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Ticino Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto 25.04.2003 INC.1999.84906

25 avril 2003·Italiano·Tessin·Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto·HTML·4,212 mots·~21 min·2

Résumé

Sentenza o decisione senza scheda

Texte intégral

Incarto n. INC.1999.84906

Lugano 25 aprile 2003

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il Giudice dell'istruzione e dell'arresto

Ursula Züblin

  sedente per statuire sul reclamo presentato l'8 ottobre 2002 da

__________(patrocinato dall'avv. __________)  

contro

la decisione 2 ottobre 2002 del Procuratore pubblico avv. Claudia Solcà in materia di prove, nell'ambito del procedimento penale aperto contro il reclamante e __________ per titolo di truffa, appropriazione indebita, amministrazione infedele, falsità in documenti e riciclaggio (inc. MP __________);

preso atto delle osservazioni 17 ottobre 2002 della parte civile __________ (patrocinata da avv. __________) e 21 ottobre 2002 del magistrato inquirente, entrambi concludenti per la reiezione del reclamo;

visto linc. MP __________;

letti ed esaminati gli atti;

ritenuto

in fatto

A.

Preliminarmente occorre rilevare che la fattispecie è stata oggetto di precedenti decisioni di questo giudice: ne verranno ripresi accertamenti e dettagli, in quanto necessario alla presente decisione, nel seguito.

Dall'autunno 1997 è condotto un procedimento penale nei confronti di __________, sospetto autore di malversazioni ai danni di __________, che nel corso del 1998 ha esteso la propria denuncia anche a __________, già direttore della Banca __________ di __________

Con decisione 2 marzo 2000 il Procuratore pubblico ha promosso formalmente l'accusa nei confronti di entrambi i denunciati per i reati di appropriazione indebita, falsità in documenti e riciclaggio (un reclamo contro la promozione dell'accusa è stato respinto in ordine da questo giudice, v. inc. GIAR 103.2000.2 ed un ricorso contro la promozione dell'accusa è stato respinto nel merito dalla Camera dei ricorsi penali, v. inc. CRP 60.2000.00079).

Nell'autunno 2001 l'inchiesta è sfociata nell'estensione dell'accusa al reato di truffa e nel deposito atti (v. decisione MP 26 settembre 2001). Constatata la mancata evasione da parte del magistrato inquirente dell'istanza 26 ottobre 2001, con la quale __________ aveva chiesto una riformulazione della decisione di promozione dell'accusa richiamando una sentenza della CRP che avrebbe modificato la giurisprudenza sino a quel momento in vigore, il 30 ottobre 2001 l'accusato ha inoltrato reclamo a questo giudice, che lo ha respinto, per quanto ricevibile, con decisione 12 novembre 2002 (v. inc. GIAR 849.99.5).

B.

Il 2 novembre 2001 __________ ha inoltrato un complemento d'inchiesta, volto ad ottenere l'assunzione di diverse prove. Con decisione 2 ottobre 2002 il magistrato inquirente ha accolto soltanto alcune domande. Ha fatto seguito il reclamo in esame, che oltre a richiedere l'acquisizione di tutti i mezzi di prova oggetto dell'istanza 2 novembre 2001, postula che venga constatata la prescrizione dell'azione penale per i reati di appropriazione indebita ed amministrazione infedele e che il magistrato inquirente completi la decisione di promozione dell'accusa 2 marzo 2000 e quella di estensione dell'accusa 26 settembre 2001 ai sensi dell'art. 188 lett. b CPP.

Con ordinanza 9 ottobre 2002 (inc. GIAR 849.99.6 doc. 3), questo giudice ha negato al reclamo l'effetto sospensivo.

Il magistrato inquirente ha postulato la reiezione del gravame, limitandosi a riconfermarsi integralmente nella decisione impugnata, e __________ si è pure espressa per la reiezione, con argomentazioni di cui si terrà conto, per quanto necessario, nel seguito.

C.

__________ con scritto 30 ottobre 2002 ha prodotto l'istanza 23 ottobre 2002 e la risposta di pari data, con la quale il Procuratore pubblico ha precisato il contenuto delle decisioni di promozione dell'accusa 2 marzo 2000 ed estensione dell'accusa 26 settembre 2001, l'istanza 29 ottobre 2002, volta ad ottenere la completazione del suddetto scritto del magistrato inquirente e copia del verbale 30 ottobre 2002 di __________, figlio di __________.

Si precisa che avverso lo scritto 23 ottobre 2002 del Procuratore pubblico è tuttora pendente un ricorso inoltrato da __________ alla Camera dei ricorsi penali.

in diritto

1.

__________ sostiene che il Procuratore pubblico omettendo di constatare il decorso del termine di prescrizione "benché la questione sia stata sollevata più volte e peraltro sia manifesta nei suoi effetti giuridici", sarebbe incorso nella denegata giustizia. In particolare, l'azione penale sarebbe prescritta per tutti i reati oggetto della promozione dell'accusa 2.3.2000 ed inoltre non potrebbe entrare in linea di conto il reato di riciclaggio, in quanto i reati a monte, all'epoca dei fatti incriminati, erano qualificati come delitti e non come crimini.

Va innanzitutto rilevato che si ha denegata giustizia quando l'autorità alla quale compete l'emanazione di una decisione o l'impulso in un procedimento , semplicemente non vi pone mano oppure quando, pur dimostrandosi pronta a statuire, non lo fa tempestivamente e in modo adeguato alla natura delle cose e delle circostanze, ritenuto che il lamentato ritardo non sia compatibile con le esigenze processuali, segnatamente con i bisogni dell'istruttoria, con la complessità delle questioni di fatto e di diritto sollevate, nonché, ma in minor misura, con l'aggravio di pratiche pendenti (REP. 1998. p. 350, con riferimento a DTF 107 Ib 160).

L'obiezione sollevata dal reclamante in merito al decorso del termine di prescrizione non può essere considerata sufficientemente motivata, né del resto è compito di questo giudice rinvenire nel voluminoso incarto eventuali richieste del reclamante al Procuratore pubblico sulla questione, rispettivamente documenti o atti istruttori idonei a chiarire la situazione. Non è quindi possibile accertare l'asserita decorrenza del termine di prescrizione.

2.

Nella misura in cui il reclamo è volto a censurare la mancata completazione da parte del magistrato inquirente della promozione dell'accusa 2 marzo 2000 e dell'estensione dell'accusa 26 settembre 2001, esso risulta superato, e quindi privo di oggetto. Come detto, la questione è già stata oggetto di una precedente decisione di questo ufficio, (2 novembre 2002, inc. GIAR 849.1999.5).

3.

In termini generali per l'assunzione di prove proposte dalle parti nel corso dell'inchiesta valgono i seguenti principi.

a)

Gli art. 60 cpv. 1 (per la difesa) e 79 cpv. 1 CPP (per la parte civile), stabiliscono la facoltà di proporne in ogni tempo nel corso delle indagini di pertinenza del magistrato inquirente. Di massima, il Procuratore pubblico è tenuto a pronunciarsi in merito solo a conclusione dell’istruzione formale nel contesto di quanto disposto dall’art. 196 CPP (v. Messaggio aggiuntivo concernente la revisione totale del Codice di procedura penale del 20 marzo 1991, pag. 81, ad art. 58 ter risp. 61 bis del disegno di legge, per il rinvio del commento all’art. 58 quinquies risp. 61 quater del disegno di legge e all’art. 63 ter risp. 69 del disegno di legge: cfr. decisione 9 giugno 1995 in re F.M., GIAR 1093.93.10, e riferimenti), ma in presenza di anticipata decisione del magistrato inquirente è dato reclamo nelle vie ordinarie stabilite dagli art. 280 ss. CPP, ritenuto tuttavia che non potranno poi più trovare udienza in sede di deposito degli atti, a norma del citato art. 196 cpv. 1 CPP, complementi di prova in precedenza decisi e definitivamente respinti, per quanto concerneva necessità e contenuti dell’inchiesta (cfr. sentenze 15 luglio 1991 in re F.B., CRP 144/91, e 7 ottobre 1991 in re F.M., CRP 210/91; decisione 3 novembre 1993 in re G.G., GIAR 862.93.1), fatte beninteso salve nuove emergenze (v. decisione 17 agosto 1994 in re A.A., GIAR 209.94.12).

b)

I principi in base dei quali si deve determinare se la prova debba essere assunta, sono identici sia che la decisione avvenga in corso d'istruttoria, sia che avvenga alla conclusione della stessa (e nel termine del deposito degli atti).

"Per meritare di essere assunte, le prove proposte dalle parti contestualmente al deposito atti (art. 196 CPP), o in altro momento dell’istruttoria (artt. 60 cpv. 1 e 79 cpv. 1 CPP), devono rispettare tre concorrenti ordini di considerazione: esse devono essere motivate per quanto attiene al loro oggetto ed al loro scopo in diretta connessione con la fattispecie inquisita; tali mezzi di prova devono avere i requisiti della novità, della rilevanza e della pertinenza alle successive conclusioni di competenza del Procuratore Pubblico, dapprima per decidere se promuovere l’accusa oppure non far luogo al procedimento e poi (dopo conclusione dell’istruzione formale) se decretare messa in stato d'accusa o abbandono, sino se del caso a quelle del giudice di merito; per quest’ultima evenienza, le stesse prove devono essere di difficile produzione al dibattimento, avute presenti le finalità dell’art. 189 CPP, inteso appunto tra l’altro ad assicurarne la non interrotta assunzione (v. sentenza 24 gennaio 1990, inc. CRP 337/89; v. decisioni 17 febbraio 1993 in re L.P., inc. GIAR 135.93.1; 3 novembre 1993 in re G.G., inc. GIAR 862.93.1, e 14 giugno 1995 in re F.M., inc. GIAR 1093.93.5). Se, in particolare per l’accusato, la facoltà di proporre mezzi di prova è espressione del diritto di essere sentito ai sensi dell’art. 4 Cost. fed. (ora, art. 8 cpv. 1 della nuova Cost. fed.; v., da ultimo, DTF 124 I 49, consid. 3a p. 51; DTF 121 I 306, consid. 1b p. 308) e del “fair trial” ai sensi dell’art. 6 CEDU (v. Frowein/Peukert, EMRK-Kommentar, 2. Aufl. Kehl/Strassburg/ Arlington 1996, nota 99 ad art. 6 CEDU), il giudice del merito (ed il magistrato inquirente) è tenuto, in applicazione delle norme procedurali corrispondenti, a considerare rispettivamente ammettere soltanto quei mezzi di prova che “nach seinem richterlichen Ermessen entscheidungserheblich sind” (Frowein/Peukert, loc. cit. p. 231). Con riferimento specifico all’audizione di testi, il magistrato può rifiutare la prova proposta “wenn er die zu erwartende Antwort bzw. Aussage nach seiner freien Ermessensentscheidung für die Wahrheitsfindung nicht für beachtlich hält” (Frowein/Peukert, loc. cit., nota 202 ad art. 6 CEDU, con rinvii), nelle parole di Niklaus Schmid (Strafprozessrecht, 3. Aufl. Zürich 1997, margin. 270, con rinvii a DTF 103 Ia 491 et al. in nota 321) “wenn sie den rechtlich relevanten Sachverhalt als genügend geklärt erachten”. Di conseguenza, non è data violazione dell’art. 6 CEDU se il giudice del merito rifiuta un mezzo di prova dopo averne esaminato la pertinenza (v. Frowein/Peukert, loc. cit., nota 203 ad art. 6 CEDU, con rinvio al noto caso Vidal; come qui, v. decisione 17 giugno 1998 in re F.F., inc. GIAR 55.98.1 consid. 1). (GIAR 21 giugno 2001 in re C.)".

c)

Non va, inoltre, dimenticato che la fase in cui si colloca la presente discussione del complemento probatorio in questione è quella predibattimentale, finalizzata in primo luogo a permettere alla pubblica accusa di determinarsi sulle questioni se promuovere l’accusa o meno, indi se deferire l’accusato alla Corte competente oppure se pronunciare l’abbandono del procedimento (art. 184 cpv. 1 CPP, rispettivamente artt. 196 cpv. 1 e 198 cpv. 1 CPP combinati). Per costante dottrina e giurisprudenza, invece, l’eventuale utilità o opportunità della prova proposta nell’ottica del giudice del merito è elemento a favore della sua assunzione già nella fase predibattimentale unicamente qualora l’amministrazione di tale prova in sede dibattimentale sia impossibile, o vi sia concreto rischio che lo diventi.

4.

Per quanto riguarda le richieste di audizione della parte civile in contraddittorio con __________ e quelle di vari testimoni, si tratta di mezzi di prova che, a questo stadio della procedura, non appaiono né di rilievo né di pertinenza, vuoi per insufficiente motivazione, vuoi per carenza di novità nel contesto di quanto acquisito: segnatamente non possono essere considerate determinanti per il giudizio di competenza del Procuratore pubblico, che chiaramente persegue la via accusatoria, e neppure sono oggettivamente tali da consentire uno stravolgimento di questo indirizzo. Per i testi in particolare, prevale il principio della loro eventuale assunzione al dibattimento, sede propria dell'accertamento dei fatti.

Seguendo l'ordine proposto dal reclamo, e tenuti presenti i criteri menzionati ai considerandi precedenti, nonché la circostanza che il magistrato inquirente in sede di osservazioni si è limitato a riconfermarsi nella decisione impugnata, sui singoli complementi richiesti ci si esprime qui di seguito:

1) interrogatorio di __________ in contraddittorio con __________

Questo confronto era stato postulato poiché a __________ non era mai stata sentita alla presenza dell'accusato non essendogli stato ancora garantito il diritto di parteciparvi ed inoltre a __________ non era ancora stata fatta alcuna domanda in merito alla firma in calce alla dichiarazione datata luglio 1993 (MP, AI 106), all'inganno astuto di cui sarebbe stata vittima, nonché, riguardo all'eccezione di compensazione, ai pagamenti in nero effettuati a favore della __________.

In questa sede __________ ribadisce la necessità di procedere a tale atto istruttorio, evidenziando nel contempo che il magistrato inquirente, ammettendo l'interrogatorio a confronto fra i due accusati, e non quello con la parte civile, sarebbe incorso in una disparità di trattamento.

Nella decisione impugnata il magistrato inquirente ha ritenuto il confronto tra __________ e __________ non rilevante per il chiarimento della fattispecie, visto che quest'ultima è stata sentita il 27 maggio 2002 alla presenza dei difensori dei due accusati e che tutte le parti hanno ormai ribadito la propria versione dei fatti alla presenza di tutti i difensori.

Il reclamante invoca il diritto al contraddittorio. È pertanto utile ribadire che il contraddittorio è un diritto (dell'accusato) la cui violazione può condurre all'inutilizzabilità di determinate prove, ma che tale diritto non deve, necessariamente, essere garantito durante la fase delle indagini preliminari o dell'istruttoria predibattimentale; é sufficiente che avvenga prima del giudizio di merito, se del caso al dibattimento che è, e rimane, il momento centrale e qualificato del processo penale per l'assunzione e la valorizzazione della prova (art. 6 § 3 lett. d.; DTF 116 Ia 289; DTF I 127; artt. 259 e 247 cpv. 1 CP; GIAR 23 luglio 2001 in re C., inc. 501.98.7).

Nel caso specifico, quindi, non è tanto il diritto al contraddittorio, in quanto tale, ad essere determinante per la decisione, bensì l'utilità della prova proposta per le successive decisioni di competenza del Procuratore pubblico, ritenuto che lo scopo dell'istruttoria è quello di sottoporre l'accusa ad un preventivo (quindi non definitivo esame), al fine di pronunciare abbandono o rinvio a giudizio (art. 189 CPP), rispettivamente per garantirne ininterrotta assunzione.

Ciò premesso, è evidente che il confronto richiesto è senz'altro in connessione con la fattispecie inquisita, ma per avere valenza di prova meritevole di essere assunta nella corrente fase procedurale dovrebbe presentarsi con presunzione di rilevanza e di pertinenza ed anche di novità rispetto a quanto già acquisito. __________ non dà sufficiente ragione dell'importanza di quel confronto per il chiarimento della fattispecie - neppure precisa su quali singole circostanze dovrebbe essere sentita __________, né si tratterebbe di novità, ma piuttosto di ripetizione di quanto già descritto da __________ e dall'accusato nei rispettivi verbali. Del resto, nel corso del verbale 27 maggio 2002, il difensore del reclamante ha avuto la possibilità di formulare alla parte civile tutte le domande che riteneva opportune.

In siffatte circostanze il confronto richiesto appare superfluo, oltre a non risultare produttivo per le conclusioni del Procuratore pubblico, per cui potrà - se del caso - essere chiesto ulteriormente all'eventuale dibattimento.

Irrilevante ai fini della presente decisione il fatto che il magistrato inquirente abbia invece ammesso il confronto tra i due accusati.

3) audizione di __________

Per quanto concerne la richiesta di audizione di __________, figlia di __________, in quanto a conoscenza di determinate circostanze di fatto, per averle sentite dal madre o dal fratello, nonché dei motivi per i quali si è conclusa la relazione tra la madre e __________, il Procuratore pubblico ha ritenuto tale audizione inutile per l'inchiesta, non avendo __________ partecipato ai fatti salienti.

La parte civile postulante non dà sufficiente ragione dell'importanza (rilevanza e pertinenza) di questa testimonianza. Il reclamo su questo punto deve quindi essere respinto.

5) audizione di __________

Questo interrogatorio è stato chiesto poiché __________ ha spesso accompagnato il padre in banca e ha quindi assistito alle istruzioni date da quest'ultimo ai funzionari della banca, nonché ha avuto conoscenza di numerose operazioni, delle ragioni che le hanno determinate, nonché , per il tramite del padre o di tali funzionari, del comportamento di __________ e del suo consenso alla conclusione di determinate operazioni.

Nella decisione impugnata il Procuratore pubblico ha ritenuto tale atto istruttorio inutile, non potendosi il figlio sostituire al padre nel rispondere alle accuse, ed in particolare sull'esistenza di "Zahlungswille" e "Zahlunsfähigkeit" da parte di quest'ultimo.

La motivazione del diniego di tale atto istruttorio fornita dal Procuratore pubblico, appare di difficile comprensione, né è stata chiarita in sede di osservazioni. Di conseguenza, il reclamo su questo punto deve essere accolto.

6) interrogatorio di __________

Questo interrogatorio è stato chiesto in quanto __________ era il funzionario della __________ che ha ricevuto istruzione da __________ sui trasferimenti dal conto __________ al conto __________.

Come evidenziato dal Procuratore pubblico non è mai stato sostenuto che __________ fosse al corrente dei motivi alla base di tali operazioni, né tantomeno lo sostiene il reclamante in questa sede. In tali circostante questa audizione, non può essere ritenuta utile ad acclarare la fattispecie, a maggior ragione se si considera che neppure vengono precisate le singole circostanze su cui dovrebbe esprimersi.

La parte civile non ha quindi sufficientemente motivato tale richiesta, che deve pertanto essere respinta.

7) interrogatorio dell'avv. __________

A dire del reclamante, l'avv. __________, all'epoca dei fatti giurista presso la Banca __________, potrebbe riferire sui conti fuori dalla __________ ed interessati dal procedimento penale in corso.

La richiesta appare fin troppo generica e deve quindi essere respinta.

8) interrogatorio di __________

L'interrogatorio di __________, già funzionario della __________ di __________, è stato chiesto per riferire sulle prestazioni professionali fornite da __________ a favore di __________, anche al fine di dimostrare l'esistenza di crediti di quest'ultimo nei confronti della parte civile.

Nella decisione impugnata il magistrato ha rifiutato l'ammissione di tale mezzo di prova, ritenendolo inutile per l'inchiesta, in quanto __________ non avrebbe mai palesato precisi crediti nei confronti della parte civile.

Il reclamante non dà sufficiente ragione della rilevanza di tale atto istruttorio.

10) acquisizione di documenti (b, c, e, f, g,h)

b)  La richiesta di acquisire la documentazione relativa al conto del "__________" presso la __________ non è sufficientemente motivata e deve quindi essere respinta.

c)  Le medesime considerazioni valgono per l'acquisizione della documentazione relativa al conto __________ presso la Banca __________, limitandosi il reclamante a sostenere che "il fatto che "__________" non è tra quelli in esame" non significa ancora che l'acquisizione dei relativi documenti sia inconferente ai fini dell'indagine" e che l'esperienza in casi simili dimostrerebbe che anche conti non direttamente toccati dalle malversazioni, verrebbero acquisiti utilmente ai fini dell'inchiesta.

e)  La richiesta relativa a non meglio precisate dichiarazioni riguardanti il ruolo di __________ a favore della salvaguardia del patrimonio di __________ nella successione in Italia e a comprova dei pagamenti effettuati a suo favore, è quantomai generica, quindi non sufficientemente motivata, e deve pertanto essere respinta.

f)   Per quanto riguarda l'acquisizione di tutti i documenti concernenti la costituzione e l'utilizzazione della __________ o __________ presso la Banca __________, il Procuratore pubblico ha accolto la richiesta ordinando a__________, quale avente diritto economico della relazione bancaria in questione, detta documentazione. A tale proposito, giova rilevare che, così come evidenziato dal reclamante, questa modalità di acquisizione è irrita, non avendo l'avente diritto economico di un conto alcun diritto di informazione o acquisizione di documenti dalla banca. L'edizione di tale documentazione dovrà quindi essere chiesta alla Banca __________, presso la quale si trova il conto.

g)  La richiesta di acquisire la documentazione relativa ai conti di __________ presso la __________, non può essere accolta, trattandosi di conti che nulla hanno a che vedere con il procedimento penale in corso, non essendo stati oggetto di malversazioni da parte di __________. Del resto, lo stesso reclamante evidenzia che la documentazione di tali conti è chiesta per comprovare l'assenza di trasferimenti a favore di conti gestiti da __________.

h)  Relativamente alla richiesta di acquisire tutte le dichiarazioni di scarico e/o benestare rilasciate da __________ in relazione alle operazioni effettuate sui suoi conti presso le succursali della Banca __________ di __________ e __________, il magistrato inquirente nella decisione impugnata si è limitato a rilevare che tale documentazione "già si dovrebbe trovare agli atti poiché richiesta a suo tempo alla __________". Non spetta certo a questo giudice spulciare tutta la documentazione bancaria agli atti per verificare se effettivamente tali documenti sono già stati acquisiti: trattasi di una carenza di motivazione della decisione impugnata (si ricorda che l'obbligo di motivazione non concerne solo istanze e gravami, oltre a garantire il diritto di essere sentito, è presupposto essenziale per la verifica della fondatezza della decisione sia per le parti che per l'autorità di reclamo - GIAR 6 agosto 2001 in re C., inc. 528.2000.3). Spetterà quindi al Procuratore pubblico indicare se tali mezzi di prova siano o meno agli atti, in caso contrario essi dovranno essere acquisiti.

11) perizia giudiziaria

Nella decisione impugnata il Procuratore pubblico ha respinto la richiesta di allestimento di una perizia giudiziaria per più motivi. Innanzitutto ha evidenziato che il dr. __________, perito contabile nominato di comune accordo dalle parti e scelto dall'istante stesso (si veda in proposito il Protocollo d'intesa, doc. 16 allegato alla denuncia 21.12.1998), ha vagliato tutte le operazioni relative alla documentazione bancaria agli atti, ad eccezione dei conti __________, __________, __________, __________, __________ e __________, che sono però stati esaminati dall'Efin del Ministero pubblico, in quanto precedentemente celati dal reclamante stesso, che la destinazione della somma di 330 milioni è già stata accertata e che sarebbe azzardato chiedere la nomina di un perito per calcolare l'indennità dovuta al reclamante, non avendo mai avanzato una richiesta precisa e motivata in tal senso. Ha inoltre ritenuto inutile, al fine di stabilire con certezza quali prelievi ed addebiti siano stati privi di contropartita, una ricostruzione consolidata riguardo ai conti svizzeri ed esteri di pertinenza __________, non avanzando __________ alcun elemento concreto a sostegno di tale tesi.

In questa sede __________ ribadisce la propria richiesta di procedere all'allestimento di una perizia giudiziaria. Essa sarebbe necessaria, da un lato, perché al dr. __________ non è stata sottoposta tutta la documentazione bancaria agli atti (ad esempio quella dei conti __________, __________, __________, __________, __________ e __________, la cui movimentazione è stata esaminata soltanto dall'Efin), e dall'altro perché il suo rapporto non contiene una ricostruzione consolidata dei conti __________/__________ svizzeri ed esteri tale da permettere una quantificazione precisa dell'indebito profitto, rispettivamente del danno patito dalla parte civile, precludendo pure la possibilità di quantificare le indennità dovute a __________ per la gestione del patrimonio __________. Ci si troverebbe confrontati con una situazione niente affatto chiara: tutti i movimenti bancari oggetto dell'inchiesta e la loro destinazione sarebbero confusi ed incerti, prova ne sarebbe anche il fatto che la garanzia messa a disposizione per il dissequestro dei beni di pertinenza della famiglia__________ depositati presso la banca __________ di __________ sarebbe stata calcolata "a naso". Inoltre le conclusioni del dr. __________ contrasterebbero con quelle dell'Efin. L'allestimento di una perizia giudiziaria permetterebbe la ricostruzione di tutte le cosiddette operazioni di cambio, la destinazione della somma di Lit. 333 milioni, la verifica della conformità dei tassi di cambio contestati nei verbali a quelli di mercato, il calcolo delle indennità dovute a __________ per la gestione del patrimonio __________, la ricostruzione consolidata di tutti i conti __________/__________ fuori dall'__________, ed infine alla specificazione dei prelievi ed addebiti effettuati con certezza da __________.

Come detto, il magistrato inquirente non ha formulato osservazioni, riconfermandosi nella decisione impugnata.

Dagli atti risulta che il dr. __________ ha esaminato tutte le operazioni bancarie, ivi comprese quelle "speciali di cambio", relative ai conti __________, __________, __________, __________, __________ e __________. I conti __________, __________ (ex __________), __________, __________ __________ e __________, tutti di pertinenza della famiglia __________ e di cui gli ultimi quattro definiti irrilevanti per il procedimento in corso dall'avvocato del reclamante (cfr. AI 145), sono stati invece esaminati dalla Efin (rapporto 17 maggio 2001, inc. MP AI 203). In questa sede il reclamante non spiega per quali motivi essi dovrebbero essere oggetto di esame da parte di un perito giudiziario, limitandosi ad invocare in modo del tutto generico una disparità di trattamento, né tantomeno motiva l'asserzione secondo cui le conclusioni del dr.__________ contrasterebbero con il rapporto dell'Efin.

Premesso che, contrariamente a quanto sostenuto dal reclamante, la garanzia per il dissequestro dei fondi depositati a __________ su conti di pertinenza della famiglia __________ non è stata calcolata "a naso", bensì sulla base del danno fatto valere dalla parte civile (cfr. verbale udienza GIAR 4 dicembre 2000, inc. MP AI 168), una ricostruzione consolidata dei conti svizzeri ed esteri per stabilire quali prelievi siano stati privi di contropartita, non appare utile, non avendo il reclamante fornito elementi concreti e sufficientemente precisi a sostegno delle sue pretese nei confronti della parte civile per la gestione del patrimonio. Il destino della somma di Lit. 330 milioni è invece già stata accertata tramite la documentazione agli atti, mentre i tassi di cambi sono stati confermati dalla Banca __________.

Deve quindi essere respinta la richiesta volta all'allestimento di una perizia giudiziaria.

6.

In conclusione, nella misura in cui, per quanto non divenuto privo di oggetto, è ricevibile e motivato il reclamo merita accoglimento per l'audizione di __________ (consid. 4 ad 5), per l'acquisizione della documentazione relativa alla __________ o __________ dalla Banca __________ (consid. 4 ad 10 f) e per quella delle dichiarazioni di scarico e/o benestare rilasciate da __________ in relazione alle operazioni effettuate sui conti presso le succursali __________ e __________ della Banca __________ nella misura in cui non già manifestamente agli atti (consid. 4 ad 10 h), mentre per il rimanente è respinto con la presente decisione definitiva (art. 284 cpv. 1 lett. a CPP, e contrario), con seguito di tasse e spese e senza attribuzione di ripetibili.

Per questi motivi,

richiamati gli articoli di legge menzionati,

decide

1.      Il reclamo, nella misura in cui non è divenuto privo di oggetto, è accolto limitatamente all'audizione di __________, all'acquisizione della documentazione relativa alla __________ o __________ dalla Banca __________ e all'acquisizione, nella misura in cui non manifestamente agli atti, delle dichiarazioni di scarico e/o benestare rilasciate da __________ in relazione alle operazioni sui conti presso le succursali __________ e __________ della Banca __________; le altre richieste di prova sono respinte.

2.      La tassa di giustizia, fissata in fr. 400.00 è a carico del reclamante per fr. 300.00, senza assegnazione di ripetibili per prevalente soccombenza.

3.      La presente decisione è definitiva.

Intimazione a:

                                                                                 giudice Ursula Züblin

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