Raccomandata
Incarto n. 36.2002.99 36.2003.41 cs/cd
Lugano 5 maggio 2003
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
redattore:
Christian Steffen, vicecancelliere
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso/petizione del 25 agosto 2002 di
__________
contro
la decisione su opposizione del 29 luglio 2002 emanata da
Cassa Malati __________ in materia di assicurazione contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. __________ è assicurata contro le malattie presso la Cassa malati __________ dove beneficia, oltre che dell'assicurazione di base per le cure medico sanitarie, anche di alcune assicurazioni complementari (Assicurazione per le cure dentarie, Assicurazione d'infortunio per decesso e invalidità, Assicurazione delle cure medico-sanitarie __________, Assicurazione complementare d'infortunio per le cure e Assicurazione delle spese di ospedalizzazione).
In data 26 novembre 2001 l'assicurata si è sottoposta ad una "visita oculistica di controllo per urgenza" presso il Dr. __________, il quale ha compilato due ordinanze per medicamenti oftalmici (doc. _).
In data 3 dicembre 2001 l'interessata è stata nuovamente visitata dal Dr. __________, il quale ha emesso una fattura di Lire 150'000, indicando "visita oculistica urgente." (doc. _)
La __________ si è rifiutata di assumersi il costo delle visite e dei medicamenti, ritenendo non adempiute le condizioni dell'urgenza.
Questa presa di posizione è stata confermata con decisione su opposizione del 29 luglio 2002 (doc. _).
Con tempestivo ricorso/petizione del 25 agosto 2002 l'assicurata contesta la predetta decisione e osserva:
" (…)
pag. 2 punto 1 (fatti) sono assicurata per la 1a classe e pago anche la __________ + assicurazione __________ Europe (richiamo la copertura assicurativa.
pag. 2-3 punto 5 contestato, non mi sono recata a __________ per fare delle visite di controllo e acquistare medicamenti confermo che quello che mi è successo a __________ mi è venuto all'improvviso.
Il fatto che manchi l'elenco di prestazioni di trattamento in territorio svizzero è una lacuna. Una lacuna non può essere usata quale base giuridica per giudicare, è un arbitro della __________.
Contesto che il rientro in Svizzera fino a __________ era esigibile; ho 78 anni, soffro di diverse patologie (la __________ lo sa) e sono anche cardiopatica.
La sentenza del TFA del 31 agosto 2001 K83/01 ha definito ben diversamente l'urgenza.
Se la __________ vuole usare questa sentenza del TFA se la studi prima di usarla a sproposito.
Contesto che probabilmente la data per l'appuntamento fosse già stata fissata in precedenza. Non si giudica su supposizioni "probabilmente". Non corrisponde a verità.
Chiedo di poter vedere l'incarto completo.
Appena possibile invierò la fotografia che dimostra cosa mi è successo improvvisamente a __________.
Chiedo di annullare la decisione della __________.
Protesto tasse e spese e chiedo che mi vengano rimborsate le spese da me pagate a __________." (cfr. doc. _)
1.2. Con risposta del 21 ottobre 2002 la Cassa propone di respingere il gravame e osserva:
" (…)
5. Il 26 novembre 2001, la signora __________ si è sottoposta a una visita oculistica di controllo "per urgenza" presso il Dr. __________, a __________, per un importo delle allora Lire 70'000, pari a CHF 53.85 (Lire 1'300=CHF 1). In quell'occasione, essa ha ricevuto due ordinanze mediche per dei medicamenti oftalmici, ritirati presso una farmacia del luogo in data 26 e 30 novembre 2001, per un montante di Lire 84'300, equivalenti a CHF 64.85 (allegati _ a _, agli atti).
Il 3 dicembre 2001, la ricorrente ha effettuato un'ulteriore visita oculistica "urgente", sempre presso il Dr. __________, a __________, fatturata Lire 150'000, equivalenti a CHF 115.40 (allegato _, agli atti).
6. Tramite il formulario "Attestazione di malattia", datato 4 gennaio 2002, l'assicurata ha invitato la __________ all'assunzione malattie dei costi relativi i trattamenti seguiti a __________, presso il Dr. __________, e dovuti ad un "improvviso acuto male all'occhio sinistro" (allegato _, agli atti). Il 17 gennaio 2002, la competente sezione della convenuta in Ticino rifiutava di dar seguito alla richiesta.
7. Per lettera datata 21 gennaio 2002, la ricorrente ha espresso il suo disaccordo alla posizione presa dalla __________. Ella richiedeva pertanto all'assicuratore l'emissione di una decisione formale (allegato _, agli atti).
8. Con decisione del 20 febbraio 2002, la __________ ha confermato che per le note d'onorario del Dr. __________ di __________ e per le spese di cura sostenute all'estero dal 26 novembre al 3 dicembre 2001, non potevano essere corrisposte prestazioni.
Infatti, l'assicurazione obbligatoria delle cure mediche prevede un contributo per prestazioni all'estero unicamente se queste non possono essere effettuate in Svizzera.
L'altro caso di figura è rappresentato dall'urgenza: quest'ultima esiste se l'assicurato che soggiorna temporaneamente all'estero necessita immediatamente di un trattamento medico e che il rientro in Svizzera non è medicalmente appropriato. Non è data l'urgenza se l'assicurato si è recato di proposito all'estero con lo scopo di seguire una cura od un trattamento.
Non trovando nella documentazione fornita alcun motivo particolare che lasciasse intravedere la necessità di più visite oculistiche di controllo effettuabili solo all'estero, non rappresentando l'improvviso acuto male all'occhio sinistro un motivo sufficiente ad escludere od impedire di traversare il confine, la convenuta concludeva che, giusta l'art. 36 dell'Ordinanza sull'assicurazione malattia (OAMal), le cure oggetto del presente litigio potevano, e dovevano, essere eseguite in Svizzera.
Pertanto, recatasi all'estero a più riprese con l'intenzione di effettuarvi delle visite di controllo ed acquistare dei medicamenti, la domanda di presa a carico delle prestazioni formulata dalla ricorrente doveva essere respinta. La LAMal, invero, non comprende contributi per trattamenti medici finalizzati all'estero (allegato _, agli atti).
9. La signora __________ ha sollevato tempestiva opposizione avverso la decisione di rifiuto resa dalla __________.
Con l'opposizione 26 febbraio 2002, l'assicurata asserisce non essersi recata in Italia il 26 novembre 2001 per farsi curare, "essendo libera di andarci tanto quanto gli altri cittadini svizzeri che non devono fornire spiegazioni ad alcuno di cosa fanno in Italia". Sempre secondo l'assicurata, mentre era a __________ avrebbe avuto un improvviso male all'occhio sinistro che l'avrebbe costretta a recarsi urgentemente dall'oculista più vicino, il Dr. __________, in quanto le riusciva impossibile cercare in che strada si trovasse un ospedale con il reparto per le urgenze.
La ricorrente continua, per giustificare la seconda visita del 3 dicembre 2001 presso il Dr. __________, arguendo essersi ancora recata in Italia perché aveva degli impegni. Così essa si motiva: "Se il 3 di dicembre 2001 ho avuto mentre ero in Italia un problema all'occhio non potevo fare diversamente (…) Il rientro in Svizzera (che dista pochi chilometri da __________, ndr) nelle mie condizioni era inappropriato" (allegato _, agli atti).
10. La __________ ha reso, il 29 luglio 2002, una
decisione su opposizione, confermando sostanzialmente quanto già esposto nella decisione formale (allegato _, agli atti). La decisione su opposizione è stata notificata all'assicurata in data 2 agosto 2002 (allegato _, agli atti).
La Signora __________ ha inoltrato al Lodevole Tribunale delle assicurazioni un ricorso di diritto amministrativo datato 25 agosto 2002 (allegato _, agli atti).
(…)
12. Nel suo ricorso di diritto amministrativo 25 agosto 2002, la
Signora __________ fa valere principalmente che il reparto di pronto soccorso dell'__________ è sprovvisto di medici in grado di prestare le prime cure di oftalmologia. Questa mancanza avrebbe quindi costretto l'anziana assicurata non solo a traversare il confine, ma anche a sopportare uno spostamento fino a __________. Da qui, la scelta di ricorrere ad un oculista di __________ per i frequenti "casi di urgenza".
La __________ ha quindi interpellato telefonicamente una persona responsabile del reparto di pronto soccorso dell'__________, chiedendo se effettivamente per un improvviso acuto male all'occhio (allegato _, agli atti), non suffragato da alcun rapporto o documento medico e curato esclusivamente con delle gocce e del collirio (allegati _ e _, agli atti), si rendeva necessario uno spostamento sino al reparto di oftalmologia dell'__________.
Il responsabile del reparto di pronto soccorso dell'__________ ha confermato che i medici in servizio presso di loro sono in grado di occuparsi di qualsiasi tipo di problema comune che riguardi gli occhi. Vengono così eliminati eventuali corpi estranei che si sarebbero infilati nell'occhio, si praticano dei lavaggi, sono curate delle congiuntiviti o delle infiammazioni, si rilasciano certificati medici per procurarsi colliri o altri medicamenti in farmacia.
Qualora il caso specifico dovesse presentare particolarità o apparire urgente, l'__________ si incarica di inviare il paziente direttamente presso un oftalmologo della zona. La possibilità esiste di convocare direttamente un oftalmologo presso il reparto di pronto soccorso.
L'__________ ricorre all'Ospedale __________ solamente in presenza di casi che richiedono un intervento, degli esami e del personale medico specializzato, proprio al reparto di oftalmologia.
Contrariamente a quanto sostenuto nel ricorso, la convenuta resta quindi dell'avviso che le visite effettuate ciclicamente dall'assicurata a __________, presso il gabinetto del Dr. __________, potevano senza rischio alcuno essere svolte anche al reparto di pronto soccorso dell'__________. Gli argomenti sollevati nella fattispecie dalla Signora __________ al fine di giustificare la scelta dell'oculista comasco risultano quindi essere di pura opportunità, non fondati su alcun argomento medico che attesti l'effettiva urgenza. Le prestazioni litigiose non sono pertanto a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie.
13. La ricorrente si scaglia nuovamente contro la decisione su
opposizione della convenuta, la quale aveva messo in dubbio il carattere di urgenza delle regolari visite presso il Dr. __________, propendendo per delle visite su appuntamento già in precedenza fissate.
Il 10 settembre 2002, il Servizio giuridico della __________ ha quindi telefonato al gabinetto medico del Dr. __________, chiedendo espressamente se le visite oculistiche presso lo studio avvenivano previo appuntamento fissato con i pazienti, oppure se venivano accettati anche pazienti che si presentano spontaneamente per delle urgenze. La telefonista ha allora affermato che il gabinetto riceve pazienti esclusivamente su appuntamento. Non vengono trattati casi di urgenza o pazienti che si presentino senza un regolare appuntamento.
Questo conferma il sospetto espresso dalla convenuta nelle sue decisioni su opposizione, annullando l'arbitrio sollevato dalla ricorrente.
A tal uopo, la convenuta segnala al Lodevole Tribunale delle assicurazioni che le visite oculistiche della Signora __________ presso l'Ospedale __________, effettuate dal Dr. __________, continuano regolarmente, senza che alcuna "urgenza" sia presente. Il 24 giugno 2002, infatti, la ricorrente ha svolto un esame a causa di un bruciore all'occhio destro, il quale si è risolto ritirando in farmacia, sempre a __________, del collirio e del gel oculare. Il 4 settembre 2002, sempre all'Ospedale __________, un'altra visita è stata compiuta dal Dr. __________ per un nuovo bruciore dell'occhio destro dell'assicurata. Anche in questo caso, tutto si è risolto con un po' di collirio.
14. Le altre argomentazioni contenute nel ricorso di diritto
amministrativo presentato dalla signora __________ non conducono ad una valutazione differente dell'obbligo di prestazione da parte della convenuta. Per questi motivi la __________ ribadisce il suo rifiuto di presa a carico dei costi relativi alle visite oculistiche eseguite a __________, presso il Dr. __________, cui si è sottoposta la ricorrente nel periodo dal 26 novembre al 3 dicembre 2001." (cfr. doc. _)
1.3. Il 29 ottobre 2002 l'assicuratore ha precisato quanto segue:
" (…)
Il pto. 13 della risposta, alla pagina 7, recita:"A tal uopo, la convenuta segnala al Lodevole Tribunale delle assicurazioni che le visite oculistiche della Signora __________ presso l'Ospedale __________, effettuate dal Dr. __________, continuano regolarmente, senza che alcuna "urgenza" sia presente. Il 24 giugno 2002, infatti, la ricorrente ha svolto un esame a causa di un bruciore all'occhio destro, il quale si è risolto ritirando in farmacia, sempre a __________, del collirio e del gel oculare. Il 4 settembre 2002, sempre all'Ospedale __________, un'altra visita è stata compiuta dal Dr. __________ per un nuovo bruciore dell'occhio destro dell'assicurata. Anche in questo caso, tutto si è risolto con un po' di collirio".
Teniamo a precisare dapprima la svista che si è insidiata in quanto appena riportato. Infatti, la signora __________ ha solamente svolto un ulteriore esame complessivo dell'occhio, effettuato in data 24 giugno 2002 dal Dr. __________, presso l'Ospedale __________, e non due, come tendenziosamente potrebbe sembrare. Questo risulta chiaramente dai documenti che accompagnano la presente (allegati _ e _).
Il secondo esame complessivo dell'occhio effettuato in data 4 settembre 2002 dal Dr. __________, presso l'Ospedale __________, riguarda invero la figlia, signora __________ (incarto n. __________).
Il disturbo accusato dalla ricorrente, un semplice bruciore all'occhio destro risoltosi con del collirio, l'abitudine di ricorrere, assieme ai suoi famigliari, al medesimo fornitore di prestazioni all'estero per delle visite oculistiche o dei controlli, qui comprovata dalla nuova richiesta di rimborso per la visita del 24 giugno 2002, la vicinanza di __________ al luogo di domicilio, depongono contro la sistematica esistenza di casi di "urgenza", così come richiesto dalle prime due frasi dell'art. 36 cpv. 2 OAMal." (cfr. doc. _)
1.4. Chiamata a presentare osservazioni scritte in merito l'insorgente ha indicato:
" (…)
Tempestivamente faccio le doverose precisazioni, oltremodo
necessarie per le affermazioni inveritiere e fuorvianti della cassa
malati __________ e fornisco altri mezzi di prova: la mia foto scattata in Italia quando è successo il fatto di cui ci si occupa e chiedo di richiamare, quali mezzi di prova, dall'assicurazione invalidità del Cantone __________ e dalla __________ l'incarto completo che riguarda i miei occhi datato 1983 e rispettivamente 1996.
A scanso di equivoci contesto quanto ha scritto la __________ nella risposta di causa del 21 ottobre 2002 perchè non corrisponde alla verità.
pag. 2 della " risposta di causa" della __________:
bisogna verificare se la __________ ha rispettato il termine di 10 giorni per presentare la risposta.
Io non ho le buste per fare questa verifica., quindi la faccia p.f. il TCAss.
pag. 2 punto 4:
le assicurazioni di __________ sono importanti nella
fattispecie, è molto assicurata ed è assicurata per cure all'estero.
Giova ricordare che __________, __________, __________ sono tre assicurati diversi e pagano regolarmente tre quote diverse. Non abbiamo un'assicurazione per famiglia.
pag. 3 punto 8:
Non è vero: non mi sono recata all'estero per sottopormi a cure in Italia: ero già là in vacanza e mi è successo improvvisamente.
Chiedo p.f. che la __________ traduca in italiano " l'altro caso di figura ..." Che cosa vuol dire? L'assicurato deve essere messo in grado di capire nella propria lingua tutte le frasi della __________ e chiedo che mi venga inviato il testo corretto in italiano.
pag. 3 contesto tutto il punto 8:
La __________ fa affermazioni false e fuorvianti, per non pagare, vedi incarto completo.
pag. 4 punto 11:
Mi oppongo che il Tribunale delle assicurazioni consideri la decisione della __________ che ho impugnato quale parte di risposta di causa, ne risulterebbe una decisione gravemente viziata dal profilo formale e dal profilo dei contenuti e quindi suscettibile di ricorso, non vedo perchè non dovrei ricorrere davanti a un simile abuso.
Il TCAss è un Tribunale che fa parte del Tribunale di appello.
pag. 5:
Contesto tutta la pagina. Sono affermazioni inveritiere.
Voler sostenere come fa la __________ che dal profilo medico l'urgenza da curare in Italia è data se il soggetto non respira più;
è semplicemente grottesco, quando uno non respira più praticamente è deceduto.
Io non ho mai fissato date per appuntamenti, il fatto che sono andata dallo stesso oculista due volte nel 2001, epoca in cui sono avvenuti i fatti ora posti in giudizio, significa un bel niente. E' palese che se mi trovo a __________ o vicino a __________ non vado certo a __________. E' evidente che si va nel posto più vicino, considerata l'età del soggetto (io sono classe 1924).
La " ciclicità" è una fantasia del signor __________: legga il vocabolario prima di usare le parole.
pag. 5, 13 righe dal basso: "è molto più probabile che la data per l'appuntamento fosse già stata fissata precedentemente."
Come già ribadito sopra con le probabilità, che non corrispondono minimamente alla verità in tribunale non si è mai provato alcunchè.
Pretendere come fa il signor __________ di usare come mezzo di prova una sua fantasia è semplicemente temerario. Solo agendo in questo modo si giustifica che il tribunale assegni delle spese alla __________.
Contesto tutto quanto scritto a pag. 6 dalla __________.
Una telefonata, come dice di aver fatto la __________, non è un mezzo di prova.
Il Tribunale federale non ha mai ammesso l'uso di una telefonata come mezzo di prova per spostare sedute in Pretura o chiedere una seduta in Pretura. Le telefonate che il signor __________ afferma di aver fatto provano un bel niente.
La __________ per mezzo del sig. __________ ammette che al pronto soccorso di __________ non vi è neppure un oculista ma "medici che rilasciano certificati medici ( sic ! ) per procurarsi colliri" ma si rende conto la __________ che scrive che al pronto soccorso dell'__________ si rilasciano certificati medici per procurarsi colliri?
Ci vuole una giornata a fare un giro come lo descrive il signor __________i: prima all'__________, poi all'ospedale __________: fate p.f. riscrivere la frase di pag. 6 " le prestazioni litigiose non sono pertanto a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie" perchè non si capisce che cosa vuol dire e non posso esprimermi su frasi incomprensibili.
Il punto 13 di pagina 6 viene contestato completamente. E' semplicemente falso quanto afferma la __________ che scrive "propendendo per delle visite su appuntamento già in precedenza fissate."
Il punto 13 necessita di queste spiegazioni:
come da ogni medico oculista, e questo anche e specialmente in Svizzera e specialmente a __________, la persona che ha un problema serio e urgente telefona - o fa telefonare da qualcuno - al medico e chiede di essere ricevuta subito.
Il medico, sentito il caso, accetta di ricevere.
Il fatto che ci sia una telefonata che annuncia l'arrivo del paziente non significa che si è preso l'appuntamento tre mesi prima.
Se uno ha un problema non va a suonare il campanello del medico, ma normalmente telefona, anche solo 10 minuti prima: non siamo mica dal dr. __________ in Africa!
Io non stavo bene, e la foto lo dimostra, ho fatto chiedere per telefono se l'oculista mi riceveva e mi hanno ricevuta: un paziente aveva appena rinunciato al suo appuntamento: quindi tutta l'intelaiatura di
"prove" costruita dalla __________ A PAG. 6 che il suo sospetto era fondato, cade completamente.
Inoltre il giorno 4 settembre 2002 non sono mai stata in ospedale __________, nè il dottor __________ mi ha visitato.
O la __________ porta le prove scritte che __________ era
all'Ospedale __________ il 4 settembre 2002 - e la prova è semplicemente impossibile - e di conseguenza la __________ scrive al TCAss entro dieci giorni che ha inventato la data 4 settembre 2002 di sana pianta, o io nel termine di tre mesi, che in ogni caso non sono 90 giorni, considerato che ottobre e dicembre hanno 31 giorni, inoltro regolare querela nei confronti del precitato sig. __________ e __________ per affermazioni mendaci per fuorviare i Giudici.
In tutta questa vicenda, che doveva essere risolta subito a livello di cassa malati, con un po' di buon senso e di coerenza, senza intasare i tribunali ci sono solo affermazioni della __________
che non sono prove ma insinuazioni: pretendere che usare il telefono prima di andare dal medico esclude l'urgenza vuol dire essere in malafede per non pagare.
In conclusione, onorevole Signor Giudice, viste le affermazioni false e fuorvianti della __________, che arriva persino a sostenere che l'uso del telefono a un medico significa prendere l'appuntamento mesi prima e quindi non c'è urgenza, si rende oltremodo necessario richiamare i mezzi di prova che ho richiesto a pag. 1 e cioè incarto invalidità 1983 e incarto __________ 1996 entrambi per gli occhi.
Voglia assegnarmi un congruo termine per esaminare questi incarti
e vedere se sono completi e se sono gli incarti giusti." (cfr. doc. _)
1.5. In data 12 novembre 2002 la __________ ha precisato:
" (…)
Non siamo ovviamente in grado di poter produrre, come richiesto dall'assicurata, un dossier del 1983 riguardante l'assicurazione invalidità. Dopo ricerche in seno alla Direzione della convenuta, è stato invece appurato che la ricorrente si è sottoposta, nel 1996, ad un'operazione alla cataratta nel Cantone __________. La richiesta di produrre questo incarto per un'operazione avvenuta sei anni fa appare comunque non pertinente nella fattispecie. Non si deve infatti dimenticare che il fulcro della questione riguarda esclusivamente delle visite oculistiche eseguite a ridosso della frontiera italo-svizzera.
Irrilevante appare inoltre la fotografia prodotta e che ritrae l'assicurata. Si vede una porta, una sedia sulla quale è accomodata la ricorrente, un muro. Essa potrebbe essere stata scattata a __________, a __________, come altrove ed in altro periodo, rendendo dubbia la sua forza probatoria.
Pagina 2
Rammentiamo al Lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni che il litigio va chiarito esclusivamente sulla base della LAMal. Per quanto riguarda le coperture complementari dell'assicurata, esse non trovano applicazione nel caso concreto, né una petizione è mai stata inoltrata dall'interessata in tale senso.
L'espressione "L'altro caso di figura (...)", evidente francesismo, può tranquillamente essere sostituita, in riferimento al paragrafo che la precede, con la seguente formulazione: "L'altro caso in cui l'assicurazione obbligatoria delle cure mediche prevede un contributo per prestazioni all'estero (…)".
Pagina 3
"Ciclicità": s.f. l'essere ciclico: la - di un fenomeno, di un evento. "Ciclico": agg. che si ripete, che ricorre a cicli.
"Ciclo": s.m. successione di fenomeni che si ripetono periodicamente.
(II grande dizionario Garzanti della lingua italiana, Garzanti Editore, Milano, 1987).
Prendendo in considerazione l'insieme e la successione delle visite effettuate dalla Signora __________ e dai suoi due figli (incarti n. __________ e n. __________), sempre a __________ e presso lo stesso fornitore di prestazioni (15 ottobre, 23 ottobre, 29 ottobre, 30 ottobre, 3 novembre, 5 novembre, 7 novembre, 26 novembre, 30 novembre, 3 dicembre, 7 dicembre 2001, 24 giugno e 4 settembre 2002), l'utilizzo del sostantivo femminile "ciclicità" appare, agli occhi della convenuta, appropriato.
Pagina 4
La ricorrente scrive: "Come da ogni medico oculista, e questo anche e specialmente in Svizzera e specialmente a __________, la persona che ha un problema serio e urgente telefona - o fa telefonare da qualcuno - al medico e chiede di essere ricevuta subito. (...) lo non stavo bene (...) ho fatto chiedere per telefono se l'oculista mi riceveva e mi hanno ricevuta: un paziente aveva appena rinunciato al suo appuntamento (...)". La stessa, in una lettera del 26 febbraio 2002 (allegato _, agli atti), scrive però, a pagina 1 e 2, "Ho dovuto per forza cercare un oculista urgentemente. (...) ho preso l'oculista più vicino a dove mi trovavo e con un occhio che fa male e a 76 anni non posso leggere l'elenco del telefono al bar per cercare in che strada c'è l'ospedale". La contraddittorietà dei due asserti è evidente.
La convenuta non ha inoltre mai sostenuto che l'appuntamento fosse già stato fissato tre mesi prima. Essa si è infatti limitata alla più diplomatica espressione: "(la convenuta) aveva messo in dubbio il carattere di urgenza delle regolari visite presso il Dr. __________, propendendo per delle visite su appuntamento già in precedenza fissate" (risposta di causa 21 ottobre 2002, pag. 6, pto. 13).
Per quanto riguarda la visita oculistica effettuata il 4 settembre 2002 presso il Dr. __________ all'Ospedale __________ di __________, ci limitiamo a rinviare il Lodevole Tribunale cantonale delle assicurazioni alle spiegazioni e agli ulteriori mezzi di prova, già prodotti con la lettera del 29 ottobre 2002." (cfr. doc. _)
1.6. Da parte sua l'insorgente ha rilevato:
" (…)
pag. 1 della lettera trattata dal sig. __________.
11a riga dal basso: è falso. __________ il 4 settembre 2002 non è stata all'ospedale __________. Il dr. __________ è chirurgo degli occhi e in __________ opera solo ma non fa visite.
14a riga dal basso: la __________ segnala al Lod. Tribunale assicurazioni che le visite oculistiche della __________ presso l'ospedale __________ effettutate dal dr. __________ continuiamo regolarmente senza che alcuna urgenza sia presente. E' falso!
"Il 24 giugno 2002 infatti la ricorrente ha fatto un esame a causa di un bruciore all'occhio destro."
Sono andata al pronto soccorso dell'ospedale __________ e non dal dr. __________. Faccio notare che l'occhio destro è stato operato il 31 gennaio 1983 dal prof. __________ alla Augenklinick di __________ per una cataratta esplosion. Quindi era urgenza.
Dalla visita dell'oculista dr. __________ il 26 novembre 2001 e 3 dicembre all'occhio sinistro al 24 giugno 2002 al pronto soccorso ospedale __________ per l'occhio destro sono passati ben 7 mesi!
Tengo a precisare che purtroppo il mio occhio sinistro è stato aperto dal prof. __________ all'Universitätspital di __________, settembre 1996 non per una cataratta ma per lo spappolamento dell'occhio sinistro.
Tengo il "Bericht" dell'operazione. (…) Quindi la __________ è in malafede e dimostra ignoranza in oculistica. Nella visita del novembre 2001 il dr. __________ mi ha ordinato antibiotici.
Dal 1998 circa, sono andata dal dr. oculista __________. Quindi se mi trovavo a __________ e mi sono trovata con l'occhio sinistro che mi ha fatto male improvvisamente è stato più che necessario e giustificato di rivolgermi a un oculista sul posto.
non si può tollerare le affermazioni della __________ a firma diritto?
__________ e __________.
Nella lettera della __________ del 12 novembre 2002 a pag. 1-8a riga del basso è falso che nel 1996 si sia trattato di una operazione di cataratta (vedi mie spiegazioni in fondo a pag. 1).
3a riga dal basso: neppure la fotografia che dimostra lo stato dell'occhio sinistro è bastata a far comprendere la gravità del mio occhio sinistro! e la __________ mette in dubbio!…
23a riga dal basso pag. 2. Vi faccio presente che sono maestra di scuola maggiore = sekundarlehrerin e contesto tutto quanto avete scritto. Più in basso di così non si può scendere…
La mia indignazione mista a un senso di amarezza è grande.
Con quanto esposto on. Giudice, faccio appello alla logica e al buon senso affinchè possa valutare e chiedo che la __________ mi rimborsi quanto io ho già pagato. Ha visto che c'è stata l'urgenza altrimenti andavo dal dr. __________ oculista a __________. L'importo è piccolo ca. fr. 220; la __________ ha montato una "boule de neige". I mezzi pubblici di __________ non sono quelli di __________. Da __________ a __________ dovevo farla a piedi ca. 600 m.; da __________ avrei dovuto proseguire con il treno, inaccessibile a me per le lunghe scale e poi in taxi fino in Via __________, __________.
Con il dovuto ossequio." (cfr. doc. _)
1.7. Pendente causa il TCA ha proceduto ad alcuni accertamenti di cui si dirà in seguito.
in diritto
2.1. Secondo quanto disposto dall'art. 1 LAMal, l'assicurazione sociale contro le malattie comprende l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie e l'assicurazione di indennità giornaliera facoltativa.
La LAMal si applica soltanto all'assicurazione malattia sociale così definita e, contrariamente a quanto succedeva in ambito LAMI, le assicurazioni complementari offerte dalle casse malati sono diventate di diritto civile e sono rette, in applicazione dell'art. 12 cpv. 3 LAMal, dalla legge federale sul contratto d'assicurazione (LCA).
Alla netta divisione materiale fra assicurazione sociale contro le malattie e assicurazioni complementari operata dalla LAMal corrisponde un altrettanto netta cesura dei rimedi giuridici: se per la prima le vie di diritto sono quelle previste dalla procedura amministrativa, per le seconde sono da intraprendere le vie di diritto previste per i litigi di diritto civile (cfr. R. Spira, Le nouveau régime de l'assurance-maladie complémentaire, Revue suisse d'assurances/ Schweizerische Versicherung-Zeitschrift 1995, N. 7/8, p. 192-200; R. Spira, Le contentieux de la nouvelle assurance-maladie, Sécurité sociale 5/1995, p. 256-259; P.-Y. Greber, Quelques questions relatives à la nouvelle loi fédérale sur l'assurance-maladie, in Revue de droit administratif et de droit fiscal, 3/4, 1996, p. 225-251).
Giusta l'art. 47 cpv. 2-4 della legge federale sulla sorveglianza degli istituti di assicurazione privata (LSA; modificata in occasione dell'adozione della LAMal il 1° gennaio 1996) per le contestazioni relative all'assicurazione complementare all'assicurazione sociale contro le malattie, i Cantoni prevedono una procedura semplice e spedita, nella quale il giudice accerta d'ufficio i fatti e valuta liberamente le prove.
Il 1. gennaio 1996 il Canton Ticino si è dotato della LCAMal che all'art. 75 prevede che le contestazioni relative alle assicurazioni complementari all'assicurazione sociale contro le malattie praticate da assicuratori autorizzati all'esercizio ai sensi della LAMal sono decise dal TCA, che applicherà per analogia la Legge di procedura per le cause davanti al TCA.
Nel caso concreto l’assicurata fa valere prestazioni derivanti sia dalla copertura prevista dalla LAMal che dalle prestazioni complementari. L’esame del caso avverrà quindi sia nell’ottica delle prestazioni obbligatorie fissate dalla LAMal che alla luce della copertura complementare conclusa dall’assicurata.
2.2. Va innanzitutto rilevato che con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la legge sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA), che tuttavia non è applicabile al caso di specie considerato che il giudice delle assicurazioni sociali non tien conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo (STFA del 9 gennaio 2003 nella causa A., P 76/01, consid. 1.3, pag. 4; STFA del 9 gennaio 2003 nella causa C., U 347/01, consid. 2 pag. 3 e STFA del 9 gennaio 2003 nella causa P., H 345/01, consid. 2.1, pag. 3; DTF 127 V 467 consid. 1, DTF 121 V 366 consid. 1b).
Per cui ogni riferimento alle norme applicabili in concreto va inteso nel tenore in vigore fino al 31 dicembre 2002.
2.3. L'assicurata fa valere l'intempestività della risposta di causa.
Giusta l’art. 3 cpv. 1 LPTCA, immediatamente dopo esaminato il ricorso o dopo che lo stesso sia completato e ritornato al Tribunale, il giudice delegato ne trasmette copia all’autorità amministrativa che ha emanato la querelata decisione fissandole un termine di 20 giorni per la presentazione dell’atto di risposta cui sono da allegare tutti i documenti.
Il cpv. 2 recita che il suddetto termine può essere prorogato una sola volta a seguito di istanza motivata dall’autorità amministrativa.
In casu, il TCA ha, con ordinanza 29 agosto 2002 (doc. _), assegnato alla Cassa il termine di cui all’art. 3 cpv. 1 LPTCA, per presentare la propria risposta di causa.
Nel caso in esame il termine di 20 giorni assegnato il 29 agosto 2002 veniva pertanto a cadere il 19 settembre 2002.
La risposta è pertanto tempestiva.
Tuttavia, poiché la Cassa nella sua risposta ha congiunto gli incarti pendenti relativi anche ad __________ e __________, parenti di __________, l'assicurata ha chiesto che la risposta fosse modificata, nel senso di obbligare la Cassa a produrre un allegato concernente unicamente i fatti inerenti la sua causa.
In data 9 ottobre 2002 il TCA ha assegnato alla Cassa un termine di 10 giorni per produrre nuovamente la risposta, ma unicamente con i fatti concernenti __________ (doc. _).
Con scritto 21 ottobre 2002 la __________ ha tempestivamente adempiuto alle richieste del Tribunale, essendo il 19 ed il 20 ottobre sabato, rispettivamente domenica.
Va del resto rilevato che nell’ambito del diritto delle assicurazioni sociali vige il principio inquisitorio: l’amministrazione e, in caso di ricorso, il giudice, accertano d’ufficio i fatti determinanti per il giudizio, assumono le prove necessarie e le valutano liberamente (Ch. Zünd, Kommentar zum Gesetz über das Sozialversicherungsgericht des Kantons Zürich, Zürich 1999, §23 n. 5).
Ciò significa che il TCA é tenuto a prendere in considerazione ogni mezzo di prova - anche se prodotto intempestivamente - nella misura in cui esso si rivela in qualche modo rilevante ai fini di un corretto e puntuale chiarimento di fatti giuridicamente importanti. In questo ordine d’idee, il TFA ha, del resto, stabilito che determinante non é la provenienza di un mezzo di prova ma bensì il suo contenuto (DTF 122 V 160 in fine).
Nel merito
A. Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
2.4. Giusta l’art. 25 cpv. 1 LAMal, in caso di malattia, l’assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi delle prestazioni atte a diagnosticare o a curare una malattia e i relativi postumi.
Secondo quanto stabilito dal cpv. 2 dello stesso articolo, queste prestazioni comprendono, in particolare:
- per la lett. a: gli esami, le terapie e le cure dispensate ambulatoriamente, al domicilio del paziente, in ospedale, parzialmente in ospedale o in una casa di cura dal medico, dal chiropratico e da persone che effettuano prestazioni previa prescrizione o indicazione medica;
- per la lett. b: le analisi, i medicamenti, i mezzi e gli apparecchi diagnostici e terapeutici prescritti dal medico;
- per la lett. e: la degenza nel reparto comune di un ospedale.
2.5. I presupposti dell’assunzione dei costi delle prestazioni definite dagli art. 25 e seg. sono specificati all’art. 32 LAMal.
Questo disposto precisa che “le prestazioni di cui agli art. 25-31 devono essere efficaci, appropriate ed economiche”.
2.6. L’art. 41 cpv. 1 LAMal dispone che l’assicurato ha la libera scelta fra i fornitori di prestazioni autorizzati ed idonei alla cura della sua malattia. Tale libera scelta è, però, concretamente limitata dalla successiva precisazione secondo cui, in caso di cura ospedaliera o semiospedaliera, l’assicuratore deve assumere al massimo i costi secondo la tariffa applicata nel Cantone di domicilio dell’assicurato.
Il cpv. 2 dello stesso disposto precisa, poi, che, se per motivi di ordine medico, l’assicurato ricorre a un altro fornitore di prestazioni, la rimunerazione è calcolata secondo la tariffa applicabile a questo fornitore di prestazioni. Sono considerati motivi di ordine medico i casi di urgenza e quelli in cui le necessarie prestazioni non possono essere dispensate:
a) nel luogo di domicilio o di lavoro dell’assicurato oppure nei relativi dintorni se si tratta di cura ambulatoriale;
b) nel Cantone di domicilio dell’assicurato o in un ospedale fuori da questo Cantone che figura nell’elenco allestito dal Cantone di domicilio dell’assicurato giusta l’art. 39 cpv. 1 lett. e, se si tratta di cura ospedaliera o semiospedaliera.
2.7. In concreto è censurato il mancato rimborso da parte della __________ degli importi relativi alle visite effettuate dall'assicurata all'estero, in Italia.
A norma dell'art. 34 cpv. 2 LAMal, il Consiglio federale può decidere che l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assuma i costi delle prestazioni di cui agli art. 25 cpv. 2 o 29 eseguite all'estero per motivi di ordine medico. Può designare i casi in cui detta assicurazione assume i costi del parto effettuato all'estero non per motivi di ordine medico. Può limitare l'assunzione dei costi di prestazioni dispensate all'estero.
L'art. 34 cpv. 2 LAMal corrisponde all'art. 28 cpv. 2 del progetto di legge elaborato dal Consiglio federale (FF 1992 I 236), ripreso dalle Camere federali senza che abbia dato luogo ad obiezioni di sorta (cfr. Boll. uff. CS 1992 pag. 1305, CN 1993, pag. 1847).
Nel suo Messaggio del 6 novembre 1991 relativo alla revisione dell'assicurazione malattia (FF 1992 I 133), il Consiglio federale rilevava quanto segue:
" Il principio della territorialità che continua a reggere il nostro sistema di assicurazione malattia non ci impedisce di "istituzionalizzarne" le possibili eccezioni. Parecchie casse malati, già attualmente, hanno iniziato questa apertura nella loro sfera di autonomia.
L'innovazione che figurerà nella legge presenta il sensibile vantaggio di porre tutti gli assicurati su un piano di uguaglianza. Essa prende in considerazione i casi in cui le prestazioni sono fornite all'estero per motivi di ordine medico. Si tratterà pertanto di un caso di urgenza oppure di un caso per il quale non esiste, in Svizzera, la prestazione equivalente. La seconda eccezione che abbiamo previsto riguarda il parto all'estero per motivi che non sono di ordine medico. Pensiamo principalmente al parto che deve avere luogo all'estero per motivi di acquisizione della nazionalità (applicazione del principio dello jus soli).
Il Consiglio federale avrà la competenza di fissare limiti ai costi che devono essere assunti; dal profilo della sistematica, ci si potrebbe ad esempio ispirare alla soluzione adottata agli art. 10 cpv. 3 LAINF e 17 OAINF (RS 832.20; RS 832.202)".
Sulla base dell'art. 34 cpv. 2 LAMal, l'autorità esecutiva ha emanato gli art. 36 e 37 OAMal. Giusta l'art. 36 cpv. 2 OAMal, l'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie assume i costi dei trattamenti effettuati all'estero in caso d'urgenza. Esiste urgenza se l'assicurato che soggiorna temporaneamente all'estero necessita di un trattamento medico e se il rientro in Svizzera è inappropriato. Non esiste urgenza se l'assicurato si reca all'estero allo scopo di seguire questo trattamento. Il cpv. 4 di tale disposto determina l'estensione dell'assunzione delle prestazioni dispensate all'estero.
Come rammenta G. Eugster (Krankenversicherung in SBVR, cifra 175) "Der Notfall …liegt… vor wenn die Versicherte Person im Ausland unvorgesehen und überraschend der Behandlung bedarf …gleiches gilt wenn im Ausland eine in der Schweiz begonnene Behandlung fortgesetzt werden muss."
Secondo il cpv. 1 dell'art. 36 OAMal, il dipartimento, sentita la competente commissione, designa le prestazioni di cui agli art. 25 cpv. 2 e 29 della legge, i cui costi sono a carico dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie se le stesse non possono essere effettuate in Svizzera.
Il Dipartimento federale dell'interno (DFI) - dopo che la Commissione federale delle prestazioni generali ha ritenuto irrealizzabile l'allestimento di un elenco dei trattamenti, da porre a carico dell'assicurazione di base, dispensati all'estero perché non lo possono essere in Svizzera - non ha finora fatto uso di questa delega legislativa e non ha pertanto designato le prestazioni in questione (cfr. DTF 128 V 75 e STFA dell'8 ottobre 2002 nella causa D., inc. K 44/00). Il Tribunale federale delle assicurazioni, da parte sua, effettuata l'esegesi della norma legislativa in oggetto, ha osservato, in virtù del principio della territorialità che caratterizza il sistema stesso dell'assicurazione malattia (cfr. G. Eugster, op. cit., loc. cit.), di non poter dedurre direttamente dall'art. 34 cpv. 2 LAMal un diritto a prestazioni per i trattamenti effettuati all'estero (DTF 128 V 75 consid. 3). Cionondimeno, la stessa Corte ha evidenziato la volontà manifestata dal Consiglio federale di fare uso della facoltà prevista dall'art. 34 cpv. 2 LAMal dal momento che non solo esso ha delegato al DFI il compito di allestire l'elenco delle prestazioni che non possono essere fornite in Svizzera, ma ha anche fissato il quadro per l'assunzione dei relativi costi (Art. 36 cpv. 4 OAMal; DTF 128 V 75 consid. 4b).
Il TFA ha concluso che il mancato allestimento della lista delle prestazioni non può, di per sé e in maniera generale ed assoluta, costituire un impedimento all'assunzione dei trattamenti medici che non possono essere effettuati in Svizzera. Ciò ancor meno dal momento che l'UFAS, preso atto dell'irrealizzabilità di un simile elenco, raccomanda, in taluni casi e a determinate condizioni, l'assunzione di queste spese. Ritenendo la norma legale sufficientemente precisa per essere applicata (DTF 128 V 75 consid. 4b) e rilevando comunque la necessità di assicurarsi, da un lato, che la prestazione ai sensi dell'art. 25 cpv. 2 e 29 LAMal, che deve rispondere al criterio di idoneità, non possa realmente essere fornita in Svizzera, e, dall'altro, che i requisiti di efficacia e di economicità vengano ugualmente presi in considerazione, la Corte federale non ha giudicato necessario di dover colmare una lacuna e di dover stabilire, caso per caso, l'elenco delle prestazioni, visto che la disposizione legale è sufficientemente chiara per essere applicata (DTF 128 V 81).
Il fatto che la Commissione preposta non si sia (ancora) espressa sull'assunzione, a carico dell'assicurazione di base, di interventi effettuati all'estero e non praticati in Svizzera, non può escludere a priori un obbligo prestativo da parte degli assicuratori malattia (STFA dell'8 ottobre 2002, K 44/00).
2.8. Nel caso di specie __________ rileva come le visite del 26 novembre 2001 e del 3 dicembre 2001 presso il Dr. __________, di __________, fossero urgenti. Incontestato per contro che questi interventi, se non fossero stati urgenti, potevano essere eseguiti in Svizzera.
Nella sentenza del 31 agosto 2001 citata dalle parti (K83/01) il TFA ha indicato che: "Ein Notfall liegt vor, wenn Versicherte bei einem vorübergehenden Auslandaufenthalt einer unaufschiebbaren medizinischen Hilfe bedürfen und eine Rückreise in die Schweiz nicht möglich oder angemessen ist, nicht aber wenn sich der Versicherte zum Zwecke dieser Behandlung ins Ausland begibt (Art. 36 Abs. 2 KVV; BGE 126 V 486 Erw. 4)."
Dagli atti all'incarto emerge che il Dr. med. __________, nella propria parcella sanitaria del 26 novembre 2001 ha indicato "visita oculistica di controllo per urgenza" e in quella del 3 dicembre 2001 "visita oculistica urgente" (doc. _ e _). Vi sono inoltre due ricette mediche del Dr. __________ del 26 novembre 2001. Nella prima (doc. _) emerge che il giorno stesso è stato ritirato un medicamento presso una farmacia di __________ per un importo di Lire 5'600. Nella seconda, lo scontrino porta la data del 30 novembre 2001, ossia 4 giorni dopo la visita, per un importo di Lire 78'700.
Dall'attestazione per malattia sottoscritta dalla ricorrente figura infine, sotto la voce "natura della malattia", l'indicazione "improvviso acuto male all'occhio sinistro." (doc. _)
Nell'incarto non vi sono altri atti medici.
Al fine di chiarire la fattispecie, il TCA ha chiesto alla ricorrente di sottoporre al Dr. __________ le seguenti richieste:
" (…)
1. motivi delle sue visite del 26 novembre 2001 e del 3 dicembre 2001, descrizione della patologia, precisando quali esami sono stati effettuati e per quale motivo;
2. descrizione dei farmaci prescritti in data 26 novembre 2001, precisando per quale motivo sono stati prescritti e se un loro utilizzo immediato era necessario;
3. in cosa è consistita l'asserita urgenza. In particolare il medico dovrà indicare se la visita era improcrastinabile e per quale motivo, precisando cosa si intende per "visita oculistica urgente" e "visita oculistica di controllo per urgenza";
4. numero di visite presso il Dr. __________ nei mesi precedenti e seguenti il 26 novembre 2001 e il 3 dicembre 2001;
5. cartella medica riguardante le visite presso il Dr. __________."
(cfr. doc. _)
Nel contempo le è stato accordato un termine per visionare l'incarto presso il TCA.
Dopo aver chiesto una proroga, la ricorrente ha affermato:
" La mia risposta è tempestiva. Avevo chiesto 60 giorni per rispondere
e me ne avete accordato solo 10. I motivi che vi avevo addotto erano più che validi (ndr: età, numerose patologie e freddo intenso, doc. _).
Rispondo al 4 quesito, vedi lettera raccomandata datata 3 febbraio 2003.
Non ho mai visto né conosciuto il dr. __________, oculista di __________ prima del 16 novembre 2001. Quindi, non posso scrivere il nr. di visite prima del 16 novembre 2001.
Ho già esposto in lungo e in largo nella corrispondenza con la __________ e con il tribunale delle assicurazioni quanto mi era accaduto e fornito alla __________ le fatture originali e le ricette di cui tengo le fotocopie per l'occhio sinistro:
visita per urgenza il 16 novembre 2001
visita di controllo dopo l'urgenza il 26 novembre 2001
visita per urgenza il 3 dicembre 2001
per l'occhio destro:
visita per urgenza al pronto soccorso dell'ospedale __________ il 24 giugno 2002
Io non posso recarmi espressamente presso lo studio del dr. __________ oculista a __________ per rispondere alle vostre domande. Devo andarci in macchina (io abito a __________ che è un villaggio) e farmi accompagnare. Il prezzo del trasporto è fr. 70 x 2 = fr. 140 più tempo di attesa + pagare la persona che mi accompagna. La __________ non conosce e non immagina il traffico di __________.
Con quanto scritto ho dimostrato che devono prevalere la logica e il buon senso.
Io non mi delizio ad andare dall'oculista. Cerco solo di mantenere quel briciolo di vista che mi resta nell'occhio destro perché purtroppo l'occhio è stato perso per diagnosi sbagliate di 2 oculisti in un ospedale pubblico.
Q. vostro buon governo.
In Ticino ero in cura dall'oculista dr. __________ e l'avevo visto il giorno 15 novembre ore 8.45. Dopo è successo il fatto nuovo. Io non vado dall'oculista per il gusto di andarci." (cfr. doc. _)
Va innanzitutto rilevato che da quanto indicato dall'assicurata nel suo ultimo scritto, emerge che c'è stata una visita presso il medico comasco anche il 16 novembre 2001, ossia dieci giorni prima della visita del 26 novembre 2001 per la quale viene chiesta la rifusione delle spese. Per cui le visite presso il dott. __________ in realtà sono state 3 nel giro di poche settimane.
Oggetto del contendere sono tuttavia unicamente quelle del 26 novembre 2001 e del 3 dicembre 2001, ossia quelle sulle quali la Cassa si è espressa e per le quali l'assicurata chiede il rimborso.
Ritenuto che dai documenti dell'incarto non emerge né la diagnosi né il motivo delle visite e rilevato che il medico si trova in Italia, questo Tribunale ha chiesto alla ricorrente di voler sottoporre allo specialista che l'ha avuta in cura alcune semplici domande. L'insorgente tuttavia, come visto, non ha dato seguito alle richieste del TCA.
Giova qui ricordare che la procedura in materia di assicurazioni sociali è retta dal principio inquisitorio (STFA del 5 settembre 2001 nella causa C., U 94/01; STFA del 31 maggio 2001 nella causa C., I 83/01; STFA del 13 marzo 2001 nella causa P., U 429/00; Untersuchungsgrundsatz, SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; AHI Praxis 1994 pag. 212; DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti). E’ dunque compito del giudice chiarire d’ufficio in modo corretto e completo i fatti giuridicamente rilevanti.
Questo principio non è tuttavia incondizionato, ma trova il suo correlato nell’obbligo delle parti di collaborare (DTF 125 V 195 consid. 2 con riferimenti; RAMI 1994 pag. 211; AHI Praxis pag. 212; DLA 1992 pag. 113; MEYER, “Die Rechtspflege in der Sozialversicherung” in Basler Juristische Mitteilungen (BJM) 1989 pag. 12; SPIRA, “Le contentieux des assurances sociales fédérales et la procédure cantonale” in Recueil de jurisprudence Neuchâteloise (RJN) 1984 pag. 16; KURMANN,
“Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege in erster Instanz” in Luzerner Rechtsseminar 1986, Sozialversicherungsrecht, Referat XII, pagg. 5 segg.).
Questo obbligo comprende in particolare quello di motivare le pretese di cui le parti si avvalgono e quello di apportare, nella misura in cui può essere ragionevolmente richiesto da loro, le prove dettate dalla natura della vertenza o dai fatti invocati: in difetto di ciò esse rischiano di dover sopportare le conseguenze dell’assenza di prove (SVR 1995 AHV Nr. 57 pag. 164 consid. 5a; RAMI 1993 pagg. 158-159 consid. 3a; DTF 117 V 264 consid. 3b; SZS 1989 pag. 92; DTF 115 V 113; BEATI in: "Relazioni tra diritto civile e assicurazioni sociali", Lugano 1993, pag. 1 seg.).
Su questi aspetti, si veda in particolare: DUC, Les assurances sociales en Suisse, Losanna 1995, pagg. 827-828 e LOCHER, Grundriss des Sozialversicherungsrecht, Berna 1997, pagg. 339-341, laddove quest'ultimo rileva che “besondere Bedeutung hat die Mitwirkungspflicht dann, wenn der Sachverhalt ohne Mitwirkung der betroffenen Person gar nicht (weiter) erstellt werden kann”.
La circostanza che l'assicurata difficilmente potrebbe contattare il medico comasco è poco verosimile, nella misura in cui tra il 16 novembre 2001 e il 3 dicembre 2001, si è recata tre volte presso lo specialista e che il 30 novembre 2001 presso una farmacia di __________ è stato ritirato un medicamento a lei prescritto dal Dr. __________.
Inoltre, anche nel giugno 2002, l'insorgente è stata a __________ all'Ospedale __________. Per cui la frequenza della sua presenza a __________, che del resto dista pochi chilometri dal confine, le avrebbe dovuto permettere di raccogliere le prove richieste.
Poiché negli atti dell'incarto, a parte l'indicazione "visita di controllo per urgenza" e "visita oculistica urgente" sulle parcelle del Dr. __________, non vi è alcun indizio dell'urgenza di una visita presso uno specialista all'estero e poiché non è stato possibile stabilire (richiedendo all'assicurato una collaborazione di minima entità) in cosa siano consistite le visite e per quale motivo non sarebbe stato possibile rientrare in Svizzera (che si trova a pochi chilometri da __________) per effettuare i controlli richiesti, questo TCA deve concludere che non è stata resa verosimile, secondo un principio valido nelle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 15 gennaio 2001 nella causa B., C 49/00, consid. 2c; STFA del 22 agosto 2000 nella causa B., C 116/00, consid. 2b; STFA del 23 dicembre 1999 nella causa F., C 341/98, consid. 3; SZS 1993 pag. 106 consid. 3a; RCC 1986 pag. 202 consid. 2c, RCC 1984 pag. 468 consid. 3b, RCC 1983 pag. 250 consid. 2b; DTF 125 V 195 consid. 2 e i riferimenti ivi citati; DTF 115 V 142 consid. 8b, DTF 113 V 323 consid. 2a, DTF 112 V 32 consid. 1c, DTF 111 V 188 consid. 2b; Meyer, "Die Rechtspflege in der Sozialversicherung", in Basler Juristische Metteilungen (BJM) 1989 pag. 31-32; Scartazzini, "Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale", Basilea 1991, pag. 63), l'urgenza delle visite presso il Dr. __________.
Anzi, la ciclicità delle medesime (tre in poche settimane), tende ad escludere questa ipotesi. E' infatti curioso che tra il 16 novembre 2001 ed il 3 dicembre 2001, per ben tre volte l'insorgente, domiciliata in Svizzera, si è trovata in situazione di "urgenza" a __________ presso lo stesso medico.
Inoltre, nel citato scritto del 9 marzo 2003 la stessa assicurata afferma che la visita del 26 novembre 2001 era "di controllo dopo l'urgenza" (sottolineatura del redattore). Ciò significa che in realtà quel giorno l'insorgente si è recata a __________ per un semplice controllo dopo la prima visita del 16 novembre 2001, visita questa preceduta il 15 novembre da una visita dal dott. __________ in Svizzera, e che dunque, verosimilmente, l'appuntamento era già stato fissato in precedenza. Ciò che, in base all'art. 36 cpv. 2 OAMal esclude l'obbligo prestativo della Cassa poiché non esiste urgenza se l'assicurato si reca all'estero allo scopo di seguire un trattamento.
Alla luce di tutto quanto sopra esposto, non avendo l'assicurata presentato nessuna prova a sostegno della sua tesi, il ricorso deve essere respinto, mentre la decisione della Cassa merita conferma.
2.9. L'assicurata chiede di poter visionare gli atti prodotti dalla Cassa, richiama l'intero incarto che la concerne dall'assicurazione invalidità del Canton __________ e quello relativo agli interventi agli occhi nel 1983, rispettivamente nel 1996 dalla __________.
Va innanzitutto rammentato che alla ricorrente, con scritto 3 febbraio 2003 (doc. _), è stata concessa la facoltà di visionare l'incarto presso questo Tribunale.
Questo TCA rileva inoltre che il richiamo dei citati incarti appare superfluo, nella misura in cui, nel caso in esame, va unicamente risolta la questione a sapere se vi era urgenza nelle due visite effettuate in Italia presso il Dr. __________. Ciò che, evidentemente, non può essere comprovato richiamando gli incarti in questione.
Inoltre, conformemente alla costante giurisprudenza, qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'11 gennaio 2002 nella causa C., H 103/01; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia all'assunzione di ulteriori prove.
B. Assicurazione complementare
2.10. Oltre all'assicurazione di base __________ era assicurata presso la __________ anche per talune complementari (Assicurazione per le cure dentarie, Assicurazione d'infortunio per decesso e invalidità, Assicurazione delle cure medico-sanitarie __________, Assicurazione complementare d'infortunio per le cure e Assicurazione delle spese di ospedalizzazione).
In concreto per stabilire se vi è diritto all'assunzione dei costi in base alle assicurazioni complementari, vanno esaminate le condizioni generali e complementari dell'assicurazione sottoscritta dall'attrice.
Escluse le assicurazioni per le cure dentarie, d'infortunio per decesso e invalidità, d'infortunio per le cure e l'assicurazione delle spese d'ospedalizzazione, classe di prestazioni 3, va esaminato se l'assicurazione delle cure medico-sanitarie __________ trova applicazione nel caso in esame.
Le prestazioni previste da quest'ultima assicurazione sono:
" occhiali e lenti a contatto, mezzi ausiliari, trasporti, esami preventivi
ginecologici, medicamenti, cure balneari nei paesi esteri confinanti, psicologi e psicoterapisti indipendenti, vaccinazioni preventive, corsi di preparazione al parto e ginnastica per gestanti, corsi di ginnastica postnatale, legatura volontaria o vasectomia volontaria, nonché check-up" (art. D2)
L'assicurazione prevede inoltre un'assicurazione viaggi e vacanze valida 8 settimane (56 giorni) per anno civile, vale a dire per le prime 8 settimane oltre i confini svizzeri. Per il cpv. 2 dell'art. D3 in questo caso sono determinanti le condizioni complementari d'assicurazione concernenti l'assicurazione viaggi e vacanze (CCA Q), ad eccezione degli art. Q2, cpv. 2 come pure Q3, cpv. 1a3e Q 24.
L'art. Q1 prevede che tramite l'assicurazione viaggi e vacanze, gli assicurati __________ residenti in Svizzera e i frontalieri che hanno concluso quest'assicurazione sono coperti, per la durata del loro viaggio o delle loro vacanze, per i seguenti rischi: presso la __________: spese di guarigione. Presso la __________: assistenza persone, bagagli, spese di annullamento.
L'art. Q6 cpv. 5 prevede che non sono assicurati gli eventi prodottisi già prima della conclusione del contratto, della partenza o che erano prevedibili per una persona assicurata (compresa la gravidanza).
Il cpv. 6 esclude l'assicurazione in caso di soggiorno all'estero per il trattamento di malattie o di postumi d'infortunio già esistenti (p. es. cure).
Giusta l’art 33 LCA l’assicuratore risponde di tutti gli avvenimenti che presentino i caratteri del rischio contro le conseguenze del quale l’assicurazione venne conclusa, a meno che il contratto non escluda dall’assicurazione singoli avvenimenti in modo preciso e non equivoco.
Secondo questa disposizione tocca alle parti definire di comune accordo il o i rischi assicurati: in pratica sono le condizioni d’assicurazione (generali o particolari) che definiscono, in modo astratto, i rischi di cui l’assicuratore risponde e precisano, con clausole d’esclusione, alcuni aspetti di tale rischio che non sono coperti dall’assicurazione (B. Viret, Droit des assurances privées, Editions de la société suisse des employés de commerce, Zurich, p. 92). Come qualsiasi altro, un contratto d’assicurazione - e, quindi, anche le singole clausole d’esclusione (DTF 116 II 348) - deve essere interpretato ricercando la reale e concorde volontà delle parti (DTF 112 II 253) e alla luce del principio della buona fede (DTF 115 II 268; B. Viret, op. cit. pag. 92). Se la reale e concorde volontà delle parti non può essere stabilita, occorre fondarsi sulla presunta e probabile volontà, secondo il principio della buona fede e considerare tutte le circostanze che hanno portato alla conclusione del contratto. Ci si atterrà all’uso generale e quotidiano della lingua, con la riserva di accezioni tecniche proprie al rischio ritenuto (DTF 118 II 342; JdT 1996 I 128; DTF 115 II 268; SJ 1992 623 citate in B. Carron, La loi fédérale sur le contrat d’assurance, Fribourg 1997 pag. 72).
L’interpretazione di una clausola - ovvero la sua valutazione alla luce del contenuto e dello scopo del contratto - è un’operazione sempre necessaria affinché si possa determinarne la portata (Rep. 1993 213ss; DTF 112 II 253ss; A. Maurer,
Privatversicherungsrecht 1986, p. 231; DTF 116 II 345, Roelli/Keller, Kommentar z. BG über den Versicherungsvertrag, ed 1968
p. 459).
Secondo la giurisprudenza le clausole d’esclusione devono essere interpretate restrittivamente. Tuttavia, l’art 33 LCA non richiede un’enumerazione di tutti gli eventi esclusi o limitativi delle prestazioni; è sufficiente descriverne la categoria in modo preciso e non equivoco così che non sussista, tenuto conto del contesto, alcun dubbio sulla portata del rischio assicurato (DTF 118 II 342; JdT 1996 I 128; DTF 115 II 268; SJ 1992 623 citate in B. Carron, La loi fédérale sur le contrat d’assurance, Fribourg 1997 pag. 72; p. 77; cfr., sull’interpretazione della parola “droga”: DTF 116 II 189; JdT 1990 I 612 citate in B. Caron, op. cit., p. 97).
L’interpretazione della clausola d’esclusione deve fondarsi sul principio della buona fede sui motivi che hanno portato alla conclusione del contratto e alla stipulazione della singola clausola d’esclusione di cui si impone l’interpretazione (Roelli/Keller, op. cit. p. 462-463).
In caso di dubbio, ossia quando il senso e la portata della clausola di esclusione non possono essere determinati con sicurezza, l’assicuratore non potrà prevalersi della clausola d’esclusione in virtù del principio "in dubio contra stipulatorem" secondo cui una clausola, nel dubbio, va interpretata a sfavore di chi l’ha redatta (DTF 115 II 268ss; A. Maurer, op. cit. p. 145; Kramer/Schmidlin, Berner Kommentar, ed 1986, ad art. 1 CO, n. 109, p. 142; Rep. 1993 213ss; B. Viret, op. cit. pag. 92) ritenuto, comunque, che tale principio può essere applicato soltanto quando, dopo un’interpretazione accurata ed obiettiva, risulta che una locuzione può essere, in buona fede, compresa in diversi modi. Ricorrere, per interpretare delle CGA, direttamente al principio “in dubio contra stipulatorem” - che è applicabile solo in caso di dubbio sul significato di una clausola - costituisce una violazione del diritto federale (DTF 122 III 118; SJ 1966 623 seg.).
Nel caso concreto le parti hanno espressamente escluso gli eventi già prodottisi prima della partenza o che erano prevedibili.
Ora, dalle affermazioni della ricorrente, e meglio dallo scritto del 9 marzo 2003 (doc. _), emerge che le visite per le quali viene chiesta la rifusione delle spese concernono tutte l'occhio sinistro per il quale era già stata esaminata il 16 novembre 2001 dal Dr. __________ a __________. Per cui le due successive visite, sempre presso lo stesso medico, sono state effettuate per il trattamento di malattie già esistenti o che erano prevedibili, concernendo lo stesso organo. Del resto, come visto in precedenza (consid. 2.8), la visita del 26 novembre 2001 era finalizzata al controllo dopo l'urgenza (cfr. doc. _). Ciò che l'art. Q6 cpv. 6 esclude espressamente.
Per cui anche questa assicurazione non trova applicazione nel caso concreto.
Alla luce di quanto sopra esposto, anche la petizione va di conseguenza respinta.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
A. Assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
B. Assicurazioni complementari
1.- La petizione é respinta.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Intimazione alle parti.
Contro il presente giudizio è dato ricorso per riforma al Tribunale federale di Losanna ai sensi degli art. 43seg della Legge federale sull'organizzazione giudiziaria (OG).
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti