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Bundesverwaltungsgericht 08.02.2012 C-4419/2010

8 février 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·2,371 mots·~12 min·2

Résumé

Diritto alla rendita | Assicurazione per l'invalidità (decisione del 4 maggio 2010)

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte III C­4419/2010 Sen tenza   dell ' 8   f e bb raio   2012 Composizione Giudici Vito Valenti (presidente del collegio),  Stefan Mesmer e Franziska Schneider,  cancelliera Marcella Lurà. Parti A._______,   rappresentato dal Patronato ITACO,  ricorrente,  contro Ufficio dell'assicurazione per l'invalidità per gli  assicurati residenti all'estero (UAIE), avenue Edmond­Vaucher 18, casella postale 3100,  1211 Ginevra 2,    autorità inferiore. Oggetto Assicurazione per l'invalidità (decisione del 4 maggio 2010).

C­4419/2010 Pagina 2 Fatti: A.  A._______,  cittadino  italiano,  nato  il  (…),  coniugato,  con  due  figli,  ha  lavorato  in  Svizzera  nel  1966,  1967,  1968  e  dal  1969  al  settembre  del  1988  (doc.  7),  solvendo  contributi  all'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia, i superstiti e l'invalidità durante tale periodo. Rientrato in Italia,  ha svolto attività  lucrativa, da ultimo (aprile 2007) come operaio addetto  alla rifinizione di pellame presso una conceria, in ragione di 37.5 ore alla  settimana. Ha interrotto il lavoro il 20 marzo 2009 per motivi di salute ed è  stato  licenziato  con  effetto  al  17  dicembre  2009  (doc.  13  e  14).  L'assicurato percepisce, a  far  tempo dal 1° maggio 2009, una pensione  d'invalidità  italiana.  Il  27  agosto  2009,  ha  formulato  una  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  (doc. 2). B.  Nel  corso  dell'istruttoria,  l'Ufficio  dell'assicurazione  per  l'invalidità  per  gli  assicurati  residenti all'estero  (UAIE) ha  in particolare assunto agli atti  la  seguente documentazione:  documenti medici di data intercorrente da novembre 2002 a luglio  2009 (doc. 17 a 37);  la  perizia medica particolareggiata E 213 del  9  ottobre  2009,  da  cui  emerge  la  diagnosi  di  cardiopatia  ischemica,  esiti  di  infarto  miocardico  acuto  anteriore  (IMA)  trattato  con  inibitori  delle  GP  IIb/IIIa  ed  angioplastica  primaria  dell'ostruzione  totale  dell'interventricolare  anteriore  (IVA),  lieve  disfunzione  contrattile  del  ventricolo  sinistro,  anamnestico  di  ipertensione  arteriosa  in  attuale  buon  controllo  terapeutico,  stenosi  aortica  di  grado  moderato, discopatia cervicale, esiti di  frattura calcagno destro  in  assenza  di  evidenti  deficit  funzionali;  le  condizioni  di  salute  dell'interessato sono state definite come stazionarie e lo stesso è  stato ritenuto in grado di svolgere regolarmente lavori leggeri, ma  non il suo ultimo lavoro né un lavoro adeguato alle sue condizioni  a tempo pieno (doc. 38);  documenti medici di novembre e dicembre 2009 (doc. 39 a 41);  il questionario per il datore di lavoro dell'8 gennaio 2010 (doc. 14);  il questionario per l'assicurato del 13 gennaio 2010 (doc. 13).

C­4419/2010 Pagina 3 C.  Nel rapporto del 17 febbraio 2010, il dott. B._______, del Servizio medico  regionale "Rhône" (SMR), ha esposto la diagnosi principale di cardiopatia  ischemica.  Ha  pure  evidenziato  la  diagnosi,  con  ripercussioni  sulla  capacità  lavorativa,  di  infarto  miocardico  acuto  anteriore  ed  esiti  di  angioplastica coronarica e stent dell'interventricolare anteriore. Ha altresì  considerato  la  rachialgia  cervicale  e  lombare,  gli  esiti  di  frattura  del  calcagno  e  l'ipertensione  arteriosa  siccome  senza  ripercussioni  sulla  capacità al  lavoro. Il medico ha quindi ritenuto che l'interessato presenta  una capacità lavorativa intatta, dunque del 100%, nella precedente attività  di conciatore (doc. 43). D.  Il 23 febbraio 2010, l'autorità inferiore, mediante progetto di decisione, ha  comunicato  all'interessato  che  la  domanda  di  prestazioni  sarebbe  stata  respinta,  ritenuto  in particolare che  l'esercizio di un'attività  lucrativa è da  considerare esigibile  in misura  sufficiente  per  escludere  il  diritto  ad una  rendita. L'autorità inferiore ha altresì concesso all'interessato la facoltà di  formulare, nel termine di 30 giorni dalla ricezione del progetto di decisione  delle obiezioni per iscritto (doc. 44). E.  E.a  Il 17 marzo 2010,  l'interessato ha segnalato che le sue condizioni di  salute non gli consentono di svolgere una qualsiasi attività lucrativa (doc.  48). Ha in particolare esibito un documento medico del marzo 2010 (doc.  46). E.b Nel rapporto del 28 aprile 2010, il dott. B._______ ha rilevato che non  vi erano motivi per modificare la sua precedente presa di posizione (doc.  50). F.  Il 4 maggio 2010, l'autorità inferiore ha respinto la domanda di prestazioni  dell'assicurazione svizzera per  l'invalidità. Ha osservato che  l'interessato  non  ha  subito  un'incapacità  al  lavoro media  sufficiente  per  un  anno,  ai  sensi  delle  disposizioni  dell'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità.  In  particolare,  ha  precisato  che  dagli  atti  di  causa  risulta  che  malgrado  il  danno  alla  salute  l'esercizio  di  un'attività  lucrativa  è  da  considerare  esigibile  in misura sufficiente per escludere  il diritto ad una rendita (doc.  51).

C­4419/2010 Pagina 4 G.  L'11 giugno 2010,  l'interessato ha  interposto  ricorso dinanzi al Tribunale  amministrativo  federale contro  la decisione dell'UAIE del 4 maggio 2010  mediante  il  quale  ha  chiesto,  sostanzialmente,  il  riconoscimento  di  una  rendita  intera  d'invalidità.  Ha  segnalato  che  l'infarto,  subito  il  20 marzo  2009, comporta una completa incapacità al  lavoro. Ha esibito documenti  medici  già  agli  atti  nonché  un  certificato  medico  dell'aprile  2009,  un  referto  di  esofagogastroduodenoscopia  del  gennaio  2010  ed  una  relazione elettrocardiografica del giugno 2010 (doc. TAF 1). H.  Con decisione incidentale del 28 giugno 2010 (notificata  il 2  luglio 2010;  doc.  TAF  3  [avviso  di  ricevimento]),  questo  Tribunale  ha  invitato  il  ricorrente  a  versare,  entro  il  14  luglio  2010,  un  anticipo  di  fr.  300.­­  a  copertura  delle  presumibili  spese  processuali.  L'anticipo  spese  è  stato  versato il 9 luglio 2010 (doc. TAF 2 a 4 e 6). I.  I.a  Nel  rapporto  del  2  novembre  2010,  il  dott.  C._______,  medico  dell'UAIE,  ha  rilevato  che  la  documentazione  medica  prodotta  non  apporta  nuovi  elementi  clinici  oggettivi.  Ha  quindi  confermato  la  precedente valutazione del dott. B._______ (doc. 53). I.b Nella risposta al  ricorso del 19 novembre 2010,  l'autorità  inferiore ha  proposto  la reiezione del ricorso.  In virtù dei rapporti del 17 febbraio, 28  aprile e 2 novembre 2010 del proprio servizio medico, il ricorrente è stato  ritenuto in grado di svolgere la precedente attività di operaio addetto alla  rifinizione  di  pellame.  L'autorità  inferiore  ha  altresì  sottolineato  che  l'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  non  è  vincolata  dal  fatto  che  l'interessato è stato riconosciuto quale invalido in Italia (doc. TAF 9). J.  Nella replica del 14 settembre 2011, l'interessato ha segnalato che il suo  stato  di  salute  cardiaco  è  peggiorato.  Ha  esibito  un  referto  di  esame  ecocardiografico  del  21  giugno  2010  ed  un  referto  di  ecocardiogramma  del 19 luglio 2011 (doc. TAF 14). K.  Nella duplica del 6 ottobre 2011, l'autorità inferiore ha constatato, in virtù  del  rapporto  del  29  settembre  2011  del  proprio  servizio medico,  che  la  documentazione  medica  prodotta  in  sede  di  replica  non  apporta  nuovi 

C­4419/2010 Pagina 5 elementi  oggettivi  tali  da  modificare  la  valutazione  clinica­lavorativa  dell'interessato. Ha  in  particolare  sottolineato  che  un'eventuale modifica  dello  stato  di  salute  del medesimo  (è  fatto  riferimento  al  referto medico  del  luglio 2011 [doc. TAF 14, allegato 2]),  intervenuta dopo  la pronuncia  della  decisione  impugnata  del  4 maggio  2010,  dovrà  essere  esaminata  nell'ambito  di  un'eventuale  nuova  domanda.  L'interessato  percepisce,  tuttavia,  a  far  tempo  dal  1°  agosto  2011,  una  rendita  di  vecchiaia  dell'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia  (è  altresì  rinviato  al  doc.  56  dell'incarto  dell'autorità  inferiore  [decisione  del  26  settembre  2011]).  L'autorità inferiore ha quindi nuovamente proposto la reiezione del ricorso  (doc. TAF 16). L.  L.a  Con  provvedimento  del  20  ottobre  2011,  questo  Tribunale  ha  trasmesso la duplica al ricorrente per conoscenza (doc. TAF 17). L.b In una presa di posizione inoltrata l'8 novembre 2011, l'interessato ha  ribadito  che  la  patologia  cardiaca  di  cui  soffre  è  da  considerare  degenerativa  ed  è  grave  da  agosto  del  2009  (data  della  richiesta  volta  all'ottenimento  di  una  rendita).  Ha  altresì  precisato  che  "non  svolgendo  alcuna  attività  lavorativa  ed  avendo  raggiunto  l'età  pensionabile  per  la  rendita di vecchiaia, ha inoltrato regolare domanda" (doc. TAF 18). L.c  Con  provvedimento  del  14  novembre  2011,  questo  Tribunale  ha  trasmesso  all'autorità  inferiore  per  conoscenza  lo  scritto  di  osservazioni  del ricorrente (doc. TAF 19). Diritto: 1.  1.1.  Il  Tribunale  amministrativo  federale  esamina  d'ufficio  e  con  piena  cognizione la sua competenza (art. 31 e segg. della legge del 17 giugno  2005  sul  Tribunale  amministrativo  federale  [LTAF,  RS  173.32]),  rispettivamente  l'ammissibilità  dei  gravami  che  gli  vengono  sottoposti  (DTF 133 I 185 consid. 2 e relativi riferimenti). 1.2. Riservate  le  eccezioni  –  non  realizzate  nel  caso  di  specie  –  di  cui  all'art.  32  LTAF,  questo  Tribunale  giudica,  in  virtù  dell'art.  31  LTAF  in  combinazione con l'art. 33 lett. d LTAF e l'art. 69 cpv. 1 lett. b della legge  federale  del  19  giugno  1959  sull'assicurazione  per  l'invalidità  (LAI,  RS  831.20), i ricorsi contro le decisioni, ai sensi dell'art. 5 della legge federale 

C­4419/2010 Pagina 6 del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa (PA, RS 172.021),  rese dall'Ufficio AI per le persone residenti all'estero. 1.3. In virtù dell'art. 3 lett. dbis PA, la procedura in materia di assicurazioni  sociali non è disciplinata dalla PA nella misura in cui è applicabile la legge  federale  del  6  ottobre  2000  sulla  parte  generale  del  diritto  delle  assicurazioni  sociali  (LPGA,  RS  830.1).  Giusta  l'art.  1  cpv.  1  LAI,  le  disposizioni  della  LPGA  sono  applicabili  all'assicurazione  per  l'invalidità  (art. 1a­26bis e 28­70), sempre che la LAI non deroghi alla LPGA. 1.4.  Presentato  da  una  parte  direttamente  toccata  dalla  decisione  e  avente un  interesse degno di protezione al suo annullamento o alla sua  modifica  (art.  59  LPGA),  il  ricorso  –  interposto  tempestivamente  e  rispettoso dei  requisiti  previsti  dalla  legge  (art.  60 LPGA nonché art.  52  PA) – è pertanto ammissibile. 2.  2.1.  Il  1°  giugno  2002  sono  entrati  in  vigore  l'Accordo  tra  la  Confederazione  svizzera  e  la Comunità  europea ed  i  suoi Stati membri  sulla  libera  circolazione  delle  persone  del  21  giugno  1999  (ALC,  RS 0.142.112.681)  ed  il  relativo  Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei sistemi di sicurezza sociale, nonché il Regolamento (CEE) n° 1408/71  del  Consiglio  del  14  giugno  1971  relativo  all'applicazione  dei  regimi  di  sicurezza sociale ai lavoratori subordinati, ai lavoratori autonomi e ai loro  familiari che si spostano all'interno della Comunità (RS 0.831.109.268.1),  che si applica a tutte le rendite il cui diritto sorge a far data dal 1° giugno  2002  o  successivamente  e  si  sostituisce  a  qualsiasi  convenzione  di  sicurezza sociale che vincoli due o più Stati  (art. 6 Regolamento), come  pure  il  Regolamento  (CEE)  n°  574/72  del Consiglio  del  21 marzo  1972  relativo  all'applicazione  del  Regolamento  n°  1408/71  (RS  0.831.109.268.11). L'art. 3 del regolamento (CEE) n° 1408/71 sancisce il  principio della parità di trattamento tra cittadini che risiedono in uno Stato  membro della Comunità europea ed i cittadini svizzeri. 2.2.  Giusta  l'art.  20  ALC,  salvo  disposizione  contraria  contenuta  nell'allegato II, gli accordi bilaterali tra la Svizzera e gli Stati membri della  Comunità  europea  in  materia  di  sicurezza  sociale  vengono  sospesi  a  decorrere dall'entrata in vigore del presente Accordo qualora il medesimo  campo  sia  disciplinato  da  quest'ultimo.  Nella misura  in  cui  l'Accordo,  in  particolare  l'Allegato  II  che  regola  il  coordinamento  dei  sistemi  di  sicurezza  sociale  (art.  8  ALC),  non  prevede  disposizioni  contrarie, 

C­4419/2010 Pagina 7 l'organizzazione  della  procedura  come  pure  l'esame  delle  condizioni  di  ottenimento di  una  rendita di  invalidità  svizzera  sono  regolate dal  diritto  interno svizzero. 2.3. L'art.  80a  LAI  sancisce espressamente  l'applicabilità  nella  presente  procedura,  trattandosi  di  un  cittadino  che  risiede  nell'Unione  europea,  dell'ALC e dei Regolamenti (CEE) n° 1408/71 del Consiglio del 14 giugno  1971  e  (CEE)  n°  574/72  del  Consiglio  del  21  marzo  1972  relativo  all'applicazione del Regolamento n° 1408/71. 2.4. Per costante giurisprudenza, l'ottenimento di una pensione straniera  d'invalidità  non  pregiudica  l'apprezzamento  di  un'invalidità  secondo  il  diritto svizzero (v. sentenza del Tribunale federale I 435/02 del 4 febbraio  2003  consid.  2). Anche  in  seguito  all'entrata  in  vigore dell'ALC,  il  grado  d'invalidità  di  un  assicurato  che  pretende  una  rendita  dell'assicurazione  svizzera  è  determinato  esclusivamente  secondo  il  diritto  svizzero  (DTF  130 V 253 consid. 2.4). 3.  3.1.  Secondo  l'art.  2  LPGA,  le  disposizioni  della  legge  stessa  sono  applicabili alle assicurazioni sociali disciplinate dalla legislazione federale,  se e per quanto le singole leggi sulle assicurazioni sociali lo prevedano. 3.2.  Dal  profilo  temporale  sono  applicabili  le  disposizioni  in  vigore  al  momento della realizzazione dello stato di fatto che deve essere valutato  giuridicamente  o  che  produce  conseguenze  giuridiche  (DTF  136  V  24  consid. 4.3 e DTF 130 V 445 consid. 1.2 e relativi riferimenti nonché DTF  129  V  1  consid.  1.2).  La  domanda  di  una  rendita  AI  essendo  stata  presentata il 27 agosto 2009, al caso in esame si applicano di principio le  disposizioni della 5a revisione AI entrate in vigore il 1° gennaio 2008 (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  8C_249/2010  del  1°  giugno  2009;  v.  anche la sentenza del Tribunale amministrativo federale C­2877/2010 del  15 dicembre 2011). Al caso di specie, non sono per contro applicabili  le  disposizioni  della  6a  revisione  AI  (primo  pacchetto)  che  sono  entrate  in  vigore il 1° gennaio 2012 (FF 2010 1603). 3.3.  Il  ricorrente,  come  già  menzionato,  ha  presentato  la  domanda  di  rendita il 27 agosto 2009. In deroga all'art. 24 LPGA, l'art. 29 LAI prevede  che il diritto alla rendita nasce al più presto dopo sei mesi dalla data in cui  l'assicurato ha rivendicato  il diritto alle prestazioni conformemente all'art.  29 cpv. 1 LPGA (riservate altresì le condizioni dell'art. 28 cpv. 1 LAI [cfr. 

C­4419/2010 Pagina 8 consid.  5.3  del  presente  giudizio]).  L'art.  30  LAI  statuisce  altresì  che  il  diritto  alla  rendita  AI  si  estingue  con  l'inizio  del  diritto  a  una  rendita  di  vecchiaia  dell'assicurazione  svizzera  per  la  vecchiaia.  Giova  altresì  rilevare che il potere cognitivo di questo Tribunale è delimitato dalla data  della  decisione  impugnata.  Il  giudice delle  assicurazioni  sociali  esamina  infatti la decisione impugnata sulla base della situazione di fatto esistente  al  momento  in  cui  essa  è  stata  resa.  Tiene  tuttavia  conto  dei  fatti  verificatisi  dopo  tale  data  quando  essi  possano  imporsi  quali  elementi  d'accertamento  retrospettivo  della  situazione  anteriore  alla  decisione  stessa  (DTF 129 V  1  consid.  1.2  e DTF 121 V  362  consid.  1b),  in  altri  termini se gli  stessi sono strettamente connessi all'oggetto  litigioso e se  sono suscettibili di  influire sull'apprezzamento del giudice al momento  in  cui  detta  decisione  litigiosa  è  stata  resa  (cfr.  sentenza  del  Tribunale  federale  8C_278/2011  del  26  luglio  2011  consid.  5.5  nonché  9C_116/2010 del 20 aprile 2010 consid. 3.2.2; DTF 118 V 200 consid. 3a  in fine). 4.  Secondo  le  norme  applicabili,  ogni  richiedente,  per  avere  diritto  ad  una  rendita  dell'assicurazione  invalidità  svizzera,  deve  adempiere  cumulativamente le seguenti condizioni:  essere  invalido  ai  sensi  della  LPGA  e  della  LAI  (art.  8  LPGA  nonché art. 4, 28 e 28a LAI);  aver pagato  i contributi all'AVS/AI svizzera o ad un'assicurazione  sociale  assimilata  (FF  2005  p.  4065;  art.  45  del  regolamento  1408/71)  di  uno  Stato  membro  dell'Unione  europea  (UE)  o  dell'Associazione  europea  di  libero  scambio  (AELS),  durante  tre  anni (art. 36 cpv. 1 LAI), ferma restando la necessità di un periodo  contributivo minimo  in Svizzera di un anno  (art.  36 cpv. 2 LAI  in  combinazione  con  l'art.  29  cpv.  1  LAVS;  cfr.  DTF  130  V  335  consid. 3 e 4). Il  ricorrente  ha  versato  contributi  all'AVS/AI  svizzera  per  più  di  19  anni  (doc.  7)  e,  pertanto,  adempie  in  ogni  caso  la  condizione  della  durata  minima  di  contribuzione.  Rimane  ora  da  esaminare  se  sia  invalido  ai  sensi di legge. 5. 

C­4419/2010 Pagina 9 5.1. L'invalidità ai sensi della LPGA e della LAI è l'incapacità al guadagno  totale o parziale presumibilmente permanente o di  lunga durata che può  essere  conseguente  ad  infermità  congenita, malattia  o  infortunio  (art.  8  LPGA e 4 cpv. 1 LAI). Secondo l'art. 7 LPGA, è considerata incapacità al  guadagno  la  perdita,  totale  o  parziale,  della  possibilità  di  guadagno  sul  mercato del  lavoro equilibrato che entra in considerazione, provocata da  un danno alla salute  fisica, mentale o psichica e che perdura dopo aver  sottoposto  l'assicurato  alle  cure  ed  alle  misure  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili.  In  caso d'incapacità  al  lavoro di  lunga durata,  possono  essere  prese  in  considerazione  anche  le  mansioni  esigibili  in  un'altra professione o campo d'attività (art. 6 LPGA). 5.2.  Giusta  l'art.  28  cpv.  2  LAI,  l'assicurato  ha  diritto  ad  un  quarto  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno  il  40%,  ad  una  mezza  rendita  se  è  invalido  per  almeno  la  metà,  a  tre  quarti  di  rendita  se  è  invalido  per  almeno il 60% e ad una rendita intera se è invalido per almeno il 70%. In  seguito  all'entrata  in  vigore  dell'Accordo  sulla  libera  circolazione,  la  limitazione prevista dall'art. 29 cpv. 4, secondo cui le rendite per un grado  d'invalidità inferiore al 50%, ma pari almeno al 40%, sono versate solo ad  assicurati che sono domiciliati e dimorano abitualmente  in Svizzera  (art.  13  LPGA),  non  è  più  applicabile  segnatamente  quando  l'assicurato  è  cittadino  dell'UE  o  svizzero  e  risiede  nell'UE  (DTF  132  V  423  consid.  6.4.1  e  sentenza  del  Tribunale  federale  I  702/03  del  28  maggio  2004  consid. 1 e relativi riferimenti). 5.3. L'art. 28 cpv. 1 LAI prevede che  l'assicurato ha diritto a una rendita  se la sua capacità al guadagno o la sua capacità di svolgere le mansioni  consuete  non  può  essere  ristabilita,  mantenuta  o  migliorata  mediante  provvedimenti  d'integrazione  ragionevolmente  esigibili  (lettera  a),  ha  avuto  un'incapacità  al  lavoro  (art.  6  LPGA)  almeno  del  40%  in  media  durante  un  anno  senza  notevole  interruzione  (lettera  b)  e  al  termine  di  questo anno è invalido (art. 8 LPGA) almeno al 40% (lettera c). 5.4. Un'incapacità al lavoro del 20% deve essere presa in considerazione  per  il  calcolo dell'incapacità al  lavoro media giusta  l'art. 28 cpv. 1  lett. b  LAI  (cfr.  nota  marginale  2020  della  Circolare  sull'invalidità  e  la  grande  invalidità  nel  suo  tenore  applicabile  fino  al  31 dicembre  2007;  Jurisprudence  et  pratique  administrative  des  autorités  d'exécution  de  l'AVS/AI [Pratique VSI] 1998 p. 126 consid. 3c). 6. 

C­4419/2010 Pagina 10 6.1. La  nozione  d'invalidità  di  cui  all'art.  4  LAI  e  8  LPGA è  di  carattere  economico­giuridico e non medico (DTF 116 V 246 consid. 1b, DTF 110  V 273 e DTF 105 V 205). In base all'art. 16 LPGA, applicabile per il rinvio  dell'art.  28  cpv.  2  LAI,  per  valutare  il  grado  d'invalidità,  il  reddito  che  l'assicurato  potrebbe  conseguire  esercitando  l'attività  ragionevolmente  esigibile  da  lui  dopo  la  cura  medica  e  l'eventuale  esecuzione  di  provvedimenti  d'integrazione  (reddito  da  invalido),  tenuto  conto  di  una  situazione equilibrata del mercato del  lavoro, è confrontato con il reddito  che egli avrebbe potuto ottenere se non fosse diventato invalido (reddito  da valido; metodo generale del raffronto dei redditi). 6.2.  L'assicurazione  svizzera  per  l'invalidità  risarcisce  pertanto,  e  di  principio,  soltanto  la  perdita  economica  che  deriva  da  un  danno  alla  salute fisica o psichica dovuto a malattia o infortunio, non la malattia o la  conseguente incapacità lavorativa. 6.3.  Benché  l'invalidità  sia  una  nozione  economico­giuridica,  le  certificazioni  mediche  possono  costituire  importanti  elementi  per  apprezzare  il  danno  invalidante  e  per  determinare  quali  lavori  siano  ancora ragionevolmente esigibili dall'assicurato (DTF 115 V 133 consid. 2  e DTF 114 V 310 consid. 3c). 7.  7.1. Giusta  il  principio  inquisitorio  che  regge  la  procedura  in materia  di  assicurazioni sociali (art. 43 LPGA), l'amministrazione deve intraprendere  d'ufficio  i  necessari  accertamenti  e  raccogliere  le  informazioni  di  cui  ha  bisogno.  In  particolare,  deve  ordinare  una  perizia  allorquando  è  necessario per  la  valutazione medica del  caso  (DTF 117 V 282 consid.  4a). 7.2. Se gli accertamenti svolti d'ufficio permettono all'amministrazione o al  giudice, che si sono fondati su un apprezzamento diligente delle prove, di  giungere  alla  convinzione  che  certi  fatti  presentino  una  verosimiglianza  preponderante,  e  che  ulteriori  misure  probatorie  non  potrebbero  modificare  questo  apprezzamento,  è  superfluo  assumere  altre  prove  (apprezzamento  anticipato  delle  prove;  UELI KIESER,  ATSG­Kommentar,  2a  ed.,  Zurigo  2009,  art.  42  n.  19  pag.  536;  sentenza  del  Tribunale  federale K  24/04  del  20  aprile  2005; DTF 122  II  464  consid.  4a).  In  tal  caso,  non  sussiste  una  violazione  del  diritto  costituzionale  di  essere  sentito secondo l'art. 29 cpv. 2 Cst. (Sozialversicherungsrecht [SVR] 2001  IV n. 10 pag. 28).

C­4419/2010 Pagina 11 7.3. In virtù degli art. 12 e 13 PA e dell'art. 19 PA in relazione con l'art. 40  della  legge  federale  di  procedura  civile  del  4  dicembre  1947  (PCF,  RS  273),  il  tribunale  accerta,  con  la  collaborazione  delle  parti,  i  fatti  determinanti  per  la  soluzione  della  controversia,  assume  le  prove  necessarie e le valuta liberamente. 8.  8.1.  Il  giudice  delle  assicurazioni  sociali  deve  esaminare  in  maniera  obiettiva tutti i mezzi di prova, indipendentemente dalla loro provenienza,  e  poi  decidere  se  i  documenti  messi  a  disposizione  permettono  di  giungere  ad  un  giudizio  attendibile  sulle  pretese  giuridiche  litigiose.  Affinché  il  giudizio medico  acquisti  valore  di  prova  rilevante,  esso  deve  essere  completo  in  merito  ai  temi  sollevati,  deve  fondarsi,  in  piena  conoscenza  della  pregressa  situazione  valetudinaria  (anamnesi),  su  esami  approfonditi  e  tenere  conto  delle  censure  sollevate  dal  paziente,  per  poi  giungere  in  maniera  chiara  a  fondate,  logiche  e  motivate  deduzioni. Peraltro, per stabilire se un rapporto medico ha valore di prova  non  è  determinante  né  la  sua  origine  né  la  sua  denominazione  –  ad  esempio quale perizia o rapporto – ma il suo contenuto (DTF 125 V 351  consid. 3). 8.2.  Giova  altresì  rilevare  come  debba  essere  considerato  con  la  necessaria prudenza l'avviso dei medici curanti, i quali possono tendere a  pronunciarsi  in  favore  del  proprio  paziente  a  dipendenza  dei  particolari  legami che essi hanno con gli stessi (DTF 125 V 351 consid. 3b e relativi  riferimenti). 8.3.  Non  va  infine  dimenticato  che  se  vi  sono  dei  rapporti  medici  contraddittori  il  giudice  non  può  evadere  la  vertenza  senza  valutare  l'intero materiale  e  indicare  i motivi  per  cui  egli  si  fonda  su un  rapporto  piuttosto che su un altro. Al riguardo va tuttavia precisato che non si può  pretendere  dal  giudice  che  raffronti  i  diversi  pareri  medici  e  parimenti  esponga  correttamente  da  un  punto  di  vista  medico,  come  farebbe  un  perito, i punti in cui si evidenziano delle carenze e quale sia l'opinione più  adeguata  (sentenza del Tribunale  federale  I 166/03 del 30 giugno 2004  consid. 3.3). 9.  Dalla  documentazione  medica  agli  atti  appare  che  il  ricorrente  soffre  segnatamente  di  cardiopatia  ischemica,  esiti  di  infarto miocardico  acuto  anteriore  trattato  con  inibitori  delle GP  IIb/IIIa  ed  angioplastica  primaria 

C­4419/2010 Pagina 12 dell'ostruzione  totale  dell'interventricolare  anteriore,  lieve  disfunzione  contrattile  del  ventricolo  sinistro,  ipertensione  arteriosa  in  attuale  buon  controllo  terapeutico,  stenosi  aortica  di  grado  moderato,  discopatia  cervicale,  esiti  di  frattura  calcagno  destro  in  assenza  di  evidenti  deficit  funzionali  e  rachialgia  cervicale  e  lombare  (cfr.  perizia  medica  particolareggiata E 213 del 9 ottobre 2009 [doc. 38] e presa di posizione  del medico SMR [doc. 43]). 10.  10.1. Nella  fattispecie  in  esame,  occorre  determinare  se,  e  a  partire  da  quando,  il  ricorrente  abbia  subito,  e  senza  interruzione  notevole,  un'incapacità  lavorativa media  del  40% durante  un  anno giusta  l'art.  28  cpv. 1 lett. b LAI. 10.2.  Il dott. B._______, medico del SMR, nei  rapporti del 17  febbraio e  28 aprile 2010 (doc. 43 e 50), su cui si fonda la decisione impugnata, ha  rilevato  che  il  ricorrente  ha  subito  un  infarto  del  miocardio  ed  è  stato  sottoposto ad un intervento di angioplastica con impianto di uno stent. Ha  constatato che il referto di ecocardiogramma del marzo 2009 (v. doc. 20)  fa stato di una moderata disfunzione contrattile del ventricolo sinistro e di  una  lieve  stenosi  aortica,  che  il  referto  di  ecocardiogramma  del  luglio  2009 (doc. 37) indica una frazione di eiezione (FE) del ventricolo sinistro  del  48%,  che  il  referto  di  scintigrafia  cardiaca  da  sforzo  del  novembre  2009  (doc. 39) menziona una  frazione di eiezione del ventricolo sinistro  del  46%,  una  minima  ipoperfusione  in  sede  settale  e  un  aumento  del  volume del ventricolo sinistro con lieve riduzione della funzione sistolica,  che  il  referto  del  test  da  sforzo  del  novembre  2009  (doc.  39)  conclude  all'assenza  di  angina,  ad  una  buona  tolleranza  allo  sforzo  e  ad  un  test  negativo e che il referto della prova da sforzo del marzo 2010 è negativo  ("per segni e/o sintomi di ridotta riserva coronarica residua" [v. doc. 46]).  Detto medico ha altresì sottolineato che dalla documentazione economica  risulta  che  la  precedente  attività  era  da  considerare  leggera.  Il  dott.  B._______  ha  quindi  ritenuto  che  l'insorgente  è  completamente  abile  nella  precedente  attività  di  conciatore.  Il  dott.  C._______,  medico  dell'UAIE,  nei  rapporti  del  2  novembre  2010  e  del  29  settembre  2011  (doc. 53 e 55), ha altresì, e nella sostanza, confermato la valutazione del  dott. B._______, anche  in virtù della nuova documentazione presentata.  Ha in particolare segnalato che il rapporto cardiaco del marzo 2010 (doc.  TAF  1,  allegato  6)  documenta  una  funzione  cardiaca  normale  e  che  il  referto d'esame ecocardiografico del giugno 2010 (doc. TAF 14, allegato 

C­4419/2010 Pagina 13 1) riferisce di una lieve riduzione della funzione del ventricolo sinistro già  nota e di una lieve stenosi aortica. 10.3. Certo,  nella  perizia  medica  particolareggiata  E  213  del  9  ottobre  2009 (doc. 38), l'insorgente non è stato ritenuto capace di svolgere il suo  precedente  lavoro. Detta valutazione medica non è tuttavia condivisibile.  Da un lato,  la stessa risulta difficilmente compatibile con la diagnosi e le  limitazioni  funzionali  accertate,  ossia  le  affezioni  cardiache  lievi  a  moderate,  la  lieve  cervicalgia  e  la  lieve  limitazione  dei  movimenti  di  rotazione  laterale  del  collo,  ma  con  forza,  tono  muscolare,  andatura  e  riflessi normali nonché condizioni psichiche e tono dell'umore in equilibrio  (doc.  38  pag.  3  e  4  n.  4.1,  4.3,  4.5,  4.8  e  4.10).  Dall'altro,  il  medico  incaricato  dell'esame  ha  considerato  egli  stesso  che  l'insorgente  è  in  grado di svolgere regolari  lavori  leggeri  (doc. 38 pag. 7 n. 9), ma senza  precisare  per  quale  motivo  il  ricorrente  non  potrebbe  più  svolgere  a  tempo  pieno  un  lavoro  leggero  adeguato  alle  sue  condizioni  rispettivamente  perché  non  potrebbe  più  svolgere,  sempre  a  tempo  pieno,  il  suo precedente  lavoro. Da questo profilo,  va però  tenuto conto  del fatto che lo stesso datore di lavoro dell'insorgente ha qualificato come  leggera  l'ultima  attività  di  operaio  addetto  alla  rifinizione  di  pellame  da  questi  svolta  (doc.  14 pto  3a). Certo,  nella  perizia E 213 è  stata  altresì  evidenziata  un'invalidità  superiore  ai  due  terzi,  nella  precedente  attività,  ritenuta in Italia conformemente alle disposizioni di legge di detto Paese,  fermo restando che nel 2009  il  ricorrente è stato  riconosciuto  invalido ai  sensi del diritto  italiano a decorrere dal 1° maggio 2009  (cfr.  doc. 2 pto  9.5). Sennonché, a tale riguardo giova rammentare che la valutazione di  un'autorità  straniera  con  riferimento  all'incapacità  lavorativa  di  un  assicurato non vincola di principio le autorità svizzere nell'apprezzamento  del caso secondo  il diritto svizzero  (v. sentenza del Tribunale  federale  I  435/02  del  4  febbraio  2003  consid.  2  nonché  consid.  2.4  del  presente  giudizio). 10.4. Per quanto attiene al certificato medico dell'aprile 2009 (doc. TAF 1,  allegato 5), lo stesso si limita a riferire le affezioni cardiache già note. Non  può  peraltro  essere  ritenuta  avere  alcuna  incidenza  sulla  capacità  lavorativa  del  ricorrente  l'indicata  sopravvenienza  di  una  sindrome  ansioso­depressiva,  in  assenza  di  una  classificazione  secondo  un  metodo  scientifico  riconosciuto  internazionalmente  e  d'informazioni  consistenti  e  precise  sulle  conseguenze  della  menzionata  affezione  sull'attività e sul  comportamento del paziente. Non soccorre  l'insorgente  neppure  il  referto  di  esofagogastroduodenoscopia  del  27  gennaio  2010  (doc.  TAF  1,  allegato  9),  in  cui  è  segnalato  "stomaco:  nulla  al  fondo, 

C­4419/2010 Pagina 14 mucosa antrale eritematosa; duodeno: nulla in Ia e IIa porzione" ed in cui  non  è  fatto  riferimento  ad  una  specifica  incapacità  lavorativa  nella  precedente  attività  di  conciatore.  Peraltro,  il  referto  di  biopsia  endoscopica  gastrica  dell'11  febbraio  2010  (doc.  TAF  1,  allegato  9)  conclude  ad  una mucosa  gastrica  antrale  sede  di  lieve  gastrite  cronica  non atrofica, non attiva, e ad una mucosa gastrica corpo­fundica sede di  gastrite cronica non atrofica, ad attività lieve. 10.5.  Infine – e a prescindere dal  fatto che i documenti medici di giugno  2010  e  luglio  2011  esibiti  dal  ricorrente  nella  replica  sono  di  data  posteriore  a  quella  della  decisione  impugnata  (cfr.  sulla  questione  il  considerando 3.3. del presente giudizio) – occorre precisare, in merito al  referto d'ecocardiogramma del luglio 2011 (doc. TAF 14, allegato 2), che  lo stesso conclude certo ad una stenosi aortica moderata­severa, ma che  il  peggioramento appare essere  stato  diagnosticato  per  la  prima  volta  il  19 luglio 2011, come indicato dal dott. C._______, medico dell'UAIE, nel  suo rapporto del 29 settembre 2011 (doc. 55) e che nel  rapporto del 21  giugno del 2010, ossia oltre un mese dopo l'emanazione della decisione  impugnata,  la stenosi aortica era ancora considerata  lieve  (v. doc. 55 e  referto di esame ecocardiografico del giugno 2010 [doc. TAF 14, allegato  1]). 11.  Da  quanto  esposto,  consegue  che  questo  Tribunale  non  ha  ragione  di  scostarsi  dalla  valutazione  convincente  dei  medici  dell'UAIE,  basata  su  sufficiente  documentazione medica  oggettiva,  circa  il  fatto  che  fino  alla  data  della  decisione  impugnata  il  ricorrente  non  ha  subito  un'incapacità  lavorativa  uguale  o  superiore  al  40%  nella  sua  precedente  attività  lavorativa,  qualificata  di  leggera  dal  datore  di  lavoro  dell'insorgente  medesimo. In siffatte circostanze, il ricorso, destituito di fondamento, non  merita tutela e la decisione impugnata va confermata. 12.  Per  sovrabbondanza,  e  con  riferimento  all'evocato  peggioramento  dello  stato di salute del ricorrente nel luglio del 2011, giova rammentare che il  ricorrente beneficia di una rendita di vecchiaia del 1° agosto 2011, che da  tale data si estinguerebbe un eventuale diritto ad una rendita d'invalidità  (art.  30  LAI)  che  potrebbe  essere  sorta  dopo  la  data  della  decisione  impugnata,  fermo  restando  tuttavia  che  sulla  base  delle  emergenze  processuali  al  loro  stato  attuale,  un  diritto  ad  una  rendita  non  appare  altresì potere essere nato prima del 1° agosto 2011 (cfr. art. 28 LAI).

C­4419/2010 Pagina 15 13.  13.1. Visto l'esito della procedura, le spese processuali, di fr. 300.­­, sono  poste a carico del ricorrente (art. 63 cpv. 1 e cpv. 5 PA nonché art. 3 lett.  b del regolamento sulle tasse e sulle spese ripetibili nelle cause dinanzi al  Tribunale  amministrativo  federale  [TS­TAF,  RS  173.320.2]).  Esse  sono  computate  con  l'anticipo  spese,  di  identico  ammontare,  versato  dal  ricorrente stesso il 9 luglio 2010. 13.2. Al ricorrente, soccombente, non spetta altresì alcuna indennità per  spese ripetibili della sede federale (art. 64 PA in combinazione con l'art. 7  cpv. 1 e 2 TS­TAF a contrario). Peraltro, le autorità federali, quand'anche  vincenti, non hanno di principio diritto ad un'indennità a  titolo di  ripetibili  (art. 7 cpv. 3 TS­TAF), salvo eccezioni non ravvisabili nel caso concreto  (v., fra l'altro, DTF 127 V 205).

C­4419/2010 Pagina 16 (dispositivo alla pagina seguente) Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali,  di  fr.  300.­­,  sono  poste  a  carico  del  ricorrente.  L'anticipo spese di fr. 300.­­, versato il 9 luglio 2010, è computato con le  spese processuali. 3.  Non si attribuiscono spese ripetibili. 4.  Comunicazione a: – rappresentante del ricorrente (Raccomandata con avviso di  ricevimento) – autorità inferiore (n. di rif. ) – Ufficio federale delle assicurazioni sociali Il presidente del collegio: La cancelliera: Vito Valenti Marcella Lurà Rimedi giuridici:

C­4419/2010 Pagina 17 Contro  la presente decisione può essere  interposto  ricorso  in materia di  diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna,  entro un termine di 30 giorni dalla sua notificazione (art. 82 e segg., 90 e  segg. e 100 della  legge sul Tribunale  federale del 17 giugno 2005 [LTF,  RS  173.110]).  Gli  atti  scritti  devono  contenere  le  conclusioni,  i motivi  e  l'indicazione dei mezzi di prova ed essere firmati. La decisione impugnata  e  –  se  in  possesso  della  parte  ricorrente  –  i  documenti  indicati  come  mezzi di prova devono essere allegati (art. 42 LTF Data di spedizione:

C-4419/2010 — Bundesverwaltungsgericht 08.02.2012 C-4419/2010 — Swissrulings