Incarto n. 52.2002.133-129
Lugano 27 maggio 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale amministrativo
composto dei giudici:
Lorenzo Anastasi, presidente, Stefano Bernasconi, Werner Walser
segretario:
Leopoldo Crivelli
statuendo sui ricorsi 28 marzo 2002 di
__________ patrocinato da: avv. __________
contro
A B
la decisione 12 marzo 2002 del Consiglio di Stato (n. 1173), che: - annulla la risoluzione 22 ottobre 2001, con la quale il municipio di __________ ha revocato l'ordine di sospensione di lavori di costruzione promossi dal ricorrente in relazione alla transazione giudiziale 24 ottobre 1997, conclusa davanti al Tribunale cantonale amministrativo e gli ha intimato di portarli a termine secondo determinate modalità; - trasmette gli atti al municipio affinché diffidi il ricorrente ad eseguire i lavori previsti dalla suddetta transazione; la decisione 12 marzo 2002 del Consiglio di Stato (n. 1174), che: - annulla la risoluzione 12 novembre 2001 con cui il municipio di __________ ha ordinato a __________ di allacciare lo scarico delle acque meteoriche del suo fondo alla part. n. __________ di proprietà di __________; - trasmette gli atti al municipio affinché diffidi il ricorrente a ripristinare la canalizzazione di evacuazione delle acque piovane;
viste le risposte:
- 9 aprile 2002 del Consiglio di Stato;
- 15 aprile 2002 del municipio di __________;
- 21 maggio 2002 di __________;
al ricorso sub A,
- 9 aprile 2002 del Consiglio di Stato;
- 15 aprile 2002 del municipio di __________;
- 15 aprile 2002 di __________;
- 21 maggio 2002 di __________;
al ricorso sub B,
letti ed esaminati gli atti;
ritenuto, in fatto
A. Il 6 settembre 1995 il municipio di __________ ha rilasciato a Jean-__________ la licenza edilizia in sanatoria per diversi interventi eseguiti nell'ambito del riattamento della casa d'abitazione (part. n. __________ RF) di proprietà delle figlie, sul quale egli vanta un diritto di usufrutto unitamente alla moglie.
Con giudizio 18 giugno 1997 il Consiglio di Stato ha confermato il provvedimento, respingendo l'impugnativa contro di esso inoltrata dal vicino opponente, __________, proprietario di un fondo contermine (part. n. __________ RF).
B. Contro tale giudizio, __________ è insorto davanti al Tribunale cantonale amministrativo.
In questa sede, le parti hanno concluso una transazione giudiziale del seguente tenore:
" 1. Il signor __________ riduce la porta della rimessa sotterranea alla larghezza di 1 m, chiudendo in muratura la porzione restante verso la casa ed applicando una porta ad anta in legno.
2. La costruzione sotterranea verrà completata all'esterno con una copertura applicata al cemento armato largo al massimo 5 cm. Il piano della soletta verrà completato con lastricato in beole dello spessore di 10 cm al massimo.
3. Il signor __________ provvederà a posare a sue spese una canaletta di raccolta delle acque piovane all'altezza dell'angolo della sua casa, collegandola al pluviale del suo tetto.
4. Il ballatoio verrà realizzato smussando l'angolo in modo che disti al massimo 80 cm dall'angolo della casa del signor __________.
5. Il corpo scale verrà terminato intonacando le pareti.
6. L'angolo del tetto sporgente sull'abitazione del signor __________ verrà tagliato ad una distanza di 5 cm dalla trave salendo in linea retta in direzione del colmo, che rimarrà immutato.
7. La canna fumaria rimane com'è adesso e verrà pulita.
8. La terrazza sopra la costruzione sotterranea verrà tenuta libera da depositi di materiale vario salvo una legnaia di dimensioni non superiori al ballatoio. Verso la strada e lungo la scaletta verrà costruito un parapetto in sasso non più alto di 90 cm verso la strada e 60 cm verso la scala.
9. Il signor __________ si impegna ad eliminare il grill che ha iniziato a costruire verso la strada.
10. Il signor __________ e il signor __________ si impegnano a portare a termine i lavori entro la fine del 1998.
11. Il signor __________ ripristina a sue spese la scala verso la strada nella situazione in cui si trovava prima dello spostamento eseguito dal signor __________.
Il signor __________ non solleva obiezioni riferite al confine in merito a questo intervento;
12. Il signor __________ ritira il ricorso;
13. Il Tribunale cantonale amministrativo stralcerà la causa dai ruoli senza spese e senza assegnazione di ripetibili."
Con sentenza 24 ottobre 1997 il Tribunale cantonale amministrativo ha dichiarato il ricorso evaso come alla transazione.
C. I lavori che il ricorrente __________ si era impegnato ad eseguire sono stati eseguiti soltanto in parte.
Il 20 aprile 2001 il tecnico comunale ha constatato che l'insorgente al posto del previsto parapetto in sasso stava costruendo un muretto con mattoni BKS, alto 70 cm, sul quale aveva applicato dei montanti in granito di 45 cm di altezza. Il 30 di quel mese il municipio gli ha pertanto intimato di sospendere i lavori.
D. a) Il 26 giugno 2001 l'autorità comunale ha esperito un sopralluogo alla presenza dell'interessato e delle proprietarie del fondo.
In relazione ai lavori previsti dalla transazione è stato accertato quanto segue:
"1. È stata eseguita una porta larga 90 cm con a lato un'apertura dim. 30x130 cm chiusa con vetrocemento.
2. Lavori non ancora terminati a causa della sospensione dei lavori intimata dal municipio
3. A seguito della posa del termine catastale la griglia deve essere accorciata. Il tubo per le acque meteoriche proveniente da monte non funziona e causa rigurgito nella griglia; è consigliabile allacciarli direttamente sul tubo a valle della canaletta.
4. Il ballatoio è stato eliminato tranne una campata di ca. 200 cm fra il corpo scale e la canna fumaria. Il resto del ballatoio non verrà ricostruito.
5. Eseguito.
6. Smusso solo in corrispondenza del tetto __________ e su una lunghezza di ca. 120 cm.
7. Eseguito.
8. Non ancora terminato a causa della sospensione dei lavori intimata dal municipio.
9. Trasformato in vano bucalettere.
10. Non rispettato.
11. Eseguito.
b) Ritenendo che le modifiche apportate fossero di poco conto, accettabili da un punto di vista estetico, rispettose delle NAPR e non lesive di interessi pubblici o privati, il 22 ottobre 2001 il municipio ha revocato l'ordine di sospensione lavori ed ha intimato a __________ di portare a termine le seguenti opere entro due mesi dall'intimazione della decisione:
- "chiusura in muratura intonacata e a filo facciata dell'apertura con vetrocemento eseguita abusivamente a lato della porta di accesso alla rimessa sotterranea;
- completamento del piano della soletta sopra la costruzione sotterranea con la posa di lastre di granito incollate sul betoncino esistente;
- completamento dell'intonaco del parapetto della terrazza sopra la costruzione sotterranea, posa delle copertine e delle stanghe nei caracci; anche la parte di costruzione sotterranea verticale sporgente dal terreno dovrà essere intonacata."
L'ordine è stato intimato con la comminatoria dell'esecuzione d'ufficio in caso d'inadempienza e dell'art. 292 CP.
__________ ha impugnato il provvedimento davanti al Consiglio di Stato.
E. Conformemente all'impegno assunto con la transazione (punto 3) __________ ha realizzato il collegamento tra i pluviali della sua casa di abitazione e la canalizzazione retrostante la casa dell'insorgente. In epoca imprecisata, quest'ultimo ha tuttavia eliminato il pozzetto e la canalizzazione per l'evacuazione dell'acqua piovana. Non potendo più defluire, le acque meteoriche si disperdono ora in superficie, creando disagi agli stabili confinanti.
Preso atto di tale situazione, il 12 novembre 2001 l'autorità municipale ha quindi ordinato a __________ di posare una nuova canaletta sul sedime di proprietà del vicino __________ per permettere alle acque di defluire.
__________ ha impugnato anche questa decisione davanti al Consiglio di Stato, chiedendone l'annullamento e postulando il ripristino dello scarico soppresso da __________.
F. a) Con giudizio 12 marzo 2002 il Consiglio di Stato ha accolto il primo dei due ricorsi, annullando la risoluzione 22 ottobre 2001 del municipio e disponendo il rinvio degli atti all'autorità comunale, affinchè "diffidi inappellabilmente il signor __________, unitamente alle proprietarie del fondo, a voler ossequiare alla lettera la transazione giudiziaria conclusa (esplicando tutte le condizioni in questa contenute che non sono state rispettate) entro un termine ultimo di 30 giorni a partire dalla crescita in giudicato della presente sentenza, avvertendo gli obbligati che, in caso di inadempienza, i lavori saranno eseguiti direttamente dal Comune a spese degli obbligati, e con la comminatoria dell'applicazione dell'art. 292 CP".
In sostanza, il Governo ha escluso che il municipio potesse modificare i termini della transazione giudiziale conclusa davanti al Tribunale cantonale amministrativo. Varianti entrerebbero in considerazione soltanto in caso di importanti modifiche delle circostanze.
b) Con separata decisione di uguale data, il Consiglio di Stato ha annullato anche la decisione 12 novembre 2001, con cui il municipio ha ordinato a __________ di allacciarsi alla canalizzazione del vicino __________. Gli atti sono stati rinviati all'autorità comunale affinchè diffidi innappellabilmente __________, unitamente alle proprietarie del fondo, a ripristinare lo scarico preesistente entro un termine di 15 giorni a partire dalla crescita in giudicato della sentenza, con la comminatoria dell'esecuzione d'ufficio in caso d'inadempienza e dell'art. 292 CP.
Accertato che la canalizzazione è stata chiusa dal ricorrente, l'Esecutivo cantonale ha in sostanza ritenuto che lo stesso fosse tenuto a ripristinarla.
G. Con distinti ricorsi __________ deduce ora entrambi i giudizi davanti al Tribunale cantonale amministrativo, chiedendone l'annullamento.
Riproposta l'eccezione di carenza di legittimazione passiva, che aveva sollevato invano davanti al Consiglio di Stato con riferimento alla sua qualità di semplice usufruttuario del fondo, con il primo ricorso (A) l'insorgente rileva che il municipio ed il Dipartimento del territorio hanno approvato le opere eseguite in contrasto con il tenore della transazione conclusa. Non essendo stata inoltrata alcuna domanda di costruzione in tal senso, l'unica responsabile di eventuali violazioni del diritto sarebbe l'autorità comunale, alla quale andrebbero addossati gli oneri processuali. Quanto eseguito, conclude, sarebbe conforme agli impegni assunti in sede di transazione giudiziale.
Con la seconda impugnativa (B), l'insorgente sostiene invece che trattandosi di una vertenza di natura civile, il Consiglio di Stato era incompetente a dirimere la questione. Afferma inoltre di non avere l'obbligo di tollerare il deflusso sul proprio fondo delle acque provenienti dalla particella di proprietà di __________.
H. All'accoglimento delle impugnative si oppongono il Consiglio di Stato e __________, che contesta succintamente le tesi dell'insorgente. Il municipio si è limitato ad osservare di aver agito su indicazione dell'autorità cantonale.
Considerato, in diritto
1. La competenza del Tribunale cantonale amministrativo discende dagli art. 45 e 21 cpv. 1 LE. Le impugnative tempestive (art. 46 cpv. 1 PAmm) e presentate da una persona legittimata a ricorrere (art. 43 PAmm) sono ricevibili in ordine e possono essere evase sulla base degli atti (art. 18 PAmm), con un unico giudizio (art. 51 PAmm).
2. Giusta l'art. 27 PAmm, la transazione conclusa davanti all'autorità giudicante ha forza di sentenza.
Come rettamente rileva il Consiglio di Stato, la transazione giudiziale si configura come un contratto di diritto amministrativo, mediante il quale le parti si accordano sulla soluzione di un litigio per mezzo di concessioni reciproche. Essendo la transazione giudiziale equiparata ad una sentenza, la sua esecuzione è di principio retta dall'art. 34 PAmm (M. Borghi / G. Corti, Compendio di procedura amministrativa ticinese, ad art. 27 PAmm, n. 1). L'inadempienza può quindi dar luogo ad un'esecuzione forzata (M. Borghi / G. Corti, op. cit., ad art. 34 PAmm, n. 1 in fine; B. Knapp, Précis de droit administratif, IV. ed., n. 1540 seg. in particolare n. 1548). Trattandosi di pagamento di somme di denaro secondo la LEF, altrimenti mediante esecuzione d'ufficio a spese dell'obbligato o mediante coercizione diretta (art. 34 cpv. 3 PAmm). Competente ad eseguire le decisioni delle autorità di ricorso è l'istanza che ha preso il provvedimento impugnato (art. 34 cpv. 2 PAmm).
3. Nell'evenienza concreta, le parti hanno risolto di evadere mediante transazione giudiziale l'impugnativa interposta da __________ contro la licenza edilizia 6 ottobre 1995, rilasciata in sanatoria dal municipio di __________ a __________ per opere che questi aveva eseguito nell'ambito del riattamento della casa d'abitazione di proprietà delle figlie, della quale è usufruttuario. La licenza edilizia è stata riformata di conseguenza.
Nella misura in cui l'insorgente si è impegnato ad eseguire alcune opere ed a rettificarne altre che ledevano soprattutto i diritti di vicinato (sporgenza del tetto), la transazione stipulata dalle parti ha un valore analogo a quello di una sentenza che conferma un ordine di ripristino, impartito dal municipio in forza dell'art. 43 LE. Nella misura in cui un vicino qui resistente ha invece ottenuto il diritto di allacciarsi alla canalizzazione del ricorrente per immettervi le acque meteoriche, l'accordo ha il valore di un patto di servitù. Esso è quindi retto dal diritto privato (servitù di condotta). Si tratta infatti di una concessione, destinata a favorire il ritiro del ricorso interposto da __________ contro la licenza edilizia, che non riguarda minimamente l'intervento edilizio promosso dal ricorrente.
4. __________ è in parte venuto meno agli obblighi di rettificare le opere eseguite sul suo fondo, sanciti dalla transazione che ha stipulato con il vicino. Alcuni degli interventi previsti non sono stati eseguiti o non sono ancora stati realizzati in modo conforme alle condizioni della transazione. Il ricorrente versa quindi in una situazione analoga a quella di un costruttore gravato da un provvedimento di ripristino, che si rende inadempiente, dando seguito soltanto in parte all'ordine di demolire o rettificare determinate opere.
Il ricorrente ha inoltre impedito al resistente di esercitare la servitù di condotta pattuita in sede di transazione giudiziale.
4.1. Con una prima decisione del 22 ottobre 2001, il municipio ha accertato che i lavori eseguiti dal ricorrente non erano pienamente conformi alle condizioni della transazione. Ha tuttavia ritenuto che le modifiche apportate fossero di poco conto, accettabili dal punto di vista estetico, rispettose delle NAPR e non lesive di interessi pubblici o privati particolari. Gli ha quindi imposto di eseguire ancora i seguenti lavori:
- chiusura in muratura intonacata e a filo facciata dell'apertura con vetrocemento eseguita abusivamente a lato della porta di accesso alla rimessa sotterranea;
- completamento del piano della soletta sopra la costruzione sotterranea con la posa di lastre di granito incollate sul betoncino esistente;
- completamento dell'intonaco del parapetto della terrazza sopra la costruzione sotterranea, posa delle copertine e delle stanghe nei carasch; anche la parte di costruzione sotterranea verticale sporgente dal terreno dovrà essere intonacata."
La decisione, impugnata da __________ davanti al Consiglio di Stato, sottointende che, eseguendo questi interventi, il ricorrente sarebbe da considerare pienamente adempiente.
4.2. Con successiva decisione del 12 novembre 2001, l'autorità comunale ha poi imposto al resistente di allacciarsi al fondo di un altro vicino. Anche questo provvedimento è stato dedotto davanti al Consiglio di Stato.
5. Ricorso A
Con il primo dei due giudizi qui in esame, il Consiglio di Stato ha annullato la decisione 22 ottobre 2001, rinviando gli atti al municipio affinchè diffidi inappellabilmente il ricorrente a dare compiutamente seguito agli impegni assunti con la transazione, rettificando esattamente nei termini fissati dall'accordo le opere eseguite nell'ambito del riattamento della casa, di cui è usufruttuario.
5.1. Il giudizio governativo impugnato può essere senz'altro condiviso nella misura in cui disattende l'eccezione di carenza di legittimazione passiva, sollevata dal ricorrente per sottrarsi agli obblighi personalmente assunti con la transazione giudiziale. Nella sua qualità di usufruttuario, il ricorrente aveva facoltà di disporre del fondo per eseguire i lavori previsti dalla domanda di costruzione che ha inoltrato al municipio nel 1995. Era pure abilitato ad assumere gli impegni fissati dalla transazione che ha dato luogo al presente procedimento. Non può, evidentemente, pretendere ora di non esser tenuto a darvi seguito.
5.2. Il giudizio censurato può essere condiviso anche nella misura in cui nega che, eseguendo gli ulteriori interventi imposti dal municipio, il ricorrente sarebbe da considerare pienamente adempiente.
In effetti, la transazione imponeva fra l'altro al ricorrente di:
· tagliare l'angolo del tetto che sporge sull'abitazione del resistente ad una distanza di 5 cm dalla trave salendo in linea retta in direzione del colmo che rimarrà immutato (punto 6);
il ricorrente ha soltanto smussato l'angolo su una lunghezza di 120 cm; non ha quindi adempiuto correttamente l'obbligo assunto.
5.3. La decisione governativa impugnata va infine confermata nella misura in cui annulla l'ordine impartito dal municipio al ricorrente di completare l'intonaco del parapetto della terrazza sopra la costruzione sotterranea, posando le copertine e le stanghe nei carasch. La transazione prevedeva in effetti di:
· costruire verso la strada e lungo la scaletta un parapetto in sasso non più alto di 90 cm verso la strada e 60 cm verso la scala (punto 8);
il ricorrente ha iniziato a costruire un parapetto in mattoni BKS alto 70 cm, sormontato da carasch in sasso alti 45 cm, destinati a sorreggere il parapetto in legno;
il municipio, con la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha imposto di intonacarlo e di posare le copertine ed il parapetto (stanghe) nei carasch;
la decisione non può essere confermata, poiché avalla una modifica, che almeno nella misura in cui ammette l'impiego di mattoni BKS, si scosta palesemente dall'obbligo fissato dalla transazione.
5.4. Il giudizio in esame non può invece essere condiviso nella misura in cui nega, senza alcuna riserva, che gli altri due interventi (chiusura della finestra in vetrocemento e completamento della soletta), imposti dal municipio, adempiano gli obblighi assunti dal ricorrente con la transazione. Né può essere condiviso nella misura in cui nega implicitamente che gli ulteriori interventi attuati dal ricorrente adempiano le altre condizioni dell'accordo giudiziale.
In effetti, la transazione imponeva al ricorrente di:
· ridurre la porta dell'autorimessa sotterranea alla larghezza di 1 m, chiudendo in muratura la porzione restante verso la casa ed applicando una porta in legno (punto 1);
il ricorrente ha ridotto la porta a 90 cm; la differenza di 10 cm rientra nei limiti di una ragionevole tolleranza; lo scopo della rettifica, da questo profilo, è stato raggiunto;
il ricorrente ha però realizzato un'apertura di cm 30 x 130 in vetrocemento non prevista dalla transazione;
il municipio, con la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha imposto di chiuderla con muratura intonacata; non v'è motivo di annullare questa ingiunzione, che è atta a perfezionare l'adempimento dell'obbligo fissato dal punto 1 della transazione;
· completare la costruzione sotterranea con una copertura in cemento armato ricoperta di lastre in beola (punto 2);
il ricorrente non ha ancora terminato il lavoro;
il municipio, con la decisione impugnata dal vicino __________, gli ha imposto di completare la soletta posando le lastre di granito; trattandosi anche in questo caso di un'ingiunzione atta a perfezionare l'adempimento dell'obbligo assunto dal ricorrente, non v'è motivo di annullarla;
· realizzare il ballatoio smussando l'angolo in modo che disti al massimo 80 cm dall'angolo della casa del resistente (punto 4);
il ricorrente ha eliminato il ballatoio tranne una campata di 200 cm tra la canna fumaria e il corpo scale; ha quindi onorato l'impegno assunto;
· terminare il corpo scale intonacando le pareti (punto 5);
il corpo scale è stato portato a termine; la transazione su questo punto è stata adempiuta;
· eliminare il grill che aveva iniziato a costruire verso la strada (punto 9);
il grill è stato eliminato e trasformato in una bucalettere; non v'è motivo per soffermarsi ulteriormente su questo punto;
· pulire la canna fumaria (punto 7);
la canna fumaria è stata pulita;
6. 6.1. Riassumendo, degli otto obblighi (1, 2, 4 - 9), assunti con la transazione, il ricorrente ne ha adempiuti quattro pienamente (4, 5, 7, 9) e quattro parzialmente (1, 2, 6, 8):
oggetto
adempimento
1 porta rimessa
parziale
2 copertura costruzione sotterranea
parziale
4 ballatoio
si
5 corpo scale
si
6 sporgenza tetto
parziale
7 canna fumaria
si
8 parapetto
parziale
9 grill
si
La decisione 22 ottobre 2001 del municipio qui in esame può essere confermata, siccome conforme al diritto, per quanto riguarda l'adempimento degli obblighi di cui ai punti 1, 2, 4, 5, 7 e 9 della transazione. Non può invece essere tutelata, in quanto lesiva del diritto, per quanto riguarda l'adempimento dell'impegno di cui al punto 8 (parapetto verso la strada), che, a torto, l'autorità comunale considera conforme alla transazione, rispettivamente dell'obbligo sancito dal punto 6 (sporgenza del tetto), sul quale il municipio, pure a torto, sorvola.
6.2. Il primo dei due giudizi del Consiglio di Stato, che annulla integralmente la decisione municipale e rinvia gli atti all'autorità comunale affinchè diffidi il ricorrente ad ossequiare alla lettera la transazione, va quindi riformato, circoscrivendo l'annullamento della decisione impugnata all'ordine di intonacare il parapetto e limitando il rinvio agli obblighi della transazione riguardanti la rettifica del tetto (punto 6) e l'esecuzione del parapetto (punto 8). Entro questi limiti, ritenuto che le contestazioni relative alla revoca dell'ordine di sospendere i lavori di costruzione del parapetto sono superate dal presente giudizio, il ricorso A va parzialmente accolto.
7. Ricorso B
Con secondo giudizio, il Consiglio di Stato ha annullato la decisione 12 novembre 2001, con cui il municipio ha ordinato a __________ di allacciarsi alla canalizzazione di un altro vicino (__________). Gli atti sono stati rinviati al municipio affinché imponga al ricorrente di ripristinare la condotta soppressa in ossequio alla transazione 24 ottobre 1997, di cui si è detto a più riprese.
Entrambe le parti hanno onorato gli impegni assunti al punto 3 della transazione. Il resistente __________, realizzando materialmente il raccordo con il canale che passa sul fondo del ricorrente __________. Quest'ultimo, tollerando invece le opere eseguite dal vicino sul suo terreno. La transazione, su questo specifico punto, è stata pertanto eseguita. Già per questo motivo, non v'è più alcuno spazio - se mai c'è stato - per un intervento dell'autorità amministrativa volto ad ottenere l'esecuzione forzata dell'accordo giudiziale. Non spetta dunque al municipio, ma al giudice civile, analogamente sollecitato dal resistente, rimuovere semmai l'impedimento all'esercizio del diritto di servitù frapposto dal ricorrente (art. 737 cpv. 3 CC).
Anche se per motivi diversi da quelli indicati dal Consiglio di Stato, il giudizio impugnato va pertanto confermato nella misura in cui annulla l'ordine impartito dal municipio al resistente di raccordarsi allo scarico del vicino __________. Va per contro annullato nella misura in cui trasmette gli atti al municipio affinché diffidi __________ a ripristinare la canalizzazione soppressa.
Entro questi limiti, anche il secondo ricorso B va parzialmente accolto.
8. La tassa di giustizia è suddivisa fra il ricorrente ed il resistente proporzionalmente al rispettivo grado di soccombenza. Il ricorrente rifonderà al resistente un'indennità per ripetibili analogamente commisurata.
Per questi motivi,
visti gli art. 1, 16, 21, 45 LE; 18, 27, 28, 31, 43, 46, 49, 60, 61, 65 PAmm;
dichiara e pronuncia:
1. Il ricorso A è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza:
1.1. la decisione 12 marzo 2002 (n. 1173) del Consiglio di Stato è annullata e riformata nel senso che:
1.2. la decisione 22 ottobre 2001 del municipio di __________ è:
· confermata limitatamente all'obbligo di chiudere l'apertura della finestra in vetrocemento e di completare il piano della soletta sopra la costruzione sotterranea;
· annullata limitatamente all'ordine di intonacare il parapetto della terrazza sopra la costruzione sotterranea.
1.3. gli atti sono rinviati al municipio affinchè diffidi inappellabilmente il ricorrente, a eseguire il parapetto della terrazza ed a rettificare il tetto secondo le modalità fissate dai punti 6 ed 8 della transazione, entro un termine di 60 giorni, con l'avvertenza che, in caso di inadempienza, i lavori saranno eseguiti direttamente dal comune a sue spese e con la comminatoria dell'applicazione dell'art. 292 CP.
2. Il ricorso B è parzialmente accolto.
§. Di conseguenza, il dispositivo n. 1.2. della decisione 12 marzo 2002 (n. 1174) del Consiglio di Stato è annullato.
3. La tassa di giustizia e le spese di fr. 1'200.-- sono poste a carico del ricorrente in ragione di fr. 800.-- e del resistente per la differenza.
4. Il ricorrente verserà al resistente fr. 400.-- a titolo di ripetibili.
5. Intimazione a:
__________
Per il Tribunale cantonale amministrativo
Il presidente Il segretario