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Ticino Tribunale cantonale delle assicurazioni 24.03.2003 32.2002.95

March 24, 2003·Italiano·Ticino·Tribunale cantonale delle assicurazioni·HTML·3,379 words·~17 min·6

Summary

Sentenza o decisione senza scheda

Full text

Raccomandata

Incarto n. 32.2002.95   BS/cd

Lugano 24 marzo 2003  

In nome della Repubblica e Cantone del Ticino  

Il vicepresidente del Tribunale cantonale delle assicurazioni

Giudice Raffaele Guffi

con redattore:

Marco Bischof, vicecancelliere  

segretario:

Fabio Zocchetti

statuendo sul ricorso del 1 luglio 2002 di

__________

rappr. da: __________  

contro  

la decisione del 13 giugno 2002 emanata da

Ufficio assicurazione invalidità, 6501 Bellinzona 1      in materia di assicurazione federale per l'invalidità

ritenuto,                           in fatto

                               1.1.   __________, nato nel 1952, direttore e amministratore unico del Garage __________, nel mese di dicembre 1996 a seguito di un infortunio si è procurato una lesione alla spalla destra. In gennaio 1997 è apparsa una sindrome vertiginosa, con forti emicranie ( cfr. rapporto 3 dicembre 1999 del medico curante, dr. __________, doc. AI _).

Il 24 novembre 1999 egli ha presentato una domanda volta ad ottenere delle prestazioni AI per adulti (doc. AI _).

                               1.2.   Esperiti gli accertamenti di natura medica ed economica, di cui si dirà, per quanto occorra, nei considerandi di diritto, con progetto di decisione 22 aprile 2002, l’Ufficio assicurazione invalidità (UAI) ha accolto la domanda dell’assicurato riconoscendogli un quarto di rendita dal 1° luglio 1999 in quanto:

"  (…)

Dagli atti medici all'incarto, in particolare dalla perizia del Dr. __________ avvenuta nel luglio 2001 è emerso che vi è un'incapacità lavorativa e lucrativa con un grado invalidante del 40 % del febbraio 1997. Da parte della __________ era stata riconosciuta un'incapacità del 30% dal 17.11.1997 al 05.07.1998, ne consegue che l'incapacità duratura di almeno il 40% è iniziata il 06.07.1998. Giusta l'art. 29 cpv. 1 lett. b LAI, il diritto a rendita nasce dopo un anno di attesa, ovvero all'01.07.1999 e da questa data in poi beneficerà di un quarto di rendita.

Un assicurato che presenta un grado d'invalidità situato tra 40 e 50% e che si trova in una situazione economicamente precaria, ha diritto a una mezza rendita invece di un quarto di rendita." (cfr. doc. AI _)

                                         Non avendo ricevuto dall’assicurato osservazioni in merito al progetto di decisione, con provvedimento formale 13 giugno 2002 l’UAI ha erogato all’assicurato un quarto di rendita e delle rendite completive per la moglie e per il figlio, il tutto con effetto retroattivo al 1° luglio 1997 (doc. AI _).

                               1.3.   Contro la decisione amministrativa è tempestivamente insorto __________, per il tramite del suo medico curante, postulando il riconoscimento di una mezza rendita. A motivazione del gravame il dr. __________ ha rilevato:

"  (…)

Infatti il paziente si sente molto invalidato a fatica riesce a seguire i lavori della propria officina e ultimamente sta subentrando anche uno stato depressivo reattivo proprio alla contingenza dei fatti e alla sintomatologia. Vi prego pertanto di rivedere la situazione e di verificare se non fosse il caso di un 50%." (cfr. doc. _)

                               1.4.   Mediante risposta 7 agosto 2002 l’amministrazione ha chiesto la reiezione del gravame, rimarcando in particolare quanto segue:

"  (…)

Contestato risulta quindi il grado di capacità lavorativa medico teorico.

Ora, come noto, le perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa da medici specializzati riconosciuti hanno forza probatoria piena se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, 122 V 161).

In casu la presa di posizione dell'amministrazione si è basata sugli esiti di un esame peritale che risulta essere stato redatto nel pieno rispetto dei criteri giurisprudenziali posti in materia. Non v'è in altri termini ragione alcuna perché ci si discosti dalla valutazione espressa dal dottor __________.

II dottor __________ dal canto suo non ha fornito elementi concreti, atti ad inficiare la valutazione espressa dal perito. Nell'atto di ricorso si limita infatti a citare lo stato soggettivo del paziente, senza peraltro oggettivare un effettivo peggioramento ("II paziente si sente"). Anche dal punto di vista psichico non è reso verosimile alcun cambiamento di stato, limitandosi il sanitario ad esprimere una dichiarazione del tutto generica.

In via abbondanziale si rileva ad ogni modo che la depressione reattiva non rappresenta una patologia a carattere invalidante secondo la LAI, dal momento che per sua natura non è destinata a durare nel tempo, e non adempie quindi al necessario requisito di durevolezza.

Ne consegue che il grado di inabilità medico ritenuto dall'amministrazione è corretto." (cfr. doc. _)

                               1.5.   Con lettera 27 agosto 2002 il dr. __________ ha aggiunto che:

"  II paziente da me curato in questi anni presenta due problematiche

ben precise come evidenziato nella perizia del Dr. __________ ed in particolare una problematica vertiginosa ed una sintomatologia emicranica. Sebbene quest'ultima abbia permesso al Dr. __________ di concludere per un'inabilità al 40% il paziente continua a lamentare molte volte un handicap legato alla sintomatologia vertiginosa che il Dr. __________ a pagina 5 interpreta come "piuttosto soggettive non pericolose legate eventualmente allo stato d'ansia" e che non determinerebbero un'invalidità. Credo invece che il trauma avvenuto nel dicembre '96 e l'inizio quasi concomitante di disturbi vertiginosi nell'inizio del gennaio '97 e il decorso stesso della malattia stiano a deporre in favore di una patologia vestibolare che rende la vita parecchio difficile al Signor __________. Quest'ultimo non nasconde una profonda frustrazione per gli impedimenti nell'attività lavorativa e non è escluso che cederà l'officina proprio per l'incapacità a seguire come si deve i propri affari. Il grado d'inabilità del 40% che tiene conto dell'emicranie non rispecchia l'attuale situazione. Credo infatti che vada aumentata inglobando nell'incapacità anche la sintomatologia vertiginosa al contrario di quanto concluso dal Dr. __________ nella propria perizia. Valuto il grado d'incapacità del paziente attualmente al 50%. L'esigua differenza del 10% rispetto all'attuale valutazione dell'ufficio AI implica ovvie differenze economiche." (cfr. doc. _)

                               1.6.   Invitato dal TCA a prendere posizione su quanto rimarcato dal medico curante, con scritto 2 settembre 2002 l’UAI, allegando una nota del dr. _________ del Servizio di accertamento medico dell’AI (SMR), ha sostenuto che le precisazioni del dr. __________ non forniscono alcun nuovo elemento di giudizio (X).

                                         in diritto

                                         In ordine

                               2.1.  La presente vertenza non pone questioni  giuridiche di principio e non è di rilevante importanza (ad esempio per  la difficoltà dell’istruttoria o della valutazione delle  prove). Il TCA può dunque decidere nella composizione di un Giudice unico ai sensi degli articoli 26 c cpv. 2 della Legge organica giudiziaria civile e penale e 2 cpv. 1 della Legge di procedura per le cause davanti al Tribunale delle assicurazioni (cfr. STFA del 18 febbraio 2002 nella causa H., H 335/00; STFA del 4 febbraio 2002 nella causa B., H 212/00; STFA del 29 gennaio 2002 nella causa R. e R., H 220/00; STFA del 10 ottobre 2001 nella causa F., U 347/98 pubblicata in RDAT I-2002 pag. 190 seg.; STFA del 22 dicembre 2000 nella causa H., H 304/99; STFA del 26 ottobre 1999 nella causa C., I 623/98).

                                         Nel merito

                               2.2.   Oggetto del contendere è il riconoscimento a __________ una mezza rendita AI.

                               2.3.   Con il 1° gennaio 2003 è entrata in vigore la Legge federale sulla parte generale del diritto delle assicurazioni sociali (LPGA; RS 830.1), la quale ha portato alcune modifiche legislative anche in ambito dell’assicurazione per l’invalidità. Tale legge non è tuttavia applicabile alla fattispecie concreta, poiché, secondo la giurisprudenza del TFA, il giudice delle assicurazioni sociali non tiene conto di modifiche legislative e di fatto verificatesi dopo il momento determinante della resa del provvedimento amministrativo impugnato (STFA non pubblicata del 9 gennaio 2003 nella causa A.A., P76/01; DTF 127 V 467 consid. 1, 121 V 366 consid. 1b). Ne consegue che, essendo stato il provvedimento qui impugnato reso il 13 giungo 2002, gli articoli di seguito citatati della LAI e dell’OAI corrispondono al tenore in vigore sino al 31 dicembre 2002.

                               2.4.   A norma dell'art. 4 cpv. 1 LAI l'invalidità, nel senso della legge, è l'incapacità al guadagno presunta permanente o di rilevante durata, cagionata da un danno alla salute fisica o psichica, conseguente a infermità congenita, malattia o infortunio. Gli elementi fondamentali dell'invalidità, secondo la surriferita definizione, sono quindi:

·    un danno alla salute fisica o psichica conseguente a   infermità congenita, malattia o infortunio, e

·    la conseguente incapacità di guadagno.

                                         Occorre quindi che il danno alla salute abbia cagionato una diminuzione della capacità di guadagno, perché il caso possa essere sottoposto all'assicurazione per l'invalidità (G. Scartazzini, Le rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 216ss).

                                         Va inoltre precisato che, secondo l'art. 28 cpv. 1 LAI, gli assicurati hanno diritto a una rendita intera se sono invalidi almeno al 66 2/3 %, a una mezza rendita se sono invalidi almeno al 50 % o a un quarto di rendita se sono invalidi almeno al 40 %.

                               2.5.   Secondo l'art. 28 cpv. 2 LAI l'invalidità è determinata stabilendo il rapporto fra il reddito del lavoro che l'assicurato conseguirebbe, dopo l'insorgenza dell'invalidità e dopo l'esecuzione di eventuali provvedimenti d'integrazione, nell'esercizio di un'attività lucrativa ragionevolmente esigibile da lui in condizioni normali di mercato del lavoro e il reddito del lavoro che egli avrebbe potuto conseguire se non fosse diventato invalido.

                                         Il grado d'invalidità dell'assicurato deve quindi essere determinato dal raffronto del reddito ch'egli ancora può conseguire nonostante la sua invalidità con quello che avrebbe potuto guadagnare in assenza delle affezioni di cui è portatore (RCC 1992, pag. 182 consid. 3; RCC 1990, pag. 543 consid. 2; M. Valterio, Droit et pratique de l'assurance-invalidité, Les prestations, pagg. 200 e ss.).

Si confronta perciò il reddito che l'assicurato avrebbe potuto conseguire se non fosse divenuto invalido con quello ch'egli può tuttora realizzare, benché invalido, sfruttando la residua capacità lavorativa in attività da lui ragionevolmente esigibili in condizioni normali del mercato del lavoro, previa adozione di eventuali provvedimenti integrativi (art. 28 cpv. 2 LAI).           

Nel confronto dei redditi la giurisprudenza - di regola - non tiene conto di fattori estranei all'invalidità, come ad esempio la formazione professionale, le attitudini fisiche e psichiche e l'età dello assicurato (RCC 1989, pag. 325 consid. 2b; DTF 107 V 21 consid. 2c; G. Scartazzini, Les rapports de causalité dans le droit suisse de la sécurité sociale, pag. 232; D. Cattaneo, Les mésures préventives et de réadaptation de l'assurance-chômage, pagg. 316 e s. nn. 1158 e 1159 e la giurisprudenza citata).

La misura dell'attività ragionevolmente esigibile dipende d'altra parte dalla situazione personale dell'assicurato e dalla possibilità di applicazione di misure reintegrative.

La situazione personale dell'assicurato è essenziale per la valutazione della residua capacità al guadagno.

                                         Secondo il TFA i due redditi, dalla cui differenza emerge il grado dell'incapacità di guadagno, vanno stabiliti in maniera precisa. Se ciò non è possibile, devono essere calcolati sulla base di una valutazione fondata sulle circostanze concrete (SVR 1996 IV Nr. 74 consid. 2a, DTF 114 V 313 consid. 3a).

                               2.6.   Nel caso in esame, __________ è direttore e amministratore unico della Garage __________. Secondo il rapporto 19 dicembre 1997 della __________ egli “ si occupa della vendita e dell’amministrazione del garage __________. Colloquio con i clienti, giri di prova con autoveicoli, telefono, contabilità, acquisto e prelevamento di pezzi di ricambio. Svolge quindi attività prettamente sedentaria alternata a quella all’esterno che comporta la guida di veicoli “ (Doc. AI _).

Al fine di accertare lo stato di salute dell’assicurato e le eventuali ripercussioni sulla capacità lavorativa, l’amministrazione ha incaricato il dr. __________ di eseguire una perizia neurologica (doc. AI _). Nel dettagliato e completo referto 12 novembre 2001 lo specialista in neurologia, dopo aver esaminato la documentazione medica contenuta agli atti, proceduto ad una visita ambulatoriale e ad un’esaustiva anamnesi, ha posto la seguente diagnosi con ripercussioni sulla capacità lavorativa: emicrania con aura visiva; sensazioni vertiginose soggettive dopo probabile vestibolopatia acuta (1997) attualmente senza deficit oggettivabili (cfr. doc. AI _ pag. 3)

In merito alle eventuali conseguenze sulla capacità lavorativa, il perito ha riassunto quanto segue:

"  (…)

B CONSEGUENZE SULLA CAPACITA' DI LAVORO

1.   MENOMAZIONI QUALITATIVE E QUANTITATIVE DOVUTE AI DISTURBI CONSTATATI

-     A livello psicologico e mentale: è possibile che i disturbi vertiginosi possano preoccupare il paziente, tuttavia non sono tali da indurre ad un'incapacità lavorativa nella sua professione.

-     A livello fisico: le crisi di emicrania possono effettivamente provocare delle assenze dal lavoro 1-2 giorni per settimana al massimo.

-     Nell'ambito sociale: non vedo quali problemi i disturbi del paziente possono interferire eccetto eventualmente le crisi di emicrania.

2. CONSEGUENZE DEI DISTURBI SULL'ATTIVITÀ ATTUALE:

Come già detto il paziente potrebbe essere obbligato a smettere di lavorare per qualche ora o una giornata intera, 1-2 volte per settimana, causa le cefalee ed i disturbi visivi, che le precedono. L'attività attuale è tuttavia ancora praticabile, in assenza di cefalee, 8 ore al giorno.

Calcolando l'assenza dal lavoro 1 ½ giorno per settimana si potrebbe concedere al massimo un'incapacità lavorativa del 40%.

II tutto dal febbraio 1997.

È possibile che inizialmente, causa le vertigini più intense, il paziente possa essere stato inabile al lavoro in modo maggiore, secondo l'evoluzione normale delle vestibolopatie acute, tuttavia non più di un mese.

3. CONSEGUENZE SULLA CAPACITÀ DI INTEGRAZIONE:

Non necessari provvedimenti di integrazione.

II paziente può perfettamente lavorare nella sua professione, attualmente ha assunto dei collaboratori che possono facilmente sostituirlo nei giorni in cui non può presentarsi al lavoro.

L'assicurato è senz'altro in grado di svolgere altre attività sempre piuttosto di ufficio.

IN CONCLUSIONE:

Valuterei un'incapacità lavorativa, causa le cefalee abbastanza frequenti al 40% dal 1997.

Consiglierei tuttavia delle revisioni ogni due anni con diminuzione delle prestazioni qualora le emicranie diventassero più rare." (cfr. doc. AI _ pag. 5)

                                         L’UAI, sulla base della perizia del dr. __________, ha quindi riconosciuto un quarto di rendita dal 1° gennaio 1997.

                                2.7   Perché un rapporto medico abbia valore probatorio è determinante che esso valuti ed esamini in maniera completa i punti litigiosi, si fondi su degli esami approfonditi, prenda conto di tutti i mali di cui si lamenta l'assicurato, sia stabilito in piena conoscenza dei suoi antecedenti (anamnesi) e sia chiaro nell'esposizione delle correlazioni mediche o nell'apprezzamento della situazione medica; le conclusioni dell'esperto devono inoltre essere motivate (cfr. Ulrich Meyer‑Blaser, Die Rechtspflege in der Sozialverziasicherung, BJM 1989 p. 31; Pratique VSI 3/1997 pag. 123). A proposito delle perizie mediche eseguite nell'ambito della procedura amministrativa il TFA ha già avuto modo di evidenziare che, nell'ipotesi in cui sono state eseguite da medici specializzati riconosciuti, hanno forza probatoria piena, se giungono a conclusioni logiche e sono state realizzate sulla base di accertamenti approfonditi, fintanto che indizi concreti non inducono a ritenerle inaffidabili (DTF 123 V 176, DTF 122 V 161, 104 V 212; STFA del 14 aprile 1998 in re O.B. inedita, STFA del 28 novembre 1996 in re G.F. inedita, STFA 24.12.1993 in re S.H. inedita; SVR 1998 IV Nr. 1 p. 2; SZS 1988 p. 329 e 332; ZAK 1986 p. 189). Lo stesso vale per le perizie fatte esperire da medici esterni (DTF 104 V 31; ZAL 1986 p. 188; RAMI 1993 p. 95).

                                         Il TFA ha inoltre precisato che, nell'ipotesi in cui si tratti di una lite in materia di prestazioni, dall'art. 4 CF rispettivamente 6 CEDU, non può essere dedotto il diritto di essere sottoposto ad una perizia medica esterna (DTF 122 V 157). Nell'ambito del libero apprezzamento delle prove è in linea di principio consentito all'amministrazione e al giudice fondare la propria decisione su basi di giudizio interne all'istituto assicuratore. Per quanto riguarda l'imparzialità e l'attendibilità di simili prove, devono tuttavia essere poste delle esigenze severe (DTF 122 V 157). Per quel che riguarda il medico di fiducia, infine, secondo la generale esperienza della vita, il giudice deve tener conto del fatto che, in dubbio, egli attesta a favore del suo paziente (DTF 125 V 353 consid. 3a)cc), cfr. U. Meyer‑Blaser, Rechtsprechung des Bundesgericht im Sozialversicherungsrecht, Zurigo 1997 p. 230).

                               2.8.   Nell'evenienza concreta questo TCA non intravede ragioni che gli impediscono di far proprie le conclusioni cui è pervenuto il perito, specialista nella materia che qui interessa, il quale ha compiutamente valutato il danno alla salute lamentato dall'assicurato, giungendo a conclusioni logiche e motivate in merito alla parziale capacità al lavoro (40%) nella propria attività lucrativa.

                                         Con scritto 27 agosto 2002 il dr. __________ contesta la valutazione peritale in merito alla sintomatologia vertiginosa, ritenuta non invalidante, in quanto “il trauma avvenuto all’inizio del 1997 ed il decorso stesso della malattia stanno a deporre in favore di una patologia vestibolare che rende parecchio difficile la vita al Signor __________ ” (VIII). Inoltre egli sostiene che “ il grado d’inabilità del 40% che tiene conto dell’emicranie non rispecchia l’attuale situazione”, per poi concludere che l’incapacità lavorativa venga aumentata del 10% “inglobando … anche la sintomatologia vertiginosa al contrario di quanto sostenuto dal dr. __________ nella propria perizia”. (VIII).

Orbene, dalla lettura della perizia si evince come lo stato neurologico dell’assicurato sia perfettamente normale e come si tratti di un paziente normoteso, il quale psichicamente “non presenta segni di aggravazione o simulazione né della linea nevrotico-psicotica” (doc. AI _ pag. 4). Il dr. __________ ha pertanto concluso:

"  Non ho messo in evidenza nessun disturbo neuropsicologico, in particolare della memoria, può darsi che accusi qualche disturbo della concentrazione, in relazione con i disturbi sopracitati. Dal punto di vista strettamente neurologico non vedo tuttavia perché il paziente non possa lavorare nella sua professione” (Doc. AI _, pag. 4).

                                         Per questi motivi, in merito alla patologia vertiginosa il neurologo ha in particolare evidenziato che tale problematica “ al momento attuale, in assenza di deficit vestibolo-cerebrali, penso sia risolta dal punto di vista clinico. Le sensazioni vertiginose residuali sono piuttosto soggettive e non pericolose, legate eventualmente allo stato d’ansia” (doc. AI _ pag. 5), precisando comunque che il paziente “non mi è sembrato depresso” (doc. AI _ pag. 4 ). Il dr. __________ non ha tuttavia portato né comprovato alcun elemento oggettivo che possa mettere in dubbio la chiara valutazione fornita dal perito, specialista in neurologia. Non vi è quindi alcun motivo per ritenere che la sindrome vertiginosa abbia delle ripercussioni invalidanti. Per quanto riguarda le emicranie, il perito ha valutato che la presenza abbastanza frequente di questa affezione “potrebbero tuttavia ridurre la presenza in ufficio 1-2 giorni la settimana” che, su una giornata lavorativa di otto ore, rappresenta una limitazione del 40%. Il dr. __________ ha inoltre evidenziato che “ per l’emicrania, con un trattamento ed una cura delle crisi con triptani, si dovrebbe poter ridurre la frequenza d’apparizione”, con conseguente riduzione della incapacità lavorativa. Il perito ha infine rimarcato che “ rimane il punto interrogativo sulla disponibilità dell’Assicurato ad ammettere il miglioramento “ (doc. AI _ pag. 5).

                                         Da ultimo va rilevato come il medico curante non abbia oggettivato né reso verosimile un eventuale peggioramento, affermando unicamente in sede di ricorso che “il paziente si sente molto invalidato ed a fatica riesce a seguire i lavori della propria officina e ultimamente sta subentrando anche uno stato depressivo reattivo proprio alla contingenza dei fatti e della sintomatologia”.

In conclusione, alla luce delle risultanze della perizia del dr. __________ cui non può che essere attribuita forza probante piena conformemente ai succitati parametri giurisprudenziali (cfr. consid. 2.7, ) - è da ritenere dimostrato con la certezza richiesta nel campo delle assicurazioni sociali (DTF cfr. DTF 121 V 208 consid. 6a; DTF 115 V 142 consid. 8b; SVR 1996 Nr. 85 pag. 269; SVR 1996 LPC Nr. 22 pag. 263ss RAMI 1994 pag. 210/211) che, almeno al momento della decisione contestata (il giudice delle assicurazioni sociali valuta la legalità della decisione impugnata in base alla situazione di fatto e di diritto esistente al momento in cui essa è state resa; cfr. DTF 121 V 366 consid. 1b, 116 V 248 consid. 1a, 112 V 93 consid. 3, 99 V 102), l’affezione somatica di cui __________ è portatore provoca un'incapacità al lavoro, rispettivamente al guadagno, del 40% ciò che permette l’erogazione di un quarto di rendita. Ne consegue che la decisione contestata deve essere confermata e il ricorso respinto.                        

Per questi motivi

dichiara e pronuncia

                                 1.-   Il ricorso é respinto.

                                 2.-   Non si percepisce tassa di giustizia, mentre le spese sono poste a carico dello Stato.                             

                                 3.-   Comunicazione agli interessati i quali possono impugnare il presente giudizio con ricorso di diritto amministrativo al Tribunale federale delle assicurazioni, Schweizerhofquai 6, 6004 Lucerna, entro 30 giorni dalla comunicazione.

                                         L'atto di ricorso, in 3 esemplari, deve indicare quale decisione è chiesta invece di quella impugnata, contenere una breve motivazione, e recare la firma del ricorrente o del suo rappresentante. Al  ricorso dovrà essere allegata la decisione impugnata e la busta in cui il ricorrente l'ha ricevuta.

Per il Tribunale cantonale delle assicurazioni

Il vicepresidente                                                    Il segretario

Raffaele Guffi                                                         Fabio Zocchetti

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