RACCOMANDATA
Incarto n. 35.1999.00102 MM/sc
Lugano 15 marzo 2000
In nome della Repubblica e Cantone del Ticino
La vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni
Giudice Giovanna Roggero-Will
con redattore:
Maurizio Macchi
segretario:
Fabio Zocchetti
statuendo sul ricorso del 1 ottobre 1999 di
__________,
rappr. da: avv. __________,
contro
la decisione del 12 luglio 1999 emanata da
__________,
rappr. da: avv. __________, in materia di assicurazione contro gli infortuni
ritenuto, in fatto
1.1. In data 2 ottobre 1997, a __________ (1965), all'epoca muratore presso l'Impresa di costruzioni __________ SA di __________, è penetrato un tondino di ferro nell'occhio destro, con conseguente rottura del bulbo oculare destro (doc. _ e _).
Nel maggio 1998, l'infortunato è stato sottoposto, dapprima, ad un intervento d'eviscerazione e, successivamente, all'applicazione di una protesi oculare.
Il caso è stato assunto dall'__________, il quale ha regolarmente corrisposto le prestazioni assicurative.
1.2. Alla chiusura del caso, con decisioni formali 6 ottobre 1998 e 1° aprile 1999, l'Istituto assicuratore ha assegnato a __________ un'indennità per menomazione dell'integrità del 35% (doc. _), rispettivamente una rendita degressiva del 20% dal 1° gennaio 1999 e del 10% dal 1° gennaio 2000 fino al 1° gennaio 2001 (doc. _).
A seguito dell'opposizione interposta dal lic. iur. __________ per conto dell'assicurato, l'__________ ha, il 12 luglio 1999, sostanzialmente confermato il contenuto della sua prima decisione (doc. _).
1.3. Con tempestivo ricorso, l'assicurato, patrocinato dall'avv. __________, ha chiesto che l'__________ venga condannato a versargli una rendita d'invalidità di durata indeterminata del 27%, "… data dal raffronto fra il reddito conseguito in qualità di muratore (fr. 56'550.-- annui) con il reddito conseguito in qualità di magazziniere (fr. 41'600.-- annui) …" (cfr. I, p. 11).
A supporto della propria pretesa ricorsuale, l'insorgente - fondandosi sul certificato 27 aprile 1999 della dottoressa __________, __________ presso l'Ospedale oftalmologico __________ di __________ - ha fatto valere che l'esercizio dell'attività di muratore non sarebbe più esigibile da un profilo medico e, pertanto, propone di considerare, quale reddito da invalido, il guadagno realizzato svolgendo il mestiere di magazziniere presso l'_____ (fr. 41'600 annui).
1.4. In risposta, l'__________ ha postulato un'integrale reiezione del gravame con argomenti di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto (III).
1.5. In replica, __________ ha chiesto, fra l'altro, che il TCA abbia ad ordinare l'allestimento di una perizia medica giudiziaria, allo scopo di "… determinare la capacità lavorativa del Signor __________ nella sua precedente professione come muratore" (VII).
1.6. Pendente causa il TCA ha interpellato l'ex datore di lavoro dell'assicurato, allo scopo d'ottenere dei chiarimenti riguardo alle mansioni che quest'ultimo era chiamato a svolgere in qualità di muratore (IX).
La risposta dell'Impresa di costruzioni __________ SA è pervenuta a questa Corte il 18 novembre 1999 (XII + bis).
Il ricorrente ha presentato le proprie osservazioni in data 25 novembre 1999 (XIV), l'______ il 1° dicembre 1999 (XV).
in diritto
In ordine
2.1. La presente vertenza non pone questioni giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi dell’art. 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni sociali (cfr. STFA del 26 ottobre 1999 nella causa D.C.).
Nel merito
2.2. Oggetto della lite é soltanto la questione di sapere se é o meno corretto che l’__________ abbia messo __________ al beneficio di una rendita d'invalidità scalare e limitata nel tempo.
Trattandosi dell’indennità per menomazione dell’integrità, la decisione formale 6 ottobre 1998 - non essendo stata contestata - é da tempo cresciuta in giudicato.
2.2.1. L'invalidità è la diminuzione della capacità di guadagno, presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio.
Così l'art. 4 cpv. 1 LAI definisce l'invalidità nella versione in vigore dal 1.1.1988, ma il medesimo concetto vale negli altri settori delle assicurazioni sociali.
In questo senso va letto l'art. 18 cpv. 1 LAINF: "È considerato invalido chi è presumibilmente alterato nella sua capacità di guadagno in modo permanente o per un periodo rilevante".
Due sono, dunque, di norma gli elementi costitutivi dell'invalidità:
1. il danno alla salute fisica o psichica (fattore medico);
2. la diminuzione della capacità di guadagno (fattore economico).
Tra il danno alla salute e l'incapacità di guadagno deve inoltre intercorrere un nesso causale adeguato (fattore causale). Nell'assicurazione obbligatoria contro gli infortuni deve esserci per giunta un nesso causale adeguato tra il danno alla salute e l'infortunio.
L'invalidità, concetto essenzialmente economico, si misura in base alla riduzione della capacità di guadagno e non secondo il grado di menomazione dello stato di salute.
D'altro canto, poiché l'incapacità di guadagno importa unicamente nella misura in cui dipende da un danno alla salute, la determinazione dell'invalidità presuppone preliminarmente adeguati accertamenti medici che rilevino il danno in questione.
Spetta al medico fornire una precisa descrizione dello stato di salute dell'assicurato e di tracciare un esatto quadro degli impedimenti ch'egli incontra nell'esplicare determinate funzioni.
Il medico indicherà per prima cosa se l'assicurato può ancora svolgere la sua professione, precisando quali sono le controindicazioni in quell'attività e in altre analoghe.
Egli valuterà finalmente il grado dell'incapacità lavorativa che gli impedimenti provocano sia nella professione attuale sia nelle altre relativamente confacenti.
L'invalidità, proprio perché concetto essenzialmente economico, si misura raffrontando il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora o potrebbe realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili, in un mercato del lavoro equilibrato, dopo l'adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 LAI e 18 cpv. 2 ultima frase LAINF).
Il grado d'invalidità corrisponde alla differenza, espressa in percentuale, tra il reddito ipotetico conseguibile senza invalidità e quello, non meno ipotetico, conseguibile da invalido.
La giurisprudenza federale ha, più volte, confermato il principio che, nella determinazione dell'invalidità, non c'è la possibilità di fondarsi su una valutazione medico-teorica del danno alla salute dovuto all'infortunio e che occorre, sempre, basarsi sulle conseguenze economiche di tale danno.
Tuttavia, se il danno alla salute non é tale da imporre un cambiamento di professione, di regola, il giudizio sull’incapacità lavorativa non esprimerà valori superiori all’incapacità lavorativa indicata dal medico. Questo perché si suppone che esplicando tutto l’impegno professionale che la restante capacità lavorativa medico-teorica ancora permette di sviluppare, l’assicurato esprime una capacità di guadagno della medesima proporzione (RAMI 1993, U168, p. 100; DTF 114 V 313, consid. 3b).
2.2.2. Secondo la giurisprudenza, l’assicuratore può accordare rendite temporanee o degressive anche se l’art. 18 LAINF non ne fa cenno (RAMI 1986, p. 258ss., consid. 2a; 1987, p. 306, consid. 2; DTF 106 V 48; 109 V 23 consid. 2b; Ghélew, Ramelet, Ritter, Commentaire de la loi sur l’assurance-accidents, Losanna 1992, p. 105ss.).
Simili rendite vanno accordate se, al momento della loro fissazione, é già prevedibile e verosimile che l’incidenza delle affezioni consecutive all’infortunio sulla capacità di guadagno diminuiranno completamente o in parte in un avvenire più o meno vicino a causa di assuefazione o adattamento.
L’adattamento risulta da mutamenti anatomici e, inoltre, dal fatto che le funzioni perse da un organo sono progressivamente riprese dagli organi vicini. Ad esempio, un’articolazione completamente bloccata può essere compensata da un’accresciuta mobilità di altre articolazioni.
L’assuefazione é, invece, l’attitudine funzionale massima che acquista l’organo leso in ragione della ripetizione continua di un’attività (Maurer, Schweizerisches Unfallversicherungsrecht, Berna 1985, p. 370; Ghélew, Ramelet, Ritter, op. cit., p. 105).
Al momento in cui la riduzione o la soppressione della rendita prendono effetto, é ancora possibile verificare l'esattezza delle previsioni iniziali. Tale esame va fatto tramite l'apertura d'ufficio di una procedura di revisione oppure mediante la presentazione da parte dell'assicurato di una domanda di revisione (RAMI 1993 145ss.; Rumo-Jungo, Bundesgesetz über die Unfallversicherung, Zurigo 1995, pag. 128; STFA inedita 15 dicembre 1992 nella causa G.L.M.; STFA inedita 15 dicembre 1995 nella causa G.L.M. consid. 2b).
Trattandosi, in particolare, delle lesioni oculari, vige una consolidata giurisprudenza a mente della quale, secondo l'esperienza medica, l'handicap risultante dalla perdita dell'acuità visiva di un occhio viene generalmente corretto in larga misura grazie all'assuefazione e all'adattamento dell'interessato e che solo raramente (in circa il 10% dei casi) causa una diminuzione, peraltro minima, della capacità di guadagno. In circostanze normali e a condizione che l'assicurato fornisca prova della buona volontà da lui esigibile, l'adattamento alla situazione monoculare avviene nel giro di un periodo che, secondo l'età dell'infortunato, può variare da sei mesi a due anni al massimo. È proprio per tener conto di tale processo d'adattamento che la prassi prevede l'erogazione di rendite transitorie (cfr., ad esempio, RAMI1986 U3, p. 258ss.; STFA 27.7.1999 in re M. D. c. INSAI consid. 3a, inedita).
2.3. Ritornando alla presente fattispecie, __________, a seguito dell'evento traumatico 2 ottobre 1997, ha perso l'occhio destro, sostituito da una protesi.
L'Istituto assicuratore convenuto l'ha posto al beneficio di una rendita d'invalidità scalare e limitata nel tempo (20% nel primo anno e 10% nel secondo), facendo chiaramente riferimento alle indicazioni risultanti dall'esperienza in materia d'oftalmologia (cfr. consid. 2.2.2.). Ciò è, del resto, pure stato confermato dalla dottoressa __________, specialista FMH in oftalmologia presso la Divisione medica dell'__________ a __________:
" Der Patient erlitt durch einen Unfall den totalen Verlust des rechten Auges. Er ist Prothesenträger. Das andere nicht betroffene Auge ist gesund und weist einen vollen Visus von 100% auf. Der Versicherte arbeitete als Maurer mit einer Zusatzausbildung, genannt Certificato Typo A. Die Monokelsituation ansich bedingt keine Arbeitsunfähigkeit.
Die ophthalmologischen Erfahrungen zeigen, dass ein einseitiger Visusverlust durch Angewöhnung und Anpassung weitgehend korrigiert werden kann. Die Angewöhnungszeit bis zum Erreichen des Tiefenschätzungsvermögens, ist je nach Alter unterschiedlich. Laut den gesetzlichen Strassenverkehrsregeln bedingt die Einäugigkeit keine Fahruntauglichkeit aber eine Angewöhrungszeit von 3-6 Monaten. Um so weniger besteht eine Unzumutbarkeit für die meisten beruflichen Tätigkeiten. Die Erfahrungsstatsachen zeigen, dass die Erwerbsfähigkeit durch den Verlust eines Auges überraschend selten beeinträchtigt wird. Eine Erwerbseinbusse nach Verlust eines Auges fehlt meist oder fällt geringfügig aus, nämlich etwa in 10% aller Fälle.
Das Gesichtsfeld erleidet beim Blick in die nähe praktisch keine Einschränkung.
Beim Blick in die Ferne lässt es sich durch eine leichte Kopfbewegung kompensieren.
Stereoskopisches Sehen ist nicht unbedingt mit Binokularsehen gleichzusetzen. Zur Tiefenlokalisation dient auch die scheinbare Grösse der betrachteten Objekte, die Linienüberschneidung, die perspektivischen Verkürzungen, die Verteilung von Licht und Schatten, welche es nach den erforderlichen Angewöhnungszeit auch beim Einäugigen erlauben, räumlich zu sehen. Höchstens bei sehr, bzw., rasch wechselnden Arbeitsvorgängen kann sich ein gewisser Qualitätsunterschied im Tiefensehen auswirken. Beispielsweise bei Akkordarbeiten am Fliessband oder Ähnlichem.
Gefährliche Arbeit, die jedoch einen erhöhten Anspruch an die Stereoopsis erfordern sind nicht mehr zumutbar, so z.B. das Führen von gefährlichen Maschinen wie Kran, Bagger oder Hubstapler, das Lenken eines Motorfahrzeuges zum gewerbsmässigen Transportieren von Personen. Das Führen eines privaten Personenwagens ist wie schon erwähnt erlaubt. Arbeiten auf gesicherten Gerüsten sind zumutbar. Arbeiten auf nicht gesicherten Gerüsten über Schulterhöhe bzw. über 1,5 m Höhe sind nicht zumutbar. Arbeiten im Tiefbau sollten möglich sein, Arbeiten in Innenräumen, die gesichert sind, ebenfalls. Berücksichtigt man diese Einschränkungen, ist unsere Patient als Maurer ganztags durchaus arbeitsfähig. Die Leistung kann wegen der Monokelsituation eingeschränkt sein. Die Erfahrung zeigt, dass diese Einschränkung höchstens 10-20% beträgt, terminiert auf 1-2 Jahre. Eine Angewöhnung an die Monokelsituation erfolgt ca. 4 Monate nach Verlust des Sehens.
Diese Angaben stehen keinesfalls kontradiktär zum Zeugnis aus dem Hôpital Ophtalmique __________.
Was die Tiefenwahrnehmung und die Distanzabschätzung betrifft wurde bereits oben erklärt.
Unter der Berücksichtigung der oben erwähnten Einschränkungen kann der Patient nach einer Eingewöhnungszeit von 4 Monaten ganztags als Maurer eingesetzt werden.
Seine Leistung dürfte im oben erwähnten Rahmen wegen der Monokelsituation bis zum Erlangen des Pseudostereosehen eingeschränkt sein, deswegen gewährt die __________ eine Leistungseinbusse von 10-20%, terminiert auf 1-2 Jahre." (doc. _)
La tesi difesa dalla dott.ssa __________ è avversata dalla dott.ssa __________, __________ aggiunto presso l'Ospedale oftalmologico di __________, a mente della quale sarebbe assolutamente fuori discussione che l'assicurato possa tornare a lavorare sui cantieri in qualità di muratore. In effetti, sempre a detta della dott.ssa __________, appare difficile immaginare __________ confrontato a delle situazioni limite, quali, ad esempio, quelle di lavorare su ponteggi o su una scala (doc. _).
2.4. Il contenuto del referto 27 aprile 1999 della dott.ssa __________ (doc. _), non permette a questa Corte di pervenire alla conclusione che __________ non sarebbe più in grado di riprendere l'originaria attività di muratore. Infatti, la sua opinione non può, ovviamente, bastare a porre in dubbio quella più generalmente diffusa secondo cui gli infortunati che lamentano un danno alla salute analogo a quello di cui l'assicurato è portatore riescono, di regola, a recuperare, per assuefazione ed adattamento, le facoltà originarie.
Ciò nondimeno, il TCA non ha ignorato il fatto che l'applicazione della succitata giurisprudenza é limitata a quelle attività che non richiedono esigenze visive elevate o una vista stereoscopica piena e non implicano la permanenza in situazioni esposte come tetti o ponteggi, l'utilizzazione di veicoli pericolosi o l'esecuzione di movimenti di precisione (cfr. STFA 27.7.1999 succitata) ed ha, in questo senso, interpellato l'ex datore di lavoro di __________ allo scopo di chiarire la natura delle mansioni che quest'ultimo era chiamato a svolgere nel quadro della professione di muratore (IX).
Per conto dell'Impresa di costruzioni __________ SA ha risposto il gestore tecnico, __________, il quale ha dichiarato d'aver personalmente diretto alcuni dei cantieri in cui aveva, a suo tempo, lavorato il qui ricorrente. In merito all'attività concretamente svolta dall'assicurato, __________ ha affermato quanto segue:
"b) l'attività di muratore esercitata a suo tempo dal __________ non comportava l'esecuzione di lavori sui tetti. Prevedeva invece saltuariamente l'esecuzione di lavori su impalcature;
c) per prevenire incidenti su impalcature la __________ SA applicava ed applica tuttora l'Ordinanza concernente la prevenzione degli infortuni nei lavori di costruzione dell'8 agosto 1967. In particolare rispettava e rispetta quanto statuito nel capitolo 2 "ponteggi"."
(cfr. XII bis).
Alla luce di quanto precede, non si può che concludere che l'attività di muratore esercitata da __________ presso il suo ex datore di lavoro, non comportava delle situazioni di potenziale pericolo, pur considerando la perdita totale della facoltà visiva all'occhio destro. Pertanto, a mente del TCA - in considerazione anche della ancor giovane età dell'assicurato (1965), fattore questo che nell'ipotesi di perdita del visus di un occhio incide favorevolmente sulla facoltà di adattamento e, quindi, sulla capacità lavorativa (cfr. RAMI 1986 U3 p. 261 consid. 3a; STFA 15.12.1992 in re M., inedita) - non si giustifica di porre l'insorgente al beneficio di una rendita d'invalidità a carattere permanente, neppure di minima entità.
Tale conclusione si rivela, peraltro, essere conforme - oltre che alla suddetta sentenza pubblicata in RAMI 1986, riguardante un assicurato esercitante la professione di muratore - alla recentissima pronunzia 27 luglio 1999 (cfr. doc. 51), in cui il TFA ha confermato la decisione mediante la quale l'Istituto assicuratore convenuto aveva riconosciuto una rendita d'invalidità del 10% limitata a due anni - ad un operaio/magazziniere totalmente privato dell'acuità visiva all'occhio destro. La nostra Corte federale ha, in quell'occasione, ritenuto determinante - oltre la ancor giovane età dell'interessato - proprio la circostanza che la professione d'operaio/magazziniere non richiede esigenze visive elevate o una vista stereoscopica piena e non implica la permanenza in situazioni esposte come tetti o ponteggi, l'utilizzazione di veicoli pericolosi o l'esecuzione di movimenti di precisione (cfr. consid. 3b).
A questo punto, lo scrivente TCA non può, ovviamente, fare propria la tesi difesa dall'insorgente, secondo cui il grado d'invalidità andrebbe stabilito raffrontando il reddito che egli avrebbe conseguito continuando ad esercitare la professione di muratore (reddito da non invalido) con quello effettivamente realizzato lavorando in qualità di magazziniere presso l'__________ (reddito da invalido).
Tale approccio avrebbe potuto entrare in linea di conto soltanto nella misura in cui __________ fosse stato in grado di meglio valorizzare la sua restante capacità lavorativa, esercitando un'attività alternativa a quella di muratore (quale, ad esempio, quella di magazziniere), ciò che non è però il caso. Al proposito, è ancora utile rammentare che, secondo dottrina e giurisprudenza, l’assicurato deve compiere ogni sforzo per valorizzare al massimo le sue capacità di guadagno (STFA 10.9.1998 in re S. inedita; DTF 123 V 96 consid. 4c; RAMI 1996 U240 p. 96; SVR 1995 UV35 p. 106 consid. 5b e riferimenti).
Per questi motivi
dichiara e pronuncia
1.- Il ricorso é respinto.
2.- Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.
3.- Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Adligenswilerstrasse 24, 6006 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.
L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.
Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni
La vicepresidente Il segretario
Giovanna Roggero-Will Fabio Zocchetti