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Bundesverwaltungsgericht 24.11.2011 D-6239/2011

24 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,159 mots·~6 min·1

Résumé

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 10 novembre 2011

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­6239/2011 Sen tenza   d e l   2 4   n o v emb r e   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Thomas Wespi;  cancelliere Andrea Pedrazzini. Parti A._______, nato il (…), Algeria, ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 10 novembre 2011 / N […].

D­6239/2011 Pagina 2 Visto: la prima domanda di asilo che  il  ricorrente ha presentato  in data  (…)  in  Svizzera, la  decisione  dell'UFM  del  17  febbraio  2009,  mediante  la  quale  detto  Ufficio  non  è  entrato  nel  merito  della  citata  domanda  di  asilo  ai  sensi  dell'art. 32  cpv.  2  lett.  a  della  legge del  26  giugno 1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31)  ed  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera, nonché l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, la sentenza del 12 marzo 2009 del Tribunale amministrativo  federale (di  seguito: il Tribunale) che ha giudicato inammissibile il ricorso inoltrato dal  ricorrente contro la suddetta decisione, la seconda domanda di asilo che il ricorrente ha presentato in data (…) in  Svizzera, la decisione dell'UFM dell'8 giugno 2010, mediante  la quale detto Ufficio  non  è  entrato  nel  merito  della  citata  domanda  di  asilo  ai  sensi  dell'art. 32 cpv.  2  lett.  e  LAsi  ed  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera,  nonché  l'esecuzione  dell'allontanamento  medesimo, la  sentenza  del  17  giugno  2010,  mediante  la  quale  il  Tribunale  ha  respinto  il  ricorso  inoltrato  dall'interessato  contro  la  succitata  decisione  dell'UFM, la  terza  domanda di  asilo  che  il  ricorrente  ha presentato  in  data  (…)  in  Svizzera, la  decisione  dell'UFM  del  27  luglio  2011,  nel  frattempo  cresciuta  in  giudicato, mediante  la quale detto Ufficio non è entrato nel merito  della  citata  domanda  di  asilo  ai  sensi  dell'art. 32 cpv.  2  lett.  e  LAsi  ed  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera,  nonché  l'esecuzione dell'allontanamento medesimo, la quarta domanda di asilo che  il  ricorrente ha presentato  in data (…)  in  Svizzera,

D­6239/2011 Pagina 3 il verbale di audizione del 28 ottobre 2011 (di seguito: verbale 1), nonché  quello  relativo  al  diritto  di  essere  sentito  in  merito  all'applicazione  dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, del medesimo giorno, la  decisione  dell'UFM  del  10  novembre  2011,  notificata  al  ricorrente  il  giorno stesso (cfr. risultanze processuali), il ricorso inoltrato dal ricorrente il 16 novembre 2011 (cfr. timbro del plico  raccomandato), l'incarto  originale  dell'UFM,  pervenuto  a  codesto  Tribunale  in  data  18 novembre 2011, i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e art. 33 lett. d LTAF, nonché art. 105 LAsi e  art. 83 lett. d cifra. 1 LTF), che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  di  ammissibilità  di  cui  all'art. 48  cpv. 1  e  all'art. 52  PA  nonché  all'art. 108 cpv. 2 LAsi,  che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art.  37  LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata;  che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua, che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua;  che,  pertanto,  la  presente  sentenza va redatta in italiano,

D­6239/2011 Pagina 4 che,  nell'ambito  delle  audizioni,  il  ricorrente  ha  dichiarato  di  essere  cittadino algerino nato ad B._______ (Algeria), dove ha vissuto dalla sua  nascita fino al suo espatrio, nell'agosto 2008,  che  egli  ha  affermato  di  non  essere  rientrato  nel  suo  Paese  di  origine  dopo la conclusione infruttuosa, nel mese di agosto 2011, della sua terza  procedura di asilo in Svizzera (cfr. verbale 1, pag. 5 e verbale 2, pag. 1);  che egli ha, altresì, dichiarato di non avere nuovi motivi di asilo e che non  sarebbe cambiato niente (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag. 1), che,  nell'ambito  dell'audizione  in  merito  al  diritto  di  essere  sentito  in  merito all'applicazione dell'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi, egli ha dichiarato di  aver  sottaciuto,  nelle  precedenti  procedure,  il  fatto  che  nel  2002,  dei  "terroristi" avrebbero voluto ucciderlo,  in quanto lui era nell'esercito; che,  nel  2009,  avrebbero  trovato  suo  fratello  e  gli  avrebbero  sparato,  ferendolo, ed egli temerebbe di essere ucciso da quest'ultimi (cfr. verbale  2, pag. 1), che, nella decisione del 10 novembre 2011, l'UFM ha considerato, da un  lato,  che  le  procedure  di  asilo  avviate  dall'interessato  sono  definitivamente concluse e, dall'altro  lato, che i  fatti addotti dal ricorrente  nella presente procedura non sono propri a motivare la qualità di rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria;  che,  inoltre, riguardo alle allegazioni secondo le quali dei  terroristi vorrebbero  ucciderlo non colmerebbero le condizioni di verosimiglianza ai sensi della  legge;  che,  infine,  in  merito  al  figlio  nato  da  una  relazione  con  una  cittadina  svizzera,  l'interessato  non  avrebbe  fornito  alcun  documento  o  mezzo di prova che certifichi la sua effettiva paternità, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento del  ricorrente dalla Svizzera e  l'esecuzione  dell'allontanamento verso l'Algeria, siccome lecita, esigibile e possibile, che, nel ricorso,  l'insorgente fa valere che l'UFM avrebbe dovuto entrare  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo,  in  quanto  vi  sarebbero  fatti  di  rilievo  non  fatti  valere  precedentemente;  che,  infatti,  dei  terroristi  vorrebbero ucciderlo e per questo avrebbero sparato a suo fratello; che,  inoltre,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dovrebbe  essere  considerata  non  ragionevolmente esigibile,  in quanto, oltre al problema dei  terroristi,  in  Algeria  vigerebbe  una  situazione  di  violenza  e  corruzione  tali  da  rendere  improponibile  un  suo  rimpatrio;  che,  infine,  avrebbe  avuto  un 

D­6239/2011 Pagina 5 figlio  in  Svizzera,  il  che  non  dovrebbe  essere  irrilevante  ai  fini  della  presente procedura, che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  di  asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali e del relativo anticipo, che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda di asilo se  il  richiedente è già stato oggetto  in Svizzera di una  procedura  di  asilo  terminata  con  decisione  negativa  o  se,  mentre  era  pendente  la  procedura  di  asilo,  è  rientrato  nel  Paese  di  origine  o  di  provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria, che,  nella  fattispecie,  come  precedentemente  indicato,  sia  la  prima  procedura di asilo che le seguenti procedure di asilo si sono concluse con  decisioni negative cresciute in giudicato, che  il  ricorrente  non  ha  presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto a quella di cui all'impugnata decisione (di non entrata nel merito  della domanda di asilo giusta l'art. 32 cpv. 2 lett. e LAsi), che, innanzitutto, il ricorrente ha espressamente dichiarato di non essere  rientrato  nel  suo  Paese  di  origine  tra  la  crescita  in  giudicato  della  decisione del 17 febbraio 2009 e l'inoltro della quarta domanda di asilo in  Svizzera  e  di  far  valere  gli  stessi  motivi  invocati  in  occasione  dei  precedenti procedimenti di asilo  (cfr. verbale 1, pag. 6 e verbale 2, pag.  1), che,  peraltro,  in  un  secondo  tempo,  l'insorgente  ha  addotto  ulteriori  elementi  a  sostegno  della  presente  domanda  di  asilo,  quali  il  timore  di  essere  ucciso  da  dei  terroristi,  senza  però  essere  in  grado  di  corroborarne  minimamente  la  consistenza;  che,  oltre  ad  aver  invocato  tale fatto soltanto tardivamente, egli si è limitato ad un racconto del tutto  generale,  vago  e  stereotipato  (cfr.  verbale  2,  pag.  1);  che,  inoltre,  non  soccorre  l'insorgente  l'assurda  affermazione  secondo  cui  non  avrebbe 

D­6239/2011 Pagina 6 accennato tale fatto nelle domande di asilo precedenti, perché "prima non  conosceva la procedura" (cfr. ibidem), che,  pertanto,  l'allegazione  secondo  cui  temerebbe  di  essere  ucciso  da  dei  terroristi, non merita alcuna considerazione ed è, come giustamente  rilevato dall'UFM, da ritenersi palesemente inverosimile, che,  alla  luce  di  quanto  evocato,  v'è  ragione  di  concludere  che  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione  della  protezione  provvisoria ai  sensi della giurisprudenza  (cfr. DTAF 2009/53 consid. 4.2  pag. 769 e i relativi riferimenti), che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  rettamente  considerato  che  i  fatti  nuovamente addotti dal  ricorrente nella presente procedura di asilo, non  sono  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti  per  la  concessione della protezione provvisoria,  che,  da  quanto  esposto,  in materia  di  non  entrata  nel merito  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  merita  tutela  e  la  decisione impugnata va confermata, che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e art. 44 cpv. 1 LAsi nonché art. 32 dell'Ordinanza  1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1,  RS 142.311]),  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS  142.20);  che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere  possibile  (art. 83  cpv. 2  LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3  LStr)  e  ragionevolmente esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr), che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Algeria  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 della convenzione del 4 novembre 1950 per  la salvaguardia dei 

D­6239/2011 Pagina 7 diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali (CEDU, RS 0.101) o all'art. 3  della Convenzione del 10 dicembre 1984 contro la tortura ed altre pene o  trattamenti crudeli, inumani o degradanti (Conv. tortura, RS 0.105),  che,  in  aggiunta,  riguardo  all'allegazione  secondo  cui  avrebbe avuto  un  figlio  in  Svizzera,  da  una  cittadina  Svizzera,  egli  non  ha  minimamente  corroborato tale  fatto, né ha depositato un qualsiasi mezzo di prova che  confermi  la  sua  effettiva  paternità;  che,  pertanto,  non  risulta  esservi  alcuna violazione dell'art. 8 CEDU, che,  in  considerazione  di  quanto  precede,  l'esecuzione  dell'allontanamento è ammissibile, che, inoltre, la situazione in Algeria non è, notoriamente caratterizzata da  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata  che  coinvolga  l'insieme  della popolazione nell'integralità del territorio nazionale, che, quanto alla situazione personale dell'insorgente, egli  è giovane, ha  frequentato  nove  anni  di  scuola  dell'obbligo  e  gode  di  esperienza  professionale  quale  (…)  e  (…)  (cfr.  verbale  1,  pag.  3);  che,  inoltre,  dispone in Patria di una rete familiare, ovvero sua madre, due fratelli ed  una sorella (cfr. atto UFM A1/8, pag. 3), che  il  ricorrente  non ha,  altresì,  preteso  nel  gravame di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria, senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la  necessità  di  una  permanenza  in  Svizzera  per  motivi  medici  (cfr.  giurisprudenza ed  informazioni  della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia di asilo [GICRA] 2003 n. 24), che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese di origine è ragionevolmente esigibile, che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione dell'allontanamento (art. 83 cpv. 2 LStr); che il ricorrente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile al rimpatrio (cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513­515);  che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,  che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia di allontanamento e relativa esecuzione,  il gravame va disatteso  e la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata, 

D­6239/2011 Pagina 8 che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  di  esito  favorevole,  la  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art. 65 cpv. 1 PA), che, visto l'esito della procedura, nonché il carattere temerario del ricorso,  che  rasenta  l'abuso  processuale,  le  spese  processuali,  di  CHF 1'200.­,  che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 2 cpv. 2  e  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21 febbraio 2008  [TS­TAF,  RS  173.320.2]),

D­6239/2011 Pagina 9 (dispositivo alla pagina seguente) Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le spese processuali, di CHF 1'200.­, sono poste a carico del ricorrente.  Tale  ammontare  dev'essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale,  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza. 4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: Il cancelliere: Pietro Angeli­Busi Andrea Pedrazzini Data di spedizione:

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