Incarto n. 15.2002.00065
Lugano 11 ottobre 2002 CJ/fc/fb
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello quale autorità di vigilanza
composta dei giudici:
Cometta, presidente, Pellegrini e Giani (quest'ultimo in sostituzione del giudice Rusca, assente)
segretario:
Jaques, vicecancelliere
statuendo sul ricorso 24 aprile 2002 del
Comune di __________ rappr. dal Municipio
contro
l’operato dell’Ufficio di esecuzione e fallimenti di __________, e meglio contro l’inazione di quest’ultimo nel far proseguire le esecuzioni n. __________, __________ (escusso: dr. __________), __________ e __________ (escusso: __________), __________-__________ (escusso: __________) e __________-__________-__________ (escusso: __________) promosse dal ricorrente;
viste le osservazioni 16 settembre 2002 dell’UEF di _________;
ritenuto che nelle esecuzioni n. __________ e __________ è stato provveduto il 25 gennaio e il 10 maggio 2002 al pignoramento di una quota mensile di fr. 2'500.--, nonché il 5 agosto 2002 al pignoramento complementare dell’importo mensile di fr. 500.-- sino al raggiungimento della somma di fr. 5'500.--, che nelle esecuzioni n. __________ e __________ sono stati rilasciati il 30 gennaio 2001 attestati di carenza di beni, mentre l’UEF di __________ ha provveduto al pignoramento il 17 aprile 2002 nell’esecuzione __________-__________ e il 26 aprile 2002 nelle esecuzioni __________-__________-__________;
considerato come il gravame sia così divenuto privo di oggetto, essendo stati compiuti gli atti omessi;
richiamato comunque all’UEF di __________ che i pignoramenti vanno eseguiti senza indugio (art. 89 LEF) anche se l’escusso è disposto a pagare ratealmente l’importo posto in esecuzione, un’eventuale rateazione essendo semmai possibile solo allo stadio (ulteriore) della realizzazione alle condizioni restrittive dell’art. 123 LEF, che i beni da pignorare vengono definiti in applicazione degli art. 92 ss. LEF e non in funzione di quanto l’escusso si dichiara disposto a pagare e che di regola il provento della realizzazione deve essere ripartito tra i creditori di uno stesso gruppo, riservati i diritti dei creditori privilegiati (cfr. art. 219 e 220 cpv. 2 LEF, per il rinvio dell’art. 146 cpv. 2 LEF), in proporzione dell’importo del loro credito (art. 220 cpv. 1 LEF), e non “a giudizio dell’Ufficio”;
ricordato che – benché la gratuità della procedura sia contraria al sistema di diritto amministrativo in cui si muove il ricorso secondo l'art. 17 LEF (Jean–François Poudret/Suzette Sandoz–Monod, Commentaire de la loi fédérale d'organisation judiciaire, vol. II, Berna 1990, n. 2.10 all'art. 81, p. 804) – siffatto principio è stato codificato per espressa volontà del legislatore (art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF e 61 cpv. 2 lett. a OTLEF; DTF 125 III 383 cons. 2a) e che per lo stesso motivo non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 2 OTLEF);
richiamati gli art. 20a cpv. 1 primo periodo LEF, 61 cpv. 2 lett. a e 62 cpv. 2 OTLEF;
pronuncia:
1. Il ricorso 24 aprile 2002 del Comune di __________, è stralciato dai ruoli per carenza di gravamen.
2. Non si prelevano tasse, né si assegnano indennità.
3. Contro questa decisione è dato ricorso entro dieci giorni alla Camera delle esecuzioni e dei fallimenti del Tribunale federale a Losanna, per il tramite della scrivente Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello, in conformità dell’art. 19 LEF.
4. Intimazione al Municipio di __________, con copia delle osservazioni 16 settembre 2002 dell’UEF di __________
Comunicazione all’UEF di __________
Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello
quale autorità di vigilanza
Il presidente Il segretario