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Bundesverwaltungsgericht 25.07.2011 D-4088/2011

25 juillet 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·976 mots·~5 min·2

Résumé

Asilo (non entrata nel merito / nuova procedura d'asilo per la Svizzera) e allontanamento | Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento; decisione dell'UFM del 19 luglio 2011

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­4088/2011 Sen tenza   d e l   2 5   luglio   2011 Composizione Giudici Pietro Angeli­Busi (giudice unico),  con l'approvazione del giudice Bruno Huber;  cancelliera Lydia Lazar Köhli. Parti A._______, nato il (…), Iraq,  ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM),  Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore Oggetto Asilo (non entrata nel merito) ed allontanamento;  decisione dell'UFM del 19 luglio 2011 / N […].

D­4088/2011 Pagina 2 Visto: la domanda di asilo che l'interessato ha presentato il (…) in Svizzera, la decisione dell'UFM di rigetto di detta domanda datata 4 febbraio 2010,  cresciuta  in  giudicato  il  21 marzo  2011,  in  cui  detto  Ufficio  ha  ordinato  l'allontanamento  del  richiedente  dalla  Svizzera,  come  pure  l'esecuzione  dell'allontanamento medesimo, la  seconda  domanda  di  asilo  in  Svizzera  presentata  dall'interessato  in  data (…), il  verbale  dell'audizione  sommaria  del  22  giugno  2011  (cfr.  act.  B5,  di  seguito:  verbale 1), nonché quello dell'audizione esperita  in stessa data  durante  la  quale  l'UFM  ha  concesso  al  richiedente  il  diritto  di  essere  sentito  relativamente  all'intenzione  di  non  entrare  nel  merito  della  sua  domanda di asilo (cfr. act. B6, di seguito: verbale 2),  la  decisione  dell'UFM  del  19  luglio  2011,  notificata  all'interessato  il  medesimo giorno (cfr. avviso di notifica e di ricevuta, act. B16), il  ricorso  inoltrato  dall'insorgente  il  20  luglio  2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato), l'incarto dell'UFM, pervenuto via  fax al Tribunale amministrativo  federale  (di seguito: il Tribunale) in data 21 luglio 2011, i  fatti  del  caso  di  specie  che,  se  necessario,  verranno  ripresi  nei  considerandi che seguono, e considerato: che  le  procedure  in materia  di  asilo  sono  rette  dalla  legge  federale  del  20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021), dalla  legge  del  17  giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale (LTF,  RS  173.110),  in  quanto  la  legge  del  26  giugno  1998  sull'asilo  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi),

D­4088/2011 Pagina 3 che  il  Tribunale  giudica  definitivamente  i  ricorsi  contro  le  decisioni  dell'UFM in materia di asilo, salvo se è stata depositata una domanda di  estradizione  da  parte  dello  Stato  abbandonato  dal  richiedente  l'asilo  in  cerca  di  protezione  (art. 31  e  33  lett. d  LTAF,  art.  105  LAsi  e  art. 83 lett. d cifra 1 LTF),  che vi è motivo di entrare nel merito del ricorso che adempie le condizioni  d'ammissibilità di cui agli artt. 48 cpv. 1 e 52 PA, nonché 108 cpv. 2 LAsi,  che, giusta l'art. 33a cpv. 2 PA, applicabile per rimando dell'art. 6 LAsi e  dell'art.  37  LTAF,  nei  procedimenti  su  ricorso  è  determinante  la  lingua  della  decisione  impugnata;  che,  se  le  parti  utilizzano  un'altra  lingua,  il  procedimento può svolgersi in tale lingua, che, nel caso concreto, la decisione impugnata è stata resa in italiano ed  il  ricorso  è  stato  presentato  in  tale  lingua;  che,  pertanto,  la  presente  sentenza va redatta in italiano, che,  nell'ambito  dell'audizione  sommaria,  il  richiedente  ha  dichiarato  di  essere  cittadino  iracheno  di  etnia  curda  e  di  essere  originario  di  B._______  nella  provincia  di  C._______,  città  dove  avrebbe  risieduto  prima dell'espatrio, che ha altresì affermato di non avere fatto ritorno in Iraq, rispettivamente  di  essersi  volontariamente  trasferito  in  D._______  dopo  la  conclusione  infruttuosa della prima procedura di asilo a  lui  inerente, dove  le autorità  l'avrebbero  fermato  e  rimandato  in  Svizzera  per  via  aerea  in  data  (…);  che ha  indicato di  invocare gli  stessi motivi di asilo  rispetto a quelli  fatti  valere  durante  la  prima  procedura  di  asilo,  rispettivamente  che,  nel  frattempo, ad essi non se ne sarebbero aggiunti  di  nuovi  (cfr. verbale 1  pag.  5  e  verbale  2);  che,  inoltre,  ha  inoltrato  un  mezzo  di  prova  a  sostegno della sua seconda domanda di asilo, che, nella decisione del 19 luglio 2011, l'UFM ha constatato che la prima  procedura di asilo si è definitivamente conclusa e che l'interessato non ha  addotto  nessun  fatto  proprio  a  motivare  la  sua  qualità  di  rifugiato  o  determinante per la concessione della protezione provvisoria, che, di conseguenza, l'UFM non è entrato nel merito della citata domanda  ai  sensi  dell'art. 32  cpv. 2  lett.  e  LAsi;  che  l'autorità  inferiore  ha  pure  pronunciato  l'allontanamento  del  richiedente  dalla  Svizzera  e  

D­4088/2011 Pagina 4 l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  il  suo  Paese  d'origine  siccome  lecita, esigibile e possibile, che, nel gravame, l'insorgente ribadisce di temere per la sua vita in caso  di  rientro  in  Iraq  per  gli  stessi  motivi  già  indicati  durante  la  prima  procedura  di  asilo  e  considera  che,  per  tale  ragione,  l'autorità  di  prime  cure  avrebbe  dovuto  entrare  nel merito  della  sua  seconda  domanda  di  asilo; che egli reputa altresì inesigibile l'esecuzione dell'allontanamento in  detto Paese, che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata  e  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  una  nuova  decisione  nel  merito  della  sua  domanda  d'asilo  e,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì,  presentato  una  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  dell'esenzione  dal  versamento  delle  spese  di  giustizia e del relativo anticipo,  che,  giusta  l'art. 32  cpv. 2  lett. e  LAsi,  non  si  entra  nel  merito  di  una  domanda di asilo se  il  richiedente è già stato oggetto  in Svizzera di una  procedura  d'asilo  terminata  con  decisione  negativa  o  se,  mentre  era  pendente  la  procedura  d'asilo,  è  rientrato  nel  Paese  di  origine  o  di  provenienza,  a  meno  che  dall'audizione  non  vi  siano  indizi  che  siano  intervenuti  nel  frattempo  fatti  propri  a  motivare  la  qualità  di  rifugiato  o  determinanti per la concessione della protezione provvisoria, che la precedente procedura di asilo si è definitivamente conclusa con la  crescita in giudicato della decisione dell'UFM del 4 febbraio 2010, che  tra  la crescita  in giudicato della decisione summenzionata e  l'inoltro  della seconda domanda di asilo in Svizzera il ricorrente non è rientrato in  Iraq; che, del  resto, nell'ambito della procedura di prima  istanza, non ha  avanzato alcun nuovo motivo di asilo, che, infatti, durante le audizioni esperite dall'UFM ha affermato che i suoi  motivi  di  asilo erano gli  stessi  rispetto a quelli  invocati  durante  la prima  procedura di asilo, confermando, su domanda esplicita, che alcun nuovo  motivo  di  asilo  è  subentrato  nel  frattempo  (cfr.  verbale  1  pag.  4  e  verbale 2), che,  inoltre,  in sede  ricorsuale,  l'autore del gravame non ha presentato,  all'infuori  di  generiche  censure,  argomenti  o  prove  suscettibili  di 

D­4088/2011 Pagina 5 giustificare una diversa valutazione, rispetto a quella di cui all'impugnata  decisione; che, in particolare,  il mezzo di prova prodotto non può essere  ritenuto in quanto inoltrato quale semplice copia, seppure con traduzione  in italiano, che, alla luce di quanto evocato, vi è ragione di concludere all'assenza di  indizi che siano intervenuti nel frattempo fatti propri a motivare la qualità  di rifugiato o determinanti per la concessione della protezione provvisoria  ai sensi della giurisprudenza  (cfr. DTAF 2009/53 consid. 4.2 pag. 769 e  relativi riferimenti), che, da quanto esposto, discende che in materia di non entrata nel merito  il ricorso, destituito d'ogni e benché minimo fondamento, non merita tutela  e la decisione impugnata va confermata, che  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14 cpv. 1 e 2 LAsi e 44 cpv. 1 LAsi, nonché art. 32 dell'Ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11 agosto  1999  [OAsi  1,  RS 142.311]),  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art.  83   della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sugli  stranieri  (LStr,  RS 142.20);  che, giusta suddetta norma, l'esecuzione dell'allontanamento deve essere  possibile, ammissibile e ragionevolmente esigibile, che non emergono dalle carte processuali elementi da cui desumere che  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  in  Iraq  possa  violare  l'art. 25 cpv. 2 della Costituzione  federale della Confederazione Svizzera  del  18  aprile  1999  (Cost.,  RS  101),  l'art. 33  della  convenzione  del  28 luglio 1951 sullo statuto dei rifugiati (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento),  nonché  l'art. 83  cpv. 3  LStr  o  esporre  il  ricorrente  in  Patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3 della Convenzione del 4 novembre 1950 per la salvaguardia dei  diritti  dell'uomo  e  delle  libertà  fondamentali  (CEDU,  RS  0.101)  o  all'art. 3 della  Convenzione  del  10  dicembre  1984  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  (Conv.  Tortura,  RS 0.105),  che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  dell'insorgente  è  ammissibile (art. 44 cpv. 2 LAsi e art. 83 cpv. 3 LStr),

D­4088/2011 Pagina 6 che, per quanto attiene all'esigibilità dell'esecuzione dell'allontanamento,  nelle  tre  province  curde  nel  nord  dell'Iraq  (Dohuk,  Erbil  e  Suleimaniya)  non  vige,  al  momento,  una  situazione  di  violenza  generalizzata  e  la  situazione politica non è talmente tesa da considerare un rimpatrio come  generalmente inesigibile; che segnatamente, lo stato della sicurezza è più  stabile ed equilibrato  rispetto al  resto del Paese e che  la  situazione dei  diritti dell'uomo è migliore rispetto alle zone nel sud e nel centro dell'Iraq;  che,  in particolare,  l'esecuzione dell'allontanamento verso le tre province  curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati,  in buona  salute  e  giovani,  a  condizione  che  la  persona  interessata  sia  originaria  della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di una rete  sociale, segnatamente famiglia, parenti o conoscenti, oppure di relazioni  con  i  partiti  al  potere  (DTAF  2008/5  consid.  7.5,  in  particolare  7.5.1  e  7.5.8), che, peraltro,  nella  sua sentenza del 21 marzo 2011,  che ha posto  fine  alla  prima  procedura  di  asilo  inerente  al  ricorrente,  il  Tribunale  ha  confermato la conclusione dell'UFM secondo cui il medesimo è originario  del  governatorato  di  Dohuk,  nel  nord  dell'Iraq  (cfr.  D­1084/2010  consid. 8.2.2), che, del resto, nulla agli atti impone di scostarsi da tale conclusione; che,  in particolare, l'insorgente non ha apportato alcun argomento suscettibile  di modificare tale conclusione, che  ciò  vale  anche  per  il  mezzo  di  prova  presentato  per  le  ragioni  precedentemente indicate, che,  di  conseguenza,  il  ricorrente  è  da  considerarsi  originario  della  provincia curda di Dohuk, che,  quanto  alla  sua  situazione  personale,  è  giovane  e  dispone  di  esperienza lavorativa (cfr. verbale 1 pag. 2); che, inoltre, nel suo Paese di  origine vivono tuttora i suoi genitori, due sorelle e due fratelli (cfr. ibidem  pag. 3);  che, oltremodo, non ha preteso nel gravame di  soffrire di  gravi  problemi di salute che possano giustificare la sua ammissione provvisoria  (cfr.  sulla  problematica  Giurisprudenza  ed  informazioni  della  Commissione svizzera di  ricorso  in materia d'asilo  [GICRA] 2003 n. 24),  senza che da un esame d'ufficio degli atti di causa emerga la necessità di  una permanenza in Svizzera per motivi medici,

D­4088/2011 Pagina 7 che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese  di  origine  è  ragionevolmente  esigibile  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 4 LStr), che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art.  44  cpv.  2  LAsi  e  art. 83 cpv. 2 LStr);  che  l'insorgente,  usando  della  necessaria  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile  al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4 LAsi;  cfr.  DTAF  2008/34  consid.  12  pagg.  513­515);  che  l'esecuzione dell'allontanamento è dunque pure possibile,  che,  per  conseguenza,  anche  in  materia  di  allontanamento  e  relativa  esecuzione il gravame va disatteso e la querelata decisione confermata,  che  il  ricorso,  manifestamente  infondato,  è  deciso  in  procedura  semplificata  (art. 111a  LAsi)  dal  giudice  unico,  con  l'approvazione  di  un  secondo giudice (art. 111 lett. e LAsi), che,  avendo  il  Tribunale  statuito  nel  merito  del  ricorso,  la  domanda  di  esenzione  dal  versamento  di  un  anticipo  equivalente  alle  presumibili  spese processuali è divenuta senza oggetto, che,  infine,  ritenute  le  allegazioni  ricorsuali  sprovviste  di  probabilità  di  esito  favorevole,  la  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento  delle  spese  processuali,  è  respinta  (art. 65 cpv. 1 PA), che, visto l'esito della procedura le spese processuali, di CHF 600.­, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63 cpv. 1  e  cpv. 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo federale del 21 febbraio 2008 [TS­TAF, RS 173.320.2]). 

D­4088/2011 Pagina 8 (dispositivo alla pagina seguente) Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  La  domanda  di  assistenza  giudiziaria,  nel  senso  della  dispensa  dal  versamento delle spese processuali, è respinta. 3.  Le  spese  processuali,  di CHF 600.­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  Tale  ammontare  deve  essere  versato  alla  cassa  del  Tribunale  amministrativo  federale  entro  un  termine  di  30  giorni  dalla  spedizione  della presente sentenza.  4.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente.  Il giudice unico: La cancelliera: Pietro Angeli­Busi Lydia Lazar Köhli Data di spedizione:

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