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Tribunale penale federale 2004 TPF 2004 16

1 janvier 2004·Italiano·CH·CH_BSTG·PDF·876 mots·~4 min·2

Résumé

Beschlagnahme; Beschwerdelegitimation.;;Séquestre; qualité pour recourir.;;Sequestro; legittimazione ricorsuale.;;Beschlagnahme; Beschwerdelegitimation.

Texte intégral

TPF 2004 16 16 pouvant intéresser l’enquête pourraient se trouver dans le lieu à perquisitionner et si le principe de la proportionnalité est respecté (SCHMID, Strafprozessrecht, 3ème éd. Zürich 1997. n. 737 p. 228; PIQUEREZ, Procédure pénale suisse, Zürich 2000, n. 2514 p. 539 et les arrêts cités par ces auteurs). La saisie des documents suppose en outre que ceux-ci soient importants pour l’instruction de la cause (art. 69 al. 2 PPF). Cette règle ne doit pas être interprétée de manière restrictive et, comme la formulation allemande le suggère de manière plus nuancée («…Papiere…die für die Untersuchung von Bedeutung sind») elle signifie simplement que des documents ne peuvent être saisis que s’ils sont pertinents pour l’enquête («untersuchungsrelevant» selon la formulation retenue par SCHMID, op. cit., n. 734 p. 227). En matière d’entraide judiciaire internationale, il suffit que les documents saisis puissent être utiles à l’enquête étrangère (ATF 127 II 151, consid. 4c/bb. p. 156). TPF 2004 16 4. Estratto della Sentenza della Corte dei reclami penali nella causa A. contro Ministero pubblico della Confederazione del 27 maggio 2004 (BK_B 023/04) Sequestro; legittimazione ricorsuale. Art. 65 e segg., 214 cpv. 2 PP Una banca che non dimostra di essere stata ingiustamente danneggiata ai sensi dell’art. 214 cpv. 2 PP dalla misura ordinata, non dispone della legittimazione per impugnare un sequestro (consid 3.3). Beschlagnahme; Beschwerdelegitimation. Art. 65 ff., 214 Abs. 2 BStP Einer Bank, welche nicht darlegt, dass sie durch die angeordnete Massnahme einen ungerechtfertigten Nachteil im Sinne von Art. 214 Abs. 2 BStP erlitten hat, fehlt es an der Legitimation zur Anfechtung einer Beschlagnahme (E. 3.3).

TPF 2004 16 17 Séquestre; qualité pour recourir. Art. 65 ss, 214 al. 2 PPF Une banque n’est pas recevable à recourir contre une ordonnance de séquestre si elle n’établit pas que la mesure lui fait subir à elle-même un préjudice illégitime au sens de l’art. 214 al. 2 PPF (consid. 3.3). Riassunto dei fatti: Nell’ambito di una procedura di indagine preliminare di polizia giudiziaria aperta nei confronti di B., cittadino australiano, e altri - oltre che di ignoti per titolo di riciclaggio di denaro ai sensi dell’art. 305bis CP, il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) ha ordinato il sequestro, fra le altre, della relazione bancaria intestata a B. presso la banca C. di Z. All’origine del provvedimento vi è una segnalazione della stessa banca C. all’Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS) che faceva stato di un sospetto bonifico su un conto sopito presso la banca segnalante intestato al principale denunciato della somma di fr. 24'876'432.87 provenienti dalla banca A. su ordine del gestore di fondi D. di Y., Australia. L’importo versato proveniva da un conto presso la filiale di Y. della banca A. intestato alla cassa pensione E. Successivi accertamenti hanno permesso di stabilire che tale trasferimento di fondi è stato illecitamente istruito. Il MPC si è formalmente opposto alla domanda di dissequestro presentata dalla banca A., osservando che la banca – giacché non direttamente colpita dall’operazione fraudolenta – non è legittimata a chiedere la levata del sequestro. La Corte dei reclami penali ha dichiarato irricevibile il reclamo interposto dalla banca A. Estratto dei considerandi: 3.3 In concreto, la banca deduce la propria legittimazione direttamente dall’art. 214 cpv. 2 PP, valido per la procedura di reclamo davanti alla Corte dei reclami penali del Tribunale penale federale (e in precedenza, alla Camera d’accusa del Tribunale federale), ritenendosi parte ingiustamente danneggiata ai sensi della frase finale di questa disposizione. A suo dire, il pregiudizio subito non starebbe tanto nel fatto che essa, in pendenza di causa, ha provveduto a rifondere il suo cliente australiano E. dell’importo illecitamente trasferito all’estero (e questo per evidenti ragioni commercia-

TPF 2004 18 18 li), ma piuttosto nel fatto che le autorità inquirenti svizzere si rifiutano di restituire le somme di denaro sequestrate alla parte lesa, come invece espressamente previsto dall’art. 59 n. 1 cpv. 1 “in fine” CP. L’insistente richiamo all’applicazione dell’art. 59 CP non è però di alcuna utilità alla reclamante nel presente caso: la restituzione diretta di valori patrimoniali soggetti a confisca che il giudice di merito può ordinare in virtù di questa disposizione (una volta esclusa la necessità di confisca) è infatti unicamente a favore della parte lesa, che nel caso concreto altro non è che E., e non di terze persone - fisiche o giuridiche - non direttamente toccate dal reato. E’ comprensibile che per ragioni commerciali e di mantenimento di buoni rapporti con la clientela, la reclamante abbia voluto, di sua iniziativa e senza attendere l’esito del presente procedimento, indennizzare il proprio cliente defraudato della perdita subita; ciò non cambia però la sua posizione processuale: i rapporti interni (di diritto privato) tra banca e cliente non influenzano il giudizio sulla legittimazione nell’ambito penale. Parte lesa e destinataria della (eventuale) restituzione diretta degli averi sequestrati ai sensi dell’art. 59 n. 1 cpv. 1 “in fine” CP rimane pur sempre E.; questa, come asserito dal MPC nelle sue osservazioni al reclamo, in quanto parte lesa potrebbe anche pretendere, nel seguito della procedura, ad un assegnamento dei valori confiscati giusta l’art. 60 cpv. 1 lett. b CP. Dal momento che la reclamante non è stata in grado di sostanziare altri motivi per fondare una sua autonoma legittimazione ad impugnare il sequestro, il suo gravame deve essere dichiarato inammissibile per carenza di legittimazione attiva. TPF 2004 18 5. Auszug aus dem Entscheid des Präsidenten der Beschwerdekammer in Sachen Bundesanwaltschaft gegen Unbekannt vom 8. Juni 2004 (TK 045/04) Telefonüberwachung; Zeitpunkt der Mitteilung; Mitteilungsaufschub. Art. 10 Abs. 2 und 3 BÜPF Nach jeder Überwachungsmassnahme hat eine Mitteilung an den Betroffenen zu erfolgen; ausnahmsweise kann die Mitteilung aufgeschoben oder von ihr abgesehen werden (E. 1.).

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