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Grigioni Tribunale cantonale Camera civile I 17.07.2019 ZK1 2019 42

17 juillet 2019·Italiano·Grisons·Tribunale cantonale Camera civile I·PDF·4,107 mots·~21 min·2

Résumé

curatela | KES Erwachsenenschutzrecht (allgemein)

Texte intégral

Kantonsgericht von Graubünden Dretgira chantunala dal Grischun Tribunale cantonale dei Grigioni 1 / 12 Sentenza del 17 luglio 2019 N. d'incarto ZK1 19 42 Istanza Prima Camera civile Composizione Brunner, presidente Michael Dürst e Pritzi Baldassarre, attuario Parti X._____ reclamante Oggetto curatela Atto impugnato decisione dell'Autorità di protezione dei minori e degli adulti Grigioni centrale/Moesa del 25.02.2019, comunicata il 26.02.2019 Comunicazione 23 luglio 2019

2 / 12 Ritenuto in fatto: A. A X._____, nata il _____ 1970, è stata diagnosticata da anni una schizofrenia paranoide. Primi sintomi di turbe psichiche sono documentati dal diciassettesimo anno di vita. Dai diciannove anni ha ricevuto cure psichiatriche, almeno una volta nell'ambito di un ricovero in una clinica A._____. Il Tribunale cantonale è a conoscenza del fatto che, nel Cantone dei Grigioni, X._____ è stata ricoverata quattro volte nella clinica B._____ di O.1_____. Il quarto ricovero, disposto all'Autorità di protezione dei minori e degli adulti (in seguito: APMA) Grigioni centrale/Moesa il 28 maggio 2019, è tuttora in corso (cfr. infra, lett. R seg.). B. Il 4 ottobre 2018, il dr. med. C._____ segnalava all'APMA Grigioni centrale/Moesa il deterioramento delle condizioni psichiche di X._____, riportando come questa si fosse sottratta integralmente alle terapie nelle settimane antecedenti, manifestando tendenze impulsive e aggressive. Il medico descriveva un comportamento bizzarro e psicotico, caratterizzato in particolare da minacce al padre e al marito, soliloqui e incuria, nonché dal rifiuto categorico di qualsiasi terapia. Il dr. med. C._____ diagnosticava una schizofrenia grave con tratti paranoidi e consigliava all'APMA Grigioni centrale/Moesa di disporre un ricovero a scopo d'assistenza. C. L'8 ottobre 2018, l'APMA Grigioni centrale/Moesa comunicava a X._____ l'apertura di un procedimento di accertamento e la invitava a un colloquio da tenersi il 15 ottobre 2018 nei locali dell'autorità. D. Il 9 ottobre 2018, la Polizia cantonale Grigioni informava l'APMA di essere intervenuta presso l'abitazione di X._____ su chiamata del marito, il quale sarebbe stato aggredito dalla stessa. Il giorno stesso, il dr. med. C._____ predisponeva il ricovero coatto di X._____ nella clinica B._____ di O.1_____. E. Il 1° novembre 2018, la clinica B._____ dimetteva X._____, affidandone le cure al dr. med. D._____. F. Il 5 novembre 2018, l'APMA Grigioni centrale/Moesa invitava nuovamente X._____ a un incontro fissato per il 16 novembre 2018. L'8 novembre 2018, X._____ informava per via telefonica l'APMA Grigioni centrale/Moesa di non poter e non voler presentarsi al suddetto colloquio, affermando inoltre di non voler recarsi dall'autorità neanche in futuro "perché sono solo problemi". Con lettera del 19 novembre 2019, l'APMA Grigioni centrale/Moesa fissava al 29 novembre 2019 la data per l'incontro, ritenuto necessario al fine di chiarire la situazione.

3 / 12 G. Nell'ambito del colloquio del 29 novembre 2019, X._____ dichiarava all'APMA Grigioni centrale/Moesa che suo marito le avrebbe rubato tutto, in particolare i documenti da essa conservati in casa, i terreni nella Valle Calanca e la casa di O.3_____. Il 19 dicembre 2018, l'Ufficio del Registro fondiario del Circondario del Moesano informava l'APMA Grigioni centrale/Moesa che, da quel che aveva potuto costatare, non risultavano cessioni relative agli immobili di X._____ nella Valle Calanca. H. Il 14 gennaio 2019, il dr. med. D._____ dichiarava che fosse difficile per lui prendere contatto con la paziente al fine di somministrarle i medicamenti necessari, poiché, sebbene talora fosse tranquilla, in altre situazioni la stessa si dimostrava alquanto agitata e nervosa. Il giorno stesso, una vicina di casa di X._____ informava l'APMA Grigioni centrale/Moesa che questa non stesse bene ed esibisse un comportamento nervoso e aggressivo. La vicina di casa aggiungeva come, a suo avviso, nessuno visitasse o in generale si curasse di X._____. I. Il 15 gennaio 2019, il dr. med. D._____ informava l'APMA Grigioni centrale/Moesa di esser stato contattato da diverse persone, in particolare anche dalla Polizia cantonale, e dichiarava di valutare un ricovero a scopo di assistenza. Il giorno stesso seguiva un'ulteriore segnalazione da parte di vicini di casa concernente diversi comportamenti non idonei della reclamante, in particolare l'uso inopportuno e pericoloso dell'autovettura. J. In seguito al fermo della reclamante da parte della Polizia cantonale del 16 gennaio 2019, il dr. med. E._____ disponeva quindi il ricovero a scopo di assistenza presso la clinica B._____ di O.1_____. Il 12 febbraio 2019, i medici della clinica dr. med. F._____, G._____e H._____ giungevano alla conclusione che la reclamante non rappresentasse un pericolo acuto per sé stessa e gli altri, ma avesse bisogno di sostegno nel campo medico e della salute, così come nei rapporti con la pubblica amministrazione, le assicurazioni e in altri negozi legali. Onde favorire il miglioramento della sua condizione psichica ed evitare che rappresentasse un onere per il suo ambiente familiare e sociale (nell'originale tedesco: "[…] eine Belastung fürs Umfeld"), i medici richiedevano all'autorità di prorogare il ricovero a scopo di assistenza. K. Il 18 febbraio 2019, l'APMA Grigioni centrale/Moesa comunicava a X._____ l'apertura della nuova procedura di accertamento. Il giorno stesso, la dr. med. I._____ veniva incaricata di esperire una breve perizia psichiatrica. L. Nella perizia psichiatrica breve del 21 febbraio 2019, la dr. med. I._____ diagnosticava a sua volta una schizofrenia paranoide. La perita affermava che, a causa della gravità della turba psichica e della sintomatologia ivi connessa, il trattamento

4 / 12 avrebbe potuto essere continuato solo per via di un ricovero a scopo di assistenza. A domanda circa il pericolo per sé stessa e gli altri rappresentato da X._____, la perita rispondeva che quest'ultima avrebbe potuto avere comportamenti molesti nei confronti di terzi (nell'originale tedesco: "[…] Dritte belästigen könnte"). La perita escludeva infine un trattamento ambulatoriale a causa del mancato riconoscimento della malattia, della sintomatologia ancora acuta e dell'insufficiente compliance della paziente da essa risultante. M. Il giorno stesso, i membri della sede principale di O.2_____ dell'APMA Grigioni centrale/Moesa comunicavano all'avv. lic. iur. L._____, dell'ufficio esterno di Roveredo, di essere contrari alla proroga del ricovero a scopo di assistenza. Essenzialmente, i membri della sede centrale ritenevano che l'istanza di proroga e la perizia psichiatrica indipendente non comprovassero sufficientemente che la reclamante rappresentasse un pericolo acuto per sé stessa e gli altri e che la proroga non ottemperasse pertanto al principio di proporzionalità. Essi proponevano per contro l'istituzione di una curatela e la disposizione precauzionale di un setting serrato di misure ambulatoriali. N. Il 25 febbraio 2019, l'avv. lic. iur. L._____ informava la clinica B._____ della decisione negativa dell'APMA Grigioni centrale/Moesa e teneva un colloquio con X._____. In tale ambito, X._____ acconsentiva all'istituzione di un'amministrazione di sostegno per l'amministrazione del patrimonio, i rapporti con la pubblica amministrazione e le assicurazioni. Acconsentiva inoltre all'istituzione di una curatela di rappresentanza per tutte le azioni connesse alla medicina e alla salute. L'amministrazione di sostegno e la curatela di rappresentanza sarebbero state affidate al curatore professionale M._____. X._____ dava inoltre il proprio assenso alle misure ambulatoriali ordinate dall'autorità (cfr. dichiarazione in vista dell'istituzione di una curatela, act. APMA Grigioni centrale/Moesa 45). O. Il giorno stesso, l'APMA Grigioni centrale/Moesa disponeva con decisione collegiale le suddette misure. La decisione è stata comunicata il 26 febbraio 2019. P. Il 6 marzo 2019, X._____ ha interposto ricorso (recte: reclamo) contro la decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa in due scritti indirizzati all'APMA Grigioni centrale/Moesa, in cui afferma di preferire di rimanere alla clinica B._____ che avere una curatela, misura a suo sentire futile ed esagerata. Negli scritti, X._____ sostiene inoltre di esser stata indebitamente messa sotto pressione in occasione del colloquio con l'avv. lic. iur. L._____, affinché sottoscrivesse la dichiarazione in vista dell'istituzione di una curatela.

5 / 12 Q. Il 12 marzo 2019, l'APMA Grigioni centrale/Moesa ha trasmesso il ricorso di X._____, per competenza, al Tribunale cantonale. Il giorno stesso, il Presidente della Prima Camera civile del Tribunale cantonale ha richiesto all'APMA Grigioni centrale/Moesa di trasmettere gli atti e presentare una risposta al reclamo o riesaminare la decisione impugnata entro il 15 aprile 2019. Il 2 aprile 2019, la reclamante ha inviato uno scritto al Tribunale cantonale, in cui affermava essenzialmente di non essere stata coinvolta nella decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa e di ritenere arbitraria l'istituzione delle relative misure. Il 12 aprile 2019, l'APMA Grigioni centrale/Moesa ha rinunciato a una presa di posizione approfondita e richiesto il respingimento del reclamo, spese e ripetibili a norma di legge, rimandando alle motivazioni della decisione impugnata e agli atti trasmessi in allegato. R. In seguito all'interposizione del reclamo, X._____ ha esibito nuovamente comportamenti cospicui, i quali hanno segnatamente portato a una nuova notifica della polizia all'APMA Grigioni centrale/Moesa, al medico curante e al curatore (act. APMA Grigioni centrale/Moesa 63 seg.). Il Tribunale cantonale è inoltre a conoscenza del fatto che, il 18 aprile 2019, X._____ ha avuto un aspro alterco con il padre N._____, in cui ha aggredito quest'ultimo verbalmente e fisicamente, minacciandolo e devastandone l'appartamento, disegnando segnatamente simboli neri sul tappeto bianco e incidendo con un oggetto appuntito croci nei vetri delle finestre. Inoltre, X._____ ha distrutto tutti i computer dello studio d'architettura paterno e inciso una croce nella porta vitrea dello stesso. Allontanatasi nella propria autovettura, X._____ sarebbe quindi stata fermata due volte dalla polizia, sottraendosi in un primo momento al fermo. In seguito a questa nuova e acuta esacerbazione della sintomatologia psicotica, il dr. med. C._____, O.3_____, ha disposto il giorno stesso il ricovero coatto di X._____. Nel periodo immediatamente successivo al ricovero, X._____ si è mostrata confusa, aggressiva ed eccitata e ha rifiutato, a tratti urlando, l'esplorazione e le visite mediche psichiatriche. Durante l'intero ricovero, X._____ ha esibito episodi qualificati d'irritabilità e impulsività, nonché espressioni d'emozione improvvise e paratimiche. Essa avrebbe infine ingiuriato ad alta voce il personale e compiuto simili azioni inconsulte, quali fumare nel letto della clinica nonostante il divieto e le richieste del personale. S. La nuova istanza di proroga inoltrata dai medici della clinica B._____ è stata accolta dall'APMA Grigioni centrale/Moesa con decisione del 28 maggio 2019. Il ricorso (recte: reclamo) interposto da X._____ il 29 maggio 2019 contro la suddetta decisione è stato respinto dal Tribunale cantonale con sentenza del 14 giugno 2019 (ZK1 19 90).

6 / 12 Considerando in diritto: 1.1. Le decisioni dell'autorità di protezione degli adulti possono essere impugnate con reclamo scritto e motivato (art. 450 cpv. 1 e 3 CC). Sono legittimate al reclamo segnatamente le persone che partecipano al procedimento (art. 450 cpv. 2 CC), in particolare la persona interessata (Lorenz Droese/Daniel Steck, in: Thomas Geiser/Christiana Fountoulakis [edit.], Basler Kommentar, Zivilgesetzbuch I, Art. 1-456 ZGB, 6.a edizione, Basilea 2018, no. 29 ad art. 450 CPC). Il termine di reclamo è di trenta giorni dalla comunicazione della decisione (art. 450b cpv. 2 CC). Nel Cantone dei Grigioni, autorità giudiziaria di reclamo competente è il Tribunale cantonale (art. 60 cpv. 1 LICC). Competente è la Prima Camera civile (art. 6 cpv. 1 lett. a dell'Ordinanza sull'organizzazione del Tribunale cantonale [OOTC; CSC 173.100]). 1.2. Con reclamo del 6 marzo 2019, X._____ (in seguito: reclamante) ha impugnato la decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa del 26 febbraio 2019. Il reclamo, scritto e sufficientemente motivato, è stato erroneamente indirizzato ai membri dell'- APMA Grigioni centrale/Moesa. Tuttavia, laddove l'autorità di protezione degli adulti è manifestamente incompetente, essa rimette il caso all'autorità competente (art. 444 cpv. 1 CC). Tale norma è applicabile anche alla procedura di reclamo (cfr. decisione del Tribunale d'appello di Zurigo del 1° luglio 2013, PA130020, no. 4). L'APMA Grigioni centrale/Moesa ha rimesso la decisione all'autorità competente con la trasmissione del ricorso al Tribunale cantonale il 12 marzo 2019. Il reclamo è pertanto tempestivo e ricevibile in ordine. 2.1. Giusta l'art. 450a cpv. 1 no. 1-3 CC, la reclamante può censurare la violazione del diritto, l'accertamento inesatto o incompleto di fatti giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza della decisione di prima istanza. La reclamante ritiene che la decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa sia futile e esagerata e di esser stata indebitamente messa sotto pressione in occasione del colloquio con l'avv. lic. iur. L._____. Inoltre, la reclamante afferma di essere in grado di svolgere autonomamente i propri compiti, come avrebbe fatto negli ultimi otto mesi di separazione dal marito. Pertanto, le censure della reclamante sono ammissibili. 2.2. L'APMA Grigioni centrale/Moesa ha istituito un'amministrazione di sostegno (art. 393 cpv. 1 CC) negli ambiti dell'amministrazione del patrimonio, dei rapporti con l'amministrazione pubblica e delle assicurazioni. Inoltre, l'autorità ha disposto una curatela di rappresentanza (art. 394 cpv. 1 CC) nell'ambito della medicina e della salute, senza limitazione dei diritti civili della reclamante. Il Tribunale cantonale deve pertanto valutare separatamente la sussistenza dei presupposti legali delle due misure, ossia dell'amministrazione di sostegno (consid. 3) e della curatela di rappresen-

7 / 12 tanza (consid. 4). Infine, è necessario considerare la necessità di misure sostitutive negli ambiti per i quali l'APMA Grigioni centrale/Moesa aveva istituito l'amministrazione di sostegno qui revocata (consid. 5). 2.3. Il reclamo ha effetto sospensivo, salvo che l'autorità di protezione degli adulti o l'autorità giudiziaria dispongano altrimenti (art. 450c CC). Nella fattispecie, l'autorità di protezione degli adulti ha revocato l'effetto sospensivo di un eventuale reclamo (act. APMA Grigioni centrale/Moesa 45, pag. 4, no. 9). La reclamante non ha censurato la revoca dinanzi al Tribunale cantonale. Alla luce delle recenti esacerbazioni della sintomatologia psicotica della reclamante, la revoca dell'effetto sospensivo del reclamo è altresì necessaria al fine di garantire la salute e la protezione degli interessi di quest'ultima e di terzi. Pertanto, il Tribunale cantonale conferma la decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa di revocare l'effetto sospensivo del reclamo. 3.1. Giusta l'art. 393 cpv. 1 CC, se la persona bisognosa di aiuto necessita di un sostegno per provvedere a determinati affari, con il suo consenso è istituita un'amministrazione di sostegno. Il mantenimento di un'amministrazione di sostegno richiede anch'esso il consenso della persona interessata. Infatti, benché la persona interessata possa formalmente revocare il proprio consenso solo fino alla decisione dell'autorità di protezione degli adulti (Yvo Biderbost/Helmut Henkel, in: Thomas Geiser/Christiana Fountoulakis [edit.], Basler Kommentar Zivilgesetzbuch I, Art. 1-456 ZGB, 6.a edizione, Basilea 2018, no. 7 ad art. 393 CC, con numerosi rinvii; a favore della crescita in giudicato quale termine per la revoca invece essenzialmente solo Philippe Meier, in: Andrea Büchler et al. [edit.], FamKomm Erwachsenenschutz, Berna 2013, no. 8 ad art. 393 CC), una successiva revoca del suo consenso deve essere considerata alla stregua di un'istanza di revoca della misura ai sensi dell'art. 399 cpv. 2 CC. Tale istanza deve inoltre in ogni caso essere accolta, anche laddove i restanti presupposti della misura rimanessero adempiuti (cfr. Yvo Biderbost/Helmut Henkel, in: Thomas Geiser/Christiana Fountoulakis [edit.], loc. cit., no. 7 ad art. 393 CC). Tuttavia, l'autorità di protezione degli adulti è in tal caso tenuta a valutare la necessità di disporre un'altra misura del diritto di protezione degli adulti negli ambiti interessati dalla misura revocata (Patrick Fassbind, in: Jolanta Kren Kostkiewicz et al. [edit.], Orell Füssli Kommentar [OFK] ZGB, 3.a edizione, no. 2 ad art. 393 CC; cfr. infra, consid. 5). 3.2. Con decisione del 25 febbraio 2019, l'APMA Grigioni centrale/Moesa ha incaricato il curatore, sig. M._____, di accompagnare e aiutare la reclamante nei campi dell'amministrazione del patrimonio, dei rapporti con la pubblica amministrazione e delle assicurazioni. La necessità dell'istituzione di un'amministrazione di sostegno è stata motivata con la circostanza che, in passato, il marito della reclamante si sia

8 / 12 sempre occupato delle questioni burocratiche e che i coniugi vivano separati da alcuni mesi. 3.3. Nel colloquio con l'APMA Grigioni centrale/Moesa del 25 febbraio 2019, la reclamante ha acconsentito all'istituzione dell'amministrazione di sostegno (act. APMA Grigioni centrale/Moesa, pag. 1, lett. e). In sede di reclamo, la reclamante non contesta tale fatto, allega tuttavia di esser stata obbligata a scegliere tra la misura e un ricovero di sei settimane alla clinica B._____ di O.1_____, ritiene le circostanze esagerate e afferma di preferire il ricovero (act. A.1.a, pag. 1). Alla luce del ricorso contro il successivo ricovero a scopo di assistenza, quest'ultima affermazione si deve presumere essere intesa in senso iperbolico. 3.4. La censura della reclamante di non aver validamente acconsentito all'amministrazione di sostegno a causa un'indebita pressione subìta durante il colloquio con l'APMA Grigioni centrale/Moesa appare manifestamente infondata. Dagli atti emerge, infatti, come l'APMA Grigioni centrale/Moesa si sia limitata a informare la reclamante riguardo alle misure da essa scelte – proprio perché ritenute più proporzionali rispetto alla proroga del ricovero a scopo di assistenza – e come abbia quindi chiesto il suo assenso a tali misure, necessario d'altronde solo per l'istituzione dell'amministrazione di sostegno. Pertanto, anche qualora la formulazione concreta dell'APMA Grigioni centrale/Moesa potesse aver spinto la reclamante a firmare la dichiarazione in vista dell'istituzione di una curatela, tale circostanza non metterebbe in questione la validità del suo assenso. 3.5. Le affermazioni della reclamante devono essere tuttavia intese come revoca del consenso della persona interessata all'amministrazione di sostegno. Dovendo pertanto essere considerate alla stregua di un'istanza di revoca della misura ai sensi dell'art. 399 cpv. 2 CC (consid. 3.1), e non essendo manifestamente più adempiuto il requisito del consenso della persona interessata, l'amministrazione di sostegno deve essere revocata (cfr. tuttavia consid. 5). 4.1. Il Tribunale deve quindi valutare la legittimità della curatela di rappresentanza istituita dall'APMA Grigioni centrale/Moesa. Una curatela di rappresentanza è istituita laddove la persona bisognosa di aiuto non può provvedere a determinati affari e deve pertanto essere rappresentata (art. 394 cpv. 1 CC). Affinché una tale misura possa essere istituita, devono inoltre essere adempiuti i presupposti generali dello stato di debolezza e dell'ottemperanza ai principi di sussidiarietà e di proporzionalità statuiti agli artt. 390 e 389 CC.

9 / 12 4.2.1. Giusta l'art. 390 cpv. 1 CC, la curatela è istituita segnatamente laddove la persona interessata non sia più in grado di provvedere ai propri interessi a causa di una turba psichica. 4.2.2. Nella fattispecie, la perizia psichiatrica della dr. med. I._____ mostra come la reclamante soffra di una schizofrenia paranoide (act. APMA Grigioni centrale/Moesa 49, pag. 3), diagnosi questa confermata (con la diagnosi differenziale paragonabile di un disturbo schizoaffettivo misto) anche dalla perizia psichiatrica indipendente del dr. med. O._____, disposta dal Tribunale cantonale nella procedura di reclamo contro l'attuale ricovero a scopo d'assistenza. 4.2.3. La schizofrenia paranoide, così come il disturbo schizoaffettivo misto, è una psicosi grave, che adempie senz'altro il presupposto della turba psichica ai sensi dell'art. 390 cpv. 1 CC. Per di più, dagli atti emerge che, sebbene una schizofrenia paranoide sia stata diagnosticata alla reclamante da parecchi anni, la sintomatologia psicotica sia notevolmente deteriorata negli ultimi mesi. 4.3.1. La misura istituita deve inoltre ottemperare al principio di sussidiarietà ed essere proporzionale, ossia necessaria e idonea (art. 389 cpv. 1 e 2 CC). 4.3.2. La misura ottempera al principio di sussidiarietà laddove il sostegno fornito dalla famiglia, da altre persone vicine alla persona bisognosa di aiuto e o da servizi privati o pubblici sia o appaia a priori insufficiente (art. 389 cpv.1 no. 1 CC) e la persona bisognosa di aiuto sia incapace di discernimento, non abbia adottato misure precauzionali personali sufficienti e le misure applicabili per legge siano insufficienti (art. 389 cpv. 1 no. 2 CC). La sussidiarietà rispetto al sostegno di familiari e terzi presuppone il riconoscimento da parte della persona interessata del suo stato di debolezza (cfr. sentenza del Tribunale federale 5A_4/2014 del 10 marzo 2014, consid. 6.1). 4.3.3. Nella fattispecie, dal colloquio con l'APMA Grigioni centrale/Moesa del 25 febbraio 2019 è emersa la necessità di affidare a un esperto il compito di accompagnare la reclamante nell'assunzione dei medicamenti e nell'organizzazione del sostegno da parte di uno specialista psichiatrico. Allo stato attuale, considerando la circostanza che la reclamante riconosce solo in modo saltuario e vago la sua psicosi e la necessità di trattarla, essa non può essere considerata capace di discernimento in tale punto e una curatela di rappresentanza professionale nell'ambito della salute e della medicina appare manifestamente necessaria. Invero, poiché la reclamante necessita del sostegno di una persona con competenze specifiche in campo psicologico e psichiatrico, di un monitoraggio costante e di un agire proattivo, il sostegno della fami-

10 / 12 glia e di altre persone vicine, così come di servizi privati e pubblici, non può essere ritenuto sufficiente. 4.3.4. Inoltre, se il sostegno della reclamante non fosse organizzato per via di una curatela professionale, l'onere sopportato da congiunti e terzi sarebbe insopportabilmente grave e la loro sicurezza non potrebbe essere sufficientemente garantita (cfr. art. 390 cpv. 2 CC). Tale considerazione deve valere a fortiori alla luce della recente esacerbazione della sintomatologia psicotica della reclamante e delle azioni pericolose da essa provocate. 4.3.5. Infine, dagli atti non emerge che la reclamante abbia adottato misure precauzionali personali. Infine, la rappresentanza da parte del coniuge (artt. 374 segg. CC), è manifestamente insufficiente, già solo perché i coniugi vivono separati dal 1° novembre 2018 in vista di un futuro divorzio, per il quale il marito ha anche già incaricato l'avv. P._____ (act. APMA Grigioni centrale/Moesa 27 e 28). Pertanto, l'istituzione della curatela di rappresentanza ottempera al principio di sussidiarietà. 4.3.6. La misura è necessaria e idonea ai sensi dell'art. 389 cpv. 2 CC laddove non è disponibile una misura più mite atta a raggiungere lo scopo preposto, ossia la rimozione, il riequilibrio o la riduzione delle conseguenze negative dello stato di debolezza della persona interessata (Yvo Biderbost/Helmut Henkel, loc. cit., no. 11 ad art. 389 CC). Nella fattispecie, sia l'istituzione di un'amministrazione di sostegno, sia la riduzione degli ambiti della curatela di rappresentanza non possono garantire la salute della reclamante e, di riflesso, la sicurezza sua e di terzi. Infatti, il curatore deve avere la possibilità di agire a nome e per conto della reclamante nell'acquisto dei farmaci necessari e nell'organizzazione e supervisione della terapia, azioni queste essenziali allo scopo di prevenire ulteriori esacerbazioni della sintomatologia psicotica. Anche una definizione più restrittiva dell'ambito coperto dalla curatela di rappresentanza non appare idonea, portando con sé il rischio che il curatore non possa prendere per tempo le misure necessarie in campo medico e della salute, poiché queste potrebbero non essere coperte dalla definizione scelta. Pertanto, la misura disposta dall'APMA Grigioni centrale/Moesa ottempera anche al principio di proporzionalità. 5. Come in qualsiasi procedura di revoca ai sensi dell'art. 399 cpv. 2 CC, laddove la persona interessata revoca il proprio consenso a un'amministrazione di sostegno, è da valutare l'istituzione di un'altra misura del diritto di protezione degli adulti negli ambiti interessati dalla misura revocanda (Yvo Biderbost, in: Christiana Fountoulakis et al. [edit.], Fachhandbuch Kindes- und Erwachsenenschutzrecht, Zurigo 2016, no. 8.375; cfr. anche Yvo Biderbost/Helmut Henkel, loc. cit., no. 7 in fine ad art. 393 CC).

11 / 12 Poiché l'istituzione di una misura sostitutiva da parte del Tribunale cantonale priverebbe indebitamente la reclamante di un'istanza giudiziaria di reclamo, tale decisione è rinviata all'APMA Grigioni centrale/Moesa. 6.1. Le spese processuali per procedure di reclamo del diritto di protezione degli adulti sono poste a carico della parte soccombente (art. 60 cpv. 2 della Legge d'introduzione al Codice civile svizzero [LICC; CSC 210.100] in combinato disposto all'art. 106 cpv. 1 CPC). In procedure relative a reclami e ricorsi in materia di diritto civile, la tassa di giustizia è compresa tra CHF 500.00 e CHF 8'000.00 (art. 10 cpv. 1 dell'Ordinanza sugli emolumenti in cause civili [OECC; CSC 320.210]). Alla luce dell- 'onere causato, si giustifica una tassa di giustizia di CHF 1'500.00. Poiché la reclamante soccombe con la sua richiesta di revoca della curatela di rappresentanza e ha causato i costi della revoca dell'amministrazione di sostegno, revocando il suo valido assenso all'istituzione della stessa in seguito alla decisione dell'APMA Grigioni centrale/Moesa (cfr. consid. 3.1), la tassa di giustizia dovrebbe essere posta integralmente a suo carico. 6.2. Giusta l'art. 63 cpv. 3 LICC, alla presenza di circostanze particolari, il tribunale può rinunciare a riscuotere spese procedurali, se la procedura non è stata avviata in modo temerario o sconsiderato. Dagli atti emerge che la reclamante non dispone dei mezzi finanziari per pagare la tassa di giustizia (cfr. sentenza del Tribunale cantonale dei Grigioni ZK1 19 90 del 14 giugno 2019, consid. 5). La reclamante non ha altresì avviato la procedura in modo temerario o sconsiderato. Pertanto, il Tribunale cantonale rinuncia a riscuotere la tassa di giustizia per la procedura di reclamo.

12 / 12 La Prima Camera civile giudica: 1.1. Il reclamo è parzialmente accolto. L'amministrazione di sostegno è revocata. 1.2. Si richiede all'APMA Grigioni centrale/Moesa di valutare l'istituzione di misure sostitutive negli ambiti coperti dall'amministrazione di sostegno revocata. 1.3. Per il resto il reclamo è respinto e la decisione impugnata confermata. 2. I costi della procedura di reclamo, di CHF 1'500.00, vanno a carico del Cantone dei Grigioni. 3. Contro questa decisione può essere interposto ricorso in materia civile ai sensi dell'art. 72 LTF. Il ricorso è da inoltrare al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per scritto entro 30 giorni dalla notificazione della decisione con il testo integrale nel modo prescritto dagli artt. 42 seg. LTF. Per l'ammissibilità, il diritto, gli ulteriori presupposti e la procedura di ricorso fanno stato gli artt. 29 segg., 72 segg. e 90 segg. LTF. 4. Comunicazione a:

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