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Ticino Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti 21.02.2001 14.2001.1

February 21, 2001·Italiano·Ticino·Tribunale di appello diritto civile La Camera di esecuzione e fallimenti·HTML·1,335 words·~7 min·3

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Incarto n. 14.2001.00001

Lugano 21 febbraio 2001 /B/fc/dp  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

La Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d'appello

composta dei giudici:

Cometta, presidente, Pellegrini e Rusca

segretaria:

Baur Martinelli, vicecancelliera

statuendo sulla causa fallimentare dipendente dall'istanza 24 novembre 2000 presentata  da

__________ rappr. da __________  

  contro

  __________ patr. dallo Studio legale __________  

sulla quale istanza la Pretore del Distretto di Lugano, Sezione 5, con sentenza 2 gennaio 2001 ha così deciso:

"1.          È pronunciato il fallimento di __________, a far tempo da martedì 2 gennaio 2001 alle ore 14.00.

2./3./4.   omissis".

Sentenza dedotta tempestivamente in appello da __________ che con atto

4 gennaio 2001 ne postula l'annullamento;

rilevato che la parte appellata non ha presentato osservazioni;

richiamato l'ordinanza presidenziale 5/8 gennaio 2001 che ha accordato all'appello effetto sospensivo parziale;

ritenuto

in fatto:

                                          A.    Con istanza 24 novembre 2000 la __________ ha chiesto il fallimento di __________ per l'importo di fr. 503.20 oltre accessori e dedotti eventuali acconti.

                                          B.    All'udienza di contraddittorio nessuno è comparso.

                                          C.    __________ postula l'annullamento del fallimento, invocando da un canto il pagamento di fr. 503.20 oltre accessori (doc. C) e dall'altro la sua solvibilità, producendo due libri contabili relativi alle uscite del suo commercio al dettaglio, diversi estratti contabili relativi alle sue uscite e entrate così come i cedolini di incasso per gli anni 1998, 1999 e per i primi 6 mesi del 2000 (doc. A e B). L'appellante ha poi sostenuto che con il suo commercio può contare su un incasso annuo di ca. fr. 400'000.--. La percentuale di guadagno si aggira attorno al 30-35% e pertanto su ca. fr. 130'000.-- annui, da cui vanno dedotte le spese di locazione di ca fr. 18'000.-- all'anno oltre agli stipendi di due apprendisti impiegati di ca. fr. 20'000.-- complessivi all'anno. Il suo guadagno netto annuo si aggira attorno a fr. 90'000.--. Secondo l'appellante la difficile situazione economica venutasi a creare è riconducibile a problematiche passate che, grazie ai buoni guadagni  si è praticamente risolta al meglio. Il prossimo mese potrà poi contare su di un prestito di un parente residente in Svizzera, per cui gli altri importi ancora scoperti saranno saldati sicuramente entro la fine del mese di febbraio 2001.

Considerato

in diritto:

                                        1.a)   Ex art. 174 cpv. 2 n. 2 LEF l’autorità giudiziaria superiore può annullare la dichiarazione di fallimento se il debitore, impugnando la decisione, rende verosimile la sua solvibilità e prova per mezzo di documenti che nel frattempo il debito, compresi gli interessi e le spese, è stato estinto (Roger Giroud, Basler Kommentar zum SchKG, vol. II, Basilea/Ginevra/Monaco, n. 22 ad art. 174 LEF.

                                                  L’autorità giudiziaria superiore può considerare fatti e prove nuovi, subentrati dopo la dichiarazione di fallimento (nova autentici o in senso proprio, ossia “echte nova”, in contrapposizione agli pseudonova, ossia “unechte nova”), solo se risultano adempiuti i presupposti elencati all’art. 174 cpv. 2 n. 1-3 LEF. I nova autentici non vengono considerati d’ufficio, ma è il debitore che li deve espressamente far valere e provare con documenti, sempre che renda verosimile la sua solvibilità. Questa considerazione dei nova in senso proprio da parte dell’autorità giudiziaria superiore ha come scopo di evitare fallimenti senza senso di debitori ancora solvibili. La solvibilità può tra l’altro essere determinata ricorrendo al concetto opposto di insolvibilità, concetto noto nella LEF. L’illiquidità deve essere oggettiva. Essa deve impedire al debitore di tacitare i suoi creditori alla scadenza dei loro crediti. Non deve infatti trattarsi di una difficoltà passeggera, il debitore deve bensì trovarsi per un periodo indeterminato in questa situazione. Un indizio di insolvibilità può emergere dal numero e dal valore delle esecuzioni pendenti, così come pure da eventuali nuove istanze di fallimento pervenute posteriormente al decreto di fallimento in esame. Anche il fatto di non esser in grado di pagare modesti importi indica insolvibilità. La solvibilità deve essere resa verosimile sulla base di riscontri oggettivi, quali giustificativi concernenti pagamenti, estratti bancari, contratti di credito ecc., mentre semplici dichiarazioni del debitore sono insufficienti. Dal debitore viene inoltre pretesa la produzione, già con l’atto di appello, di estratti dell’Ufficio di esecuzione. La questione della solvibilità influenza infatti pure la decisione sulla concessione dell’effetto sospensivo (Roger Giroud; op. cit., n. 25-26 ad art. 174 LEF; Amonn/Gasser, Grundriss des Schuldbetreibungs- und Konkursrechts, Berna 1997, § 36 n. 58 p. 294, § 38 n. 14 p. 305; Jürgen Bronimann, Novenrecht und Weiterziehung des Entscheides des Konkursgerichtes gemäss Art. 174 E SchKG, p. 446 ss. in Festschrift H.U. Walder, Recht- und Rechtsdurchsetzung, Zurigo 1994; SJZ 95 (1999) n. 8 p. 172).

                                          b)    In prima sede il fallimento è stato decretato per il mancato pagamento dell’importo di fr. 503.20 oltre interessi e spese.

                                                  In sede di appello il debitore ha dimostratto di avere proceduto a saldare il predetto importo con versamento 3 gennaio 2001 presso l'ufficio di esecuzione di Lugano (doc. C). L’appellante ha poi prodotto due libri contabili concernenti le uscite giornaliere e gli incassi mensili relativi al suo commercio per il periodo dal 1. dicembre 1998 al 19 giugno 2000, diversi fogli sciolti indicanti registrazioni contabili per il periodo dal 25 maggio 1993 al 20 aprile 2000 così come tre plichi di cedolini di incasso per gli anni 1998, 1999 e per i primi 6 mesi del 2000 (doc. A e B). Da questi documenti, allestiti dal debitore, non è però possibile ottenere una chiara visione della sua situazione finanziaria. D'altro canto sia le registrazioni contabili che i cedolini d'incasso riguardano unicamente la prima metà del 2000 e gli anni precedenti, mentre nessun documento è stato inoltrato per quel che riguarda la seconda metà dell'anno 2000. L'appellante non ha inoltre prodotto alcun documento riassuntivo risp. alcun estratto bancario che dia una visione d'insieme della sua situazione di dare e avere. D'altronde non rientra nei compiti di questa Camera di procedere ad una ricostruzionre contabile. __________ ha poi omesso di produrre un estratto delle sue esecuzioni che è comunque stato richiesto all'Ufficio esecuzione di Lugano benché non ve ne fosse l’obbligo, in via del tutto abbondanziale per ulteriormente convincere l’escusso dell’ineluttabilità della sua situazione dal profilo esecutivo. Da questo documento emerge che contro l'appellante sono pendenti 26 esecuzioni la prima risalente all’11 agosto 1997 - e che 12 sono già giunte allo stadio della comminatoria di fallimento, mentre per 5 è stata presentata la domanda di proseguire l'esecuzione. Gli importi posti in esecuzione variano da fr. 37.20.-- a fr. 5'444.95. Orbene il numero delle esecuzioni così come il fatto che la prima risalga già al 1997 e che nell’ultimo anno vi è stato un aumento del numero delle esecuzioni e degli importi corrispondenti indicano che le difficoltà finanziarie dell'appellante non sono passeggere. Anche il fatto che il debitore non sia in grado di pagare importi modesti indica insolvibilità. L'appellante stesso ha rilevato nel suo atto di appello di essere in attesa di un prestito con cui saldare entro la fine del mese di febbraio 2001 gli importi ancora scoperti. Sulla base di questi riscontri oggettivi non può quindi essere ritenuto che l'appellante sia solvibile, che sia in grado di tacitare i suoi creditori e di pagare importi anche modesti e nemmeno che si trovi in una situazione di insolvibilità solo passeggera. Non risultando pertanto adempiuto il presupposto della solvibilità, il fallimento di __________, essendo stato concesso all'appello effetto sospensivo parziale, va ex art. 174 cpv. 2 n. 1 LEF di nuovo dichiarato.

                                          2.     L'appello 4 gennaio 2001 di __________ va quindi respinto.

                                                  La tassa di giustizia è a carico dell'appellante (art. 49 OTLEF).

                                                  Non si assegnano indennità (art. 62 cpv. 1 OTLEF).

Per i quali motivi,

richiamati gli art. 171,172 e 174 LEF

pronuncia:

                                          1.     L'appello 4 gennaio 2001 di __________, è respinto.

                                          1.1.  Di conseguenza è dichiarato il fallimento di __________ a far tempo da

venerdì 23 febbraio 2001 alle ore 10:00

                                          2.     La tassa di giustizia di fr. 120.--, già anticipata da __________ resta a suo carico.

                                          3.     Intimazione a:  - __________

                                                  Comunicazione alla Pretura del Distretto di Lugano,

                                                  Sezione 5.

Per la Camera di esecuzione e fallimenti del Tribunale d’appello

Il presidente                                                                           La segretaria

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