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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 18.06.2003 INC.2003.3703

18 juin 2003·Italiano·Tessin·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·2,529 mots·~13 min·1

Résumé

Sentenza o decisione senza scheda

Texte intégral

Incarto n. INC.2003.3703

Lugano 18 giugno 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

__________

              sedente per statuire sull'istanza di libertà provvisoria presentata il 10/11 giugno 2003, da

__________, attualmente c/o PCT rappr. dall'avv. __________

  qui trasmessa con preavviso negativo del 16/17 giugno 2003, dal Procuratore pubblico __________;

viste le osservazioni della difesa, al preavviso negativo, di data 18 giugno 2003;

visto l'incarto MP __________;

ritenuto

in fatto

A.

__________ è stato arrestato il 22 gennaio 2003, con imputazioni di riciclaggio, infrazione aggravata alla LFStup e falsità in documenti; l'arresto è stato confermato da questo giudice il giorno successivo, ritenuti gravi indizi di reato, pericolo di fuga e bisogni dell'istruzione (doc. _,  inc. GIAR __________).

L'accusato è giunto in Svizzera, alla data indicata sopra, a seguito d'estradizione dagli USA, richiesta dal Ministero pubblico di Lugano; l'arresto a fini estradizionali è avvenuto il 17 gennaio 2002 a Miami (USA) in esecuzione di due ordini d'arresto internazionali (7 marzo 2001 e 29 gennaio 2002) emanati, appunto, dal Ministero pubblico (doc. _, inc. GIAR __________).

B.

Come risulta, in breve sintesi, dagli ordini d'arresto citati, __________ è accusato di aver riciclato ca. 3 mio di USD tramite il conto bancario (presso la __________) della società __________., raccogliendo denaro (proveniente dal traffico di stupefacente) in Europa, con l'ausilio  di falsi documenti relativi a "sottoscrizioni" fasulle, trasferendolo poi in Sudamerica (Colombia e isole Cayman). Il denaro sarebbe stato utilizzato anche per (ri)finanziare il traffico di cocaina. I fatti in questione sarebbero avvenuti tra il 1998 ed il 1999, in Svizzera, Olanda, Stati Uniti e Colombia.

C.

Con l'istanza qui in discussione (10 giugno 2003), __________ sostiene che la carcerazione non è più compatibile con il principio di proporzionalità. Egli è detenuto da oltre 16 mesi, respinge le accuse mossegli ed ha collaborato con gli inquirenti per dimostrare la sua estraneità ai fatti che gli vengono imputati.

Non vi sono più, secondo l'istante, bisogni istruttori sufficienti a giustificare la detenzione preventiva: egli ha sempre collaborato e fornito tutte le indicazioni in suo possesso (istanza punto 3.1.) e non vede dove possa situarsi il pericolo di collusione, a questo stadio dell'inchiesta.

E' pure escluso, sempre a suo dire, il pericolo di fuga (ibidem, punto 3.3). Il padre ed il fratello, entrambi con cittadinanza svizzera e residenti nel Canton Ginevra, sono pronti a garantire per lui (in che modo non è detto). 

D.

Di diverso avviso il magistrato inquirente (preavviso negativo del 16 giugno 2003).

Dopo aver elencato quelli che ritiene essere gravi indizi di colpevolezza (costituzione della società da parte dell'accusato e del cognato; provenienza illecita del denaro transitato sui conti della predetta società accertata da sentenze precedenti ed Affidavit di autorità estere; gestione personale da parte dell'accusato della "raccolta di capitali", con falsi documenti, per l'operazione immobiliare mai sviluppata; trasferimento in Colombia delle somme e emissione di assegni a terzi, il magistrato inquirente precisa che i bisogni istruttori si identificano nella necessità di salvaguardare, dall'influsso dell'accusato, alcune prove (testimonianze) che quest'ultimo ha chiesto di assumere e sulle quali egli (il magistrato) si deve ancora pronunciare. Il pericolo di collusione è desumibile dall'atteggiamento dell'accusato che ha ritrattato precedenti ammissioni (preavviso p. 4). Concreto e presente, sempre secondo il magistrato inquirente, il pericolo di fuga. L'accusato, che fruisce della doppia nazionalità svizzera e colombiana, prima dell'arresto viveva e risiedeva tra la Colombia e gli Stati Uniti, dove è rimasto oltre un anno prima dell'estradizione effettiva, essendosi opposto alla stessa. Questi fatti, se aggiunti alla pena ipotizzabile in caso di condanna, concretizzano il pericolo di fuga.

A quanto sopra, il magistrato inquirente aggiunge un'operazione del 1995 per 19,7 mio USD (accredito e addebito) su di un conto aperto presso la __________, istituto presso il quale l'accusato ha lavorato in quel periodo, e per la quale l'accusato si avvale del diritto di non rispondere.

Da ultimo, l'inchiesta è nelle fasi conclusive ed il periodo di detenzione sofferta (ed eventualmente ancora da soffrire, anche nell'eventualità della concessione della proroga richiesta con atto separato) è ancora rispettosa del principio di proporzionalità.

E.

Con le osservazioni del 18 giugno, l'accusato ribadisce il contenuto dell'istanza e sottolinea che l'aver richiesto la raccolta di alcune prove all'estero, non può influire sul perdurare della sua carcerazione. Le sue ammissioni, sono avvenute in un momento di confusione e davanti alla polizia. Da ultimo, la presunzione di condanna non è sufficiente a mantenere il carcere preventivo.

Delle altre osservazioni e/o argomentazioni delle parti si dirà, se del caso, nei considerandi che seguono.

Considerato

in diritto

1.

__________, accusato e detenuto, è certamente legittimato alla presentazione dell'istanza, che è stata trasmessa a questo ufficio nei termini di legge.

2.

I principi che reggono la materia, pur se noti alle parti, vengono qui riproposti:

"L'art. 95 CPP - corrispondente all’art. 33 scaturito dalla revisione parziale 23 settembre 1992 / 1. gennaio 1993 - dopo evidenza al cpv. 1 del principio secondo cui l'accusato si trova di regola in libertà, consente al cpv. 2 arresto, perdurare e proroga del carcere preventivo a' sensi dell'art. 103 CPP, quando esistono a carico dello stesso accusato gravi e concreti indizi di colpabilità per un crimine o un delitto e nel contempo sono presenti preminenti motivi di interesse pubblico, quali - per quanto qui concerne - i bisogni dell’istruzione, con particolare riguardo al pericolo di collusione che, - sia detto qui a futura memoria - può continuare ad esistere sino al pubblico dibattimento (sentenza della I Corte di diritto pubblico del Tribunale federale del 23 marzo 2000 in re S.B., consid. 4a). Si aggiunge, sempre con riferimento al caso in esame, che l’elenco dei motivi di interesse pubblico nell’art. 95 cpv. 2 CPP non è esaustivo (Messaggio aggiuntivo del 20 marzo 1991 concernente la revisione del CPP, ad art. 27, pag. 32, nota 3), tra altri possibili, essendovi quello della tutela dell’ordine pubblico (REP 1998 n. 105).

L'eccezione della cautelare privazione della libertà personale ha così trovato codificazione in una chiara base legale (di diritto cantonale: DTF 114 Ia 283 cons. 3), in corrispondenza ed a superamento di quanto già dettato dalla giurisprudenza della Camera dei ricorsi penali - nel solco di quella del Tribunale federale -, ritenuto implicito il rispetto della proporzionalità (REP 1980 pag. 44; 1986 pag. 158; 1988 pag. 413; DTF 102 Ia 381).

I menzionati presupposti vanno approfonditi con maggior rigore nella loro valutazione, quanto più si è protratta la restrizione della libertà e quanto più si avvicina la conclusione delle indagini (REP 1988 pag. 416; 1989 pag. 287 ss).

Ed anche questo giudice, come già la Camera dei ricorsi penali, non restringe la sua cognizione all'arbitrio (REP 1980 pag. 128)."

(per tutte: sentenza GIAR 21.12.2001 in re G., inc. 520.2001.5)".

3.

I gravi indizi di colpevolezza sono dati, nel caso concreto.

L'accusato sembra contestarli, respingendo le accuse. In realtà non ne contesta gli aspetti oggettivi bensì quelli soggettivi (cfr. verbale GIAR 23 gennaio 2003 p. 4).

Sia come sia, la presenza di sufficienti indizi di colpevolezza deve essere verificata d'ufficio.

Che la __________, sia stata utilizzata, di fatto, per riciclare denaro proveniente dal traffico di stupefacenti risulta sufficientemente indiziato (per le necessità della presente decisione) dagli accertamenti effettuati nell'ambito dell'inchiesta __________. E' questa inchiesta che ha dato origine agli ordini d'arresto concernenti il qui accusato. Gli indizi in questione concernono sia operazioni di traffico di cocaina concluse in Italia, sia operazioni concluse in Gran Bretagna (cfr. Assise criminali Lugano 15 febbraio 2001, pagine 92ss, 96, 10, 103ss, 104, 105). Come si può rilevare dalla tabella relativa alla movimentazione bancaria della relazione bancaria della __________ presso __________ (Verbale PS __________ 10.02.2003), la maggior parte delle entrate provengono da tale __________ e da una società denominata __________. Entrambi questi nomi sono legati al traffico di stupefacenti come si evince dalla sentenza citata e da un Affidavit delle autorità britanniche (entrambi in doc. _ inc. GIAR __________).

Quanto agli aspetti soggettivi va detto che la __________ è stata costituita per iniziativa dell'accusato (Verbale PS __________ 22 gennaio 2003, p. 1), che lo scopo per il quale la società è stata costituita (finanziamento progetti in Colombia e rientro capitali in Colombia: Verbale PS __________ 3 marzo 2003 p. 4 e 6) non risulta esser stato perseguito con particolare intensità (Verbali PP __________ 26 febbraio 2003, p. 4 e 20 marzo 2003, p. 2), che tra i formulari che (pretesamente) si facevano firmare agli "investitori" ve ne sono di palesemente falsi (Verbale PS __________ 22 gennaio 2003 p. 4 e 11 febbraio 2003 p. 1) e l'accusato afferma di averlo fatto sottoscrivere ad una sola persona (Verbale PS __________ 5 febbraio 2003, p. 2) gli altri essendo, a suo dire, "gestiti" da terzi (in particolare da tale __________: Verbale PP 7 maggio 2003, p. 3), che il denaro, una volta giunto in Sudamerica veniva prelevato mediante assegni e consegnato a terzi su indicazione del non meglio identificato LEAL (Verbale PP __________ 4 marzo 2003, p. 4).

Quando sopra è sufficiente a permettere di ritenere presenti concreti indizi anche in relazione agli aspetti soggettivi senza che sia indispensabile far riferimento ai dubbi che lo stesso accusato afferma (non solo davanti alla polizia) di aver avuto, perlomeno ad un certo momento (Verbale PP __________ 7 maggio 2003 p. 2), o al fatto che la società costituita dall'accusato per un ben preciso fine (perlomeno stando a quanto da lui dichiarato) era di fatto (secondo le affermazioni dell'accusato) ai servizi ed agli ordini di tale __________, persona con attività non ben definita, neppure dall'accusato ( Verbali PP __________ 4 marzo 2003, p. 4).

4.

Nel caso in esame, oltre a gravi indizi di colpevolezza per i reati ascritti (in particolare quello di riciclaggio) è dato, in modo concreto, il pericolo di fuga.

Per giustificare carcerazione preventiva, questo deve essere concreto e rivestire di una certa probabilità: in altri termini lo si ammette quando l’accusato, se posto in libertà, si sottrarrebbe con una certa verosimiglianza al perseguimento penale ed alla (eventuale) esecuzione della pena. La gravità della pena presumibile non basta, da sola, a motivare la carcerazione; occorre

valutare l’insieme delle circostanze, tra cui il carattere dell’accusato, la sua morale, i legami famigliari, il domicilio, la professione, la situazione economica e tutti quegli elementi che rendono la fuga non solo possibile ma probabile (DTF 19 gennaio 1999 in re G.S.; DTF 117 Ia 69).

Pacifico che a poco valgono, per quest'analisi, le semplici dichiarazioni d'intenti dell'accusato stesso.

__________ è cittadino svizzero e colombiano, residente in Colombia e negli Stati Uniti (in particolare negli ultimi anni). Gli attuali suoi legami con il nostro territorio sono limitati alla presenza nel Canton Ginevra del padre e del fratello. Questa circostanza non permette di affermare che in Svizzera l'accusato abbia il centro delle sue relazioni famigliari, sociali e economiche, relazioni che, al momento attuale, sono in altro continente.

Se le accuse dovessero essere confermate il rischio di una pena non lieve, e senza il beneficio della condizionale, esiste (i reati per i quali è stata promossa l’accusa prevedono anche la reclusione), pur tenendo in debito conto il fatto che non risultano precedenti penali a suo carico. Quest'ultimo elemento, da solo, può non essere determinante, ma deve essere attentamente considerato se ad esso se ne sommano altri come sopra descritto (SJ 1980 186; SJ 1981 135; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, no. 701).

Inoltre, deve essere considerato anche il fatto che l'accusato si è opposto all'estradizione. Era un suo diritto, ma è comunque indicativo del fatto che i suoi interessi sono altrove che in Svizzera.

Alla luce di questi elementi, è lecito presumere che le conseguenze di una fuga possano apparirgli quale male minore per rapporto a quello derivante dal rischio di ulteriore carcerazione (M. Luvini, op. cit., p. 292) e il pericolo di fuga deve essere considerato presente in modo concreto (DTF 102 Ia 382; DTF 106 Ia 407; DTF 117 Ia 69; SJ 1980 585).

Irrilevanti, a questo proposito, le non meglio precisate "garanzie" che i famigliari sarebbero pronti a dare per far si che l'accusato rimanga a disposizione dell'autorità inquirente. Non va dimenticato che gli stessi famigliari (alto funzionario presso l'ONU il padre e medico chirurgo il fratello) hanno comunicato, solo qualche giorno fa, di non essere in grado di aiutare economicamente l'accusato (doc. _ inc. GIAR __________). E' quindi da escludere che le garanzie in questione possano assumere la forma della cauzione.

5.

Accertato il pericolo di fuga ci si occupa del pericolo di collusione solo a titolo abbondanziale.

In relazione ai bisogni istruttori, atti a giustificare la misura restrittiva della libertà personale, occorre ricordare che questi non s'identificano semplicemente con gli atti istruttori in quanto tali, o con gli accertamenti         (ancora) da effettuare, bensì con il pericolo di collusione o d'inquinamento delle prove che (eventualmente) espone a rischio la corretta raccolta (o conservazione) di tali atti (G. Piquerez, Procédure pénale suisse, ZH 2000, nos. 2344 ss.; N. Schmid, Strafprozessrecht, ZH 1997, nos. 697 ss.; RDAT 1988 no. 24). In quest'ottica il fatto che l'inchiesta sia tuttora in corso non è, di per sé, decisivo, in quanto "Die Tatsache allein, dass noch nicht alle Beweise erhoben bzw. die Mitverdächtigen dingfest gemacht werden konnten oder dass der Angeschuldigte die Aussage verweigert, genügt nicht" (N. Schmid, op. cit., no. 701a). Occorre che l'indagato, se posto in libertà, possa pregiudicarne (o comprometterne) il corretto svolgimento e, conseguentemente, l'esito.

Per far ciò occorre che le prove sulle quali potrebbe innestarsi un pericolo di collusione siano individuabili. Non basta che l'accusato possa chiederne (ipoteticamente) di nuove. Certo, questa affermazione deve essere relativizzata nei casi di fattispecie complesse con ramificazioni internazionali dove, in ossequio al principio di celerità, succede di rinunciare alla raccolta di prove "marginali" e/o "circostanziali". Nel caso in esame l'accusato ha chiesto l'audizione di persone in qualche modo coinvolte nella movimentazione di denaro oggetto d'inchiesta (cfr. Verbale PP __________ 12 giugno 2003, p. 4). Anche se non lo si può affermare con certezza, un rischio d'influenza, visti i rapporti intrattenuti con queste persone, non può essere escluso.

6.

La detenzione preventiva subita, e quella presumibilmente ancora da subire, non è lesiva del principio di celerità.

Gravità dei reati imputati, pena prospettabile in caso di condanna, complessità della fattispecie e le sue ramificazioni internazionali fanno si che un ulteriore protrarsi della carcerazione preventiva non sia (ancora) lesivo di tale principio (SJ 1998 p. 247). Inoltre, come segnalato dal magistrato inquirente, l'inchiesta è in fase conclusiva e risulta essere stata condotta in modo celere.

Il fatto che l'accusato abbia subito ca. 12 mesi di carcere estradizionale non entra in questa valutazione, in quanto questo periodo "non può essere computato come carcere preventivo durante l'istruttoria secondo le norme sulla detenzione preventiva" (REP 1986 p.161).

7.

In conclusione, essendo presenti gravi indizi di reato, pericolo di fuga, pericolo di collusione (ancorché in misura minore) ed il perdurare della situazione privativa della libertà non essendo lesiva del principio di proporzionalità, l'istanza deve essere respinta. Ciò avviene con la presente decisione, esente da tasse e spese, impugnabile davanti la CRP.

P.Q.M.

richiamati gli articoli 305 bis e 251 CP, 19 cifra 2 LFStup, 95 ss. 102, 103, 279 ss, 284 CPP;

decide

1.      L’istanza di libertà provvisoria è respinta.

2.      Non si percepiscono né tassa né spese giudiziarie.

3.      Contro la presente decisione è dato ricorso alla Camera dei ricorsi penali entro dieci giorni dall’intimazione.

4.      Intimazione:

         -    Procuratore pubblico avv. __________;

(con copia delle osservazioni 18 aprile 2003 del patrocinatore dell’accusato);

         -    avv. __________, per sé e per l’accusato;

         -    Direzione del Penitenziario cantonale, Lugano-Cadro.

                                                                                 giudice __________

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