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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2015 36.2014.93

March 9, 2015·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·12,235 words·~1h 1min·5

Summary

Ripam 2014. Inizio attività lucrativa. Calcolo del diritto alla Ripam al di fuori dei dati della tassazione. Rifiuto

Full text

Raccomandata

Incarto n. 36.2014.93   IR/sc

Lugano 9 marzo 2015  

In nome della Repubblica e Cantone Ticino  

Il Tribunale cantonale delle assicurazioni

composto dei giudici:

Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici

segretario:

Gianluca Menghetti

statuendo sul ricorso del 30 ottobre 2014 di

RI 1   

contro  

la decisione su reclamo del 30 settembre 2014 emanata da

Cassa cantonale di compensazione Ufficio delle prestazioni, 6501 Bellinzona     in materia di assicurazione sociale contro le malattie

ritenuto,                          in fatto

                               1.1.   RI 1 ha chiesto, il 2 maggio 2013, il rinnovo della riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie per il 2014. Nato nel 1987, celibe, all’epoca giurista, oggi avvocato, nel 2012 ha conseguito redditi per complessivi CHF 23'656, la sostanza nel medesimo anno era di CHF 16'000. La Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG Servizio Prestazioni ha interpellato RI 1 con lettera del giugno 2013, richiamando gli art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 del relativo regolamento, chiedendo informazioni relative ai redditi conseguiti nel periodo d’interesse e domandando la produzione di precisa documentazione (doc. 1/12).

                                         RI 1 ha dato seguito alle richieste attraverso un invio di posta elettronica con cui ha segnalato "come può vedere, il totale dei redditi, di CHF 23'656, è superiore al limite del fabbisogno esistenziale ai sensi della Laps, motivo per cui ritengo sprovvista di fondamento la Sua richiesta di compilazione del formulario." (doc. 1/10). Il 9 luglio successivo l’assicurato ha scritto alla Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG un’ulteriore lettera segnalando l’avvenuto invio della dichiarazione d’imposta 2012, ribadendo l’inutilità della compilazione della tabella domandata dalla Cassa concernente la sua situazione economica. RI 1 ha fatto riferimento all’art. 8 Cost. fed. osservando come "le norme che prevedono l'accertamento della situazione economica per gli assolventi sotto i 30 anni che hanno terminato la prima formazione (e non, ad esempio, per quelli sopra i 30 anni o per chi, a seguito di una promozione, ottiene un cospicuo aumento di stipendio) sono infatti incostituzionali, in quanto contrarie all'art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. La prego quindi di voler considerare, ai fini di determinare il diritto alla riduzione dei premi, unicamente la mia Decisione di tassazione 2011 (già in vostro possesso), come accade per tutte le altre persone." (doc. 1/14). Agli atti (doc. 1/17) è comunque consegnato il conteggio del salario del mese di giugno 2013 che indica un salario lordo di CHF 4'500 ed un netto di CHF 4'094,70 oltre al certificato di salario 2012 del datore di lavoro per un importo di CHF 19'788 netti.

                               1.2.   Il 31 maggio 2014 la riduzione del premio dellassicurazione obbligatoria contro le malattie per l’anno 2014 è stata respinta (doc. 2). L’assicurato ha chiesto emanazione di una decisione impugnabile chiedendo nel contempo l’invio della tabella di calcolo annunciando il suo reclamo (doc. 3). Dopo la verifica del calcolo avvenuta il 17 giugno 2014 (doc. 4) la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG ha emanato la sua decisione formale il 12 agosto 2014 (doc. 5) con cui è spiegato al reclamante che "con Decreto esecutivo del 21.05.2014 concernente le basi di calcolo per l'applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l'anno 2014, il Consiglio di Stato del Cantone Ticino ha stabilito che il RD ai fini dell'applicazione della LCAMal è determinato a partire dai dati accertati del calcolo dell'imponibile per l'imposta cantonale IC 2011 (notifica di tassazione). Nel caso di specie, risultano soddisfatti i presupposti per l'applicazione dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata una delle situazioni previste all'art. 14 Reg. LCAMal, in particolare per le persone sole che hanno iniziato un'attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione [art. 14 cpv. 1 lett. f) Reg. LCAMal]. Dalla documentazione prodottaci in conformità di quanto previsto dall'art. 14 Reg. LCAMal, al momento della richiesta di riduzione del premio risulta un reddito disponibile di riferimento pari a fr. 45'519 (…)" (doc. 5), ciò che non ha consentito di potere riconoscere in favore del reclamante il diritto alla RIPAM 2014.

                               1.3.   Con scritto pervenuto all’Ufficio prestazioni della Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG il 17 settembre 2014 RI 1 ha contestato, mediante formale reclamo, le conclusioni cui è pervenuta l’amministrazione. In particolare egli ha contestato il reddito che va stabilito in CHF 23'656 come risulta dalla decisione di tassazione 2012. Il reclamante ha infatti osservato che "le norme che regolano il calcolo al di fuori della decisione di tassazione, in quanto riferite ai soli studenti, sono infatti grassamente discriminatorie e non possono trovare applicazione." (doc. 6). La Cassa ha ulteriormente verificato il calcolo (doc. 7 del 18 settembre 2014) ed approntato una tabella recante il dettaglio della situazione economica del reclamante rilevando i dati fiscali 2011, applicabili in virtù del DE 21 maggio 2014 concernente i dati da ritenere per la determinazione del diritto alla RIPAM nell’anno 2014. Nella stessa l’amministrazione ha inserito il reddito 2011 conseguito dall'’assicurato: CHF 14'153 e la quota parte della sostanza fissata in CHF 12'134. Ha dedotto l’importo di CHF 4'000 a titolo di spese per salariati. Con decisione su reclamo del 30 settembre 2014 l’amministrazione ha ribadito che nel caso di RI 1 "… risultano soddisfatti i presupposti per l'applicazione dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal, che prevede la possibilità di accertare il diritto alla RIPAM al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante, dal momento che si è manifestata una delle situazioni previste all'art. 14 Reg. LCAMal, in particolare l'inizio di un'attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione per una persona sola ai sensi dell'art. 11 cpv. 1 Reg. LCAMal [art. 14 cpv. 1 lett. h) Reg. LCAMal]." (doc. 10). La Cassa ha ribadito, con riferimento all’art. 11 cpv. 1 RLCAMal, poiché il totale dei redditi della tassazione di riferimento (CHF 14'153 nel 2011) é inferiore al limite del fabbisogno esistenziale secondo la Laps (CHF 17'368), che doveva operare il calcolo autonomo dei redditi per una verifica del diritto alla riduzione dei premi. Cifrando un reddito disponibile di CHF 45'519 conseguito successivamente alla fine della formazione, l’amministrazione ha ritenuto che non vi fosse diritto alla RIPAM 2014.

                               1.4.   Mediante ricorso del 30 ottobre 2014 RI 1 si è aggravato al Tribunale cantonale delle assicurazioni contro il provvedimento dell’amministrazione argomentano in diritto che l'amministrazione non avrebbe erroneamente considerato i dati fiscali (del 2011 o del 2012) ma avrebbe operato un calcolo indipendente dalle tassazioni. Egli osserva in particolare che l’art. 14 cpv. 1 lett. h RLCAMal sarebbe discriminatorio ed arbitrario. Per RI 1 non sono dati, in concreto, gli estremi per applicare l’art. 11 cpv. 2 RLCAMal. Si tratterebbe infatti di un "… effetto soglia che crea delle conseguenze scioccanti che non possono basarsi su motivi oggettivi. Non si capisce infatti perchè qualcuno che percepisce un reddito inferiore debba essere trattato in maniera penalizzante rispetto a chi percepisce un reddito superiore, in particolare nella situazione in cui questa persona non può essere inserita in un'unità di riferimento più allargata. La norma dell'art. 14 cpv. 1 lett. h in combinazione con l'art. 11 cpv. 1 RLCAMal è pertanto arbitraria ai sensi dell'art. 9 Cost." (doc. I, pag. 3). Questo effetto soglia causa una crassa disparità di trattamento orizzontale siccome persone “all’incirca nella stessa condizione economica  vengono trattati in modi completamente diversi” ciò che violerebbe l’art. 8 cpv. 1 Cost. fed. Ma, secondo RI 1 "… vi è di più. L'art. 14 cpv. 1 lett. h, … è discriminatorio ai sensi dell'art. 8 cpv. 2 Cost. (…) … l'art. 30 cpv. 2 LCAMal, la norma di delega, non potrebbe essere formulato in modo più generico ("Il regolamento stabilisce le norme e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori, o in assenza, dei dati relativi al periodo fiscale determinante), se si osservano le altri fattispecie previste dall'art. 14 cpv. 1, eccettuate quelle dove non esiste una tassazione fiscale determinante (lett. a e b) e quelle che portano ad una nuova definizione dell'unità di riferimento (lett. c e d), fattispecie oggettivamente non paragonabili, è chiaro che sono tutti casi di diminuzione dei redditi, ad eccezione del caso dei soli studenti. (…) L'unico caso in cui si tiene conto di una situazione economica attuale più favorevole rispetto a quella che emerge dalla tassazione determinante è quello dello studente, che adempie ai requisiti dell'art. 11 cpv. 1 RLCAMal (sotto i 30 anni, senza figli a carico e non coniugata, tassazione determinante inferiore a CHF 17'368), che inizia un'attività lavorativa dopo aver concluso la propria formazione. (…) … la regolamentazione alla base dell'art. 14 cpv. 1 lett. h colpisce in modo discriminante una categoria sociale a discapito di altre, peraltro in modo estremamente casuale "basta compiere 31 anni per essere in una situazione completamente diversa, è sufficiente guadagnare CHF 1.- in più in casi limite, per essere in una situazione completamente diversa." (doc. I, pag. 3-4). Da ultimo RI 1 lamenta il fatto che l’amministrazione non abbia ritenuto la tassazione 2012, sulla scorta di costante prassi del Tribunale cantonale delle assicurazioni, evidenziando però che "… in quel caso la situazione era diversa, poiché semplicemente l'amministrazione si era basata sulla tassazione determinante, precedente, che sussisteva, e si era rifiutata di considerare quella successiva, più aggiornata." (doc. I, pag. 5).

                               1.5.   Con risposta di causa del 2 dicembre 2014 l’amministrazione propone la reiezione del ricorso. Dopo essersi lungamente profusa in merito alla modifica del modello di RIPAM usato in Ticino a partire dal 2012 e sui parametri da utilizzare (p. 1 – 18), la Cassa rammenta i parametri fissati dal Consiglio di Stato per la RIPAM 2014 (p. 18 – 20) per giungere finalmente ad analizzare la tematica in discussione da un profilo storico (p. 21 e 22), e finalmente ad analizzare il “caso di specie” ricordando che "a partire dall'anno 2012, … il legislatore cantonale ha volutamente mantenuto il principio precedentemente in vigore, modificando in sostanza unicamente il criterio di identificazione degli assicurati che dopo avere concluso la formazione hanno iniziato un'attività lavorativa (fino al 2011 il reddito imponibile nullo o il totale dei redditi inferiore a fr. 6'000.- secondo la tassazione applicabile, dal 2012 il totale dei redditi desunto dalla tassazione applicabile inferiore al limite di fabbisogno ai sensi della Laps valido per le persone sole, che per l'anno 2013 è pari a fr. 17'368.-). La scelta di mantenere in vigore il principio in oggetto è stata effettuata con lo scopo di evitare situazione di concessione della RIPAM sulla base della tassazione decisa dal Consiglio di Stato per le persone sole che, rispetto a quanto riportato nella tassazione applicabile, hanno nel frattempo terminato la propria formazione ed hanno iniziato a lavorare, percependo magari un reddito elevato, e che potrebbero dunque farsi carico del premio LAMal senza la necessità di un aiuto da parte dello Stato, permettendo così allo stesso di orientare i propri aiuti verso le persone maggiormente bisognose. La situazione dell'insorgente rientra proprio tra quelle precedentemente indicate. Infatti secondo la sua tassazione IC 2011 il totale dei redditi ammonta a fr. 14'153.ed è dunque inferiore al limite di fr. 17'368.- previsto agli artt. 14 cpv. 1 lett. h e 11 cpv. 1 lett. d Reg. LCAMal, egli ha terminato la propria formazione ed ha iniziato a svolgere un'attività lavorativa a partire dal mese di agosto 2012, percependo al momento della richiesta di RIPAM 2014 un salario netto mensile che supera l'importo di fr. 4'000.- (cfr. conteggi di stipendio del mese di giugno 2013 allegati al doc. 1). Nel caso di specie, in applicazione dell'art. 30 cpv. 2 LCAMal e di quanto previsto all'art. 14 cpv. 1 lett. h Reg. LCAMal, il diritto alla RIPAM deve dunque essere stabilito sulla base della situazione economica esistente al momento della richiesta di RIPAM per l'anno 2014 ed il reddito disponibile del ricorrente non consente la concessione della RIPAM (…) parte convenuta evidenzia come secondo quanto previsto dalla LAMal, in particolare all'art. 65 cpv. 3 prima frase, i Cantoni provvedono affinché nell'esame delle condizioni d'ottenimento vengano considerate, su richiesta particolare dell'assicurato, le circostanze economiche e familiari più recenti. Il Parlamento cantonale e l'esecutivo ticinese hanno concretizzato la citata norma federale attraverso i già citati art. 30 cpv. 2 LCAMal e 14 Reg. LCAMal. L'art. 14 Reg. LCAMal è stato oggetto di una recente modifica, pubblicata sul BU 62/2012 del 21 dicembre 2012." (doc. V, pagg. 22-23). L’amministrazione ritiene che il suo agire, rispettivamente le scelte del legislatore cantonale non contrastino con i principi costituzionali invocati dal ricorrente.

                                         Al ricorrente è stata offerta la possibilità di esprimersi sulla risposta di causa e di chiedere l’acquisizione di specifiche prove. Con lettera del 4 dicembre 2014 il giudice delegato ha ricordato alla Cassa che la risposta di causa deve essere redatta secondo i criteri dell'art. 5 cpv. 2 LPTCA e quindi presentare una “concisa esposizione dei fatti (aggiungerei: rilevanti ai fini di causa), … una breve motivazione e presentare precise conclusioni”, presupposti non dati in concreto dalle 27 pagine di risposta di causa poiché: "La risposta di causa, in questo caso, non risponde ai requisiti di procedura, la motivazione non è breve e l'esposizione dei fatti è svolta mediante richiamo di documenti." (doc. VII). Il giudice delegato ha rinunciato ad imporre alla Cassa di rettificare la sua risposta di causa ed ha convocato le parti ad una discussione di causa avvenuta il successivo 13 gennaio 2015.

                                         in diritto

                                         In ordine

                               2.1.   A norma dell’art. 76 cpv. 1 e 2 della Legge cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), contro le decisioni dell’amministrazione emanate in applicazione della medesima legge è possibile il reclamo all’organo che ha pronunciato il provvedimento, ciò nel termine di 30 giorni dalla notificazione. Nel medesimo termine sono impugnabili al Tribunale cantonale delle Assicurazioni le decisioni emanate su reclamo da parte dell’autorità amministrativa preposta. Il Tribunale cantonale delle Assicurazioni è quindi competente ad esaminarlo nel merito.

                               2.2.   Il ricorso é adeguatamente motivato e preciso nelle sue contestazioni e conclusioni, nonché nelle richieste. Lo stesso è quindi ricevibile in ordine siccome rispettoso del termine di 30 giorni dall’intimazione della decisione impugnata.

                                         Nel merito

                               2.3.   In concreto questo Tribunale cantonale delle assicurazioni deve verificare se correttamente la Cassa ha negato all’assicurato il riconoscimento di una RIPAM per il 2014 fondandosi sui redditi da ultimo conseguiti e non invece sulla tassazione 2011, od eventualmente la tassazione 2012.

                               2.4.   Con effetto dall’inizio del 2012 le norme della Legge Cantonale di applicazione della LAMal (LCAMal qui di seguito), che reggono la riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (RIPAM l’acronimo è utilizzato sia nei lavori preparatori che dall’amministrazione nei suoi allegati), hanno subito una modifica sostanziale. Il titolo IV della legge è radicalmente cambiato a seguito dell’approvazione della Legge 24 giugno 2010 (Bollettino Ufficiale 2010, 297). Il legislatore ha provveduto a porre mano ad un nuovo sistema di distribuzione dei sussidi decisi dal Cantone, conformemente al dettato degli art. 65 e seg. LAMal, al fine di rendere più efficace l’aiuto sociale, la precedente normativa aveva mostrato talune lacune e, soprattutto, per ottemperare gli obiettivi di politica sociale cantonale scelti con l’adozione della Legge sull’armonizzazione delle prestazioni sociali del 5 giugno 2000 (in questo senso il Messaggio 15 settembre 2009 del Consiglio di Stato accompagnante il disegno di legge di modifica della LCAM, a pagina 7, ed il relativo Rapporto della Commissione della gestione e delle finanze del l’8 giugno 2010 a pagina 1). In particolare il Consiglio di Stato, con il disegno di legge, ed il Parlamento promulgando le norme, hanno voluto rendere il sistema della RIPAM affine ai criteri scelti dalla Lasp e quindi distanziarsi dal reddito imponibile cantonale quale base per la determinazione del diritto al sussidio per approdare al criterio del reddito disponibile, maggiormente indipendente da scelte di politica fiscale. D’altro canto l’esecutivo prima ed il Parlamento poi hanno voluto maggiormente considerare il contesto famigliare in cui l’assicurato vive passando da una valutazione riferita alle persone sole ed alle famiglie (definite in maniera restrittiva, si veda in merito l’art. 25 v. LCAMal) all’unità di riferimento definita nel nuovo art. 26 LCAMal.

                                         Le nuove norme tendono a conseguire una migliore aderenza del sistema di concessione delle RIPAM alla realtà sociale e vogliono, come detto, considerare maggiormente la diversa capacità, in specie delle famiglie, di finanziare i premi in funzione delle loro dimensioni. Il nuovo sistema adottato non tende però solo ad evitare “gli effetti indesiderati” del precedente sistema ma anche a “tenere conto della reale situazione dell’offerta assicurativa … nell’ambito dell’assicurazione di base … con l’introduzione del premio medio di riferimento” che sostituisce la nozione di media cantonale ponderata precedentemente ritenuta.

                                         Il Cantone gode, nella concretizzazione di quanto in materia di RIPAM impone la LAMal, di ampio margine di valutazione ed apprezzamento ed é vincolato unicamente da quanto impone l’art. 65 cpv. 1 bis LAMal secondo cui, per i redditi medi e bassi, i Cantoni riducono di almeno il 50 per cento i premi dei minorenni e dei giovani adulti in periodo di formazione (oltre all’obbligo di informazione della popolazione in merito al diritto di ottenere la riduzione dei premi e lo scambio di dati tra Cantoni ed assicuratori). Spetta infatti ai Cantoni definire quali siano i potenziali beneficiari della RIPAM, e quindi definire gli assicurati di condizione economica modesta. Il diritto cantonale è un diritto autonomo come rammenta il Tribunale Federale nella sua costante giurisprudenza (DTF 122 I 343, 125 V 185 e 134 I 313) e compete al Cantone non solo fissare la procedure ma decidere il modello da applicare per pervenire alla riduzione dei premi. Il Ticino, con le abrogate norme, aveva optato per un modello scalare (“Stufenmodell”) che differenziava diverse classi di reddito in base alla composizione famigliare, alle quali era attribuito un importo fisso quale riduzione del premio. La determinazione dell’importo da riconoscere era in relazione al reddito imponibile fissato dalle autorità fiscali.

                               2.5.   Le nuove norme, come detto, tendono ad ossequiare uno degli obiettivi di politica sociale cantonale dettato dalla Laps. Al momento dell’adozione di questo corpo normativo infatti era apparso che “la riduzione dei premi apparteneva al nucleo centrale delle prestazioni sociali cantonali che la legge [Laps, n.d.r.] mirava a coordinare” (Rapporto cit., pag. 2), operazione che non era stata però stato possibile condurre a termine in occasione dell’adozione di quella legge per l’elevato numero dei beneficiari della riduzione dei premi dell’assicurazione malattia e delle conseguenze di tale numero sul lavoro dell’amministrazio-ne in caso di applicazione stretta dei parametri della Laps. Non era stato cioè possibile introdurre nella LCAMal il sistema del cosiddetto reddito disponibile, uno dei pilastri della Laps, ossia lo strumento essenziale per determinare una situazione economica delle famiglie postulanti prestazioni sociali in modo “più aderente alla realtà” (Rapporto, op. cit., loc. cit.). L’adozione del reddito disponibile avrebbe imposto un calcolo, complesso ed articolato, soggetto a minuziosa verifica, per ogni singolo richiedente il sussidio, con un incremento prevedibilmente impressionante dell’onere amministrativo. Per tale motivo è stata riconosciuta l’esigenza di procedere ad adattamento successivo della LCAMal e, nell’ambito dei lavori preparatori alla presentazione del disegno di legge, è emersa la necessità di procedere mediante l’accertamento del reddito disponibile in maniera comunque semplificata, ciò per permettere un onere amministrativo sopportabile e, comunque, pervenire ad un sistema di RIPAM il più possibile conforme all’impostazione della Laps.

                                         Uno degli intenti del legislatore era il conseguimento di “una maggiore equità orizzontale nell’accesso al sistema di riduzione dei premi, in modo da rispecchiare maggiormente la capacità diversa delle famiglie, in funzione della loro dimensione, di finanziare i premi”, nonché quello di eliminare gli effetti indesiderati presenti nel previgente sistema (i cosiddetti effetti soglia) e  da ultimo quello di “avvicinarsi maggiormente alla reale situazione dell’offerta assicurativa … con l’introduzione del premio medio di riferimento … (con) … miglioramento anche nella trasparenza del sistema cantonale … che evidenzierà meglio la differenza fra il premio che dovrebbe pagare l’assicurato e il premio realmente pagato” (Rapporto, loc. cit.).

                                         Importante è qui sottolineare che, nel suo messaggio di accompagnamento del disegno di legge, l’esecutivo cantonale ha posto l’accento sulla volontà di modificare in parte la cerchia dei beneficiari potenziali della RIPAM e l’entità dell’aiuto sociale per certe fasce di assicurati.

                               2.6.   Va detto che il Cantone Ticino accorda le riduzioni dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (art. 23 LCAMal) a fronte della presentazione di un’istanza scritta accompagnata dalla necessaria documentazione (art. 25 LCAMal) da parte degli assicurati, fatto salvo il caso dei beneficiari di prestazioni complementari all’AVS ed all’AI nonché di prestazioni Laps (art. 42 e 43 LCAMal). Per gli assicurati tassati in via ordinaria l’istanza deve essere di principio inoltrata entro la fine dell’anno che precede l’anno per il quale il sussidio è richiesto. Se la data è rispettata e se dati i presupposti l’aiuto sociale è versato dal 1 gennaio dell’anno di competenza (ed in costanza delle condizioni per l’aiuto sociale lo stesso è versato per tutto l’anno). Se la domanda è tardiva e formulata dopo il termine del 31 dicembre dell’anno che precede quello di competenza, il diritto alla riduzione per gli assicurati in via ordinaria è dato solo a partire dal mese seguente quello della presentazione della richiesta.

                                         La legge (dal 2012) ha introdotto, per la determinazione della cerchia di assicurati da considerare per il calcolo della riduzione del premio, il concetto di unità di riferimento. La stessa è, di regola, costituita dall’unità riconosciuta a livello fiscale (art. 26 cpv. 2 LCAMal). I coniugi separati senza figli minorenni conviventi sono ritenuti persone sole mentre i partners conviventi, se data una convivenza stabile, costituiscono un’unica unità di riferimento (UR qui di seguito). Per l’art. 27 LCAMal fanno parte dell’UR anche le persone maggiorenni, purché senza figli e di età non superiore a 30 anni, il cui totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile non sia superiore ai limiti del fabbisogno esistenziale definito dalla Laps.

                                         Il premio medio di riferimento, necessario alla determinazione del diritto alla RIPAM, è costituito dalla media ponderata dei premi riconosciuti come appena descritto e del numero degli assicurati iscritti presso ogni singolo assicuratore, ripartiti per le regioni di premio ammesse (art. 61 cpv. 2 LAMal). Il Consiglio di Stato determina annualmente il premio medio di rifermento per ogni singola categoria di assicurati prevista dalla LAMal.

                                         Alla base del diritto alla riduzione del premio è stato posto il reddito di riferimento che è dedotto dai dati accertati fiscali riferiti al periodo di tassazione determinato per ogni singolo anno di sussidio dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAM). La legge rinvia invece al regolamento la determinazione dei casi e le modalità di accertamento del reddito di riferimento al di fuori od in assenza dei dati relativi al periodo fiscale determinante. Analogamente al reddito la sostanza viene fissata sulla base della tassazione indicata dal Consiglio di Stato nel suo annuale decreto, con la precisazione però che va reintegrata la sostanza donata o ceduta in usufrutto che deve essere computata nel calcolo (art. 30 a LCAMal). Per questa ultima ipotesi occorre fare riferimento alla situazione che emerge dall’ultima tassazione che precede la donazione o cessione in usufrutto. Il regolamento di applicazione della legge (RLCAM) 29 maggio 2012 all’art. 16, prevede che, in queste ipotesi (sia che la cessione avvenga prima o durante il periodo fiscale determinante), nel calcolo del reddito di riferimento vengano considerati i valori di sostanza antecedenti la rinuncia. I dati registrati nella tassazione fiscale prima della donazione o della cessione in usufrutto sono riportati anche sui periodi fiscali successivi e il rispettivo ammontare è ridotto annualmente di CHF 10'000.00.

                                         L’art. 31 LCAMal definisce il reddito disponibile. Lo stesso è frutto di un calcolo che parte dal reddito lordo, ovvero la somma di tutti i redditi dell’unità di riferimento secondo la LT, cui va aggiunto un quindicesimo della sostanza netta ritenuta nella tassazione. Contrariamente al diritto previgente non viene più ritenuta franchigia per la sostanza. Dall’importo così calcolato sono ammesse specifiche deduzioni.

                                         Il nuovo sistema prevede la determinazione di limiti di reddito al di sotto dei quali è accordato l’importo massimo della prestazione sociale, limiti che dipendono dall’UR ciò che “garantisce l’equità di trattamento orizzontale, perché tiene conto della reale situazione di reddito della famiglia, che dipende in primo luogo dal numero dei suoi componenti” (Rapporto DSS pag. 31). Questo contrariamente al previgente sistema che conosceva tre sole tipologie di differenziazione per l’importo massimo della prestazione. La parte del reddito che supera i limiti superiori per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale deve, per volontà esplicita del legislatore, essere messa a contribuzione del pagamento dei premi. In questo caso occorre procedere mediante un calcolo articolato. In questa costellazione (superamento del limite di reddito per l’ottenimento del massimo della prestazione sociale) l’importo della RIPAM diminuisce in maniera graduale e proporzionata a dipendenza dell’incremento del reddito da computare. In altri termini la riduzione del premio si contrae man mano che il surplus di reddito aumenta. La diminuzione é “pari a una percentuale del reddito che supera il limite che da diritto all’importo massimo” e “determina la velocità di riduzione della prestazione” (Rapporto DSS pag. 31). Le percentuali della riduzione variano a seconda della tipologia dell’unità di riferimento. L’art. 36a LCAMal fissa le seguenti percentuali: 8% (persone sole con figli), 13% (persone coniugate con figli), 20% (persone sole senza figli) e 22% persone coniugate con figli.

                               2.7.   Come anticipato per determinare il parametro da porre alla base del calcolo della RIPAM dell’UR si deve stabilire il RDS (Reddito disponibile semplificato) che si accerta partendo dal reddito lordo riportato dalla decisione di tassazione per l’imposta cantonale del periodo di tassazione determinato dal Consiglio di Stato, maggiorato della quota parte della sostanza computabile, dedotti i valori riconosciuti dalla legge in deduzione. L’amministrazione si basa quindi integralmente sui dati fiscali (da qui l’espressa base legale che consente accessibilità alla Cassa ai dati fiscali necessari all’elaborazione del calcolo, art. 25 LCAMal) e ciò senza che sia, di principio, necessario all’amministrazione acquisire ulteriori informazioni dall’assicurato medesimo o tramite terzi.

                                         Il RDS è stato fissato considerando i concetti cardine del reddito disponibile in ambito Laps (sia per quanto attiene i redditi computabili che per quel che riguarda le spese ammesse in deduzione) partendo però dai dati fiscali per una semplificazione nelle operazioni amministrative alla luce del numero dei beneficiari della RIPAM. Nella volontà del legislatore il RDS costituisce dunque un “reddito disponibile di tipo operativo che precisa la reale capacità economica degli assicurati”, ed è costituito dalla somma di ogni reddito, indipendentemente dalla sua fonte, ritenuto nella tassazione fissata dall’esecutivo cantonale annualmente, cui va aggiunta una quota della sostanza (1/15 della sostanza netta secondo la LT, senza imputazione di franchigia alcuna).

                                         L’amministrazione è tenuta a considerare il reddito da attività, principale rispettivamente accessoria, che sia svolta in maniera dipendente e/o indipendente, quello della sostanza (mobiliare od immobiliare), comprensivo quindi del reddito locativo proprio, dei canoni di locazione (oggi non più distinguibili a livello di decisione di tassazione), degli interessi su titoli od azioni, ed ogni altro simile che la Legge Tributaria comprenda tra quelli imponibili. Si tratta inoltre delle indennità e rendite delle assicurazioni sociali o private (rendite AVS o AI rispettivamente LAINF o versate da un assicuratore malattia, ed ancora i versamenti di assicuratori privati), nonché dei redditi di altra fonte considerati dall’autorità fiscale. Non fanno parte della determinazione del reddito, secondo il Messaggio di accompagnamento della novella legislativa, redditi di complemento del fabbisogno vitale che sono esenti fiscalmente: assegni integrativi e di prima infanzia, borse di studio, prestazioni complementari all’AVS ed all’AI, prestazioni assistenziali ed assegni di grande invalido, e ciò alla luce della particolare natura di questi redditi. Si tratta infatti di trasferimenti che coprono spese supplementari rispettivamente prestazioni Laps successive nell’ordine di priorità dei versamenti alla riduzione dei premi ed ancora di trasferimenti (le PC) a favore di persone che non sono toccate dalla riforma del sistema di determinazione e quantificazione della riduzione dei premi dell’assicurazione obbligatoria delle cure medico sanitarie (Messaggio, op. cit., pag. 16 in initio).

                                         Dai lavori preparatori discende che il Giudice delle assicurazioni sociali (e prima ancora l’amministrazione) farà capo alla decisione di tassazione del periodo determinato dal Consiglio di Stato (art. 30 cpv. 1 LCAMal) per fissare il RDS. Va sin d’ora osservato che, come rammentato ancora nella STCA del 9 settembre 2011 36.2011.31, STCA 14 luglio 2011 inc. 36.2011.32, STCA del 16 giugno 2011 36.2011.19, STCA 4 febbraio 2009, 36.2008.163; STCA del 10 settembre 2008, 36.2008.94 fra le ultime in ordine di tempo e STCA 2 giugno 1999, 36.1999.28; 29 marzo 2004 36.03.91 fra le prime: "per costante giurisprudenza di codesto TCA, ogni tassazione fiscale è presunta conforme alla realtà. L'amministrazione è vincolata dalle comunicazioni delle autorità di tassazione. E' possibile scostarsi da una tassazione fiscale cresciuta in giudicato solo se la stessa contiene errori manifesti e debitamente comprovati. … l'assicurato deve innanzitutto difendere i suoi diritti nel procedimento fiscale anche per quanto concerne i contributi delle assicurazioni sociali". Salvo casi eccezionali, che ancora le norme del regolamento riservano e che saranno verificate nei prossimi considerandi (art. 14 RegLCAMal del 29 maggio 2012, in maniera più estesa nel previgente regolamento del 13 novembre 2007 all’art. 31 RegLCAMal) ove viene eseguito un nuovo calcolo autonomo indipendente dalla decisione di tassazione, sia l’amministrazione che il Tribunale cantonale delle Assicurazioni debbono attenersi alla decisione di tassazione fissata dal Consiglio di Stato ed ai valori in questa contenuti.

                               2.8.   Dall’importo del reddito complessivo lordo vanno dedotte, esclusivamente, le spese specificatamente riconosciute dall’art. 31 cpv. 2 LCAMal. La legge ha fissato in maniera esaustiva e completa sia quali deduzioni siano possibili e, laddove lo abbia fatto, gli importi ammessi in deduzione (in questo senso il Rapporto della Commissione della Gestione e delle Finanze, pag. 3 punto 3.1. in fine che riprende il Rapporto DSS citato pag. 17). Ci si può domandare quali criteri abbiano condotto il legislatore ad ammettere determinate spese ed imposizioni per ometterne altre. Il criterio discriminante sembra essere stato quello della necessità della spesa e del suo vincolo. La legge annovera il premio di riferimento medio dell’assicurazione obbligatoria contro le malattie determinato annualmente dal Consiglio di Stato (PRM qui di seguito, in merito si veda l’art. 29 LCAMal), i contributi sociali secondo la LT (ossia: AVS, AI, IPG, AD, AINP e LPP), le pensioni alimentari versate, le spese professionali (secondo la LT e fino ad un massimo di CHF 4'000.00) nonché le spese per interessi passivi privati e aziendali (secondo la LT e sino ad un importo massimo di CHF 3'000.00) . Altre spese quali l’affitto (come postula la ricorrente in concreto), altri premi assicurativi (ad esempio per le coperture complementari, la RC privata o auto), imposte e tasse, spese mediche (anche per franchigie e partecipazioni nell’ambito della LAMal) od ancora per l’invalidità, rispettivamente spese di gestione e manutenzione immobili o le deduzioni ammesse fiscalmente per figli a carico od ancora per doppia economia non possono essere considerate.

                                         Gli interessi passivi, riconosciuti fiscalmente e deducibili al massimo sino a CHF 3'000.00, erano già ammessi in deduzione dalla prassi dedotta dalla previgente legge.

                                         Secondo le nuove norme la spesa per interessi passivi è – come detto – ammessa se effettiva e dimostrata dai dati fiscali ma entro il limite massimo di CHF 3'000.00. L’accento è posto sulla natura della spesa ritenuta vincolata per l’economia domestica e riferibile, nella quasi totalità dei casi, ai debiti ipotecari. La deducibilità, per il Messaggio, sarebbe necessaria per “garantire una certa parità di trattamento tra proprietari e inquilini ed evitare di penalizzare i proprietari di case … gravati da un’ipoteca sulla casa primaria” (pag. 18). La giustificazione della limitazione dell’importo sarebbe poi da ricondurre al favore che la LT fa ai proprietari di case rispetto agli inquilini siccome il valore locativo dell’immobile non risponde in realtà mai sino in fondo a quello reale di mercato. Quindi secondo il Messaggio (pag. 18 ad 6.3.7) a fronte del riconoscimento tra i redditi del valore locativo occorre – ma sino a CHF 3'000.00 al massimo – ammettere una deduzione in caso di oneri ipotecari.

                                         La deduzione, così come espressa all’art. 31 cpv. 1 LCAMal, non è però limitata ai debiti ipotecari, ciò che potrebbe renderla più discutibile in determinate situazioni. Per evitare all’amministrazione la difficoltà amministrative per accertare la natura degli interessi passivi versati (remunerazione di debiti ipotecari o di debiti privati rispettivamente aziendali, od ancora di prestiti al consumo) il legislatore riconosce in deduzione, sino al limite citato, gli interessi passivi che sono riconosciuti a livello fiscale. Una differenziazione non è infatti precisata e deducibile dai dati cui la Cassa Cantonale ha accesso all’interno dei dati fiscali (art. 25 a LCAMal e 8 a RegLCAMal). La proposta del disegno di legge non ha fatto oggetto di approfondimento da parte della Commissione della Gestione e delle finanze nel suo Rapporto con implicita condivisone delle valutazioni dell’esecutivo. Di rilievo per ammettere la deduzione dell’importo di CHF 3'000.-- è il riconoscimento degli interessi in deduzione a livello fiscale, su questo aspetto la volontà del legislatore appare chiara.

                               2.9.   Determinato il RDS riferito all’UR istante, e quindi dopo avere dedotto dal reddito lordo le spese vincolate riconosciute, l’importo va raffrontato ad un limite determinato dalla legge mediante richiamo dei principi contenuti nella Laps, cifra variabile a dipendenza della dimensione dell’UR. Se il RDS é inferiore al valore limite l’UR beneficia dell’importo massimo del sussidio. Se invece è superiore a questo limite (come rammenta il Rapporto 6264 dell’8 giugno 2010 pag. 4) “una percentuale fissa del reddito che eccede tale soglia dovrà essere destinata al finanziamento dei premi, mentre il resto costituirà la prestazione del Cantone. Man mano che il reddito aumenta la prestazione cantonale si riduce, fino ad arrivare a zero. Il limite di reddito fino al quale è riconosciuto il diritto ad una prestazione massima è stato definito nella legge alla metà del fabbisogno minimo in base alla Laps, ciò senza il computo della pigione.”, ciò per la RIPAM riferita all’anno 2012.

                                         Il valore limite per il riconoscimento della massima RIPAM era pari al fabbisogno determinato secondo l’art. 10 Laps. Dal 2013 è invece unicamente del 50% di detto valore. Per l’anno 2013 il Consiglio di Stato aveva introdotto la novità a livello del regolamento (art. 48 RLCAMal) senza però averne le competenze in assenza di una valida delega legislativa (art. 84 LCAMal, che l’art. 48 RLCAMal cita espressamente, rispettivamente all’art. 40 LCAMal). Il valore è stato finalmente modificato con un ritocco dell’art. 35 cpv. 2 LCAMal (su questi aspetti si veda la STCA 36.2013.28 in re M.V. del 5 dicembre 2013). Il limite di reddito disponibile di riferimento, valido a partire dal 1 gennaio 2013, per la determinazione dell'importo normativo massimo di riduzione dei premi LAMal si estende quindi fino al limite di fabbisogno, senza computo della pigione. Nelle decisioni di questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni riferite al sussidio 2012 (STCA 36.2014.8 in re M. del 16 aprile 2014; 36.2012.71 in re M. del 21 gennaio 2013; 36.2012.20 in re M. del 13 agosto 2012 nonché 36.2012.14 in re F del 3 settembre 2012. pubblicata in RTiD 2013 I pag. 44 e segg. no. 11) questa Corte ha evidenziato che l’art. 10 Laps fissa nel seguente modo la soglia di intervento:

a) per il titolare del diritto:

importo corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

b) per la prima persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo corrispondente alla metà del limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per la persona sola

c) per la seconda e la terza persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il primo figlio

d) per la quarta e quinta persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il terzo figlio

e) per la sesta e ogni ulteriore persona supplementare dell’unità di riferimento:

importo corrispondente al limite minimo previsto dalla legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI per il quinto figlio.

Per limiti minimi secondo la legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI si intende:

a)    fr. 16’540.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. a);

b)    fr.   8’270.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. b);

c)    fr.   8’680.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. c);

d)    fr.   5’787.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. d);

e)    fr.   2’893.-- con riferimento all’art. 10 cpv. 1 lett. e).

I limiti dell’art. 10 cpv. 2 vengono adeguati contemporaneamente ai limiti della legislazione sulle prestazioni complementari all’AVS/AI e nella misura dell’incremento deciso dall’autorità federale per le prestazioni complementari all’AVS/AI.

                                         Il legislatore ha – tramite la Laps – accostato i valori di calcolo della LCAMal a quelli della legislazione in materia di prestazioni complementari, non senza dimenticare infatti che una fetta importante dei beneficiari della riduzione del premio dell’assicurazione obbligatoria delle cure è parallelamente beneficiario di PC (e gode di trattamento di favore per le modalità di ottenimento della riduzione).

                             2.10.   Come indicato dunque per l’anno 2012 il superamento del valore pieno del fabbisogno costituiva il limite oltre il quale il reddito doveva iniziare ad essere messo a contribuzione per il pagamento del premio, per gli anni 2013 e 2014 vi sono state le modifiche citate per cui un RDS inferiore o uguale al 50% della somma desunta dall’art. 10 Laps comporta il versamento della riduzione massima possibile. In altri termini il limite di reddito oltre il quale l’assicurato o la UR debbono iniziare a contribuire per il pagamento del premio è stato diminuito. Per completezza si ricorda che, in virtù dell’art. 36 LCAMal il reddito, superiore ai limiti che consentono il versamento della RIPAM massima, che deve contribuire al pagamento del premio è determinato secondo l’applicazione delle seguente percentuali:

                                         a)  le persone sole e senza figli debbono destinare il 20% del reddito disponibile (semplificato) che supera il limite calcolato come all’art. 35 LCAMal al pagamento dei premi;

                                         b)  le persone sole con figli l’8%;

                                         c)   le persone coniugate senza figli il 21% mentre le

                                         d)  persone coniugate con figli il 13%.

                             2.11.   L’importo del premio normativo teoricamente da riconoscere in favore dell'UR va successivamente moltiplicato per il coefficiente cantonale di finanziamento. L’art. 37 LCAMal prevede che il coefficiente cantonale di finanziamento, ossia quanto il Cantone deve finanziare dell’importo normativo del premio, determina l'importo che rimane a carico dell’assicurato o dell’UR interessata. Il coefficiente unico per il 2012 del 73,5% è stato modificato con effetto al 1 gennaio 2013. Con la modifica il coefficiente del 73,5% è rimasto applicabile per “le unità di riferimento con un reddito disponibile inferiore o uguale alla metà del limite di fabbisogno, senza computo della pigione, ai sensi della legge sull’armonizzazione e il coordinamento delle prestazioni sociali (Laps) del 5 giugno 2000“ mentre un coefficiente del 70% è stato previsto negli altri casi.

                                         La somma che risulta dall’applicazione di questa percentuale al premio normativo calcolato alla luce della situazione dell’assicurato o meglio dell’UR interessata, costituisce la cifra della RIPAM che viene comunicata dall’amministrazione direttamente agli istanti, contrariamente a quanto avveniva in precedenza dove l’importo del sussidio veniva comunicato all’assicuratore malattia e da questi, mediante la nuova polizza, all’istante.

                             2.12.   Con il Decreto esecutivo 21 maggio 2014 (entrato in vigore retroattivamente) concernente le basi di calcolo per l’applicazione delle riduzioni di premio LAMal per l’anno 2014 il Consiglio di Stato ha fissato i seguenti parametri:

" a) periodo fiscale per l’accertamento del reddito disponibile di

    riferimento: classificazioni dell’imposta cantonale per l’anno 2011.

b) premio medio di riferimento:

    - adulti: CHF 4’965.00

    - giovani adulti di età tra 18 e 25 anni: CHF 4’594.00

    - minorenni: CHF 1’156.00

c) percentuali relative alla parte di reddito supplementare da destinare al finanziamento dei premi: come da art. 36 LCAMal.”

                             2.13.   Per potere verificare la correttezza o meno dell’agire dell’amministrazione occorre verificare se, come ritiene il ricorrente, l’art. 14 RLCAMal sia effettivamente conforme alla Cost. fed. in particolare al suo articolo 8. Va infatti rammentato che, per l’art. 73 cpv. 2 Cost. TI i giudici non possono applicare norme del diritto cantonale che si rilevino in contrasto con il diritto federale o con la costituzione cantonale.

                                         Va ricordato che la LCAMal nella sua versione in vigore a partire dal 1 gennaio 2012 regola, non diversamente dalle norme precedentemente in vigore, con rinvio per i dettagli al Regolamento promulgato dal Consiglio di Stato, il principio dell’accertamento al di fuori della tassazione di riferimento in casi che vengono lasciati alla definizione del regolamento (art. 30 cpv. 2 LCAMal).

                                         Per quanto attiene il Regolamento va osservato che nel tempo si sono seguiti 3 testi: il regolamento del 13 novembre 2007 applicato vigente le norme della RIPAM in vigore sino alla fine del 2011; il regolamento del 5 aprile 2011 che ha avuto vigenza tra il 1 gennaio 2102 ed il successivo 29 maggio 2012 quando è entrato in forze il regolamento che il Consiglio di Stato ha promulgato, appunto, il 29 maggio 2012, ed entrato in vigore (art. 51) “immediatamente, tranne gli art. 21 e 48 che entreranno in vigore il 1 gennaio 2013”. All’art. 50 invece il regolamento riserva ancora l’applicazione di una serie precisa di norme del precedente regolamento 5 aprile 2011.

                                         Il regolamento 29 maggio 2012 prevedeva, nel tenore alla sua promulgazione, all’art. 14 (come all’art. 14 del regolamento vigente dal 1 gennaio 2012 al 29 maggio 2012), l’accertamento del reddito da parte della Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG al di fuori od in assenza di una tassazione come segue:

" 1La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante, nei seguenti casi:

a)   persone soggette all’imposta alla fonte e persone soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera;

b)   persone domiciliate che, al momento dell’istanza, non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

c)   decesso del coniuge o del partner registrato;

d)   divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata;

e)   cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di pensionamento, infortunio e/o malattia, maternità/paternità;

f)    cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di riqualificazione o perfezionamento professionale;

g)   cessazione totale dell’attività lucrativa a seguito di disoccupazione;

h)   persone sole conformemente all’art. 11 cpv. 1 del presente regolamento che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione.

2 La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:

a)   cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;

b)   in caso di diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante.

3 Nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2, in caso di esistenza di sostanza e reddito della sostanza (immobiliare e mobiliare), i dati necessari sono desunti dall’ultima tassazione fiscale cresciuta in giudicato al momento dell’istanza.

4 I dati necessari nelle evenienze di cui ai capoversi 1 e 2 sono accertati mediante uno specifico modulo ufficiale che è recapitato dalla Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG. (…)"

Il testo è stato modificato successivamente, con effetto a partire dal 1° gennaio 2013, anche in conseguenza alla sentenza di questo Tribunale cantonale delle assicurazioni 36.2012.33 del 3 settembre 2012. Il nuovo tenore del capoverso 2 è attualmente il seguente:

" 2La Cassa cantonale di compensazione AVS/AI/IPG accerta, su richiesta, i dati necessari per il calcolo del reddito di riferimento al di fuori o in assenza della tassazione fiscale determinante in caso di:

a)   cessazione parziale dell’attività lucrativa nelle situazioni di cui alle lett. e), f) e g) del capoverso 1;

b)   diminuzione delle prestazioni, in forma di rendite e indennità giornaliere delle assicurazioni sociali o private, o delle pensioni alimentari, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;1

c)   diminuzione del reddito da lavoro (da attività dipendente o indipendente) per altri fattori oltre a quelli indicati alla lett. a), rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;

d)   diminuzione degli affitti percepiti, rispetto al relativo dato desunto dalla tassazione fiscale determinante;3

e)   diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione fiscale determinante, se l’utilizzo della sostanza è comprovato e giustificato per necessità primarie proprie."

                                         Il regolamento del 13 novembre 2007, dal canto suo, regolava la materia all’art. 31 come segue:

" L’Istituto delle assicurazioni sociali procede autonomamente all’accertamento del reddito determinante al di fuori, o in assenza, della tassazione fiscale applicabile, in particolare, nei seguenti casi:

a)   persone soggette all’imposta alla fonte;

b)   decesso del coniuge o del partner registrato;

c)   matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto, scioglimento dell’unione domestica registrata, nel caso di assenza di tassazione applicabile;

d)   persone sole che esercitano un’attività lucrativa o conducono esistenza autonoma, con reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a fr. 6’000.--, secondo il periodo fiscale determinante;

e)   persone domiciliate che al momento dell’istanza non dispongono di alcuna tassazione fiscale e per le quali non sarà emessa una tassazione relativa al periodo fiscale determinante;

f)    persone al beneficio di misure ai sensi della legge sull’assicurazione contro la disoccupazione, dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa;

g)   persone al beneficio di prestazioni ai sensi della legge sull’assistenza sociale, d’intesa con il competente Ufficio;

h)   cessazione definitiva dell’attività lucrativa a causa di pensionamento o di invalidità;

i)    cessazione temporanea di attività lucrativa per riqualificazione o perfezionamento professionale;

l)    cessazione dell’attività lucrativa a seguito di maternità;

m)  diminuzione importante del reddito netto da attività dipendente o indipendente, oppure del reddito da pensioni, rendite e assegni, rispetto al medesimo dato desumibile dai parametri fiscali applicabili;

n)   persone soggette all’obbligo d’assicurazione svizzero in forza dell’Accordo CH/CE sulla libera circolazione delle persone o dell’Accordo di emendamento della Convenzione istitutiva dell’AELS, non tassate in Svizzera o tassate alla fonte.

o)   diminuzione importante dei valori di sostanza desunti dalla tassazione applicabile, nel caso in cui sia comprovato, e giustificato, l’utilizzo della sostanza per necessità primarie proprie. In questo caso la riduzione di premio è decisa in considerazione dei parametri di sostanza riportati nell’ultima tassazione cresciuta in giudicato al momento dell’istanza."

                                         Va ancora ricordato che, per l’art. 65 cpv. 3 LAMal:

" I Cantoni provvedono affinché nell’esame delle condizioni d’ottenimento vengano considerate, su richiesta particolare dell’assicurato, le circostanze economiche e familiari più recenti."

                                         Ciò che non impedisce che i cantoni possano invece prevedere di procedere mediante una verifica d’ufficio, e non necessariamente se le condizioni economiche peggiorino ma anche nell’ipotesi contraria come dimostra l’esempio del cantone di Basilea Città e la sua Verordnung über die Harmonisierung und Koordination von Bedarfsabhängigen Sozialleistungen ai §15 (e 1 lett. d della relativa legge), che lo stesso ricorrente ricorda nella sua impugnativa.

                             2.14.   In merito all’applicazione dell’art. 14 RLCAMal del 2012 il Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è espresso in una sola circostanza con la sentenza del 3 settembre 2012 citata. In quel caso erano state ritenute le seguenti considerazioni generali che, per completezza, occorre riprendere in questa sede:

" L’art. 14 RLCAMal deve essere interpretato nel senso che l’accertamento del reddito al di fuori della tassazione deve costituire una eccezione al principio, deve essere motivata da ben precise ragioni, e ciò per evitare il rischio che l’amministrazione sia confrontata con molteplici e differenziate ipotesi per cui essere costretta a svincolarsi dalla tassazione di riferimento per ogni minima variazione dei valori da ritenere. In queste situazioni la Cassa si vedrebbe confrontata con un rischio di onere amministrativo eccessivo. In concreto però l’interpretazione dell’art. 14 citato deve condurre, per il doveroso rispetto dell’art. 65 cpv. 3 LAMal, a ritenere che la cessazione dell’attività lavorativa accessoria indipendente del ricorrente, e di conseguenza il mancato incasso di onorari negli anni successivi a quello della tassazione di riferimento, costituisce sostanzialmente un pensionamento, ossia l’effettivo e completo ritiro dalla vita attiva. (…) Già solo per questo fatto il gravame va accolto e la decisione annullata con rinvio degli atti all’amministrazione affinché provveda a verificare, alla luce degli elementi che accerterà come imposto dall’art. 14 cpv. 4 RLCAM ed a mano della decisione di tassazione … riferita al …, l’eventuale diritto alla RIPAM da parte del ricorrente."

                                         In merito invece all’applicazione del regolamento del 2007, con riferimento al tema delle persone con un reddito imponibile nullo od un reddito registrato nella tassazione inferiore a CHF 6'000 che avevano iniziato un’attività lucrativa dopo la conclusione degli studi, e quindi non più economicamente a carico dei genitori, la giurisprudenza del Tribunale cantonale delle Assicurazioni prevedeva che il diritto alla RIPAM doveva essere verificato a mano del reddito conseguito nel periodo più prossimo all’anno da sussidiare. Come ricorda la Cassa Cantonale di Compensazione AVS AI IPG nelle sue osservazioni al ricorso (p. 21 e 22) il TCA si è in particolare chinato su questi aspetti nelle sentenze 36.2010.32 del 24 marzo 2010 e 36.2007.41 del 7 maggio 2007. Nella prima sentenza in discussione era il caso di una giovane donna che, terminata la sua formazione, aveva postulato la RIPAM fondandosi sulla tassazione di riferimento che prevedeva però dei redditi:

" per CHF 186.00, un reddito imponibile di CHF 100.00 ed una sostanza di CHF 40'000.00.

I redditi riportati nella tassazione sono inferiori ai CHF 6'000.00. La ricorrente è persona sola a sensi dell’art. 26 LCAMal. Occorre allora rifarsi all’art. 31 litt. c LCAMal ed agli art. 17 e 31 RegLCAMlal. In virtù di tali norme, nei casi come quello qui in discussione, la persona interessata deve specificare il reddito del nucleo primario di riferimento, ossia quello delle persone dalle quali l’assicurato dipende economicamente. La norma è stata particolarmente prevista per i giovani in formazione, maggiorenni ed oggetto di tassazione propria ma che dipendono economicamente dai genitori che, nei loro confronti, hanno un obbligo di sostentamento. Una volta cessata la formazione, come nel caso in discussione, ed iniziata un’attività economica, la persona interessata non può vedersi accertare il diritto al sussidio sulla scorta della tassazione emessa quando era ancora studente e dipendente economicamente dai genitori. L’art. 17 RegLCAMal prevede allora che le persone sole con reddito imponibile nullo o totale dei redditi registrati nella tassazione applicabile inferiore a fr. 6’000.--, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI, su base mensile. Il diritto alla riduzione di premio e l’importo della stessa sono definiti tramite la trasformazione delle entrate lorde in reddito determinante a partire dalle tabelle ufficiali di conversione. L’Ordinanza 09 del sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 26 settembre 2008 prevede un importo di CHF 18’720.00 annui.

Nel caso concreto detta somma è superata, come desumibile dagli atti prodotti dalla stessa ricorrente, ed a giusta ragione l’Ufficio dell'Assicurazione Malattia ha proceduto alla determinazione autonoma del reddito conseguito dalla signora, per la sua successiva conversione a mano delle tabelle. Su queste tematiche si vedano le recenti sentenze di questo TCA del 17 febbraio 2010, inc. 36.2009.199 e 36.2010.1 del 19 febbraio 2010 nonché la giurisprudenza precisamente e puntualmente citata dall’amministrazione nelle osservazioni consegnate agli atti."

                                         Nel giudizio 36.2007.41 il Tribunale cantonale delle Assicurazioni si è così espresso:

" Nel caso in esame l’assicurato disponeva di un reddito nullo per il periodo di tassazione determinante fissato dall’esecutivo cantonale. Come rammenta l’art. 52 RegLCAMal:                                     

"  Le persone sole con reddito imponibile nullo o reddito lordo annuo inferiore a fr. 6’000.-, secondo il biennio fiscale determinante, sono esentate dallo specificare il nucleo primario di riferimento se al momento dell’istanza hanno un’entrata lorda propria non inferiore al limite massimo per persone sole ai sensi della legge federale sulle prestazioni complementari AVS/AI, su base mensile." (al riguardo cfr. RDAT II-2001 pag. 115 seg.)

Secondo l’Ordinanza 07 sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI del 22 settembre 2006 il limite massimo per persone sole ai sensi della LPC è di CHF 18'140.— In altri termini se, al momento dell’inoltro della domanda di sussidio, l’assicurato aveva un’imposizione nulla o riferita ad un reddito lordo inferiore ai CHF 6'000.-, l’amministrazione deve verificare l’esistenza di un reddito proprio (per l’esenzione dallo specificare il reddito determinante del nucleo primario) non inferiore ai CHF 18’140.— annui, pari a CHF 1'511,65 mensili. L'obiettivo del legislatore è quello di non intervenire a sostegno in particolare dei figli in formazione poiché tale obbligo incombe ai genitori (in questo senso la citata TCA 36.2005.6 del 7 marzo 2005 e TCA 36.2004.149 in re DP del 15 marzo 2005) rispettivamente di non intervenire in favore di coloro che, successivamente al periodo della tassazione di riferimento (indicante inesistenza di reddito imponibile od insufficienza di reddito) inizino un’attività lavorativa che permetta loro entrate adeguate e sufficienti a fronteggiare l’onere causato dal pagamento del premio dell’assicurazione malattia. Sarebbe infatti urtante, da un lato a fronte dell’obbligo di sostentamento da parte dei genitori per i figli in formazione e dall’altro a fronte di sufficienti entrate conseguite dalla persona interessata, che lo Stato utilizzasse risorse della collettività a fronte della capacità finanziaria per fronteggiare la spesa dei premi dell’assicurazione di base. Se il giovane dispone di una tassazione indicnate un reddito inferiore ai CHF 6'000.— annui l’amministrazione deve in sostanza verificare gli introiti al fine di determinare se l’ammontare massimo per persona sola fissato dall’Ordinanza sull’adeguamento delle prestazioni complementari all’AVS/AI sia superato o meno. Se tale ammontare non è superato si deve fare capo al reddito imponibile del genitore della persona assicurata (sentenza TCA 36.2004.149 del 15 marzo 2003 si vedano ancora le decisioni 36.2006.6 in re B. del 19 aprile 2006, 36.2006.210 in re Z. del 2 maggio 2007 e 17 aprile 2007 in re G. inc. 36.2007.25)." (sottolineatura del redattore)

                                         Ciò dimostra la costante volontà del legislatore non solo di non limitare l’accertamento manuale al di fuori della tassazione ai casi in cui sia l’assicurato a chiederlo, rispettivamente quando questo gli sia favorevole, ma anche prevedendo l’ipotesi in cui l’inizio di un’attività lavorativa permetta all’assicurato di far fronte al premio senza rientrare tra le persone meritevoli dell’aiuto sociale.

                             2.15.   In merito al tema delle persone che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione occorre ricordare come i cantoni beneficino di un’ampia autonomia nella promulgazione delle loro norme.

                                         Il Tribunale Federale ha rilevato infatti come i cantoni beneficino di una libertà nella regolamentazione della materia che non è però assoluta. Nella sentenza pubblicata in DTF 136 I 220 e segg. l’Alta Corte ha ritenuto che il diritto glaronese in materia di RIPAM violasse, come ritenuto dal Tribunale amministrativo di quel cantone, il diritto federale nella misura in cui imponeva l’eventuale compensazione tra imposte e RIPAM in caso di arretrati. Più specificatamente per il TF, in virtù dell’art. 49 cpv. 1 Cost. Fed., il diritto federale prevale su quello cantonale contrario. Le norme cantonali debbono quindi rispettare “Sinn und Zweck” (ossia senso e scopo) delle norme federali. In altri termini le regole cantonali in un ambito quale quello qui in discussione non debbono urtare rispettivamente pregiudicare o ridurre la portata delle norme federali (in questo senso anche G. Eugster: Krankenversicherung, in Soziale Sicherheit, SBVR, 2007 pag. 764).

                                         Quindi il Cantone, nella fissazione delle norme che regolano la materia della riduzione dei premi, gode di un ampio potere d’apprezzamento ed il diritto cantonale é diritto autonomo. Il giudice può intervenire in tale ambito unicamente se i cantoni, tramite le loro normative, non permettono il conseguimento degli scopi e degli obiettivi che il legislatore federale si è prefissato rispettivamente se è data una violazione del principio di parità di trattamento (DTF 136 I 220 e segg).

                                         D’altro canto, il diritto cantonale deve sempre rispettare i diritti fondamentali dei cittadini previsti dal diritto internazionale, dalla CEDU in particolare, e dalla Cost. fed. oltre che dalla Cost. cantoanle.

                             2.16.   In concreto RI 1 sostiene che l’art. 14 in relazione con l’art. 11 RLCAMal, nella misura in cui prevedano un obbligo d’accertamento manuale al di fuori della tassazione per la sola ipotesi delle persone che hanno iniziato un’attività lucrativa dopo avere terminato la prima formazione, violerebbe l’art. 8 cpv. 1 e 2 Cost. fed.

                                         L’art. 8 cpv. 1 Cost. fed. fissa l’uguaglianza giuridica: tutti sono uguali davanti alla legge. Dal canto suo il cpv. 2 prevede invece, non diversamente da quanto fa l’art. 14 CEDU, che nessuno può essere discriminato, in particolare a causa dell’origine, della razza, del sesso, dell’età, della lingua, della posizione sociale, del modo di vita, delle convinzioni religiose, filosofiche o politiche, e di menomazioni fisiche, mentali o psichiche. Rammentiamo che l’art. 14 CEDU prevede che

" Il godimento dei diritti e delle libertà riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, l’origine nazionale o sociale, l’appartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita od ogni altra condizione."

                                         La più recente dottrina in tema (Pascal Mahon: Droit constitutionnel. Droits fondamentaux. 3 ed. Helbing & Lichtenhahn, 2014, capitolo 9 p. 234 e ss.), ci ricorda che l’art. 8 Cost. fed. materializza nell’ordine giuridico l’idea filosofica che tutti gli esseri umani hanno valore uguale e pari attitudini per cui non debbono essere trattati diversamente. Si tratta di una “pierre angulaire” dell’ordinamento che trae la sua origine nell’art. 4 Cost. fed. 1874. La giurisprudenza ci ricorda che una decisione viola il principio dell’uguaglianza di trattamento quando stabilisca distinzioni giuridicamente non giustificate o quando ingiustificatamente tratti nella medesima maniera situazioni diverse (DTF 118 Ia 1 e 124 I 297). Il prof. Mahon ci rammenta in particolare che:

" L'égalité de traitement - qui constitue à la fois un principe général de l'activité étatique et un droit fondamental individuel - oblige l'Etat à traiter toutes les personnes sur la base des mêmes critères, d'utiliser la même mesure pour tous.

Le principe d'égalité n'interdit donc pas toutes les différences de traitement, mais il permet - et exige même - un traitement différent

de deux situations quand ces situations présentent des différences

objectives, qui justifient un traitement différent. Deux personnes

doivent donc être traitées de la même manière si elles se trouvent

dans des situations identiques, et elles doivent être traitées de façon

distincte lorsque les situations de fait dans lesquelles elles se trouvent sont différentes. Dans ce sens, l'art. 8 interdit a la fois les

distinctions et les assimilations insoutenables : le principe d égalité

donne donc, parfois, un droit à être traité de façon identique et,

parfois, un droit à être traité de façon différente."

                                         Gli esempi giurisprudenziali sono molteplici e significativi. Il TF ha considerato differenziazioni ammissibili quelle fondate sull’età massima per la remunerazione di un intervento chirurgico (DTF 136 I 121) in tema di remunerazione per un analogo lavoro (DTF 129 I 161), le differenze in tema d’imposizione del valore locativo (DTF 132 I 157). D’altro canto ha ritenuto inammissibili invece il divieto fatto ai funzionari della città di Berna domiciliati fuori comune di rendersi al lavoro con i mezzi privati (DTF 120 Ia 203), o la legge ticinese che impediva agli ecclesiastici di ricoprire la carica di deputato al Gran Consiglio (DTF 114 Ia 395) e le imposte regressive del canton Obvaldo (DTF 133 I 206). Va ancora ricordato che l’uguaglianza davanti alla legge è anche uguaglianza nella legge (DTF 116 Ia 359).

                                         L’uguaglianza poi non deve condurre alla rivendicazione della parità di trattamento nell’illegalità, una decisione illegale non deve condurre, in una situazione simile, all’emanazione di ulteriore decisione illegale (DTF 127 I 2), salvo che si tratti di una pratica costantemente ammessa ed accettata senza intenzione dell’autorità di modificarla (DTF 127 II 113).

                                         Con riferimento invece al cpv. 2 dell’art. 8 Cost. fed. relativo al divieto di discriminazione occorre richiamare ancora la definizione del prof. Mahon:

" … la notion de discrimination doit être comprise d'une autre manière, plus étroite: comme quelque chose de plus, ou même de différent de la simple inégalité: un traitement qui comporte un élément de dépréciation, d'avilissement (Aussonderung, Ausgrenzung, Herabwürdigung, Erniedrigung), et qui est réservé à une personne en raison de certains aspects de sa personnalité ou de son appartenance à un groupe déterminé. L'art. 8 al. 2 en donne des exemples: en général, il s'agit de «minorités» sociales qui, dans l'histoire ou actuellement, ont fait ou font l'objet de discriminations. Cette interprétation réduit le champ d'application de la disposition, mais elle en renforce en même temps la portée: d'une part, seuls sont visés les traitements ayant un caractère dépréciatif. Dans cette conception, les membres de la « majorité » ne peuvent ainsi pas se prévaloir de cette disposition (les hommes, les membres des religions dominantes, par exemple) et ils doivent se contenter de l'interdiction des inégalités de l'alinéa premier (si la distinction se base sur des motifs pertinents, elle est alors admissible). On peut donc parler, dans ce cas, d'une conception « asymétrique » de la disposition. D'autre part, dans ce sens restreint, l'interdiction de la discrimination est plus forte, des motifs pertinents ne suffisent plus pour justifier un traitement différent; l'interdiction est absolue: il n existe aucun motif, aucune raison qui justifie une exception. Elle constitue ainsi, en quelque sorte, le noyau dur du principe d'égalité.

Seule est alors possible la preuve que la mesure incriminée ne contient pas d'élément de dépréciation, donc qu'il n'y a pas

discrimination, mais une différence légitime, justifiée, précisément

par les intérêts mêmes du groupe menacé, et non motivée par un

préjugé à son encontre."

                                         ed ancora:

" Une troisième voie … s'est dessinée dans la doctrine dominante et dans la jurisprudence : la discrimination est conçue comme un traitement inégal comportant un élément de dépréciation, appliqué à une personne en raison de son appartenance à un groupe déterminé, défavorisé.

(…)

C'est la voie qu'ont empruntée le Tribunal fédéral des assurances, d'abord, puis le Tribunal fédéral, à la suite de la doctrine dominante (ATF 126 V 70, 73-73, IV-Stelle Schwyz g. I. und Verwaltungsgericht schwyz, du 22 mai 2000, et 126 II 377, 392-394, F.A. und. A.A. g. Regierungsrat sowie Verwaltungsgericht Zürich, du 11 septembre 2000, …"

                             2.17.   In concreto la violazione pretesa dall’assicurato non è data. Da un lato tutte le persone che adempiono i requisiti del regolamento e sono quindi al beneficio di una tassazione che preveda il totale dei redditi registrati nella tassazione fiscale determinante è inferiore al limite di fabbisogno esistenziale definito ai sensi della Laps, che non abbiano ancora compiuto i 30 anni e che non siano coniugati o con figli carico (condizioni cumulative) sono ritenute persone economicamente dipendenti da terzi. Si tratta di criteri che non comportano una diseguaglianza di trattamento, sono coerenti e non conducono a discriminazione alcuna. Se una persona ha meno di 30 anni con basso reddito e non ha obblighi familiari può essere ritenuta come inclusa in una UR famigliare. Si tratta di una scelta del legislatore applicabile a tutte le persone in maniera uguale, lo si ribadisce. Il semplice fatto che il legislatore, come in materia di voto, per il conseguimento della licenza di condurre ed altre ipotesi che qui non occorre evocare, prevede un’età, un certo reddito ed una determinata condizione famigliare per svolgere  l’accertamento del diritto al di fuori della tassazione è assolutamente corretto. Si tratta di elementi (quelli riferiti all'età, al reddito ed alla condizione famigliare) che inducono a ritenere, con altissima verosimiglianza, che la persona interessata sia dipendente da terzi (art. 11 RLCAMal). Per tale motivo è presunta la sua inclusione nell’UR della famiglia da cui dipende.

                                         Per l’art. 14 RLCAMal se la persona che adempie le condizioni dell’art. 11 cpv. 1 RLCAMal ha iniziato la sua attività lavorativa, ecco che il suo diritto alla RIPAM dovrà essere verificato alla luce non più dei guadagni di un terzo obbligato al mantenimento (obbligo che con la fine della formazione viene meno) ma alla luce dei redditi stessi dell’assicurato. Contrariamente a quanto ritiene il ricorrente questa soluzione di legge non è stata adottata per una volontà di risparmio sui sussidi da parte dello Stato, ma per un desiderio di equità, giustizia, correttezza ed adeguatezza nella RIPAM. In effetti non necessariamente l’inizio di una attività lavorativa, quale stagista ad esempio o quale osservatore prima che collaboratore, comporta redditi piuttosto esigui che non permettono di far fronte al premio LAMal. In queste costellazioni, frequenti in se, la verifica imposta dall’art. 14 RLCAMal permette il versamento di RIPAM a volte neppure concesse all’UR o concesse in misura inferiore rispetto a quella accertata in seguito all’applicazione della norma. In altri termini la norma non vuole essere tesa al negare un aiuto sociale ma è tesa a verificare il corretto diritto all’ottenimento dell'aiuto sociale (ossia se il richiedente è effettivamente persona di “condizione economica modesta”, art. 65 cpv. 1 LAMal) rispettivamente tende alla quantificazione del diritto in maniera mirata sulla persona e sulle sue novelle condizioni economico finanziarie.

                                         Il fatto che il legislatore abbia fissato condizioni finanziarie o d’età per determinare l’accertamento manuale del diritto alla RIPAM al di fuori della tassazione è una necessità frequente nelle norme di legge che deve porre parametri per determinare l’ampiezza degli accertamenti e delle verifiche da compiere. Non si tratta di inserire graduazioni discriminanti come ritiene il ricorrente. Il fatto di adempiere, o meno, queste condizioni non crea una discriminazione e tanto meno una disparità di trattamento. Le condizioni poste, come detto, non sono arbitrarie ed anzi rientrano in quei criteri usualmente ritenuti dal legislatore cantonale (se veda ad esempio la deducibilità per figli agli studi a livello fiscale, fissata ai 28 anni del figlio che non ha ancora terminato la formazione).

                             2.18.   Da quanto precede discende che l’art. 11 cpv. 1 in relazione con l’art. 14 cpv. 1 lett. h RLCAMal non violano l’art. 8 Cost. fed. pur fissando condizioni economiche e di età determinate. Non vanno a colpire un gruppo sociale con proprie specifiche caratterizzazioni. Si tratta di norma che, contrariamente a quanto ritiene il ricorrente, non è riferita necessariamente agli studenti ma anche agli apprendisti rispettivamente a coloro che seguono formazioni empiriche, ossia quelle persone che dopo la formazione passano all’esercizio di una attività professionale. Come rilevato in precedenza nella sua precedente prassi questo Tribunale cantonale delle Assicurazioni ha evidenziato che sarebbe scioccante che una persona, una volta terminata la sua formazione ed iniziasse a guadagnare in maniera adeguata la sua vita, percepisse la RIPAM non dovuta siccome carente la condizione legale (federale) di persona di condizione economica modesta, fondandosi su dati economici non più attuali.

                             2.19.   Il ricorrente si lamenta del fatto che, se avesse guadagnato nel 2011 CHF 3'215 in più egli non si sarebbe visto determinare il diritto alla RIPAM in base all’art. 14 RLCAMal ma avrebbe beneficiato dell’aiuto sociale pieno. Non è però RI 1 che “subisce un doppio svantaggio dal’aver guadagnato troppo poco” siccome il ricorrente, se avesse conseguito nel 2013/2014 redditi inferiori al salario lordo di CHF 4'500 mensili comprovati, che ne escludono l’appartenenza alla categoria delle persone di condizione economica modesta, si sarebbe visto riconoscere il diritto alla RIPAM. L’importo di CHF 17'368 non è una soglia di intervento finanziario, bensì la soglia di intervento della verifica dei presupposti da accertare manualmente, che costituisce pur sempre, come evocato, un’eccezione al principio. Ci si potrebbe domandare se il parametro determinato dal Consiglio di Stato non sia effettivamente basso. Questo valore trova il suo fondamento nel limite del fabbisogno Laps e questo Tribunale non ha assolutamente nessun motivo per scostarsene.

                             2.20.   Detto della conformità ai diritti fondamentali delle citate norme del RLCAMal, va aggiunto che neppure la critica per cui il legislatore ha conferito all’esecutivo, con l’art. 30 cpv. 2 LCAMal, un potere ampio e non precisamente contornato, regge all’esame. Questa Corte ha infatti analizzato, sotto la vigenza del precedente diritto, analoghe lamentele escludendole (si vedano per tutte la citata STCA 36.2010.32 del 24 marzo 2010 e la STCA 36.2001.71 del 6 febbraio 2002 in parte pubblicata in RTiD 2002 II 28). In quest’ultima sentenza in particolare questo TCA ha considerato:

" Occorre domandarsi se, alla luce del tenore dell’art. 31 litt. c) LCAMal che prevede l’accertamento del reddito determinante “in altri casi particolari” la delega del legislativo all’esecutivo non sia stata eccessivamente limitata con l’adozione dell’art. 67 RCAMal. Va subito rilevato come la delega del legislativo al Consiglio di Stato sia decisamente ampia e, soprattutto, priva di contorni specificatamente indicati nella legge. La norma in questione prevede infatti unicamente e genericamente l’accertamento per “altri casi particolari”. Il Consiglio di Stato ha emanato l’art. 67 Reg. LCAMal in cui ha previsto, quali casi specifici tali da giustificare l’accertamento del reddito da parte dell’Istituto delle Assicurazioni sociali, il decesso del coniuge, matrimonio, divorzio o separazione per sentenza giudiziaria o di fatto (se assente la tassazione applicabile), la cessazione dell’attività lavorativa per pensionamento od invalidità, la cessazione temporanea dell’attività per riqualificazione, o per maternità, od ancora quando la persona interessata sia stata posta al beneficio di misure LADI "dopo almeno sei mesi di inattività lucrativa". L’esecutivo ha così ritenuto elementi che incidono direttamente nelle entrate finanziarie delle persone interessate (ossia la cessazione di una attività lucrativa per motivi specifici), ha considerato le persone a beneficio di prestazioni LADI rispettivamente “al beneficio di prestazioni della Legge sull’assistenza sociale” ed ha considerato motivi d’ordine familiare che hanno incidenza finanziaria, in questo senso il matrimonio, separazione, divorzio. La nascita di un figlio manca precisamente in questo contesto. Tale assenza non può essere ritenuta comunque una lacuna del testo legale del regolamento in discussione.

Il Consiglio di Stato ha considerato nell’elencazione situazioni giuridiche che – normalmente – incidono direttamente nel reddito conseguito dalle persone interessate e che, in genere, conducono all'emanazione di tassazioni intermedie e non, invece, fattori che cagionano una spesa. Va considerato come la nascita di un figlio, pur comportando un aumento delle spese per il mantenimento non incide nel reddito della persona interessata od incide semmai positivamente per l’erogazione dell’assegno per i figli in virtù della LAF. Non si può quindi ritenere che il Consiglio di Stato abbia regolamentato differentemente fattispecie giuridiche che andavano trattate in maniera simile. Si deve quindi concludere che una applicazione per analogia dell’art. 67 Reg. LCAMal al caso della nascita di un figlio all’assicurato che postula la concessione del sussidio, non appare giustificata."

                                         Ora il ragionamento calza anche al nuovo diritto. La delega conferita dal Parlamento al Consiglio di Stato appare decisamente priva di contorni e molto ampia, i limiti consistono però nella norma federale stessa, prevista dall’art. 65 LAMal, e dalle norme espresse dal legislatore nella LCAMal. Entro questi parametri, che appaiono decisamente rispettati, le norme dell’esecutivo cantonale vanno ritenute ed applicate.

                             2.21.   Va quindi ritenuta la correttezza dell’agire della Cassa che ha rettamente applicato norme valide, cogenti e dalle quali non ci si deve scostare. Dati i presupposti degli art. 11 e 14 RLCAMal l’amministrazione doveva accertare manualmente i presupposti per il diritto alla RIPAM del ricorrente. Non poteva, infatti, riferirsi ad altra tassazione. Anche qui occorre richiamare la giurisprudenza sviluppata da questo Tribunale cantonale delle assicurazioni sotto l’egida del previgente diritto, pienamente applicabile in concreto, secondo cui

" Va qui evocato come unicamente una tassazione ordinaria o intermedia riferita al periodo fissato dal Consiglio di Stato nel suo decreto esecutivo possa essere utilizzata per una domanda di sussidio o di revisione come chiaramente desumibile dal tenore dell'art. 58 Reg. LCAMal (nello stesso senso gli art. 51 e 59 Reg. LCAMal v. inoltre quanto evocato nella sentenza 3 settembre 2004 inc. 36.2004.81).

In altri termini una decisione di tassazione relativa al periodo fiscale 2003 (ossia la tassazione 2003B) con fissazione di importi inferiori ai parametri rammentati sub. 2.2. non può essere utilizzata trattandosi di una tassazione ordinaria riferita a periodo fiscale diverso da quello determinato dall'esecutivo cantonale (per il quale una tassazione esiste) per delega del legislativo (art. 49 LCAMal). Va evocato come le recenti novelle legislative hanno modificato la determinazione del reddito imponibile in particolare aumentando la possibilità di deduzioni. Tale motivo è verosimilmente alla base della decisione del Consiglio di Stato di non modificare i parametri di cui al DE citato del 12 novembre 2003 ma di rinviare comunque alla tassazione 2001-2002."

                                         Non è quindi applicabile altra tassazione rispetto a quella determinata dal Consiglio di stato nell’annuale decreto esecutivo fondato sull’art. 40 LCAMal.

                             2.22.   Alla luce di quanto precede, il procedere della Cassa risulta corretto ed il suo calcolo non è stato, a ragione, contestato dall’assicurato. Infatti l’amministrazione ha determinato un reddito disponibile di CHF 45'519 desunto dal foglio paga fornito dall’assicurato medesimo, ha considerato il premio medio di riferimento determinato dal Consiglio di Stato in CHF 4965 ed il limite di reddito per la RIPAM massima di CHF 17'368. Ne viene che il calcolo è il seguente:

" {4'965 - [(45'519 – 50% 17'368) x 20%]} x 70% = fr. – 1'681.40"

                                         Come correttamente ritenuto dalla Cassa, RI 1 non ha diritto, per l’anno 2014, ad alcuna riduzione del premio. Il suo ricorso va respinto senza carico di tassa di giustizia e spese.

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                   1.   Il ricorso 30 ottobre 2014 formulato da RI 1 è respinto.

                                   2.   Non si prelevano tasse e spese e non si attribuiscono ripetibili.

                                   3.   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso in materia di diritto pubblico al Tribunale federale, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il presidente                                                          Il segretario

Daniele Cattaneo                                                 Gianluca Menghetti

36.2014.93 — Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 09.03.2015 36.2014.93 — Swissrulings