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Bundesverwaltungsgericht 26.05.2011 B-6595/2010

26 mai 2011·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·3,343 mots·~17 min·2

Résumé

Sorveglianza dei revisori | domanda di abilitazione a esercitare la funzione di revisore dal 29 gennaio 2009

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l Corte II B­6595/2010 Sen tenza   d e l   2 6  magg i o   2011 Composizione Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  Eva Schneeberger, Frank Seethaler,  cancelliere Nicola Inglese. Parti X._______, ricorrente,  contro Autorità federale di sorveglianza dei revisori ASR,  casella postale 6023, 3001 Berna,   autorità inferiore.  Oggetto domanda di abilitazione a esercitare la funzione di revisore  del 29 gennaio 2009.

B­6595/2010 Pagina 2 Fatti: A.  In data 29 gennaio e con complemento del 13 febbraio 2009, X._______  (in  seguito  ricorrente)  ha  presentato  all'Autorità  di  sorveglianza  dei  revisori (in seguito ASR o autorità inferiore) una domanda di abilitazione a  esercitare  la  funzione  di  revisore,  trasmettendo  in  allegato  diversi  documenti riguardanti la propria formazione ed esperienza professionale.  Con missiva del 31 agosto 2009 il ricorrente ha completato la sua istanza  d'abilitazione, corredandola di ulteriori documenti. B.  Con e­mail del 19 marzo 2010 l'autorità inferiore ha informato il ricorrente  che le condizioni per ottenere un'abilitazione ad esercitare la funzione di  revisore non risultavano soddisfatte, dal momento che egli non era stato  in  grado  di  fornire  la  prova  di  un'attività  svolta  sotto  sorveglianza.  Secondo l'autorità inferiore il ricorrente non è nemmeno stato in grado di  provare un'attività  sufficiente nel  campo della  revisione dei  conti.  Inoltre  l'autorità  inferiore  ha  fatto  osservare  che  dagli  atti  e  dalle  proprie  dichiarazioni risulterebbe che il ricorrente ha partecipato alla revisione dei  conti  di  diverse  società  di  cui  era  contemporaneamente  membro  del  consiglio  amministrazione.  Ciò  rappresenterebbe  una  violazione  delle  norme  in  materia  d'indipendenza  e  anche  per  questo  motivo  s'impone  una decisione negativa. Nello stesso tempo l'autorità inferiore ha impartito  un  termine  al  ricorrente  per  prendere  posizione  ed  allegare  eventualmente ulteriore documentazione. C.  Tramite  e­mail  del  21  marzo  2010  il  ricorrente  ha  in  primo  luogo  contestato  l'ipotesi  di  violazione  delle  norme  relative  all'indipendenza  dell'ufficio di revisione avanzata a suo carico. Come membro del consiglio  d'amministrazione  egli  non  avrebbe  svolto  lavori  di  revisione,  bensì  vi  avrebbe  semplicemente  "partecipato  entro  i  limiti  concessi  nel  senso  infrascritto con il revisore incaricato". Inoltre il ricorrente ha fatto valere la  mancata o insufficiente considerazione di tutte le sue attività di revisione.  D.  In data 9 giugno 2010 l'autorità inferiore ha comunicato al ricorrente che i  documenti da lui prodotti non erano esaurienti per dimostrare l'esperienza  professionale  necessaria  ad  ottenere  l'abilitazione  quale  revisore, 

B­6595/2010 Pagina 3 fissandogli,  nel  contempo,  un  termine  entro  il  quale  trasmettere  un'ulteriore  presa  di  posizione  e  dandogli  la  possibilità  di  includere  altri  documenti utili alla valutazione della sua domanda.  E.  Con e­mail datata 12 giugno 2010 il ricorrente ha spiegato di aver svolto  l'attività di revisore con intensità e frequenza per 15 anni, contestando  di  nuovo  la mancata presa  in considerazione dei documenti da  lui allegati.  Per quanto riguarda l'eventuale violazione del concetto d'indipendenza, il  ricorrente ha fatto valere che punirlo con la reiezione della sua domanda  per una semplice negligenza è sproporzionato e non consono ai principi  della parità di  trattamento ed alla  libertà di commercio. Tramite e­mail di  data 28 giugno 2010  il  ricorrente ha  infine riconfermato  la sua domanda  d'ammissione, precisando le sue allegazioni.  F.  Con  decisione  del  12  agosto  2010  l'autorità  inferiore  ha  respinto  la  domanda  di  abilitazione  ad  esercitare  la  funzione  di  revisore  del  29  gennaio  2009,  con  spese  procedurali  a  carico  del  ricorrente.  L'autorità  inferiore ha spiegato che, sulla base degli   atti, è accertato che i requisiti  in materia di formazione sono soddisfatti, precisando che il ricorrente non  adempie  invece  le  condizioni  di  legge  per  poter  essere  abilitato  ad  esercitare  la  funzione  di  revisore.  Egli  non  avrebbe  né  dichiarato  o  comprovato di aver svolto un'attività sotto sorveglianza ai sensi di  legge,  né  fornito  prove  idonee  a  dimostrare  di  aver  maturato  un'esperienza  professionale  sufficiente  durante  un  lungo  periodo  di  tempo  ininterrotto  nei campi della revisione dei conti, per potersi appellare  in questo modo  alla  clausola  di  rigore  prevista  dal  diritto  transitorio.  Secondo  l'autorità  inferiore  l'attività professionale del  ricorrente suscettibile di essere presa  in considerazione  inizia non prima del 1989, anno  in cui è stato stilato  il  primo  rapporto  di  revisione,  e  termina  nel  corso  dell'anno  2001.  La  medesima  adduce  che  sulla  base  dei  documenti  forniti  dal  ricorrente  emerge  ch'egli,  in  questo  periodo,  non  ha  redatto  più  di  un  rapporto  di  revisione all'anno, con l'eccezione di due negli anni 1997­1999 e tre per il  2000.  Secondo l'autorità inferiore inoltre, diverse attività esercitate dal ricorrente  sono  affini  a  mansioni  riconducibili  alla  sfera  del  consiglio  d'amministrazione e, quindi, non possono essere prese in considerazione  come  attività  di  revisione.  In  ogni  caso  ciò  costituirebbe  una  grave  violazione  delle  norme  sull'indipendenza.  Proprio  con  la  produzione  dell'unico  rapporto  di  revisione  dei  conti  che  l'autorità  inferiore  avrebbe 

B­6595/2010 Pagina 4 potuto  prendere  in  considerazione  perché  firmato  da  lui  stesso,  il  ricorrente avrebbe dimostrato di aver violato delle norme fondamentali  in  materia di indipendenza. L'autorità inferiore ha indicato che nel momento  in  cui  suddetto  rapporto  è  stato  stilato,  il  ricorrente,  infatti,  sedeva  nel  consiglio d'amministrazione della società revisionata. Avendo eseguito la  revisione  dei  conti  di  una  società  che  amministrava,  egli  non  avrebbe  adempiuto  alla  condizione  della  condotta  irreprensibile.  A  mente  dell'autorità  inferiore,  la  motivazione  addotta  dal  ricorrente  a  proprio  discarico  secondo  cui  la  società  sottoposta  a  revisione  non  sarebbe  comunque  più  attiva,  non  modifica  la  situazione,  in  quanto  la  società  avrebbe  dovuto  in  ogni  modo  effettuare  una  contabilità  che  andava  sottoposta a revisione.  G.  Contro la decisione del 12 agosto 2010 il ricorrente ha interposto in data  12  settembre  2010  ricorso  presso  lo  scrivente  Tribunale,  chiedendone  l'annullamento  e  postulando  l'accoglimento  della  propria  domanda  di  abilitazione.  In  via  subordinata  il  ricorrente  chiede  il  rinvio  dell'incarto  all'autorità  inferiore  secondo  i  considerandi;  protestando  spese,  tasse  e  ripetibili  e  trasmettendo,  in  allegato,  tre  ulteriori  rapporti  di  revisione.  Il  ricorrente chiede che nel suo caso,  in base all'esperienza accumulata  in  25  anni  di  attività  come  contabile  e  revisore,  venga  applicata  favorevolmente  la clausola di  rigore, anche se,  in gran parte, si  tratta di  esperienza  non  avvenuta  sotto  sorveglianza.  Egli  sostiene  infatti  che  la  decisione impugnata non prenderebbe sufficientemente in considerazione  la sua formazione universitaria e le attività svolte, violando così più volte  principi  e  garanzie  dello  Stato  di  diritto  come  il  principio  della  proporzionalità,  della  parità  di  trattamento,  nonché  del  potere  d'apprezzamento  dei  fatti  e  del  diritto  di  essere  sentito.  Il  ricorrente  afferma  che malgrado  abbia  apportato  tutte  le  prove  per  confermare  la  sua  richiesta,  sarebbe  stato  anche  disposto  ad  essere  interrogato  o  ad  apportare  altre  prove  testimoniali. Non  facendo  una  valutazione  globale  degli  indizi  prodotti,  secondo  il  ricorrente,  la  decisione  dell'autorità  è  eccessivamente  formalistica,  insostenibile,  inadeguata,  e  arbitraria  a  causa di un abuso del potere decisionale e il che equivale ad un diniego  di giustizia. H.  Con risposta del 3 dicembre 2010  l'autorità  inferiore postula  la reiezione  del  ricorso, esponendo nuovamente  i motivi per cui al  ricorrente è stata  rifiutata  l'abilitazione  a  esercitare  la  funzione  di  revisore.  A  mente  dell'autorità  inferiore,  l'attività  del  ricorrente  non  è  stata  svolta 

B­6595/2010 Pagina 5 ininterrottamente  e  non  è  sufficiente  per  poter  applicare  la  clausola  di  rigore,  né  dal  punto  di  vista  quantitativo  né  qualitativo,  neppure  prendendo  in  considerazione  i  tre  ulteriori  documenti  presentati  allo  scrivente Tribunale. Nella fattispecie si sarebbe ben lontani dagli estremi  di  un  caso  di  rigore.  L'autorità  inferiore  sostiene  che  tale  ipotesi  è  avvalorata dal fatto che dal 2001 il ricorrente non ha più esercitato alcuna  attività nel campo della  revisione dei conti,  il  che dimostra da una parte  una sua mancanza di interesse al riguardo e dall'altra come egli ha potuto  fare a meno degli introiti derivanti dall'esecuzione di mandati di revisione.  Per  questo  motivo  non  sarebbe  possibile  rivendicare  una  perdita  di  guadagno.  Per  quanto  riguarda  la  violazione  delle  norme  sull'indipendenza  l'autorità  inferiore  ribadisce  quanto  già  affermato  nella  decisione  impugnata.  A  suo  avviso  risulta  dagli  atti  che  il  ricorrente  ha  gravemente contravvenuto alle norme sull'indipendenza sancite tanto dal  nuovo  diritto  quanto  da  quello  previgente.  L'autorità  inferiore  sostiene  che, considerata la sua formazione giuridica, il ricorrente avrebbe dovuto  accorgersene.  Del  resto,  anche  se  si  dovesse  ammettere  che  egli  avrebbe in qualche modo partecipato  in qualità di ausiliario dell'ingegner  Y._______, persona sprovvista di abilitazione, ai lavori di revisione tuttora  effettuati da quest'ultimo, ciò sarebbe, per quanto concerne la garanzia di  un'attività di controllo ineccepibile, ben lungi dal costituire un punto a suo  favore, poiché la collaborazione con questa persona equivarrebbe ad un  avallo  da  parte  sua  della  prassi  seguita  da  quest'ultimo  nell'effettuare  revisioni pur essendo privo di abilitazione.  I.  Ulteriori fatti e argomenti addotti dalle parti negli scritti verranno trattati nei  seguenti considerandi qualora risultino risolutivi per l'esito della vertenza. Diritto: 1.  Conformemente  all'art.  31  della  legge  sul  Tribunale  amministrativo  federale  del  17  giugno  2005  (LTAF,  RS  173.32),  il  Tribunale  amministrativo federale (TAF) giudica i ricorsi contro le decisioni ai sensi  dell'art.  5  della  legge  federale  del  20  dicembre  1968  sulla  procedura  amministrativa  (PA,  RS  172.021),  sempre  che  non  vi  siano  eccezioni  secondo l'art. 32 LTAF. Nel presente caso non sono date simili eccezioni.  L' ASR è un'autorità inferiore ai sensi dell'art. 33 lett. e LTAF, in relazione  con  l'art.  28  cpv.  2  della  legge  federale  del  16  dicembre  2005  sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori (Legge sui revisori, LRS, RS  221.302).  La  decisione  dell'autorità  inferiore  del  12  agosto  2010 

B­6595/2010 Pagina 6 costituisce una decisione ai sensi dell'art. 5 cpv. 1 PA ed è  impugnabile  dinanzi  al  TAF  nell'ambito  delle  disposizioni  generali  della  procedura  federale  (cfr.  art.  44  PA  i.  r.  c.  art.  31  ss.  LTAF).  Il  ricorrente  è  il  destinatario diretto dell'atto impugnato di cui ne è particolarmente toccato  ed  ha  un  interesse  degno  di  protezione  all'annullamento  o  alla  modificazione dello stesso. Di conseguenza è data la sua legittimazione a  ricorrere contro la decisione impugnata (cfr. art. 48 cpv. 1 PA). 2.  La LSR, entrata in vigore il 1° settembre 2007, disciplina l'abilitazione e la  sorveglianza  delle  persone  che  forniscono  servizi  di  revisione  (art.  1  cpv. 1 LSR) e persegue  lo scopo di assicurare che  i  servizi di  revisione  siano forniti conformemente alle prescrizioni ed ai requisiti di qualità (art.  1 cpv. 2 LSR). In quest'ordine di cose, le persone fisiche e le imprese di  revisione che forniscono servizi di revisione necessitano di un'abilitazione  (cfr. art. 3 cpv. 1 LSR in relazione con art. 1 dell'ordinanza del 22 agosto  2007 sull'abilitazione e la sorveglianza dei revisori [ordinanza sui revisori,  OSRev,  221.302.3]).  La  sorveglianza  sui  revisori  compete  all'autorità  inferiore  (l'art. 28 cpv. 1 LSR),  la quale autorità decide, su domanda,  in  merito  all'abilitazione  di  revisori,  periti  revisori  ed  imprese  di  revisione  sotto sorveglianza statale (art. 15 cpv. 1 LSR). Per  quanto  concerne  le  condizioni  per  l'abilitazione  dei  revisori  ai  sensi  dell'art.  5 LSR, una persona  fisica è abilitata a esercitare  la  funzione di  revisore se è incensurata, vanta una formazione secondo l'art. 4 cpv. 2 e  dimostra di possedere un'esperienza professionale di un anno (art. 5 cpv   1  LSR).  L'esperienza  professionale  deve  essere  stata  acquisita  prevalentemente  nel  campo  della  contabilità  e  della  revisione  dei  conti,  sotto la sorveglianza di un revisore abilitato o di un esperto straniero con  qualifica  paragonabile.  L'esperienza  professionale  maturata  durante  la  formazione è tenuta in considerazione se tali condizioni sono soddisfatte  (art. 5 cpv. 2 LSR).  3.  In  virtù  del  principio  della  ripartizione  dell'onere  della  prova  ai  sensi  dell'art. 8 del Codice civile svizzero del 10 dicembre 1907 (CC, RS 210),  applicabile  per  la  sua  portata  generale  anche  nel  diritto  pubblico,  chi  intende  trarre  il  suo  diritto  da  una  circostanza  di  fatto  da  lui  asserita,  sopporta  le  conseguenze  dell'assenza  prova  (cfr.  DTF  121  II  257; DTF  112 Ib 65, consid. 3). Anche in una procedura concernente la domanda di  abilitazione  a  esercitare  la  funzione  di  revisore  così  come  nella  successiva  procedura  di  ricorso  è  il  richiedente,  rispettivamente  il 

B­6595/2010 Pagina 7 ricorrente, ad assumersi l'onere della prova in riferimento alla formazione  e  all'esperienza  professionale  acquisita,  e  quindi  le  conseguenze  di  eventuali mancanze di prove.  Di  principio  è  l'autorità  che  accerta  d’ufficio  i  fatti  (art.  12  PA).  Questo  principio  però  viene  relativizzato  e  le  parti  sono  tenute  a  cooperare  in  procedimenti da esse promossi, quando conoscono meglio  i  fatti,  i quali  l'autorità pertinente senza il loro sostegno non potrebbe assumere con un  dispendio ragionevole. Persino, dunque, in una procedura concernente la  domanda di abilitazione ad esercitare la funzione di revisore il richiedente  deve assolvere obblighi di collaborazione di ampia portata (cfr. decisione  del Tribunale amministrativo federale B­703/2010 del 23 novembre 2010  consid. 4 e 5).  Prima di decidere, l’autorità apprezza tutte le allegazioni rilevanti prodotte  dalla parte in tempo utile (art. 32 cpv. 1 PA). L’autorità ammette le prove  offerte  dalla  parte  se paiano  idonee a  chiarire  i  fatti  (art. 33  cpv. 1 PA).  L'autorità  può  invece  rifiutare  l'assunzione  di  prove  se,  sulla  base  delle  prove prodotte, si è già  fatta una propria opinione, e può  legittimamente  supporre,  sulla  scorta  di  un  apprezzamento  anticipato  delle  prove,  che  tale convinzione non sarà modificata da ulteriori assunzioni di prove (cfr.  decisione del Tribunale amministrativo  federale B­2213/2006 del 2  luglio  2010, consid. 4.2). 3.1. Nella propria domanda il ricorrente ha prodotto copie di seguenti titoli  di formazione: ­ "Licence  en  droit",  rilasciata  il  4  ottobre  1979  dall'università  di  Losanna,  ­ "Diplôme en criminologie" rilasciato il 5 novembre 1984 dall'università  di Losanna,  ­ il  diploma di  avvocato,  rilasciato  il  4 dicembre 1989 dal Tribunale di  appello di Lugano,  ­ il  diploma  di  pubblico  notaio,  rilasciato  il  10  febbraio  1992  dal  Tribunale di appello del Canton Ticino.  Sulla  base dei  documenti  agli  atti,  l'autorità  inferiore  ha ammesso  che  i  requisiti  in  materia  di  formazione  sono  soddisfatti,  precisando  con  risposta  del  3  dicembre  2010  che  il  titolo  di  formazione  detenuto  non  influisce  in  alcun  modo  sulla  valutazione  del  requisito  relativo  all'esperienza professionale. 

B­6595/2010 Pagina 8 L'autorità  inferiore  ha  inoltre  affermato  che,  diversamente  da  quanto  previsto  nel  caso  di  un'abilitazione  a  esercitare  la  funzione  di  perito  revisore,  l'art  5  LSR  prescrive  un'esperienza  professionale  di  un  anno  indipendentemente  dal  diploma  posseduto,  rispettivamente  senza  operare alcuna distinzione tra le diverse formazioni di cui all'art. 4 cpv. 2  LSR,  ipotizzando  che  altrimenti  un'applicazione  contraria  andrebbe  a  discarico del ricorrente. Qualora una formazione universitaria non venga  considerata  sufficientemente  orientata  alla  revisione,  come  ad  esempio  quella giuridica, sarebbe secondo il disegno di legge dell'art. 4 cpv. 2 LSR  obbligatorio  colmare tale lacuna mediante un'esperienza professionale di  più lunga durata nel campo della contabilità e della revisione dei conti.  Quest'argomentazione  viene  approvata  dallo  scrivente  Tribunale  (cfr.  decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale  DTAF  2008/50,  consid.  3.5 e B­1940/2008 del 10 giugno 2008, consid. 2.2.3). Il ricorrente sbaglia  quindi,  quando  afferma  che  l'autorità  inferiore  non  avrebbe  preso  sufficientemente in considerazione la sua formazione universitaria.  3.2.  Una  formazione  giusta  l'art.  4  cpv.  2  LSR  è  una  condizione  necessaria,  ma  non  sufficiente  per  ottenere  l'abilitazione  in  qualità  di  revisore ai  sensi di  legge.  In  concreto  si  deve esaminare, peraltro,  se  il  richiedente adempie la condizione dell'esperienza professionale.  Secondo l'art. 5 cpv. 2 LSR l'esperienza professionale deve essere stata  acquisita  prevalentemente  nel  campo  della  contabilità  e  della  revisione  dei  conti,  sotto  sorveglianza  di  un  revisore  abilitato  o  di  un  esperto  straniero  con  qualifica  paragonabile.  L’esperienza  professionale  è  considerata  acquisita  sotto  sorveglianza  se  il  richiedente  ha  operato  in  base  alle  direttive  impartitegli  da  uno  specialista  che  soddisfa  i  requisiti  legali  e  a  cui  era  gerarchicamente  sottoposto  (art.  7  OSRev).  L’esperienza professionale acquisita fino a due anni dall'entrata in vigore  della LSR sotto la sorveglianza di persone che adempiono le condizioni in  materia  di  formazione  secondo  l’art.  4  cpv.  2  LSR  è  considerata  esperienza professionale ai sensi dell’articolo 5 LSR (art. 43 cpv. 5 LSR),  e  quindi  idonea  per  il  conseguimento  dell’abilitazione  a  esercitare  la  funzione di revisore. A partire dal 1° settembre 2009 è possibile far valere  soltanto  l’esperienza  professionale  acquisita  sotto  la  sorveglianza  di  revisori abilitati.   Come  giustamente  constatato  dall'autorità  inferiore  nella  sua  decisione  del 12 agosto 2010 e come risulta anche dagli atti, il ricorrente non ha né  dichiarato  né  comprovato  di  aver  svolto  un'attività  sotto  sorveglianza  ai 

B­6595/2010 Pagina 9 sensi  della  legge,  per  cui  non  è  possibile  concedergli  un'abilitazione  a  esercitare la funzione di revisore secondo l'art. 5 LSR. 3.3. Di seguito bisogna esaminare se la valutazione dell'autorità inferiore  che  il  ricorrente  non  può  essere  considerato  come  caso  di  rigore  è  corretta. Punti di partenza sono la base legale e la prassi in materia.  3.3.1.  Nel  caso  in  cui  un  richiedente  adempie  alle  condizioni  previste  dall'art.  5  LSR  avendo  acquisito  un’esperienza  pratica  pluriennale,  ma  senza sorveglianza e, se da un esame obiettivo, tale situazione porta ad  un risultato inaccettabile, non è escluso che sussista un caso di rigore. La  clausola dei casi di rigore regolata all'art. 43 cpv. 6 LSR si trova sotto la  sezione 9, disposizioni finali, nell'ambito delle disposizioni transitorie della  legge in questione. Giusta tale disposizione, nei casi di rigore, l'autorità di  sorveglianza  può  riconoscere  anche  un'esperienza  professionale  non  conforme alle condizioni legali, se è provato che i servizi di revisione sono  forniti  in  maniera  ineccepibile  sulla  scorta  di  un'esperienza  pratica  pluriennale.  Il  legislatore  tuttavia  è  partito  da  un'applicazione  molto  limitata  di  questa  norma  specifica,  altrimenti  non  sarebbe  possibile  garantire  l’imposizione  delle  condizioni  di  abilitazione  del  nuovo  diritto  (cfr. Messaggio del Consiglio federale del 23 giugno 2004, Foglio federale  2004, pag. 3664 segg.).  In relazione all’abilitazione a esercitare la funzione di revisore, il legislatore  non  ha  ancora  provveduto  a  concretizzare  i  requisiti  legati  al  caso  di  rigore.  Risulta  pertanto  impossibile  stabilire  a  priori,  in  maniera  generalmente valida, le circostanze nelle quali sussiste un caso di rigore.  Il caso di rigore va piuttosto valutato singolarmente. Da una parte l'art. 43  cpv.  6  LSR  attribuisce  all'istanza  inferiore  un  certo  margine  d'apprezzamento  ("l'autorità  di  sorveglianza  può…"),  dall'altra  contiene  delle nozioni giuridiche indeterminate ("i servizi di revisione sono forniti  in  maniera  ineccepibile",  "un'esperienza  pratica  pluriennale").  L'autorità  tenuta  ad  applicare  questa  norma,  dispone  di  un  ampio  potere  discrezionale,  nell'esercizio  di  tale  potere  è  però  tenuta,  come  tutte  le  autorità  amministrative,  a  rispettare  i  principi  generali  di  diritto  (cfr.  decisioni del Tribunale amministrativo  federale B­5668/2010, consid. 3.3,  B­3920/2010,  consid.  4  e  B­5196/2008  dell'11  dicembre  2008,  consid.  4.3).  Secondo  l'art.  43 cpv. 6 LSR e alla  luce della prassi  in merito è  tuttavia  obbligatorio  soddisfare  cumulativamente  delle  condizioni  qualitative  e  quantitative.  Sotto  questo  aspetto  sono  da  menzionare  un'esperienza 

B­6595/2010 Pagina 10 professionale  pluriennale  senza  interruzioni  significative  nei  campi  della  contabilità e della revisione contabile, per la maggior parte dalla gestione  di  rispettivi mandati  (revisione  interna  ed  esterna),  un'attività  di  controllo  ineccepibile  e  l'esistenza  di  un  caso  di  rigore.  È  altrettanto  impossibile  affermare  in  maniera  astratta  quanti  anni  di  esperienza  professionale  senza sorveglianza sono necessari per ottenere l’abilitazione a esercitare  la funzione di revisore anche in mancanza di un’esperienza professionale  sotto  sorveglianza.  Occorre  invece  esaminare  in  ogni  singolo  caso  l’efficienza  e  la  qualità  dell’esperienza pratica maturata  su  un periodo di  tempo  piuttosto  lungo  e,  sulla  base  di  ciò  e  alla  luce  di  un  esame  complessivo,  decidere  se  l’esperienza  pratica  è  sufficiente  (cfr.  decisioni  del Tribunale amministrativo  federale B­3920/2010 del 9 dicembre 2010,  consid.  6,  e  B­1379/2010  del  30  agosto  2010,  consid.  7.3).  Secondo  il  Tribunale amministrativo  federale,  la disposizione dell'art.  43 cpv. 6 LSR  costituisce  una  disposizione  speciale  e  non  una  disposizione  temporale  con  validità  temporalmente  limitata.  Occorre,  tuttavia,  considerare  che  il  caso  di  rigore  deve  sempre  sussistere  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B­1181/2010  dell'8  settembre  2010,  consid.  3).  Un'interruzione  dell'attività  nell'ambito  della  revisione  potrebbe  costituire  un indizio a favore dell'inesistenza di un caso di rigore. Bisogna pertanto esaminare le prove inoltrate dal ricorrente. 3.3.2. A titolo di esperienza professionale senza sorveglianza, il ricorrente  ha  dichiarato  di  avere  svolto  delle  attività  a  tempo  parziale  presso  le  seguenti  società:  B._______  SA  (ora  Bb._______  SA)  dall'8  febbraio  1990 al 31 dicembre 2009,  la società C._______ SA dal 20 marzo 1995  al  31 dicembre 2009,  la Società Anonima per  lo  sviluppo di D._______  dal 14 settembre 2004 al 31 dicembre 2009 e  la società E._______ SA  dal 21 maggio 2002 al 13 settembre 2007, ed un'attività a  tempo pieno  presso  la  Fondazione  F._______  dal  1°  gennaio  2004  al  31  dicembre  2009. Il  ricorrente  ha  trasmesso  diversi  documenti  riguardanti  la  propria  esperienza professionale, tra i quali: ­ una conferma dell'ingegner Y._______ datata 23 gennaio 2009; ­ cinque conferme di attività indipendenti firmate dal ricorrente (quattro  delle quali datate 23 gennaio 2009 e una datata 23 gennaio 2008);  ­ sei estratti del  registro di commercio del Canton Ticino e del Canton  Grigioni e diversi bilanci contabili; 

B­6595/2010 Pagina 11 ­ sette rapporti di revisione dei conti della società C._______ SA datati  30  marzo  1995,  30  novembre  1996,  31  luglio  1997,  31  dicembre  1998, 31 dicembre 1999, 31 dicembre 2000 e 20 marzo 2008,  ­ sette rapporti di revisione dei conti della società B._______ SA datati  27  dicembre  1994,  30  marzo  1995,  28  novembre  1996,  6  agosto  1997, 15 marzo 1999, 26 dicembre 1999 e 24 marzo 2000,  ­ due rapporti di revisione dei conti della società Bb._______ datati 31  luglio 2007 e 2 marzo 2008,  tutti firmati dall'ingegner Y._______; ­ quattro rapporti di revisione dei conti del Consorzio G._______  del 14  aprile 1989, 29 maggio 1990, 18 maggio 1991 e 26 aprile 1992,  ­ quattro rapporti di revisione dei conti del Consorzio Gg._______   del  22 aprile 1993, 28 aprile 1994, 22 maggio 1995 e 7 maggio 1996,  ­ cinque   rapporti  di  revisione  dei  conti  del  Consorzio  Agricolo  Gg._______   del 5 maggio 1997, 30 aprile 1998, 10 aprile 1999, 15  aprile 2000 e 15 aprile 2001,  ­ un  rapporto di  revisione dei  conti  del Consorzio Agricolo H._______   di (luogo) del 24 aprile 1997,  ­ quattro  rapporti  di  revisione  dei  conti  del  Consorzio  Acquedotto  Agricolo Hh._______ del 17 aprile 1998, 1° aprile 1999, 8 marzo 2000  e 20 marzo 2001,  ­ un  rapporto  di  revisione  dei  conti  della  Commissione  di  Revisione  Assocazione I._______ del 13 novembre 2001,  tutti firmati dal ricorrente;  ­ un rapporto di revisione dei conti della società Bb._______ SA del 31  luglio 2003, firmato dal ricorrente a nome della società B._______ SA. A  sostegno  dell'atto  di  ricorso  il  ricorrente  ha  presentato  allo  scrivente  Tribunale tre altri rapporti svolti per conto dell'Ente turistico di Brissago e  Ronco s/Ancona degli anni 1995, 1996, 1997. 3.3.3.  In  accordo  con  quanto  afferma  l'autorità  inferiore  nella  decisone  impugnata,  le  attività  esercitate  presso  le  società  C._______  SA  e  B.______  SA  (ora  Bb._______  SA),  come  pure  presso  la  Società  Anonima per  lo sviluppo di D._______ e  la Fondazione F._______ sono  affini a mansioni riconducibili alla sfera del consiglio d'amministrazione e  non dell'ufficio di revisione, ciò è precisato peraltro dallo stesso ricorrente.  Per  quanto  concerne  l'esperienza  acquisita  presso  queste  società,  egli,  con e­mail del 21 marzo 2010, ha dichiarato di non aver svolto  lavori di  revisione, bensì, in qualità di membro del consiglio d'amministrazione o in  veste  dell'organo  superiore era  sua  competenza esaminare  i  rapporti  di  revisione  preparati  dall'ufficio  di  revisione  e  discutere  con  i  revisori 

B­6595/2010 Pagina 12 incaricati.  Poiché  la  società  E._______  (ora  in  liquidazione,  prima  Bb._______ SA),  la Società Anonima per  lo sviluppo di D._______ e  la  Fondazione  F._______  non  hanno  per  finalità  l'esercizio  di  un'attività  fiduciaria,  non  è  possibile  asserire  che  in  tale  contesto  sia  stata  svolta  un'attività  di  revisione.  Benché  l'appartenenza  del  ricorrente  a  diversi  consigli d'amministrazione di predette società, associazioni e fondazioni e  la  sua  attività  di  avvocato  costituiscano,  come  giustamente  fatto  valere  dall'autorità  inferiore,  fattori  positivi,  resta  il  fatto  che  tali  esperienze  professionali non riguardano l'attività di revisione ai sensi della legge. Non  va dimenticato  che  la  legge  impone un'esperienza professionale  sia nel  campo  della  contabilità  che  in  quello  della  revisione  dei  conti  e  che  l'abilitazione  concessa  dall'autorità  inferiore  sarebbe  in  primo  luogo  funzionale  allo  svolgimento  di  un'attività  di  revisione  e  non  di  ambito  legale.  Non  è  ammissibile  equiparare  tali  attività  a  compiti  ausiliari  nell'ambito  della  revisione  e  in  ogni  caso  ciò  costituirebbe  una  grave  violazione delle norme sull'indipendenza dell'ufficio di revisione, poiché, in  un simile contesto, il ricorrente avrebbe effettuato la revisione per società  in  seno  alle  quali  rivestiva  la  carica  di  membro  del  consiglio  d'amministrazione  e,  in  taluni  casi,  anche  di  presidente  amministratore  unico. L'autorità  inferiore aggiunge peraltro  che,  come emergerebbe dai  documenti  trasmessi,  le attività svolte presso  la Società Anonima per  lo  sviluppo di D._______ e presso  la Fondazione F._______  riguardavano  esclusivamente  il  campo della  contabilità. Sarebbe parimenti  essenziale  che  i  lunghi  anni  di  esperienza  professionale  richiesti  per  dare  applicazione alla clausola di rigore siano maturati anche nel campo della  revisione dei conti e senza interruzioni di rilievo. Nel caso concreto, nulla  indicherebbe che il richiedente abbia effettuato revisioni dei conti a partire  dall'anno 2001. Secondo  l'autorità  inferiore  l'assenza  di  una  qualsivoglia  attività  di  revisione  durante  tale  lasso  di  tempo  confermerebbe  che  il  ricorrente  avrebbe  potuto  fare  a  meno  e  senza  grossi  problemi  degli  introiti  che  avrebbero potuto derivargli dall'esecuzione di mandati di revisione e non  sarebbe quindi legittimato a rivendicare un'eventuale perdita di guadagno.  Del  resto,  anche  se  l'autorità  inferiore  dovesse  riconoscere,  in  qualche  modo, la partecipazione del ricorrente, in qualità di ausiliario dell'ingegner  Y._______, persona sprovvista di abilitazione, ai lavori di revisione tuttora  effettuati da quest'ultimo, ciò sarebbe ben lungi dal costituire un punto a  favore  del  ricorrente  per  quanto  concerne  la  garanzia  di  un'attività  di  controllo  ineccepibile,  poiché  la  sua  collaborazione  equivarrebbe  a  un  avallo  da  parte  sua  alla  prassi  seguita  dall'ingegner  Y._______  nell'effettuare  revisioni  pur  essendo  privo  di  abilitazione.  Inoltre,  proprio 

B­6595/2010 Pagina 13 con  la  produzione  dell'unico  rapporto  di  revisione  dei  conti  da  poter  prendere in considerazione dopo il 2001 perché firmato da lui stesso, vale  a  dire  quello  effettuato  per  la  Bb._______  SA  nel  2003,  il  ricorrente  dimostrerebbe  di  aver  violato  delle  norme  fondamentali  in  materia  d'indipendenza. In  base  a  quanto  scritto  finora  è  possibile  ammettere,  che  nel  caso  specifico, come giustamente constatato dall’autorità inferiore, i documenti  prodotti  dal  ricorrente  –  ad  eccezione  dei  pochi  rapporti  di  revisione  riguardanti  il  periodo  prima  del  2001  (cfr.  consid.  3.3.5)  –  dimostrano  un'esperienza  professionale  acquisita  in  ambiti  diversi  da  quello  della  revisione dei conti. In effetti diverse attività eseguite dal ricorrente dopo il  2001 più che  la revisione dei conti  riguardano mansioni  riconducibili alla  sfera  del  consiglio  d'amministrazione  o  della  discussione  dei  rapporti  di  revisione e, in quanto tali, non possono essere prese in considerazione. Il  ricorrente non fornisce le prove per aver svolto un'attività da prendere in  considerazione durante gli ultimi 10 anni. Tale situazione dimostra quindi,  conformemente  alle  dichiarazioni  dell'autorità  inferiore,  un  indizio  per  l’inesistenza di un caso di rigore.  Il  ricorrente si è  in primo luogo limitato  ad  affermare  di  aver  svolto  certe  attività, ma  non  è  stato  capace  né  di  sostanziare  né  di  comprovare  di  aver  fornito  servizi  di  revisione  in  maniera ineccepibile sulla scorta di un’esperienza pratica pluriennale.  3.3.4. Secondo il ricorrente l'autorità inferiore ha violato il diritto federale,  non  avendo  preso  sufficientemente  in  considerazione  le  attività  da  lui  svolte prima del 2001. Egli afferma di aver  iniziato a svolgere  l'attività di  contabile  e  revisore  –  privo  di  documentazione  –  per  diverse  entità,  consorzi, associazioni e società  locali già prima del 1989, e di svolgerla  tuttora  in  veste  di  ausiliario  dell'ingegner  Y._______  (esame  contabile,  discussione  e  preparazione  di  documenti).  Egli  contesta  all'autorità  inferiore il fatto di non aver valutato la sua carriera in senso complessivo  e  di  aver  sottovalutato  le  attività  da  lui  svolte  in  qualità  di  membro  del  consiglio  d'amministrazione  e  di  avvocato.  Il  ricorrente  dichiara  di  aver  esercitato  un'attività  professionale  nel  campo  della  contabilità  e  della  revisione  dei  conti  (in  quest'ultimo  caso  prevalentemente  in  veste  di  ausiliario dell'ingegner Y._______) per un periodo ininterrotto di 25 anni.  Inoltre, egli sostiene che l'autorità inferiore avrebbe dovuto accontentarsi  degli indizi da lui prodotti apprezandoli in senso globale oppure accertare  i  fatti  con  ulteriori  mezzi  di  prova  e  offre  a  tal  proposito  la  propria  disponibilità  ad  essere  interrogato  e  ad  apportare  testimonianze.  Il  ricorrente  sostiene  che  l'autorità  abbia  violato  il  principio  della  parità  di  trattamento,  poiché  ha  stabilito  esigenze  inammissibili  e  non  ha 

B­6595/2010 Pagina 14 riconosciuto  fatti  noti  e  indiscussi,  ritenendo  che  l'abilitazione  possa  essere  concessa  esclusivamente  ai  richiedenti  in  grado  di  far  valere  un'esperienza professionale posteriore al 2001. La decisione impugnata,  quindi, appare a suo parere arbitraria per motivi di formalismo eccessivo,  insostenibilità e di inadeguatezza e viola diversi diritti e doveri legali, quali  il principio della proporzionalità, il potere d'apprezzamento e la violazione  del diritto di essere sentiti. 3.3.5. L'autorità  inferiore è del parere che nel caso specifico può essere  considerata l'esperienza professionale nel campo della revisione dei conti   che il ricorrente ha ottenuto presso i consorzi G._______ , Gg._______ ,  Agricolo  Ggg._______  ,  Agricolo  H._______  ,  Acquedotto  Agricolo  Hh._______,  l'Associazione  I._______  (luogo)  e  la  società  Bb._______  SA,  quest'ultima  però  a  discarico  del  ricorrente.  Queste  attività  non  iniziano  prima  del  1989,  anno  in  cui  è  stato  stilato  il  primo  rapporto  di  revisione  e  terminano  nel  corso  dell'anno  2001.  Per  quanto  riguarda  la  censura  del  ricorrente  secondo  cui  l'ASR  non  avrebbe  preso  in  considerazione  la  sua  attività  svolta  prima  del  2001,  l'autorità  inferiore,  con  risposta  del  3  dicembre  2010,  precisa  che  l'unica  attività  professionale suscettibile di essere considerata era quindi proprio quella  nel  periodo  anteriore  al  2001.  In  quest'arco  di  tempo  il  numero  dei  rapporti  di  revisione  redatti  è  stato  pari  a  uno  all'anno,  con  l'eccezione  degli  anni  1995­1999  e  2000,  nei  quali  sono  stati  redatti  due  rispettivamente  tre  rapporti di  revisione, mentre dal 2001  il  ricorrente ha  cessato  ogni  attività  nel  campo  della  revisione  dei  conti.  Malgrado  egli  abbia  prodotto  nuovi  rapporti  di  revisione  a  sostegno  dell'atto  di  ricorso  (tre documenti), l'autorità inferiore avrebbe notato che due dei tre rapporti  forniti si riferiscono all'esercizio contabile 1996 a favore dell'Ente turistico  Brissago  e  Ronco  s/Ancona.  Questi  documenti  non  consentirebbero  pertanto  di  rimettere  in  discussione  la  decisone  impugnata.  Nella  fattispecie,  si  sarebbe  quindi  lontani  dagli  estremi  di  un  caso  di  rigore,  poiché  l'attività  svolta  dal  ricorrente  nel  campo  della  revisione  dei  conti  avrebbe  cadenza  sporadica  e  carattere  marginale.  Ciò  sarebbe  avvalorato poi dal fatto che dal 2001, e quindi praticamente da 10 anni, il  ricorrente  non  avrebbe  più  esercitato  alcuna  attività  nel  campo  della  revisione dei conti.  3.3.6. Come  suddetto,  l'autorità  inferiore  dispone  di  un  ampio  potere  di  apprezzamento  per  valutare  le  capacità  e  le  competenze  che  possono  essere  acquisite  mediante  la  pratica  professionale  (cfr.  sentenza  2C_288/2009  del  TF  dell'8  maggio  2009).  Lo  scrivente  Tribunale  s'impone,  quindi,  un  certo  riserbo,  allorquando  si  tratta  di  verificare  nel 

B­6595/2010 Pagina 15 merito  la  valutazione  di  concetti  giuridici  indeterminati  e  non  mette  in  dubbio, se non in caso necessario, l’apprezzamento dell'autorità inferiore  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B­7965/2009  del  6  maggio 2010, consid. 4.4).  Lo  scrivente  Tribunale  non  può  che  confermare  che  ogni  richiesta  di  appello alla clausola di  rigore deve essere necessariamente convalidata  da  prove  attestanti  esperienze  professionali  della  durata  sufficiente  nei  campi della contabilità e della revisione dei conti. Peraltro, a differenza di  un'attività svolta sotto sorveglianza, la prova di un'esperienza pluriennale  senza sorveglianza non dovrebbe porre grandi difficoltà (cfr. decisione del  Tribunale  amministrativo  federale  B­5835/2008  del  27  gennaio  2009,  consid.  4.5).  In  tale  contesto  sarebbe  possibile  presentare  rapporti  comprovanti l'attività svolta nell'ambito della revisione dei conti come pure  attestati  di  clienti.  Ci  sono  pertanto  molti  mezzi  per  documentare  la  propria esperienza professionale.  I pochi  rapporti di  revisione che possono essere presi  in considerazione  in  tale  contesto,  cioè  quelli  effettuati  prima  dell'anno  2001,  non  sono  sufficienti  a  comprovare  dal  punto  di  vista  quantitativo  un'esperienza  soddisfacente  che  possa  giustificare  l'applicazione  della  clausola  di  rigore.  Anche  le  poche  attività  non  documentate  (svolte  a  favore  di  piccole associazioni e società locali) che riguardano il periodo precedente  il  1989,  non  appaiono  tanto  significative  da  permettere  al  ricorrente  di   potersi appellare con successo alla clausola di  rigore. Le prove  inoltrate  dal  ricorrente,  riguardanti  il  periodo  prima  del  2001,  dimostrano,  in  conformità con le affermazioni dell'autorità inferiore, un'attività nel campo  della  revisione  dei  conti  di  cadenza  sporadica  e  di  carattere marginale.  Per un revisore attivo nel campo in questione sarebbe stato sicuramente  possibile  inoltrare  ulteriori  documenti  e mezzi  di  prova  dato  che  in  tale  ramo  vengono  prodotti  di  norma  mandati  di  revisione  in  gran  quantità.  Non  risulta quindi nessun motivo per  il  quale  l'autorità  inferiore avrebbe  dovuto specificare inoltre la qualità delle predette attività. Ciononostante è  possibile  accennare  che  dagli  atti  non  sembrano  risultare  servizi  di  revisione qualitativamente complessi ma che si tratta prevalentemente di  servizi presso piccole società,  consorzi o associazioni. Dagli  atti  e dalle  censure del  ricorrente non si evince nessuna  ragione per dubitare della  completezza  dei  fatti  giuridicamente  rilevanti  e  svolgere  indagini  con  ulteriori assunzioni di prova per chiarire o approfondire  lo stato dei  fatti.  Come  quindi  già  esposto  dall'autorità  inferiore  con  risposta  del  3  dicembre 2010 eventuali spiegazioni verbali del  ricorrente o di  testimoni  non si rivelano necessarie. 

B­6595/2010 Pagina 16 Anche alla censura formale concernente la violazione del diritto di essere  sentito, non deve essere dato seguito. Infatti nel corso della procedura è  stata  concessa  al  ricorrente  diverse  volte  l'occasione  di  prendere  posizione  e  di  accertare  le  condizioni  richieste  per  l'abilitazione  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B­3393/2008  del  24  settembre  2008,  consid.  2).  Il  diritto  di  ricevere  una  decisone  motivata  costituisce   una componente del diritto di essere sentito e persegue due  obiettivi:  da  una  parte  l'interessato  deve  poter  verificare  che  tutti  gli  argomenti  da  lui  sollevati  sono  stati  considerati  e  dall'altra  egli  deve  essere ricorso messo nella condizione di tutelare a pieno il proprio diritto  a  ricorrere  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale  B­ 7348/2009 del 3 giugno 2010, consid. 3). Benché  l'autorità  inferiore non  abbia comunicato una misura precisa  riguardante  i criteri delle qualità e  quantità dei mezzi di prova, sotto l'aspetto della sua valutazione globale,  considerando  in primo  luogo  la  lunga  interruzione di attività  riguardanti  i  servizi  di  revisione,  nella  fattispecie  non  si  evince  un  vizio  in  questo  senso. Il fatto che il ricorrente non condivida il parere dell'autorità inferiore  per quanto concerne  il  rifiuto dell'abilitazione, non  implica  tuttavia che  la  decisione  con  la  quale  la  sua  richiesta  è  stata  respinta,  non  sia  stata  motivata correttamente.  In base a quanto esposto,  sia  la  valutazione delle prove,  sia  l’istruttoria  dell’autorità  inferiore si sono svolte  in maniera corretta e non sussistono  quindi  motivi  per  cui  lo  scrivente  Tribunale  debba  scostarsi  da  quanto  deciso dalla stessa ASR. La medesima ha accertato  i  fatti e applicato  il  diritto in maniera corretta, senza incorrere in un abuso di apprezzamento.  Nella fattispecie si è ben lontani da un apprezzamento inadeguato e non  conforme ai disposti di legge ed è perciò il ricorrente che deve accollarsi  l'onere della prova. Il ricorso si rivela, pertanto, infondato e va per questo  motivo respinto. 4.  4.1.  Il  31  luglio  2003  il  ricorrente  ha  redatto  un  rapporto  di  revisione,  relativo  ai  conti  dell'esercizio  chiuso  in  data  31  dicembre  2002  della  Bb._______  SA,  che  risulta  a  nome  e  per  conto  di  B._______  ed  è  firmato  dal  ricorrente  stesso.  Nel  momento  in  cui  è  stato  stilato  tale  rapporto,  il  ricorrente  sedeva  dunque  nel  consiglio  d'amministrazione  della società Bb._______ SA ed ha quindi effettuato la revisione dei conti  di una società che egli stesso amministrava.

B­6595/2010 Pagina 17 L'autorità  inferiore  afferma  che  in  questo  contesto  il  ricorrente  ha  gravemente  contravvenuto  alle  norme  fondamentali  in  materia  di  indipendenza sancite tanto dal nuovo diritto quanto da quello previgente,  situazione che  il  ricorrente non avrebbe potuto  ignorare, se si considera  la  sua  formazione  giuridica.  La  motivazione  addotta  dal  ricorrente  a  proprio  discarico,  vale  a  dire  che  la  società  sottoposta  a  revisione  non  sarebbe stata più attiva, secondo l'autorità inferiore non è ammissibile. In  effetti, la società doveva in ogni modo allestire una contabilità che andava  sottoposta a revisione. Per l'autorità inferiore non sarebbe quindi possibile  ritenere  che  il  ricorrente  soddisfi  le  condizioni  riguardanti  la  buona  reputazione. 4.2. Per ottenere l’abilitazione a esercitare la funzione di revisore o perito  revisore, le persone fisiche devono soddisfare, tra l’altro, il requisito della  "buona reputazione". Il  concetto  di  buona  reputazione  (art.  4  e  5  LSR)  viene  concretizzato  nell’ordinanza sui revisori (art. 4 OSRev), in base alla quale il richiedente  è  abilitato  se  gode  di  buona  reputazione  e  se  non  vi  sono  altre  circostanze  personali  dalle  quali  si  deduce  che  egli  non  può  garantire  un’attività  di  controllo  ineccepibile.  Occorre  segnatamente  prendere  in  considerazione  le  condanne  penali,  la  cui  iscrizione  nel  casellario  giudiziale  centrale  non  è  stata  cancellata,  e  gli  atti  di  carenza  beni  esistenti  (cfr.  sentenza 2C_834/2010 del TF dell'11 marzo 2011 consid.  3).  Anche il requisito della buona reputazione e/o la garanzia di un’attività di  controllo  ineccepibile  sono  dei  concetti  giuridici  indeterminati.  I  criteri  specificati  nell’ordinanza,  pertanto,  non  sono  da  ritenersi  esaustivi.  Per  l’interpretazione  di  questo  concetto,  l'autorità  inferiore  e  il  Tribunale  amministrativo  federale  si  rifanno  alla  giurisprudenza  formatasi  nell’ambito del diritto in materia di vigilanza sui mercati finanziari. Occorre  quindi  verificare  in  ogni  singolo  caso,  tenendo  conto  di  tutte  le  circostanze,  se  le  premesse  per  un’attività  di  controllo  ineccepibile  risultino  soddisfatte.  L'autorità  inferiore  dispone  di  un  certo  margine  di  apprezzamento e di valutazione in tal senso (cfr. sentenza 2C_834/2010  del  TF  dell'11  marzo  2011  consid.  3,  decisioni  del  Tribunale  amministrativo  federale B­5115/2009 del 12 aprile 2010, consid. 2.2., B­ 7340/2009  del  3  giugno  20010,  consid.  6.3,  B­4137/2010  del  17  settembre 2010 consid. 2.2). 

B­6595/2010 Pagina 18 Il  concetto  di  buona  reputazione  e/o  garanzia  di  un’attività  di  controllo  ineccepibile  deve  essere  interpretato  alla  luce  dei  compiti  particolari  dell’ufficio  di  revisione.  Di  conseguenza,  secondo  il  Tribunale  amministrativo federale, la verifica della garanzia di un’attività ineccepibile  comprende  anche  la  competenza  professionale  e  una  condotta  corretta  nelle  relazioni  d’affari.  Ciò  implica,  in  primo  luogo,  il  rispetto  dell’ordinamento  giuridico  complessivo,  segnatamente  del  diritto  in  materia  di  revisione,  ma  anche  del  diritto  civile  e  penale,  nonché  l’osservanza  del  principio  della  buona  fede.  Il  requisito  di  un’attività  di  controllo  ineccepibile  non  ammette  di  principio  violazioni  delle  norme  giuridiche  in materia  o  degli  obblighi  di  fedeltà  e  diligenza.  Il  Tribunale  amministrativo federale, nei casi analizzati finora, ha giudicato rilevanti le  condanne penali,  le condanne civili  in relazione alla fornitura di servizi di  revisione, le situazioni di instabilità finanziaria personale (fallimento, atti di  carenza  beni  ecc.)  e  le  violazioni  del  requisito  dell’indipendenza  (cfr.  decisioni del Tribunale amministrativo federale B­2440/2008 del 14 luglio  2008,  consid.,  4.2.2,  B­5115/2009  del  12  aprile  2010,  consid.  2.2.,  B­ 7340/2009  del  3  giugno  20010,  consid.  6.3,  B­4137/2010  del  17  settembre 2010 consid. 2.2).  4.3. Considerando i fatti del caso in questione non può essere esclusa del  tutto una violazione delle norme riguardanti il requisito dell'indipendenza.  Da  quanto  precede  discende  che  il  ricorso  dev'essere  in  ogni  caso  respinto  e  le  questioni,  se  il  ricorrente  con  l'eseguire  la  revisione  della  Bb._______  SA  nell'anno  2003  abbia  effettivamente  compromesso  il  concetto  di  buona  reputazione,  rispettivamente  quali  conseguenze  ne  potrebbero  ancora  derivare  (cfr.  sentenza  2C_834/2010  del  TF  dell'11  marzo  2011  consid.  6.2.4  e  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale B­7967/2009 del 18 aprile 2011, consid. 5 ss.), possono quindi  rimanere aperte. 5.  Visto  l'esito del  ricorso,  le spese processuali  vanno poste a carico della  parte  soccombente  (art.  63  cpv.  1  PA).  Le  spese  del  procedimento  dinanzi  al TAF comprendono  la  tassa di  giustizia e  i  disborsi  (art.  1 del  Regolamento  sulle  tasse  e  sulle  spese  ripetibili  nelle  cause  dinanzi  al  Tribunale  amministrativo  federale  del  21  febbraio  2008,  TS­TAF,  RS  173.320.2).  La  tassa di  giustizia  è  calcolata  in  funzione dell'ampiezza e  della  difficoltà  della  causa,  del  modo  di  condotta  processuale  e  della  situazione  finanziaria delle parti  (art. 2 cpv. 1 TS­TAF). Ritenuto quanto  precede  il  ricorrente  è  da  considerare  parte  soccombente,  per  cui  le  spese  di  procedura  sono  messe  a  suo  carico.  Nella  fattispecie,  esse 

B­6595/2010 Pagina 19 vengono  stabilite  in  fr.  2'000.­  (art.  4  TS­TAF),  importo  che  verrà  integralmente  compensato  con  l'anticipo  di  fr.  2'000.­  versato  dal  ricorrente in data 11 ottobre 2010. 6.  Un  ricorso  al  Tribunale  federale  è  inammissibile  contro  delle  decisioni  inerenti l'esito di esami e di altre valutazioni della capacità, segnatamente  nei  settori  della  scuola,  del  perfezionamento  e  dell'esercizio  della  professione  (cfr.  art.  83  let.  t  della  Legge  sul  Tribunale  federale  del  17  giugno 2005, LTF, RS 173.110). Il Tribunale federale ha già avuto modo  di  giudicare  irricevibile  dei  ricorsi  di  diritto  pubblico  contro  decisioni  concernenti  l'abilitazione  a  esercitare  la  funzione  di  perito  revisore  e  revisore,  in  quanto  trattasi,  in  tale  ambito,  di  una  procedura  simile  alla  valutazione di esami e altre valutazioni della capacità, segnatamente nei  settori della scuola, del perfezionamento e dell'esercizio della professione  (cfr.  decisioni  del  Tribunale  federale  2C_288/2009  dell'8  maggio  2009  consid.  2,  2C_136/2009  del  16  giugno  2009  e  2D_130/2008  del  13  febbraio 2009 consid. 1.2). Considerato  che  l'oggetto  del  ricorso  su  cui  lo  scrivente  Tribunale  ha  deliberato concerne una domanda di abilitazione a esercitare la funzione  di perito revisore e revisore ed è quindi analogo a procedure concernenti  esami  e  altre  valutazioni  della  capacità,  segnatamente  nei  settori  della  scuola, del perfezionamento e dell'esercizio della professione, la presente  decisione è  definitiva  e  non può essere  impugnata  con  ricorso di  diritto  pubblico al Tribunale federale. Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto.  2.  Le spese processuali,  di  fr.  2'000.­  sono poste a  carico del  ricorrente e  sono  computate  con  l'anticipo  spese  di  fr.  2'000.­  dopo  la  crescita  in  giudicato della presente sentenza. 3.  Non vengono assegnate indennità per spese ripetibili. 4.  Comunicazione a: http://links.weblaw.ch/2C_136/2009 http://links.weblaw.ch/2D_130/2008

B­6595/2010 Pagina 20 – ricorrente (Raccomandata; allegati: documenti di ritorno)  – autorità  inferiore  (n. di rif.  106'733;  Raccomandata;  allegati:  documenti di ritorno) Il presidente del collegio: Il cancelliere: Francesco Brentani Nicola Inglese Data di spedizione: 6 giugno 2011

B-6595/2010 — Bundesverwaltungsgericht 26.05.2011 B-6595/2010 — Swissrulings