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Bundesverwaltungsgericht 17.10.2011 D-5608/2011

17 octobre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,389 mots·~7 min·1

Résumé

Asilo (non entrata nel merito / safe country) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 5 ottobre 2011

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte IV D­5608/2011 Sen tenza   d e l   1 7   ottobre   2011 Composizione Giudice Pietro Angeli­Busi, giudice unico,  con l'approvazione del giudice Martin Zoller;  cancelliera Antonella Guarna. Parti A._______, nata il (…) e la figlia B._______, nata il (…), Macedonia,  ricorrenti,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna,    autorità inferiore.  Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 5 ottobre 2011 / N […].

D­5608/2011 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessata per sé e per sua figlia minorenne ha  presentato il (…) in Svizzera, i verbali di audizione del 12 settembre 2011 [di seguito: verbale 1] e del  5 ottobre 2011 [di seguito: verbale 2], le osservazioni dell'interessata del 23 settembre 2011 (cfr. Atto A 7/3),  il verbale della decisione dell'UFM del 5 ottobre 2011 di non entrata nel  merito  della  domanda  di  asilo  ai  sensi  dell'art. 34  cpv.  1  della  legge  sull'asilo del 26 giugno 1998 (LAsi, RS 142.31), notificata all'interessata il  giorno medesimo (cfr. Avviso di notifica e di ricevuta, Atto A 12/1), il  ricorso  inoltrato  il  10 ottobre 2011 dall'insorgente  (cfr.  timbro del  plico  raccomandato), la  copia  dell'incarto  UFM  pervenuto  via  fax  al  Tribunale  amministrativo  federale (di seguito: il Tribunale) il giorno seguente,  i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessari,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS 173.110), in quanto la LAsi non preveda altrimenti (art. 6 LAsi), che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca di protezione (art. 31 e 33 lett. d LTAF, art. 105  LAsi e art. 83 lett. d  cifra 1 LTF),  che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  di  ammissibilità  di  cui  agli  art.  48  cpv.  1  e  52  PA,  nonché  art. 108 cpv. 2 LAsi,

D­5608/2011 Pagina 3 che  l'interessata  –  cittadina  rumena,  di  etnia  albanese,  originaria  di  C._______,  (Macedonia)  –  ha  dichiarato  di  essere  espatriata  la  prima  volta  dal  suo Paese  di  origine  nel  (…),  a  seguito  delle  persecuzioni  da  parte  della  Polizia  per  ottenere  informazioni  circa  suo  (…),  membro  dell'UCK (Ushtria Çlirimtare e Kosovës;  in italiano Esercito di  liberazione  del Kosovo [ELK]), nonché dopo aver subito una violenza carnale da due  uomini e di aver depositato una domanda di asilo in D._______; che, nel  (…), ella avrebbe ottenuto dalle autorità (…) l'asilo politico per detti motivi  e  sarebbe  rimasta  a  vivere  a E._______  (D._______),  dove  si  sarebbe  sposata con un cittadino (…), dando poi alla luce B._______, la loro figlia,  che avrebbe la doppia cittadinanza; che, a causa dei problemi legati alla  separazione  dal marito,  temendo  che  la  figlia  venisse  affidata  ai  servizi  sociali  (…),  il  (…)  l'interessata  sarebbe  ritornata  con  sua  figlia  in  Macedonia, nel suo Paese di origine, dove – al momento del rientro – le  sarebbero  stati  confiscati  i  documenti  ottenuti  in  D._______  e  sarebbe  dovuta  andare  a  presentarsi  entro  24  ore  alla  Polizia,  che  le  avrebbe  posto domande sul soggiorno in D._______ e su suo (…); che, dopo un  anno di quiete, a partire dal (…), la Polizia si sarebbe recata al domicilio  dell'interessata,  l'avrebbe  prelevata  e  condotta  una  (…)  di  volte  alla  stazione di Polizia  per  interrogarla  su  suo  (…),  trattenendola  durante  la  notte  ed  ammanettandola  al  riscaldamento;  che,  dopo  il  primo  interrogatorio,  ella  si  sarebbe  rivolta  ad  un  avvocato,  ma  –  avendole  quest'ultimo consigliato di collaborare con le autorità – avrebbe deciso di  non  contattare  più  il  legale;  che,  il  (…)  o  (…),  il  vicino  di  casa,  tossicodipendente e spacciatore, avrebbe tentato di investire l'interessata  e  sua  figlia;  che,  ne  sarebbe  scaturito  un  litigio  e  l'interessata  avrebbe  chiamato  la  Polizia,  la  quale  sarebbe  intervenuta  ma  senza  prendere  provvedimenti;  che  la  sera  stessa,  dopo un ulteriore  litigio  con  il  vicino,  non  avendo  la  Polizia  più  voluto  intervenire,  ella  si  sarebbe  recata  alla  Polizia per denunciare l'accaduto con il vicino e l'ispettore le avrebbe fatto  capire  che  detto  evento  sarebbe  dovuto  alla  sua  mancanza  di  collaborazione  con  le  autorità  e  l'avrebbe  minacciata  in  relazione  alla  figlia;  che,  intimorita,  l'interessata  si  sarebbe  rifugiata  dalla  zia  a  F._______  (Macedonia)  e  il  (…)  avrebbe  deciso  di  espatriare  nuovamente dal suo Paese di origine, unitamente alla figlia,  che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  constatato,  da  un  lato,  che  il  Consiglio federale ha inserito la Macedonia nel novero dei Paesi sicuri e,  dall'altro  lato,  che  le  allegazioni  in  materia  di  asilo  presentate  dalla  richiedente  non  sarebbero  verosimili,  siccome  vaghe,  lacunose  e  contrarie alla  logica dell'agire; che, di conseguenza, non emergerebbero 

D­5608/2011 Pagina 4 dalle carte processuali degli indizi di esposizione dell'interessata e di sua  figlia a persecuzioni in caso di rientro in patria, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi; che l'autorità inferiore ha pure pronunciato  l'allontanamento  della  richiedente  e  di  sua  figlia  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione dell'allontanamento siccome lecita, esigibile e possibile, che,  nel  gravame,  richiamati  i  fatti  esposti  in  corso  di  procedura,  la  ricorrente  contesta  la  decisione  dell'UFM,  adducendo  che  nel  suo  caso  esisterebbero  indizi  di  persecuzione  non  manifestamente  infondati,  per  cui  l'autorità  di  prime  cure  avrebbe  dovuto  entrare  nel merito  della  sua  domanda di asilo, come proposto anche dalla rappresentanza dell'opera  assistenziale, ritenuto che avrebbe esposto in maniera coerente, logica e  nei  dettagli  i  suoi  motivi  di  asilo;  che,  in  particolare,  riguardo  alle  argomentazioni dell'autorità inferiore, l'insorgente fa valere di aver narrato  ciò che avrebbe vissuto  in prima persona e di non avere  informazioni di  dettaglio sull'UCK, poiché suo (…) riteneva che fosse meglio che sapesse  meno  cose  possibili;  che,  inoltre,  non  avrebbe  mai  osato  chiedere  le  generalità  dell'ispettore  che  avrebbe  avuto  con  lei  un  atteggiamento  ostile,  come  pure  non  si  ricorderebbe  il  nome  dell'avvocato  che  le  avrebbe  detto  di  collaborare  con  la  Polizia,  ma  si  sarebbe  offerta  di  poterlo  recuperare,  senza  tuttavia ottenere alcuna  indicazione  in merito;  che,  peraltro,  l'impressione  secondo  cui  il  suo  vicino  avrebbe  voluto  investirla sarebbe dovuta al rapporto amichevole tra il vicino e i poliziotti,  all'inerzia della Polizia dinanzi alle sue richieste di protezione nei confronti  del medesimo e alle incredibili parole dell'ispettore; che, per contro, della  violenza  sessuale  subita  nel  (…)  non  ne  avrebbe  fatto  menzione,  in  quanto  sarebbe  addirittura  precedente  all'ottenimento  dell'asilo  in  D._______;  che,  infine, per  tutti  questi motivi,  la  ricorrente sostiene che  l'allontanamento  verso  la  Macedonia  non  sarebbe  ragionevolmente  esigibile, poiché la sua vita sarebbe in pericolo e, di conseguenza, chiede  che  a  lei  ed  a  sua  figlia  sia  accordata  l'ammissione  provvisoria  in  Svizzera,  che,  in  conclusione,  la  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  di  causa  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel merito  e,  in  via  sussidiaria,  l'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  a  copertura  delle  presumibili spese processuali,

D­5608/2011 Pagina 5 che, giusta l’art. 34 cpv. 1 LAsi, non si entra nel merito di una domanda di  asilo, se il richiedente proviene da uno Stato che il Consiglio federale ha  designato come sicuro secondo  l'art. 6a cpv. 2  lett. a LAsi, a meno che  non risultino indizi di persecuzione, che, allorquando  il Consiglio  federale  inserisce un Paese nel novero dei  Paesi  sicuri,  sussiste  di  massima  una  presunzione  di  assenza  di  persecuzioni  in  detto  Paese;  che  incombe  al  richiedente  l’asilo  di  invalidare  siffatta  presunzione  per  quanto  attiene  alla  sua  situazione  personale, che,  peraltro,  la  nozione  di  indizi  di  persecuzione  ai  sensi  dell’art. 34 cpv. 1 LAsi si intende in senso lato: comprende non soltanto i  seri pregiudizi previsti dall’art. 3 LAsi, ma pure gli ostacoli all’esecuzione  dell’allontanamento,  di  cui  all’art.  44  cpv.  2  LAsi,  imputabili  all'agire  umano  (cfr. Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera  di ricorso in materia d'asilo [GICRA] 2003 n. 18), che,  per  ammettere  l'esistenza  di  indizi  di  persecuzione  che  implicano  l'entrata  nel  merito  di  una  domanda  di  asilo,  vale  un  grado  di  verosimiglianza  ridotto  (GICRA  1996  n.  16  consid.  4  confermata  in  GICRA 2004 n. 35 consid. 4.3 pag. 247), che,  siccome  il  Consiglio  federale  ha  effettivamente  inserito,  in  data  25 giugno 2003,  la  Macedonia  nel  novero  dei  Paesi  esenti  da  persecuzioni,  sussiste  di  massima  una  presunzione  di  assenza  di  persecuzioni in detto Paese, che,  nella  fattispecie,  la  ricorrente  non  è  riuscita  ad  invalidare  la  presunzione di assenza di persecuzioni, ritenuto segnatamente che dagli  atti  di  causa  non  emergono  indizi  di  persecuzione;  che,  in  particolare,  l'insorgente non ha presentato, all'infuori di generiche censure, argomenti  o  prove  suscettibili  di  giustificare  una  diversa  valutazione,  rispetto  a  quella  di  cui  alla  impugnata  decisione;  che  le  allegazioni  decisive  in  materia di asilo si esauriscono,  infatti,  in mere affermazioni di parte non  corroborate  da  alcun  elemento  della  benché  minima  consistenza,  in  sostanza  per  le  ragioni  indicate  nel  provvedimento  litigioso,  cui  può  essere rimandato, che,  segnatamente  il  racconto  della  ricorrente  si  distingue  per  il  suo  carattere  vago  e  illogico  su  punti  essenziali,  nonché  per  l'assenza  di  elementi  oggettivi  atti  a  corroborare  le  sue  allegazioni;  che,  a  guisa  di 

D­5608/2011 Pagina 6 esempio,  oltre  a  quanto  già  evidenziato  dall'UFM,  basti  rilevare  che  l'insorgente  non  è  stata  in  grado  di  fornire  alcuna  informazione  circa  l'appartenenza  del  (…)  all'UCK,  come  pure  circa  il  funzionamento  o  l'ideologia  di  tale  organizzazione  (cfr.  verbale  2  D8­D16);  che,  a  tal  proposito,  non  soccorre  l'insorgente  l'allegazione  secondo  cui  suo  (…)  non avrebbe voluto raccontarle nulla e l'avrebbe zittita sull'argomento (cfr.  verbale 2 D11 e ricorso pagg. 3­4); che, infatti, indipendentemente da tali  argomentazioni,  è  logico  ritenere  che  –  se  la  ricorrente  avesse  effettivamente  subito  delle  persecuzioni  a  causa  del  (…)  e  dell'UCK –  essa avrebbe da sola raccolto le informazioni necessarie, perlomeno per  tentare  di  capire  perché  avrebbe  dovuto  vivere  tutto  quanto  allega,  ritenuta peraltro la sua età ormai adulta; che, inoltre, la ricorrente non ha  saputo dare una motivazione plausibile riguardo al fatto che i problemi da  lei  allegati,  in  ragione  dell'appartenenza  del  (…)  all'UCK,  non  abbiano  toccato altri parenti paterni, residenti in Macedonia (cfr. verbale 1 pag. 3 e  verbale 2 D76­79); che, difatti, non è plausibile che la ricorrente, proprio  lei, sia stata l'unica e sola ad essere presa di mira dalla Polizia ed a dover  subire  delle  asserite  persecuzioni;  che,  peraltro,  appare  contrario  alla  logica  dell'agire  che  la  Polizia  Macedone  abbia  atteso  ben  un  anno,  lasciando vivere in pace la ricorrente, per poi interessarsi alla medesima  e cominciare ad interrogarla, al fine di ottenere delle informazioni sul (…)  (cfr. verbale 1 pag. 6, verbale 2 D7 pag. 3 e D38); che, segnatamente, se  fosse  stato  effettivamente  il  caso,  la  Polizia  si  sarebbe  presa  all'insorgente  sin  dal  suo  arrivo  in  Macedonia;  che,  infine,  riguardo  all'episodio  del  vicino  di  casa,  le  allegazioni  della  ricorrente  –  oltre  che  essere  inconsistenti – si  limitano a mere supposizioni sia circa  la natura  dolosa dell'asserito tentato investimento della ricorrente e di sua figlia, sia  circa un'eventuale complicità tra il vicino di casa e la Polizia a proposito di  tale evento, nonché circa  l'esistenza di eventuali conseguenze di natura  persecutoria, come minacce (cfr. verbale 1 pag. 5, verbale 2 D7 pagg. 3­ 4,  D49­D56,  D61­D64,  ricorso  pag.  4);  che,  del  resto,  è  assolutamente  illogica  e  immotivata  la  collaborazione  della  Polizia  con  il  vicino,  tossicodipendente  (cfr.  ibidem);  che,  in  considerazione  di  quanto  sopraesposto,  senza  che  sia  necessario  evocare  ulteriori  elementi  d'inattendibilità, vi è ragione di ritenere che la vicenda resa dall'insorgente  a sostegno della sua domanda di asilo è manifestamente inverosimile,  che, in considerazione di quanto suesposto, non appaiono sussistere seri  pregiudizi ai sensi dell'art. 3 LAsi, che  non  emergono  dalle  carte  processuali  neppure  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  e  di  sua 

D­5608/2011 Pagina 7 figlia  in  Macedonia  possa  violare  l'art. 25 cpv.  2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile 1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33 della  convenzione  del  28  luglio  1951  sullo  statuto  dei  rifugiati  (Conv., RS 0.142.30),  l'art.  5  LAsi  (divieto  di  respingimento)  nonché  l'art.  83  cpv.  3  LStr  o  esporre  le  medesime  in  patria  al  rischio  reale ed immediato di  trattamenti contrari all'art. 3 della convenzione del  4 novembre  1950  per  la  salvaguardia  dei  diritti  dell'uomo e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3 della  convenzione  del  10 dicembre 1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani o degradanti  (Conv.  tortura, RS 0.105), diversamente da quello  che  pretenderebbe  far  credere  la  ricorrente  con  affermazioni  del  tutto  generali (cfr. ricorso pag. 4),  che,  quanto  agli  ostacoli  all'esecuzione  dell'allontanamento  riconducibili  all’art.  44  cpv.  2  LAsi  e  all'art.  83  cpv.  4  LStr,  in  Macedonia  non  vige  attualmente  una  situazione  di  guerra,  guerra  civile  o  violenza  generalizzata che coinvolga  l'insieme della popolazione nella  totalità del  territorio nazionale, che,  nel  caso  di  specie,  non  risultano  manifestamente  esservi  indizi  di  persecuzione ai sensi dell'art. 34 cpv. 1 LAsi, che,  di  conseguenza,  l'UFM  rettamente  non  è  entrato  nel  merito  della  domanda di asilo secondo  l'art. 34 cpv. 1 LAsi, di modo che, su questo  punto,  il  ricorso,  destituito  di  ogni  e  benché  minimo  fondamento,  non  meritano tutela e la decisione impugnata va confermata, che  la  ricorrente  e  sua  figlia  non  adempiono  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe  dovuto  astenersi  dal  pronunciare  l'allontanamento  dalla  Svizzera  (art.  14  cpv.  1  e  cpv.  2,  art.  44  cpv.  1  LAsi  nonché  art. 32 dell'ordinanza 1 dell'11 agosto 1999 sull'asilo  relativa a questioni  procedurali [OAsi 1, RS 142.311]; GICRA 2001 n. 21), che  dalle  carte  processuali  non  emergono  neppure  ostacoli  dal  profilo  dell'esigibilità dell'allontanamento della ricorrente e della figlia quanto alla  loro situazione personale; che  l'insorgente è giovane, ha perlomeno una  formazione  scolastica  di  base,  come  pure  delle  esperienze  lavorative  come  (…)  e  (…)  (cfr.  verbale  1  pag.  3),  nonché  gode  di  buona  salute;  che,  infatti,  l'insorgente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi di salute che possano giustificare la loro ammissione provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  GICRA 2003 n. 24),  senza  che  ad  un  esame  d'ufficio  degli  atti  di  causa  emerga  la  necessità  di  una  permanenza  in 

D­5608/2011 Pagina 8 Svizzera  per  motivi  medici;  che  è  in  buona  salute  anche  la  figlia  della  ricorrente  la  quale,  ritenuta  la  sua  età  ([…]  anni),  potrà  cominciare  le  scuole in Macedonia, senza alcun ostacolo dal profilo del suo benessere  superiore (cfr. DTAF 2009/28 consid. 9.3.2 – 9.3.5 pagg. 367­369); che,  inoltre,  la  ricorrente  dispone  di  un'importante  rete  sociale  in  patria,  ritenuto  che  vive  ancora  in  loco  sua  madre  ed  altri  membri  della  sua  famiglia  (cfr.  ibidem):  che,  del  resto,  già  in  occasione  del  suo  rientro  in  Macedonia  nel  (…),  ella  ha  potuto  ritornare  a  vivere  con  la  madre  e  godere del suo aiuto nell'accudire  la sua bambina, come pure ha potuto  essere accolta da una zia a F._______, che l'ha alloggiata per (…) mesi  prima del suo espatrio (cfr. ibidem, pag. 7),  che, per le ragioni sopraindicate, l'autorità inferiore ha rettamente ritenuto  ammissibile e ragionevolmente esigibile l'esecuzione dell'allontanamento, che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  ed  art. 83 cpv. 2 LStr);  che  la  ricorrente,  usando della necessaria diligenza,  potrà procurarsi ogni documento  indispensabile al rimpatrio per  lei e per  sua figlia, oltre alla sua carta di identità che essa ha già prodotto in corso  di procedura (art. 8 cpv. 4 LAsi; cfr. DTAF 2008/34 consid. 12 pagg. 513­ 515); che l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile, che,  di  conseguenza,  anche  in  materia  di  allontanamento  e  relativa  esecuzione, il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata, che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che, visto l'esito della procedura, le spese processuali, di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  delle  ricorrenti  (art. 63 cpv. 1 e 5 PA nonché art. 3  lett. a del regolamento sulle  tasse e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]). (dispositivo alla pagina seguente)

D­5608/2011 Pagina 9 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico delle ricorrenti.  Tale ammontare deve essere versato alla cassa del Tribunale, entro un  termine di 30 giorni dalla spedizione della presente sentenza. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  alle  ricorrenti,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Antonella Guarna Data di spedizione:

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