Incarti n. 80.2012.150 80.2012.151
Lugano 12 novembre 2012
In nome della Repubblica e Cantone Ticino
La Camera di diritto tributario del Tribunale d'appello
composta dai giudici
Andrea Pedroli, presidente, Stefano Bernasconi, Mauro Mini
segretario
Antonio Saredo-Parodi
parti
RI 1
contro
RS 1
oggetto
ricorso del 16 aprile 2012 contro la decisione del 28 marzo 2012 in materia di IC e IFD 2010.
Fatti
A. Nella dichiarazione fiscale 2010, RI 1, vedova e madre di tre figli,RI 1chiedeva la deduzione per figli a carico di fr. 21'800 per l’IC.
Notificandole la tassazione IC/IFD 2010, con decisione del 17 gennaio 2012, l’Ufficio di tassazione di Locarno negava la deduzione richiesta, ritenendo che non ne fossero adempiuti i presupposti.
B. Con reclamo del 10 febbraio 2012, la contribuente impugnava la suddetta decisione, contestando la mancata deduzione delle spese per il sostentamento dei figli. In particolare affermava di aver sostenuto notevoli spese per il figlio __________ (1989), di aver aiutato economicamente il figlio __________ (1991), poiché nel 2010 non avrebbe guadagnato a sufficienza ed infine di aver assistito anche il terzo figlio __________ (1988) apprendista cuoco ad __________ (Canton __________). Più precisamente la stessa si sarebbe fatta carico delle spese di abbigliamento e attrezzature varie necessarie per l’apprendistato menzionato.
C. Con missiva del 20 febbraio 2012, l’Ufficio di tassazione di Locarno specificava di non aver accordato la deduzione per figli a carico richiesta dalla contribuente per l’anno 2010 in quanto in base alle informazioni in possesso del fisco, __________ non era in formazione, __________ aveva entrate sufficienti per provvedere al proprio sostentamento e __________ non era domiciliato in Ticino. Per tali ragioni il fisco, per entrare nel merito del reclamo interposto chiedeva alla contribuente di inviare tutta la documentazione atta a dimostrare che i suoi tre figli fossero in formazione professionale e che avessero necessitato del suo sostegno finanziario. Segnatamente l’Autorità preposta chiedeva, per il figlio ____________________ un attestato di frequenza qualora quest’ultimo fosse iscritto ad una scuola; per __________, che era stato considerato autosufficiente poichè nel 2010 percepiva un reddito pari a poco più di fr. 2'000.–, chiedeva la documentazione comprovante le spese sostenute per il suo mantenimento ed infine, per ____________________ chiedeva documentazione riguardo l’eventuale formazione dello stesso, copia della decisione di tassazione emessa dal Canton __________ e pezze giustificative delle spese sostenute per il suo mantenimento.
La reclamante rispondeva con lettera del 9 marzo 2012 ed esponeva in modo molto generico la situazione dei suoi figli, indicando delle spese che ella avrebbe sostenuto per __________, omettendo tuttavia di allegare i documenti richiesti dal fisco ed ogni altro giustificativo delle spese a suo dire sostenute.
Con decisione del 28 marzo 2012 l’Ufficio di tassazione di Locarno respingeva il reclamo in quanto la contribuente non aveva comprovato gli esborsi sostenuti per i suoi tre figli ma si era limitata ad esporre a grandi linee la loro situazione personale. Di conseguenza l’Autorità di tassazione confermava la decisione di prima istanza.
D. Con lettera del 16 aprile 2012 RI 1 si rivolgeva all’Ufficio di tassazione, contestando il mancato riconoscimento delle deduzioni invocate ed allegando nuova documentazione, fra cui la decisione di tassazione per l’anno 2010 emessa dal Canton __________ per il figlio Ruben e copia di alcuni versamenti da lei effettuati a favore di quest’ultimo nel corso del 2010 per un totale di fr. 2'550.--.
L’Ufficio di tassazione, il 17 aprile 2012, dopo essersi fatto confermare dalla contribuente che la sua missiva doveva considerarsi ricorso contro la decisione su reclamo del 28 marzo 2012, la trasmetteva a questa Camera.
La ricorrente, dando seguito ad una lettera inviatale dalla scrivente Camera, il 27 settembre 2012 ha ribadito di aver sostenuto economicamente sia __________, che nel 2010 era senza attività lucrativa e non percepiva l’indennità di disoccupazione, che __________. Al tempo stesso ha prodotto un dettaglio spese e la polizza assicurativa di __________ nonché il contratto di tirocinio del figlio __________ relativo all’apprendistato di cuoco.
Diritto
1. 1.1.
Per l’art. 34 cpv. 1 lett. a LT, sono dedotti dal reddito netto, per ogni figlio minorenne, a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età, al cui sostentamento il contribuente provvede, 10'900.– franchi. Un’analoga deduzione è prevista pure in materia di IFD, per la quale però l’ammontare è limitato a fr. 6'100.– (cfr. art. 213 cpv. 1 lett. a LIFD; inoltre Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, n. 2 ad art. 35 LIFD, p. 149).
Ora, per figli a carico si intendono i figli minorenni (che, al 31 dicembre del periodo fiscale interessato non hanno ancora diciotto anni) e quelli a tirocinio o agli studi fino al 28.mo anno di età al cui sostentamento il contribuente provvede.
1.2.
In una decisione del 29 maggio 2002 in materia di IFD, il Tribunale federale ha osservato che la concessione della deduzione per figli non è subordinata alla condizione che il contribuente ne assicuri in larga misura il mantenimento. Determinante è che contribuisca al suo mantenimento, che il figlio (maggiorenne) sia dipendente da questo contributo. Perché il contribuente abbia diritto alla deduzione sociale per figli è ancora necessario che i contributi annui raggiungano almeno l'importo della deduzione (Tribunale federale, 29 maggio 2002, 2A.536/2001, in RF 2002 p. 632).
La dottrina è dello stesso avviso. La deduzione può essere concessa anche se il contribuente partecipa per meno del 50% alle spese di mantenimento (Locher, Kommentar zum DBG, vol. I, Therwil/Basilea 2001, n. 20 ad art. 35, p. 871): occorre invece che i contributi annuali raggiungano almeno l’ammontare della deduzione (Richner/Frei/Kaufmann, Handkommentar zum DBG, Zurigo 2003, n. 40 ad art. 213, p. 1451). Contrariamente al figlio minorenne, quello maggiorenne che prosegue nella formazione deve inoltre dipendere dal contributo prestatogli (Richner/Frei/Kaufmann, op. cit., n. 39 ad art. 213, p. 1450; Locher, op. cit., n. 31 ad art. 35, p. 873).
1.3.
Nel caso specifico, dalle informazioni allegate al fascicolo processuale, risulta che __________, figlio della ricorrente, al 31.12.2010 lavorava come tirocinante presso il __________ __________ di __________ conseguendo un salario mensile pari a fr. 1'020.–. Nel corso del 2010 ha potuto beneficiare di un reddito pari a fr. 20'213, cioè fr. 15'653 quale reddito da lavoro dipendente e fr. 4'560 a titolo di rendita per orfani.
Si deve allora constatare, secondo il corso ordinario delle cose e l’esperienza della vita, che un tale reddito è stato sufficiente per permettere a __________ di provvedere al proprio sostentamento. La contribuente inoltre, seppure più volte sollecitata, non ha documentato, né dinanzi all’Ufficio di tassazione né dinanzi a questa Camera, di avere contribuito al suo mantenimento per un importo almeno pari a fr. 10'900.--. Di contro è riuscita unicamente ad attestare esborsi per un totale di fr. 2'550.--, effettuati, tra l’altro, sino al 5 luglio 2010, ciò a riprova del fatto che per i mesi successivi __________ è verosimilmente riuscito a mantenersi grazie al proprio stipendio da apprendista e alla rendita per orfani.
Nelle circostanze del caso, considerato il reddito conseguito dal figlio della ricorrente e il fatto che quest’ultima non ha dimostrato di avere contribuito al suo sostentamento nella misura minima richiesta dalla legge, essendosi limitata in sede di ricorso a sostenere genericamente di provvedere “ai premi per la cassa malati, spese per il telefono mobile, vitto e spese di viaggio”, la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione per figlio a carico, va confermata.
2. 2.1.
Per quanto concerne __________, che non è né agli studi né in formazione professionale, si tratta di verificare se la contribuente non abbia diritto alla deduzione per persona bisognosa a carico.
2.2.
Per l’imposta cantonale, l’art. 34 cpv. 1 lett. b LT prevede una deduzione per sostentamento di un importo da 5'600.− a 10'900.− franchi al massimo, dal reddito netto, per ogni persona residente in Svizzera, totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, comprovatamente, per un importo di almeno 5'600.− franchi; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
Analogamente, per l’imposta federale diretta, l’art. 213 cpv. 1 lett. b LIFD prevede la deducibilità dal reddito netto di un importo di 6'100.− franchi per ogni persona totalmente o parzialmente incapace di esercitare un’attività lucrativa, al cui sostentamento il contribuente provvede, sempre che l’aiuto uguagli almeno l’importo della deduzione; questa deduzione non è ammessa per il coniuge e per i figli per i quali è già accordata la deduzione giusta la lettera a.
2.3.
Come risulta dal testo della legge, la deduzione per persona bisognosa a carico è ammessa soltanto se l'aiuto è almeno pari o supera l'importo annuo della deduzione (CDT n. 80.2001.00080 del 27 giugno 2001 in re E. P.; Agner/Jung/Steinmann, Kommentar zum Gesetz über die direkte Bundessteuer, Zurigo 1995, p. 149; Circolare n. 18 del 16 gennaio 1995 della Divisione delle contribuzioni, cifra 1.3.1., p. 2). Se l'aiuto non raggiunge almeno l'importo della deduzione concessa dalla legge, non può nemmeno essere concessa una deduzione ridotta (Baumgartner, in Zweifel/Athanas [a cura di], Kommentar zum schweizerischen Steuerrecht, vol. I/2a, ad art. 35 LIFD, p. 434; Richner/Frei/ Kaufmann, Kommentar zum Zürcher harmonisierten Steuergesetz, Zurigo 1999, p. 383). In altre parole, contributi per un importo inferiore a quello della deduzione sono irrilevanti per la deduzione (Bosshard/Bosshard/Lüdin, Sozialabzüge und Steuertarife im schweizerischen Steuerrecht, Zurigo 2000, p. 196).
2.4.
Secondo la lettera della norma cantonale e di quella federale, non basta che la persona assistita sia bisognosa, ma occorre che sia totalmente o parzialmente incapace di esercitare attività lucrativa ("erwerbsunfähige oder beschränkt erwerbsfähige Person"). La nozione di incapacità lucrativa, totale o parziale allude alla definizione della nozione di invalidità mutuata dal diritto delle assicurazioni sociali e comune a diverse leggi: LAI, LAINF, LAM, LAMal, LPP. Essa sta sostanzialmente a significare che la persona bisognosa d'aiuto deve essere limitata nella sua capacità di guadagno a seguito di incapacità al lavoro dovuta a infortunio, malattia professionale, malattia o infermità congenita (cfr. ad es. art. 4 LAI) o comunque più in generale a impedimenti d'ordine fisico o psichico.
2.5.
L'assenza di lavoro in quanto tale non giustifica da sola la necessità di aiuto. L'assenza di lavoro deve essere dovuta all'età avanzata, a infermità o a incapacità di guadagno per impedimenti fisici o psichici (Richner/Frei/Kaufmann, Kommentar zum harmonisierten Zürcher Steuergesetz, Zurigo 1999, § 34, n. 25, p. 383; inoltre CDT N. 80.97.00008 del 20 febbraio 1997, in RDAT II-1997 n. 8t).
2.6.
Venendo al caso di __________, la ricorrente argomenta che quest’ultimo, concluse le scuole medie, ha cercato di svolgere un apprendistato, ma è stato ostacolato dalle sue scarse conoscenze della lingua italiana. Nel periodo in discussione, inoltre, non avrebbe ancora percepito le indennità di disoccupazione.
A questo proposito, tanto la prassi dell’autorità fiscale quanto la dottrina (entrambe citate in Bosshard/Bosshard/Lüdin, op. cit., p. 191, nota 439) ammettono che sia adempiuto il requisito della capacità lucrativa limitata quando una persona, a causa della disoccupazione, non è in grado di conseguire un reddito lucrativo sufficiente. Poiché però non è determinante la disoccupazione in sé ma piuttosto lo stato di bisogno finanziario che ne dipende, una persona non si considera bisognosa fintantoché può percepire indennità di disoccupazione o prestazioni assimilabili: lo diventa invece nel momento in cui non può più ricevere aiuti di disoccupazione, nel qual caso è adempiuto, perlomeno di regola, anche il requisito della durevolezza dello stato di bisogno (Bosshard/Bosshard/ Lüdin, op. cit., p. 192).
Ora, nella fattispecie, la circostanza che il figlio della ricorrente non abbia rivendicato l’indennità di disoccupazione, pur non essendo riuscito a trovare un impiego quale apprendista, non consente di considerarlo incapace di conseguire un reddito lucrativo. Lo sarebbe, come detto, tutt’al più se avesse esaurito il suo diritto alle prestazioni dell’assicurazione contro la disoccupazione.
2.7.
Di conseguenza anche per quanto concerne __________ la decisione dell’autorità di tassazione di negare la deduzione (per persona bisognosa a carico) va confermata.
3. Il ricorso è conseguentemente respinto. Nonostante l’esito del ricorso, eccezionalmente si rinuncia a porre a carico della ricorrente la tassa di giustizia e le spese processuali, in considerazione della sua situazione economica.
Per questi motivi,
visti per le spese gli art. 144 LIFD e 231 LT
dichiara e pronuncia
1. Il ricorso è respinto.
2. Non si prelevano né tassa di giustizia né spese processuali.
3. Contro il presente giudizio è dato ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale in Losanna, entro 30 giorni (art. 146 LIFD; art. 73 LAID; art. 82 ss. LTF).
4. Intimazione a:
- ; - ; - ; - .
Copia per conoscenza:
- municipio di .
per la Camera di diritto tributario del Tribunale d’appello
Il presidente: Il segretario: