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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 05.05.2003 30.2002.64

5 mai 2003·Italiano·Tessin·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·1,401 mots·~7 min·4

Résumé

Sentenza o decisione senza scheda

Texte intégral

Incarto n. 30.2002.64/AMM 9/410

Bellinzona 5 maggio 2003  

Sentenza

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con la segretaria Carmela Fiorini per statuire sul ricorso del 30 ottobre 2002 presentato da

_________ _________, _________-_________

contro

la decisione n. 9_________ /_________ del _________ _________ 2002 emessa dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona,

viste                                  le osservazioni  presentate dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione;

                                         letti ed esaminati gli atti.

Ritenuto                             in fatto:

                                 A.     Nel mese di febbraio del 2002 la Polizia cantonale ha avviato indagini nei confronti di _________ _________ – in qualità di presidente dell'Associazione _________ con sede a _________ – volte ad accertare una possibile violazione della legge cantonale dell'8 novembre 1976 sulle attività private di _________ e di _________ (LAPIS, RL 1.4.3.1). Il 30 luglio 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha intimato all'interessato un rapporto di contravvenzione per esercizio abusivo dell'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, con impiego di circa 60 persone, per il periodo dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002.

                                 B.     In una lettera del 13 agosto 2002 il cassiere dell'associazione, in rappresentanza di _________ _________, ha riconosciuto di avere "effettivamente violato la legge riguardante la notifica del nostro operato", ma ha addotto che la società non svolgeva attività d'_________ bensì di mera _________, la quale – a suo parere – non soggiaceva all'obbligo d'autorizzazione. Con decisione del 25 ottobre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione ha nondimeno inflitto a _________ _________ una multa di fr. 10 000.–, addebitandogli inoltre una tassa di giustizia di fr. 800.– e le spese di fr. 150.–, per i seguenti motivi:

                                         "ha permesso di svolgere all'Associazione _________, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvista della necessaria autorizzazione.

                                         Ha inoltre permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme, per conto dell'Associazione _________, l'attività di _________ di cui sopra, dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, sprovvisti delle necessarie autorizzazioni.

                                 C.     _________ _________ è insorto contro la predetta decisione con un ricorso del 30 ottobre 2002 in cui postula in sostanza l'annullamento del querelato giudizio. Nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002 la Sezione dei permessi e dell'immigrazione propone di respingere il ricorso e di confermare la decisione impugnata.

Considerato                        in diritto:

                                 1.     La competenza di questo giudice, la legittimazione attiva del ricorrente e la tempestività dell'impugnativa sono date dall'art. 4 LPContr. Il ricorso è pertanto ricevibile in ordine e può essere giudicato sulla base degli atti a norma dell'art. 12 LPContr.

                                 2.     La Sezione dei premessi e dell'immigrazione ha multato l'insorgente, come si è detto, per avere egli – quale presidente dell'Associazione _________ – permesso alla società di svolgere compiti di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002, così come per avere permesso a circa 60 persone di esercitare in uniforme per conto della società nel medesimo periodo, il tutto senza le necessarie autorizzazioni. La risoluzione è stata emessa in applicazione degli art. 1, 3 e 22 LAPIS; 2 e 8b RLAPIS.

                                 3.     Il ricorrente fa valere dal canto suo di non essere "unico responsabile", l'associazione essendo "composta di un comitato e da circa 60 membri" (ricorso, punto 1). Egli sottolinea inoltre come l'autorità inquirente non abbia ravvisato "violazioni gravi a livello di legge in merito all'operato" della società (punto 2). L'insorgente rinvia dipoi al contenuto delle osservazioni del 13 agosto 2002 in cui egli argomentava che la società non svolgeva attività d'_________ bensì di mera _________, non sottoposta – a suo parere – all'obbligo d'autorizzazione (punto 3). Il ricorrente rileva infine che l'associazione, la quale avrebbe terminato ogni attività nel mese di febbraio 2002 (punto 4), "non era a scopo lucrativo, quindi se al ricorso tale decreto di multa dovesse diventare effettiva, l'Associazione si troverebbe impossibilitata a saldarla" (ricorso, in fondo). Ne conclude, l'interessato, per l'accoglimento del ricorso e l'annullamento della decisione impugnata.

                                 4.     Per quanto riguarda anzitutto la punibilità dell'insorgente, l'Associazione _________, come qualsiasi altra persona giuridica, manca della                                 capacità delittuosa ("universitas delinquere non potest"; DTF 97 IV 203). Una persona giuridica è punibile solo qualora una legge federale (p. es. l'art. 7 DPA) o il diritto cantonale lo preveda espressamente, ciò che non è il caso nella specie. Quando un'infrazione è commessa nell'ambito di una persona giuridica sono punibili le persone fisiche che hanno agito – o omesso di agire – nella loro qualità di organi (DTF 105 IV 172, 97 IV 202; v. anche Killias, Précis de droit pénal général, 2ª edizione, pag. 82 n. 611). In concreto il ricorrente ammette di essere il presidente dell'associazione. Egli risponde dunque – come organo della società – delle eventuali infrazioni commesse da quest'ultima, e ciò a prescindere dal fatto che l'interessato non sia "l'unico responsabile" (ricorso, punto 1 e in fondo). Ne discende che il ricorso, sotto questo profilo, è destinato all'insuccesso.

                                 5.     Quanto al reato rimproverato all'insorgente, l'art. 3 LAPIS prevede che chi intende esercitare le attività di cui all'art. 1 (_________, _________, trasporto valori, difesa e raccolta di informazioni inerenti le persone) deve chiedere l'autorizzazione al Dipartimento (cpv. 1). Il richiedente che si avvale di altri agenti, siano essi collaboratori o dipendenti, deve chiedere l'autorizzazione per ognuno di essi (cpv. 4). Chiunque viola le disposizioni della legge o del regolamento d'applicazione è punito con la multa sino a fr. 20 000.– (art. 22 cpv. 1 LAPIS).

                                 6.     Nella fattispecie il ricorrente adduce di non avere "mai effettuato investigazioni, ma unicamente _________ e segnalazioni su territorio privato (parcheggi)", attività che – stando all'interessato – non soggiace all'obbligo d'autorizzazione. La Sezione dei permessi e dell'immigrazione, nelle sue osservazioni dell'8 novembre 2002, sostiene per converso che la legge "non è applicabile soltanto alle attività di _________, ma anche a quelle di _________". Ora, l'art. 8b cpv. 1 RLAPIS sancisce che il personale delle agenzie private di _________ che svolge unicamente il controllo delle entrate e delle uscite, il servizio cassa, il servizio d'ordine non armato per manifestazioni sportive e ricreative, le segnalazioni nei pressi di parcheggi, incroci o passaggi pedonali e servizi assimilabili a questi, non abbisogna dell'autorizzazione prevista dall'art. 3 della legge. Tali servizi devono, di regola, essere svolti in uniforme (cpv. 3). Ciò posto, dal fascicolo processuale non risulta nessun elemento atto a dimostrare – né l'autorità di primo grado pretende – che il ricorrente o i collaboratori dell'associazione abbiano svolto mansioni che esulino dalle attività annoverate all'art. 8b cpv. 1 RLAPIS. Il che non esimeva per vero l'associazione come tale – indipendentemente dall'asserita mancanza di uno scopo lucrativo – dall'obbligo d'autorizzazione a norma degli art. 1 e 3 LAPIS (la deroga di cui all'art. 8b RLAPIS applicandosi solo, per il chiaro tenore della norma, al "personale delle agenzie private di _________" e non all'agenzia medesima). L'infrazione commessa dalla società, e per essa dal ricorrente, si limita nondimeno a quest'ultima fattispecie, l'interessato dovendo essere prosciolto dall'addebito inerente alla mancata autorizzazione del personale impiegato.

                                 7.     In simili evenienze, questo giudice perviene al convincimento che l'insorgente abbia perpetrato l'infrazione rimproveratagli dalla Sezione dei permessi e dell'immigrazione solo in quanto egli ha "permesso di svolgere all'Associazione _________, di cui è presidente e quindi rappresentante responsabile, l'attività di _________ in esercizi pubblici e manifestazioni del Cantone sprovvista della necessaria autorizzazione" (decisione impugnata, in alto). Considerata la natura di siffatta violazione, la durata superiore a un anno (dal 1° gennaio 2001 al 30 aprile 2002 o, come preteso dal ricorrente, fino al mese di febbraio 2002: ricorso, punto 4), l'entità dell'attività esercitata senza autorizzazione e il grado di colpa del ricorrente, si giustifica – tutto ben ponderato – di infliggere a quest'ultimo una multa di fr. 1000.– e di ridurre la tassa di giustizia di primo grado a fr. 100.–. Il parziale accoglimento del gravame impone altresì di rinunciare al prelievo di tasse e spese dell'odierno giudizio.

Per questi motivi,                visti gli art. 1, 3 e 22 LAPIS; 2 e 8b RLAPIS; 1 segg. LPContr;

pronuncia:                1.     Il ricorso è parzialmente accolto e la decisione impugnata è riformata nel senso che a _________ _________ è inflitta una multa di fr. 1000.–, oltre a una tassa di giustizia di fr. 100.– e alle spese di fr. 150.–.

                                 2.     Non si prelevano né tasse né spese dell'attuale giudizio.

                                 3.     Intimazione a:

_________ _________, _________-_________, Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona.  

Il giudice:                                                                     La segretaria:

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