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Bundesverwaltungsgericht 20.09.2011 D-3151/2011

20 septembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·1,494 mots·~7 min·3

Résumé

Asilo e allontanamento | Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 3 maggio 2011

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte IV D­3151/2011 Sen tenza   d e l   2 0   sett emb r e   2011 Composizione Giudice Daniele Cattaneo, giudice unico, con l'approvazione del giudice Bruno Huber; cancelliere Carlo Monti. Parti A._______, nato il (…), Iraq, ricorrente,  contro Ufficio federale della migrazione (UFM), Quellenweg 6, 3003 Berna, autorità inferiore. Oggetto Asilo ed allontanamento; decisione dell'UFM del 3 maggio 2011 / N […].

D­3151/2011 Pagina 2 Visti: la domanda d'asilo che l'interessato – allora minorenne – ha presentato in  data 29 settembre 2008; i  verbali  d'audizione  del  17 ottobre 2008  (di  seguito:  verbale 1),  del  12 novembre 2008 (di seguito: verbale 2) e del 13 aprile 2010 (di seguito:  verbale 3); la  decisione  dell'Ufficio  federale  della  migrazione  (di  seguito:  UFM)  del  3 maggio 2011,  notificata  all'interessato  in  data  6 maggio 2011  (cfr.  avviso di ricevimento); il  ricorso  del  1° giugno 2011  (cfr.  timbro  del  plico  raccomandato;  data  d'entrata: 3 giugno 2011); l'ordinanza del Tribunale amministrativo federale (di seguito: il Tribunale)  del 9 giugno 2011 con la quale il Tribunale ha informato il ricorrente della  possibilità di soggiornare in Svizzera fino al termine della procedura; la decisione incidentale del Tribunale del 22 giugno 2011 con la quale ha  respinto la domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della dispensa dal  versamento delle spese processuali e del relativo anticipo, ed ha invitato  il  ricorrente  a  versare  entro  il  7 luglio 2011  un  anticipo  di  CHF  600.–  a  copertura  delle  presunte  spese  processuali  indicando  che  in  caso  d'inosservanza il ricorso sarebbe stato dichiarato inammissibile; il pagamento dell'anticipo delle presunte spese processuali effettuato dal  ricorrente il 30 giugno 2011; ulteriori  fatti  ed  argomenti  addotti  dalle  parti  negli  scritti  che  verranno  ripresi nei considerandi qualora risultino decisivi per l'esito della vertenza; e considerato: che  le procedure  in materia d'asilo  sono  rette dalla  legge  federale  sulla  procedura amministrativa  del  20 dicembre 1968  (PA, RS 172.021),  dalla  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17 giugno 2005  (LTAF,  RS 173.32) e dalla legge sul Tribunale federale del 17 giugno 2005 (LTF, 

D­3151/2011 Pagina 3 RS 173.110),  in  quanto  la  legge  sull'asilo  del  26 giugno 1998  (LAsi,  RS 142.31) non preveda altrimenti (art. 6 LAsi); che  fatta eccezione delle decisioni previste all'art. 32 LTAF,  il Tribunale,  in  virtù  dell'art. 31  LTAF,  giudica  i  ricorsi  contro  le  decisioni  ai  sensi  dell'art. 5 PA prese dalle autorità menzionate all'art. 33 LTAF; che l'UFM rientra tra dette autorità (art. 105 LAsi); che l'atto impugnato costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 PA; che  il  ricorrente  ha  partecipato  al  procedimento  dinanzi  all'autorità  inferiore, è particolarmente toccato dalla decisione impugnata e vanta un  interesse degno di protezione all'annullamento o alla modificazione della  stessa  (art. 48  cpv. 1  lett. a­c  PA),  e  che  è  pertanto  legittimato  ad  aggravarsi contro di essa; che i requisiti relativi ai termini di ricorso (art. 108 cpv. 2 LAsi), alla forma  ed al contenuto dell'atto di ricorso (art. 52 PA) sono pure soddisfatti; che occorre pertanto entrare nel merito del ricorso; che  i  ricorsi manifestamente  infondati,  ai  sensi  dei motivi  che  seguono,  sono decisi  in  procedura  semplificata  (art. 111a LAsi)  dal  giudice unico,  con  l’approvazione  di  un  secondo  giudice  (art. 111  lett. e  LAsi)  e  la  decisione è motivata soltanto sommariamente (art. 111a cpv. 2 LAsi); che,  ai  sensi  dell’art. 111a  cpv. 1  LAsi,  si  rinuncia  allo  scambio  degli  scritti; che,  con  ricorso  al  Tribunale,  possono  essere  invocati  la  violazione  del  diritto  federale,  l'accertamento  inesatto  o  incompleto  di  fatti  giuridicamente rilevanti e l'inadeguatezza (art. 106 LAsi e art. 49 PA); che  il Tribunale non è vincolato né dai motivi addotti  (art. 62 cpv. 4 PA),  né  dalle  considerazioni  giuridiche  della  decisione  impugnata,  né  dalle  argomentazioni delle parti (cfr. DTAF 2009/57 consid. 1.2; PIERRE MOOR,  Droit administratif, vol. II, 3ª ed., Berna 2011, n. 2.2.6.5); che va in limine osservato che il ricorrente già nel corso del procedimento  dinnanzi all'autorità inferiore è divenuto maggiorenne in data (…);

D­3151/2011 Pagina 4 che,  non  di  meno,  nella  prima  audizione  federale  sui  motivi  d'asilo  (verbale 2)  l'autorità  inferiore  riteneva  il  richiedente  come maggiorenne;  che l'interessato ha inviato solo al seguito di detta audizione la copia della  sua  carta  d'identità  attestante  la  sua  minore  età;  che,  detto  Ufficio  ha  dunque  proceduto  ad  una  nuova  e  conforme  audizione  (verbale 3)  alla  quale però il rappresentante legale assegnatogli dal Canton Ticino non vi  avrebbe presenziato nonostante la sua convocazione;  che,  di  seguito,  nella  decisione  impugnata  l'autorità  inferiore  ha  fatto  riferimento  al  verbale 1  ed  al  verbale 3,  anziché  al  verbale  2  non  incorrendo  così  in  nessuna  irregolarità  formale  dal  punto  di  vista  del  rispetto  del  diritto  di  essere  sentito,  peraltro  non  essendo  la  decisione  impugnata  fondata  su  dichiarazioni  fondate  emerse  durante  l'audizione  consegnata nel verbale 2; che, ciò posto, anche per questo Tribunale non v'è motivo di procedere  diversamente; che  dalle  audizioni  si  evince  che  l'interessato,  che,  come  detto,  dal  momento del deposito della domanda di asilo è diventato maggiorenne, è  cittadino iracheno, di etnia curda, nato a B._______, con ultimo domicilio  a C._______ (cfr. verbale 1, pag. 1); che il richiedente ha dichiarato di essere espatriato in quanto, come curdo  residente a C._______, la sua vita sarebbe in pericolo e che a B._______  non  potrebbe  far  ritorno  per  vivere  temendo  di  cadere  vittima  di  persecuzioni o minacce di privati; che,  nella  decisione  impugnata,  l'UFM  ha  considerato  inverosimili  le  dichiarazioni dell'interessato circa i suoi motivi d'asilo; che, in particolare,  circa  l'incidente  stradale  nel  quale  sua  nonna  ha  perso  la  vita  ed  il  susseguente omicidio per vendetta commesso dal padre a B._______ ai  danni dell'autore dell'omicidio, il ricorrente non avrebbe saputo collocarlo  nel tempo in un modo preciso indicando una prima volta l'anno 2003 per  poi  indicare  l'anno  2005;  che,  inoltre,  il  suo  timore  di  eventuali  ripercussioni  si  fonderebbe  su  mere  dichiarazioni  non  sapendo,  per  esempio  se  la  famiglia  dell'uomo  che  ha  ucciso  sua  nonna  sia  effettivamente al corrente dell'identità dell'assassino del loro parente; che  sarebbe altrettanto illogico che il richiedente, temendo per la propria vita,  si sia recato e abbia risieduto per lunghi periodi a B._______ per lavoro;

D­3151/2011 Pagina 5 che pure sulle minacce che avrebbe  ricevuto a C._______ nel 2008 sul  posto  di  lavoro,  egli  avrebbe  fornito  versioni  divergenti  degli  eventi,  dichiarando di volta in volta che il suo nome figurava o non figurava nella  lettera  di  minacce;  che,  per  giunta,  all'audizione  sulla  persona  l'interessato  avrebbe  indicato  con  precisione  la  data  di  ricezione  delle  lettere  di  minacce,  spiegando  di  aver  smesso  di  lavorare  subito  dopo  mentre nell'audizione sui motivi d'asilo non sarebbe stato in grado di dire  quando si sarebbero verificati tali eventi; che,  di  conseguenza,  l'UFM  ha  ritenuto  che  il  racconto  del  richiedente  non  soddisfa  le  condizioni  di  verosimiglianza  giusta  l'art. 7  LAsi  e  ha  pronunciato  l'allontanamento  dell'interessato  dalla  Svizzera  e  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  l'Iraq  –  segnatamente  verso  una  delle  tre province nord­irachene (Dohuk, Erbil e Suleimaniya) – siccome  lecita, esigibile e possibile; che,  nel  ricorso,  l'insorgente  ha  contestato  la  decisione  dell'UFM,  sostenendo  che,  le  varie  incongruenze  dei  suoi  racconti  deriverebbero  dalla  sua mancata  scolarizzazione  e  dall'allora  sua  giovane  età;  che  in  detto atto ha dunque confermato che sua nonna sarebbe stata investita e  uccisa  nel  2005;  che,  inoltre,  non  nega  di  aver  asserito  che  il  padre  avrebbe  ucciso  il  responsabile  della  morte  della  nonna  dopo  qualche  giorno dall'incidente, omettendo in un primo tempo – siccome durante la  prima  audizione  gli  era  stato  detto  di  essere  breve  –  di  dire  che  il  responsabile  dell'incidente  sarebbe  stato  incarcerato  e  solo  una  volta  liberato, il padre l'avrebbe ucciso; che,  in  conclusione,  il  ricorrente  ha  chiesto,  in  via  principale,  l'annullamento  della  decisione  impugnata,  la  trasmissione  degli  atti  all'autorità  inferiore  per  un nuovo giudizio  e  la  concessione dell'asilo,  in  via  sussidiaria,  la  concessione  dell'ammissione  provvisoria;  che  ha,  altresì, presentato una domanda d'assistenza giudiziaria, nel senso della  dispensa dal versamento delle spese processuali e del relativo anticipo; che, giusta l'art. 2 cpv. 1 LAsi, la Svizzera, su domanda, accorda asilo ai  rifugiati;  che  l'asilo  comprende  la  protezione  e  lo  statuto  accordati  a  persone  in  Svizzera  in  ragione  della  loro  qualità  di  rifugiati;  che  esso  comprende il diritto di risiedere in Svizzera; che, giusta l'art. 3 cpv. 1 LAsi,  sono  rifugiati  le persone che, nel Paese d'origine o di  ultima  residenza,  sono  esposte  a  seri  pregiudizi  a  causa  della  loro  razza,  religione,  nazionalità, appartenenza ad un determinato gruppo sociale o per le loro  opinioni  politiche,  ovvero  hanno  fondato  timore  di  essere  esposte  a  tali 

D­3151/2011 Pagina 6 pregiudizi; che sono pregiudizi seri segnatamente l'esposizione a pericolo  della  vita,  dell'integrità  fisica  o  della  libertà,  nonché  le  misure  che  comportano  una  pressione  psichica  insopportabile  (art. 3  cpv. 2  LAsi);  che  occorre  altresì  tenere  conto  dei  motivi  di  fuga  specifici  della  condizione femminile (art. 3 cpv. 2 2ª frase LAsi); che,  a  tenore  dell'art. 7  cpv. 1  LAsi,  chiunque  domanda  l'asilo  deve  provare o per lo meno rendere verosimile la sua qualità di rifugiato; che la  qualità di  rifugiato è  resa verosimile  se  l'autorità  la  ritiene data  con una  probabilità  preponderante  (art. 7  cpv. 2  LAsi);  che  sono  inverosimili  in  particolare le allegazioni che su punti importanti sono troppo poco fondate  o  contraddittorie,  non  corrispondono  ai  fatti  o  si  basano  in  modo  determinante su mezzi di prova falsi o falsificati (art. 7 cpv. 3 LAsi); che,  in altre parole, per poter ammettere  la verosimiglianza, ai sensi dei  summenzionati  disposti,  delle  dichiarazioni  determinanti  rese  da  un  richiedente  l'asilo,  occorre  che  le  stesse  abbiano  insito  un  grado  di  convinzione  logica  tale  da  prevalere  in  modo  preponderante  sulla  possibilità  del  contrario,  così  che  quest'ultima  risulti  secondaria  (cfr.  Giurisprudenza ed  informazioni della Commissione svizzera di  ricorso  in  materia  d'asilo  [GICRA] 1993 n. 21); che  le dichiarazioni devono essere attendibili, cioè  resistenti alle obiezioni, precise, ovvero non generiche e non suscettibili  di  diversa  interpretazione  (altrettanto  o  più  verosimile),  e  concordanti,  o  meglio non in contrasto fra loro e nemmeno con altri dati o elementi certi;  che,  peraltro,  il  giudizio  sulla  verosimiglianza  dev'essere  il  frutto  d'una  valutazione complessiva, e non esclusivamente atomizzata, delle singole  allegazioni decisive, in modo da consentire di limitare al minimo il rischio  dell'approssimazione, ovvero il pericolo di fondare il giudizio valorizzando,  contro  indiscutibili  postulati  di  civiltà  giuridica,  semplici  impressioni  dell'autorità giudicante  (cfr. GICRA 2005 n. 21 consid. 6.1, GICRA 1995  n. 23); che  le dichiarazioni decisive  rese dal  ricorrente  in corso di procedura si  esauriscono  in  mere  ed  imprecise  affermazioni,  non  corroborate  da  elementi  consistenti;  che,  inoltre,  l'insorgente,  con  riferimento  ai  fatti  evocati,  si  è  limitato  a  pure  congetture  non  fondate  su  alcuno  indizio  oggettivo; che,  a  titolo  d'esempio,  il  ricorrente  è  stato  impreciso  nel  datare  il  suo  racconto  poiché  nelle  prime  due  audizioni  afferma  che  la morte  di  sua  nonna, la successiva vendetta da parte di suo padre ed il relativo rifugio 

D­3151/2011 Pagina 7 interno a C._______ sarebbero avvenuti nel 2003, mentre solo  in ultima  audizione  asserisce  che  i  citati  avvenimenti  si  sarebbero  verificati  in  maggio o giugno 2005 (cfr. verbale 1, pag. 5; verbale 3, pagg. 3 e 9); che, in prima audizione, egli ha giustificato il rifugio interno a C._______  in  quanto  la  famiglia  della  persona  che  il  padre  del  ricorrente  aveva  ucciso  avrebbe accusato  suo  padre  di  detto  omicidio  e  avrebbe giurato  vendetta (cfr. verbale 1, pagg. 4 seg.); che, per contro, in ultima audizione  ha  asserito  di  non  aver  mai  riscontrato  personalmente  dei  problemi  a  B._______ (cfr. verbale 3, pag. 5) e che, di fatto, egli ha indicato che quo  all'uccisione  del  conducente  da  parte  del  padre,  la  sua  famiglia  non  avrebbe  mai  ricevuto  delle  minacce  (cfr.  verbale 3,  pag. 8);  che,  di  conseguenza, non è  riuscito a  rendere plausibile un  fondato  timore  che  avrebbe spinto la sua famiglia ad un rifugio interno, a tal punto da rendere  inverosimile detto rifugio interno; che, oltre a ciò, egli  si  è  contraddetto sulla data della  conclusione della  sua attività  lavorativa prima dell'espatrio; che,  infatti,  in un primo  tempo,  asserisce di aver  ricevuto  la  lettera di minaccia  tra  la  fine di maggio ed  inizio  giugno  2008  e  di  aver  smesso  di  lavorare  alla  fine  di  giugno  (verbale 1, pag. 5) per poi indicare di aver continuato a lavorare fino a 10  giorni  prima  dell'espatrio  avvenuto  il  22 agosto 2008  (verbale 3,  pagg. 4  seg.); che,  quo  alla  portata  delle  minacce  da  parte  dei  terroristi  –  non  specificando  di  che  gruppo  si  trattasse  –,  egli  ha  asserito  che  queste  ultime  erano  rivolte  direttamente  al  suo  capo ma  anche  ai  suoi  operai,  incluso  il  medesimo,  le  quali  chiedevano  come  mai  lavorassero  a  B._______ e non a C._______  senza apparentemente aggiungere altro  (cfr. verbale 3, pag. 5); che, altresì, alla domanda di come poteva sapere  che  le  minacce  provenissero  da  terroristi  egli  ha  risposto  che  il  suo  superiore,  che abita a C._______ da molto  tempo ed è curdo, pensava  che  si  trattasse di minacce di  terroristi  aggiungendo  inoltre  che  la metà  degli abitanti di C._______ sono terroristi (cfr. verbale 3, pag. 5); che, per  giunta,  il suo datore di  lavoro avrebbe ricevuto una sola minaccia scritta  ma che ne avrebbe ricevute diverse verbalmente (cfr. verbale 3, pag. 5);  che,  come  ha  sostenuto  l'insorgente  nell'ultima  audizione,  egli  sarebbe  effettivamente  espatriato  a  causa di  dette minacce  ricevute  sul  cantiere  (cfr.  verbale 3,  pag. 9);  che, per  contro, non è stato  in grado di  rendere  verosimile  dette  minacce  ed  il  susseguente  timore  non  corroborando  detto elemento con alcunché limitandosi ad esprimersi in maniera vaga e  stereotipata  come  appena  illustrato;  che,  pertanto,  la  mancanza  di 

D­3151/2011 Pagina 8 dettagli  conduce  quindi  a  desumere  che  le  asserite minacce  non  siano  altro che un pretesto costruito dall'insorgente per fondare la sua domanda  d'asilo; che  anche  ammettendo  il  timore  di  vivere  a  B._______,  mal  si  comprende, per essere poco logico, il fatto di essersi ivi recato più volte,  ancorché per lavoro, rischiando quindi minacce da terzi; che,  per  il  resto,  per  evitare  ulteriori  ripetizioni,  si  rimanda  alle  considerazioni della decisione dell'UFM; che, alla luce di quanto sopra, il racconto dell'insorgente si distingue per il  suo carattere vago, non circostanziato, nonché  illogico da  rendere  i  fatti  addotti  e  le  dichiarazioni  essenziali  della  sua  domanda  d'asilo  come  manifestamente inverosimili; che,  in  considerazione  di  quanto  esposto,  il  ricorso  in  materia  di  riconoscimento  della  qualità  di  rifugiato  e  di  concessione  dell'asilo,  destituito  di  fondamento,  non merita  tutela  e  la  decisione  impugnata  va  confermata; che,  se  respinge  la  domanda  d'asilo  o  non  entra  nel  merito,  l'Ufficio  federale pronuncia, di norma, l'allontanamento dalla Svizzera e ne ordina  l'esecuzione; tiene però conto del principio dell'unità della famiglia (art. 44  cpv. 1 LAsi); che,  il  ricorrente  non  adempie  le  condizioni  in  virtù  delle  quali  l'UFM  avrebbe dovuto astenersi dal pronunciare l'allontanamento dalla Svizzera  (art. 14  cpv. 1  e  2  nonché  art. 44  cpv. 1  LAsi  come  pure  art. 32  dell'ordinanza 1  sull'asilo  relativa  a  questioni  procedurali  dell'11  agosto  1999  [OAsi 1, RS 142.311]; DTAF 2009/50 consid. 9); che codesto Tribunale è pertanto tenuto a confermare l'allontanamento; che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  regolamentata  all'art. 83  della  legge  federale  sugli  stranieri  del  16 dicembre 2005  (LStr,  RS 142.20),  giusta  il  quale  l'esecuzione  dell'allontanamento  dev'essere  possibile  (art. 83  cpv. 2 LStr),  ammissibile  (art. 83  cpv. 3 LStr)  e  ragionevolmente  esigibile (art. 83 cpv. 4 LStr); che  per  gli  stessi  motivi  sopra  elencati  non  emergono  dalle  carte  processuali  elementi  da  cui  desumere  che  l'esecuzione 

D­3151/2011 Pagina 9 dell'allontanamento  dell'insorgente  in  Iraq  possa  violare  l'art. 25  cpv. 2  della  Costituzione  federale  della  Confederazione  Svizzera  del  18 aprile  1999 (Cost., RS 101), l'art. 33 della Convenzione sullo statuto dei rifugiati  del  28 luglio  1951  (Conv., RS 0.142.30),  l'art. 5 LAsi  (divieto  di  respingimento) nonché l'art. 83 cpv. 3 LStr o esporre il ricorrente in patria  al  rischio  reale  ed  immediato  di  trattamenti  contrari  all'art. 3  CEDU  o  all'art. 3  della Convenzione  contro  la  tortura  ed  altre  pene  o  trattamenti  crudeli,  inumani  o  degradanti  del  10 dicembre 1984  (Conv.  tortura,  RS 0.105); che, pertanto,  l'esecuzione dell'allontanamento è ammissibile (cfr. art. 83  cpv. 3 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che,  inoltre,  nel Nord dell'Iraq  (Dohuk, Erbil  e Suleimaniya) non vige, al  momento, una situazione di violenza generalizzata ed il contesto politico  non  è  talmente  teso  da  considerare  un  rimpatrio  come  generalmente  inesigibile;  che,  segnatamente,  lo  stato  di  sicurezza  è  più  stabile  ed  equilibrato  rispetto al  resto del Paese, come pure  la situazione dei diritti  dell'uomo  la  quale  è  migliore  rispetto  alle  zone  nel  Sud  e  nel  centro  dell'Iraq;  che,  inoltre,  l'esecuzione  dell'allontanamento  verso  le  tre  province curde è esigibile, di principio, per gli uomini curdi, non sposati, in  buona  salute  e  giovani,  a  condizione  che  la  persona  interessata  sia  originaria della regione o vi abbia vissuto un lungo periodo e disponga di  una  rete  sociale,  segnatamente  famiglia,  parenti  o  conoscenti,  oppure  relazioni con i partiti al potere (cfr. DTAF 2008/5 consid. 7.5, in particolare  7.5.1 e 7.5.8); che,  quanto  alla  situazione  personale  dell'insorgente,  nel  frattempo  maggiorenne, egli è giovane, celibe, senza figli o obblighi familiari ed ha  una  minima  formazione  scolastica  di  base,  nonché  un'esperienza  professionale  quale  carpentiere  (cfr.  verbale 1,  pag. 2);  che,  inoltre,  v'è  ragione di ritenere che il ricorrente disponga di una densa rete familiare e  sociale a B._______, dove peraltro egli è nato, ha  trascorso  la maggior  parte  della  sua  vita  e  vi  ha  lavorato  (cfr.  verbale 1,  pag. 1  e  verbale 3,  pag. 4);  che,  segnatamente,  lo  zio  paterno  ed  i  suoi  5  figli  risiedono  a  tutt'ora a B._______ (cfr. verbale 3, pag. 6); che,  in  aggiunta,  il  ricorrente  non  ha  preteso  nel  gravame  di  soffrire  di  gravi  problemi  di  salute  che  possano  giustificare  la  sua  ammissione  provvisoria (cfr. GICRA 2003 n. 24);

D­3151/2011 Pagina 10 che,  peraltro,  l'insorgente  potrà,  se  necessario,  richiedere  un  aiuto  al  ritorno ai sensi dell'art. 93 cpv. 1 lett. d LAsi; che,  pertanto,  l'esecuzione  dell'allontanamento  del  ricorrente  nel  suo  Paese d'origine e segnatamente a B._______ è ragionevolmente esigibile  (art. 83 cpv. 4 LStr in relazione all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che, infine, non risultano impedimenti neppure dal profilo della possibilità  dell'esecuzione  dell'allontanamento  (art. 83  cpv. 2  LStr  in  relazione  all'art. 44 cpv. 2 LAsi); che  il  ricorrente,  usando  della  dovuta  diligenza,  potrà  procurarsi  ogni  documento  indispensabile al  rimpatrio  (art. 8 cpv. 4 LAsi; DTAF 2008/34  consid. 12);  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  dunque  pure  possibile; che  ne  discende  che  l'esecuzione  dell'allontanamento  è  ammissibile,  ragionevolmente  esigibile  e  possibile;  che,  di  conseguenza,  anche  in  materia d'allontanamento e relativa esecuzione, il gravame va disatteso e  la querelata decisione dell'autorità inferiore confermata; che,  ne  consegue,  l'UFM  con  la  decisione  impugnata  non  ha  violato  il  diritto  federale,  né  abusato  del  suo  potere  di  apprezzamento;  che  l'autorità  inferiore non ha accertato  in modo  inesatto o  incompleto  i  fatti  giuridicamente rilevanti ed inoltre la decisione non è inadeguata (art. 106  LAsi), per il che il ricorso va respinto; che, visto l'esito della procedura, le spese processuali di CHF 600.–, che  seguono  la  soccombenza,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  (art. 63  cpv. 1  e 5  PA  nonché  art. 3  lett. a  del  regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del 21 febbraio 2008  [TS­TAF, RS 173.320.2]); che  le spese processuali  sono  compensate  con  l'anticipo  tempestivamente  versato  in  data  30 giugno 2011; che  la  presente  decisione  non  concerne  persone  contro  le  quali  è  pendente una domanda d’estradizione presentata dallo Stato che hanno  abbandonato in cerca di protezione (art. 83 lett. d cifra 1 LTF); che  la  decisione  non  può  essere  impugnata  con  ricorso  in  materia  di  diritto pubblico dinanzi al Tribunale federale (art. 83 lett. d LTF); che la pronuncia è quindi definitiva.

D­3151/2011 Pagina 11 (Dispositivo alla pagina seguente)

D­3151/2011 Pagina 12 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale  pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le spese processuali, di CHF 600.–, sono poste a carico del ricorrente e  sono compensate con l'anticipo versato in data 30 giugno 2011. 3.  Questa  sentenza  è  comunicata  al  ricorrente,  all'UFM  e  all'autorità  cantonale competente. Il giudice unico: Il cancelliere: Daniele Cattaneo Carlo Monti Data di spedizione:

D-3151/2011 — Bundesverwaltungsgericht 20.09.2011 D-3151/2011 — Swissrulings