Incarto n. 52.2003.238
Lugano 28 agosto 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Matteo Cassina
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sul ricorso 10 luglio 2003 di
contro
la decisione 24 giugno 2003 del Consiglio di Stato (n. 2819), che respinge l'impugnativa presentata dall'insorgente avverso la risoluzione 20 marzo 2003 con cui il municipio di __________ le ha negato la licenza edilizia per riattare ed ampliare un rustico situato nell'abitato (part. n. __________);
viste le risposte:
- 24 luglio 2003 del municipio di __________;
- 19 agosto 2003 del Consiglio di Stato;
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. La ricorrente __________ __________ è proprietaria di un minuscolo (m 7.54 x 5.41) rustico a pianta rettangolare, situato nella zona residenziale commerciale (part. n. __________ RF) di __________, su un fondo di 392 mq, a forma irregolare, lungo 21 m e largo al massimo 14.
N
Il 25 novembre 2002 la ricorrente ha chiesto al municipio il permesso di riattare ed ampliare l'edificio, aggiungendovi sul lato ovest un'ala a forma allungata. Non raggiungendo l'indice di sfruttamento previsto (0.48) il minimo prescritto dall'art. 24 NAPR, l'istante in licenza ha chiesto la concessione di una deroga.
B. Con decisione 20 marzo 2003 il municipio ha respinto la domanda, negando la concessione di una deroga per difetto della necessaria base legale.
C. Con giudizio 24 giugno 2003 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata da __________ __________.
Il Governo ha in sostanza condiviso la tesi del municipio.
D. Contro il predetto giudizio governativo la soccombente si aggrava davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento e postulando il rilascio della licenza rifiutata.
Secondo l'insorgente la deroga andrebbe concessa anche in difetto della base legale, quando - come in concreto - il fondo risulterebbe altrimenti inedificabile.
E. Il ricorso è avversato dal Consiglio di Stato e dal municipio che non formulano particolari osservazioni.
Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo (art. 21 LE), la legittimazione attiva dell'insorgente e la tempestività del gravame sono incontestabilmente date.
Il ricorso è dunque ricevibile in ordine.
Il giudizio può essere reso sulla base degli atti, senza istruttoria (art. 18 PAmm). Il sopralluogo richiesto dall'insorgente è del tutto superfluo, poiché i fatti rilevanti per il giudizio emergono chiaramente dagli atti e sono peraltro pacifici.
2. 2.1. L'art. 24 cpv. 2 lett. c NAPR di __________ prescrive un i.s. minimo di 1.0, che dichiara applicabile anche alle ricostruzioni ed alle trasformazioni importanti.
Non prevede la possibilità di concedere deroghe.
2.2. L'i.s. della controversa costruzione si situa di gran lunga al di sotto del minimo prescritto (0.48 invece di 1.0). Stando al testo di legge, che non prevede la possibilità di concedere deroghe, la licenza edilizia non può quindi essere rilasciata né in via ordinaria, né in via eccezionale.
La ricorrente chiede che le sia accordata una deroga, anche se la legge non lo prevede, al fine di tenere debitamente conto della particolare situazione del suo fondo.
3. Le deroghe possono essere concesse solo nei casi in cui la legge lo prevede espressamente. Lo esige tassativamente il principio di legalità dell'amministrazione (Max Imboden/René Rhinow, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, V. ed., N. 37 B II; René Rhinow/Beat Krähenmann, Schweizerische Verwaltungsrechtsprechung, Erg. Bd., ibidem; Ulrich Häfelin/Georg Müller, Grundriss des allgemeinen Verwaltungsrechts, IV. ed., N. 2539).
La tesi secondo cui, in circostanze del tutto particolari, una deroga potrebbe essere concessa anche in assenza di una base legale al fine di evitare situazioni contrarie al sentimento di giustizia e casi di rigore manifestamente non voluti dal legislatore (A. Scolari, Commentario, II ed., ad art. 2 LE, n. 693; A. Scolari, Diritto amministrativo, II. ed., parte generale, n. 792), non può essere condivisa. La sentenza del Tribunale federale, citata da quest'ultimo autore e dalla ricorrente (DTF 112 I b 53 consid. 5), non permette affatto di accreditare una simile conclusione. In quel caso, la base legale era peraltro data esplicitamente.
L'esigenza di una base legale per la concessione di deroghe va tenuta distinta dalla costituzionalità della norma, che limita la libertà del cittadino senza prevedere un regime d'eccezione.
Già per questo motivo, il ricorso va quindi respinto.
4. Per completezza, andrebbe ancora esaminato se l'ampliamento del rustico esistente non si ponga anche in palese contrasto con l'ordinamento delle distanze tra edifici.
Sorgendo ad una distanza di appena un metro dallo stabile che occupa il fondo contermine verso sud (part. n. __________RF), esso disattende infatti chiaramente la distanza minima tra edifici (m 10.00), sancita dagli art. 8 e 24 cpv. 2 lett. b NAPR. Non può quindi essere oggetto di trasformazioni sostanziali come quella in discussione (art. 39 cpv. 1 RLE). Potrebbe soltanto essere sopraelevato se fossero soddisfatte tutte le altre prescrizioni (art. 9 NAPR).
La questione può tuttavia rimanere indecisa, poiché non ha formato oggetto di discussione davanti alle precedenti istanze.
5. Sulla scorta delle considerazioni che precedono, la decisione del Consiglio di Stato va quindi confermata siccome immune da violazioni del diritto.
La tassa di giustizia, commisurata ai valori in gioco ed al lavoro occasionato dal ricorso, va posta a carico della ricorrente secondo soccombenza.
Per questi motivi,
visti gli art. 21 LE; 24 NAPR di __________; 3, 18, 28, 60, 61 PAmm
dichiara e pronuncia:
1. Il ricorso è respinto.
2. La tassa di giustizia di fr. 1'000.- è a carico della ricorrente.
3. Intimazione a:
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario