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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 02.10.2003 10.2002.311

2 octobre 2003·Italiano·Tessin·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·1,622 mots·~8 min·1

Résumé

Sentenza o decisione senza scheda

Texte intégral

Incarto n. 10.2002.311/AMM DAC 647/2001

Bellinzona 2 ottobre 2003  

Sentenza con motivazione In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con Laura Rossini in qualità di segretaria per giudicare

__________ __________, fu __________ e di __________ n. __________, nato ad __________ il __________ __________ __________, attinente di __________, domiciliato a __________, __________ __________ __________, coniugato, __________ (difeso dall'avv. __________ __________, __________)  

accusato di                        violazione della LF concernente la dimora e il domicilio degli stranieri,

                                        aggravata, siccome commessa per procurasi un indebito arricchimento,

                                        e meglio per avere, in qualità di amministratore unico con firma individuale delle società __________ __________ SA e __________ __________ SA e di azionista unico delle società __________ __________ __________ SA e __________ SA, gestito in prima persona e/o tramite collaboratori vari, il palazzo "__________" di __________ con annessa discoteca "__________" e la residenza "__________" di __________ con annesso snack-bar "__________", al fine di favorire il soggiorno illegale (in almeno 5 casi accertati) e l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva di un imprecisato numero (stimato comunque in alcune centinaia) di cittadine straniere (in particolare sudamericane e dei Paesi dell'est) che sapeva perfettamente essere dedite alla prostituzione praticata nelle camere da lui affittate loro e con l'adescamento dei clienti negli adiacenti esercizi pubblici, realizzando in tal modo un giro d'affari complessivo da lui stesso indicato fra 1 e 2 milioni di franchi l'anno;

                                        reato previsto dall'art. 23 cpv. 2 LDDS;

fatti avvenuti                       a __________ e a __________ a partire dal 1998;

perseguito                         con decreto d’accusa DAC __________/__________ del __________ __________ __________ del Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, che propone la condanna dell'imputato:

                                        1. alla pena di 3 (tre) mesi di detenzione, sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 2 (due) anni,

                                        2. alla multa di fr. 50 000.–,

                                        3. al pagamento della tassa di giustizia di fr. 200.– e delle spese giudiziarie di fr. 1000.–,

e inoltre                             4. ordina la confisca e la devoluzione allo Stato di fr. 7003.80 sequestrati dalla polizia il 10 luglio 2001 presso la residenza "__________" e lo snack-bar "__________" di __________;

vista                                  l’opposizione al decreto d’accusa interposta dall'accusato il 3 agosto 2001;

indetto                               il dibattimento 2 ottobre 2003, al quale sono comparsi l'accusato e il difensore, mentre il Procuratore pubblico ha rinunciato a intervenire postulando la conferma del decreto d'accusa;

accertate                           le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

sentito                               il difensore, il quale si duole preliminarmente di come il decreto d'accusa disattenda l'art. 200 cpv. 1 lett. b CPP, non specificando i correi, complici o intermediari che avrebbero partecipato a detti reati; né può sanare il vizio il fatto che tali informazioni siano desumibili da altri atti, come ha avuto modo recentemente di statuire la CRP nella nota sentenza __________; l'imputato va dunque prosciolto già per questo motivo; ma anche volendo entrare nel merito del decreto d'accusa, il difensore rileva come l'imputato non abbia assolutamente facilitato il soggiorno illegale di straniere così come inteso dalla giurisprudenza del Tribunale federale, avendo egli sempre fatto in modo – per quanto da lui ragionevolmente esigibile – di rispettare le norme di legge e avendo in particolare sempre proceduto alla notifica del soggiorno delle turiste alle autorità di polizia; egli non ha quindi mai impedito né vanificato in alcun modo la possibilità per le autorità inquirenti di accertare eventuali violazioni delle norme di soggiorno da parte delle straniere, avendo egli agito sempre "alla luce del sole"; né l'imputato ha in qualche modo favorito l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva delle interessate; ne conclude per il proscioglimento dell'imputato per non avere commesso nessun comportamento penalmente rilevante, con spese a carico dello Stato e restituzione dell'importo sequestrato; in via subordinata, conclude per la sola imputazione inerente ai 5 casi "accertati" di soggiorno illegale (per i quali egli ribadisce, comunque sia, l'estraneità dell'imputato ai fatti), escludendo altresì al riguardo una cifra di affari nell'ordine di quella indicata nel decreto d'accusa; tale atto configurerebbe per altro un caso di lieve entità nel senso della dottrina (Roschacher, Die Strafbestimmung des Bundesgesetzes über Aufenthalt und Niederlassung der Ausländer, Zurigo 1991, pag. 74) punibile secondo l'art. 23 cpv. 6 LDDS; tale infrazione non può trovare tuttavia applicazione in base al principio dell'immutabilità del decreto d'accusa; anche in siffatta evenienza l'imputato andrebbe quindi prosciolto;

sentito                               da ultimo l'accusato;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

                                    1.  Se l'imputato è autore colpevole di violazione aggravata della LDDS, commessa nelle circostanze di cui sopra.                                                                      

                                    2.  In caso di risposta affermativa al quesito n. 1:

                                        2.1  quale pena dev'essere inflitta all'imputato,

                                        2.2  se dev'essere concessa la sospensione condizionale della pena e, se sì, per quale periodo di prova.                                                                      

                                    3.  Se dev'essere ordinata la confisca e la devoluzione allo Stato di fr. 7003.80 sequestrati dalla polizia il 10 luglio 2001 presso la residenza "__________" e lo snack-bar "__________" di __________.

                                    4.  Se l'eventuale condanna dev'essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni avverrà la cancellazione.

                                    5.  Il giudizio sugli oneri processuali.

letti ed esaminati                gli atti;

preso atto                          che il difensore e il Procuratore pubblico hanno postulato entrambi la motivazione scritta della sentenza;

ritenuto                              in fatto:

                                        che con decreto d'accusa del 27 luglio 2001 il Procuratore pubblico ha ritenuto __________ __________ colpevole di violazione aggravata della legge federale concernente la dimora e il domicilio degli stranieri, per avere – in qualità di amministratore unico con firma individuale delle società __________ __________ SA e __________ __________ SA e di azionista unico delle società __________ __________ __________ SA e __________ SA – gestito in prima persona e/o tramite collaboratori vari, il palazzo "__________" di __________ con annessa discoteca "__________" e la residenza "__________" di __________ con annesso snack-bar "__________", al fine di favorire il soggiorno illegale (in almeno 5 casi accertati) e l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva di un imprecisato numero (stimato comunque in alcune centinaia) di cittadine straniere (in particolare sudamericane e dei Paesi dell'est) che sapeva perfettamente essere dedite alla prostituzione praticata nelle camere da lui affittate loro e con l'adescamento dei clienti negli adiacenti esercizi pubblici, realizzando in tal modo un giro d'affari complessivo da lui stesso indicato fra 1 e 2 milioni di franchi l'anno;

                                        che, in applicazione della pena, il Procuratore pubblico ha proposto la condanna dell'imputato a 3 mesi di detenzione sospesi condizionalmente per un periodo di prova di 2 anni, alla multa di fr. 50 000.– e al pagamento di oneri processuali per complessivi fr. 1200.–;

                                        che il Procuratore publico ha disposto inoltre la confisca e la devoluzione allo Stato di fr. 7003.80 sequestrati dalla polizia il 10 luglio 2001 presso la residenza __________ e lo snack-bar __________ di __________;

                                        che __________ __________ ha introdotto il 3 agosto 2001 opposizione al decreto d'accusa;

e considerato                     in diritto:                           

                                        che secondo l'art. 23 n. 2 prima frase LDDS chiunque, nell'intento di procurare a sé o ad altri un indebito arricchimento, facilita o aiuta a preparare l'entrata o il soggiorno illegali di uno straniero è punito con la detenzione e con la multa fino a centomila franchi;

                                        che tale norma presuppone l'agire intenzionale dell'imputato (art. 18 cpv. 1 e 333 cpv. 1 CP);

                                        che, sull'imputazione di aver favorito il soggiorno illegale di straniere in almeno 5 casi accertati, questo giudice – dopo attenta valutazione degli atti istruttori e audizione dell'imputato – non può giungere al convincimento che quest'ultimo abbia agevolato intenzionalmente, foss'anche per dolo eventuale, il soggiorno delle interessate per un periodo superiore a 3 mesi;

                                        che l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva entro siffatto termine non implica, d'altro canto, un'entrata o un soggiorno illegali nel senso dell'art. 23 n. 1 LDDS – né tantomeno dell'art. 23 n. 2 LDDS – potendo tutt'al più rientrare nel campo d'applicazione dell'art. 23 n. 4 LDDS (cfr. DTF 128 IV 135 consid. 9d-f);

                                        che l'azione penale per quest'ultima possibile contravvenzione – non contemplata nel decreto d'accusa – si sarebbe tuttavia estinta per prescrizione sia relativa (settembre 2002) che assoluta (luglio 2003) in virtù degli art. 72 n. 2 cpv. 2 e 109 vCP;

                                        che all'omessa indicazione di tale reato nel decreto d'accusa non avrebbe dunque potuto soccorrere neppure un mutamento dell'imputazione a norma dell'art. 250 cpv. 1 CPP;

                                        che l'art. 23 n. 4 LDDS presuppone del resto l'impiego di uno straniero, non il semplice favoreggiamento della sua attività, che configura semmai un caso di complicità non punibile (art. 104 cpv. 1 CP);

                                        che, dato quanto precede, l'imputato deve in definitiva essere assolto anche dall'accusa di avere favorito "l'esercizio di un'attività lucrativa abusiva di un imprecisato numero (stimato comunque in alcune centinaia) di cittadine straniere";

                                        che il proscioglimento dell'accusato impone altresì di rinunciare alla confisca e alla devoluzione dei fr. 7003.80 sequestrati a titolo di provento del reato, come pure di porre le spese a carico dello Stato (art. 9 cpv. 4 CPP);

per questi motivi,                visti gli art. 23 cpv. 2 LDDS; 41, 58 seg. e 63 CP; 72 n. 2 cpv. 2 e 109 vCP; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

proscioglie                       __________ __________

                                        dall'accusa di violazione aggravata della LF concernente la dimora e il domicilio degli stranieri per i fatti descritti nel decreto d'accusa DAC __________/__________del ____________________ __________;

carica                               le spese allo Stato;

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il tramite di questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

– __________ __________, __________,

– avv. __________ __________, __________, – Procuratore pubblico Antonio Perugini, __________, – Ministero pubblico della Confederazione, Berna, – Sezione dei permessi e dell'immigrazione, Bellinzona, – GI Trib Div __________cap __________ __________, __________ __________ __________, __________ __________, __________, – Comando della Polizia cantonale, Bellinzona, – Ufficio del Giudice dell'istruzione e dell'arresto, Lugano.  

La sentenza è definitiva.

Il giudice:                                                                                 La segretaria:

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