell'istante deve essere determinato al momento in cui si statuisce sulla richiesta di assistenza giudiziaria (SVR 1998 UV Nr. 11 consid. 4a; DTF 108 V 265), in particolare quando il lasso di tempo trascorso tra domanda e decisione è importante (cfr. anche Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 155, pag. 485, n. 39. In senso contrario, cfr. DTF 108 Ia 108; DTF 120 Ia 179 consid. 3a; RDAT 1998-II n. 36; per un commento cfr. Cocchi/Trezzini, op. cit., pag. 485-486, nn. 39, 40 e 41 con relative note).

Il limite per ammettere uno stato di bisogno ai sensi delle disposizioni sull'assistenza giudiziaria è superiore al minimo di esistenza determinato ai fini del diritto esecutivo (SVR 1998 IV Nr. 13 consid. 7b, consid. 7c). All'importo base LEF va applicato un supplemento variante fra il 15% e il 25% (STFA del 20 settembre 2004, U 102/04). L'indigenza processuale è data ove il richiedente non disponga di più mezzi di quelli necessari per il mantenimento normale e modesto della famiglia (RAMI 1996 pag. 209 consid. 2; STFA non pubbl. del 2 settembre 1994 nella causa H., pag. 3). In una sentenza pubblicata in DTF 124 I 1, il TF ha precisato che una richiesta di assistenza giudiziaria non può essere respinta unicamente sostenendo che l'istante non è indigente, in quanto può permettersi i costi e la manutenzione di un'automobile. Secondo l'Alta Corte, il richiedente deve piuttosto - indipendentemente dal modo in cui utilizza le sue risorse finanziarie - essere considerato indigente, se in base alla sua situazione finanziaria non è in grado di sopperire al suo minimo esistenziale; in questo calcolo non devono essere naturalmente computate le spese non inerenti al suo fabbisogno esistenziale.

L'attestato municipale sullo stato di indigenza ha per il Giudice soltanto valore indicativo (Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 156, n. 10 pag. 490).

Nel caso concreto, dalla documentazione agli atti risulta che al 31 dicembre 2016 i ricorrenti disponevano di titoli e capitali nella misura di Fr. 39'882 (doc. IV/7) e al 31 dicembre 2017 di Fr. 31'967.- (docc. IV/3-5).

Oltre alla sostanza mobile, gli assicurati dispongono di una sostanza immobile all'estero che fiscalmente è stata fissata in  Fr. 63'900.- e il cui valore venale è stato stabilito, come visto, in oltre Fr. 150'000.-.

Così stando le cose, anche ipotizzando che gli averi in deposito siano diminuiti ritenuto come dal 1° gennaio 2018 gli assicurati abbiano diritto al solo pagamento del premio di Cassa malati e non più anche a una prestazione in contanti - circostanza comunque non sollevata né tanto meno comprovata dagli insorgenti, considerato che secondo la giurisprudenza si può pretendere dai ricorrenti che accendano un'ipoteca sulla loro proprietà immobiliare e che utilizzino il credito ottenuto per fare fronte, anche ratealmente, agli onorari del patrocinatore, il requisito dell'indigenza non è dunque dato.

Quanto al requisito della probabilità di esito favorevole, esso difetta quando le possibilità di vincere la causa sono così esigue che una persona di condizione agiata, dopo ragionevole riflessione, rinuncerebbe ad avviare una causa o a continuarla in considerazione delle spese cui si esporrebbe (STF I 562/05 del 12 febbraio 2007; DTF 129 I 135, consid. 2.3.1, DTF 128 I 236 consid. 2.5.3; DTF 125 II 275, consid. 4b; DTF 119 Ia 251; Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 492, n. 1).

A tal proposito, si osserva che per valutare la probabilità di esito favorevole non si deve adottare un criterio particolarmente severo: è infatti sufficiente che, di primo acchito, il gravame non presenti notevolmente meno possibilità di essere ammesso che di essere respinto, ovvero che non si debba ammettere che un ricorrente ragionevole non lo avrebbe finanziato con i propri mezzi (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304, consid. 2c). Inoltre, quando le prospettive di successo ed i rischi di perdere il processo si eguagliano o le prime sono soltanto leggermente inferiori rispetto ai secondi, le domande non possono essere considerate senza esito favorevole (DTF 125 II 275; DTF 124 I 304 consid. 2c; DTF 122 I 267 consid. 2b; Cocchi/Trezzini, op. cit., ad art. 157, pag. 491, nota 591).

In specie, alla luce delle considerazioni esposte, il ricorso era sin dall'inizio sprovvisto di esito favorevole.

Infatti, la consolidata giurisprudenza sulla necessità che un debito sia comprovato con certezza per potere essere deducibile dalla sostanza lorda di un beneficiario delle prestazioni complementari doveva portare gli insorgenti a capire che fintanto che la situazione relativa all'ordine di restituzione non viene chiarita non è possibile procedere detraendo degli importi che, fino a quel momento, non sono nient'altro che dei debiti meramente ipotetici e che quindi non possono essere posti in deduzione della sostanza lorda.

Facendo quindi difetto due dei tre presupposti cumulativi necessari per ottenere l'assistenza giudiziaria, non occorre verificare oltre l'adempimento dell'altra condizione.

L'istanza di assistenza giudiziaria deve essere così respinta.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso è respinto.

                                   2.   L'istanza di assistenza giudiziaria è respinta.

                                   3.   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.

                                   4.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il giudice delegato                                                Il segretario

Ivano Ranzanici                                                   Gianluca Menghetti

33.2018.2 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 14.11.2019 33.2018.2 — Swissrulings