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Bundesverwaltungsgericht 30.11.2011 C-990/2011

30 novembre 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,130 mots·~11 min·2

Résumé

Diritto alla rendita | Assicurazione invalidità, decisione del 30 dicembre 2010

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte III C­990/2011 Sen tenza   d e l   3 0   n o v emb r e   2011 Composizione Giudici: Francesco Parrino (presidente del collegio),  Stefan Mesmer, Elena Avenati­Carpani; Cancelliere: Dario Croci Torti. Parti A._______,  patrocinato dall'avv. Vincenzo Giordano, via Tripoli 157,  IT­73100 Botrugno, ricorrente,  Contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero UAIE, avenue Edmond­ Vaucher 18, casella postale 3100, 1211 Ginevra 2,    autorità inferiore.  Oggetto Assicurazione invalidità, decisione del 30 dicembre 2010.

C­990/2011 Pagina 2 Fatti: A.  A._______, cittadino italiano, nato il , ha lavorato in Svizzera dal 1983 al  1985,  solvendo  regolari  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia,  i  superstiti  e  l'invalidità  (AVS/AI),  durante  tale  periodo  (doc.  49).  Dopo  il  rimpatrio,  ha  continuato  ad  esercitare  un'attività  lucrativa  come  ausiliario  socio­sanitario  dal  1989  al  dicembre  2004  (addetto  alla  pulizia di ambienti ospedalieri), quando si è ritirato dal  lavoro per ragioni  di salute (doc. 11, 12, 14).  B.  In data 25 novembre 2008, A._______ ha presentato una domanda volta  al conseguimento di prestazioni dell'assicurazione svizzera per l'invalidità  (doc. 1). Il  richiedente  è  stato  visitato  il  23  marzo  2009  presso  i  servizi  medici  dell'Istituto nazionale di previdenza per  i dipendenti dell'amministrazione  pubblica (INPDAP), dove è stata posta  la diagnosi di epatopatia cronica  in evoluzione cirrotica, sida in trattamento antiretrovirale ed è stato posto  un tasso d'invalidità totale (doc. 17). Sono stati esibiti documenti oggettivi,  segnatamente: ­  un  rapporto  del  centro  di malattie  infettive  dell'ASL  di Galatina  del  14  ottobre  2008  attestante  una  sindrome  da  immunodeficienza  acquisita  complicata da epatite cronica HCV correlata  in evoluzione cirrotica (doc.  15); ­ l'attestato di riconoscimento dell'invalidità civile (doc. 16). Il  medico  dell'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti  all'estero  (UAIE),  Dott.  Kristol,  nella  sua  nota  del  14  ottobre  2009,  ha  ritenuto  utile  fare  eseguire  accertamenti  più  approfonditi  in  merito  alle  patologie  rilevate  (doc.  19).  Tale  documentazione  è  stata  chiesta  dall'UAIE  all'INPDAP  con  lettera  del  29  ottobre  2009  (doc.  20).  Con lettera del 24 marzo 2010 l'INPDAP ha comunicato che l'assicurato è  inattivo  dal  1°  gennaio  2005  per  invalidità  assoluta  (non migliorabile)  e  che quanto già inviato deve essere ritenuto completo. Una nota del Dott.  Donateo, consulente INPDAP datata del 23 marzo 2010 è stata allegata  (doc. 27). 

C­990/2011 Pagina 3 Con lettera del 31 marzo 2010, l'UAIE ha ribadito all'INPDAP la necessità  della  documentazione  richiesta  per  valutare  la  domanda  in  corso  (doc.  26). Con risposta del 30 aprile 2010, l'INPDAP ha prodotto ancora l'E 213 del  23 marzo 2009 (doc. 17 = 28) nonché un verbale di Commissione medica  ospedaliera  del  20  novembre  2004  che  attesta  un'inabilità  assoluta  a  decorrere dall'11  settembre 2003 come aiuto  socio­sanitario per  le note  patologie (doc. 29). Nel rapporto del 19 giugno 2010, il Dott. Kristol ha spiegato che allo stato  attuale  del  dossier  medico  la  richiesta  di  prestazioni  dovrebbe  essere  respinta  (doc.  33) ed ha  ribadito  la necessità di  nuova e più esauriente  documentazione  (doc.  33).  L'UAIE,  con  lettera  all'INPDAP  del  1°  luglio  2010,  di  cui  una  copia  è  stata  inviata  all'interessato,  ha  invitato  detto  istituto  a  produrre  quanto  richiesto  entro  il  1°  settembre  2010  (doc.  35,  36).  Con  nota  del  17  settembre  2010,  l'INPDAP  si  è  rifiutato  di  far  eseguire  gli  esami  medici  supplementari  (doc.  37).  Unico  documento  nuovo  consiste  in  un  breve  rapporto  del  centro  HIV  di  Lecce  del  18  maggio  2010  attestante  la  cura  in  corso  ed  i  risultati  di  alcuni  valori  ematochimici (doc. 39). C.  Nel  suo  rapporto  del  3  novembre  2010  (doc.  41),  il  Dott.  Kristol  ha  indicato  che  in  base  alla  documentazione  rimessa  ad  atti  non  esiste  alcuna  invalidità  attingente  il  livello  pensionabile,  nemmeno  nella  precedente professione dell'assicurato (ausiliario socio­sanitario). Con  progetto  di  decisione  del  9  novembre  2009,  l'UAIE  ha  disposto  la  reiezione  della  domanda  di  rendita  per  carenza  d'invalidità  di  livello  pensionabile (doc. 42). Con scritto del 3 dicembre 2010, l'assicurato ha ribadito la sua richiesta di  prestazione (doc. 44). Nulla ha prodotto a suffragio delle sue conclusioni  a  parte  un  succinto  certificato  medico  del  Dott.  Paglialonga  del  2  dicembre 2010 attestante quanto noto (doc. 45). Richiamato  a  pronunciarsi,  il  Dott.  Kristol,  nella  nota  del  23  dicembre  2010, si è riconfermato nelle sue precedenti considerazioni (doc. 47). Mediante decisione del 30 dicembre 2010, l'UAIE ha respinto la domanda  di prestazioni (doc. 48).

C­990/2011 Pagina 4 D.  Con  il  ricorso  depositato  il  5  febbraio  2011,  A._______,  regolarmente  rappresentato dall'avv. Giordano, chiede, sostanzialmente, l'annullamento  del summenzionato provvedimento amministrativo e il riconoscimento del  suo  diritto  ad  una  rendita  intera  AI.  A  suffragio  delle  sue  conclusioni  produce  una  breve  nota  medica  del  Dott.  Grima  del  2  febbraio  2011  attestante  che  il  nominato  è  in  cura  presso  il  centro Hiv  locale  ed  è  in  terapia.  Il  sanitario  sostiene  che  il  paziente  presenta  un  deficit  neuro  cognitivo  parziale  tanto  da  non  permettergli  di  svolgere  pienamente  le  attività quotidiane. E.  Ricevuto  il  ricorso,  l'amministrazione  ha  sottoposto  gli  atti  al  Dott.  Leh­ mann,  del  proprio  servizio  medico,  il  quale,  nella  sua  relazione  del  28  marzo  2011,  ha  affermato  che  non  vi  sarebbero  elementi  per  provare  l'esistenza di un'invalidità di rilievo (doc. 51). Nelle  sue  osservazioni  ricorsuali  del  1°  aprile  2011,  l'UAIE  propone  dunque la reiezione del ricorso con argomenti di cui, per quanto occorra,  si riferirà nei considerandi in diritto del presente giudizio. Dopo  aver  preso  atto  delle  osservazioni  dell'amministrazione  e  di  altra  documentazione  di  rilievo,  l'avv.  Giordano,  con  scritto  del  10  maggio  2011, ha ribadito l'intenzione del proprio assistito di mantenere il ricorso.  Egli  sostiene  che  la  patologia  in  corso  è  pienamente  documentata  per  stessa  ammissione  della  controparte  e  che  l'incidenza  debilitante  di  questa  è  ammessa  in  base  a  tutti  gli  ordinamenti  giuridici  europei. Una  stessa  malattia,  sostiene  l'insorgente,  dovrebbe  comportare  la  stessa  conseguenza  invalidante,  dal  punto  di  vista  valutativo,  in  ogni  ordinamento giuridico. Con  decisione  incidentale  del  17  maggio  2011,  notificata  il  23  maggio  successivo, la parte ricorrente è stata invitata a versare un anticipo di Fr.  400.­,  corrispondente  alle  presunte  spese  processuali.  Detto  anticipo  è  stato versato il 21 giugno 2011. Diritto: 1.  Riservate le eccezioni di cui all'art. 32 della legge del 17 giugno 2005 sul  Tribunale  amministrativo  federale  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale 

C­990/2011 Pagina 5 amministrativo  federale  (TAF) giudica,  in  virtù dell'art.  31 LTAF,  i  ricorsi  contro le decisioni ai sensi dell'art. 5 della legge federale del 20 dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021)  emanate  dalle  autorità  menzionate  all'art.  33  LTAF.  In  particolare,  le  decisioni  rese  dall'UAIE  concernenti  l'assicurazione  per  l'invalidità  possono  essere  portate innanzi al TAF conformemente all'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità  (LAI,  RS  831.20). 2.  2.1. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA la procedura in materia di assicurazioni  sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge  federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni sociali (LPGA, RS 830.1). Giusta l'art. 1 LAI  le disposizioni  della LPGA sono applicabili all'assicurazione per l'invalidità (art. 1a­26bis e  28­70),  sempre  che  la presente  legge non preveda espressamente una  deroga.  2.2. Secondo l'art. 59 LPGA ha diritto di ricorrere chiunque è toccato dalla  decisione o dalla decisione su opposizione ed ha un  interesse degno di  protezione  al  suo  annullamento  o  alla  sua  modificazione.  Queste  condizioni sono adempiute nella specie. 2.3. Il ricorso è tempestivo e rispetta i requisiti minimi prescritti dalla legge  (art. 60 LPGA e 52 PA). L'interessato ha versato l'anticipo delle presunte  spese  processuali  nella  misura  di  Fr.  400.­.  Il  gravame  è  dunque  ammissibile, nulla ostando all'esame del merito dello stesso. 3.  3.1.  Il  1° giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la  Confederazione svizzera, da una parte, e la Comunità europea ed i suoi  Stati  membri,  dall'altra,  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC,  RS  0.142.112.681)  ed  il  correlato  Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  nonché  il  Regolamento (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno 1971 relativo  all'applicazione dei regimi di sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai  lavoratori  autonomi  e  ai  loro  familiari  che  si  spostano  all'interno  della  Comunità  (RS  0.831.109.268.1)  come  pure  il  corrispondente  Regolamento di applicazione (Regolamento CEE n° 574/72 del Consiglio  del 21 marzo 1972 relativo all'applicazione del Regolamento n° 1408/71, 

C­990/2011 Pagina 6 RS 0.831.109.268.11). Si tratta di una normativa che si applica a tutte le  rendite  il  cui  diritto  sorge  a  far  data  dal  1°  giugno  2002  o  successivamente e che sancisce il principio della parità di trattamento tra  cittadini che risiedono in uno Stato membro della Comunità europea ed i  cittadini svizzeri (art. 3 e 6 del Regolamento CEE n° 1408/71). 3.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta  nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie,  l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di  ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto  interno svizzero (DTF 130 V 257 consid. 2.4). 3.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea,  dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo  all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 4.  Relativamente al diritto applicabile, deve essere ancora precisato che, a  partire dal 1° gennaio 2008,  la presente procedura è  retta dalla LAI nel  suo  tenore modificato  il  6 ottobre 2006  (5a  revisione),  ritenuto  tuttavia  il  principio  secondo  il  quale  le  norme  applicabili  sono  quelle  in  vigore  al  momento in cui dei fatti giuridicamente rilevanti si sono verificati (DTF 136  V 24 consid. 4.3). Ne consegue che il diritto alla rendita si esamina fino al  31 dicembre 2007 alla luce delle precedenti norme e, a partire da quella  data,  secondo  le  nuove  disposizioni.  Tuttavia,  secondo  le  norme  transitorie  sulla  V  revisione  della  LAI  (cfr.  lettera  circolare  253  del  12  dicembre 2007 dell'Ufficio federale delle assicurazioni sociali [UFAS]), se  l'incapacità di lavoro inizia dopo il 1° gennaio 2007, è possibile versare la  rendita  allo  scadere  del  periodo  attesa  di  un  anno  a  condizione  che  la  domanda di rendita sia presentata entro e non oltre  il 31 dicembre 2008  (cfr. consid. 7.3). 5.  Il ricorrente ha presentato la domanda di rendita il 25 novembre 2008. In  deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 48 cpv. 2 LAI (nel suo tenore in vigore fino 

C­990/2011 Pagina 7 al 31 dicembre 2007) precisa che, se l'assicurato si annuncia più di dodici  mesi dopo la nascita del diritto, le prestazioni possono essere assegnate  soltanto  per  i  12  mesi  precedenti  la  richiesta.  In  concreto,  lo  scrivente  Tribunale amministrativo  federale può quindi  limitarsi ad esaminare se  il  ricorrente  avesse  diritto  ad  una  rendita  il  25  novembre  2007  (ossia  12  mesi  precedenti  la  presentazione  della  domanda),  oppure  se  un  diritto  alla  rendita  sia  sorto  tra  tale  data  ed  il  30  dicembre  2010,  data  dell'impugnata  decisione.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  analizza,  infatti, la legalità della decisione impugnata, in generale, secondo lo stato  di fatto esistente al momento in cui la decisione in lite è stata resa (DTF  130 V 445 consid. 1.2 e 1.2.1). 6.  Per avere diritto ad una rendita dell'assicurazione invalidità svizzera, ogni  richiedente deve adempiere cumulativamente le seguenti condizioni: ­ essere invalido ai sensi della legge svizzera; ­ aver versato contributi all'AVS/AI svizzera per un anno (art. 36 LAI nel  tenore in vigore fino al 31 dicembre 2007). A partire dal 1° gennaio 2008,  è tuttavia necessario avere versato contributi durante almeno 3 anni (art.  36  LAI  nel  tenore  modificato  il  6  ottobre  2006).  A  tal  fine  è  possibile  prendere in considerazione anche i contributi versati ad un'assicurazione  sociale  assimilata  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero  scambio  (AELS),  a  condizione  che  almeno un anno di contributi sia registrato all'AVS/AI svizzera (FF 2005 p.  4065; art. 45 del regolamento 1408/71). Nella specie, il ricorrente ha versato contributi all'AVS/AI svizzera per un  periodo  inferiore ai 3 anni, ma più di un anno (cfr. doc. 49; 1 anno e 10  mesi  in  totale).  Tuttavia,  risulta  dall'E205  (attestato  concernente  la  carriera  assicurativa  in  Italia,  doc.  2)  che  lo  stesso  vanta  contributi  alle  patrie  assicurazioni  sociali  per  un  periodo  di  oltre  700  settimane.  Pertanto, adempie la condizione della durata minima di contribuzione, alla  quale  la  legge  subordina  l'erogazione  di  una  rendita.  Rimane  ora  da  esaminare se sia invalido ai sensi di legge. 7.  7.1.  In  base  all'art.  8  LPGA  è  considerata  invalidità  l'incapacità  al  guadagno  totale  o  parziale  presumibilmente  permanente  o  di  lunga  durata.  L'art.  4  LAI  precisa  che  l'invalidità  può  essere  conseguente  ad 

C­990/2011 Pagina 8 infermità  congenita,  malattia  o  infortunio;  il  cpv.  2  della  stessa  norma  stabilisce  che  l'invalidità  è  considerata  insorgere  quando,  per  natura  e  gravità, motiva il diritto alla singola prestazione. 7.2. L'assicurato ha diritto ad una rendita intera se è invalido per almeno il  70%, a tre quarti di rendita se è invalido per almeno il 60%, ad una mezza  rendita se è  invalido per almeno  la metà e ad un quarto di  rendita se è  invalido per almeno il 40% (art. 28 cpv. 1 LAI; art. 28 cpv. 2 LAI a partire  dal  1°  gennaio  2008).  In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  bilaterale, la limitazione prevista dall'art. 28 cpv. 1ter LAI (art. 29 cpv. 4 a  partire  dal  1°  gennaio  2008),  secondo  il  quale  le  rendite  per  un  grado  d'invalidità  inferiore  al  50%  sono  versate  solo  ad  assicurati  che  sono  domiciliati e dimorano abitualmente in Svizzera (art. 13 LPGA), non è più  applicabile quando l'assicurato è cittadino dell'UE e vi risiede. 7.3. Il diritto alla rendita, secondo l'art. 29 cpv. 1 LAI, nasce, al più presto,  nel  momento  in  cui  l'assicurato  presenta  un'incapacità  permanente  di  guadagno pari almeno al 40% (lettera a), oppure quando egli è stato per  un  anno  e  senza  notevoli  interruzioni,  incapace  al  lavoro  per  almeno  il  40%  in media  (lettera  b).  La  prima  lettera  si  applica  allorché  lo  stato  di  salute  si  è  stabilizzato;  la  seconda  lettera  se  lo  stato  di  salute  è  labile,  vale  a  dire  suscettibile  di  evolvere  verso  un  miglioramento  od  un  peggioramento  (DTF 121 V 264,  111 V 21  consid.  2b). A partire dal  1°  gennaio 2008,  l'art. 28 cpv. 1 LAI stabilisce che l'assicurato ha diritto ad  una rendita alle seguenti condizioni: a.  la sua capacità di guadagno o  la  sua capacità di svolgere le mansioni consuete non può essere ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili;  b.  ha  avuto  un'incapacità  di  lavoro  (art.  6  LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole  interruzione;  e  c.  al  termine  di  questo  anno  è  invalido  almeno  al  40%.  Tuttavia, il diritto alla rendita nasce al più presto dopo 6 mesi dalla data in  cui  l'assicurato  ha  rivendicato  il  diritto  alle  prestazioni  conformemente  all'art.  29 cpv. 1 LPGA, ma al più presto a partire dal mese seguente  il  compimento dei 18 anni (art. 29 cpv. 1 LAI).  7.4.  Per  incapacità  al  lavoro  s'intende  qualsiasi  incapacità,  totale  o  parziale,  derivante da un danno alla  salute  fisica, mentale o psichica di  compiere  un  lavoro  ragionevolmente  esigibile  nella  professione  o  nel  campo di  attività  abituale.  In  caso d'incapacità al  lavoro di  lunga durata  possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra  professione  o  campo  d'attività  (art.  6  LPGA).  L'incapacità  al  guadagno  è  definita  all'art.  7  LPGA  e  consiste  nella  perdita,  totale  o 

C­990/2011 Pagina 9 parziale, della possibilità di guadagno sul mercato del  lavoro equilibrato  che  entra  in  considerazione,  provocata  da  un  danno  alla  salute  fisica,  mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato alle  cure ed alle misure d'integrazione ragionevolmente esigibili. Per valutare  la  presenza  di  un'incapacità  al  guadagno  sono  considerate  esclusivamente  le  conseguenze  del  danno  alla  salute;  inoltre,  sussiste  un'incapacità  al  guadagno  soltanto  se  essa  non  è  obbiettivamente  superabile  (art.  7  cpv.  2  LPGA  nel  suo  nuovo  tenore  dal  1°  gennaio  2008).  8.  8.1. Dal  1989  l'assicurato  ha  lavorato  nel  settore  del  pubblico  impiego  come ausiliario socio­sanitario in ragione di 36 ore settimanali. Non ha più  ripreso l'attività dal 18 agosto 2003 ed è stato licenziato con effetto dal 31  dicembre  2004  per  invalidità  assoluta  e  permanente  a  qualsiasi  attività  lavorativa (doc. 11, 29). 8.2. La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  giuridico  economico,  non medico  (DTF  116  V  249  consid.  1b).  In  base  all'art.  16 LPGA,  applicabile  per  il  rinvio dell'art.  28  cpv.  2 LAI  (art.  28a  cpv. 1 a partire dal 1° gennaio 2008), per valutare  il grado d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto di una situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato  con  il  reddito  che  egli  avrebbe  potuto  ottenere  se  non  fosse  diventato  invalido  (reddito  da  valido).  In  altri  termini  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un  danno alla salute  fisica o psichica dovuto a malattia o  infortunio, non  la  malattia  o  la  conseguente  incapacità  lavorativa  (metodo  generale  del  raffronto dei redditi). 8.3.  L'invalidità  dell'assicurato  che  non  esercita  un'attività  lucrativa,  ma  svolge  le  mansioni  consuete  e  dal  quale  non  si  può  ragionevolmente  esigere  che  intraprenda  un'attività  lucrativa  è  determinata,  in  deroga  all'art.  16  LPGA,  in  funzione  dell'incapacità  di  svolgere  le  mansioni  consuete  (art.  28  cpv.  2bis  LAI  nel  tenore  vigente  fino  al  31  dicembre  2007,  ora,  art.  28a  cpv.  2  LAI).  L'art.  27  dell'ordinanza  del  17  gennaio  1961 sull'assicurazione per l'invalidità (OAI; RS 831.201) precisa che per  mansioni  consuete  di  una  persona  senza  attività  lucrativa  occupata 

C­990/2011 Pagina 10 nell'economia  domestica  s'intendono  gli  usuali  lavori  domestici,  l'educazione dei figli nonché le attività artistiche e di pubblica utilità. 8.4.  In  carenza  di  documentazione  economica,  la  documentazione  medica  costituisce  un  importante  elemento  di  giudizio  per  determinare  quali lavori siano ancora esigibili dall'assicurato, ma non spetta al medico  graduare  il  tasso d'invalidità dell'assicurato  (DTF 114 V 314).  Infatti, per  costante  giurisprudenza  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  d'apprezzamento  del  danno  invalidante,  allorché  permettono  di  valutare  l'incapacità  lavorativa  e  di  guadagno  dell'interessato  in un'attività da  lui  ragionevolmente esigibile (DTF 115 V  134 consid. 2). 8.5.  Inoltre,  perché  un  rapporto  medico  abbia  valore  probatorio  è  determinante  che  esso  valuti  ed  esamini  in  maniera  completa  i  punti  litigiosi,  si  fondi  su  degli  esami  approfonditi,  prenda  conto  di  tutte  le  affezioni  di  cui  si  lamenta  l'assicurato,  sia  stabilito  in  piena  conoscenza  dei  suoi  antecedenti  (anamnesi)  e  sia  chiaro  nell'esposizione  delle  correlazioni  mediche  o  nell'apprezzamento  della  situazione  medica;  le  conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (DTF 125 V 352 e  122 V 160).  9.  9.1. Dalla documentazione ad atti si evince che il richiedente è portatore  di  un'epatopatia  cronica  ad  evoluzione  cirrotica,  una  sindrome  da  immunodeficienza  acquisita  in  trattamento  antiretrovirale  (cfr.  perizia  medica  particolareggiata  del  27  marzo  2009,  doc.  17).  In  sede  di  audizione e di ricorso non vengono menzionate ulteriori patologie. 9.2.  Giova  ricordare  che  le  affezioni  in  oggetto  debbono,  dal  profilo  giuridico,  essere esaminate alla  luce dell'art.  29 cpv. 1  lett.  b LAI  (nella  versione  in vigore  fino al 31 dicembre 2007). Si  tratta,  infatti, di malattie  che,  per  costante  giurisprudenza,  sono  da  configurare  non  già  di  carattere  permanente  (cioè  di  natura  consolidata  o  irreversibile),  bensì  patologico­labile, ossia suscettibili di migliorare o peggiorare. Ne  discende  che,  in  mancanza  di  uno  stato  di  salute  sufficientemente  stabilizzato, è inapplicabile la prima lettera dell'art. 29 cpv. 1 LAI, per cui  può entrare  in considerazione solo  la seconda  lettera della citata norma  legale,  la  quale  prevede  un  termine  di  attesa  di  un  anno.  Pertanto,  il  ricorrente potrebbe pretendere una rendita dell'assicurazione svizzera per 

C­990/2011 Pagina 11 l'invalidità solo a partire dal momento in cui ha subito, senza interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa  media  del  40%  almeno  durante  un  anno. 10.  10.1. Per quanto  concerne  le  conseguenze  invalidanti  delle menzionate  affezioni  vi  sono notevoli divergenze.  Il  servizio medico dell'UAIE  ritiene  che l'assicurato non presenta alcuna incapacità lavorativa nel suo lavoro  di ausiliario socio­sanitario.  ll medico dell'INPDAP pone  invece un  tasso  d'invalidità  totale.  La  stessa  valutazione  è  data  anche  dalla  speciale  Commissione  per  gli  invalidi  civili  (doc.  16)  che  considera  l'assicurato  portatore di handicap in situazione di gravità con necessità di assistenza  continuativa  globale  o  permanente  (rapporto  del  30  ottobre  2008).  Il  verbale  d'invalidità  civile  del  3  luglio  2007  indica  che  l'interessato  è  invalido  con  totale  e  permanente  inabilità  lavorativa  e  con  necessità  di  assistenza continua non essendo  in grado di compiere gli atti quotidiani  della vita. 10.2.    Ora,  si  deve  constatare  che  il  servizio  medico  dell'Ufficio  AI  ha  esaminato  la  domanda  di  rendita  esclusivamente  in  base  alla  documentazione  rimessa  dall'INPDAP,  anche  se  a  più  riprese  la  aveva  considerata insufficiente.  Con lettere del 29 ottobre 2009, 31 marzo e 1°  luglio 2010 (doc. 20, 26,  36),  l'UAIE  ha  chiesto  all'INPDAP  maggiori  ragguagli  in  merito  alle  patologie  in  atto,  lo  stato  attuale,  la  terapia  seguita,  i  medicamenti  assunti,  un  esame  clinico,  ecc.  In  particolare,  con  lettera  del  1°  luglio  2010,  l'UAIE  aveva  indicato  all'INPDAP  di  avere  bisogno  di  documentazione  supplementare  al  fine  di  esaminare  la  domanda  di  rendita, ossia un nuovo rapporto medico con anamnesi dettagliata, delle  indicazioni  esatte  sulla  terapia  praticata  con  nome  e  dosi  dei  medicamenti, lo stato attuale della patologia HIV, eventuali complicazioni  fra  l'HIV  e  l'epatite,  notizie  in  merito  alla  presunta  cirrosi  epatica  (biopsia?), esami del sangue attualizzati. L'organismo italiano si è tuttavia  rifiutato di eseguire nuovi accertamenti (doc. 24, 27, 31, 37), limitandosi a  spedire  un  succinto  esame  del  18  maggio  2010  del  Centro  HIV  di  Galatina (Dott. Grima, doc. 39).

C­990/2011 Pagina 12 L'istruttoria non è stata quindi svolta come prospettato dal Dott. Kristol. In  mancanza di una documentazione medica completa, si deve ritenere che  il parere del Dott. Kristol del 3 novembre 2010, come pure  il progetto di  decisione successivo e  la decisione stessa,  risultano  infondati. Alla  luce  delle patologie di cui soffre l'interessato, un approfondimento dell'indagine  medica è  infatti  indispensabile. Per quanto riguarda la patologia epatica,  occorre  accertare  se  questa  è  giunta  a  livello  tale  da  impedire  all'interessato  lo svolgimento di un'attività  lavorativa come  la precedente  e, eventualmente, più leggera. Le notizie riguardo questa affezione sono  praticamente inesistenti e, peraltro, la presenza di una cirrosi non appare  provata.  Relativamente  all'HIV,  è  necessario  sapere  a  quale  stadio  si  trova la malattia e ciò in modo preciso. 10.3. È vero che l'UAIE si è rivolto a più riprese all'INPDAP senza esito.  Tuttavia  la mancata collaborazione di questo organismo non può essere  imputata al  ricorrente. Quest'ultimo ha del  resto  ricevuto solo una copia  per conoscenza delle richieste dell'UAIE (vedi in particolare la lettera del  1°  luglio  2010).  Se  l'amministrazione  avesse  voluto  statuire  in  base  all'incarto  a  sua  disposizione,  avrebbe  dovuto  inviare  direttamente  all'interessato l'ingiunzione di collaborare. In merito va ricordato che l'art.  43 cpv. 3 LPGA prevede appunto che se l'assicurato o altre persone che  pretendono  prestazioni,  nonostante  un'ingiunzione,  rifiutano  in  modo  ingiustificato  di  compiere  il  loro  dovere  d'informare  o  di  collaborare,  l'assicuratore può, dopo diffida scritta ed avvertimento delle conseguenze  giuridiche  e  dopo  aver  impartito  un  adeguato  termine  di  riflessione,  decidere in base agli atti o chiudere l'inchiesta e decidere di non entrare  in materia. 11.  11.1. Quando il parere del servizio medico dell'UAIE diverge nettamente  dagli altri giudizi, e non può essere fondato su documentazione oggettiva  avente  la  qualità  di  prova,  occorre  procedere  ad  una  nuova  investigazione medica.  Infatti,  è  compito del  consulente medico stabilire  in  che misura  il  danno  alla  salute  limita  l’interessato  nelle  sue  capacità  psicofisiche, attenendosi unicamente alle  funzioni  importanti  relative alle  attività lavorative che, secondo la sua esperienza di vita, entrano in linea  di  conto  nel  caso  concreto  (art.  49  OAI,  vedi  anche  DTF  125  V  261  consid. 4).

C­990/2011 Pagina 13 11.2.  Ora,  fatte  queste  considerazioni,  il  collegio  giudicante  si  trova  nell'impossibilità  di  determinare  la  misura  dell'eventuale  incapacità  di  lavoro subita dall'interessato e da quando questa invalidità esisterebbe. In queste  circostanze è necessario accogliere parzialmente  il  ricorso,  annullare  la decisione  impugnata e  rinviare  l'incarto all'UAIE, affinché  emani  una  nuova  decisione.  Certo,  l'art.  61  cpv.  1  PA  permette  solo  eccezionalmente di ricorrere ad una tale procedura. Nel caso concreto,  l'applicazione  dell'eccezione  prevista  è  tuttavia  giustificata  se  si  considerano  le  numerose  lacune  dell'incarto  e  l'ampiezza  delle  informazioni da raccogliere (DTF 137 V 210 consid. 4.4.1.4). L'UAIE  dovrà  quindi  completare  l'istruttoria  delucidando  la  situazione  medica per il periodo dal marzo 2003 (cessazione dell'attività lucrativa  per  motivi  di  salute)  fino  alla  data  dell'impugnata  decisione  (30  dicembre  2010).  L'UAIE  emanerà  poi  un  nuovo  provvedimento  impugnabile.  A  tale  fine  il  ricorrente  dovrà  essere  sottoposto  ad  una  perizia  approfondita  in  epatologia  ed  infettivologia  (anamnesi  particolareggiata,  stato  attuale,  diagnosi,  terapia  seguita,  prognosi  e  valutazione).  Il  medico  dell'Ufficio  AI  chiederà  inoltre  all'INPDAP  tutti  quegli  esami  oggettivi  che  il  caso  giustifica.  Se  del  caso,  l'amministrazione  effettuerà  poi  un'indagine  comparativa  dei  redditi,  tenendo  conto  della  reale  capacità  dell'assicurato  di  riprendere  un'attività lucrativa. 12.  12.1. Visto l'esito del ricorso, non vengono prelevate spese processuali e  l'anticipo spese versato dal ricorrente, di Fr. 400.­, gli viene restituito. 12.2. In base all'art. 64 PA, l'autorità di ricorso, se ammette il ricorso in  tutto o  in parte, può assegnare al  ricorrente un'indennità per  le spese  indispensabili  e  relativamente elevate  che ha  sopportato. Nel  caso  in  esame, vista la memoria di ricorso e di replica, si giustifica riconoscere  alla  parte  ricorrente  un'indennità  per  spese  ripetibili  di  Fr.  1'000.­,  da  porre a carico dell'UAIE.

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C­990/2011 Pagina 15 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il  ricorso  è  parzialmente  accolto  nel  senso  che,  annullata  l'impugnata  decisione  del  30  dicembre  2010,  l'incarto  è  rinviato  all'autorità  inferiore  perché proceda ai sensi del considerando 11 e statuisca di nuovo. 2.  Non  si  prelevano  spese  processuali.  L'anticipo  di  Fr.  400.­  versato  dal  ricorrente gli è restituito. 3.  Alla parte ricorrente viene riconosciuta un'indennità per spese ripetibili di  Fr. 1'000.­, la quale è posta a carico dell'autorità inferiore. 4.  Comunicazione a: – rappresentante del ricorrente (raccomandata A/R)  – autorità inferiore (n. di rif. ; raccomandata) – Ufficio federale delle assicurazioni sociali, Berna (raccomandata)  Il presidente del collegio: Il cancelliere: Francesco Parrino Dario Croci Torti Rimedi giuridici: Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,  entro un  termine di  30 giorni  dalla  sua notificazione,  nella misura  in  cui  sono adempiute le condizioni di cui agli art. 72 e segg. e 100 della legge  sul  Tribunale  federale  del  17 giugno  2005  (LTF,  RS  173.110).  Gli  atti  scritti devono contenere le conclusioni, i motivi e l'indicazione dei mezzi di  prova ed essere firmati. La decisione impugnata e – se in possesso della  parte ricorrente – i documenti indicati come mezzi di prova devono essere  allegati (art. 42 LTF). Data di spedizione:

C-990/2011 — Bundesverwaltungsgericht 30.11.2011 C-990/2011 — Swissrulings