Raccomandata
Incarto n. 30.2004.11 TB
Lugano 7 giugno 2004
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il giudice delegato del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Ivano Ranzanici
con redattrice:
Tanja Balmelli, vicecancelliera
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso dell'11 febbraio 2004 di
RICO1 rappr. da: RAPP1
contro
la decisione del 14 gennaio 2004 emanata da
Cassa CON1
in materia di contributi AVS
ritenuto, in fatto
1.1. A seguito del controllo del conteggio dei salari (ex art. 162 segg. OAVS) relativo al periodo 1° luglio 1998-31 dicembre 2002 avvenuto il 18 novembre 2003 presso RICO1 azienda con sede in affiliata come datrice di lavoro, un ispettore della Cassa __________ di __________ ha effettuato delle riprese per complessivi Fr. 182'806.- (doc. 3).
1.2. Ritenendo tale importo come provento da attività lucrativa svolta in modo dipendente da __________ (purtroppo mancato il
__________) e come spese non giustificate rimborsate a __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, mediante tassazione d'ufficio del 25 novembre 2003 (doc. 3) la Cassa di compensazione ha fissato in Fr. 32'105,70 i contributi paritetici AVS/AI/IPG/AD e AF dovuti da RICO1 per gli anni 1998, 1999, 2000, 2001 e 2002.
In pari data, la Cassa di compensazione ha intimato ad ogni lavoratore una decisione con cui ha fissato i contributi da esso dovuti (docc. 4-11).
1.3. Contro l'opposizione formulata il 5 gennaio 2004 (doc. 1) da RICO1 l'Amministrazione ha emanato il 14 gennaio 2004 (doc. A) una decisione su opposizione con cui ha rigettato l'opposizione della società. Dopo aver diffusamente esposto le norme e la giurisprudenza applicabili, la Cassa ha così concluso:
" (…)
2.4. In proposito, la Cassa tiene dapprima a sottolineare che al signor __________, amministratore unico della RICO1 è stata rifiutata, in data 11 marzo 2002, con comunicazione pure alla RICO1 l'affiliazione come indipendente.
(…)
2.6. A questo proposito, la Cassa tiene a sottolineare che il signor __________ non si assume nessun rischio economico, in quanto l'azione commerciale da lui svolta lo è in nome e per conto del datore di lavoro, RICO1.
2.7. Inoltre, il signor __________ non sopporta nessun rischio d'incasso, non occupa personale, non si assume le perdite e non ha effettuato investimenti particolari.
2.8. La RICO1 ha pure rifuso le spese di trasferta e rappresentanza al signor __________, come si può facilmente evincere dalla contabilità della stessa società.
(…)
2.11. Nel caso in esame, la Cassa ricorda che le indennità spese forfetarie mensili versate ai vari dipendenti non sono state giustificate né in sede di revisione né in sede di opposizione (RCC 1960 pag. 34).
Oltretutto non va disatteso che le rifusioni forfetarie sono state versate ai dipendenti anche nel periodo in cui sono stati assenti per malattia o infortunio (vedi per esempio caso __________).
Inoltre, la Cassa tiene a sottolineare che il TCA ha ancora recentemente confermato in numerose sentenze inedite una ripresa di rimborsi spese forfetari per spese di trasferta e di rappresentanza non giustificate. (…)"
1.4. Contro la decisione su opposizione della Cassa, l'11 febbraio 2004 (doc. I) RICO1 rappresentata dallo RAPP1 ha formulato ricorso chiedendo di annullare la decisione su opposizione della Cassa.
" (…)
A) nel merito della ripresa degli importi versati dalla RICO1 al signor __________ ritenuti salario soggetto a contribuzione:
(…)
Nel caso di specie, l'attività svolta dal signor __________ per conto di RICO1 era, in massima parte, estranea ed autonoma rispetto a quella tipica dell'amministratore organo di società e dedicata, fondamentalmente, alla prestazione professionale di consulenza, completamente libera e senza vincolo di subordinazione alcuno. A riprova della reale consistenza e natura dell'attività espletata in quegli anni si chiede l'audizione e l'assunzione formale della testimonianza del signor __________, , che l'Istituto delle Assicurazioni sociali ha ritenuto di non dovere sentire formalmente impedendo in questo modo che delle sue dichiarazioni venisse steso verbale e venisse congruamente valutata l'opportunità di acquisire gli ulteriori elementi di prova da lui indicati, in particolare che l'attività professionale del signor __________ il quale, sia pure senza assumere personale proprio dipendente, operava facendosi carico del relativo rischio economico (infatti, i suoi compensi dipendevano dagli incarichi professionali conferiti e dal suo investimento personale di tempo e lavoro, senza che fosse prevista remunerazione fissa alcuna ed operando sotto la propria responsabilità di professionista), ebbene tale attività comunque sarebbe stata esercitata a prescindere dalla sua investitura quale amministratore della stessa società. Si allegano le sei note professionali emesse dal __________ e concernenti appunto la sua attività di consulenza. In definitiva, visti gli importi e considerata la tariffa vigente per le prestazioni erogate dal __________, le indennità per amministrazione soggette ai contributi AVS devono quantificarsi al massimo in Fr. 2'000.- (duemila) all'anno. La restante parte degli importi versati dalla RICO1 sono compensi professionali esenti.
B)nel merito della ripresa dei rimborsi forfetari per spese versati dalla RICO1 ai signori __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________, ritenuti integrazione di salario soggetta a contribuzione:
(…)
Nel caso di specie, i rimborsi sono stati effettuati forfetariamente; l'onere della prova della corrispondenza della spesa effettivamente sostenuta dal salariato agli importi rimborsati anticipatamente dalla RICO1 grava sul datore di lavoro. Si ripete che le spese rimborsate e deducibili sono principalmente quelle di spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle aziende, cui temporaneamente erano messi a disposizione. Si allegano, a titolo di esempio, alcune prove documentali dell'effettiva messa a disposizione dei dipendenti RICO1, le quali sono ritenute sufficientemente specifiche e concrete ai fini della dimostrazione della circostanza. Infatti a torto l'Istituto delle assicurazione sociali le ritiene poco specifiche e convincenti. In verità si evince nettamente che i dipendenti, vista la loro messa a disposizione dei terzi, dovevano spostarsi dalla loro naturale sede di lavoro verso la sede di questi ultimi. Evidentemente la relativa spesa è rimborsabile dal datore di lavoro con conseguente detrazione ai fini dei contributi sociali. (…)"
1.5. Il 16 febbraio 2004 (doc. III) la Cassa CON1 ha emanato la risposta di causa che riprende il contenuto della decisione su opposizione più sopra riportata (cfr. consid. 1.3.), aggiungendo che
" (…) la RICO1 ha di fatto svolto una funzione paragonabile ad un'agenzia di collocamento temporale di personale, prestando i suoi dipendenti ad altre società per periodi prolungati, come si evince dalla documentazione prodotta in sede di ricorso (del resto già analizzata dalla Cassa in sede di opposizione).
Di conseguenza il personale RICO1 si è recato sul nuovo posto di lavoro, partendo dal proprio domicilio e non dalla sede della ditta.
In virtù dell'art. 9 cpv. 2 OAVS e marginale 3004 e 3004.1 DSD, l'indennizzo regolare del viaggio dal domicilio al luogo di lavoro abituale non è rimborsabile (vedi anche STFA inedita 11 gennaio 2002 nella causa D. SA, consid. 2.2 – pag. 7 e 2.11 – pag. 21). (…)"
1.6. Invitata a produrre nuovi mezzi di prova (doc. IV), la ricorrente è rimasta silente.
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 21 luglio 2003 nella causa N., I 707/00; STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).
2.2. Con l'entrata in vigore il 1° gennaio 2003 della Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA) del 6 ottobre 2000, sono state apportate diverse modifiche di carattere formale alla LAVS.
Tuttavia, dal profilo del diritto materiale si applicano le disposizioni in vigore in precedenza, poiché da un punto di vista temporale sono di principio determinanti le norme (sostanziali) in vigore al momento in cui si realizza la fattispecie che esplica degli effetti (DTF 127 V 467 consid. 1) ed il Tribunale federale delle assicurazioni, ai fini dell'esame di una vertenza, si fonda di regola sui fatti che si sono realizzati fino al momento dell'emanazione della decisione amministrativa contestata (STFA del 1° luglio 2003 nella causa G.C-N, consid. 1.2., H 29/02; DTF 121 V 366 consid. 1b). Il giudice delle assicurazioni sociali non tiene quindi conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo in lite (STFA del 16 dicembre 2003 nella causa O.C., K 140/01; STFA del 16 giugno 2003 nella causa R.C.G., C 130/02; STFA del 7 marzo 2003 nella causa L. e G.G., H 305/01; STFA del 29 gennaio 2003 nella causa M.D.L., U 129/02, consid. 1.3, pag. 3).
In concreto, portando le decisioni impugnate sulla fissazione di contributi sociali dovuti per gli anni 1998-2002, ogni riferimento alle norme applicabili va inteso nel loro tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002.
Nel merito
2.3. Questo Tribunale è innanzitutto chiamato a decidere se gli importi versati dalla ditta RICO1 all'assicurato __________ nel 1998 (Fr. 28'173.-), nell'anno 1999 (Fr. 40'000.-), nel 2000 (Fr. 31'600.-) e nell'anno 2001 (Fr. 36'000.-) debbano essere considerati salario derivante da un'attività dipendente oppure se gli stessi vadano ritenuti quale provento di un’attività indipendente.
Da ciò dipende infatti la classificazione di RICO1 quale datrice di lavoro del precitato assicurato.
Se la società in questione verrà considerata datrice di lavoro bisognerà quindi riprendere a titolo di salario gli importi versati a __________, sui quali essa dovrà poi pagare i relativi contributi paritetici.
2.4. A norma dell'art. 4 LAVS i contributi sono prelevati sia dal reddito di un'attività salariata, sia dal reddito di un'attività lucrativa indipendente.
Secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS il salario determinante comprende qualsiasi retribuzione del lavoro a dipendenza d'altri per un tempo determinato o indeterminato.
Per l'art. 9 cpv. 1 LAVS il reddito proveniente da un'attività lucrativa indipendente comprende qualsiasi reddito che non sia mercede a dipendenza d'altri.
Per quanto concerne la qualifica dell'attività esercitata da un assicurato, il Tribunale federale delle assicurazioni ha precisato che gli accordi, le dichiarazioni delle parti, la natura dal profilo del diritto civile del contratto vincolante un assicurato a un datore di lavoro non costituiscono, in materia di AVS, elementi decisivi per stabilire se una persona eserciti un'attività lucrativa a titolo dipendente o indipendente.
In particolare, insolite costruzioni di diritto civile che devono servire a motivare un certo statuto di contribuzione qui non hanno alcun valore (RCC 1986 pag. 650).
Di principio si deve ammettere un'attività dipendente secondo l'art. 5 LAVS, quando una delle parti, rispetto all'altra, è subordinata per quanto concerne l'impiego del tempo o l'organizzazione del lavoro. Un altro indizio può essere dato da un rapporto di dipendenza economica oppure dal fatto che l'assicurato non sopporti il rischio economico a carico del datore di lavoro, il quale dirige la sua impresa e ne assume la responsabilità.
Questi principi non comportano comunque, da soli, soluzioni uniformi. Le manifestazioni della vita economica infatti possono assumere forme diverse e impreviste, così che è necessario lasciare alla prassi delle Autorità amministrative e alla prudenza dei Giudici il compito di stabilire in ogni caso particolare se ci si trovi di fronte ad attività indipendente. La decisione sarà determinata generalmente dalla priorità di certi elementi, quali il rapporto di subordinazione o il rischio sopportato rispetto ad altri che militano in favore di soluzioni diverse (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; DTF 123 V 162 consid. 1, DTF 122 V 171 consid. 3a, pag. 172 consid. 3c e pag. 283 consid. 2a; DTF 119 V 161 consid. 2 e la giurisprudenza ivi citata). Per poter decidere si dovrà vedere quali sono gli elementi predominanti nel caso concreto (STFA del 18 settembre 2000 nella causa F.M., H 59/00).
2.5. Secondo la giurisprudenza del TFA (ricapitolata in DTF 122 V 169 e DTF 122 V 284 consid. 2b) i criteri caratteristici di una attività indipendente sono ad esempio: investimenti di una certa importanza fatti dall’assicurato, utilizzo di locali propri e impiego di personale proprio (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b). Il rischio economico imprenditoriale sussiste quando, indipendentemente dal risultato dell’attività, le spese generali incorse sono sopportate dall’assicurato (RCC 1986 pag. 331 consid. 2d, RCC 1986 pag. 120 consid. 2b). Un altro indizio di un’attività lucrativa indipendente è l’esercizio, a nome proprio e per proprio conto, contemporaneo di diverse attività per altrettante società, senza che vi sia un rapporto di dipendenza con le stesse (RCC 1982 pag. 176). A riguardo, non è la possibilità giuridica di accettare dei lavori di diversi mandanti che è determinante, ma la situazione effettiva di ogni singolo mandato (RCC 1982 pag. 208).
Si è in presenza di un’attività dipendente quando le caratteristiche di un contratto di lavoro sono adempiute, vale a dire quando l’assicurato fornisce un lavoro entro un termine prestabilito, è economicamente dipendente dal “datore di lavoro” e, durante l’attività svolta, è integrato nell’azienda di quest’ultimo, e non può praticamente esercitare un’altra attività lucrativa (REHBINDER, Schweizerisches Arbeitsrecht, 12a edizione, pag. 34 segg.; VISCHER, Der Arbeitsvertrag, SPR VII/1, pag. 306 citati in: Pratique VSI 1996 pag. 258 consid. 3c). Costituiscono indizi in questo senso l’esistenza di un piano di lavoro, la necessità di stilare un rapporto sul lavoro eseguito, come la dipendenza dalle infrastrutture sul luogo del lavoro (RCC 1982 pag. 176). Il rischio economico dell’assicurato, in questo caso, risiede nella dipendenza (esclusiva) dal risultato del lavoro personale (RCC 1986 pag. 126 consid. 2b; RCC 1986 pag. 347 consid. 2d) o, in caso di attività regolare, nel fatto che nell'eventualità di una cessazione di questo rapporto di lavoro, egli si trovi in una situazione simile a quella di un salariato che perde il suo impiego (DTF 119 V 163 = Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3b).
Il Tribunale federale delle assicurazioni ha inoltre precisato che la comunicazione fiscale è vincolante per l'amministrazione e per il Giudice delle assicurazioni sociali solo per quanto attiene alla determinazione degli importi. Le questioni relative alla qualificazione giuridica costituiscono un'eccezione a questa disposizione (STCA del 19 giugno 2000 nella causa A.G.; Pratique VSI 1993 pag. 242 segg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants (LAVS), pag. 313, n. 149 ad art. 9 LAVS).
In una sentenza pubblicata in Pratique VSI 2001 pag. 55, a pagina 63 il TFA ha precisato:
" (…) Il est vrai que, selon la jurisprudence, la qualification fiscale du revenu ne constitue qu'un indice, d'une certaine importance certes, qui doit être apprécié en fonction de l'ensemble des conditions économiques (ATF 122 V 289 = VSI 1997 p. 105 consid. 5d et les références citées). Une harmonisation de l'application du droit commande toutefois, notamment dans les cas douteux, de ne pas s'écarter sans nécessité de l'appreciation fiscale. (…)"
2.6. Il TFA ha pure stabilito che la qualificazione dell'assicurato come dipendente o indipendente non dipende dal fatto puramente formale della sua affiliazione avvenuta d'ufficio o su richiesta personale dell'interessato in una o nell'altra categoria. L'affiliazione di un assicurato, anche se formalmente confermata dalla Cassa di compensazione, come tale non lo qualifica definitivamente, in quanto lo scopo principale dell'affiliazione è quello di assicurare la persona che esercita un'attività lucrativa e non di qualificarne lo stato professionale definitivamente.
Solo la natura di tale attività, considerata nell'ambito dei rapporti economici e di lavoro, è determinante ai fini della qualificazione. Non può quindi essere escluso a priori che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente, eserciti un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa A.B; Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Per questi motivi un assicurato può essere qualificato simultaneamente come salariato per un lavoro e indipendente per un altro lavoro. In questi casi per ogni reddito bisogna esaminare se proviene da un’attività dipendente o meno (Pratique VSI 1995 pag. 145 consid. 5a; DTF 104 V 127).
2.7. Giusta l'art. 12 cpv. 1 LAVS è considerato datore di lavoro chiunque paghi, a persone obbligatoriamente assicurate, una retribuzione giusta l'art. 5 capoverso 2 LAVS. Sono tenuti al pagamento dei contributi tutti i datori di lavoro che hanno uno stabilimento d'impresa in Svizzera o che, nella loro economia domestica, impiegano personale di servizio obbligatoriamente assicurato (cpv. 2). E' riservata l'esenzione dall'obbligo di pagare i contributi in virtù di convenzioni internazionali o di consuetudini stabilite dal diritto delle genti (cpv. 3).
Il datore di lavoro è la persona per la quale il salariato esegue un lavoro, su retribuzione, in una situazione dipendente e per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sulla riscossione dei contributi (DRC), N. 1001). In generale il datore di lavoro è la persona che paga il salario determinante al salariato (art. 12 cpv. 1 LAVS). Si considera salario determinante secondo l'art. 5 cpv. 2 LAVS qualsiasi retribuzione di un lavoro dipendente fornito per un tempo determinato o indeterminato (Direttive UFAS sul salario determinante (DSD), N. 1001).
La LAVS presume che la persona che paga dei salari è un datore di lavoro (GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 364, n. 4 ad art. 12 LAVS).
2.8. Nel caso in esame, il 25 novembre 2003 la Cassa ha tassato d'ufficio RICO1 relativamente ai versamenti effettuati in favore di alcuni suoi dipendenti.
D'un lato, l'Amministrazione ha affermato che detta società ha occupato __________ durante il periodo 1998-2001 come dipendente.
A mente della Cassa di compensazione, sui salari corrisposti al summenzionato collaboratore la società ricorrente deve di conseguenza pagare i contributi sociali.
La ditta sostiene invece di non poter essere affiliata quale datrice di lavoro del predetto assicurato, poiché non vi sarebbe alcun rapporto di dipendenza fra di essi.
D'altro lato, la ricorrente ha rimborsato forfetariamente a sette dipendenti le spese da essi sopportate a titolo di trasferta. Giusta la Cassa, tali spese vanno riprese come salario determinante poiché non sono state sufficientemente giustificate.
Va preliminarmente rammentato che, di principio, la Cassa ha rettamente proceduto emanando la tassazione d'ufficio del 25 novembre 2003 nei confronti della società ricorrente. Infatti, l'Amministrazione è tenuta ad emettere una tassazione d'ufficio quando il datore di lavoro non ha versato i contributi o se non ne ha versati sufficientemente, vale a dire se non ha né fornito il conteggio dei contributi né pagato i contributi (N. 5037 DRC nel tenore applicabile al caso di specie). Essa, agendo in conformità all'art. 38 OAVS, ha dunque rispettato le norme applicabili alla fattispecie.
2.9. Nel proprio ricorso dell'11 febbraio 2004 RICO1 sostiene di non poter essere qualificata quale datrice di lavoro di __________. A suo dire, quest'ultimo sarebbe stato prettamente un suo consulente professionale e tale attività sarebbe stata diversa da quella esercitata in qualità di suo amministratore delegato. Egli sarebbe infatti stato totalmente libero nell'attività di consulente, non avendo alcun vincolo di subordinazione. L'assicurato, pure, avrebbe sopportato da solo tutti i rischi economici attivando così la propria responsabilità di professionista, poiché i suoi compensi dipendevano dagli incarichi professionali ricevuti e dal personale investimento di tempo e lavoro, senza che tuttavia fosse prevista alcuna remunerazione fissa. Il patrocinatore della ditta ricorrente sostiene che __________ avrebbe ugualmente esercitato la sua attività di consulente a prescindere dalla funzione di amministratore in seno alla stessa.
L'insorgente ha da ultimo chiesto che le indennità versate al collaboratore per l'esigua attività d'amministrazione espletata vengano quantificate al massimo in Fr. 2'000.- all'anno, mentre la differenza sia considerata come compensi professionali che non costituiscono salario determinante.
L'Amministrazione, dal canto suo, ha evidenziato che l'assicurato agiva in nome e per conto della società ricorrente, per cui non si assumeva alcun rischio particolare, quale un rischio d'incasso, né tanto meno un rischio economico visto che non ha dovuto effettuare degli importanti investimenti per espletare la sua attività nei confronti dell'insorgente. Inoltre, non aveva alle sue dipendenze alcun collaboratore.
2.10. Dai documenti agli atti, in particolare dalle dichiarazioni fiscali 1999/2000, 2001/2002 e 2003A di __________ (doc. VIII) acquisiti da questo Tribunale pendente causa come pure dalle fatture dei lavori svolti dal medesimo assicurato per conto della ricorrente (doc. B), emerge chiaramente che l'attività di consulente esercitata per la ditta RICO1 negli anni 1998-2001 era di tipo dipendente.
Il fatto che __________, oltre all'attività svolta per la ricorrente, abbia pure assunto altri mandati da altri committenti non è decisiva.
Come detto, infatti, ogni singolo rapporto lavorativo deve essere esaminato distintamente ed indipendentemente dagli altri. Va rammentato che un assicurato può essere qualificato quale dipendente per un'attività ed indipendente per un'altra e può pure trovarsi simultaneamente in condizione d'indipendente e di dipendente nei confronti della stessa persona (DTF 105 V 113 e consid. 2.6.).
Dagli atti in possesso di questo Tribunale non risulta che l'insorgente abbia impedito al suo collaboratore di esercitare più mandati con l'imposizione di un divieto di fare concorrenza. Tuttavia, dalle tavole processuali emerge che __________ ha praticamente deciso di svolgere le proprie funzioni – in modo preponderante - per un unico committente identificato nella ditta ricorrente. Gli incarichi ricevuti da altra clientela influiscono infatti soltanto in modo contenuto sui suoi introiti lordi conseguiti durante il periodo 1998-2000.
Infatti, nei mesi da giugno 1998 a dicembre 1998 l'assicurato ha registrato un fatturato pari a Fr. 28'173,50 nei confronti della sola RICO1 (doc. B), a fronte di un ammontare di Fr. 14'853.- fatturato a terzi quello stesso anno (doc. VIII: incarto fiscale biennio 1999/2000).
Nel 1999, per prestazioni di consulenza il 31 dicembre 1999 il collaboratore ha inviato alla ricorrente una nota professionale di Fr. 40'000.- (doc. B), mentre in pari data l'ammontare fatturato a terzi era di Fr. 12'000.-.
V'è dunque stata una preponderanza d'attività a favore della ditta ricorrente, ciò che, a causa del tempo dedicato a quest'ultima, qualifica il rapporto che __________ aveva con la stessa come di dipendenza.
Per l'anno 2000, oltre ad una fattura di Fr. 21'600.- per il primo semestre, il collaboratore ha inviato all'insorgente una seconda nota di Fr. 12'000.- per prestazioni di consulenza svolte nella seconda parte dell'anno (doc. B). L'assicurato ha quindi fatturato a RICO1 complessivi Fr. 33'600.- (la Cassa ha ritenuto un importo di Fr. 31'600.-: doc. 4).
Per consulenze eseguite a favore di altri __________ ha invece presentato una nota di Fr. 7'620.-.
Quanto agli introiti conseguiti dall'assicurato nell'anno 2001, al Tribunale sono state prodotte due note di Fr. 18'000.ciascuna per consulenze prestate semestralmente in favore della società ricorrente (doc. B). L'importo di Fr. 36'000.- costituisce l'unica entrata conseguita personalmente da __________ non avendo egli espletato altre attività per altre persone.
Per quest'anno, quindi, l'insorgente è stata l'unica committente dell'assicurato, ciò che rappresenta un'evidente dipendenza economica dell'uno nei confronti dell'altra.
Stante quanto precede, il TCA osserva dunque che gli onorari fatturati dal collaboratore __________ alla società ricorrente costituiscono la maggior parte della cifra d'affari lorda conseguita durante i primi tre anni oggetto del rapporto di revisione della Cassa e, addirittura, la sua unica entrata per l'anno 2001.
Questo Tribunale rileva inoltre, d'un canto, che la ricorrente non ha contestato i citati importi ripresi dall'Amministrazione. D'altro canto, che la qualifica a livello fiscale è irrilevante nella misura in cui il giudice non è vincolato alle decisioni dell'autorità fiscale, se non per quanto concerne l'ammontare del reddito soggetto a contribuzione. Spetta infatti al giudice delle assicurazioni sociali, sulla base degli elementi a sua disposizione, stabilire in tutta indipendenza la qualifica dell'attività svolta da ogni singolo assicurato.
Alla luce di quanto appena esposto, questa Corte ritiene che la dipendenza economica dell'assicurato __________ nei confronti della ricorrente sia evidente.
I compensi lordi percepiti dal collaboratore nel periodo in esame prevalgono nettamente sugli onorari incassati per i lavori eseguiti per conto di altre persone. Le summenzionate cifre sottolineano conseguentemente che la collaborazione con la ditta ricorrente era a tal punto intensa da costituire sicuramente la primaria fonte di sostegno personale di __________.
Il Tribunale osserva che anche dal profilo dell'impiego del tempo si concretizza quindi un rapporto di subordinazione nei confronti di RICO1 (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00), elemento questo caratteristico di un'attività lucrativa di tipo dipendente.
Gli altri elementi, sollevati dalla ditta ricorrente a comprova della qualifica dell'attività del collaboratore quale indipendente, non sono decisivi per la determinazione dei rapporti nel periodo in oggetto. Importante appare la dipendenza economica esistente nei confronti della sola società insorgente.
L'asserita indipendenza dell'attività espletata dal collaboratore per RICO1 come pure la presunta assunzione del rischio economico non percependo l'interessato dalla medesima una remunerazione fissa, hanno in effetti un'incidenza nettamente inferiore rispetto, in particolare, all'evidente dipendenza economica nei confronti della società insorgente.
Va ribadito, comunque, che un assicurato qualificato dalla Cassa di compensazione come indipendente può esercitare anche un'attività di natura dipendente (STFA del 24 febbraio 1989 nella causa D. SA; STCA del 3 luglio 2001 nella causa N. Sagl - Inc. n. 30.2001.00057; cfr. Pratique VSI 1993 pag. 226 consid. 3c = DTF 119 V 165).
Non va poi dimenticato che l'eventualità che la società ricorrente avrebbe potuto non versare al suo collaboratore gli ammontari da esso fatturati, avrebbe posto quest'ultimo nella medesima posizione di un lavoratore dipendente che non riceve quanto pattuito con il proprio datore di lavoro. Da ciò discende che il rischio economico che l'interessato sopportava era praticamente nullo e di conseguenza non analogo a quello di un imprenditore indipendente (Pratique VSI 1995 pagg. 27 seg.; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., pag. 167 n. 56, ad art. 5 LAVS).
Questo TCA evidenzia ancora che dagli atti risulta che __________ non aveva collaboratori. Ciò fa sì che si possa ritenere, con il grado della verosimiglianza preponderante valido nelle assicurazioni sociali (DTF 129 V 56 consid. 2.4; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; STFA del 15 gennaio 2001 nella causa B., C 49/00, consid. 2c), che egli non abbia corso rischio particolare legato al suo lavoro a favore della società ricorrente.
Per gli anni 1998-2000 si può quindi ritenere che __________ ha fornito la maggioranza delle proprie prestazioni alla società ricorrente, mentre per l'anno 2001 si concretizza addirittura la circostanza dell'attività svolta esclusivamente a favore della ditta RICO1 (STFA del 16 dicembre 2002 nella causa D. SA, H 279/00; GREBER, DUC, SCARTAZZINI, op. cit., ad art. 5 LAVS, pag. 181 n. 110). Tale conclusione non implica comunque che i suoi rapporti con gli altri committenti debbano essere qualificati nel medesimo modo.
2.11. Alla luce di quanto evidenziato, i diversi elementi del caso concreto indicano concordemente ed in modo convincente trattarsi di un rapporto di subordinazione sia dal profilo dell'impiego del tempo, come pure sotto l'aspetto economico. Essi permettono pure di ritenere che __________ non ha dovuto sopportare alcun particolare rischio economico.
Di conseguenza, le argomentazioni a favore di un'attività dipendente sono predominanti rispetto alle ragioni di affiliare il collaboratore come un indipendente.
La qualifica dell'assicurato come dipendente risulta pertanto corretta, per cui i redditi percepiti come consulente vanno considerati salario determinante, su cui il datore di lavoro deve pagare i relativi contributi sociali.
Pertanto, la decisione impugnata va confermata per quanto concerne le riprese effettuate nei confronti di __________.
2.12. Con il proprio ricorso RICO1 ha pure contestato le riprese dei rimborsi spese forfetari concessi ai dipendenti __________ (Fr. 8'246.-), __________ (Fr. 10'800.-), __________ (Fr. 12'600.-), __________ (Fr. 28'000.-), __________ (Fr. 6'500.-), __________ (Fr. 10'375.-) e __________ (Fr. 1'200.-).
In proposito questo Tribunale ricorda che per ottenere il salario determinante del lavoratore ai fini dell'AVS, è necessario dedurre le indennità versate dal datore di lavoro a titolo di risarcimento spese. Queste spese, che incombono al salariato, vengono rimborsate sia separatamente dal datore di lavoro quale risarcimento delle spese (art. 7 OAVS), sia incluse nel salario quali spese generali (art. 9 OAVS).
Secondo l'art. 7 OAVS, il rimborso delle spese sostenute non costituisce salario determinante.
Ai sensi dell’art. 9 cpv. 1 OAVS, sono considerate spese generali quelle cui il datore di lavoro (recte: il salariato) deve far fronte nell’ambito della propria attività.
Non fanno parte di queste spese le indennità periodiche per gli spostamenti del salariato dal luogo di domicilio al luogo di lavoro abituale e per i pasti usuali presi a domicilio o sul luogo di lavoro; queste indennità rientrano di norma nel salario determinante (art. 9 cpv. 2 OAVS).
Infine, l'art. 9 cpv. 3 OAVS dispone che per i salariati che sopportano loro stessi, interamente o parzialmente, le spese generali risultanti dall'esecuzione dei loro lavori, queste spese possono essere dedotte se è provato che raggiungono almeno il 10% del salario versato. La norma non è invece applicabile per le spese che il datore di lavoro rimborsa separatamente dal salario versato. Queste spese devono essere tenute in considerazione anche se sono inferiori al 10% del salario determinante (RCC 1990 pag. 42 consid. 3; RCC 1987 pag. 386 consid. 3b; RCC 1979 pag. 77 consid. 2a; RCC 1978 pag. 557 consid. 2).
La prassi amministrativa considera spese generali rimborsabili le spese di viaggio (viaggio, vitto e alloggio); le spese di rappresentanza e quelle per la clientela; le spese per il materiale e per il vestiario professionale; le spese d'uso di locali di servizio, nella misura in cui essi sono utilizzati per lo svolgimento dell'attività lucrativa; le spese supplementari di viaggio dal domicilio al luogo di lavoro, se questi sono considerevolmente lontani l'uno dall'altro; le spese supplementari per i pasti che il salariato deve consumare fuori dal domicilio a causa della distanza del domicilio dal luogo di lavoro, come pure le spese d'alloggio per il pernottamento fuori casa nonché le spese di formazione e di perfezionamento professionali (tasse d'iscrizione a corsi o ad esami, libri o materiale, ecc.), che sono in stretta relazione con l'attività professionale del salariato (Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall’UFAS, N. 3003; RDAT II-1992 n. 60, pag. 140).
Di principio si deve dedurre l'importo effettivo delle spese generali (RCC 1979 pag. 79, RCC 1982 pag. 354, RCC 1983 pag. 310).
2.13. Conformemente alla costante giurisprudenza del TFA, il datore di lavoro o il salariato devono fornire la prova o per lo meno rendere verosimile che le spese fatte valere siano state effettivamente sostenute (Pratique VSI 1996 pag. 265 consid. 3b; Pratique VSI 1994 pag. 171; RCC 1983 pag. 310, RCC 1979 pag. 79). Difatti il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170). Di conseguenza gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato ed allegando le relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34; STFA dell'11 settembre 1997 nella causa E. SA (H 216/96)). Le prove offerte devono essere concrete e non generiche.
Nei casi in cui è stabilita l'esistenza delle spese generali, ma queste non possono essere comprovate in modo certo a causa di circostanze speciali, la loro valutazione incombe alla Cassa di compensazione, tenuto conto delle spese che il datore di lavoro e/o il salariato rendono verosimili e che sono usuali nella professione considerata (Pratique VSI 1994 pagg. 171-172; STCA del 3 ottobre 1991 nella causa R.C. SA; RCC 1990 pag. 41; RCC 1979 pag. 77; RCC 1955 pag. 101; RDAT II-1992 n. 60 pag. 140; KÄSER, Unterstellung und Beitragswesen in der obligatorischen AHV, 2a edizione, Berna 1996, N. 4.151, pag. 165; vedi pure: RCC 1983 pag. 310 e RCC 1982 pag. 356).
Infine, le deduzioni delle spese ammesse dall'autorità fiscale di principio non vincolano le Casse di compensazione (Pratique VSI 1994 pag. 172 consid. 3b; RCC 1990 pag. 45 consid. 4; RCC 1958 pag. 348).
L'amministrazione non può tuttavia limitarsi a costatare che il contribuente non è riuscito a provare o a rendere verosimile l'esistenza di tali spese. Essa deve piuttosto agire d'ufficio, affinché le necessarie prove siano raccolte, in quanto ciò sia possibile senza eccessive difficoltà (RCC 1990 pag. 42, RCC 1983 pag. 310 consid. 3, RCC 1982 pag. 355, RCC 1979 pag. 79 consid. 2b).
A tale scopo è sufficiente invitare il contribuente ad intraprendere i passi necessari ed a fornire i documenti utili (RCC 1979 pag. 79 consid. 2b; STFA del 1° ottobre 1981 nella causa T. & Co. N.J.).
Se le spese generali non vengono indicate separatamente ed il salariato deve quindi coprire personalmente le spese generali necessariamente legate alla sua professione, il salario determinante deve essere fissato come segue (N. 3007 DSD):
si devono prendere in considerazione le spese generali separatamente per ogni periodo di pagamento del salario;
non è ammessa la deduzione di spese generali inferiori al 10% del versamento globale (art. 9 cpv. 3 OAVS).
Se le spese effettivamente sostenute vengono indicate separatamente di caso in caso, il salario pagato costituisce il salario determinante. La regola del 10% secondo l'art. 9 cpv. 3 OAVS non è applicabile.
Se l'indennità per le spese generali viene versata dal datore di lavoro come indennità forfetaria, questa deve corrispondere almeno globalmente alle spese effettive, deve cioè essere adeguata alla realtà in ogni singolo caso. Ogni decisione in proposito deve basarsi sulla realtà di situazioni concrete (RCC 1990 pag. 41, N. 3011 DSD).
2.14. Come ricordato al considerando precedente, il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente alle spese che sono effettivamente risultate (Pratique VSI 1994 pag. 170) e le stesse devono essere accompagnate dalle relative pezze giustificative (RCC 1960 pag. 34).
Nel caso presente, la ricorrente ha prodotto unicamente delle fatture rilasciate all'indirizzo della ditta ____________________ di __________ (doc. C) che testimoniano che la prima ha messo a disposizione della seconda degli operai per alcuni mesi nel 2001 e nel 2002. A mente dell'insorgente, dette fatture dovrebbero essere ritenute come "(…) sufficientemente specifiche e concrete ai fini della dimostrazione della circostanza." che essa ha effettivamente sostenuto delle spese per "(…) spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle aziende, cui temporaneamente erano messi a disposizione.".
Dal canto suo, la Cassa CON1 ritiene che il tragitto effettuato dagli operai dati in prestito alla __________ rientri sotto l'egida dell'art. 9 cpv. 2 OAVS, ossia debba essere considerato come tragitto dal domicilio al luogo di lavoro abituale e quindi che le relative spese sopportate non siano considerate rimborsabili, ma vadano per contro riprese.
2.15. Questo Tribunale osserva che indipendentemente dalla ragione e natura delle stesse (spese sostenute per trasferte), né al momento della revisione contabile né in sede sia di opposizione che di ricorso a questo TCA e nemmeno durante i dieci giorni di tempo concessi alla ricorrente per produrre nuove prove, la ditta RICO1 ha saputo produrre alcuna pezza giustificativa atta a comprovare l'entità delle spese contestate con il presente ricorso, ossia che le stesse siano state effettivamente sostenute (cfr. consid. 2.13.).
Pertanto, una ripresa salariale per principio s'imponeva per tutte le citate spese.
Al proposito si ricorda che questo Tribunale ha già avuto modo di confermare delle riprese parziali effettuate dalla Cassa di rimborsi forfetari concessi a dei dipendenti, ai quali venivano rifuse le spese effettivamente sostenute (STCA del 21 gennaio 2004 nella causa A. SA, Inc. n. 30.2003.52; STCA del 9 ottobre 2003 nella causa E. SA, Inc. n. 30.2003.48; STCA del 22 settembre 2003 nella causa T.P., Inc. n. 30.2003.50; STCA del 22 luglio 2003 nella causa G.T. SA, Inc. n. 30.2003.21; STCA del 16 giugno 2003 nella causa G.M. SA e L.C., Inc. n. 30.2002.228/
237; STCA del 6 giugno 2003 nella causa S. SA, Inc. n. 30.2002.269; STCA del 24 marzo 2003 nella causa S.Z. & SA S.Z. e Co., Inc. n. 30.2002.176/178; STCA del 20 febbraio 2003 nella causa F. SA & L.B., Inc. n. 20.2002.150/151; STCA del 10 settembre 2002 nella causa T. SA, P.M., N.C., Inc. n. 30.2001.154/160/162; STCA del 18 ottobre 2002 nella causa C. SA, Inc. n. 30.2002.16; STCA del 5 giugno 1996 nella causa E. SA, Inc. n. 30.1995.307, confermata dalla STFA dell'11 settembre 1997 (H 216/96)).
Nella citata sentenza dell'11 settembre 1997, l’Alta Corte ha in particolare ricordato che “(…) il risarcimento per le spese concesso sotto forma d’importi forfetari deve corrispondere complessivamente agli esborsi effettivi, per cui gli interessati sono tenuti a fornire indicazioni precise, producendo un conteggio esaurientemente dettagliato e allegando le relative pezze giustificative” (H 216/96 pag. 3).
Alla luce di quanto sopra esposto occorre quindi valutare se ed in che misura nel caso presente le riprese della Cassa CON1 effettuate nei confronti di __________, __________, __________, __________, __________, __________ e __________ possano essere confermate.
2.16. Secondo questo Tribunale, a nulla vale la motivazione fornita dall'assicurata secondo cui le spese rimborsate sono deducibili poiché sono principalmente quelle di spostamento dei dipendenti dalla loro naturale sede di lavoro alla sede delle aziende cui temporaneamente erano messi a disposizione.
La società insorgente ha infatti unicamente giustificato - a mezzo di sole quattro fatture per quattro diversi mesi, quando l'oggetto in discussione porta su ben cinque anni (1998-2002) - che dei suoi operai hanno lavorato presso __________. Tuttavia, anche in sede di ricorso essa non ha prodotto alcun conteggio e/o pezza giustificativa atti a comprovare i costi effettivi sostenuti dai suoi lavoratori per effettuare le trasferte da una ditta all'altra.
Inoltre, la ricorrente non ha specificato se detti trasferimenti sono avvenuti con veicoli dei dipendenti oppure con mezzi della ditta.
Essa si è limitata a rifondere in modo forfetario ai salariati le spese generali sorte per dette trasferte: infatti, per la maggior parte dei rimborsi si tratta di cifre tonde, ciò che dimostra che essi non avvenivano sulla scorta della presentazione di alcun giustificativo.
Dalle riprese effettuate dalla Cassa si evince pure che gli importi rimborsati ai lavoratori differiscono da uno all'altro. Per __________, per esempio, il rimborso pare essere stato di Fr. 200.- al mese negli anni 1999-2002 (doc. 6); __________ ha percepito un rimborso forfetario di Fr. 800.- al mese dal 2000 al 2002 (doc. 8), __________ ha ricevuto negli anni 2000 e 2001 un mensile di Fr. 500.- (doc. 9) mentre a __________ sono stati versati nel 2002 un forfait di Fr. 100.- al mese (doc. 11).
Ciò che manca, in realtà, sono quindi le prove concrete che i summenzionati assicurati facenti capo alla ricorrente abbiano effettivamente sopportato delle spese. Fanno quindi essenzialmente difetto, nel senso esatto dalla summenzionata giurisprudenza, le fatture relative ad ogni singola spesa. Una giustificazione teorica data dalla società non è pertanto sufficiente. Infatti, per poter ritenere queste spese come non rientranti nel conteggio del salario determinante di ogni salariato, il datore di lavoro deve apportare tutte le necessarie prove e produrre tutti i giustificativi attestanti dette spese nell'espleta-mento dell'attività.
Nel caso concreto, per ammissione stessa della ricorrente (doc. I pag. 4), non vi sono giustificativi per tali spese tanto che le stesse sono state rimborsate ai dipendenti in modo forfetario.
Stante quanto precede, a buon diritto s'imponeva una ripresa salariale per spese generali (trasferte con automobile) nei confronti dei sette dipendenti in questione, così come individuate dalla Cassa nelle sue tassazioni d'ufficio del 25 novembre 2003 (docc. 5-11).
Anche su questo punto il ricorso va dunque respinto.
2.17. La ricorrente ha chiesto da ultimo che "(…) visti gli importi e considerata la tariffa vigente, le indennità per amministrazione soggette ai contributi AVS devono quantificarsi al massimo in Fr. 2'000.- (duemila) all'anno. La restante parte degli importi versati dalla RICO1 sono compensi professionali esenti.".
A dire della società insorgente, quindi, fra gli importi ripresi a __________ soltanto Fr. 2'000.- all'anno gli sarebbero stati versati quale onorario come suo amministratore unico.
Va rilevato che secondo l'art. 7 lett. h OAVS nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 1998, il salario determinante per il calcolo dei contributi comprende in particolare, per quanto non costituiscano rimborsi spese, le tantièmes, le indennità fisse e i gettoni di presenza ai membri del consiglio d'amministrazione, degli organi direttivi e, purché non si tratti di persone esercitanti a titolo principale e in proprio la professione di revisore, dell'ufficio di controllo delle persone giuridiche.
Con il 1° gennaio 1999 l'art. 7 lett. h OAVS è stato modificato, nel senso che è stato stralciato il riferimento all'ufficio di controllo delle persone giuridiche.
Il N. 2028 delle Direttive sul salario determinante (DSD), edite dall'UFAS, prevede che le retribuzioni versate ad un assicurato come organo di una persona giuridica fanno parte del salario determinante.
Fanno parte delle retribuzioni versate agli organi in particolare onorari, tantièmes, salari e altre indennità fisse dei membri dell'amministrazione, come pure i gettoni di presenza (N. 2029 DSD).
Gli organi delle persone giuridiche sono in particolare i membri dell'amministrazione (come i membri del Consiglio di amministrazione delle società anonime) e i terzi a cui è stata trasferita totalmente o parzialmente la gestione o la rappresentanza della società (come i direttori), i membri del comitato di associazioni e i membri del consiglio di fondazione
(N. 2030 DSD).
La società che versa gli onorari di consigliere d'amministrazione deve regolare i conti con la propria cassa di compensazione indipendentemente dal fatto che il membro del Consiglio d'amministrazione tenga l'onorario ricevuto per sé o no (N. 2031 DSD).
Di regola, quando gli onorari sono versati da una società anonima ad un membro del Consiglio d'amministrazione, vi è la presunzione che gli sono versati nella sua qualità di organo della persona morale e che devono, di conseguenza, essere considerati come salario determinante (RCC 1983 pag. 22, GREBER, DUC, SCARTAZZINI, Commentaire des articles 1 à 16 de la loi fédérale sur l'assurance-vieillesse et survivants, pag. 163 n. 40, ad art. 5 LAVS).
A mente di questo Tribunale, come visto al considerando 2.11., l'ammontare di Fr. 28'173.- nel 1998 e gli importi forfetari di Fr. 40'000.- nel 1999, di Fr. 31'600.- nell'anno 2000 e di Fr. 36'000.- nel 2001 percepiti da __________, esercitante la funzione di amministratore unico e di consulente in seno alla predetta ditta, devono essere ripresi dalla Cassa e quindi inclusi nella nozione di salario determinante dello stesso assicurato.
Infatti, sia che si considerino detti importi – o anche solo una parte di essi secondo la ricorrente – come dei gettoni di presenza (art. 7 lett. h OAVS) ottenuti per il lavoro svolto come amministratore unico, oppure come salario per l'attività di consulenza – come sostenuto dalla Cassa -, a fronte di quanto esposto si giustifica sempre una ripresa salariale.
Che l'attività di __________ a favore della società ricorrente fosse quindi "(…) in massima parte, estranea ed autonoma rispetto a quella tipica dell'amministratore organo di società e dedicata, fondamentalmente, alla prestazione professionale di consulenza, (…)" non ha pertanto nessuna influenza sull'esito della presente vertenza, ritenuto come in ogni caso (sia che tali importi vadano considerati come salario di dipendente oppure come onorario d'amministratore della SA) essi devono essere ripresi.
2.18. Da ultimo, la ricorrente ha chiesto l'assunzione di ulteriori prove (doc. I pagg. 3 e 5: audizione di __________ e __________).
In merito il TCA rileva innanzitutto che le audizioni richieste possono essere rifiutate senza per questo ledere il diritto d’essere sentito, sancito dalla Costituzione federale e dall'art. 6 n. 1 CEDU.
Infatti, secondo la giurisprudenza, l’obbligo di organizzare un dibattimento pubblico ai sensi dell’art. 6 n. 1 CEDU presuppone una richiesta chiara e inequivocabile di una parte; semplici domande di assunzione di prove, come ad esempio istanze di audizione personale o di interrogatorio di parti o di testimoni, oppure richieste di sopralluogo, non bastano per creare un simile obbligo (STFA dell'8 novembre 1999 nella causa G.H. contro CCC e TCA, H 74/99 Ws, consid. 5b pag. 6; DTF 122 V 47; cfr. pure DTF 124 V 90 consid. 6 pag. 94 ed il rinvio alla DTF prima citata).
Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; KIESER, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 n. 450, KÖLZ/HÄNER, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 n. 111 e pag. 117 n. 320; GYGI, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA del 3 maggio 2004 nella causa D. SA, H 318/02; STFA del 5 giugno 2003 nella causa V.C. e R.G., H 268/01 e 269/01; STFA del 13 maggio 2003 nella causa T.T.C. SA, H 218/01; DTF 122 II 469 consid. 4a; DTF 122 III 223 consid. 3c, DTF 120 Ib 229 consid. 2b; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito (SVR 2001 IV n. 10 pag. 28 consid. 2b; riguardo al previgente art. 4 vCost. fed, ora art. 29 cpv. 2 Cost. fed.: DTF 124 V 94 consid. 4b; DTF 122 V 162 consid. 1d; DTF 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, sebbene le richieste d'audizione testimoniale siano state formulate in modo corretto, considerato tuttavia come la presente causa abbia potuto essere decisa sulla scorta degli atti già a disposizione di questo TCA, che appaiono chiari, illuminanti ed ancora non contestati nel loro contenuto, lo stesso rinuncia all'assunzione di ulteriori prove, in specie all'audizione dei testi indicati dalla ricorrente, poiché gli stessi non influiscono sull'esito del presente giudizio.
Il ricorso va di conseguenza integralmente respinto senza carico di tasse e spese di giustizia.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso è respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il giudice delegato Il segretario
Ivano Ranzanici Fabio Zocchetti