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Ticino Il Presidente della Pretura Penale 29.06.2003 10.2002.255

29 juin 2003·Italiano·Tessin·Il Presidente della Pretura Penale·HTML·4,223 mots·~21 min·1

Résumé

Sentenza o decisione senza scheda

Texte intégral

Incarto n. 10.2002.255/AMM DAC 1047/2001

Bellinzona 7 maggio 2003  

Sentenza In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il giudice della Pretura penale

Marco Ambrosini

sedente con Laura Rossini in qualità di segretaria per giudicare

__________(difeso dall'avv. __________)  

accusato di                        omicidio colposo,

                                        per avere, per imprevidenza colpevole, cagionato la morte di __________ mentre, circolando alla guida della vettura BMW 730i targata TI __________, dopo essersi immesso su via __________ in provenienza dal posteggio della Pizzeria __________ e iniziata dopo alcune decine di metri la manovra di svolta a sinistra per immettersi su via __________, omesso negligentemente di scorgere per tempo il sopraggiungere da tergo dello scooter Malaguti targato TI __________ della vittima già in fase di sorpasso, costringendola conseguentemente a urtare contro la portiera anteriore sinistra del suo veicolo provocandone in tal modo la caduta. Lo scooterista, dopo aver strisciato sull'asfalto per 15–20 metri, terminava la corsa contro un paletto della segnaletica stradale mentre la motoleggera collideva con un muretto ivi esistente, rimbalzando poi contro una vettura posteggiata lì di fianco. Per l'urto, il __________ riportava le gravi lesioni documentate nel referto autoptico dell'8 giugno 2001 dell'Istituto cantonale di patologia che ne hanno provocato il decesso pressoché immediato,

                                        fatti avvenuti a __________ il 17 febbraio 2001,

                                        reato previsto dall'art. 117 CP;

                                        contravvenzione alla LF sugli stupefacenti,

                                        per avere, senza essere autorizzato, consumato personalmente circa 200 grammi di marijuana da lui acquistata presso negozi di canapai della regione,

                                        fatti avvenuti a Lugano e in altre imprecisate località, nel corso dell'anno antecedente il 17 febbraio 2001,

                                        reato previsto dall'art. 19a LS;

perseguito                         con decreto d’accusa DAC 1047/2001 del 10 dicembre 2001 del Procuratore pubblico Antonio Perugini, Bellinzona, che propone la condanna dell'accusato:

                                        1.  Alla pena di 75 (settantacinque) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni.

                                        2.  Al pagamento della tassa di giustizia di fr. 300.– e delle spese giudiziarie di fr.  4500.–.

e inoltre                             3.  Ordina il dissequestro a favore degli aventi diritto dell'autovettura marca BMW 730i e dello scooter marca Malaguti Phantom F12, ad opera della Sezione della circolazione, Ufficio tecnico, Camorino.

                                        4.  Rinvia la parte civile eredi fu __________ al competente foro civile per il giudizio sulle loro pretese di risarcimento;

vista                                  l’opposizione al decreto d’accusa interposta dall'accusato il 19 dicembre 2001;

indetto                               il dibattimento per il 7 maggio 2003, al quale sono comparsi l'accusato, il difensore e le parti civili __________ e __________;

accertate                           le generalità dell'accusato, data lettura del decreto d'accusa, proceduto all'interrogatorio dell'accusato;

sentito                               il difensore, il quale

                                    –   sul reato di omicidio colposo ritiene che la vittima – la quale non aveva neppure la patente, non portava regolarmente il casco e il cui ciclomotore era manomesso (motore truccato fino a raggiungere i 120 km/h, luci oscurate ecc.) – viaggiasse a velocità eccessiva e non avesse diritto di superare, che l'imputato potesse in ogni caso escludere un sorpasso illecito sulla sinistra, che egli abbia – comunque sia – regolarmente osservato il traffico retrostante senza potere né dovere scorgere alcun veicolo, che l'accusato non abbia in definitiva commesso nessuna violazione delle norme sulla circolazione stradale e che la colpa della vittima sia grave al punto da interrompere un eventuale nesso causale tra l'agire dell'imputato e il sinistro;

                                    –   sul reato di contravvenzione alla LS ritiene che l'infrazione, per altro non causale con il primo reato, sia in ogni caso prescritta;

                                    –   conclude per il proscioglimento dell'imputato da ogni accusa;

sentito                               da ultimo l'accusato;

posti                                 a giudizio i seguenti quesiti:

                                    1.  Se l'imputato è autore colpevole di:

                                        1.1  omicidio colposo, art. 117 CP, commesso nelle circostanze di cui sopra,

                                        1.2  contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, art. 19a LS, commessa nelle circostanze di cui sopra.                                     

                                    2.  In caso di risposta affermativa ai quesiti n. 1.1 e/o 1.2:

                                        2.1  quale pena dev'essere inflitta all'imputato,

                                        2.2  se dev'essere concessa la sospensione condizionale dell'eventuale pena e, se sì, per quale periodo di prova.                                                          

                                    3.  Se l'eventuale condanna dev'essere iscritta a casellario giudiziale e, se sì, quando e a quali condizioni avverrà la cancellazione.

                                    4.  Il giudizio sulle pretese di parte civile.

                                    5.  Il giudizio sugli oneri processuali.

letti ed esaminati                gli atti.

Ritenuto                            in fatto:

                                A.     __________ è giunto in Svizzera con la famiglia (i genitori e due fratelli maggiori) nel 1968, all'età di 10 mesi. Egli ha assolto le scuole dell'obbligo a __________ e a __________, e ha poi svolto l'apprendistato presso la ditta __________, conseguendo il relativo attestato. Nel 1997 __________ si è sposato con __________, dalla quale non ha figli. Nel 1998 i coniugi hanno divorziato, senza versamento di contributi alimentari. Attualmente __________ lavora come pittore alle dipendenze della ditta __________ e percepisce uno stipendio di circa fr. 4000.– mensili netti (cfr. verbale d'interrogatorio del 22 giugno 2001, act. 14, pag. 4). Egli vive solo in un appartamento a __________. __________ risulta incensurato, ma è stato oggetto di un provvedimento di revoca della licenza di condurre dal 25 giugno all'8 agosto 1986 per avere omesso di "concedere la precedenza a un motociclista prioritario" collidendo "con lo stesso, a __________ il 25.06.1986" (estratto del casellario cantonale della circolazione allegato al rapporto di polizia act. 8).

                                B.     Il 17 febbraio 2001, dopo aver fumato verso le 14.00 uno "spinello di marijuana" da solo nel proprio appartamento di __________ e avervi trascorso in sostanza il resto del pomeriggio, verso le 19.30 __________ si è recato con la sua automobile (una BMW 730i targata TI __________) a prendere un'amica, __________, residente a __________. Verso le 20.30 entrambi si sono diretti in auto alla pizzeria __________ dove __________ ha mangiato in piedi un trancio di pizza, senza sorbire bevande alcoliche. Verso le 20.50 egli si è rimesso alla guida del proprio veicolo accompagnato dall'amica, è uscito dal posteggio della pizzeria immettendosi su via __________ intenzionato a tornare a __________ e – dopo aver percorso alcune decine di metri – ha cominciato una manovra per svoltare a sinistra in via __________. Mentre si metteva in preselezione, egli è entrato in collisione con una motoleggera (scooter Malaguti targato TI __________) condotta dal diciassettenne __________ che stava sorpassando la BMW sulla sinistra. Pioveva ed era notte. Nella caduta successiva all'incidente il conducente della motoleggera ha riportato lacerazioni del fegato e della milza che ne hanno cagionato il decesso, accertato all'ospedale __________ alle 00.56 del 18 febbraio 2001.

                                C.     In esito alle indagini esperite, con decreto d'accusa del 10 dicembre 2001 il Procuratore pubblico Antonio Perugini ha ritenuto __________ colpevole di omicidio per negligenza e di contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti. In applicazione della pena, egli ha proposto la condanna dell'accusato alla pena di 75 giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 anni, così come al pagamento di una tassa di giustizia di fr. 300.– e di spese per fr. 4500.–. Il magistrato ha ordinato inoltre il dissequestro dei veicoli in favore degli aventi diritto (misura nel frattempo attuata) e ha rinviato per finire il giudizio sulle pretese degli eredi al foro civile. __________ ha introdotto il 19 dicembre 2001 opposizione al decreto d'accusa.

Considerato                       in diritto:

                                 1.     Giusta l'art. 117 CP chiunque per negligenza cagiona la morte di alcuno è punito con la detenzione o la multa. Commette un crimine o un delitto per negligenza colui che, per un'imprevidenza colpevole, non ha scorto le conseguenze della sua azione o non ne ha tenuto conto (art. 18 cpv. 3 prima frase CP). L'imprevidenza è colpevole se l'agente non ha usato le precauzioni alle quali era tenuto secondo le circostanze e le sue condizioni personali (art. 18 cpv. 3 seconda frase CP). Nella circolazione stradale, la negligenza è fondata in primo luogo sulla violazione delle norme di comportamento sancite dalla relativa legislazione (cfr. DTF 127 IV 38 consid. 2a, 122 IV 20 consid. 2b/aa, 121 IV 290 consid. 3, 106 IV 80; Rep. 1985 pag. 185). Occorre altresì dimostrare l'esistenza di un nesso causale – naturale e adeguato – fra il mancato ossequio delle norme della circolazione e il decesso, laddove il nesso adeguato non presuppone che il comportamento negligente sia la causa unica e immediata del risultato: tale requisito va ammesso anche quando all'evento abbiano contribuito altre circostanze quali la colpa della vittima o finanche di terzi, a meno da essere tanto eccezionali e sconsiderate da non poter essere previste e da far passare in seconda linea tutti gli altri fattori (DTF 115 IV 102 consid. 2b con richiami di giurisprudenza).

                                 2.     L'accusato fa valere anzitutto di non aver perpetrato nessuna infrazione alle norme sulla circolazione stradale. A suo parere, egli si è correttamente immesso dal parcheggio della pizzeria __________ e, in modo altrettanto irreprensibile, si è portato in preselezione per svoltare a sinistra in via __________ – segnalando previamente la manovra e prestando attenzione al traffico retrostante – prima di essere urtato dalla motoleggera in sorpasso. Sempre stando all'imputato, la collisione sarebbe dovuta esclusivamente alle gravi infrazioni commesse dal conducente di quest'ultimo veicolo il quale – oltre a non avere la licenza di condurre, a non portare regolarmente il casco e ad avere manomesso il ciclomotore – viaggiava a una velocità eccessiva, aveva le luci parzialmente oscurate e non era neppure abilitato a superare a sinistra un autoveicolo che aveva già regolarmente segnalato la propria intenzione di svoltare nella medesima direzione. L'interessato ritiene in altre parole che la sua manovra sia stata corretta e che, anche se ciò non fosse, la colpa della vittima sia stata grave al punto da interrompere ogni eventuale nesso causale fra il proprio agire e il sinistro.

                                 3.     Riguardo alle norme di circolazione stradale, l'art. 34 cpv. 3 LCS prescrive che il conducente intenzionato a cambiare la direzione di marcia, ad esempio per voltare, sorpassare, mettersi in preselezione, passare da una corsia a un'altra, deve badare ai veicoli che giungono in senso inverso e a quelli che seguono. Secondo il Tribunale federale, il conducente che intende voltare a sinistra, il quale si è posto correttamente verso l'asse della carreggiata e ha azionato l'indicatore di direzione, può di regola presumere – senza essere tenuto a prestare nuovamente attenzione nel momento in cui volta al traffico che lo segue – che nessun utente della strada lo sorpasserà illecitamente sulla sinistra (DTF 125 IV 83). Ciò non lo esime tuttavia, con ogni evidenza, dall'obbligo di badare al traffico retrostante prima di porsi al centro della carreggiata in vista di svoltare a sinistra (cfr. anche DTF 125 IV 89 consid. 2d in alto).

                                 4.     Nella fattispecie, dal referto peritale allestito il 30 maggio 2001 dall'ing. __________ risulta la seguente dinamica dell'incidente (cfr. act. 10, pag. 30 segg.):

                                        "4.1 Immissione BMW __________

                                        Il protagonista __________ parte dal ristorante __________ percorrendo la corsia dei posteggi parallela alla via __________ per poi immettersi sulla stessa.

                                        La BMW giunge sul marciapiede ed il conducente decide di immettersi sulla strada cantonale: non è dato di sapere se il protagonista __________ si sia completamente arrestato o abbia solo rallentato.

                                        In questo frangente la motoleggera guidata dal protagonista __________ si trova a circa 65 – 90 metri dalla BMW. […]

                                        4.2 Reazione __________

                                        La BMW, di colore scuro, si immette su via __________. La presenza della vettura risulta evidente quando la stessa è già completamente immessa sulla strada principale: in questo modo i suoi fari di coda sono visibili e il conducente dello scooter la può riconoscere come un ostacolo.

                                        Questa situazione si verifica circa 1.5 – 2 secondi dopo che il protagonista __________ ha iniziato la manovra di immissione.

                                        A questo punto il protagonista __________ decide di sorpassare la vettura appena immessasi sulla strada da lui percorsa. La distanza tra i due veicoli risulta a quel momento di circa 25 – 35 metri. Mancano circa 4 – 5 secondi al reciproco contatto. […]

                                        4.3 Fase di avvicinamento

                                        4.3.1 Circa tre secondi prima dell'urto

                                        La BMW si trova ormai completamente immessa su via __________ e sta accelerando.

                                        Lo scooter si trova ancora allineato in coda all'autovettura ad una distanza di circa 20 – 25 metri ed è sicuramente visibile con lo specchio retrovisore centrale.

                                        Il protagonista __________ sta iniziando la sua manovra di sorpasso. […]

                                        4.3.2 Due secondi dall'urto

                                        Circa due secondi prima che i due veicoli entrino in contatto tra loro, la reciproca distanza è di circa 10 – 15 metri.

                                        La BMW ha una velocità di circa 40 km/h ed inizia a spostarsi verso sinistra per mettersi in preselezione. Dal profilo tecnico, nessun elemento può attestare se il protagonista __________ abbia o meno azionato l'indicatore di direzione.

                                        La motoleggera si trova a ridosso della linea tratteggiata al centro della strada. Si trova in ogni caso fuori dalla 'zona morta' degli specchi retrovisori della BMW: lo scooter risulta sicuramente visibile almeno con lo specchio retrovisore interno della vettura. […]

                                        4.3.3 Un secondo dall'urto

                                        Circa un secondo prima dell'urto la BMW, che ha iniziato a rallentare per poter affrontare la svolta su via __________, viaggia a ridosso della linea tratteggiata al centro della strada. La sua velocità è di circa 35 km/h.

                                        La motoleggera è in questo momento già oltre la linea tratteggiata: rispetto alla BMW risulta ora visibile solo tramite lo specchio retrovisore sinistro.

                                        La reciproca distanza tra i veicoli è di circa 5 – 10 metri.

                                        Il fatto che anche la vettura si stia spostando verso sinistra risulta poco percettibile per il conducente dello scooter: dato che entrambi i veicoli si stanno spostando verso sinistra, il movimento relativo tra i due risulta essere minimo. Inoltre la BMW, dall'immissione su via __________ fino al momento dell'urto ha uno spostamento laterale di al massimo un metro compiuto su una distanza di circa 40 metri. […]

                                        4.4 Collisione

                                        Quando i due veicoli si trovano a circa 15 – 20 dal marciapiede all'angolo tra via __________ e via __________ si urtano, con uno strisciamento reciproco di alcune decine di centimetri.

                                        La velocità dello scooter è di circa 50 – 65 km/h mentre la BMW viaggia a circa 30 – 35 km/h.

                                        Quando il supporto della pedana per i piedi dello scooter si aggancia alla portiera della BMW (vedi punto 2.4.1) la motoleggera subisce un forte rallentamento (perde circa 10 km/h) e per reazione viene spinta verso sinistra. […]

                                        4.5 Fase postcollisione

                                        Con una velocità residua di circa 40 – 55 km/h lo scooter punta verso l'angolo tra via __________ e via __________. Dopo circa 10 – 15 metri di sbandata la motoleggera cade al suolo, toccando l'asfalto circa 5 metri prima del muretto che delimita la siepe dello stabile sull'angolo delle due strade.

                                        In prossimità del cordolo del marciapiede il conducente dello scooter si separa dal proprio veicolo, andando ad urtare il paletto della segnaletica stradale 'parcheggio coperto'.

                                        La velocità d'urto con il palo è stimabile in 35 – 50 km/h.

                                        La motoleggera striscia poi al suolo fino a collidere con il muretto della siepe, rimbalzando poi contro l'Opel Omega posteggiata lì di fianco".

                                 5.     Dalla dinamica dell'incidente appena descritta il perito giudiziario ha dedotto quanto segue (referto citato, pag. 34):

                                        "La causa dell'incidente va reciprocamente ricercata nel comportamento dei protagonisti.

                                        Vi è da considerare l'immissione su via __________ del protagonista __________: all'inizio di tale manovra la motoleggera era ancora relativamente lontana.

                                        La decisione di dare avvio alla manovra è quindi giustificabile.

                                        D'altro canto il protagonista __________ asserisce di non aver assolutamente visto la motoleggera sopraggiungere da via __________. In questo senso vanno ribadite le condizioni meteorologiche e ricordato che le luci della motoleggera erano state dipinte di colore scuro. Pure lo scooter e gli indumenti del conducente erano di colore scuro.

                                        Vi è però da sottolineare che prima di svoltare su via __________ lo stesso __________ avrebbe avuto la possibilità di percepire la presenza dello scooter. Tale mancanza va forse ricercata nella brevità del tratto percorso su via __________: nel momento in cui lo scooter è evidentemente visibile negli specchi retrovisori il __________ sta terminando l'immissione su via __________. Inoltre, non avendo in precedenza visto sopraggiungere nessuno, il __________ non si aspetta nessun sorpasso.

                                        È poi verosimile che quest'ultimo abbia guardato unicamente nello specchio laterale quando lo scooter era ancora visibile solo tramite lo specchio retrovisore interno. Ribadisco comunque quanto indicato al punto 3.1.1: le condizioni di visibilità avrebbero dovuto imporre una maggiore attenzione".

                                 6.     Dal fascicolo processuale risulta per il resto che la motoleggera circolava con le luci accese (perizia, pag. 13; cfr. anche complemento peritale, pag. 3 verso il basso: "sulla scorta dello stato del filamento della lampadina in esame si può … asserire con certezza che la stessa ha subito un violento urto mentre era accesa. Per quanto sopra ritengo che le luci anabbaglianti della motoleggera erano, al momento del sinistro, accese"). Il prevenuto sottolinea come le luci fossero state illecitamente oscurate dalla vittima. Già si è detto nondimeno che, secondo gli accertamenti peritali, tale circostanza non ha impedito al conducente della motoleggera – comunque sia – di essere chiaramente visibile per il conducente dell'automobile (sopra, consid. 4 seg.; v. anche consid. 7).

                                        Quanto alla velocità della motoleggera, l'imputato – fondandosi sul parere dell'ing. __________ da egli consultato – si duole che il perito giudiziario non abbia vagliato tutte le eventualità che potessero escludere una propria colpa. Le ipotesi considerate dalla difesa sono state giudicate nondimeno inverosimili dallo stesso esperto evocato dall'accusato a sostegno delle sue tesi e, per di più, ininfluenti ai fini del giudizio sulle responsabilità dei protagonisti nell'incidente (act. 28, pag. 3 a metà e pag. 4 verso l'alto; cfr. anche act. 10, pag. 29 in fine e pag. 34 verso l'alto). Il fatto che circolando a una velocità costante di 50–55 km/h lo scooter non avrebbe potuto superare o non si sarebbe trovato nel luogo di collisione (act. 28, pag. 4 a metà e verso il basso) non è del resto suscettibile d'interrompere il nesso causale fra la colpa dell'accusato e il sinistro: la realizzazione di un evento è sempre frutto di una serie di circostanze convergenti, in assenza delle quali il risultato non avrebbe luogo. La tesi della difesa condurrebbe in sostanza a escludere la responsabilità dell'accusato per il solo fatto che la vittima si sia messa alla guida dello scooter, a prescindere dalle cause effettive dell'incidente. Il che non risulta certo ammissibile.

                                        Né giova all'accusato sostenere ch'egli non dovesse aspettarsi un sorpasso illecito della motoleggera, ove si consideri che – secondo le risultanze peritali – la manovra del centauro non era vietata ma solo sconsigliabile (act. 10, pag. 35 verso l'alto). Giovi inoltre rammentare che, comunque si opini riguardo alla liceità del sorpasso, un'eventuale infrazione compiuta dal conducente della motoleggera non esimeva in ogni caso il prevenuto dall'obbligo di badare al traffico retrostante prima di porsi al centro della carreggiata in vista di svoltare a sinistra (cfr. anche DTF 125 IV 89 consid. 2d in alto).

                                 7.     Assodata la violazione da parte del prevenuto delle norme della circolazione stradale, in specie dell'art. 34 cpv. 3 LCS, occorre esaminare se fra il comportamento negligente dell'interessato e la morte del conducente della motoleggera sussista un nesso causale. Per quel che riguarda anzitutto il nesso di causalità naturale, tale requisito risulta senz'altro adempiuto, l'inosservanza del traffico retrostante avendo innegabilmente concorso alla realizzazione dell'incidente, e il sinistro avendo cagionato il decesso del conducente dello scooter (cfr. la relazione 8 marzo 2001 dell'Istituto cantonale di patologia, pag. 1 nel mezzo e pag. 2 in alto, allegata al "rapporto riassuntivo d'autopsia" act. 12). Quanto al nesso di causalità adeguata, l'imputato si duole che alla vittima siano addebitabili colpe gravi al punto da far passare in secondo piano il proprio eventuale comportamento illecito. Ora, è vero che il conducente della motoleggera non era in possesso della licenza di condurre (act. 8, pag. 3 verso l'alto), che portava il casco verosimilmente non allacciato (act. 10, pag. 15 in basso) e che il veicolo si presentava in uno stato difettoso (motore truccato, luci oscurate, pneumatici usurati, sospensioni modificate ecc.: act. 6 e act. 10, pag. 14 in basso). Le infrazioni perpetrate dalla vittima non esimevano tuttavia l'imputato dall'obbligo di rispettare le norme della circolazione stradale, in particolare di badare al traffico proveniente da tergo in virtù dell'art. 34 cpv. 3 LCS. E come si è detto poc'anzi, il conducente dell'automobile poteva e doveva accorgersi – prestando la dovuta attenzione a quanto accadeva alle sue spalle – della presenza della motoleggera che si accingeva a superarlo sulla sinistra. Le colpe ascrivibili alla vittima, in altri termini, non sono tali da escludere ogni nesso causale dell'infrazione commessa dall'accusato con il sinistro e, in ultima analisi, con il decesso del conducente dello scooter.

                                        Interrogato dalla difesa sulle "condizioni [che] avrebbero dovuto realizzarsi per far in modo che il conducente __________, anche con maggiore attenzione, nulla avrebbe potuto per evitare la collisione", il perito giudiziario si è del resto così espresso (complemento peritale, pag. 8):

                                        "Le condizioni per cui il sinistro avesse comunque avuto luogo benché il conducente __________ avesse prestato maggiore attenzione potrebbero ad esempio essere state la velocità estremamente elevata dello scooter in avvicinamento oppure il mancato azionamento dei fari.

                                        Queste condizioni, le uniche che potrebbero giustificare la mancata percezione da parte del protagonista __________ del sopraggiungere dello scooter, devono tuttavia essere scartate in considerazione dei dati di fatto raccolti ed elencati nel rapporto peritale 2001.03 e nel presente complemento.

                                        Tecnicamente non vi sono elementi oggettivi che hanno impedito al protagonista __________ di scorgere la motoleggera in tutta la fase che ha preceduto la svolta della BMW verso via __________ o al momento della sua decisione di immettersi sulla via __________".

                                        Dato quanto precede, questo giudice – valutando l'insieme delle risultanze istruttorie – perviene al convincimento che l'accusato abbia effettivamente commesso il reato ravvisato dal Procuratore pubblico di omicidio colposo, per avere negligentemente omesso di prestare la dovuta attenzione ai veicoli che seguivano (art. 34 cpv. 3 LCS) e avere in tal modo provocato l'incidente che ha portato al decesso del conducente della motoleggera.

                                 8.     Per quel che concerne la contravvenzione alla legge federale sugli stupefacenti, il reato ascritto all'imputato risale "all'anno antecendente il 17.02.2001" (decreto d'accusa, pag. 2 in alto). Ne discende che l'azione penale si è estinta per prescrizione assoluta – secondo l'art. 109 CP nella versione in vigore fino al 30 settembre 2002 – nel mese di febbraio del 2003. Al riguardo, l'imputato deve pertanto essere prosciolto dall'addebito (sulle conseguenze della prescrizione dell'azione penale, cfr. DTF inedita 1P.258/2002 del 2 ottobre 2002, consid. 3.4).

                                 9.     Quanto alla commisurazione della pena, per l'art. 63 CP il giudice fissa la sanzione in base alla colpa del reo, tenendo conto dei motivi a delinquere, della vita anteriore e delle condizioni personali. In concreto occorre considerare, da un lato, le tragiche conseguenze della negligenza dell'accusato – che ha cagionato la morte di un ragazzo – e quindi l'oggettiva gravità dell'imputazione. Per altro verso occorre altresì tenere conto delle innegabili colpe addebitabili alla vittima, così come della tragica fatalità che sempre è presente in infortuni colposi dovuti a pochi attimi di disattenzione. In favore dell'imputato concorre inoltre l'assenza di precedenti penali, sebbene risulti a suo carico la misura amministrativa di revoca della licenza di condurre evocata in precedenza (consid. A in fine). Tutto ben ponderato, si giustifica in definitiva di condannare l'imputato a una pena di 40 giorni di detenzione e di addebitargli inoltre gli oneri processuali. Risultano d'altro canto adempiuti i requisiti oggettivi e soggettivi sanciti dall'art. 41 CP per ammettere l'interessato al beneficio della sospensione condizionale della pena. Il periodo di prova di tre anni proposto dal Procuratore pubblico risulta appropriato alle circostanze del caso concreto.

Per questi motivi,

visti                                   gli art. 109 vCP, 117 CP; 34 cpv. 3 LCS; 19a LS; 9 segg. e 273 segg. CPP; 39 LTG;

rispondendo                       ai quesiti posti come segue:

dichiara                           __________

                                        autore colpevole di omicidio colposo, per i fatti avvenuti a __________ il 17 febbraio 2001 nelle circostanze descritte nel decreto d'accusa DAC 1047/2001 del 10 dicembre 2001 del Procuratore pubblico Antonio Perugini, Bellinzona;

proscioglie                       __________

                                        dall'accusa di contravvenzione alla LF sugli stupefacenti, per i fatti descritti nel decreto d'accusa appena citato,

                                        essendo intervenuta la prescrizione assoluta dell'azione penale;

condanna                         __________

                                        1.  alla pena di 40 (quaranta) giorni di detenzione sospesa condizionalmente per un periodo di prova di 3 (tre) anni,

                                        2.  al pagamento delle tasse e spese giudiziarie di complessivi fr. 5400.–,

e inoltre                           3.  rinvia la parte civile eredi fu __________ al competente foro civile per il giudizio sulle loro pretese di risarcimento;

ordina                              l'iscrizione della condanna a casellario giudiziale, che sarà cancellata trascorso il periodo fissato dagli art. 80 e 41 n. 4 CP;

le parti                               sono state avvertite del diritto di presentare, per il tramite di questo giudice, dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e revisione penale entro il termine di cinque giorni e del diritto di richiedere entro lo stesso termine la motivazione della sentenza (art. 276 cpv. 2 CPP);

                                        la motivazione del ricorso per cassazione deve essere presentata a questo giudice, in tre esemplari, entro 20 giorni dalla notificazione della sentenza scritta, con la precisa indicazione dei motivi e delle norme di legge che si ritengono lese (art. 289 cpv. 2 CPP).

Intimazione a:

– __________, – avv. __________, – Procuratore pubblico Antonio Perugini, Bellinzona, – Eredi fu __________, – avv. __________, – Sezione della circolazione, Camorino (1629), – Ministero pubblico della Confederazione, Berna,  

e, al passaggio in giudicato della sentenza, a

                                        – Comando della Polizia cantonale, Bellinzona,

                                        – Sezione esecuzione pene e misure, Torricella,

                                        – Servizio di coordinamento in materia di casellario giudiziale, Bellinzona,

                                        – Ufficio del GIAR, Lugano.

Il giudice:                                                                     La segretaria:

Distinta di pagamento         a carico di __________

                                        fr.                      900.–          tassa di giustizia

                                        fr.                    4500.–          spese giudiziarie                      

                                        fr.                    5400.–          totale

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