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Ticino Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale 16.09.2009 17.2008.44

September 16, 2009·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto penale La Corte di cassazione e di revisione penale·HTML·5,385 words·~27 min·8

Summary

Omicidio colposo causato dall'esplosione accidentale di una bomba pirotecnica. Posizione di garante giusta l'art. 17 LEspl

Full text

Incarto n. 17.2008.44

Lugano 16 settembre 2009/lw

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

La Corte di cassazione e di revisione penale                                 del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Roggero-Will, presidente, Lardelli e Pellegrini

segretario:

Filippini, vicecancelliere

sedente per statuire sul ricorso per cassazione presentato il 18 luglio 2008 da

 RI 1  e  domiciliato a    e    RI 2  e   domiciliato a   impiegato di commercio   entrambi patrocinati dagli avv.  PA 1 PA 2  

contro la sentenza emanata nei loro confronti l’11 giugno 2008 dal giudice della Pretura penale  

esaminati gli atti;

posti i seguenti

punti di questione:      1. Se dev’essere accolto il ricorso per cassazione.

                                          2. Il giudizio sulle spese e le ripetibili.

Ritenuto

in fatto:                    A.   Durante uno spettacolo pirotecnico organizzato, presso il campo sportivo di __________, per le celebrazioni della festa nazionale del 1° agosto 2004, __________ è stato colpito mortalmente da una bomba pirotecnica esplosa accidentalmente nella sua direzione. L’esplosione ha, inoltre, ferito altre persone che si trovavano vicino alla vittima: fra queste, PC 1, PC 2 e PC 3.

                                         D’ufficio, il Ministero pubblico ha aperto un procedimento penale a carico di diverse persone per titolo di omicidio colposo. In data 17 agosto 2004, i coniugi PC 1 e PC 2 unitamente al figlio minorenne PC 3 hanno sporto querela penale contro ignoti per titolo di lesioni colpose.

                                  B.   Con decisione 22 giugno 2005, il sostituto procuratore pubblico ha emanato un decreto d’accusa a carico di __________ per titolo di omicidio colposo e lesioni colpose e, in data 17 agosto 2005, ha ordinato il non luogo a procedere nei confronti di ____________________ RI 1 e RI 2 in relazione ai reati di omicidio colposo e lesioni colpose.

                                         A seguito di quest’ultima decisione PC 5, PC 6, PC 7 e PC 8, il 29/30 agosto 2005, hanno presentato alla Camera dei ricorsi penali del Tribunale d’appello un’istanza di promozione dell’accusa nei confronti di RI 1, RI 2, __________ per titolo di omicidio colposo e lesioni colpose.

                                         Con sentenza 22 maggio 2006 la CRP ha annullato il decreto di non luogo a procedere impugnato, limitatamente a RI 1 e RI 2, ed ha ordinato al magistrato inquirente la completazione delle informazioni preliminari.

                                  C.   Effettuati gli approfondimenti istruttori richiesti, con decisione 14 dicembre 2006, lo stesso sostituto procuratore pubblico ha decretato nuovamente il non luogo a procedere nei confronti di RI 1 e RI 2 per i reati di omicidio colposo e lesioni colpose.

                                         Con istanze di promozione dell’accusa 27/28 dicembre 2006, la famiglia PC 5 ha nuovamente portato la questione di fronte alla CRP. PC 8 (per sé e per la figlia) ha chiesto l’annullamento anche del secondo decreto di non luogo a procedere e la promozione dell’accusa nei confronti di RI 1 e RI 2 per titolo di omicidio colposo. PC 5, PC 6 e PC 7 hanno postulato la promozione dell’accusa per il reato di lesioni colpose.

                                         Con sentenza 14 maggio 2007, la CRP ha accolto integralmente l’istanza della moglie e della figlia della vittima, e parzialmente quella degli altri parenti, nel senso che ha annullato il decreto di non luogo a procedere del 14 dicembre 2006 limitatamente al reato di omicidio colposo ed ha promosso l’accusa per lo stesso titolo nei confronti di RI 1 e RI 2, disponendo che l’istruzione del processo avvenisse per opera di un altro procuratore pubblico.

                                  D.   Con decreti d’accusa 14 novembre 2007, il nuovo sostituto procuratore pubblico incaricato delle indagini ha proposto la condanna di RI 1 e RI 2 per il titolo di omicidio colposo.

                                  E.   Contro tutti e tre i decreti d’accusa (quello emanato nei confronti di __________ in data 17 agosto 2005 per titolo di omicidio colposo e lesioni colpose, quello del 14 novembre 2007 nei confronti di RI 1 e RI 2 per il titolo di omicidio colposo) è stata presentata opposizione.

F.Per quanto qui interessa, i fatti accertati dal primo giudice sono, in sintesi, i seguenti:

   1.   __________ (armaiolo con diploma federale), è entrato nel 1990, alle dipendenze dell’azienda di famiglia che gestiva, sin dal 1973, a __________ un negozio specializzato nella vendita di armi e munizioni. Nel 1994 egli ha rilevato dal padre la patente di commercio d’armi ed ha assunto la conduzione della ditta che, dal 1995, è iscritta a RC sotto la ragione sociale di __________ e con lo scopo sociale di “commercio d’armi, munizioni, esplosivi e ogni altro genere affine (…)”.

         La __________ è titolare, dal 1982, di un’autorizzazione alla vendita di pezzi pirotecnici da spettacolo. L’autorizzazione è stata rinnovata nel 2002.

   2.   RI 1, titolare di un permesso di brillantamento e utilizzazione di esplosivi della cat. C (e che, peraltro, aveva a suo tempo collaborato con __________ nell’allestimento di spettacoli pirotecnici) e RI 2 (che, pure, era entrato a far parte del team di __________, “facendo tutta la gavetta sino a raggiungere il livello più alto e potersi assumere l’onere di organizzare, programmare e gestire importanti spettacoli pirotecnici dalla A. alla Z.”) sono subentrati a __________ nella conduzione della sua società . Nel 1999, questa società è stata iscritta a RC con la ragione sociale “la __________” avente come scopo “l’importazione, il commercio all’ingrosso e al dettaglio di fuochi d’artificio, come pure la progettazione, la preparazione e l’esecuzione di spettacoli pirotecnici e piromelodici nonché la stesura di perizie”.

   3.   Il programma per lo spettacolo pirotecnico organizzato presso il campo sportivo di __________ il 1. agosto 2004 era stato fornito alla società ricreativa __________ che, a sua volta, lo aveva acquistato dalla __________.

Come visto, durante lo spettacolo, “la seconda bomba è esplosa in quella direzione (ndr: degli spettatori) andando a bucare la rete metallica ed andando a centrare fatalmente nel petto il signor __________ che in quel momento stava osservando i fuochi abbracciato al signor PC 1” (sentenza consid. 6).

   4.   La perizia giudiziaria effettuata - le cui conclusioni sono state fatte proprie dal primo giudice - ha stabilito che il dramma è stato causato, non da materiali difettosi, ma unicamente dall’insufficiente ancoraggio al suolo della batteria no. 6 (sentenza consid. 7 pag. 14-15; consid. 17 pag. 22-23).

Il perito giudiziario ha, poi, accertato che, nella posa e utilizzo della batteria, vi è stata una violazione delle prescrizioni sulla distanze minime emanate dalla SKF e che sono stati usati dei mortai in metallo che dovrebbero essere evitati per il calibro in questione poiché troppo pericolosi in caso di deflagrazione interna del razzo: queste ultime mancanze sono state, però, ritenute prive di un rapporto causale con l’incidente (sentenza consid. 8 pag. 15-16).

   5.   Al momento della consegna della batteria, né RI 1 né RI 2 hanno dato ad __________ delle istruzioni in merito all’utilizzo dei fuochi d’artificio (sentenza consid. 19 e 20, pag. 24-26).

Nemmeno – secondo gli accertamenti del primo giudice – informazioni su tale questione sono state date dai loro ausiliari.

Le dichiarazioni contrarie di __________ – figlio della moglie di RI 1 che ha effettuato la consegna della merce – (22.5.2006 e 22.11.2006) confermate a più riprese da __________, presente alla consegna della batteria, sono state ritenute inattendibili dal primo giudice (sentenza consid. 21 pag. 26-27). 

6.   Il primo giudice ha accertato che RI 1 e RI 2 hanno ritenuto di potersi esimere dall’istruire __________ sul modo d’uso poiché essi pensavano che “__________ disponeva di personale qualificato” poiché, in particolare, uno dei dipendenti della ditta – __________ – aveva frequentato nel 1998 un corso sull’utilizzo del materiale pirotecnico tenuto da __________.

Sulla questione, il primo giudice ha, poi, accertato che “nonostante la presenza tra il personale di __________ di una persona da loro formata nel 1998 fosse una premessa per vendere spettacoli pirotecnici prescindendo da una puntuale erudizione”, gli imputati non hanno mai verificato, né nel 2003 né nel 2004, se questa persona lavorasse effettivamente ancora per la ditta acquirente, ciò che non era più il caso sin dal 2001.

   7.   Pertanto – ha concluso il primo giudice – non essendosi mai preoccupati di informare __________ che era sempre, indipendentemente dal tipo di terreno, indispensabile assicurare al suolo o fra di loro le batterie – “elementare ma quanto mai decisiva informazione all’acquirente” – RI 1 e RI 2 “hanno palesemente infranto il dovere di informazione cui erano sottoposti”.

Questa conclusione – ha continuato il giudice di prime cure – non è scalfita dal fatto “di avere  impartito qualche nozione oltre 6 anni prima o quello che un dipendente di __________, pure 6 anni prima, abbia seguito una giornata di formazione: l’informazione sull’utilizzo dei fuochi d’artificio va, infatti, sempre data” (consid. 23 pag. 28-29).

   8.   Precisato, poi, come a RI 1 e RI 2 debba venire attribuita una posizione di garante visto , in particolare, l’art. 17 LEspl, il primo giudice ha ritenuto come, in concreto, vi sia nesso di causalità naturale ed adeguata fra le omissioni degli imputati e il verificarsi del decesso e delle lesioni degli spettatori dello spettacolo pirotecnico, precisando che la successiva mancanza di __________ non è tale da rompere l’adeguatezza del nesso causale (sentenza consid. 29 pag. 35).

   9.   Accertato come sia RI 1 che PA 2 fossero a conoscenza delle disposizioni di legge in materia, il primo giudice li ha, quindi, riconosciuti autori colpevoli di omicidio colposo nonché di lesioni colpose per avere, nella loro veste di soci e gerenti della società __________, cagionato per negligenza, omettendo di istruire l’acquirente dei fuochi d’artificio sul loro utilizzo, la morte di __________ e le lesioni patite dagli altri spettatori.

                                         In applicazione della pena, il giudice della pretura penale ha condannato:

                                         - RI 2 alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 150.–, per un totale di fr. 11 250.– (sospesa condizionalmente per 2 anni), alla multa di fr. 2 000.– (che in caso di mancato pagamento verrà sostituita con una pena detentiva di 20 giorni) e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 2 510.–.

                                         - RI 1 alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 120.–, per un totale di fr. 9 000.– (sospesa condizionalmente per 2 anni), alla multa di fr. 2 000.– (che in caso di mancato pagamento verrà sostituita con una pena detentiva di 20 giorni) e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 2 510.–. Nei confronti di quest’ultimo, il giudice non ha revocato il beneficio della sospensione condizionale concesso alla pena di 10 giorni di detenzione decretata nei suoi confronti dal Ministero pubblico il 17 febbraio 2003, ma lo ha ammonito formalmente (art. 46 cpv. 2 CPS).

Di transenna, si osserva come anche __________ sia stato riconosciuto autore colpevole degli stessi reati e sia stato condannato alla pena pecuniaria di 75 aliquote giornaliere di fr. 140.–, per un totale di fr. 10’500.– (sospesa condizionalmente per 2 anni), alla multa di fr. 2’000.– (che in caso di mancato pagamento verrà sostituita con una pena detentiva di 20 giorni)

e al pagamento delle tasse e spese giudiziarie per complessivi fr. 5’510.–.

                                         Il giudice della Pretura penale ha, inoltre, rinviato le parti civili al competente foro civile, riconoscendo il principio dell’obbligo, gravante i tre condannati in solido, del risarcimento dei torti morali subiti e dei danni patiti.

                                  G.   RI 2 e RI 1 hanno introdotto il 13 giugno 2008 una dichiarazione di ricorso alla Corte di cassazione e di revisione penale contro la sentenza pretorile.

Nella motivazione scritta, presentata il 18 luglio 2008, essi postulano il loro totale proscioglimento.

__________ – che pure aveva manifestato intenzione di ricorrere contro la sentenza di primo grado - ha, in data 15 luglio 2008, ritirato la propria dichiarazione di ricorso.

Con osservazioni 30 luglio 2008, 11 agosto 2008 e 18 agosto 2008, il sostituto procuratore pubblico, rispettivamente le parti civili, propongono di respingere il ricorso.

Considerando

in diritto:                  1.   Il ricorso per cassazione è un rimedio di mero diritto (art. 288

                                         lett. a e b CPP). Esso può essere presentato per errata applicazione del diritto sostanziale ai fatti posti a base della sentenza (lett. a), per vizi essenziali di procedura, purché il ricorrente abbia eccepito l’irregolarità non appena possibile (lett. b) e per arbitrio nell’accertamento dei fatti (lett. c). L’accertamento dei fatti e la valutazione delle prove sono censurabili unicamente per arbitrio (art. 288 lett. c e 295 cpv. 1 CPP). Arbitrario non significa tuttavia manchevole, discutibile o finanche inesatto, bensì manifestamente insostenibile, destituito di fondamento serio e oggettivo, in aperto contrasto con gli atti (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 173 consid. 3.1 pag. 178 con richiami) o basato unilateralmente su talune prove a esclusione di tutte le altre (DTF 118 Ia 28 consid. 2b pag. 30, 112 Ia consid. 3 pag. 371). Per motivare una censura di arbitrio non basta dunque criticare la sentenza impugnata, né contrapporle una propria versione dell’accaduto, per quanto preferibile essa appaia, ma occorre spiegare perché un determinato accertamento dei fatti o una determinata valutazione delle prove siano viziati di errore qualificato. Secondo giurisprudenza, inoltre, per essere annullata una sentenza dev’essere arbitraria anche nel risultato, non solo nella motivazione (DTF 133 I 149 consid. 3.1 pag. 153, 132 I 13 consid. 5.1 pag. 17, 131 I 217 consid. 2.1 pag. 219, 129 I 8 consid. 2.1 pag. 9, 173 consid. 3.1 pag. 178).

                                   2.   Nel loro ricorso, RI 1 e RI 2 censurano di arbitrario l’accertamento secondo cui __________ non sia stato da loro istruito sull’utilizzo del materiale pirotecnico al momento della consegna.

                               2.1.   Il giudice di prime cure ha accertato tale omissione fondandosi, oltre che sulle dichiarazioni di __________ (consid. 18) e di __________ (consid. 20 in fine), su quelle degli stessi ricorrenti (consid. 19 e 20) che, in sostanza, come rilevato sopra, hanno ammesso di non avere dato istruzioni particolari a __________ ritenendo fossero superflue  dal momento che la __________ era una ditta seria, che disponeva di personale qualificato.

Le dichiarazioni di senso contrario fatte da __________ e confermate da __________ sono state ritenute inattendibili  poiché in palese contraddizione con le versioni fornite da tutti e tre gli imputati - “compresi i loro principali” - e poiché “poco credibili” apparendo “alquanto singolare il fatto che essi abbiano ricordato esattamente, nel dettaglio, quanto detto ad __________ ma non siano stati nemmeno in grado di riconoscerlo” e essendo inverosimili le motivazioni da loro riferite del preteso rifiuto di __________ di essere istruito sulle modalità di utilizzo del materiale pirotecnico, in particolare poiché “ la frase che loro sostengono essere stata da lui pronunciata quale reazione ad un tentativo di erudizione sulla necessità e sulle modalità di ancoraggio al suolo delle batterie , cioè “abbiamo sempre fatto così” non ha alcun senso, dato per assodato che __________ non si è mai occupata direttamente di sparare fuochi d’artificio” (sentenza consid. 21; cfr. anche 27).

                               2.2.   Secondo i ricorrenti, il primo giudice sarebbe caduto in arbitrio accertando che essi non hanno istruito __________ sul modo d’uso poiché “prima di tutto le testimonianze di __________ e __________ attestano l’esatto contrario e non si capisce (ma soprattutto non viene assolutamente motivato e reso credibile)  il motivo per il quale le testimonianze non possono essere prese in considerazione” (ricorso pag. 5).

Inoltre – continua – __________, “dipendente di __________ appositamente mandato a seguire il corso d’istruzione” ha dichiarato di avere “informato __________ in merito alle norme di sicurezza e alle modalità di fissare le batterie” (ricorso pag. 6).

                               2.3.   Sull’accertamento pretorile della mancata istruzione di __________ da parte dei responsabili della __________ al momento della presa in consegna del materiale pirotecnico utilizzato ad __________ l’arbitrio è lungi dall’essere dimostrato.

Come visto, il pretore ha fondato tale suo accertamento sulle concordi dichiarazioni – non solo di __________ – ma anche degli stessi ricorrenti (che oggi sostengono temerariamente il contrario) nonché su una del tutto legittima, doverosa e sostenibile valutazione critica della portata probante delle dichiarazioni di __________.

Risibile è, poi, l’argomentazione relativa a __________: al di là del fatto che questi non è più alle dipendenze della __________ ormai da anni, non può certo essere seriamente preteso che l’accertamento secondo cui a suo tempo questi ha riferito a __________ “le principali norme di sicurezza e di manipolazione” (ricorso pag. 7) rende arbitrario l’accertamento secondo cui, nel luglio 2004, a __________ non è stata data alcuna istruzione sull’utilizzo del materiale a quel momento acquistato.

Su questo punto, il ricorso, nella limitata misura in cui è ricevibile, va respinto.

                                   3.   Pur se in modo formalmente discutibile, i ricorrenti contestano le conclusioni di diritto del primo giudice riguardo l’esistenza di un loro obbligo di istruire.

                               3.1.   Il primo giudice ha ricordato i principi di legge applicabili alla fabbricazione, importazione e vendita di materiale pirotecnico rilevando come il settore dei fuochi d’artificio sia regolamentato dalla legislazione sugli esplosivi (art. 1 LEspl), precisando che il principio di base è che esplosivi e mezzi pirotecnici possono essere commercializzati solo se non mettono in pericolo la vita e la salute degli utenti e di terzi (art. 8a LEspl), ritenuto che chiunque commercia con esplosivi o fuochi d’artificio deve adottare tutti i provvedimenti che, secondo le circostanze, si possono ragionevolmente pretendere (art. 17 LEspl).

Proseguendo, il giudice di prime cure ha ricordato che, giusta l’allegato n. 1 all’Ordinanza sugli esplosivi e i pezzi pirotecnici, i pezzi pirotecnici per lo spettacolo si suddividono in 4 categorie, rilevando come i fuochi appartenenti alla IV categoria – cui appartengono tutti i corpi pirotecnici usati per l’allestimento dello spettacolo n. 4 sparato ad Agra nel 2002 e nel 2004 - abbiano una notevole pericolosità potenziale tanto che essi non possono essere venduti nel commercio al dettaglio e neppure a minorenni (art. 7 cpv. 2 OEspl).

Il primo giudice ha, poi, rilevato come, a norma dell’art. 26 cpv. 3 OEspl, ai pezzi pirotecnici devono essere allegate istruzioni per l’uso che descrivono la manipolazione e le misure di sicurezza e che rendono attenti sui rischi specifici del prodotto ed ha precisato come questa norma valga soltanto per i fuochi delle categorie da I a III ma non si applichi a quella della categoria IV poiché questi ultimi possono essere forniti dal venditore soltanto dopo che l’utilizzatore è stato specificatamente istruito. Concludendo su questo punto, il primo giudice ha precisato che la norma applicabile “parla di istruzione, non di mera informazione” (sentenza consid. 16).

Proseguendo, il primo giudice ha ricordato come l’obbligo di istruzione “vale anche nei confronti di un rivenditore quale la __________” che, nei confronti della __________, ha “comunque un ruolo di utilizzatore ai sensi dell’art. 26 cpv. 5 OEspl” ed ha rilevato che questo obbligo esiste di principio nei confronti di ogni acquirente di fuochi di categoria IV  e può venire affievolito soltanto “in ragione della conoscenza specifica tra i partner contrattuali, in base alla quale si potrebbe prescindere dall’istruzione, rispettivamente dall’allestimento di un protocollo di vendita, ad ogni consegna di materiale pirotecnico” quando, cioè, “il venditore, sulla scorta dei suoi rapporti frequenti ed approfonditi con il suo cliente-rivenditore, è nelle condizioni di poter  stabilire con sufficiente certezza che questi dispone delle conoscenze necessarie a garantire il rispetto di tutte le prescrizioni di sicurezza e la tutela della salute delle persone” (sentenza consid.  22).

Tornando al caso concreto, il primo giudice ha rilevato come la mancata istruzione di __________ sia “da ricondurre al presupposto, dal quale sia RI 1 che RI 2 sono partiti, che __________ fosse ancora alle dipendenze della società”. Si è trattato di una convinzione colpevolmente errata, da ricondurre al fatto che - nonostante rapporti fra le due ditte non fossero, al di là della loro regolarità, “densi al punto da poter affermare che tra i dirigenti delle stesse vi fossero delle relazioni personali intense”

- i due non si sono presi la briga di verificare se davvero __________ fosse ancora alle dipendenze della __________ (cosa che non era più dal 2001). Neppure – ha sottolineato il primo giudice – i due imputati  hanno ritenuto di dover appurare quali fossero le cognizioni di __________ in materia né se le istruzioni date da __________ nel 1998 fossero state correttamente assimilate da __________ , “rispettivamente se fossero state trasmesse a qualcuno al momento della sua partenza” (sentenza consid. 22).

Pertanto – ha concluso il primo giudice – “di fronte a simili circostanze non è possibile arrivare a sostenere che la __________ si conoscessero a tal punto da consentire a RI 1 e RI 2 di prescindere da una precisa istruzione sul materiale fornito e sulle misure di sicurezza da adottare”.

Dopo avere sottolineato come, nel caso concreto, la consegna sia stata “affrettata, senza particolari discussioni o approfondimenti, quasi si trattasse di una vendita al dettaglio come quelle effettuate dai grandi magazzini”, il primo giudice ha voluto ancora sottolineare che la legge “non lascia spazio alla routine quando si tratta di vendita di fuochi d’artificio della categoria IV”, avendo ognuno di questi esplosivi “le sue peculiarità” e il loro uso essendo “influenzato da tutta una serie di condizioni (morfologia del luogo di lancio, altitudine, condizioni atmosferiche, distanze dal pubblico, potenza delle cariche, numero dei mortai, ecc.) che rende indispensabile procedere ogni volta ad illustrare all’utilizzatore le modalità d’uso e le precauzioni da adottare” (sentenza consid. 23).

Il pretore penale ha, quindi, concluso che sarebbe bastato poco agli imputati per verificare che __________ non era più alle dipendenze di __________ da ormai diversi anni e che quest’ultimo era “un completo dilettante in materia ed ignorava anche le più elementari norme di sicurezza, così come sarebbe bastato un nulla per far passare il messaggio che avrebbe permesso di evitare la tragedia, cioè che le batterie andavano sempre assicurate”. Il fatto che __________ commerciasse da decenni in armi e che fosse conosciuta come una ditta seria non permetteva agli imputati di discolparsi, non potendo questi ultimi assimilare i fuochi d’artificio della categoria IV alle armi e nemmeno agli esplosivi in genere, poiché essi hanno prerogative molto particolari e necessitano di istruzioni specifiche. Pertanto – ha concluso il giudice della Pretura penale – agli imputati deve essere addebitata una negligenza colposa (sentenza, pag. 27-30 consid. 22-24 , pag. 31 consid. 26, pag. 34 consid. 28, pag. 35-36 consid. 29-30).

Infine, il primo giudice ha, poi, precisato che l’acquisto operato da __________ non ha avuto alcun effetto liberatorio nei confronti dei responsabili della __________, essendovi stato un semplice “avvicendamento nella posizione di garante in quanto __________ ha assunto il ruolo, di per sé ambivalente, di acquirente e rivenditore al dettaglio, senza che però la sua entrata in causa permetta di escludere una responsabilità parallela dei signori RI 1 e RI 2 a fronte di omissioni colpevoli da parte loro”. Ci si è trovati quindi – ha sottolineato – “al cospetto di un caso in cui vi sono delle posizioni di garante a catena o a cascata”.

                               3.2.   In modo poco strutturato, i ricorrenti sembrano sostenere che non incombeva loro nessun obbligo di istruzione nei confronti di __________ poiché questi era “per loro persona seria affidabile e addirittura più istruita di loro” e poiché non potevano “immaginare che l’esplosivo sarebbe stato consegnato in cinque minuti all’utilizzatore finale senza alcuna istruzione e/o assistenza” (ricorso pag. 4) e, ancora, poiché, in realtà, __________   era stato a suo tempo istruito sul modo di utilizzare i fuochi d’artificio da __________ (ricorso pag. 6 e 7).

Pertanto – concludono su questo punto – non può venir loro addossata alcuna negligenza: essi hanno “infatti, allestito e venduto uno spettacolo su richiesta di una ditta esperta, conosciuta e con tanto di autorizzazione pluridecennale” (ricorso pag. 10).

                               3.3.   A ragione, i ricorrenti non contestano che ad essi – in quanto venditori di materiale pirotecnico – incombe di principio, nel caso di ogni vendita, un obbligo di prudenza, che (così come puntualmente sottolineato da PC 8 e PC 4 nelle loro osservazioni), in concreto, si traduce in un obbligo di istruzione dell’acquirente fondato, oltre che sulle disposizioni della LEspl correttamente citate dal giudice di prime cure, anche sui principi sviluppati nell’ambito della responsabilità penale in seno alle aziende (DTF 121 IV 15 e rif.) nonché sulle norme della legge federale sulla responsabilità per danno dei prodotti (cfr. art. 1 cpv. 1 lett. a LRDP ritenuto che istruzioni lacunose sull’utilizzo dei prodotti costituiscono difetti, BSK OR I – Fellmann, nota 13 ad 4 LRDP).

I ricorrenti si limitano a sostenere che era, in concreto, realizzata la situazione di vendita ad acquirente esperto nella manipolazione di fuochi d’artificio che, così come indicato dal giudice di prime cure, attenua ed annulla l’obbligo di istruzione del venditore “ritenuto che si tratterebbe di un’operazione superflua e ridondante” (sentenza consid. 22 ).

Tuttavia, la tesi ricorsuale si diparte da una situazione di fatto diversa da quella accertata dal primo giudice.

Non soltanto il giudice di prime cure ha ritenuto che __________ informò __________   soltanto in modo sommario e non approfondito (da lui ricevette solo “alcune delucidazioni per sommi capi”) sull’utilizzo di questo materiale e che __________   era “un completo dilettante”  in materia di fuochi d’artificio tanto che “ignorava anche le più elementari norme di sicurezza”.

Ma, soprattutto, il primo giudice ha accertato che i rapporti fra le due ditte non erano tali per cui la __________   potesse ritenersi in una delle situazioni in cui l’obbligo di istruzione viene a cadere. Le due ditte erano partners occasionali; esse  si sentivano soltanto nelle due settimane che precedono la festa nazionale “e solo per l’ordinazione dei fuochi e la loro consegna che sono risultate avvenire in maniera affrettata, senza particolari discussioni o approfondimenti, quasi si trattasse di una vendita al dettaglio come quelle effettuate dai grandi magazzini” (sentenza consid. 22).

Contro questi accertamenti non è stata presentata – perlomeno in termini che ne permettessero la ricevibilità – censura d’arbitrio.

Non basta, a questo proposito, ripetere che la __________   era una ditta specializzata, seria e con esperienza nel campo degli esplosivi per dimostrare che l’accertamento secondo cui __________   era un “completo dilettante” è un arbitrio: il ricorrente avrebbe dovuto – per almeno tentare di dimostrare arbitrio – confrontarsi con l’opinione del primo giudice secondo cui essi erano perfettamente coscienti che non si possono assimilare i fuochi d’artificio della categoria IV (fuochi d’artificio con notevole pericolosità potenziale) alle armi e nemmeno agli esplosivi in genere, poiché i primi hanno prerogative molto particolari e necessitano di istruzioni specifiche (v. allegato n. 1 dell’Ordinanza sugli esplosivi e i pezzi pirotecnici e art. 26 cpv. 3 OEspl).

Né basta continuare a sostenere che i ricorrenti potevano pensare che alle dipendenze della __________   vi fosse personale specializzato in quanto __________ (che in realtà aveva lasciato la __________   nel 2001) aveva partecipato ad un corso tenuto da Pancaldi nel 1998. Ancora una volta, i ricorrenti avrebbero dovuto almeno tentare di confrontarsi con le argomentazioni del primo giudice secondo cui, proprio a causa dei rapporti sporadici che avevano con __________  , essi non erano nella condizione di legittimamente ritenere quanto sostengono e che, perciò, essi avrebbero, in ogni caso, almeno dovuto verificare se __________ fosse ancora alle dipendenze della __________  .

Pertanto, gli accertamenti del primo giudice riguardo, da un lato, la totale inesperienza di __________   in materia di fuochi d’artificio e, d’altra parte, la sporadicità dei rapporti fra __________   e __________   vincolano questa Corte.

Stanti l’accertamento pretorile sulla sporadicità dei rapporti fra le due ditte e sulla mancata conoscenza da parte della __________   delle reali competenze del personale occupato dalla __________  , è temerario sostenere che i ricorrenti potevano legittimamente ritenere __________   una persona cognita nella manipolazione e nell’utilizzo dei fuochi pirotecnici oppure potessero ritenere che alle dipendenze di __________   vi fosse personale specializzato in tale settore al punto da rendere “ridondante” un’istruzione.

Pertanto – anche volendo fare astrazione dal fatto che il rimedio si dimostra irricevibile per carenza di motivazione e, pertanto, pone seri interrogativi di ammissibilità – pure su questo punto il ricorso va respinto.

                                   4.   Continuando nel loro esposto, i ricorrenti affermano che “l’atteggiamento assunto da __________   che non può essere qualificato se non di una superficialità disarmante interrompe ogni e qualsiasi nesso di causalità adeguata” (ricorso pag. 10). Essi non potevano immaginare – continuano nel ricorso -  che questi avrebbe a sua volta consegnato il materiale “in cinque minuti” a “persone così altamente inesperte e soprattutto secondo modalità dilettantesche” e senza ragguagliarle sulla loro manipolazione. Ai ricorrenti, quindi, non si può imputare “l’atteggiamento assolutamente scriteriato adottato da __________  ”. La “superficialità disarmante” di __________   avrebbe per finire – sostengono i ricorrenti – interrotto “ogni e qualsiasi nesso di causalità adeguata” con gli accadimenti di quella sera (ricorso, pag. 2-11)

                               4.1.   Sul tema della causalità, il primo giudice ha, dapprima, osservato che “si può senza ombra di dubbio concludere che il nesso di causalità naturale tra la morte, rispettivamente, le lesioni delle vittime e le omissioni degli imputati sia dato: in effetti, se RI 1 e RI 2 avessero puntualmente istruito __________  , in special modo rendendolo attento sul fatto che le batterie andavano ogni volta assicurate al suolo con picchetti o sacchi di sabbia, egli avrebbe sicuramente recepito il messaggio ed avrebbe a sua volta passato l’informazione ai suoi clienti”.

Passando a valutare l’adeguatezza del nesso causale, il primo giudice ha rilevato che “sia la mancata istruzione di __________   che la mancata istruzione agli utilizzatori dei pezzi pirotecnici sono idonee a cagionare, secondo l’ordinario andamento delle cose e l’esperienza generale della vita, l’incidente così come avvenuto il primo agosto 2004”.

Infine, il primo giudice ha ritenuto che le “mancanze di __________   non sovrastano a tal punto quelle dei coimputati da farle apparire ininfluenti”. Anzi, “è vero piuttosto il contrario: i responsabili della __________  , tralasciando di accertarsi sulle effettive conoscenze in materia di quelli della __________   e non avendo fornito loro i debiti chiarimenti, hanno concorso a provocare l’incidente” (sentenza consid. 29).

                               4.2.   Su questo punto, il ricorso cade nel vuoto.

Come rilevato da PC 7 e PC 4 (osservazioni 18 agosto 2008 pag. 5 e 6), la tesi ricorsuale secondo cui la responsabilità di __________    interrompe il nesso causale fra la negligenza addebitabile ai ricorrenti e il realizzarsi del danno “risulta dogmaticamente scorretta” .

La __________   ha un ruolo di garante (conferitole, in particolare, dall’art. 17 LEspl). Se anche __________   ha assunto un tale ruolo con la vendita agli organizzatori della festa, ciò non ha provocato una liberazione della __________   (e meglio, dei qui ricorrenti) che, al contrario, ha conservato intatta  la sua qualità di garante e, quindi, la sua responsabilità (unitamente alla seconda ditta intervenuta), indipendentemente dal fatto che l’evento si è realizzato soltanto dopo l’omissione di istruzione di cui s’è resa colpevole __________  , e meglio __________  .

Si è, in concreto, di fronte ad una pluralità di garanti (cioè di autori colpevoli) che rispondono ognuno per la propria omissione causale senza che il loro avvicendamento provochi un’interruzione del nesso causale (cfr. Mario Postizzi, Fusiongesetz und Unterhmensstrafrecht, in AJP 2/2007, in part. n. 31-33 citato in osservazioni pag. 6).

Pertanto, le responsabilità di __________   non liberano i ricorrenti dalle loro che derivano, appunto, dall’inosservanza colpevole del loro obbligo di istruzione dell’acquirente che è stata correttamente considerata dal primo giudice in nesso causale naturale ed adeguato con il decesso di __________ e le lesioni subite dagli altri spettatori.

Pertanto, anche su questo punto il ricorso va respinto.

                                   5.   Gli oneri processuali seguono la soccombenza, ossia vanno posti a carico dei ricorrenti (art. 15 cpv. 1 in combinazione con l’art. 9 cpv. 1 CPP).

Per questi motivi,

richiamata per le spese la tariffa giudiziaria,

pronuncia:              1.   Il ricorso, nella misura in cui è ricevibile, è respinto.

                                   2.   Gli oneri processuali, consistenti in:

a) tassa di giustizia                    fr.        1’000.b) spese complessive               fr.            200.fr.        1’200.sono posti a carico dei ricorrenti in solido.

Inoltre, i ricorrenti rifonderanno in solido:

- fr. 1’000.- a PC 8 e PC 4

- fr. 1’000.- a PC 5, PC 7 e PC 6

che hanno presentato osservazioni per il tramite di un avvocato.

                                   3.   Intimazione a:

P_GLOSS_TERZI  

Per la Corte di cassazione e di revisione penale

La presidente                                              Il segretario

Rimedi giuridici

Contro decisioni finali, contro decisioni parziali, contro decisioni pregiudiziali e incidentali sulla competenza e la ricusazione e contro altre decisioni pregiudiziali e incidentali (art. 90 a 93 LTF) è dato, entro trenta giorni dalla notificazione del testo integrale della decisione (art. 100 cpv. 1 LTF), il ricorso in materia penale al Tribunale federale, 1000 Losanna 14, per i motivi previsti dagli art. 95 a 98 LTF (art. 78 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata dall'art. 81 LTF. Laddove non sia ammissibile il ricorso in materia penale è dato, entro lo stesso termine, il ricorso sussidiario in materia costituzionale al Tribunale federale per i motivi previsti dall’art. 116 LTF (art. 113 LTF). La legittimazione a ricorrere è disciplinata in tal caso dall’art.115 LTF.

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