RACCOMANDATA
Incarto n. 36.2000.00101 IR/sc
Lugano 14 novembre 2001
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
Il Tribunale cantonale delle assicurazioni
composto dei giudici:
Daniele Cattaneo, presidente, Raffaele Guffi, Ivano Ranzanici
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 7 settembre 2000 di
__________,
rappr. da: __________, rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 21 agosto 2001 emanata da
Istituto assicurazioni sociali Ufficio assicurazione malattia, 6501 Bellinzona, in materia di assicurazione sociale contro le malattie
ritenuto, in fatto
1.1. __________, cittadino svizzero nato nel __________, è figlio di __________ e di __________ (cittadina giapponese). __________ è stato affiliato alla Cassa Malati __________ sino al 31 marzo 1999 quando, a seguito di una comunicazione del padre __________ che significava la partenza del figlio e della moglie per il Giappone durante un periodo di 12 mesi, la Cassa ha comunicato la “Austrittbestätigung” per __________. In conseguenza al rientro in Svizzera di madre e figlio gli stessi hanno ottenuto nuova ammissione alla medesima Cassa. Con lettera 2 marzo 2000 l’Ufficio dell'assicurazione malattia ha comunicato alla signora __________, madre del ricorrente, per sè e per il figlio __________, di avere ricevuto da parte della __________ “la comunicazione della Vostra uscita per il 31 dicembre 1999 a seguito della partenza fuori del Cantone” (in realtà la partenza dal Cantone data del 20 marzo 1999, l’uscita dalla Cassa è stata comunicata tempestivamente ed accettata per il 31 marzo 1999). Nello scritto 2 marzo 2000 (doc. _ atti IAS) l’UAM ha ritenuto la continuità del domicilio in Ticino ed ha invitato la signora __________ a volere indicare il nuovo assicuratore malattia in difetto di che sarebbe intervenuta l’affiliazione coattiva.
1.2. Allo scritto dell’amministrazione ha preso posizione il padre di __________, e marito di __________, indicando all’UAM la partenza dalla Svizzera, per il periodo di un anno, della moglie e del figlio partiti per il Giappone dove avrebbero disposto di una copertura assicurativa. A tale missiva del 6 marzo 2000 __________ ha annesso attestazione relativa alla moglie concernente la scadenza della validità del permesso di dimora ed attestazione di riammissione alla __________ a partire dal 1 aprile 2000.
Su richiesta dell’UAM il controllo abitanti di __________ ha risposto a domande attinenti __________ e __________, in particolare per __________ l’autorità comunale ha attestato, successivamente al 30 marzo 2000 e quindi dopo il rientro del piccolo in Ticino, il regolare domicilio in Ticino. L’informazione è stata precisata successivamente, con scritto del 20 giugno sempre della Cancelleria comunale di __________, con cui si è attestato che “__________ nato il __________, ha mantenuto il domicilio nel comune di __________ tra il 20 marzo 1999 e il 20 marzo 2000” (doc. _).
1.3. Con scritto 27 giugno 2000 l’UAM ha rammentato al rappresentante e padre del ricorrente che la copertura assicurativa non deve subire interruzioni quando sono adempiute le condizioni di legge. Per l’amministrazione il domicilio di __________ essendo sempre stato in Ticino l’obbligo di affiliazione è sempre sussistito. L’UAM ha quindi ritenuto quanto segue:
" … considerato che in questo caso la Cassa malati di appartenenza non poteva dunque decretare la fine del rapporto assicurativo in assenza di una comunicazione da parte di un nuovo assicuratore circa la continuazione senza interruzione della copertura assicurativa;
Lo scrivente Ufficio
decid e :
1. È dichiarata la continuità del rapporto assicurativo per __________ con la __________ Cassa malati.
2. La __________ Cassa malati è tenuta a riscuotere i premi assicurativi ai sensi di legge." (Doc. _)
Con scritto 5 luglio 2000 __________ ha inoltrato reclamo contro la decisione adducendo che il figlio __________ ha anche il passaporto giapponese, in Giappone vi era copertura assicurativa presso la Cassa Malati del nonno ed ha osservato come __________ abbia accettato le dimissioni dalla Cassa. In conclusione __________ ha indicato che:
" … l'errore, se errore vi è stato da parte di __________ è da imputare unicamente __________, ritenuto che __________ aveva comunque le basi giuridiche per rifiutare la copertura assicurativa, ritenuto che comunque l'istituto delle ass. sociali di Bellinzona certo non mi avrebbe sostenuto le spese di un'eventuale causa contro __________, ritenuto che legalmente __________ comunque aveva un'altra copertura assicurativa in un altro stato siccome cittadino di quello stato, per i quali motivi, a mio personale giudizio, ritengo di dovervi comunicare con la presente di non accettare la vostra decisione in merito."
(Doc. _)
Il 21 agosto 2000 l’Istituto delle assicurazioni sociali ha emanato nuova decisione di conferma della precedente indicando il domicilio in Ticino, l’obbligo di assicurazione ad esso connesso e l’assenza degli estremi di cui all’art. 2 cpv. 2 OAMal per l’esenzione dall’obbligo di assicurazione. Insoddisfatto della decisione __________, patrocinato dall’avv. __________ di __________, ha impugnato la decisione dinanzi a questo TCA con le seguenti argomentazioni:
" … Con lettera raccomandata di data 29 marzo 1999 (doc. _), il signor __________ aveva annunciato alla Cassa Malati __________ che la moglie __________ ed il figlio __________ erano partiti per il Giappone temporaneamente per 12 mesi, a far tempo dal 20 marzo 1999.
Il signor __________ aveva pure precisato che sia la moglie che il figlio disponevano di un'assicurazione in Giappone, chiedendo quindi che sia la moglie sia il figlio venissero esonerati dal pagamento dei premi.
…
La Cassa Malati __________ con lettera di data 8 aprile 1999 qui annessa in copia quale doc. _, aveva totalmente accolto la richiesta accettando in sostanza la disdetta per il 31 marzo 1999. Ciò dopo avere preso atto della richiesta di cui al doc. _, il cui contenuto e le cui motivazioni erano state chiaramente specificate senza potere dare adito a discussioni.
…
è chiaro che il signor __________ ha in ogni caso agito in perfetta buona fede, chiedendo alla Cassa Malati __________ l'esonero dal pagamento dei premi per moglie e figlio.
Il tutto dopo avere spiegato alla Cassa Malati __________ il motivo alla base della richiesta.
La Cassa Malati __________ ha da parte sua accettato senza riserve le dimissioni, senza avvertire il signor __________ della situazione giuridica (se mai la stessa fosse quella descritta dalla resistente), e senza in ogni caso rifiutare la disdetta sostenendo la necessità di un nuovo assicuratore circa la continuazione senza interruzione della copertura assicurativa (o accettando la stessa sotto questa espressa riserva).
In ogni caso va detto che il signor __________, come del resto la moglie, ha dovuto affiliarsi obbligatoriamente ad una Cassa Malati giapponese, la quale offriva del resto le stesse prestazioni (se non prestazioni maggiori) rispetto alla Cassa Malati Svizzera). La documentazione verrà prodotta il più presto possibile, e del resto non pare normale che il signor __________ debba pagare due casse malati. …" (Doc. _)
1.4. Dal canto suo l’amministrazione ha risposto con atto del 17 novembre 2000 in cui si sostiene quanto segue:
" … La parte ricorrente conferma testualmente, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che "la moglie __________ e il figlio __________ erano partiti per il Giappone temporaneamente per 12 mesi" (grassetto nostro).
Nel frattempo il domicilio del piccolo __________ veniva mantenuto nel Cantone Ticino.
La disanima di causa potrebbe fermarsi qui, infatti:
v si è meridianamente in presenza di un soggiorno temporaneo all'estero: soggiorno temporaneo che di principio conferisce il diritto a prestazioni all'estero da parte dell'assicurazione malattie svizzera (artt. 34 cpv. 2 LAMal e 36 OAMal);
v il domicilio resta corrente in Svizzera.
…
Due risultano essere qui le argomentazioni della ricorrente e meglio:
v la buona fede del signor __________ nel richiedere alla Cassa malati __________ l'esonero del pagamento dei premi, in particolare, per il figlio, oggetto del presente ricorso;
v il piccolo __________ "ha dovuto affiliarsi obbligatoriamente ad una Cassa malati Giapponese".
Quanto alla buona fede del signor __________ al momento della richiesta di "esonerare al pagamento dei premi (…) il bambino" (cfr. doc. _ dell'allegato ricorsuale (TCA) - e non già della richiesta di rescissione del contratto!! -, nessuno francamente può dubitare.
Quanto alla presunta obbligatorietà dell'affiliazione all'assicurazione giapponese, va rilevata la contraddizione con l'esposto 5 luglio 2000 del signor __________ (doc. agli atti), che fa stato di una non meglio specificata "Cassa malati del nonno che fa capo a Istituzioni governative (obbligatoria per i dipendenti statali in Giappone)".
Da quanto suesposto - atteso che per costante giurisprudenza e dottrina l'onere della prova compete a chi pretende per sé miglior giudizio -, appare evidente come non emerge un contesto di obbligatorietà assicurativa decretata nei confronti di tutta la popolazione residente ai sensi di un diritto pubblico estero, bensì di un segmento che interessa una ristretta cerchia di cittadini giapponesi (in casu: dipendenti statali).
Quanto all'eventuale possibilità di esenzione dall'obbligo d'assicurazione LAMal, palesemente lo stesso non può entrare in linea di conto; e ciò per le ragioni ampiamente evidenziate nel corso della causa di specie.
Osservato che alcun elemento nuovo emerge in sede ricorsuale, questa parte convenuta non può che confermarsi interamente nelle decisioni sin qui rese nell'ambito del gravame di specie." (Doc. _)
Dal canto suo il ricorrente ha chiesto una proroga del termine per produrre nuove prove ed il 12 febbraio 2001 ha prodotto una serie di documenti da cui deriverebbe l’obbligo di affiliarsi ad una cassa malati giapponese. Nella sua presa di posizione l’amministrazione indica l’irrilevanza degli elementi probatori prodotti. Il 10 aprile 2001 il giudice delegato ha chiesto alla __________ la trasmissione dei dossier relativi al ricorrente ed alla di lui madre. La Cassa Malati ha trasmesso una serie di documenti unicamente il 1 ottobre 2001 e dopo numerosi solleciti di questo TCA. Questi documenti sono stati trasmessi alle parti per osservazioni.
considerato, in diritto
2.1. Giusta l'art 3 cpv. 1 LAMal è tenuta ad assicurarsi, nell'ambito dell'assicurazione obbligatoria delle cure medico-sanitarie, ogni persona domiciliata in Svizzera, secondo la norma infatti:
" 1 Ogni persona domiciliata in Svizzera deve assicurarsi o farsi assicurare dal proprio rappresentante legale per le cure medico-sanitarie entro tre mesi dall’acquisizione del domicilio o dalla nascita in Svizzera.
2 Il Consiglio federale può prevedere eccezioni all’obbligo d’assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di Stati esteri. (…)
L'art. 1 OAMal precisa in proposito che
" 1 Le persone domiciliate in Svizzera ai sensi degli articoli 23 a 26 del Codice civile svizzero (CC) sono tenute ad assicurarsi conformemente all’articolo 3 della legge."
Una persona ha il proprio domicilio civile ove dimora con l'intenzione di stabilirvisi durevolmente (art. 23 CCS) e dove si trova il centro delle sue relazioni e dei suoi interessi (DTF 125 V 78 consid. 2 a e giurisprudenza citata; DTF 123 III 100).
__________ è cittadino svizzero domiciliato in Svizzera dalla nascita senza soluzione di continuità come attestato dal doc. _ della Cancelleria comunale di __________. Anche durante il periodo di soggiorno del bambino con la mamma in Giappone, di durata comunque limitata, __________ è stato domiciliato in Ticino luogo di domicilio del padre. La partenza per l’estero della mamma ha comportato, per la stessa, la perdita di validità del permesso di dimora annuale di cui __________ era beneficiaria. Per il figlio invece, siccome cittadino elvetico, la situazione del domicilio non si è modificata. Lo stesso padre del piccolo ha comunicato alla Cassa Malati __________ la partenza temporanea del bambino durante un periodo di 12 mesi, con parallela richiesta di esonero del pagamento del premio di CHF 190.- mensili.
L’esistenza del domicilio in Svizzera, che non è assolutamente contestata dalle parti, comporta di conseguenza l’obbligo di assicurazione secondo la LAMal per il ricorrente.
2.2. L'art 3 cpv. 2 e 3 LAMal da facoltà al Consiglio Federale di prevedere eccezioni all'obbligo di assicurazione, segnatamente per i dipendenti di organizzazioni internazionali e di stati esteri, o di estendere l'obbligo di assicurazione a persone non aventi il domicilio in Svizzera, in particolare a quelle che esercitano un'attività in Svizzera o vi risiedono per un periodo prolungato (art 3 cpv. 2 lett. a) e a quelle che lavorano all'estero per conto di un datore di lavoro con sede in Svizzera.
2.3. Facendo uso della delega di cui all'art 3 cpv. 1 LAMal, il Consiglio federale ha emanato l'art 2 OAMal che prevede diverse ipotesi di eccezione all'obbligo di assicurazione.
In particolare, giusta l'art 2 cpv. 2 OAMal, a domanda, sono esentate dall'obbligo di assicurazione le persone obbligatoriamente assicurate contro le malattie in virtù del diritto estero, se l'assoggettamento all'assicurazione svizzera costituirebbe un doppio onere e se esse beneficiano di una copertura assicurativa equivalente per le cure in Svizzera.
Le condizioni cumulative per l'esonero poste da questo articolo sono, dunque, le seguenti:
assoggettamento obbligatorio ad un'assicurazione estera;
- protezione estera equivalente a quella offerta dalla LAMal;
- doppio onere finanziario.
Con tale disposto si vuole evitare un doppio assoggettamento nei casi in cui la persona tenuta ad assicurarsi ai sensi dell'art 3 cpv. 1 LAMal è parimenti obbligata a farlo in virtù del diritto pubblico estero, senza possibilità di svincolo e con obbligo del pagamento dei premi a condizione che l'assicurazione estera offra una copertura equivalente a quella offerta dalla LAMal.
A questo proposito, nella sentenza emanata il 20.5.1999 in re DFI c. I.A. (inc. 33/999), il TFA ha osservato quanto segue:
" ... une dispense de l'obligation d'assurance ne peut être envisagée que si le ressortissant étranger est obligatoirement assuré contre la maladie en vertu du droit étranger (art 2 al 2 OAMal, Eugster, Krankenversicherung in SBVR , 1998, n. 15)..." (STFA cit. consid. 3b).
Il TFA ha ancora rilevato (STFA 29 giugno 2000 in re EZ) che il carattere obbligatorio dell’assicurazione
“… non è fine a sé stesso, bensì un istrumento destinato a garantire la necessaria solidarietà. Considerata la volontà del legislatore, si giustificava quindi di circoscrivere in modo restrittivo le eccezioni di coloro che esulano, per non essere tenuti all’obbligo assicurativo, dalla comunità di persone solidali” (STFA cit. pag. 5)
Giusta l’art. 2 cpv. 2 OAMal la possibilità di assicurarsi facoltativamente all’estero è esclusa a motivo della possibile facile elusione del carattere obbligatorio dell’assicurazione svizzera (v. RAMI 2000 no. KV pag. 20 c. 4c citata in STFA 29 giugno 2000 cit.). Per quanto attiene ai problemi suscettibili di porsi nel caso di persone anziane al beneficio di un’assicurazione facoltativa estera il TFA ha evidenziato (in STFA 29 giungo 2000 cit. loc. cit.) che la copertura straniera può essere sospesa rispettivamente trasformata temporaneamente in un’assicurazione complementare a quella obbligatoria svizzera (RAMI cit. pag. 21 c. 4 d)
In merito alla possibilità di far compenetrare un’assicurazione estera obbligatoria ed una facoltativa sempre straniera – il TFA ha osservato come:
" cc) La ricorrente sostiene pure che il requisito dell'affiliazione ad un'assicurazione obbligatoria all'estero dovrebbe essere considerato adempiuto tramite l'integrazione delle due menzionate assicurazioni olandesi, di cui una è obbligatoria.
Anche questa censura dev'essere disattesa. Infatti, al proposito occorre rilevare che, in occasione della recente revisione dell'art. 2 OAMal, il Consiglio federale ha ritenuto non dover integrare nel nuovo testo dell'ordinanza il cpv. 6 del progetto di revisione dell'OAMal posto in consultazione, il quale riguardava, appunto, i casi particolari costituiti da certe persone anziane o malate coperte in maniera estesa attraverso un'assicurazione privata estera o un'assicurazione statale a cui si aggiunge un'assicurazione privata (procedura di consultazione relativa a un progetto di revisione parziale dell'ordinanza sull'assicurazione malattie, del 25 novembre 1996)."
A proposito del pagamento dei premi sempre il TFA, in una sentenza 11 ottobre 2000, in un caso relativo a cittadini statunitensi al beneficio di copertura assicurativa senza necessità di corresponsione diretta di un premio ma dipendente da servigi resi all’ente pubblico e con la constatazione dei costi assunti dalla compagnia assicurativa medesima, non ha considerato adempiute le condizioni dell’art. 2 cpv. 2 OAMal.
2.4. Nel caso di specie il ricorrente ha sostenuto la tesi dell’esistenza di una copertura obbligatoria per le malattie in Giappone, di cui __________ è pure cittadino, con la conseguente necessità di esonero in Svizzera dall’obbligo assicurativo. La tesi non può essere seguita. In effetti il ricorrente ha prodotto una serie di documenti, in lingua giapponese, in parte tradotti dalla madre. Detti documenti non permettono però di concludere per l’esistenza di un obbligo assicurativo a carico del piccolo __________. In effetti si può unicamente dedurre come su documenti apparentemente dell’Assicurazione nazionale contro le malattie di __________ (doc. _ e _) sia riportato il nome ed il cognome (da nubile) della madre del ricorrente ed il cognome del figlio (doc. _) con le date 4 dicembre 1999 e 26 marzo 2000. Il doc. _ reca invece il nome della madre del ricorrente, l’indicazione del “figlio” le date 21 marzo 1999 e 4 dicembre 1999. Si ha così un’indicazione temporale riferita all’intera permanenza del ricorrente in Giappone, ma – purtroppo – i documenti così come prodotti non danno nessuna indicazione supplementare, non precisano alcuna esistenza di un obbligo assicurativo e neppure l’estensione delle coperture esistenti in Giappone. Analogo discorso vale per il doc. _ che indica, ancora per il comune di __________, il nome della madre del ricorrente, del di lei padre e del “figlio del figlio”. Gli atti prodotti, tradotti in maniera sommaria dalla madre del ricorrente, non permettono di ritenere date le condizioni legali per l’esonero dall’obbligo di assicurazione. Una traduzione “giurata” piuttosto che quella indicata come “sommaria” da parte della madre del ricorrente non appare necessaria alla luce dell'esito del gravame e della natura degli atti in discussione.
2.5. Nel caso di specie non è quindi dimostrato che le coperture assicurative di cui ha beneficiato __________ in Giappone durante il periodo del suo soggiorno siano coperture obbligatorie, alle quali non era possibile svincolarsi ritenuta l’esistenza di un domicilio in Svizzera e l’esistenza qui di un obbligo assicurativo, e comportanti un doppio onere finanziario per premi. Non è inoltre dimostrata l'equivalenza delle prestazioni.
L’onere di comprovare l’obbligatorietà secondo il diritto pubblico estero dell’assicurazione malattia e della mancata possibilità di non assoggettarsi alla stessa incombe alla parte che postula lo svincolo dall’obbligatorietà dell’assicurazione di base voluta dalla LAMal come permette di ritenere il testo di legge:
" Alla domanda va accluso un attestato scritto dell’organo estero competente che dia tutte le informazioni necessarie.”
Nel caso concreto il giudice delegato ha permesso, a richiesta di __________, di produrre le attestazioni che fornissero tutte le informazioni necessarie e permettessero di ritenere l’esistenza di un obbligo assicurativo, l’impossibilità di svincolo dallo stesso, l’esistenza di un obbligo di versamento di premi e l’estensione delle prestazioni assicurative in Giappone. I documenti trasmessi a questo TCA e tradotti, anche se solo sommariamente dalla signora __________, non permettono però di giungere alle conclusioni volute dal ricorrente.
Già la prima delle condizioni legali poste dalla legge per l’ottenimento dell’esenzione non è data e, quindi, l’esenzione non può essere concessa (RAMI 2000 no. KV 102 pag. 20 consid. 4c-e e RAMI 1999 no. KV 81 pag. 337; STFA 6 luglio 2001 in re J.E.H.).
2.6. Nelle sue motivazioni __________ rileva come non possa essergli fatto obbligo di versare i premi alla Cassa Malati __________ per il periodo di sua permanenza in Giappone alla luce della sua buona fede. In effetti secondo il ricorrente egli avrebbe postulato alla Cassa Malati __________ l’esonero del pagamento dei premi con scritto 29 marzo 1999 e __________ ha attestato (doc. _, nello stesso senso doc. _):
" Wegen Ihrem Wegzug aus der Schweiz bestätigen wir Ihnen den Austritt für __________ und __________ aus der Krankenkasse __________ in der obligatorischen Grundversicherung, sowie in allen Zusatzversicherungen auf den 31.03.1999." (Doc. _)
La __________ ha riammesso in seguito (doc. _) di nuovo gli assicurati a partire dal 1 aprile 2000. Il ricorrente ne deduce, per l’accettazione senza riserve delle dimissioni da parte della __________ che non ha imposto la designazione di alcun nuovo assicuratore malattia svizzero, che sarebbe stata violata la sua buona fede.
2.7. Secondo la giurisprudenza (cfr. SZS 1998 pag. 41; DTF 121 V 66; RAMI 1993 pag. 120-121, Pratique VSI 1993 pag. 21-22, RCC 1991 pag. 220 consid. 3a, RCC 1983 pag. 195 consid. 3, RCC 1982 pag. 368 consid. 2, RCC 1981 pag. 194 consid. 3, RCC 1979 pag. 155, DLAD 1992 p. 106; DTF 119 V 307 consid. 3a; DTF 118 Ia 254 consid. 4b; DTF 118 V 76 consid. 7; DTF 117 Ia 287 consid. 2b, 418 consid. 3b e sentenze ivi citate; RDAT I-1992 n° 63, DTF 116 V 298ss; STFA 5 aprile 1994 in re M.C., STFA 3 settembre 1993 in re A.Z) e la dottrina (Grisel, Traité de droit administratif, vol. I, pag. 390ss; Knapp, Précis de droit administratif, 4a ed., n° 509, pag. 108-109; Haefliger, Alle Schweizer sind vor dem Gesetze gleich, pag. 217ss) affinché la buona fede di un assicurato possa essere tutelata, nei casi in cui l'amministrazione formula una promessa o crea un'aspettativa in modo contrario alla legge, devono essere adempiute cumulativamente le seguenti condizioni:
1.- l'informazione deve riferirsi ad una situazione individuale e concreta;
2.- essa deve emanare da un organo competente o che possa essere ritenuto tale compatibilmente con l'attenzione esigibile nelle circostanze.
3.- la promessa dev'essere propria a ispirare fiducia.
Ciò significa che l'interessato, date le circostanze, non deve poter riconoscere l'erroneità della disposizione. La comunicazione dell'amministrazione deve infatti essere interpretata come il destinatario può e deve capirla usando tutta l'attenzione da lui esigibile (protezione della buona fede dell'assicurato).
Una mancanza di chiarezza di un'informazione da parte della cassa non può trarre seco conseguenze sfavorevoli per il cittadino (cfr. DTF 106 V 33, consid. 4; 104 V 18 consid. 4; RAMI 1991, p. 68).
Inoltre l'informazione deve essere incondizionata. Qualora l'organo amministrativo che fornisce la comunicazione esprime - almeno implicitamente, ma con chiarezza che la comunicazione non è definitiva, il destinatario della comunicazione non può far valere la propria buona fede (cfr. Imboden-Rhinow, Schweiz. Vewaltungsrechtsprechung, 5a. edizione, n. 75 B III b 3);
4.- l'informazione deve aver indotto il destinatario ad adottare un comportamento che gli è pregiudizievole.
5.- la legge non deve essere cambiata dal momento in cui l'informazione è stata data (RAMI 1991 p. 68ss; DTF 113 V 87 consid. 4c; 112 V 199 consid. 3a; 111 V 71; 110 V 155 consid. 4b; 109 V 55; STFA 10.9.1996 in re S. riguardante una modifica dei regolamenti interni di una cassa).
La giurisprudenza applicabile in materia, in relazione con l'art. 4 v. Cost. (DTF 121 V 66 consid. 2), è applicabile anche in virtù del nuovo art. 9 Cost. (RAMI 2000 p. 223).
2.8. Nel caso in esame è fuor di dubbio che la Cassa Malati __________ ha accettato la sostanziale dimissione dell'assicurazione obbligatoria per le cure medico sanitarie del ricorrente. Essa ha avuto informazioni corrette e precise in merito, __________ ha infatti chiaramente comunicato l’intenzione della moglie e del figlio, di cui __________ aveva tutte le necessarie informazioni circa nazionalità, domicilio e data di nascita, di volersi trasferire per un periodo di 12 mesi in Giappone dove sarebbero stati coperti assicurativamente contro le malattie (ciò che i doc. _ rendono comunque verosimile). __________ è stato anche preciso quo alla data d’inizio della richiesta di sospensiva e, per la moglie, ha pure prodotto “la copia del certificato di partenza emesso dall'Ufficio degli stranieri di __________ ” (doc. _). A fronte della precisa istanza la Cassa __________ ha preso una posizione con lo scritto 28 febbraio 2000 e, prima ancora, con lo scritto 8 aprile 1999, in cui si attesta la ricevuta delle disdetta dalla Cassa per le coperture obbligatorie relative alla moglie ed al figlio del richiedente (si rammenta che __________ non aveva che _ anni al momento dei fatti ed era quindi rappresentato dal padre). La Cassa ha quindi ammesso la dimissione con effetto al 31 marzo 1999, ha specificato che l’eventuale credito per premi in eccesso versati sarebbe stato accreditato successivamente ed ha invitato a restituire la carta __________.
A non averne dubbio la Cassa Malati ha preso una decisione in perfetta consapevolezza della situazione di fatto, nella sua veste di assicuratore malattia e quindi di autorità amministrativa competente, o che poteva certamente essere considerata tale dall’assicurato, decisione che si è rivelata errata e che ha comportato pregiudizio per l’assicurato il quale, alla luce della situazione ha comunque fatto capo ad una copertura assicurativa estera ed ha omesso di versare i premi assicurativi imposti dall'assicurazione obbligatoria voluta dalla LAMal. Con la sua decisione __________ ha indotto il ricorrente a ritenere non dovuti i premi in questione durante il periodo di 12 mesi durante il quale egli era assente in Giappone. __________ non poteva certamente ritenere che __________, alla luce della sua doppia nazionalità, dell’esistenza di una copertura assicurativa in Giappone contro le malattie, e della sorte toccata all’analoga posizione di sua madre __________, stesse prendendo una decisione errata. La decisione ha portato, come detto, pregiudizio per l’omissione del pagamento e per la copertura straniera, e dall’emanazione della decisione non vi è stata una modifica della legge su questo punto.
Si deve quindi ritenere violata, nel caso concreto, la buona fede del ricorrente il quale va protetto nelle sue aspettative. A __________ non può quindi essere fatto obbligo di pagare i premi assicurativi per il periodo di 12 mesi durante i quali egli ha risieduto in Giappone, al beneficio di una copertura assicurativa giapponese di cui non ha postulato l'esonero, pur rimanendo domiciliato in Ticino. La buona fede del ricorrente va infatti protetta.
2.9. Alla luce di quanto precede il ricorso va accolto e la decisione impugnata annullata. Visto l’esito dell’impugnativa lo Stato verserà al ricorrente, patrocinato da un legale, l’importo di CHF 1'000.- a titolo di ripetibili.
2.10. Alla luce delle emergenze istruttorie le ulteriori prove offerte dal ricorrente in sede di ricorso non sono rilevanti per il giudizio di merito a fronte degli elementi già acquisiti agli atti e delle argomentazioni che precedono. Secondo la costante giurisprudenza qualora l’istruttoria da effettuare d’ufficio conduca l’amministrazione o il giudice, in base ad un apprezzamento coscienzioso delle prove, alla convinzione che la probabilità di determinati fatti deve essere considerata predominante e che altri provvedimenti probatori non potrebbero modificare il risultato, si rinuncerà ad assumere altre prove (apprezzamento anticipato delle prove; Kieser, Das Verwaltungsverfahren in der Sozialversicherung, pag. 212 no. 450, Kölz/Häner, Verwaltungsverfahren und Verwaltungsrechtspflege des Bundes, 2a ed., pag. 39 no. 111 e pag. 117 no. 320; Gygi, Bundesverwaltungsrechtspflege, 2a ed., pag. 274; cfr. anche STFA dell'8 marzo 2001 in re A.C.R., G.P. e F.F., consid. 7a, H 115/00 e H 132/00; DTF 122 II 469 consid. 4a, 122 III 223 consid. 3c, 120 Ib 229 consid. 2b, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti). Tale modo di procedere non costituisce una violazione del diritto di essere sentito desumibile dall'art. 29 cpv. 2 Cost. (e in precedenza dall'art. 4 vCost.; DTF 124 V 94 consid. 4b, 122 V 162 consid. 1d, 119 V 344 consid. 3c e riferimenti).
In concreto, questo Tribunale, come indicato, ritiene la fattispecie sufficientemente chiarita dall’esame degli atti dell’incarto per cui rinuncia ad ottenere una traduzione formale da parte del ricorrente dei documenti prodotti in lingua giapponese, rispettivamente rinuncia a richiamare i documenti dall’Ufficio stranieri così come richiesto con il ricorso a pag. 3.
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é accolto nel senso dei considerandi e la decisione impugnata è annullata.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato che verserà al ricorrente, a titolo di ripetibili, l’importo di CHF 1'000.--.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
Il presidente Il segretario
Daniele Cattaneo Fabio Zocchetti