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Bundesverwaltungsgericht 18.01.2012 B-3870/2011

18 janvier 2012·Italiano·CH·CH_BVGE·PDF·763 mots·~4 min·1

Résumé

Maturità svizzera | Esame svizzero di maturità

Texte intégral

Bundesve rwa l t ungsge r i ch t T r i buna l   adm in istratif   f édé ra l T r i buna l e   ammin istrati vo   f ede ra l e T r i buna l   adm in istrativ   f ede ra l     Corte II B­3870/2011 Sen tenza   d e l   1 8   g enna i o   2012 Composizione Giudici Francesco Brentani (presidente del collegio),  Stephan Breitenmoser, Ronald Flury; cancelliere Alexander Moses. Parti A._______ ricorrente,  contro Commissione svizzera di maturità CSM, Hallwylstrasse 4, 3003 Bern,    autorità inferiore.  Oggetto Esame svizzero di maturità.

B­3870/2011 Pagina 2 Fatti: A.  Il ricorrente ha sostenuto il secondo esame parziale di maturità nel mese  di  giugno  2011.  Con  decisione  del  1°  luglio  2011,  la  Commissione  svizzera  di  maturità  gli  ha  comunicato  il  mancato  superamento  dell'esame, avendo egli ottenuto solo 89.5 punti. B.  Contro  tale  decisione  è  insorto  al  Tribunale  amministrativo  federale  A.  _______  con  un  ricorso  del  3  luglio  2011,  chiedendo  che  fosse  riesaminata la prova d'italiano, materia nella quale egli ha ottenuto la nota  3.5 sia all'esame scritto che a quello orale. Per quanto attiene all'esame  orale, il ricorrente sostiene di non avere saputo rispondere a tutti i quesiti  postigli dall'esaminatore, ma reputa di avere risposto correttamente "alle  domande concernenti il capitolo richiesto (Machiavelli)" come anche "alla  seconda  domanda  (una  novella  di  Boccaccio)".  Infine,  soggiunge  il  ricorrente,  l'attribuzione  della  nota  4  in  italiano  avrebbe  consentito  l'applicazione del "punto tecnico". C.  Nella sua risposta del 3 luglio 2011, la Commissione svizzera di maturità  ha  proposto  di  respingere  il  ricorso,  rinviando  sostanzialmente  alle  osservazioni  formulate  dall'esaminatore,  prof.  _______,  e  dall'esperto,  prof.  _______.  Entrambi  hanno  rilevato  carenze  per  quanto  attiene  all'analisi  del  brano  di  Machiavelli  come  anche  delle  improprietà  espressive, confermando quindi il voto insufficiente attribuito al candidato.  Il  prof.  _______  alle  sue  osservazioni  ha  accluso  copia  del  verbale  manoscritto  da  lui  allestito  durante  l'esame  orale  come  anche  una  sua  trascrizione dattilografica. D.  La  risposta  dell'autorità  inferiore  è  stata  intimata  al  ricorrente  il  2  settembre  2011,  al  quale  è  stata  concessa  la  facoltà  di  presentare  una  replica  entro  il  23  settembre  2011  o  di  comunicare,  entro  il  medesimo  termine,  un  eventuale  ritiro  del  ricorso.  Tale  termine  è  trascorso  infruttuoso,  sicché  lo  scambio  di  scritti  è  stato  dichiarato  chiuso  con  ordinanza del 1° dicembre 2011.

B­3870/2011 Pagina 3 Diritto: 1.  Contro le decisioni della Commissione svizzera di maturità è ammesso il  ricorso  al  Tribunale  amministrativo  federale  entro  30  giorni  dalla  notificazione (art. 29 dell'Ordinanza sull'esame svizzero di maturità del 7  dicembre  1998;  art.  31  e  segg.  della  Legge  del  17 giugno  2005  sul  Tribunale amministrativo federale [LTAF, RS 173.32]; art. 50 cpv. 1 della  legge federale del 20 dicembre 1968 sulla procedura amministrativa [PA,  RS  172.021]).  Presentato  entro  30  giorni  dalla  notificazione  della  decisione  impugnata,  l'8  luglio  2011,  il  ricorso  in  esame  è  tempestivo.  L'atto di  ricorso è stato presentato nella  forma prevista dall'art. 52 PA e  l'anticipo  richiesto  è  stato  versato  nel  termine  impartito.  Il  ricorrente  ha,  infine,  partecipato  al  procedimento  dinnanzi  all'autorità  inferiore,  è  particolarmente  toccato  dalla  decisione  impugnata  e  ha  un  interesse  degno  di  protezione  alla  modificazione  della  stessa.  Egli  è  quindi  senz'altro  legittimato  a  ricorrere  (art.  48  cpv.  1  PA).  Nulla  osta,  quindi,  all'esame del ricorso nel merito. 2.  2.1.  Per  giurisprudenza  costante  del Tribunale  federale  (cfr. DTF 131  I  467,  consid. 3.1; DTF 121 I 225, consid. 4b), a cui si attiene anche lo scrivente  Tribunale,  l'autorità  di  ricorso,  pur  giudicando  con  piena  cognizione,  s'impone un certo  riserbo allorquando si  tratta di  verificare nel merito  la  valutazione  di  prestazioni  d'esame  operata  dall'autorità  inferiore  (cfr.  DTAF 2008/14,  consid.  3.1; DTAF 2007/6,  consid.  3).  La  valutazione di  prestazioni  d'esame  esige  infatti  non  soltanto  nozioni  specifiche  che  l'autorità  chiamata  a  statuire  su  un  ricorso  spesso  non  possiede,  ma  anche  una  conoscenza  dell'insegnamento  impartito,  della  personalità  dell'esaminando  e  delle  prestazioni  fornite  dagli  altri  candidati.  In  sede  ricorsuale non è possibile ricostruire  in modo completo e affidabile  i  fatti  determinanti sui quali  la prima decisione poggia, ne può essere compito  dell'autorità  di  ricorso  quello  di  ripetere  l'esame  controverso,  ossia  di  esaminare  se  il  candidato  possiede  le  qualità  e  capacità  richieste  per  il  superamento  dell'esame.  Già  per  queste  ragioni  non  è  consentito  all'autorità  di  ricorso  di  sostituire  senza  necessità  il  proprio  apprezzamento a quello dell'autorità inferiore. Essa deve quindi limitarsi a  verificare se gli esaminatori si sono lasciati guidare da considerazioni del  tutto  estranee  all'oggetto,  di  sorta  che  la  decisione  non  risulti  più  sostenibile.  Un  controllo  giudiziale  più  esteso  rischierebbe,  inoltre,  di 

B­3870/2011 Pagina 4 originare ingiustizie e di dare adito a discriminazioni nei riguardi degli altri  candidati, segnatamente ove il giudizio ricorsuale ordinasse la ripetizione  dell'esame, ciò che per forza di cose non potrebbe avvenire in condizioni  identiche alle precedenti (cfr. DTF 106 Ia 1, consid. 3c; DTF 105 Ia 190,  consid.  2a).  Si  è  quindi  consolidata  la  prassi  di  esaminare  –  in  caso  di  ricorso contro la valutazione di un esame – l'operato dell'autorità inferiore  con un certo riserbo, senza scostarsi senza necessità dall'apprezzamento  di quest'ultima. Il Tribunale federale s'impone il medesimo riserbo anche  nei casi  in cui esso dispone delle conoscenze necessarie a una verifica  più estesa (cfr. DTF 131 I 467, consid. 3.1). Tuttavia, nel momento in cui  il  risultato  della  prima  decisione  risulti  materialmente  insostenibile  in  ragione di un'applicazione di criteri di valutazione troppo elevati da parte  degli  esaminatori  o  in  presenza  di  un'evidente  sottovalutazione  della  prestazione del candidato,  l'autorità di ricorso rivede – a certe condizioni  – la  decisione  impugnata  (cfr.  decisione  del  Tribunale  amministrativo  federale del 16 febbraio 2009, inc. B­5635/2009, consid. 4). 2.2.  Nella procedura di ricorso, gli esaminatori presentano le loro osservazioni  nell'ambito della risposta dell'autorità  inferiore (art. 57 cpv. 1 PA). In tale  occasione,  essi  –  di  regola  e  previo  riesame  della  valutazione  da  loro  esperita  –  confermano  la  medesima  oppure  indicano  se  ne  reputano  opportuno  un  cambiamento.  L'autorità  di  ricorso  non  si  discosta  dal  parere  formulato  dagli  esaminatori  nella  misura  in  cui  non  sussistano  indizi  concreti  circa una  loro eventuale  imparzialità o  la  valutazione non  appaia d'acchito errata o  insostenibile. Ciò è  tuttavia unicamente  il caso  se  gli  esaminatori  nelle  loro  osservazioni  si  confrontano  con  le  sostanziate censure del  ricorrente e se  il  loro parere persuade,  in modo  particolare se esso diverge da quello del  ricorrente  (cfr. DTAF 2009/14,  consid. 3.2, con riferimenti). 3.  In  concreto,  il  ricorrente  –  pur  riconoscendo  di  non  essere  "riuscito  a  rispondere  a  tutte  le  domande"  –  chiede  che  sia  "riesaminata"  la  prova  d'italiano.  Egli  reputa,  infatti,  di  avere  risposto  in modo  corretto  sia  alle  domande relative al brano di Machiavelli che a quelle attinenti alla novella  di  Boccaccio,  senza  tuttavia  indicare  quali  sarebbero,  secondo  lui,  le  risposte  corrette  ch'egli  avrebbe  fornito.  L'esaminatore  e  l'esperto,  nelle  loro osservazioni, hanno indicato come il ricorrente abbia fornito un'analisi  lacunosa del brano di Machiavelli sottopostigli e non sia riuscito a situare  il testo nel suo contesto culturale e storico. Inoltre, il candidato si sarebbe  servito  di  "una  forma  espressiva  imprecisa  e  a  tratti  grezza  sul  piano 

B­3870/2011 Pagina 5 lessicale".  Il  voto  attribuito  appare  quindi  sorretto  da  validi motivi  e  non  può  certo  dirsi  insostenibile,  apparendo  infatti  la  motivazione  fornita  dall'esaminatore e dall'esperto persuasiva né confrontandosi  il  ricorrente  – al  quale,  peraltro,  è  stata  concessa  la  facoltà  replicare  –  con  essa  in  alcun  modo.  In  particolare,  non  si  ravvisa  un'applicazione  di  criteri  di  valutazione  troppo  elevati  da  parte  degli  esaminatori  o  un'evidente  sottovalutazione della prestazione del candidato né un eventuale arbitro.  Il  ricorrente, del resto, neppure sostiene ciò. Apparendo quindi  il destino  del  ricorso  segnato,  non  giova  soffermarsi  sulla  questione  del  "punto  tecnico" sollevata dall'insorgente. Infatti, una sua eventuale assegnazione  – che,  comunque  sia,  rientrerebbe  nella  latitudine  di  apprezzamento  dell'autorità  inferiore – non condurrebbe, nell'evenienza, al superamento  dell'esame.  Il  ricorso  va  pertanto  respinto  e  la  decisione  impugnata  confermata. 4.  Le  spese  processuali  seguono  la  soccombenza  (art.  63  cpv.  1  PA)  e  vanno  quindi  poste  a  carico  del  ricorrente.  Esse  vengono  fissate  in  fr. 500.­­  e  sono  compensate  con  l'anticipo  di  pari  importo  versato  dal  ricorrente. Alla stessa stregua, al ricorrente non va attribuita un'indennità  per ripetibili. 5.  La  presente  decisione  è  definitiva  e  non  può  essere  impugnata  con  ricorso di diritto pubblico al Tribunale  federale (art. 83  lett.  t della Legge  del 17 giugno 2005 sul Tribunale federale [LTF, RS 173.110]).

B­3870/2011 Pagina 6 Per questi motivi, il Tribunale amministrativo federale pronuncia: 1.  Il ricorso è respinto. 2.  Le  spese  processuali  di  fr. 500.­­  sono  poste  a  carico  del  ricorrente  e  computate  con  l'anticipo  spese  di  pari  importo.  Non  si  assegnano  ripetibili. 3.  Comunicazione a: – ricorrente (raccomandata; allegati al ricorso di ritorno); – autorità inferiore (n. di rif. 209.1; raccomandata; allegati di ritorno). Il presidente del collegio: Il cancelliere: Francesco Brentani Alexander Moses Data di spedizione: 19 gennaio 2012

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